Allagamenti delle strade e riflusso di acque fetide negli ambienti ipogei a Colli Aniene

Le associazioni collianiensi hanno incontrato l’assessore alle infrastrutture ing. Fabiana Cambiaso
Federico Carabetta - 29 ottobre 2017

Apprendiamo dell’incontro tenutosi il 27 ottobre 2017 tra l’associazionismo di Colli Aniene, l’AIC e l’assessore alle infrastrutture Margherita Gatta per rappresentare il malessere del quartiere al ripetersi degli allagamenti di box, cantine e strade in occasione di forti precipitazioni atmosferiche. Era presente l’ ing. Fabiana Cambiaso in rappresentanze dell’U.O. (Unità Organizzativa) Dissesto Idrogeologico e Opere Idrauliche.

Allagamenti, quelli degli ambienti ipogei, che con la fuoruscita di liquami fetidi, reca danni anche ingenti e mette in stato di pericolo chi ne viene coinvolto. Perché ad iniziare dal fatto igienico sanitario con l’onere per la disinfezione, i danni agli esercenti commercio, ai possessori di cantine e box, ai frigoriferi di casa, c’è l’interruzione talvolta protratta di corrente elettrica che crea panico se non rischi a chi rimane bloccato negli ascensori.
Tutto ciò crea un malessere diffuso periodicamente subito quasi con rassegnazione e a cui però le associazioni collianiensi hanno inteso mettere fine, opporsi, portando energicamente fino in Campidoglio l’annosa questione.

Desideriamo anche noi che da più di un trentennio seguiamo il succedersi degli accadimenti, dare il nostro apporto.  Suggeriamo a questo fine di porre attenzione alle conclusioni raggiunte qualche anno fa da un ristrettissimo gruppo di interessati al fenomeno.  Questi intesero dimostrare che i due fenomeni: quello dell’allagamento delle strade e il riflusso di liquami delle fogne negli ambienti ipogei, erano da esaminare separatamente.

L’allagamento delle strade, cioè il mancato fluire delle acque meteoriche nelle fogne, dipende chiaramente dall’impervietà delle stesse, a cominciare dall’ostruzione delle caditoie stradali.

Altro discorso atterrebbe agli allagamenti degli ambienti ipogei, cioè del riflusso di acque fetide dalla rete fognaria.

Negli anni abbiamo continuato a seguire e dare notizia delle attente osservazioni e deduzioni intese a determinare la causa del solo fenomeno dei rigurgiti fetidi e, come abbiamo già fatto nostro più volte in passato ed anche recentemente con l’articolo “Fetori e allagamenti tutta colpa dell’ACEA?” abbiamo rivolto la nostra attenzione verso il meccanismo idraulico di Via degli Alberini ed all’ACEA.

Tornando all’incontro del 27 ottobre, ci sembra tipico l’atteggiamento dell’assessorato che tira in ballo fattori poco attinenti quali le “valvole di ritegno” o del tutto chimeriche quali le pompe di sollevamento idraulico.

Il problema, ignorato colpevolmente dalle varie amministrazioni municipali e comunali succedutesi negli anni, ha ora logorato i cittadini che ne chiedono la risoluzione, tenuto in debito un fatto non peregrino, che i fenomeni meteorologici sono annunciati negli anni avvenire sempre più violenti e concentrati nel tempo.

Situazione questa, favorevole ad imporre di iniziare il sollevamento delle cabine di distribuzione elettrica portandole al livello di sicurezza.

Ora tocca all’assessorato il compito di informare sull’esito dell’incontro e mobilitare i dipartimenti interessati e a chiamare in causa anche l’ACEA.

Federico Carabetta


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