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Ecco come stanno le cose del decreto Lupi

giovedì 20 novembre 2014

Siamo riusciti finalmente a sapere come stanno le cose e sinceramente non è che ne siamo molto soddisfatti,anzi…..

Il famoso decreto dove è scritto che gli alloggi vengono venduti all’asta NON E’ ANCORA OPERATIVO, MANCA UNA FIRMA del Ministro dell’Economia e Finanze Pietro Carlo Padoan.

Ma va detto che nella conferenza delle Regioni, le Regioni avevano detto si a quel decreto, per dire subito dopo, ma noi con la nostra autonomia quel decreto non lo applicheremo mai, noi intanto abbiamo i nostri piani di vendita e poi si vedrà, infatti il decreto fa salvi i piani di vendita già esistenti.

SINCERAMENTE questo comportamento delle REGIONI non ci piace affatto, perchè si continua a giocare sulla pelle dei più deboli e inoltre instaurare paura e confusione ne vorremmo fare volentieri a meno.

Mentre il vice ministro Nencini all’incontro di oggi ci ha detto che si sta preparando una modifica che metteranno nella LEGGE DI STABILITA’ dove verrà inserito un emendamento che che al prezzo che verrà stabilito dalla commissione deputata verrà fatto uno sconto del 20% e solo se l’assegnatario non acquisterà l’immobile verrà messo all’asta.

Abbiamo detto al vice ministro, che ci è sembrato poco informato del problema, che vorremmo sapere che fine fa l’assegnatario che non potrà acquistare, non abbiamo avuto risposta, perché ci siamo resi conto che questa partita la sta gestendo direttamente LUPI e non il vice ministro, ci avevano informati male.

Comunque le regioni hanno detto si al decreto,ma subito dopo hanno affermato,ma noi ce ne freghiamo perché abbiamo la nostra autonomia e pertanto proseguiamo con i nostri piani di vendita già attuati.

Ma questo non ci tranquillizza affatto, perché mettiamo che le Regioni vendano tutti gli alloggi dei piani di vendita (MAGARI) gli altri che faranno? Noi continueremo le nostre battagli insieme al SUNIA che sta sulla nostre stesse posizioni per garantire comunque coloro che non potranno acquistare a rimanere nel proprio alloggio.

sulla casa tutti parlano,pochi ci capiscono

martedì 18 novembre 2014

Tutti si stanno riempiendo la bocca sul problema casa e occupazioni abusive e a Milano iniziano gli sgomberi.

Questa è la politica della casa in Italia ogni tanto si fa qualche sgombero per fare contenti i cittadini e poi tutto torna come prima.

Sono più di 40 anni che non si fa la politica della casa,ma solo cose sporadiche e fatte male.

In questi anni ha prevalso solo il sistema ben organizzato delle occupazioni con la connivenza delle istituzioni e della politica in particolare di una certa sinistra.

Ed ora vogliono far vedere che sono tutti bravi? Ma ci facciano il piacere.

La bravura sta nel dare casa a chi ne ha bisogno no fare gli sgombri degli occupanti quando sono ormai anni che stanno dentro.

Gli sgomberi si fanno subito immediatamente quando uno occupa no dopo anni.

Che senso ha ora sgomberare le case occupate a Milano,perchè o le sgomberano tutte oppure è un’altra pesante discriminazione.

Una politica seria da le case alla gente e le deve dare in patto di futura vendita.
In questi circa 40 anni chi ha gestito il patrimonio immobiliare ERP – IACP-ATER chi ha gestito ha gestito bene andate a vedere dove abitano la gran parte dei dipendenti dell’ATER?

Io la ricetta l’ho pubblicata e l’ho inviata anche a Marino e Zingaretti, ma ancora nessun riscontro.

Vedendo la trasmissione di Ballarò e tutte quelle che ci sono state in questi giorni sul problema casa mi viene da ridere a sentire le cavolate che dicono.

Pensate che la dott.ssa Graziosi ha sempre sostenuto che a Milano tutto funzionava bene,alla faccia 5000 alloggi vuoti e non assegnati,alla faccia del buon funzionamento.

ECCO LO SCHEMA DEL DECRETO della legge LUPI

lunedì 17 novembre 2014

CONFERENZA UNIFICATA
Servizio IV: Attività produttive e Infrastrutture Cod. sito: 4.13/2014/25

Presidenza del Consiglio dei llinistri
CSR 0004122 P-4.23.2.13 del 15/10/2014
10210193
Dipartimento affari regionali . – Gabinetto capoqab.affariregionali@pec.qoverno.it Ufficio Legislativo legislativo. affarireqionalieautonomie@preconsiqliO-qov.it
Al Ministero dell’economia e delle finanze
- Gabinetto
confqabmef@pec.mef.gov.it ufficiodiqabinetto@pec.mef. qov.it
- Ufficio legislativo
legislativo, economia@pec.mef.qov.it
- Dipartimento RGS
rqs.ragioniereqenerale.coordinamento@pec.mef.gov.it
ROMA

Al Presidente della Conferenza dei Presidenti delle
Regioni e delle Province autonome
C/o CINSEDO
conferenza@pec.regioni.it
ROMA
Ai Presidenti delle Regioni e delle Province autonome
di Trento e Bolzano LORO SEDI (CSR pec lista 3)
Alla Regione Basilicata Capofila per materia POTENZA
ufficio.rappresentanza.roma@cert.reqione.basilicata.it
Alla Regione Lombardia Capofila per materia
delegazione roma@pec.reqione.lombardia.it MILANO
Al Presidente dell’ANCI mariaqrazia.fusìello@pec. anci.it
ROMA
Al Presidente dell’UPI upi@messaggipec.it
ROMA

