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“Dalla vendita del patrimonio comunale nuove risorse per il decoro”(che non sia la solita fregatura)

venerdì 29 agosto 2014

“Dalla vendita del patrimonio nuove risorse per il decoro”
Intervista con il presidente Coratti “L’operazione sarà ultimata in tre anni Egli inquilini possono comprare subito”

GIOVANNA VITALE
La vendita e la valorizzazione del patrimonio comunale è una partita che non possiamo perdere: ne va del futuro dell’ amministrazione e della sua credibilità nei confronti del governo». Spinge sull’acceleratore Mirko Coratti Presidente dell’assemblea capitolina: alla prima capogruppo dopo la pausa estiva proporrà di inserire il massiccio piano di dismissioni immobiliari anticipato ieri da Repubblica fra le delibere da approvare subito, entro metà ottobre. «Per il consiglio deve essere ima priorità: l’alienazione di 7mila case popolari e di 600 fra appartamenti e negozi è strategica ai fini del risanamento del bilancio e degli investimenti.
Utili sia per realizzare nuovi alloggi sociali, sia per la manutenzione e il decoro della città».
Secondo le stime l’operazione frutterà 1,2 miliardi in tre anni: ce la farete?
«Ce la dobbiamo fare.
Il tema è essere rapidi nelle vendite, visto che nessuno ci è riuscito in vent’anni».
Ecco appunto, voi come ci riuscirete dal momento che tutte le giunte precedenti hanno fallito?
«È un anno che gli uffici e le commissioni lavorano a questa delibera, che per come era scritta all’inizio non andava bene: riproponeva infatti tutti gli ostacoli e le lungaggini che finora hanno impedito di dismettere il patrimonio comunale. Il nuovo testo va invece nella direzione di
velocizzare i tempi».
Come?
«Abbiamo snellito le procedure. Ad esempio, l’inquilino che sta dentro una casa popolare può comprare subito, a prescindere dall’accertamento del reddito. Ovviamente deve avere i requisiti per stare lì dentro.
Chi invece non se la può comprare, resta affittuario.
Procedendo come in passato a controlli minuziosi sul 740, si rischia di allungare il brodo all’infinito.
E di perdere un’occasione formidabile».
Però, presidente, spesso i tempi si allungano perché l’assemblea capitolina o non decide o non inserisce all’ordine dei lavori le delibere già approvate in giunta, non perché si fanno i doverosi controlli.
«È una stupidaggine. Ci sono tempi tecnici e passaggi istituzionali che non possono essere elusi.
Al netto del fatto che se una delibera scritta da un assessore è fatta male o presenta delle criticità, la maggioranza, le commissioni e l’assemblea capitolina hanno il dovere di migliorarla.
Come per esempio è accaduto con la valorizzazione della caserma di via Guido Reni».
La prima di una lunga serie… «È così. La vendita del patrimonio andrà infatti di pari passo con la valorizzazione dei depositi Atac.
Anche in questo caso bisogna fare in fretta.
Se ne parla dai tempi di Alemanno. Dobbiamo stringere, decidere se procedere con asta pubblica o tramite fondi immobiliari in cui però il Comune deve stare dentro, essere protagonista».
Senza dimenticare la questione “stadio della Roma”, su cui lunedì ci sarà una riunione di maggioranza in cui proverete a smettere di litigare.
«In effetti c’è la necessità di tirare fuori una posizione univoca per sostenere il sindaco Marino.
Questo progetto è una grossa opportunità per la città stiamo parlando di un miliardo di investimenti e opere pubbliche per 350 milioni – ma bisogna che a prevalere sia l’interesse pubblico».
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BELLE PAROLE E NE PRENDIAMO ATTO FINALMENTE LA NOSTRA LOTTA E’ STATA SENTITA E NIERI NON PUO’ FARE PIU’ IL PADRONE DECIDENDO LUI A CHI VENDERE O NO.
SPERIAMO SOLO CHE NON SIA UN’ALTRO TRABELLO PER CUI VENDERANNO I GIOIELLI DI FAMIGLIA E I POVERACCI RIMARRANNO AD ASPETTARE COME è ACCADITO A MIGLIAIA DI ASSEGNATARI CHE HANNO VERSATO I 2000 EURO E STANNO ANCORA ASPETTANDO DI ACQUISTARE.

