Boom di orti a Roma per una città più verde e solidale

Quanto emerge dall'aggiornamento 2013 della mappa online di Zappata Romana
La redazione - 19 giugno 2013

Gli orti e giardini condivisi di Roma sono aumentati del 50 % in un solo anno, passando da 100 a 150. In quasi ogni quartiere della città i cittadini, davanti all’incuria dello spazio pubblico e del verde urbano, si sono rimboccati le maniche ed hanno recuperato le aree abbandonate per restituirle all’uso pubblico.

Questi i dati dell’aggiornamento 2013 della mappa on line di Zappata Romana (ww.zappataromana.net), visitata ogni anno da oltre 30 mila persone, nella versione in italiano ed in inglese, per trovare informazioni, linee guida e manuali su come fare. La mappa riporta per ogni esperienza la localizzazione, un breve testo, una fotografia e, quando possibile, i contatti.

Orti e giardini condivisi - Orti Urbani Garbatella - Foto Zappata Romana 02Il messaggio alla base del lavoro di Zappata Romana, ovvero “si può fare”, sembra essere stato accolto dai romani che, davanti all’inerzia della Pubblica Amministrazione, hanno deciso di “fare” qualcosa per se stessi e per il resto della comunità, non solo orti e giardini ma anche campi di calcio, palestre, basket, aree cani o, semplicemente, la manutenzione del verde.

Gruppi di cittadini curano le aiuole sull’Appia Nuova, a via Guarico e via dei Guastatori all’Eur e a via Giolitti vicino alla stazione Termini; al verde di Mostacciano ci pensa da solo il signor Piero, in cerca disperatamente di aiuto, mentre a Osteria del Curato i cittadini hanno realizzato una mappa on line con i nomi degli abitanti responsabili di ogni singolo albero.
Gli orti e i giardini sono per i romani lo spunto per fare altro, tessere relazioni e fare comunità. A Tor Sapienza con il progetto Sar San l’orto è l’occasione di integrazione dei bambini Rom, a Coltivatorre e Orto Capovolto ad essere integrati sono i diversamente abili, mentre ad Eutorto l’orto offre un’occasione di socialità e di “affettività” ai lavoratori dell’ex Eutelia.
Unico nel suo genere è l’Hortus Urbis (www.hortusurbis.it), orto didattico con piante antico romane nel Parco Regionale dell’Appia Antica, presso l’ex Cartiera Latina a via Appia Antica 42/50 che ha visto la riattivazione di uno spazio abbandonato, lungo l’antico e sacro Almone, attraverso il generoso contributo dei giardini e orti condivisi della città su progetto di Zappata Romana e del Parco dell’Appia Antica e che ospita tutte le domeniche laboratori per bambini.

A Roma come Londra, Barcellona e Berlino, nonostante l’assenza (per usare un eufemismo) di un ruolo propulsivo capitolino, lo spazio pubblico e le aree verdi sono il campo di sperimentazione di nuovi modelli di spazio pubblico a contatto con la natura per aumentare il capitale sociale della città restituendo aree abbandonate a tutta la cittadinanza in forma di spazi di relazioni.

E come si dice nella Capitale, “Daje” e “Daje” prima o poi si capirà l’occasione che gli orti e giardini condivisi possono rappresentare per la città.


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