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GLI ORFANI DI MAZZETTO!

L’ATER DI ROMA E’ PROPRIO UN POSTO STRANO, SEMBREREBBE CHE GLI ORFANI DI MAZZETTO STIANO TENTANDO DI COSTITUIRE UNA SPECIE DI ASSOCIAZIONE COLLATERALE  PER DARE ADDOSSO AI SINDACATI ACCUSANDOLI DI NON FARE NULLA.

MA CHE INTENDONO TALI ORFANI PER NULLA?

NON APPOGGIARE E NON AVER APPOGGIATO LE PROPOSTE OSCENE DI MAZZETTO PER FAR FARE CARRIERA SENZA AVERNE I TITOLI A QUALCUNO?

INOLTRE VORREI SAPERE SE E’ LECITO CHE QUALCUNO DURANTE L’ORARIO DI SERVIZIO INVECE CHE LAVORARE VADA IN GIRO A FARE PROSELITI PER QUESTA FANTOMATICA ASSOCIAZIONE E MAGARI SI FA ANCHE IL SERVIZIO ESTERNO.

CERTO CHE QUESTA ATER E’ PROPRIO TERRA DI NESSUNO DOVE CHI HA QUALCUNO ALLE SPALLE SI SENTE PADRONE DI FARE COME GLI PARE, MA POI QUESTO QUALCUNO E’ AFFIDABILE?

MI VIENE IL DUBBIO CHE NON LO SIA VISTO I PRESUPPOSTI.

 

PER GLI IGNORANTI SACCENTI

HO PUBBLICATO TALE MODULO FATTO DALLA SOCIETA’ AEQUA DEL COMUNE DI ROMA PER DIMOSTRARE AD UN UTENTE CHE VUOLE FARE IL SACCENTE CHE LA LEGGE E’ LEGGE E I MODULI COME IN QUESTO CASO LA DIZIONE E’ SBAGLIATA.

SE LA SOCIETA’ AEQUA AVESSE LETTO CON ATTENZIONE LA LEGGE 12 AVREBBE SCRITTO DIVERSAMENTE  OPPURE HANNO VOLUTO METTERE QUESTA DICITURA AVENDO AVUTO UN LUNGO PERIODO DI INATTIVITA’ TRA LA PRECEDENTE SOCIETA’ E LORO PER OVIARE  AI LORO RITARDI, MA LA LEGGE E’ SOVRANA CAEO SIGNORE CHE SCRIVE SUL MIO BLOG FACENDO IL SACCENTE SENZA CONOSCERE IL DIRITTO.

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Dipartimento Patrimonio, Sviluppo e Valorizzazione Direzione Gestione U.O. Alienazioni Presso Æqua Roma S.p.A. Via Ostiense 131/L – 00154 Roma

COMUNICAZIONE AMPLIAMENTO NUCLEO FAMILIARE

Io sottoscritto/ a ________________________________________nato/a a______________(____) il ____/_____/_______, codice fiscale __________________________________, assegnatario dell’alloggio ERP sito in Roma, indirizzo _________________________________________________ scala ___ interno____

codice immobile ______________________codice utente___________________

(D.D. assegnazione n. __________________del _____/_____/______; contratto di locazione stipulato il _____/_____/_________), ai sensi dell’articolo 12, comma 5, della legge regionale 12/1999 [1].

COMUNICO l’ampliamento del nucleo familiare verificatosi in favore di:

Consapevole delle conseguenze amministrative e penali della falsità in dichiarazioni rese in particolare della revoca dei benefici conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera [4], allo scopo, unitamente al sopra indicato componente……..

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COMMA 5 DELL’ART.12 DELLA LEGGE 12 DEL 1999 E SUE MODIFICHE E INTEGRAZIONI
 5. L’ingresso di uno dei soggetti indicati nel comma 4 deve essere immediatamente comunicato all’ente gestore. L’ente gestore, nei successivi tre mesi, verifica che, a seguito dell’ampliamento, non sussistano cause di decadenza dall’assegnazione. Qualora dalla verifica risultino comunicazioni non veritiere, l’ampliamento non produce effetti ai fini dell’eventuale subentro. Gli esiti delle verifiche sono comunicati all’interessato a cura dell’ente gestore. Il soggetto che entra nel nucleo in seguito alle procedure di ampliamento assume nei confronti dell’ente gestore, a decorrere dalla data di ingresso, gli stessi obblighi dell’assegnatario originario. (37)

IMMEDIATAMENTE SIGNIFICA PRIMA DI FARLO

IO TI COMUNICO CHE…..

