Alemanno: niente più alibi per la chiusura dell’Anello ferroviario

Il sindaco di Roma: chiederò all'Ad di procedere per chiudere questo nodo gordiano che strozza la mobilità della capitale
Maria Giovanna Tarullo - 23 luglio 2011

“Adesso non ci sono più alibi per la chiusura dell’anello ferroviario” – ha afferma deciso il sindaco Gianni Alemanno il 21 luglio 2011 – la prima cosa che farò è chiamare l’Ad di Trenitalia Moretti per chiedergli di procedere per chiudere questo nodo gordiano che strozza la mobilità della capitale".

Non sembra essere solo il miglioramento della viabilità lo scopo del compimento dell’opera, poiché a ridosso delle aree in questione si prevede la realizzazione del villaggio per gli atleti e quindi sarà necessaria durante l’evento Olimpico una rapida e comoda accessibilità al sistema del trasporto pubblico. L’ intervento infrastrutturale andrà ad inserirsi in questo modo nel piano strategico per la candidatura ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Roma 2020.

"Da questo momento dobbiamo correre come dei pazzi – ha continuato Alemanno – per realizzare le grandi opere. Faremo in fretta per approvare immediatamente le delibere e gli atti amministrativi che sono già pronti. Serve l’ok dell’Assemblea capitolina, ma mi auguro che tutti i gruppi politici vogliano farlo perché si tratta di un progetto condiviso da sempre".

"E’ dal ’93 – ha spiegato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno – che si parla della cura del ferro, ora usciamo dalla logica dell’alternativa tra il blocco delle opere infrastrutturali e lo strappo con alcune categorie. Noi non vogliamo tradire i piccoli imprenditori perché i grandi progetti non devono passare sopra le loro teste: i grandi progetti hanno senso solo se aiutano i cittadini".

L’assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Antonello Aurigemma, ha così commentato: "L’accordo sottoscritto dal sindaco Alemanno con i rappresentanti artigianali di via Camposampiero, propedeutico al ricollocamento delle attivita’ imprenditoriali da Tor di Quinto a Prima Porta, è la dimostrazione di quanto l’Amministrazione capitolina tenga alla realizzazione di un’opera fondamentale per la mobilità della città come la chiusura dell’anello ferroviario. Ha fatto bene il sindaco a sollecitare Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ferrovie dello Stato e Cipe a fare la loro parte e a sbloccare definitivamente il progetto, in modo che si possa consegnare alla città e all’Italia una infrastruttura di assoluta necessita.’"

Sembra proprio che il destino degli artigiani del Consorzio “2 Ponti” sia legato ormai alle Olimpiadi. A distanza di cinquant’anni dall’avvento della Roma Olimpica, che aveva disposto lo spostamento temporaneo delle attività artigianali nell’area di via Camposampiero a Tor di Quinto, è stato firmato, in vista della candidatura della Capitale ai giochi olimpici del 2020, l’atto d’obbligo con Roma Capitale che prevede il trasloco nell’area di 26 ettari ricavata nel Print di Prima Porta.

Nell’area di Prima Porta gli artigiani avranno ciascuno un lotto con concessione novantennale da corrispondere in sessant’anni.

Un’operazione attesa da tempo che permetterà così il completamento dei lavori per la chiusura dell’anello ferroviario del quale mancano ancora i due chilometri compresi tra Vigna Clara e il nodo Salaria. Un progetto di cui si parla da moltissimo tempo ormai che ha visto un susseguirsi di una serie di annunci rivelatisi senza fondamento dalle diverse amministrazioni capitoline, che vanno da quelle di Rutelli (1993) fino ad arrivare a quelle di Veltroni che nel 2006 datava la conclusione dell’anello ferroviario al 2010.

 


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