CONFERCNÌA UNIFICATA

E, p.c. Alla Conferenza Stato-Città
(Per interoperabilità)
Al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Gabinetto ufficio.qabinetto@pec.mit.qov.it Ufficio legislativo ufficio.leqislativo@pec.mit.qov.it
Direzione generale per le politiche abitative polabit@pec.mit.qov.it ROMA
Oggetto: Schema di decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie relativo alle procedure di alienazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, ai sensi dell’art. 3, comma 1, del decreto-legge 28 marzo 2014, n.47, convertito dalla legge 23 maggio 2014, n.80.
Il Gabinetto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, a seguito di un approfondimento sul testo di decreto indicato in oggetto, ha trasmesso in data 15 ottobre 2014 la versione finale dello schema, da sottoporre all’intesa della Conferenza, che apporta una integrazione al preambolo e una modifica all’articolo 1, comma 1 (All. 1 ).
Si ricorda che tutta la documentazione è disponibile sul sito www.unificata, it.

Schema di decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, del Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie in materia di procedure di alienazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, ai sensi dell’art. 3, comma 1, del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, convertito dalla legge 25 maggio 2014, n. 80″.
IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE IL MINISTRO PER GLI AFFARI REGIONALI E LE AUTONOMIE
Visto ¡1 decreto legge 28 marzo 2014, n. 47, convertito, con modificazioni dalla legge 23 maggio 2014, n. 80, recante “Misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per l’Expo 2015″,
Visto in particolare l’articolo 3, comma 1, lettera a) del citato decreto legge 28 marzo 2014, n. 47, che dispone che il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, previa intesa della Conferenza unificata, approvano con decreto le procedure di alienazione degli immobili di proprietà dei comuni, degli enti pubblici anche territoriali nonché degli istituti autonomi per le case popolari comunque denominati anche in deroga alle disposizioni procedurali previste dalla legge 24 dicembre 1993, n. 560,
Visto altresì l’art. 3, comma 1, lettera b), capoverso 2 bis, del medesimo decreto che istituisce nello stato di previsione presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un apposito Fondo destinato alla concessione di contributi in conto interessi su finanziamenti per l’acquisto da parte dei conduttori degli alloggi,
Ravvisata la necessità di individuare procedure e criteri di alienazione al fine di conseguire una razionalizzazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica ed una riduzione degli oneri a carico della finanza locale, garantendo comunque i diritti degli assegnatari,
Visto l’art. 4, comma 1, lettera f), della legge 5 agosto 1978 n. 457 che ha disposto la formazione e la gestione, in ciascuna regione, delr’anagrafe degli assegnatari di abitazioni di edilizia residenziale comunque fruenti di contributo statale”,
Visto l’art. 12 della legge 9 dicembre 1998, n. 431 che ha costituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti l’Osservatorio nazionale della condizione abitativa,
Visto il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 recante “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”.
Vista l’intesa espressa dalla Conferenza unificata nella seduta del
DECRETANO Art. 1
Procedure di alienazione
1 I comuni, gli enti pubblici anche territoriali, gli istituti autonomi per le case popolari comunque denominati, al cui patrimonio di edilizia residenziale pubblica sia associata una aggiornata anagrafe degli assegnatari di cui all’art. 4, comma 1, lettera f), della legge 5 agosto 1978 n. 457, nel rispetto dei commi 3 e 4 del successivo articolo 2, in coerenza con i programmi regionali finalizzati a soddisfare il fabbisogno abitativo, procedono all’alienazione di unità immobiliari per esigenze connesse ad una più razionale ed economica gestione del patrimonio. A tal fine gli enti proprietari predispongono, entro quattro mesi dalla data di pubblicazione del presente decreto sulla G.U., specifici programmi di alienazione. I programmi, adottati secondo le procedure ed i criteri di cui al presente decreto, sono approvati dal competente organo dell’ente proprietario, previo formale assenso della regione. Decorso inutilmente il termine di

