Casa delle Culture di Roma: segnali di ascolto
Scritto da catia in Corti e Cinema, Eventi & Appuntamenti, I, Municipi, tags: TrastevereCompagnia Altrarte, dal 17 – 27 gennaio 2008 presenta “Cherry Docs” di David Gow regia Antonio Serrano con Antonio Buonanotte Alessandro Gruttadauria, scene Stefania Ponselè, costumi Antonella D’Orsi Massimo, body paint Maurizio Luchetti e Cristiana Morelli, designer support Studio 13, musiche originali di Flavio Mainella.
Il complesso rapporto tra Mike, un giovane skin head accusato dell’omicidio di un pakistano e Dan, l’avvocato ebreo chiamato a difenderlo, è il fulcro di “Cherry Docs”, dell’americano David Grow, portato in scena dalla compagnia Altrarte, per la regia di Antonio Serrano, alla Casa delle Culture dal 17 al 27 gennaio.
Un testa a testa, un gioco a due voci che si intrecciano a suon di battute lapidarie, chiare e stentoree. Sette giorni, sette scene, sette momenti in cui i protagonisti saranno costretti a confrontarsi con le proprie paure, le contraddizioni e le convinzioni più profonde. Da una parte la fede in un ideale di purezza da difendere a tutti i costi (le “cherry docs” del titolo sono gli anfibi “da battaglia” di Mike), dall’altra quella nei principi della religione di un popolo perseguitato proprio in nome di quella purezza; da una parte l’estrema intolleranza, dall’altra i supposti convincimenti liberali. Contrapposizioni nette, almeno in apparenza. Fino a che le certezze di entrambi non perdono forza e consistenza, minate dal gioco dialettico di cui i due sono allo stesso tempo protagonisti e vittime.
Note di regia: La scena è quella di un processo. A dominarla, sono solo in due: forma dialettica perfetta. La tensione che pervade il testo segue il crescendo dettato dal ritmo incalzante delle battute. Ma si tratta di un ritmo di jazz, e le due voci, dissonanti all’inizio, pian piano si accordano e avvicinano su note armoniche: i monologhi iniziali cedono il passo a battute sempre più brevi che ospitano la voce dell’altro, danno spazio alla sua ospettiva.
E’ assecondando questo ritmo che è costruita la regia di un testo scritto – come dichiara l’autore – “senza preoccuparsi di non urtare la sensibilità di qualcuno” un testo che mostra quanto siano fragili i confini tra buoni e cattivi. Un vero gioco delle parti, dove i personaggi sono lasciati in bilico tra reale natura personale e ruolo sociale, limes sottile che tiene in scacco ciascuno di noi.
Non a caso la scena rappresenta una grande gabbia: reale luogo di detenzione del naziskin ma anche metafora della prigione in cui sono rinchiusi entrambi, quella dei loro (e dei nostri) demoni…
Ufficio stampa: Maria Rita Parisi – e-mail: mariaritaparisi@gmail.com Â
dal martedi al sabato 21,30 domenica ore 18,00 biglietti: intero € 14, ridotto € 12, ridotto per i gruppi € 9
Case delle Culture, via San Crisogono, 45 – Roma tel 06.58333253 fax 06.58157182
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