Ater Frosinone, la morosità ha superato il tetto dei 25 milioni

mercoledì 27 agosto 2014

CASE POPOLARI
Che succede se, in un anno, nelle casse dell’Ater di Frosinone entra solo la metà dei canoni dovuti per gli affitti?
Se di circa 5 milioni di introiti previsti (e la quota mensile media di affitto è di 45 euro), ne arrivano solo poco più della metà?
Succede che bisogna incrementare la lotta alla morosità; nel corso degli anni, solo in provincia di Frosinone arrivata a superare i 25 milioni di euro.
Ma con la crisi imperante è sempre più difficile. E allora succede anche che scatta la spending review.
I bilanci piangono e quindi (ma lo dice anche la legge), tocca tagliare. Specie se gli stipendi dei dirigenti hanno una media più alta della quota regionale. «L’attività degli uffici per combattere la morosità è stata potenziata – spiega Antonio Ciotoli, commissario dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale da circa un anno (il suo mandato scadrà a settembre) -, si attivano le varie procedure per il recupero crediti, fino ad arrivare alla decadenza degli appartamenti. Poi però questo è un compito che spetta ai sindaci ma togliere una casa a una famiglia che non paga, specie di questi tempi, diventa difficilissimo per un’Amministrazione comunale». Quindi serve anche tagliare altrove… «Sì, sin dal mio insediamento lo scorso anno – risponde Ciotoli – abbiamo ridotto al massimo i costi di gestione.
Abbiamo eliminato le consulenze e gli incarichi esterni, ad esempio.
Poi siamo passati ad esaminare il costo del lavoro del personale.
Ho proposto un contratto di solidarietà per due anni a tutto il personale (67 dipendenti), ovvero una riduzione del 30% sia dell’orario di lavoro che dello stipendio (con la differenza coperta dall’Inps). Questo ci consentirebbe un risparmio annuo di circa 800.000 euro ma i sindacati hanno dichiarato guerra.
Ora la trattativa riprende il 9 settembre, avremo un incontro in Regione».
E sui dirigenti? Oggi i quattro in servizio all’Ater di Frosinone, in base al contratto nazionale dei dirigenti, guadagnano in media 125.000 euro lordi annui. «Ho proposto una riduzione del 30% – spiega Ciotoli, anche considerando che la media regionale è sui 95.000 euro.
Anche di questo si parlerà in Regione a settembre». Insomma a quanto ammonterebbe il risparmio complessivo? «Considerando anche la riduzione dei premi di produzione e altro, sarebbe di 1,5 milioni di euro l’anno.
In due anni riporteremmo l’Ater sui binari giusti e a quel punto potremmo guardare al futuro con maggior ottimismo».
Del resto, in bilancio, le spese sul patrimonio immobiliare restano immutate.
Anzi, dovrebbero crescere.
«Abbiamo 7.300 appartamenti in tutta la provincia che ovviamente devono essere oggetto di manutenzione.
Se non abbiamo le risorse siamo in grossa difficoltà.
Inoltre, in collaborazione con i comuni e la Provincia, abbiamo tanti progetti in cantiere, che prevedono anche l’utilizzo di finanziamenti europei.
Ma è necessario dare, prima di tutto, un taglio ai costi».

Denise Compagnone

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A ROMA SI DICE HANNO LA FACCIA COME IL ……….Certo leggere le dichiarazioni del commissario straordinario per chi conosce bene come stanno le cose si fa un salto sulla sedia.

Ma come può dire certe cose questo Commissario se appena arrivato lui e il direttore generale si sono aumentati gli stipendi.

Il suo compito primario, se ne era capace, era quello di riscuotere la morosità perché non lo ha fatto subito?
Perché ha dato in appalto all’esterno tale riscossione?

Perché non ha fatto un progetto di produttività facendola fare ai suoi dipendenti, visto che hanno solo 7.300 alloggi?

Se era capace e voleva fare cassa avrebbe dovuto inviare a tutti i morosi una bella lettera dove li invitava a pagare immediatamente il debito e che se accettavano avrebbero potuto eccepire la prescrizione del debito per gli anni antecedenti il 2008, ovvero poteva applicare d’ufficio la prescrizione a tutti coloro che accettavano di pagare il debito e in mancanza di assenso minacciare pignoramenti,la macchina l’hanno tutti e anche il televisore ed altro, ma per fare queste cose ci vogliono persone capaci e competenti e con le palle e no vecchi trombati della politica che si riciclano sempre o commercialisti di professione.

Inoltre poteva attuare le vendite che sono ferme da anni,insomma poteva fare molto,ma in questo anno di reggenza ha solo dato appalti all’esterno senza incamerare un euro fino ad oggi,mentre è stato molto celere ad aumentare lo stipendio ai dirigenti e assumere consulenti e questo vuole rimanere altri 2 anni?
Ma per fortuna a settembre gli scade il mandato ZINGARETTI ti prego salvaci da certe nullità pericolose non riconfermarlo perché altrimenti la colpa sarà tua, anzi ti suggeriamo di riciclare tutta la classe dirigente dell’Ater di Frosinone vista la loro nullità e soprattutto non rinnovare il direttore.

Caro Zingaretti sbrigati a mantenere ciò che hai detto in campagna elettorale e soprattutto i dirigenti che non hanno migliorato la situazione A CASA SUBITO!

L’unica oscenità che hanno fatto è la proposta del contratto di solidarietà dei dipendenti, mentre avrebbero dovuto restituire la 14dicesima mensilità che hanno preso impropriamente i dirigenti e avrebbe dovuto avere il coraggio di ridursi lo stipendio, in quanto se lo erano anche aumentato e vista anche la loro incapacità a far funzionare l’ATER di Frosinone.

il Commissario, non dice la verità sugli stipendi dei dirigenti (noi li abbiamo già pubblicati in un nostro articolo gli stipendi dei dirigenti dell’Ater di FR), ma forse se ne vergogna e cerca di minimizzare.

Ma è molto più facile prendersela con i più deboli e indifesi.

Inoltre sarebbe anche il caso di fare luce sui motivi per cui il Commissario messo all’epoca dalla Polverini la dott.ssa Rizzo si dimise dall’incarico, voci di corridoio dicono che fu costretta ad andarsene per colpa del direttore il commercialista Tedesco, che stranamente andata via la Polverini sta ancora li, perché pensò bene di farsi un contratto pluriennale e aumentarsi lo stipendio con la relativa 14dicesima.