quarantacinque giorni, l’assenso della regione si intende reso. I programmi sono trasmessi al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e alla regione competente.
Sono fatti comunque salvi, i programmi di alienazione degli alloggi avviati, alla data di pubblicazione del presente decreto sulla G.U., in virtù di provvedimenti regionali.
- I programmi di alienazione devono favorire prioritariamente la dismissione degli alloggi situati nei condomini misti nei quali la proprietà pubblica è inferiore al 50% e di quelli inseriti in situazioni estranee all’edilizia residenziale pubblica quali aree prive di servizi, immobili fatiscenti. Possono essere inclusi nei programmi anche immobili classificabili nell’ambito della revisione catastale in atto come A/l, A/8 A/9, A/10, nonché locali destinati ad uso diverso da quello abitativo quali usi commerciali, artigianali, ecc., se l’alienazione di tali immobili è funzionale alle finalità complessive del programma. Per gli immobili classificabili nell’ambito della revisione catastale in atto come A/l, A/8 A/9, A/10, devono comunque ricorrere anche le condizioni di cui al successivo comma 3.
- Dovrà essere favorita, altresì, la dismissione di quegli alloggi i cui oneri di manutenzione e/o ristrutturazione siano dichiarati insostenibili dall’ente proprietario sulla base di una stima documentata dei relativi costi da trasmettere alla regione competente.
- I programmi di cui al comma 1, attuabili anche in più esercizi gestionali, saranno attivati mediante bandi di vendita ad asta pubblica, resi noti, in ordine cronologico di svolgimento con i necessari dettagli e per comune, in apposita sezione del sito dell’ente proprietario dei beni e della pertinente regione.
- Le risorse derivanti dalle alienazioni previste dai programmi, approvati a far tempo dalla data di pubblicazione sulla G.U. del presente decreto, restano nella disponibilità degli enti venditori e sono destinate, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto legge 28 marzo 2014, n. 47, convertito con modificazioni dalla legge 23 maggio 2014, n. 80, all’attuazione:
di un programma straordinario di recupero e razionalizzazione del patrimonio esistente, predisposto sulla base dei criteri stabiliti ai sensi dell’articolo 4 del decreto legge n. 47/2014, convertito con modificazioni dalla legge 23 maggio 2014, n. 80.
di acquisto e, solo in mancanza di adeguata offerta di mercato, di realizzazione di nuovi alloggi.
I programmi di reinvestimento sono approvati dal competente organo dell’ente proprietario, previo formale assenso della regione. Decorso inutilmente il termine di quarantacinque giorni, l’assenso della regione si intende reso.
- L’attuazione dei programmi di alienazione è tempestivamente comunicata alle competenti regioni anche ai fini dell’aggiornamento dell’anagrafe del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e dell’anagrafe dei relativi assegnatari nonché della mutua cooperazione sui programmi di verifica del possesso dei requisiti e degli accertamenti conseguenti.
Art. 2
Criteri per l’alienazione
1. Il prezzo base da assumere nei bandi di vendita è determinato mediante perizia tecnica dal soggetto gestore assumendo a base della stessa il valore normale di cui all’art. 1, comma 307, della legge n. 296 del 27 dicembre 2006, tenuto conto dei valori rilevati, per la medesima fascia e zona, dall’Agenzia delle Entrate – Osservatorio del mercato immobiliare.

- Gli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica compresi nei programmi di alienazione adottati ai sensi del presente decreto-in possesso dei requisiti di permanenza del sistema dell’edilizia residenziale pubblica fissati dalle vigenti normative regionali ed in regola con il pagamento dei canoni e delle spese, è riconosciuto il diritto di prelazione nell’acquisto a seguito dell’espletamento delle procedure d’asta. La prelazione deve essere esercitata entro quarantacinque giorni dalla comunicazione dell’esito dell’asta pubblica.
I programmi di cui all’art. 1, comma 1, devono comunque prevedere scadenze temporali compatibili con la concessione ai conduttori dei contributi in conto interessi di cui aH’art. 3, comma 1, lettera b), capoverso 2 bis, del decreto legge 28 marzo 2014, n. 47, convertito, con modificazioni dalla legge 23 maggio 2014, n. 80.
- Ciascun Ente proprietario, nell’ambito della predisposizione del programma, individua, qualora non disciplinata dalle normative regionali, le opportune misure per la salvaguardia dei diritti degli assegnatari che non intendono procedere all’acquisto e può prevedere una quota di alloggi all’uopo riservati, nonché attivare qualunque altra misura finalizzata al raggiungimento della suddetta finalità.
- Nel caso di immobili fatiscenti e negli altri casi previsti dalla normativa regionale, gli enti proprietari possono procedere alla dismissione in blocco dell’edificio, purché sia assicurato un alloggio idoneo agli assegnatari in possesso dei requisiti.
- Ai fini del trasferimento della proprietà dell’immobile, l’ente proprietario, qualora soggetto di diritto pubblico, individua, mediante apposito provvedimento, un funzionario che assume le funzioni di ufficiale rogante.
- Le spese inerenti e conseguenti le procedure di alienazione e gli oneri relativi alla stipulazione del trasferimento della proprietà sono a carico degli acquirenti.
- Le somme dovute a titolo di prezzo della vendita dovranno essere interamente versate agli enti proprietari contestualmente alla stipulazione del rogito di trasferimento della proprietà.
- Gli effetti attivi e passivi delle compravendite avranno decorrenza dalla data di stipulazione dell’atto di trasferimento.
- Ciascun ente proprietario garantirà la piena proprietà e la legittima provenienza dei beni immobili ceduti.
- Nella compravendita sarà compresa la comproprietà, pro-quota millesimale, delle parti comuni del fabbricato e l’area di sedime del fabbricato, tali per destinazione e per legge.
- L’atto di trasferimento di proprietà dell’immobile soggiace all’imposta ipotecaria e catastale in misura fissa.
- Gli esiti delle aste con i relativi importi di aggiudicazione sono pubblicati entro 30 giorni ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, recante “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”.
- I soggetti di cui al punto 1 dell’art. 1 informano, entro il trenta maggio di ciascun anno, le rispettive regioni sulle attività poste in essere e sul relativo stato di attuazione secondo l’allegato schema A. Le regioni, entro il 30 luglio di ciascun anno, riferiscono al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sullo stato di attuazione dei programmi di alienazione, sui proventi derivanti dalle vendite e sul loro reimpiego nonché sulle criticità emerse secondo l’allegato schema B.

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QUESTO E’ LO SCHEMA DI DECRETO NON ANCORA APPROVATO CHE COME ASSOCIAZIONE CHIEDIAMO CHE SIA MODIFICATO A GARANZIA DI CHI NON PUO’ ACQUISTARE A PERMANERE NELL’ALLOGGIO.

