Riportiamo da Il Messaggero del 14 novembre 2008 un articolo di Alessia Marani in cui sono contenuti gli intenti della Giunta Alemanno in materia di Emergenza casa.
«Primo, partire subito con un vero Piano Casa, quindi avviare un processo di ritorno alla legalità. Quello delle occupazioni è un fenomeno che deve esaurisi affrontando il problema seriamente. In questo senso, l’amministrazione ha il dovere di eliminare in pochi mesi la vergogna di avere in una Capitale come Roma ancora migliaia di famiglie in attesa di una casa con punteggio 10, ovvero col maggiore disagio». Così il sindaco Gianni Alemanno è intervenuto il 13 novembre sera in chiusura del Consiglio straordinario sull’emergenza abitativa che ha approvato con 32 voti favorevoli e 14 contrari la relazione stilata dall’assessore al Patrimonio, Alfredo Antoniozzi. Documento a cui, appunto, dovranno attingere le linee attuative del Piano. Alemanno ha anche rivolto un appello agli imprenditori: «A Roma ci sono 120mila case sfitte. Chiediamo a questo mondo di agire per l’interesse pubblico e non per quello di mercato».
L'assessore Alfredo Antoniozzi ha esordito ricordando come «dei mille alloggi assegnati dal 2005 a oggi, tutti risultano assegnati irregolarmente». Non solo, ha aggiunto: «Sulle tremila famiglie che in graduatoria hanno 10 punti solo 945 sono a posto con la documentazione, fatto su cui indaga la Procura».
Eccoli alcuni dei punti fondamentali della relazione che prevede anche un censimento del patrimonio immobiliare. Innanzitutto, si prevede di ricavare attraverso l’alienazione di immobili comunali, un fondo di 500 milioni di euro da investire in tre anni per fornire dai 3500 ai 4000 alloggi alle famiglie in graduatoria, «contando così di esaurire le richieste di chi ha 10 punti», afferma Dario Rossin, capogruppo Pdl. L’ordine del giorno approvato prende in considerazione la possibilità di acquisire i residence («dal momento - spiega Antoniozzi - che 1200 famiglie nei residence ci costano 25 milioni di euro all’anno») e l’uso delle caserme in emergenza; l’acquisizione di spazi a basso costo tramite cambi di destinazione d’uso; l’attivazione di un gruppo di vigili urbani per la prevenzione e repressione delle occupazioni abusive e della compravendita degli alloggi. Infine, la presentazione di un nuovo bando con criteri diversi.
«Finora Alemanno sull’emergenza casa non ha fatto nulla - ha replicato in Aula il capogruppo del Pd, Umberto Marroni - Da sei mesi sono bloccati gli espropri per realizzare i 6.500 alloggi dei Piani di Zona già approvati e sono ferme le procedure per realizzare altri 3.700 alloggi popolari. Tutte procedure già approvate che potrebbero dare una risposta concreta: più di 13.000 case». «Se l’emergenza c’è, prima di avventurarsi in nuove e lunghissime procedure di variante al nuovo Piano Regolatore - ha aggiunto - va realizzato quello già avviato e previsto. Speriamo che almeno su questo la nuova Giunta non torni indietro».
Durante l’assemblea il presidente del Consiglio, Marco Pomarici, ha allontanato una donna dei movimenti di lotta per la casa che protestava tra il pubblico. Alemanno ha incontrato una delegazione dei Comitati che manifestava sotto il Campidoglio, convocando un tavolo comune sull’emergenza abitativa per la prossima settimana». Partecipando a una trasmissione televisiva in mattinata, Alemanno aveva già ribadito la necessità di «ridurre il numero di campi nomadi» e di «lanciare un piano case di 30mila alloggi che deve servire in primo luogo per gli italiani, parecchi, che non hanno una casa, poi per gli immigrati regolari che lavorano e per i nomadi che si vogliono integrare».