Sempre voci di corridoio sembra che la Rizzo si dimise,ma fece anche una denuncia alla Procura, ma si vede che la procura di Frosinone o a molto lavoro o la nebbia è molto fitta.

Ma la cosa che mi sconvolge è questo strano connubio tra destra e sinistra, il direttore dott.Tedesco è di destra il Commissario è di sinistra(PSI) ma a quanto pare sono andati immediatamente d’accordo e il Commissario firma tutto ciò che propone il Tedesco, che bella coppia.

ULTIMA notizia i dipendenti sembra che a Settembre, a memo di un miracolo ,non prenderanno lo stipendio.

Ultima cosa speriamo che questi personaggi che hanno finito di distruggere l’Ater di Frosinone se ne vadano subito a casa perché stanno mettendo gli occhi addosso anche ai finanziamenti EUROPEI che DIO CI SALVI!

L’INTERVISTA!!!!!!!!!!

mercoledì 27 agosto 2014

Ho sentito l’intervista fatta al Commissario da una nostra tv locale. Credo che se la poteva risparmiare. Una intervista durata 5 minuti e di coda, dove altro non ha detto del recupero della morosità. Il vero problema delle occupazioni abusive, di tutti quei delinquenti che rubano le case, che se le rivendono sottobanco, che distruggono tutto e che con il loro fare malavitoso mettono a repentaglio la sicurezza delle famiglie e che ancora portano un serio danno erariale…. Di questo non ha parlato. Di ripristinare l’ordine e la legalità nelle case ater… di questo non ha parlato, che addirittura( come successo con un nuovo blitz dei carabinieri) si mettono telecamere per controllare eventuali intrusioni da parte delle forze dell’ordine… di questo non ha parlato. Del degrado sociale nelle case ater a discapito della brava gente colpa della mala gestione… di questo non ha parlato… E’ giusto che il canone si paghi, è giusto di dire basta a chi fa il furbo, ma è giusto e necessario che gli abusivi vengano messi fuori e che paghino le indennità di occupazione e i canoni non pagati, è giusto che vengano controllati i redditi sospetti, ovvero troppo bassi. Sanno che la stragrande maggioranza è proprietaria di case e altro, allora è giusto e sacrosanto far intervenire la Guardia di Finanza. QUESTE SONO LE COSE DA DIRE ma oltre a dirle, bisogna farle. Allora si che l’Ater di Frosinone potrà rinascere e riprendersi la sua dignità, dimostrando che non è una carogna in putrefazione, come ci hanno definito ma bensì una struttura seria, basata sulla legalità e il saper gestire.

VOGLIO AGGIUNGERE CHE SE SI VUOLE VERAMENTE CAMBIARE PER CAMBIARE OCCORRE TROVARE PERSONE NUOVE CHE NON SIANO STATE MAI IMPELAGATE NEL PASSATO E CHE INIZINO DA OGGI UNA ESPERIENZA,PERCHE’ SE CONTINUIAMO A METTERE NEI VARI ENTI I SOLITI GALOPPINI POLITICI E I LORO AMICI IN QUESTO PAESE NON CAMBIERA’ MAI NULLA.

OCCUPAZIONI? FROSINONE LA MAGLIA NERA

lunedì 25 agosto 2014

Via gli abusivi ATER!
di Sonia Mujati

Roma è assediata dagli abusivi che sfondano case popolari da tempo immemorabile, con “abusivi eccellenti”, ma se Roma piange, il resto della regione Lazio non ride, anzi.

Le altre province, come Frosinone, sono in piena emergenza abitativa e il grosso del problema è che chi dovrebbe sgomberare, non lo fa, tentenna.

A pensar male si fa peccato, però ci s’indovina, basta dare un’occhiata all’ATER di Frosinone, una vera polveriera, in cui si è paventato lo spettro della mobilità per molti dipendenti a causa del mal governo, della mala gestione che negli anni ha trasformato l’ente ciociaro in una carogna in putrefazione, e il fetore si sente da molto lontano.

Si è lasciato che un numero esorbitante di inquilini non pagassero l’affitto per decenni, e i morosi sembrano la norma.

Sfondare gli alloggi per gli abusivi equivale a sbeffeggiare sia le istituzioni, che i cittadini onesti che pagano l’affitto o che hanno acquistato regolarmente un appartamento.

Avanzano nei condomini di cui prendono possesso con il piglio smargiasso del boss della bassa malavita, mettono a ferro e fuoco le zone che occupano e che deturpano, tanto non è roba loro e ovviamente ridono se qualcuno gli chiede I danni. Ma poi chi sono questi presunti indigenti? Parliamo di persone che dopo aver divelto un portone d’ingresso, lo sostituiscono con uno blindato, spendono migliaia di euro per ristrutturazioni, spuntano come funghi antenne paraboliche, tettorie, gazebi, muri, giardini, e appaiono auto di lusso.

Alcune persone finite in ospedale, si sono viste occupare il proprio appartamento e poi tornarne in possesso è difficilissimo e costellato di lungaggini assurde, che si abbattono come uno stillicidio sul malcapitato.