AVVISO A TUTTI GLI ASSEGNATARI DELLE CASE POPOLARI

lunedì 17 novembre 2014

AVVISO A TUTTI GLI ASSEGNATARI DELLE CASE POPOLARI

SINCERAMENTE NON RIUSCIAMO A CAPIRE IL PERCHE’ L’UNIONE INQUILINI AFFERMA IL FALSO PUR DI OTTENERE CONSENSI DAGLI ASSEGNATARI, QUAL’E’ IL VERO INTERESSE DELL’UNIONE INQUILINI?

LO SAPPIAMO TUTTI NON FAR VENDERE LE CASE,ALTRIMENTI LORO DIVENTANO DISOCCUPATI.

LE MENZOGNE DETTE NEL VOLANTINO DOVE INVITANO A MANIFESTARE SOTTO LA REGIONE, CHE POI COSA CENTRI LA REGIONE CON IL DECRETO DEL GOVERNO, CE LO DOVRANNO SPIEGARE.

IN QUEL VOLANTINO SI AFFERMA CHE UN RECENTE DECRETO DEL GOVERNO RENZI,PREVEDE CHE TUTTE LE CASE POPOLARI SIANO MESSE IN VENDITA ALL’ASTA E A PREZZI DI MERCATO,SENZA CHE GLI INQUILINI CHE CI VIVONO POSSANO ESERCITARE IL DIRITTO DI PRELAZIONE E USUFRUIRE DI UN PREZZO CALMERIATO.

E’ FALSO, PERCHE’ LA BOZZA DI DECRETO, PREVEDE IL DIRITTO DI PRELAZIONE DA PARTE DELL’INQUILINO .

L’UNIONE INQUILINI DOVREBBE FARE PACE CON SE STESSA PERCHE’ E’ STATA SEMPRE CONTRARIA ALLE VENDITE DEGLI ALLOGGI PERCHE’ VENIVANO VENDUTI A PREZZI STRACCIATI E ORA VUOLE QUEI PREZZI?

CHI VUOLE PRENDERE IN GIRO? DICIAMO LA VERITA’ A QUESTI SIGNORI NON PIACE LA LEGGE PER DUE MOTIVI PERCHE’ IMPEDISCE LE OCCUPAZIONI E PERCHE’ METTE IN VENDITA GLI ALLOGGI.

NON E’ UNA NOVITA’, RIFONDAZIONE, SEL E L’UNIONE INQUILINI HANNO SEMPRE OSTEGGIATO LE VENDITE E VOGLIONO BLOCCARE IL DECRETO, NO MODIFICARLO LO VOGLIONO BLOCCARE COSì NON SI VENDONO PIU’ GLI ALLOGGI.

POPOLO SVEGLIATI NON FARTI STRUMENTALIZZARE.

ALTRA FALSITA’ L’ASTA NON PARTE DA PREZZI DI MERCATO, MA DA STIME IN BASE ALLA CONDIZIONE,AL LUOGO E ALLA FATISCENZA E L’ASSEGNATARIO HA IL DIRITTO DI PRELAZIONE.

LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE

LA NOSTRA ASSOCIAZIONE E’ PER FAR VENDERE LE CASE AGLI ASSEGNATARI AL GIUSTO PREZZO CHE NON PUO’ ESSERE ASSOLUTAMENTE QUELLO DI MERCATO E DI UTILIZZARE I PROVENTI PER COSTRUIRE NUOVE CASE, QUESTA E’ LA NOSTRA LINEA POLITICA CHE ANDREMO A SOSTENERE IL 20 NOVEMBRE ALL’INCONTRO CHE CI E’ STATO DATO.

IL PRESIDENTE
Annamaria Addante

Roma 17 Novembre 2014

FINALMENTE ! chi vuole si distacca dalla centrale termica

domenica 16 novembre 2014

Finalmente dopo tante battaglie siamo riusciti a fare chiarezza, grazie anche alla nuova legge sui condomini e alla sentenza della CASSAZIONE.
E’ stata dura per le enormi resistenze che abbiamo trovato all’interno dell’Ater di Roma, nei servizi tecnologici, ma ora il problema è risolto abbiamo RIPORTATO Qui SOTTO la lettera del direttore generale che ha finalmente consentito tali distacchi e il modulo da riempire.

Con la nuova legge sui condomini nonostante che fosse chiara facevano ancora resistenza, ma finalmente con la sentenza della CASSAZIONE non possono più rifiutarsi di far staccare dalla caldaia chi ne avesse fatto richiesta.

CHIUNQUE VOGLIA DISTACCARSI DALLA CALDAIA CENTRALIZZATA PER RISPARMIARE E GESTIRSI IL PROPRIO CALORE A PIACIMENTO, NON DEVE FARE ALTRO CHE RIEMPIERE IL MODULO E SPEDIRLO.