RIGIDA E OSTILE CON I CITTADINI MA MOLTO PERMISSIVA CON SE STESSA

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NEL LEGGERE TALE RACCOMANDATA  INVIATA  ALL’INTERESSATA, TRA L’ALTRO FACENDOGLI PRENDERE UN COLPO LA DOTT.SSA MUSCATELLO SE PRIMA DI SCRIVERE CERTI STRAFALCIONI AVESSE ACCURATAMENTE VISIONATO TUTTE LE E.MAIL INTERCORSE TRA LA NOSTRA ASSOCCIAZIONE E LA 4 ZONA DELL’ATER DI ROMA,AVREBBE EVITATO TALE PESSIMA FIGURA.

Al Direttore generale  Avv.to R.Panella

OGGETTO: Risposta a richiesta di  A.N.F, mai richiesto

In riferimento alla Vostra prot.32740 del 24/05/13 si comunica che il sig.********* non ha mai richiesto l’ampliamento del Nucleo Famigliare, ma bensì l’autorizzazione ad ospitare il proprio nipote per motivi di necessità e di assistenza, essendo invalido al 100% .

Pertanto,non si comprende la risposta data dalla responsabile della zona, avente per OGGETTO:RISPOSTA A COMUNICAZIONE DI AMPLIAMENTO PALESEMENTE INFONDATE Alloggio sito in Roma ,ì**********************************, il sig********** non ha mai chiesto l’ampliamento, ma solo e unicamente l’autorizzazione all’ospitalità per assistenza.

Pertanto, visto che la legge regionale 12/99 non impedisce l’ospitalità e che lo stesso Call Center ha detto al sig.******* come doveva compilare la richiesta, che ha fatto correttamente, non riusciamo a capire tale risposta, anche perché nella stessa lettera gli si dice che deve togliere la residenza, ma che può fare istanza di autorizzazione per presenza temporanea e precaria del nipote, ma l’istanza l’ha già fatta!

Non mi si dica che sono la solita rompiscatole, ma credo che la responsabile della 4 Zona prima di firmare una lettera deve capire che cosa vuole dire e che richiesta le è stata fatta e poi scrivere.

Si coglie l’occasione per ribadire che le direttive emanate dalla dott.ssa Grassia in merito all’autorizzazione precaria, che sono composte da ben 9 articoli, sono semplicemente ridicole e inappropriate e vanno oltre lo spirito della legge.

Chiediamo cortesemente di prendere gli opportuni provvedimenti in merito e cogliamo anche l’occasione di ribadire che le lettere che l’ATER invia all’utenza, hanno un tono autoritario  che da veramente fastidio, perché non è carino dire  all’utente “Vi è consentito di ….” , perché è la legge che  lo consente, non l’ATER,una volta il tono delle lettere era più democratico, ma da quando è stata fatta la modulistica nuova si nota nel linguaggio un certo disprezzo, come la parola alloggio sociale, perché questa sottolineatura? Non stiamo mica in Unione Sovietica degli anni passati?  pertanto  preghiamo il direttore di far usare usare un altro linguaggio più democratico quando ci si rivolge all’utenza.

Annamaria Addante

Roma 12 giugno 2013

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Alla Responsabile 4 Zona  Sig.Pace Michela

Al Direttore Generale ATER Avv.Renato Panella

All’Assessore Regiona F.Refrigeri

Al Dott.Maurizio Bianchini Direttore generale Politiche Abitative

OGGETTO: comunicazione di avvio procedimento per decadenza dall’assegnazione

Sig.***********

Riteniamo che ci sia una vera persecuzione da parte di codesto ufficio nei confronti del sig********* e del di lui nipote sig.**************. In quanto abbiamo già risposto come Associazione spiegando che il sig******* non ha mai richiesto nessun ampliamento del N.F come invece erroneamente sostiene la sig.ra Pace, ma ha solo richiesto l’autorizzazione per far risiedere il proprio nipote che gli fa da assistente essendo invalido al 100x 100.