Questa è una storia che si trascina da anni e che ciclicamente riemerge come un fiume carsico e poi dopo un po’ di titoli sui giornali, di indignazione pubblica, e di promesse di repressione del fenomeno, il tutto rifluisce di nuovo nel dimenticatoio.Forte la testimonianza e l’analisi fatta da Annamaria Addante, presidente dell’associazione inquilini Ater, che nel 2012 ha visto bruciare la propria auto per aver denunciato il far west di abusi nelle case popolari della città eterna.

«Sappiamo che a Roma l’anno scorso nell’elenco di coloro che sono finiti sul marciapiede con gli scatoloni è figurato l’alloggio in via del Bramante dove viveva l’ex marito di Renata Polverini, Massimo Cavicchioli – spiega la donna. Un anno prima il Tar ha rigettò il suo ricorso.

Si mormora di un abusivo addirittura con lo yacht.

E di un militare di camera, con un appartamento proprio di fronte alla caserma. Ecco, se le strutture che dovrebbero farsi pagare i danni, e gli affitti, non danno mandato alla Procura per gli sgomberi, che tra l’altro sarebbero veloci, il cittadino può pensare che ci sia malafede? Che ci sia corruzione? Forse questo male della corruzione che mette il nostro paese nella lista nera ha avvolto del tutto questo ambito così importante, ovvero la casa? Coloro i quali sono in lista d’attesa quando vedranno per i loro figli un tetto? Forse quando altri genitori senza scrupoli, e non indigenti, che si vedono ciondolare tutto il giorno, e talvolta dediti ad attività malavitose, smetteranno di usare i propri di figli, per avere delle case gratis.

Addirittura – racconta – si scoprono situazioni di occupanti abusivi che resistono dagli anni Sessanta grazie a confusione e malgoverno, gente che si vende l’appartamento, ovvero mette all’asta qualcosa che non gli appartiene».
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Quando nel 1992 inizia ad occuparmi di questo problema CASA mi studiai tutta la legislazione approfondendo il problema e ne dedussi che il problema CASA, se la politica voleva, poteva essere risolto rapidamente dando casa a tutti coloro che ne avessero bisogno.

Ma mi resi anche conto che tale casino faceva comodo ai politicanti perché cosi potevano contare su un bacino di voti non indifferente.

Perché a far funzionare bene questo problema non ci vuole molto e non ci vogliono neanche consigli di amministrazione, ma un amministratore delegato e una forte e adeguata legge regionale.
Speriamo che Zingaretti apra bene gli occhi e le orecchie e si avvii su tale percorso.

Il vergognoso problema OCCUPAZIONI esiste perché la politica vuole che esista, perché non si spiega il motivo per cui le varie ATE a conoscenza delle occupazioni non abbiano mai agito come avrebbero dovuto.

Ma solo sporadicamente colpendo, magari l’innocente, fanno qualche sgombero per far vedere che fanno qualcosa, ma a chi vogliono prendere in giro?

Le occupazioni di vero bisogno si contano sulla punta delle dita, la maggioranza sono solo affari e tutti tacciono a Frosinone ancor di più.

Lo scandalo di tutto ciò è che a Frosinone devono gestire pochi alloggi e non si capisce il perché di questa grave irregolarità consentita nel corso degli anni ed ora che l’azienda sta al collasso se la vogliono prendere con i lavoratori?

Perché i vari commissari e direttori non hanno approntato un progetto di recupero della morosità e di sgomberi degli alloggi dove gli occupanti avevano un reddito elevato?

Questo rimarrà sempre un mistero e il poveraccio che ne avrebbe veramente diritto rimarrà sempre fuori da questa spartizione.

IL MISTERO DELLE OCCUPAZIONI ABUSIVE!!!

lunedì 18 agosto 2014

Certo le occupazioni abusive sono un vero e proprio mistero, perché è solo questione di fortuna o di conoscenza?
Si mi pongo questa domanda perché quando in un palazzo dove vi sono molte occupazioni abusive e arriva solo ad una famiglia la lettera di diffida, così mi dicono, la domanda è d’obbligo.

La cosa che non riesco a comprendere è il perché l’Ater di Roma non interviene immediatamente quando si verifica l’occupazione, mi chiedo il perché non chiede immediatamente lo sgombero con la forza pubblica e perché quando le rare volte avviene non assegnano immediatamente l’alloggio al primo in graduatoria.

A queste domande non ho mai ricevuto risposta.

Di fatti strani all’Ater ne accadono molti, uno è quello che un alloggio non abitato per decenni mai occupato e appena viene riconsegnato all’Ater che mette la porta blindata automaticamente dopo pochi giorni viene occupato, non vi sembra strano?

Altro mistero perché se l’occupazione è avvenuta 5 o 6 anni fa solo oggi l’Ater fa la diffida per occupazione?
Ma soprattutto perché quando l’Ater è a conoscenza dell’occupazione e interviene subito a verificare (perché ha avuto la soffiata) non li fa sgombrare?

Mentre a volte accade che fa sgombrare chi aveva occupato da anni.

TALE COMPORTAMENTO E’ ALQUANTO ANOMALO e altra anomalia è che le Zone ognuna agisce a seconda di cosa passa in testa al proprio responsabile, a tutto ciò aggiungiamo che le direttive che le ZONE hanno sono ILLEGGITTIME, date da dirigenti, (per fortuna una è stata cacciata)che a mio avviso più che espletare la propria funzione espletano la propria cattiveria nei confronti degli assegnatari.