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AZIENDA TERRITORIALE EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA
DEL COMUNE DI ROMA
Area Tecnica
Servizio Impianti Tecnologici
Sig.
Via
Oggetto: Distacco da impianto centralizzato di riscaldamento.
Gentile utente/proprietario,
la S.V. risulta inclusa in un elenco allegato alla richiesta, pervenuta tramite il Comitato di quartiere “Inquiliniater.it” a questa Azienda in data 06/11/2014, per ottenere il distacco dall’impianto centralizzato di riscaldamento, deirimpianto interno del suo alloggio di proprietà.
Per dare corso alle opere da eseguire è indispensabile che Ella compili l’allegato modulo di richiesta e lo invii o tramite fax ai n° 0639720748 o 0668842650 o tramite mail all’indirizzo servizio.impiantitecnoIogici@aterroma.it, l’Ufficio Riscaldamento provvederà ad attivare l’impresa esecutrice dell’intervento nel più breve tempo possibile.
L’intervento di distacco per gli impianti con tipologia di distribuzione a centralina complanare o a pioggia, comprende le seguenti opere e relativi atti amministrativi:
1. Svuotamento e riempimento del circuito idraulico, sigillatura mediante saldatura o intercettazione, munita di sigillo antimanomissione, delle tubazioni corrispondenti allo stacco dell’alloggio interessato.
2. Smontaggio del sistema di contabilizzazione e termoregolazione individuale del calore ed inibizione dello stesso dalla trasmissione radio.
3. Sono escluse tutte le opere murarie e di eventuale ripristino delle tinteggiature che rimangono a carico del proprietario dell’alloggio.
4. Sospensione delle quote di acconto relative al Servizio Riscaldamento dalla prima bolletta utile.
5. Comunicazione all’Amministrazione condominiale dell’avvenuto distacco.
Viale di Valle Aurelia 193 sc. I- 00167 – ROMA tel. 06/68842576 fax 06/68842650, email servizio.impiantitecnologici@aterroma.it

6. Sono fatti salvi ogni diritto e pretesa di questa Azienda in ordine al precedente rapporto di collegamento con rimpianto centralizzato in relazione al Servizio fruito.
L’Ufficio Riscaldamento dell’Azienda è a disposizione per ogni eventuale chiarimento in merito ai seguenti recapiti telefonici, 06 68842639.
Il Direttore Generale
Arch. Claudio Rosi

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Spett.le A.T.E.R. del Comune di Roma
c/o Servizio Impianti Tecnologici Viale di Valle Aurelia 193 se I 00167 Roma
Fax 06 39720748 Fax 066884 2650 Mail: servizio.impiantitecnologici@aterroma.it
Oggetto: Richiesta di distacco dall’impianto di riscaldamento.
Il sottoscritto: ,
proprietario dell’immobile sito in:
Via:…..
Scala: .int:
Allacciato all’impianto centralizzato n°:
Chiedo con la presente di essere distaccato dall’impianto centralizzato di riscaldamento. A tal fine preciso di aver preso visione del Dlgs 220 del 11/12/2012 ex art.lo 1118 c.c., al quale la presente richiesta si riferisce.
In particolare di quanto disposto all’articolo 3 del medesimo Dlgs, per quanto concerne gli oneri che rimangono a mio carico inerenti alle spese di M.S., di conservazione e messa a norma dell’impianto.
Recapiti utili:
tel: cell:
Mail:
Roma lì:
Il Richiedente
Viale di Valle Aurelia 193 se. I- 00167 – ROMA Pag. 3/3
tel. 06/68842576 fax 06/68842650, email servizio.impiantitecnologici@ateiToma.it

L’Arena di Giletti e il direttore dell’Ater di Roma

domenica 16 novembre 2014

Oggi ho seguito con attenzione la trasmissione di Giletti perché sapevo che ci sarebbe stato il direttore dell’Ater di Roma Claudio Rosi, sinceramente sono rimasta un po’ delusa, in quanto visto che era presente anche l’assessore del comune di Roma Ozzimo, pensavo che il tema fosse più interessante.

lo scandalo che è stato presentato effettivamente è uno scandalo, ma andiamo a vedere perché si creano certe situazioni.

Come già dissi a Giletti il 2 dicembre famoso quando mi bruciarono poi la macchina che chi supera il reddito non viene cacciato via, ma viene applicato un canone concordato, che guarda caso è entrato in vigore nel 2006 e si sta iniziando ad applicarlo oggi.

Evidentemente all’avvocato non gli andava di pagare il canone concordato oppure ancor prima onde evitare di essere cacciato per superamento reddito (non mi risulta che sia mai stato cacciato qualcuno x reddito, forse qualcuno per possidenza, ma credo che non sia stato cacciato, ma se ne sia andato da solo)ha ritenuto opportuno di fare una separazione legale.

Fin qui tutto secondo legge, ma dove sta l’inganno, se è vero che già un anno fa sempre Giletti aveva denunciato tale cosa perché l’ATER di Roma e precisamente la l’ufficio di Zona non hanno fatto gli opportuni accertamenti?

L’ATER di Roma non si mette mai contro i potenti e mai contro gli avvocati perché ne hanno paura, dato che troppe cose non vanno, mentre nei confronti dei poveri disgraziati come il caso di un assegnatario di via Timavo è stato perseguitato per mesi e mesi sia lui che l’ex moglie, finchè gli stessi vigili urbani hanno detto BASTA!

Perché non è stato fatto lo stesso nei confronti dell’avvocato?

Sarei curiosa di sapere a che Zona appartiene, purtroppo non è stata detta la via, ma sarebbe molto, molto interessante saperlo.

LUCI e OMBRE sul passaggio ROMEO-RISORSE per ROMA

sabato 15 novembre 2014

Vorrei richiamare l’attenzione di tutti coloro che si trovano negli alloggi comunali.
Dovete sapere che la ROMEO non gestisce più tali alloggi per una scelta scellerata voluta dal vice Sindaco, il tutto ora viene gestito da Risorse per Roma,forse l’unica cosa positiva è che ora Risorse per Roma perlomeno sarà utilizzata a dovere.
Ma gestire il patrimonio ERP non è una cosa facile e speriamo che non ci vadano di mezzo gli assegnatari.
Perché se RISORSE per ROMA gestirà il patrimonio come sta gestendo le vendite campa cavallo.
Comunque il Vice Sindaco non ci ha mai spiegato per quale motivo appena si è insediato non ha subito indetto una gara europea per trovare un nuovo gestore e perché non ha aspettato l’esito della gara europea che ha bandito con notevole ritardo per togliere la gestione alla ROMEO, perché farla a RISORSE per ROMA per un periodo di tempo che sarà al massimo di un anno, per cui trasferire nuovamente camion di fascicoli per l’ennesima volta a chi vincerà la gara sinceramente non lo capiamo, a meno che il buon Nieri non sia un veggente è già sa che vincerà RISORSE per ROMA.Speriamo che si faccia luce e trasparenza su questo delicato problema.

