Atac, scoppia il caso ‘parentopoli’

E' bufera sulle assunzioni. Nel mirino anche la fidanzata dell'assessore Marchi
Enzo Luciani - 29 novembre 2010

Giorni fa si erano accesi i riflettori sulle assunzioni dell’Atac: troppe secondo le indiscrezioni negli ultimi due anni: 854 assunzioni a chiamata diretta che avrebbero interessato parenti e amici di molti politici. Tra i neoassunti anche un’ex cubista. Oggi nel centro del mirino una nuova dipendente, la fidanzata dell’assessore ai trasporti Sergio Marchi. 

Alemanno fa sapere di essere tranquillo e che in un’ottica di trasparenza ha richiesto che l’inchiesta, avviata dalla commissione di indagine sulle politiche del personale dell’Azienda, vada fino in fondo.

L’assessore Marchi, nel frattempo, si dichiara indignato per "l’inqualificabile attacco personale". «In merito alla vicenda – ribadisce Marchi – non vi è stata alcuna assunzione, perché la persona in questione era già dipendente Cotral da circa un decennio. Il passaggio in Met.Ro Spa, oggi Atac Spa dopo la fusione – spiega l’Assessore – è stato, dunque, un semplice trasferimento aziendale previsto dalla normativa vigente nel comparto del trasporto pubblico locale».
«Questo trasferimento – sottolinea Marchi – si è tra l’altro svolto nel rispetto dei parametri retributivi già maturati in precedenza, senza nessuno scatto di carriera né di ruolo».
«Le modalità con le quali è stato creato “il caso”, che semplicemnente non esiste – prosegue l’Assessore – danno la misura della volontà di montare scandali mediatici costruiti a tavolino con argomentazioni pretestuose e inaccettabili».
«Non solo la mia coscienza è assoltamente tranquilla – conclude Marchi – ma gli ingiustificati attacchi personali mi motiveranno ancora di più nello svolgimento del mio lavoro».
 

A smentire una ‘parentopoli’ è anche il ‘Movimento per l’Italia con Daniela Santanché’. "E’ bene sapere – dichiara Riccardo Corsetto, responsabile giovanile regionale del ‘Movimento per l’Italia con Daniela Santanché’ in nota congiunta con il coordinatore regionale, Fabio Sabbatani Schiuma. –  che per diventare "segretaria" in Atac non servono concorsi, giacché il 20 maggio 2009, l’O.d.S n° 55 ha notificato l’istituzione della "Direzione Operativa" che consente al dott. Marco Coletti, fra gli altri, il potere di "selezionare, assumere, promuovere e licenziare il personale dipendente della Società, con la sola eccezione dei Dirigenti, determinandone inquadramento, mansioni, retribuzioni e quant’altro fosse opportuno."
"Si tratta di poteri certamente eccessivi e opinabili, ma si smetta di cercare in una "ragazza", che non presenta alcun legame sospetto di parentele, il capro espiatorio di una storia di malagestione in Atac che affonda le radici in quasi un ventennio di governo di sinistra in città, e solo perché ha lavorato nelle discoteche. Sono pregiudizi che non si possono accettare."

Sul fronte di guerra il Partito Democratico e l’Italia dei Valori. Un gruppo di esponenti del Pd, guidati dal consigliere Massimiliano Valeriani, ha incontrato gli avvocati del partito per esaminare tutta documentazione necessaria alla scrittura dell’esposto da presentare alla Corte dei Conti. Mentre l’Italia dei Valori ha depositato una denuncia alla Procura della Repubblica contro i vertici della municipalizzata e la "Parentopoli" all’interno dell’azienda.

Per il capogruppo del PD in Campidoglio Umberto Marroni "il ritiro delle deleghe all’assessore Marchi non è più rinviabile". Il Sindaco – afferma Marroni – si tolga i paraocchi e guardi in faccia la realtà traendone le opportune conclusioni”.

"Qualche tempo fa – insorge anche il circolo PD Marconi – scrivemmo denunciando la demagogia della Giunta Alemanno sui giochini del tram 8 spostato di 350 metri mentre non veniva affrontata seriamente la richiesta dei cittadini di Marconi di dotare il quartiere del prolungamento della stessa linea 8 da Trastevere, facendola passare per viale Marconi.

Oggi penso a quei cittadini che fruiscono del servizio pubblico ATAC e che cercano, combattono, temono per il proprio posto di lavoro. E sgomenta vedo questa dirigenza dell’ATAC, complice il Comune di Roma, far affondare un’azienda sotto i colpi del pressapochismo, del nepotismo e delle assunzioni facili. Nel frattempo al TG3 le voci degli autisti ATAC, giustamente inviperiti, denunciano lo sfascio in cui versa l’azienda.

Verrebbe voglia di inviare gli 854 favoriti – assunti per corsia preferenziale – ad un duro lavoro manuale di pulizia nelle e delle autorimesse. Ma farei demagogia. Solo un desiderio ho. Che questa inetta classe politica che sta affondando Roma sia presto mandata a casa. Nel frattempo ben vengano commissioni ed iniziative per fare luce sulla vicenda come quelle avviate dal consigliere comunale Massimiliano Valeriani". 

Didascalia foto:

I manifesti diffusi dal Circolo PD Marconi


Commenti

  1. cittadino

    ehhhh.... mi sa proprio che per sfamare tutte queste bocche toccherà aumentare il prezzo del biglietto....

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