MI AUGURO CHE QUESTO NUOVO CORSO CON IL COMMISSARIO DANIEL MODIGLIANI E CON IL DIRETTORE GENERALE CLAUDIO ROSI DIA VERAMENTE UNA SVOLTA LEGALITARIA ALL’ATER DI ROMA E DI CONSEGUENZA A TUTTE LE ATER PERCHE’ VE NE E’ UN BISOGNO ESTREMO.

ALCUNI SEGNALI VI SONO GIA’ STATI, MI AUGURO CHE ABBIANO IL CORAGGIO DI ANDARE FINO IN FONDO.

FINALMENTE QUALCOSA SI MUOVE!

sabato 9 agosto 2014

Comune, immobili subito in vendita
►Pronta la bozza del piano di rientro che oggi l’assessore Scozzese presenterà al Governo: il programma del Campidoglio andrà avanti a tappe forzate che presenterà al governo: si parte dalla dismissione del patrimonio nel 2014 prime alienazioni delle aziende e risparmi sulle spese

LA MANOVRA
Non sarà possibile alcun ritardo, né qualsiasi tentazione di melina da parte di settori del consiglio comunale. Il piano di riequilibrio triennale del Cam-pidoglio, firmato da Silvia Scozzese, procederà a tappe forzate, o quantomeno già definite nel cronoprogramma che oggi l’assessore al bilancio presenterà al ministero dell’Economia, insieme a rassicurazioni concrete sulla vendita degli immobili, per superare le ultime riserve di Palazzo Chigi e permettere il via libera definitivo, entro lunedì prossimo. Il calendario definito nel confronto tra l’amministrazione capitolina e il governo sarà tassativo, pena il commissariamento del Comune.
L’AGENDA
La priorità assoluta resta il piano di dismissione di parte del patrimonio immobiliare di proprietà del Campidoglio. L’amministrazione si impegnerà a far approvare la delibera in assemblea capitolina entro la fine dell’anno. Il centrosinistra è già al lavoro, con il coordinatore della maggioranza Fabrizio Panecaldo.
FISSATE LE SCADENZE DA RISPETTARE NEI PROSSIMI TRE ANNI: «IN QUESTO MODO EVITEREMO POSSIBILI RITARDI IN AULA»
Panecaldo, per sbloccare la situazione. A partire da una ricognizione di tutti gli immobili, che consenta anche di ridurre i costi dei fitti passivi, e dall’accelerazione della vendita degli appartamenti di edilizia residenziale pubblica agli inquilini che possono permettersi l’acquisto.

4,46 miliardi
La spesa corrente annua del Comune di Roma: dovrà essere ridotta del 10 per cento.

Entro il 31 dicembre dovranno arrivare anche i primi atti concreti sul fronte delle aziende partecipate, con la liquidazione e l’alienazione della prima tran- che delle 25 società di secondo livello di cui il piano prevede la cancellazione o la vendita della partecipazione. La prima azienda ad essere liquidata, già con il bilancio di previsione appena approvato, è Trambus Open. Le altre seguiranno a ruota, arrivando fino ai casi più spinosi: Farmacap, Risorse per Roma, Assicurazioni di Roma e Multi- servizi.
In tre anni sarà diluita anche la spending review residua: il programma della Scozzese prevede una riduzione di circa 150 milioni annui della spesa corrente di Palazzo Senatorio.
LE CIFRE
Dopo aver certificato un disquilibrio strutturale di 550 milioni di euro, infatti, il piano di rientro impegna il Campidoglio,a diminuire la spesa, nel triennio 2014-2016, per un importo di 440 milioni: il 10 per cento della spesa corrente attuale, che è di 4.460 milioni annui. Una spending review da effettuare attraverso risparmi strutturali nella macchina amministrativa e nelle società partecipate. I restanti 110 milioni derivano dal riconoscimento da parte del governo degli extracosti sostenuti dalla città per le sue funzioni di Capitale della Repubblica.
Il piano prevede inoltre un’altra voce fondamentale: il finanziamento stabile da parte della Regione di 240 milioni annui per il trasporto pubblico locale.
Fabio Rossi
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Dopo la maratona per approvare il bilancio 2014, torna a riunirsi domani pomeriggio l’assemblea capitolina per discutere alcune delibere di urbanistica, tra cui quella che riguarda la Città della Scienza, che dovrà sorgere nelle ex caserme di via Guido Reni. Ignazio Marino aveva più volte espresso nei giorni scorsi la volontà di approvare il pacchetto di delibere urbanistiche prima della pausa estiva. Intanto l’opposizione – con Alessandro Onorato (Lista Marchini) e Giordano Tredicine (Pdl) – ha chiesto nella conferenza dei capigruppo un consiglio straordinario sul tema del salario accessorio.
Una richiesta per la quale da Palazzo Senatorio è arrivata una controproposta: «Va bene, ma facciamolo il 14 agosto». Probabile, a questo punto, che l’eventuale dibattito su questo tema slitti a settembre.
Fa.Ro.