10 novembre 2014 il direttore dell’Ater di Roma ha tolto la maschera

mercoledì 12 novembre 2014

10 novembre 2014 il direttore dell’Ater di Roma ha tolto la maschera
Il 10 novembre è stata per noi una giornata di verità, finalmente abbiamo scoperto il vero volto del direttore dell’Ater di Roma, questi sono i fatti:

Come Associazione siamo andati a far visita a Ivano Selli perchè sapevamo che il direttore dell’Ater di Roma insieme al dott.Mari sarebbero andati in trasmissione e quale occasione migliore per chiarire sulle vendite degli alloggi del Demanio.

La sottoscritta era presente con una piccola delegazione composta da rappresentanti dei cittadini dei vari alloggi demaniali 10 persone, 8 donne e due uomini che con gentilezza hanno fermato il direttore per porgli la domanda, non ci è sembrato dispiaciuto da questa presenza anzi tutt’altro è stato anche galante con le signore.

Abbiamo aspettato che finisse la trasmissione e nell’attesa siamo rimasti tutti a parlare con Ivano Selli che debbo dire si è dimostrato un vero signore, abbiamo parlato dei problemi che esistono sulla casa e su queste vendite e abbiamo riscontrato una condivisione del problema, debbo dire che sono rimasta veramente sorpresa della disponibilità di Ivano Selli e ne ho conosciuto una parte del suo carattere che non conoscevo, la sua generosità e impegno che ha messo e che continua a mettere per aiutare e assistere ragazzi handicappati a Cuba, per me è stata una piacevole sorpresa.

Finita la trasmissione il direttore e Mari sono venuti nella stanza dove eravamo tutti, Selli si è alzato e ha fatto sedere il direttore e nel mentre ha posto una domanda a Mari, voleva sapere come venivano effettuate le vendite e da dove aveva o iniziava a vendere.

Ero presente e posso giurare che non c’è stato nulla di offensivo in questa domanda fatta da Selli a Mari, ma la reazione del sig.Mari è stata assurda e inconcepibili perché ha iniziato ad urlare dicendo che lui a lui non doveva dire nulla e se ne è andato urlando.

A tale reazione del Mari il direttore ha reagito prima dicendo che si era rotto le scatole che non ne poteva più e urlando “io non posso lasciare solo Mari “ si stava alzando per andare via anche lui, ma fu prontamente convinto a rimanere da Ivano Selli.

Sinceramente sia io che i presenti siamo rimasti scioccati da tale affermazione e da questo improvviso amore del direttore per Mari, ma non si era fatto fare un parere da Sandulli per mandarlo in pensione?

E che poi è stato costretto dalla Regione a reintegralo perché per legge avrebbe dovuto aspettare un altro anno, inoltre non voleva mandarlo via dalle vendite e al suo posto mettere la Grassia?

Certo che all’Ater di Roma la verità è straniera.

Ma a parte questo folclore il direttore ci ha detto che vengono venduti 3 alloggi al giorno perché a loro bastano i ricavati da queste vendite per andare avanti e non glie ne servono di più, e i diritti degli assegnatari di acquistare il proprio alloggio sancito dalla legge che fine fa?

Inoltre 3 alloggi al giorno stanno a significare un totale di 60 alloggi al mese e tolte ferie e malattie sono 660 alloggi all’anno, possiamo solo dire che con Mari e il nuovo direttore questo è il numero di alloggi che vendono all’anno, che con la Vassallo e la Sabatini invece se ne vendevano 960 all’anno e con la metà di personale che c’è oggi all’ufficio vendite.

Sinceramente è proprio vero non fai in tempo a metterli su un piedistallo certi personaggi che subito crollano e dimostrano il loro vero volto.

Per fortuna ce ne siamo accorti in tempo con chi abbiamo a che fare, soprattutto abbiamo verificato che all’Ater di Roma l’art.15 della Costituzione Italiana è continuamente violato da chi invece dovrebbe darne il buon esempio, ma l’importante è accorgersene in tempo.

Ne abbiamo visti tanti di personaggi, ma purtroppo andiamo sempre peggio, la nostra grande delusione è che questa volta avevamo creduto che veramente sarebbe cambiato qualcosa, invece dobbiamo constatare che per lo meno fino ad oggi solo chiacchiere e null’altro è cambiato solo l’imbonitore.

Ma nonostante gli sforzi che il direttore sta facendo per renderci innocui, come l’oscuramento del BLOG da parte dell’Ater,difficoltà nelle comunicazione internet ecc. noi siamo tosti e non demordiamo, ne abbiamo passate di tutti i colori,ma il nostro impegno per la tutela dei più deboli non crollerà mai sappiatelo.

CHIAREZZA E TRASPARENZA NON SI GIOCA SULLA PELLE DEI DISPERATI!

domenica 9 novembre 2014

Unione Inquilini – Segreteria Nazionale
COMUNICATO STAMPA – 3 novembre 2014
OCCUPAZIONI E CASE POPOLARI: LA CARENZA DI ALLOGGI SOCIALI E’ LA CAUSA DELLA GUERRA TRA POVERI. IL VERO SCANDALO SONO LE CASE POPOLARI VUOTE E L’INERZIA CONTRO I VERI POTERI CRIMINALI.
Dichiarazione di Walter De Cesaris – segretario nazionale Unione Inquilini.

