Loza Dorada: le ceramiche ispano-moresche a Palazzo di Venezia

Loza DoradaLa Soprintendeza Speciale per il Polo Museale romano ed il Museo Nazionale del Palazzo di Venezia – Sezione Ceramica- hanno presentato il 14 febbraio un evento espositivo destinato a documentare la consistenza di una pregevole collezione di maioliche ispano moresche donata al Museo dall’antiquario e collezionista romano Gustavo Corvisieri.
La raccolta, tipologicamente e morfologicamente omogenea, comprende un significativo nucleo di quarantuno “maioliche dorate” dalle peculiari e caratteristiche decorazioni a riflessi metallici; tali manufatti sono stati realizzati in Spagna da artigiani musulmani o di cultura musulmana negli anni compresi fra il XVI e il XVIII secolo.

Le parole “loza dorada” fanno appunto riferimento alla preziosa finitura di tali manufatti con effetti di iridescenza metallica, che viene ottenuta mediante il sapiente uso di ossidi di rame e d’argento e grazie ad un particolare tipo di cottura.

Lo splendore dei colori, esaltati dall’illuminazione, sono frutto di una ricerca tecnica che si riproponeva, tra i suoi scopi, di aggirare il divieto coranico di usare oggetti in oro per la mensa. La tecnica del lustro, che conferisce il caratteristico colore dorato, è estremamente complessa e prevede una terza cottura della ceramica ad una temperatura non superiore ai 650 gradi e bassa concentrazione di ossigeno Tale tecnica nel XIII secolo fu importata dall’oriente musulmano nella Spagna moresca, di lì ereditata nel XIV secolo dalle fabbriche ceramiche italiane di Deruta e Gubbio. La suddivisione della collezione in tre stili di decorazione pittorica è stata determinata delle differenti aree di provenienza: valenzana, aragonese e catalana. Le decorazioni oltre ai motivi naturalistici, traggono spunto dalla scrittura, che viene trasformata in forme astratte, prive del loro significato originale.

La collezione, che rappresenta un’esemplificazione particolarmente significativa della preziosa ed inimitabile “maiolica ispano-moresca” è rimasta nei magazzini di Palazzo Venezia per più di cinquant’anni. La scelta di mostrare al pubblico tali opere risponde all’esigenza, profondamente sentita dalla Direzione del Museo di Palazzo Venezia, di esporre a rotazione gruppi di manufatti normalmente conservati nei depositi e di inserirli nel percorso museale. Ogni collezione verrà presentata a seguito di uno studio specifico, di un intervento di restauro o semplicemente per rendere pubblica la trattazione monografica di un argomento relativo alla vita dell’istituzione culturale romana; si tratta comunque e sempre di un approfondimento tematico finalizzato alla valorizzazione delle collezioni d’arte del Museo normalmente “nascoste” nei depositi a causa della cronica mancanza di adeguati spazi espositivi.

Nel corso della mostra sarà attivo un work-shop animato dai Maestri Arturo Saccone ed Elvio Sagnella che consentirà di sperimentare questa particolare tecnica decorativa e di realizzare manufatti ceramici.

Di Cristina Colaninno

Dal 14 febbraio – 14 maggio 2008 presso il Museo del Palazzo di Venezia – Via del Plebiscito, 118
Orario: da martedì a domenica ore 9.00 – 19.00
Ingresso: 4 euro
Visite guidate gratuite sabato e domenica ore 11.30
Info: 0669994299 – 284
Catalogo a Cura di Editoriale Artemide tel. 0645493446 www.artemide-edizioni.com

Un commento su “Loza Dorada: le ceramiche ispano-moresche a Palazzo di Venezia”

  1. È vergognoso non poter visitare il museo di Palazzi Venezia se non attraverso un limitatissimo percorso e comunque con le collezioni in Suo possesso, non fruibili. Esso rappresenta lo sfascio in cui si trova Roma- capitale! Signori Responsabili Vi dice nulla Palazzo Madama di Torino, suo simile nelle Collezioni? Dino Levorato Roma

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