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Anna Maria Addante E così si fano gli affari ,non riusciamo a capire il perchè di tutta questa frenesia di vendere il patrimonio del Comune e non altrettanta fretta a vendere il patrimonio ERP (che gli fa incassare parecchi milioni)con la scusa che quelli che stanno nella case di proprietà del Comune non pagano e quelli che pagano poco : e chi ce li ha messi? E perchè pagano poco? Ma possiamo capire che la vendita all’asta del patrimonio del Comune è allettante e si possono fare tanti bei affari conoscendo le persone giuste e perchè no anche gli stessi consiglieri e assessori.Ma le persone che attualmente sono in queste case se non hanno i soldi per acquistarle il comune che fa le sfratta? Ma perchè invece per vendere le case ERP ai relativi assegnatari Nieri sta facendo di tutto per non venderle e perchè Panecaldo non si preoccupa pure dei cittadini?Ma si sa i cittadini sono dei romp…..da spremere e basta.

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In merito alla risposta per fare un consiglio straordinario per i dipendenti a cui è stato tolto una parte del salario,la risposta da Palazzo Senatorio ovvero da Marino di farla il 14 agosto è veramente oscena e dimostra che a lui degli altri non glie ne frega nulla.
Ma i Sindacati che fanno? Stanno in ferie?

Nieri vuole dare la gestione del patrimonio del Comune di Roma a Kappler amm.re delegato di Risorse per Roma

sabato 9 agosto 2014

Il Vice Sindaco di Roma non ha voluto più bandire la gara nazionale per la gestione del patrimonio del Comune di Roma e la cosa ci ha molto insospettito e vogliamo esprimere i nostri dubbi.

La società Romeo gestisce il patrimonio del comune di Roma con 150 dipendenti pagati dalla Romeo e posso dire che se il Patrimonio ovvero lo stesso Comune di Roma non gli desse delle direttive fuori legge la Romeo funziona BENISSIMO, ma perché Nieri non la vuole più?

Ci si è accesa una lampadina, Nieri da quando è arrivato che fa l’occhiolino a RISORSE per ROMA S.p.A con un amministratore delegato messo dal defunto Buontempo l’ing.Kappler Domenico (e ci pare strano che la Giunta di Marino si tenga ancora questo am.re delegato) Ma chi è costui? Un trombato della politica al quale occorreva trovare degna collocazione.

E il sig.Nieri a questa struttura vuole affidare la gestione del patrimonio comprese le vendite, ma lo sapete in un anno Risorse per Roma quanti alloggi ha venduto?
Nell’anno 2013 95 unità immobiliari, se questo è l’andazzo di Risorse per Roma ora capisco perché il Vice Sindaco gli vuole dare tutto così il suo progetto politico di non vendere gli alloggi ERP viene realizzato, la gente poi muore e gli alloggi si occupano.

Però è ormai notorio che il Governo ha stabilito che le società inutili si debbono sciogliere e RISORSE per ROMA e tra queste.

Ma perché Nieri la vuole salvare?

Perché è il ricettacolo di tutte le marchette politiche e di tutti i trombati della politica RISORSE per ROMA ha esattamente 675 , 93 quadri e 16 dirigenti dei quali non si conosce il titolo, la professione e ne lo STIPENDIO.

Ecco chi vuole difendere NIERI e per fare ciò stanno cercando di dimostrare che la ROMEO non funziona (ed è falso) e così dare il tutto a RISORSE per ROMA e salvarla dalla fine che giustamente merita, ovvero la definitiva cancellazione di queste società che non sono altro che doppioni del Comune di ROMA.

INOLTRE Nieri sa bene chi è Kappler, un noto uomo di destra, ma Nieri non è di sinistra?

E’ ORA DI FARLA FINITA CON QUESTE MANGIATOIE.
I Grillini del Campidoglio che dicono in merito?Tacciono?

Ater a rischio mobilità: il 9 settembre vertice in Regione

venerdì 8 agosto 2014

Ater a rischio mobilità: il 9 settembre vertice in Regione
L’appuntamento è a settembre, precisamente il giorno 9, alla Regione Lazio, quando ci sarà una riunione riguardante in modo specifico la situazione dell’Ater di Prosinone, dove da settimane è stato proclamato lo stato di agitazione.

Un tavolo regionale quindi.
Intanto da oggi scattano alcuni giorni di ferie, in un clima però di forte tensione.

«Vediamo se il presidente Zingaretti riuscirà a risolvere la questione delle Ater, anche se per fortuna non tutte sono nella situazione di quella di Prosinone». Lo scrive Anna Maria Addante, presidente dell’associazione inquilini e proprietari lacp Ater di Roma.

Già nei giorni scorsi la Addante era intervenuta a sostegno dei sindacati che hanno proclamato lo stato di agitazione all’Ater di Frosinone.

Il tutto a seguito «della proposta avanzata dagli amministratori – come si legge in una nota che le sigle sindacali hanno inviato alla Prefettura – di mettere in mobilità il personale dipendente, unitamente al taglio dell’orario di lavoro e del salario attraverso il patto di solidarietà».

Anna Maria Addante non molla la presa e insiste: «Una cosa è sicura: le responsabilità che hanno condotto l’Ater di Fresinone alla situazione attuale non possono essere dei 62 dipendenti, non è possibile.

I sindacati hanno chiesto di fare chiarezza su tutta questa vicenda e ritengo che la Regione debba farla.