“Il dito indica la luna ma lo stolto guarda il dito.
C’è una montante e pelosa campagna di stampa che prende spunto dall’abusivismo nelle case popolari. Si tratta di una campagna pelosa perché isola un problema dal contesto e impedisce di vedere la vera natura dei problemi. In Italia ci sono 700 mila famiglie che avrebbero diritto a una casa popolare, hanno fatto regolarmente domanda e i comuni ne hanno certificato il diritto.
Queste persone rimangono prive di una risposta perché i comuni non possono fornirla per carenza di abitazioni da offrire. La sofferenza abitativa complessiva è valutabile in circa 2 milioni di nuclei (sfrattati, senza casa, coabitanti, persone in difficoltà a pagare l’affitto). Gli sfratti per morosità crescono anno dopo anno e sono oggi il doppio di quelli di soli 5 anni fa. E’ questo il brodo di cultura dell’abusivismo diffuso e della guerra tra poveri nel comparto delle case popolari. Se non si affronta il problema della carenza degli alloggi asociali in Italia a monte, infatti, non si risolverà mai quello dell’abusivismo diffuso a valle.
Governo, Regioni e comuni rispondano dei 40 mila alloggi popolari oggi non assegnati e che potrebbero essere recuperati con un modesto intervento economico. Perché sono lasciati al degrado e al deperimento e sono vuoti quando fuori c’è una sofferenza sociale che grida aiuto?
Si parla molto di Milano ma a Milano a fronte di 23.000 famiglie in graduatoria ci sono 8.000 case popolari (aler e comune) chiuse, lastrate, lasciate nel degrado dopo che il comune al momento dello sgombero le ha fatte distruggere per non farle occupare nuovamente. La domanda è perché distruggerle e non assegnarle contestualmente allo sgombero? Se si voleva combattere le occupazioni quelle case non dovevano e non devono restare vuote. Il problema va risolto a monte e non a valle e su questo pretendiamo risposte dai Comuni, dalle Regioni e dagli enti gestori di case popolari non scorciatoie populistiche.
C’è un problema, che in determinate aree del Paese, è ormai insopportabile ed è la penetrazione dei poteri criminali nelle case popolari e il controllo sul territorio. Ne sappiamo qualcosa sulla nostra pelle. Le nostre sedi, per esempio a Napoli, sono avamposti democratici contro quei poteri e hanno subito ritorsioni e attentati. Servono i controlli e il contrasto, anche rompendo inerzie negli organi di gestione. Serve però soprattutto una nuova politica sociale della casa. Il resto è solo chiacchiere e propaganda.

FINO A Qui CONDIVIDO PIENAMENTE IL COMUNICATO DEL SEGRETARIO NAZIONALE DELL’UNIONE INQUILINI,PECCATO CHE DOPO NON DICA ESATTAMENTE LA Verità E NON INDICA I RESPONSABILI DI TALE SITUAZIONE DEVASTANTE.

Proprio in questi giorni l’Unione Inquilini ha lanciato una vasta mobilitazione contro il decreto attuativo dell’articolo 3 della legge 80 del 2014, Questo decreto sul quale la Conferenza Unificata ha sancito l’Intesa lo scorso 16 ottobre 2014, prevede che le case popolari di Ater, Aler,Iacp e Comuni siano vendute all’asta e che all’assegnatario sia lasciata la sola prelazione sul prezzo di aggiudicazione dell’asta a privati. Non vorremmo che il fumo alzato in questi giorni serva per coprire piani di vendita di alloggi in degrado e di quelli occupati abusivamente per procedere a venderli all’asta depauperando ulteriormente il patrimonio pubblico in Italia e buttando nel gorgo della precarietà il milione di famiglie assegnatarie di case popolari”

NON è ESATTAMENTE COSì IL DECRETO NON è ANCORA DEFINITIVO Dovrà PASSARE AL VAGLIO DELLA CONFERENZA.

IL DECRETO FA COMUNQUE SALVI TUTTI I PROGRAMMI DI ALIENAZIONE GIà AVVIATI ALLA DATA DI PUBBLICAZIONE DEL DECRETO UNA VOLTA APPROVATO DALLA CONFERENZA.

I NUOVI PROGRAMMI DOVRANNO DEFINIRE DI VENDERE TUTTI GLI ALLOGGI NEI CONDOMINI MISTI (LA REGIONE LAZIO GIà LO HA FATTO CON LA LEGGE 27/06) INOLTRE INDICA ANCHE ALTRI LOCALI NON INDICATI COME ALOGGI,MA UTILIZZATI COME TALI DA METTERE IN VENDITA,DICE INOLTRE CHE DOVRANNO ESSERE SVENDUTI ANCHE QEGLI ALLOGGI LA CUI MANUNTEZIONE NON è SOSTENIBILE DAGLI ENTI
(LE ATER SONO TUTTE IN ROSSO)
LA NOTA STONATA DEL DECRETO E’ AL PUNTO 4 DOVE SI INDICA LA VENDITA ALL’ASTA PER TALI IMMOBILI –

E SU QUESTA IDIOZIA LA NOSTRA ASSOCIAZIONE E’ TOTALMENTE IN DISACCORDO, SIA PER LA VENDITA ALL’ASTA E SIA PER LA MODALITA’ PER ADDIVINERI AL PREZZO DI VENDITA CHE STA A SIGNIFICARE CHE CI VORRANNO DECENNI PER ATTUARLA.

