Governare l’urbanistica per valorizzare la Storia del territorio del V municipio

Rendere fruibili i ritrovamenti archeologici utilizzando al meglio le potenzialità economiche dei programmi urbanistici
Sergio Scalia - 4 maggio 2017

Tutti i giornali hanno parlato in questi giorni del ritrovamento di un cunicolo dell’Acquedotto Appio, il più antico di Roma, che risale a circa 2.300 anni fa. Il ritrovamento è avvenuto nell’area del Centro Servizi Prenestino, dove è stata realizzata la nuova struttura di Esselunga.

Si  tratta infatti di uno speco con una copertura in conglomerato cementizio gettato su uno strato di quattro-cinque tavole di legno. E l’acqua scorreva in pendenza da est verso ovest, a una quota di più di 21 metri sotto terra.

Sempre in quell’area, nella parte più vicina alla Via Prenestina, erano stati rinvenuti anche i resti di sepolcri romani e  di alcune Domus con reperti di mosaici, resti  che,  secondo il progetto approvato dalla Regione, dovrebbero essere salvaguardati all’interno di un’area verde prevista nell’Accordo di Programma del CSP (Centro Servizi Prenestino).

Il  progetto approvato prevede anche la realizzazione di uno spazio teatrale per 300 posti, che la precedente Giunta Municipale aveva proposto di trasformare in una sala prove del Teatro dell’Opera, a fronte di un impegno economico del Teatro per la risistemazione e l’apertura dei capannoni di Quarticciolo.  Ma il Teatro dell’Opera non ha più trovato i fondi necessari, mentre i nuovi ritrovamenti archeologici fanno di questo quadrante un punto da valorizzare con un vero e proprio spazio museale in cui raccogliere molte ricchezze archeologiche del  territorio, uno spazio che possa utilizzare anche le nuove tecnologie e la realtà aumentata per diventare una struttura turistica da cui partire verso gli itinerari archeologici del V Municipio, già individuati da molte Associazioni.

E’ utile ricordare inoltre che i titolari dell’Accordo di Programma CSP sono tenuti a versare al Comune una cifra aggiuntiva per l’acquisizione di un’area indicata dal Comune per il trasferimento degli autodemolitori, anche se da oltre 30 anni il Comune non riesce a individuare aree idonee da espropriare, per le resistenze degli abitanti e per le inadeguate destinazioni urbanistiche.

Non è raro trovare in questa città delle Convenzioni urbanistiche in cui sono stati realizzati tutti gli edifici privati, mentre alcune opere e servizi pubblici non sono mai stati completati per l’inerzia del Comune  e per l’incapacità di indicare un progetto condiviso.

E’ quindi importante che le associazioni e le forze politiche del territorio si confrontino in un percorso di partecipazione democratica per non disperdere queste potenzialità economiche e di spazi pubblici, per la salvaguardia e la valorizzazione di quelle ricchezze archeologiche e culturali del nostro Municipio.

Per i resti di via Prenestina angolo via Tor Tre Teste si attende il nulla osta comunale

Una situazione analoga si presenta nell’area tra via Prenestina e via Tor tre Teste, dove dovrebbe sorgere una Steak House di Cremonini e dove è stata rinvenuta una pavimentazione della Prenestina antica. In questo caso i proprietari dell’area hanno dato la piena disponibilità ad investire per salvaguardare e rendere fruibile l’opera secondo le indicazioni della Sovrintendenza, anziché reinterrarla come spesso avviene. Dopo un lungo confronto sui progetti di sistemazione, la Sovrintendenza ha ormai approvato il progetto da realizzare e manca solo il Nulla Osta degli Uffici Comunali per avviare i lavori. Anche qui speriamo che non trascorra molto altro tempo prima di mettere in sicurezza e rendere fruibile per tutti questa ulteriore ricchezza archeologica nel nostro Municipio.


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