Chiuso autolavaggio di via Antonio Raimondi per impiego di egiziani clandestini

Redazione - 15 luglio 2017

I poliziotti del commissariato di Porta Maggiore, squadra amministrativa, hanno effettuato un controllo presso un autolavaggio di via Antonio Raimondi dove è stato scoperto che il titolare, un cittadino egiziano, impiegava, illegalmente, connazionali clandestini, privi di permesso di soggiorno: due sono stati trovati intenti al lavaggio di autovetture.

I due stranieri sono stati fotosegnalati ed affidati agli agenti dell’Ufficio Immigrazione per le procedure relative all’espulsione, mentre il titolare dell’attività, oltre alla notifica delle previste sanzioni (7.200 euro), è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina.

Successivamente, gli agenti della Polizia di Stato dello stesso commissariato e funzionari della locale Direzione Provinciale del Lavoro, hanno notificato al gestore, l’ordine di cessazione dell’attività con conseguente chiusura dell’esercizio di autolavaggio.


Commenti

  Commenti: 1


  1. Su via di Centocelle (Quadraro) di autolavaggi in quelle condizioni, realizzati in negozi di edifici per civile abitazione, ce ne sono una decina, proprietari Egiziani e Bangladesh.
    Manodopera in nero, passi carrabili fai da te, a volte un’autorizzazione per una entrata posta tra due serrande.
    Appropriazione degli spazi per il parcheggio con contenitori vari, mancanza di impianto di depurazione delle acque di lavaggio (convogliate direttamente nella rete fognaria), tubi degli aspirapolvere stesi sul marciapiedi (con il rischio di cadute per i pedoni) quando addirittura non parcheggiano le auto direttamente sul marciapiedi per pulire gli interni. Confezioni di detersivi senza etichettatura che ne attesti la biodegradabilità. Affitti regolari?
    Quando cerchi di far valere le tue ragioni (impossibilità di percorrere il marciapiedi o poter parcheggiare) i ragazzi che svolgono l’attività non capiscono cosa dici e se insisti, chiamano il “proprietario” che a sua volta dopo averti ascoltato con sufficienza ti dice: – A me non piace come tu parli.

Commenti