CHE IL DECRETO CONCEDE IL DIRITTO DI PRELAZIONE NON E’ UNA CONCESSIONE,MA UN DIRITTO,CHE A QUESTE CONDIZIONI DIVENTA PERICOLOSO SE NON IMPOSSIBILE ESERCITARE.

PERTANTO LA NOSTRA ASSOCIAZIONE PROPONE A TUTTE LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DI ESSERE UNITE CHIEDERE UN INCONTRO URGENTISSIMO CON IL GOVERNO E CHIEDERE : NO ALLA VENDITA ALL’ASTA, SI AL VECCHIO SISTEMA DI PATTO DI FUTURA VENDITA, MA SOPRATUTTO LA CHIUSURA DEI RESIDENCE E UN SERIO ACCORDO CON I COSTRUTTORI PER UTILIZZARE L’INVENDUTO PER DARE CASA A CHI NE HA REALMENTE BISOGNO,MA CON PATTO DI FUTURA VENDITA.

SOLO COSI’ SI POTRA’ RISOLVERE IL PROBLEMA CASA E SI METTERA’ FINE A TUTTO IL MERCATO CLANDESTIO CHE C’E’ DIETRO ALLE OCCUPAZIONI ABUSIVE.

E SOPRATUTTO ALLA CATTIVA GESTIONE CHE E’ STYATA FATTA FINO AD OGGI DALLE ISTITUZIONI SUL PROBLEMA CASA SIA DALLA REGIONI CHE DAI COMUNI IN PARTICOLARE ROMA, Perché è ASSURDO CHE CI SIANO ALLOGGI VUOTI RICONSEGNATI AL COMUNE E IL COMUNE NON LI ASSEGNA, PERCHE’?

E’ VERO NON SARANNO MOLTI COME A MILANO, MA Perché NON VENGONO ASSEGNATI?

PERCHE’ LA REGIONE LAZIO FA DELIBERE PER ASEGNARE LE CASE A COLORO CHE HANNO OCCUPATO PALAZZI PUBBLICI FREGANDOSENE DI COLORO CHE STANNO IN LISTA DI ATTESA DA DECENNI?

QUESTA E’GIUSTIZIA SOCIALE? NO QUESTO SIGNIFICA DARE FIATO ALL’ILLEGALITA’

MI AUGURO SOLO CHE LA LEGGE LUPI NON VENGA STRAVOLTA PERCHE’ LA LEGGE è MOLTO CHIARA E IO TEMO SEMPRE I DECRETI DI ATTUAZIONE,PERCHE’ VENGONO FATTI DAI BUROCRATI.

Anna Maria Addante

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IN RISPOSTA AGLI INSULTI DEL SIG.PASQUINI del sindacato inquilini

domenica 9 novembre 2014

Questa è la lettera della Presidenza del consiglio dei Ministri datata15/10/2014

Presidenza Consiglio dei Ministri
E, p.c. Alla Conferenza Stato-Città
(Per interoperabilità)
Al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Gabinetto ufficio.qabinetto@pec.mit.qov.it Ufficio legislativo ufficio.leqislativo@pec.mit.qov.it

Direzione generale per le politiche abitative polabit@pec.mit.qov.it ROMA

Oggetto: Schema di decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie relativo alle procedure di alienazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, ai sensi dell’art. 3, comma 1, del decreto-legge 28 marzo 2014, n.47, convertito dalla legge 23 maggio 2014, n.80.

Il Gabinetto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, a seguito di un approfondimento sul testo di decreto indicato in oggetto, ha trasmesso in data 15 ottobre 2014 la versione finale dello schema, da sottoporre all’intesa della Conferenza, che apporta una integrazione al preambolo e una modifica aH’articolo 1, comma 1 (All. 1 ).
Si ricorda che tutta la documentazione è disponibile sul sito www.unificata, it.

QUESTI sono gli insulti che mi ha fatto il sig.Pascquini- Giudicate voi.
1. massimo pasquini scrive:
5 novembre 2014 alle 16:36 (Modifica)
Informiamo la signora addante che quanto da lei affermato è falso la Conferenza Unificata dello scorso 10 ottobre ha sancito l’intesa sul decreto proposto dal governo lupi, se la signora addante avesse l’umiltà di verificare prima le notizie eviterebbe queste brutte figure e sarebbe anche bene che inizi a informare bene gli assegnatari su quanto è riportato dal decreto che ora non è più, dal 10 ottobre, uno schema, ma sarà oggetto delle iniziative prossime di vendita. La informo ulteriormente che a napoli si è già svolta sullo stesso tema una partecipata manifestazione promossa da tutti i sindacati inquilini dico tutti unitariamente. Se invece di fare la professorina, si degnasse di non insultare sindacati seri come l’unione inquilini e di verificare le cose sarebbe tutto più semplice, in fondo le bastava farci una telefonata, le avremmo detto come stavano le cose, infine invitiamo tutti gli assegnatari ad informarsi presso le nostre sedi perchè l’argomento è serio e pericoloso e non va banalizzato come fa da tempo la signora addante che pur di attaccare a testa bassa l’unione inquilini a volte rischia il ridicolo…….quando il dito indica la luna gli stolti guardano il dito noi invitiamo gli assegnatari a guardare la luna……

SPERO CHE SI COSPARGA IL CAPO DI CENERE – SBAGLIARE E’ UMANO PERSEVERARE E’ DIABOLICO.