In mostra a Roma il primo fumetto dedicato alla storia del Tibet
Scritto da catia in Eventi & Appuntamenti, Fotografia, I, Mostre, tags: Centro storicoSarà inaugurato a Roma sabato 15 dicembre alle ore 18.00 in una mostra-evento organizzata dal gruppo “IntegrArte”, patrocinata dal Comune di Roma e dalla Provincia, il primo fumetto dedicato alla storia del Tibet .
Il racconto illustrato dal titolo “C’era una volta il Tibet” è un lavoro originale del fumettista Valerio Giacone e della scrittrice Mara Matta che fa parte di un progetto co-finanziato dalla Commissione Europea di valorizzazione e salvaguardia delle tradizioni delle città storiche dell’Asia. Resterà esposto per una settimana presso la Galleria d’Arte “Moto di mente” in via Montegiordano 47.
Dopo la visita del Dalai Lama nella capitale che riaccende i riflettori mediatici sulla, a molti sconosciuta questione tibetana, il gruppo IntergrArte propone una serata per sensibilizzare il pubblico e contribuire attraverso l’arte al loro processo di costruzione della democrazia, in cui interverranno, tra gli altri, la professoressa di Tibetologia presso l’Università “L’Orientale” di Napoli Giacomella Orofino, Paolo Masini, Vicepresidente Commissione Cultura di Roma e Andrea dell’Angelo direttore di Asia Onlus che da vent’anni opera con progetti di sviluppo sul territorio.
Attraverso 32 tavole ad acquerello il fumetto ripercorre gli stravolgimenti subiti dalla capitale tibetana Lhasa negli ultimi 100 anni. E’ nonno Dawa, il protagonista, che racconta alla nipotina Pema com’era bella la sua città e come, soprattutto post rivoluzione culturale inscenata dalla Cina nel ‘66, nulla è più come prima. Il progresso economico portato dai cinesi e le conseguenze della globalizzazione e modernizzazione hanno trasformato la splendida Lhasa, ricca di un patrimonio architettonico unico al mondo, in una moderna città con “osceni” grattacieli di cemento.
Un vero e proprio “genocidio culturale” continua a sconvolgere questo cuscinetto strategico alle pendici dell’Himalaya e il fumetto pone degli interrogativi importanti sulla possibilità di uno sviluppo sostenibile che tenga conto delle peculiarità culturali di un popolo che ha scelto la non-violenza come unica arma per combattere.
La mostra, che resterà aperta fino al 21 dicembre, dalle ore 18 alle 22, sarà allestita anche a New York e Berlino.
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