Posso dire che quello che viene corrisposto ai lavoratori è quello previsto dal contratto.

Insisto su dati di fatto incontrovertibili: se ci sono 30 milioni di euro di morosità di assegnatari e occupanti che non pagano, se è vero (come è vero) che esistono debiti di svariati milioni, se ci sono state, dal 2009 al 2013, entrate di 13 milioni di euro derivanti da vendite di immobili, perché dovrebbero pagare i dipendenti? Perché non guardare alle consulenze affidate? Perché non riflettere sui compensi.

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Basta è ora di finirla, in questo Paese si è creata una classe di dirigenti che dovrebbero essere mandati tutti a casa, arroganti, presuntuosi e soprattutto incompetenti e preoccupati solo di se stessi e dei loro benifit.

Pensavo che simili situazioni esistessero solo all’Ater di Roma e al Comune di Roma ,ma vedendo ciò che accade a Frosinone mi sono dovuta ricredere a Roma all’Ater sono almeno più intelligenti, non si danno automaticamente la 14 mensilità e poi hanno anche la faccia tosta di taroccare gli stipendi dei lavoratori dichiarando ai giornali redditi inesistenti dei dipendenti.

Chiedo al Presidente della regione Lazio che a questi dirigenti oltre a chiedere la restituzione di quanto percepito illecitamente, chiedo anche che la classe dirigente di tutte le ATER deve essere CAMBIATA altrimenti fallirà anche il processo di unificazione tramite l’agenzia unica.

Occorre gente nuova, brava, capace, competente e soprattutto dinamica.

NIERI,MA A CHE GIOCO STAI GIOCANDO?

giovedì 7 agosto 2014

PARTE DEL PARERE DELL’AVVOCATURA DEL COMUNE DI ROMA IN MERITO ALLE VENDITE DEGLI ALLOGGI ERP DEL COMUNE.

2) Alienabilità degli immobili gravati da abusi edilizi sanzionabili
La questione concerne il rapporto tra le norme (art. 2 comma 59 della L. 662/96, art. 40 commi 5 e 6 della L. 47/85 e art. 7 comma 2 della L.
136/99) che prevedono la possibilità per i soggetti acquirenti di immobili di proprietà pubblica di presentare, entro il termine di centoventi giorni dalla sottoscrizione dell’atto di compravendita, la domanda di sanatoria, qualora l’immobile rientri nelle previsioni di sanabilità di cui al capo IV della L. 47/85, e l’art. 19 comma 14 del D.L. 78/2010 convertito nella L.122/2010 che prevede che gli atti di trasferimento di diritti reali su fabbricati già esistenti (tutti gli atti di trasferimento di diritti reali su fabbricati già esistenti) devono contenere, a pena di nullità, la dichiarazione della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie.

Esiste un’antinomia tra le due normative in quanto, da un lato il D.L. 78/2010 impone la conformità tra i dati catastali e le planimetrie depositate in catasto e lo stato di fatto dell’immobile oggetto del trasferimento; da altro lato con le altre norme sopra citate i! legislatore ha previsto la possibilità in caso di trasferimenti di alloggi di proprietà pubblica di sanare eventuali abusi edilizi -che, quindi, determinano difformità catastali- entro centoventi giorni dall’atto di trasferimento.

Al riguardo si ritiene che non possa farsi riferimento al criterio cronologico secondo cui “lex posterior derogat priori”, atteso che le norme che prevedono la possibilità di sanatoria, pur essendo antecedenti rispetto al D.L. 78/2010, hanno carattere di specialità (essendo riferite ai trasferimenti di immobili di proprietà pubblica).

Ciò sta a significare, in altre parole, che deve darsi preferenza alle norme che prevedono la possibilità di sanatoria entro centoventi giorni dall’atto di trasferimento.

Stante quanto sopra si ritiene che, preliminarmente ai trasferimenti di proprietà, debba essere compiuto un sopralluogo nelle singole abitazioni in un momento non troppo lontano da quello dell’alienazione.

Nelle ipotesi in cui si riscontri una difformità tra la reale situazione dei luoghi e le planimetrie depositate in catasto dovranno essere effettuate Se necessarie variazioni catastali, laddove ciò sia possibile, anche previa presentazione di una DIA: trattasi di ipotesi in cui gli abusi sono di lieve entità.

Rimangono le ipotesi, che dovrebbero essere di numero ridotto, in cui l’abuso non è sanabile con una DIA. In tal caso -poiché presupposto per la variazione catastale è la sussistenza di un titolo che sani l’abuso- si ritiene che nell’atto debba essere inserita una planimetria riportante la esatta configurazione dei luoghi specificando che la situazione non è conforme a quella riportata in catasto ed evidenziando la possibilità di sanare, entro centoventi giorni, l’abuso riscontrato.

L’acquirente poi, reso edotto, così, dell’esistenza di abusi edilizi, potrà avvalersi delle norme che gli consentono di sanare l’abuso o, in alternativa, dovrà ripristinare la situazione antecedente essendo, in caso contrario, sanzionabile. In questo senso è opportuno che nell’atto di trasferimento l’acquirente renda apposita dichiarazione di essere edotto dello stato in cui gli viene venduto l’immobile e di essere consapevole della possibilità di poter sanare l’abuso nel termine di centoventi giorni impegnandosi in tal senso nonché, in caso di rigetto, a ripristinare la situazione antecedente all’abuso con esonero da responsabilità dell’ente venditore.

Peraltro non adottando nessuna delle due soluzioni (sanare l’abuso o ripristinare la situazione antecedente) il nuovo acquirente non potrebbe, in seguito, alienare l’immobile.
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Anna Maria Addante ORBENE IL COMUN E DI ROMA INVECE IMPEDISCE NON EFFETTUA LA VENDITA DI TALI IMMOBILI TRINCERANDOSI DIETRO UN FALSO PROBLEMA LA CHIUSURA DI UNA VERANDA,FACCIO PRESENTE A TUTTI VOI CHE QUESTE VERANDE CHIUSE PORTO AD ESEMPIO LA VERANDA DI UN SIGNORE ULTRACENTENARIO CHE ABITA A PIANO TERRA E CHE L’HA CHIUSA PER MOTIVI DI SICUREZZA.

Anna Maria Addante MA NON SOLO LA DOTT.ACETI HA ANCHE LA SFACCIATAGINE DI SCRIVERE ALLA ROMEO NONOSTANTE IL PARERE DELL’AVVOCATURA CHE L’ALLOGGIO DI QUESTO ULTRACENTENARIO NON SI PUO’ ALIENARE FINTANTO NON TOGLIE LA VERANDA.

Anna Maria Addante SE IL SIGNORE ULTRACENTENARIO TOGLIE LA VERANDA VISTO CHE STA A PIANTERRENO GLI ENTRANO DENTRO CASA .IDENTICA SITUAZIONE PER UNA SIGNORA ANZIANA NON VEDENTE ALLOGGIO A MEZZANINO CHE ANCH’ESSA CHIUSE IL BALCONE PER SICUREZZA ANCHE A QUESTA LA DOTT.ACETI E L’ASSESSORE NIERI SI RIFIUTANO DI VENDERE L’ALLOGGIO,NONOSTANTE LE LEGGI E LO STESSO PARRE DELL’AVVOCATURA SI SIA ESPRESSO DIVERSAMENTE.

Anna Maria Addante CARO NIERI MA NON TI VERGOGNI AFFATTO DI QUESTO TUO OPERATO PERSECUTORIO NEI CONFRONTI DI QUESTE PERSONE DEBOLI? CARO NIERI INVECE DI GIOCARE CON I MURETTI E CON IL TRIDENTE E CON VIA VITORCHIANO RISPETTA LE LEGGI E VENDI QUESTI BENEDETTI ALLOGGI AI LEGGITTIMI PROPRIETARI.E PER FORTUNA DICI DI ESSERE DI “SINISTRA”

L’Ufficio della 1^ Zona ATER invia il decreto di rilascio alla fine di luglio a chi avrebbe dovuto fare invece la voltura del contratto!

giovedì 7 agosto 2014

Continuano ad arrivare DECRETI DI RILASCIO dai quali traspare tutta la cattiveria di certi dipendenti dell’ATER, perché oltretutto far firmare in periodo di ferie i Decreti di rilascio è una vera e propria malvagità.

Inoltre la situazione di tale decreto non è una occupazione in quanto è la figlia che rientra nell’alloggio dove aveva abitato e convissuto con i propri nonni e genitori e su questo ci sarebbe molto da discutere.

Ma il fatto VERGOGNOSO è che l’Ufficio della 1 Zona ci dovrà SPIEGARE per quale motivo quando è deceduto il titolare del contratto nel 1979 nonno della sig.ra Damiani non è stato fatta la voltura del contratto alla figlia del sig.CONTI Alfredo?

Dovrà inoltre spiegarci per quale motivo alla sig.ra Damiani Carla l’ATER di Roma esattamente l’ufficio della 1^zona gli ha fatto pagare in qualità di erede gli arretrati dei canoni non pagati di euro 43mila e poi gli fa il decreto di rilascio?

La nipote, secondo l’impiegato INCAPACE, alla quale ha fatto pagare i debiti improvvisamente è occupante abusiva, nonostante che avesse messo la residenza quando la madre AVENTE TITOLO DELLA VOLTURA DEL CONTRATTO DAL 1979 era ancora in vita.

E sempre l’impiegato INCAPACE con molta superficialità, fregandosene che questa donna separata con 3 figli venisse buttata in mezzo alla strada, gli fa gli atti per occupazione abusiva.

MA ABUSIVA di che? Se era la figlia dell’avente diritto e come tale aveva diritto anche lei alla voltura del contratto.

Ma sempre il solerte funzionario INCAPACE dopo che per 35 anni l’ATER aveva tenuto il fascicolo dell’alloggio in cantina e nel momento che lo riprende non se lo STUDIA (se mai ne è capace)in 4 mesi gli fa subito il Decreto di rilascio e glie lo inviano alla fine di luglio?

Quando gli studi degli avvocati sono la gran parte chiusi per ferie? E’ una casualità o è un disegno politico? Che cosa sarebbe successo se invece di inviarlo alla fine di luglio lo avessero inviato al ritorno delle ferie?

NULLA anzi qualcosa si, la sig.ra si poteva difendere.

Che dovremmo dire? che sono dei…………………..lasciamo ai lettori le migliori interpretazioni.