Inoltre mentre il cal center,sicuramente più informato della stessa sig.ra Pace ha detto al sig.***** di fare la domanda per l’assistenza del nipote e inviarla alla Zona, per cui non si comprende questo stillicidio nei confronti del sig.********* da parte della Zona.

La sig.ra Pace non può continuare a sostenere che il nipote non può tenere la residenza nell’alloggio, quando invece la delibera regionale n.416 del 2008 dice esattamente il contrario.

 Pertanto, DIFFIDIAMO la sig.ra Pace di continuare a perseguitare il sig********* e di concedere immediatamente l’autorizzazione con residenza per assistere il proprio nonno.

Diversamente dovremmo pensare che la sig.ra Pace disattende le direttive della Regione Lazio e continua a perseguitare ingiustamente il sig. ************

Si fa presente inoltre, che la modulistica inviata al sig*********** da parte della zona è una modulistica errata in quanto non consente di tenere la residenza, mentre la delibera regionale dice chiaramente che chi fa l’assistenza può anche mettere la residenza nell’alloggio, per cui inviterei la sig.ra Pace a una più attenta osservanza della legge e delle direttive regionali.

Il Presidente

Annamaria Addante

Roma 1 Agosto 2013

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E DATO CHE DALL’ULTIMA NOTA INVIATA IL 1 AGOSTO 2013 ALL’ATER DI ROMA NON E’ PERVENUTA NESSUNA LETTERA DI RISPSOSTA, LE RICORDIAMO CHE VIGE ANCHE IL SILENZIO ASSENSO.

INOLTRE CARA DOTT.SSA MUSCATELLO SE DITE NELLA RACCOMANDATA :che ad ogni buon fine si allega in copia e con la presente si intende notificata

LA COPIA LA DOVETE METTERE NELLA BUSTA CHE SPEDITE LA RACCOMANDATA, LE COMUNICO INVECE CHE IN COPIA NELLA RACCOMANDATA ARRIVATA ALL’INTERESSATO NON VI ERA NESSUN ALLEGATO E INOLTRE LA NOTIFICA VA FATTA NEI TERMINI DI LEGGE, MA COME LAVORATE.

PERTANTO LE FACCIO PRESENTE CHE LEI NON HA NOTIFICATO NULLA.

INOLTRE L’INTERESSATO A SUO TEMPO NON AVEVA RICHIESTO NESSUN AMPLIAMENTO DEL NUCLEO FAMIGLIARE, MA SOLO LA POSSIBILITA’ DI OSPITARE, CHE LA LEGGE NON VIETA ASSOLUTAMENTE.

PER CUI NON ESISTE NESSUNA CESSIONE PARZIALE DI ALLOGGIO COME LEI INVECE HA SCRITTO IN TALE NOTA FACENDO RIFERIMENTO ALL’ART.13 COMMA 1 LETTERA A) .AGGIUNGENDO CHE TALE RILIEVO E’ STATO DICHIARATO CON UNA DETERMINA DIRIGENZIALE ATER N.357 DEL 3/10/2013, MAI NOTIFICATA ALL’INTERESSATO, FORSE VI SIETE DIMENTICATI DI SPEDIRLA COME A VOLTE  VI ACCADE, ANCHE PERCHE’ TALE DETERMINA AVREBBE DOVUTO AVERE LE GIUSTE CONSEGUENZE, MAI ACCADUTE, VISTO CHE SONO TRASCORSI CIRCA 5 ANNI.

PERTANTO, LA RICHIESTA FATTA  IN MERITO AL SUBENTRO E ALL’AMPLIAMENTO E’ VALIDA E HA TUTTI I DIRITTI STABILITI DALLA LEGGE, FORSE LEI SI DEVE DOCUMENTARE E APPROFONDIRE MEGLIO LE PRATICHE PRIMA DI ESTERNARE TUTTO IL SUO LIVORE NEI CONFRONTI DEI CITTADINI.

E SINCERAMENTE NON COMPRENDIAMO TALE LIVORE E ACCANIMENTO NELL’INVIARE TALI RACCOMANDATE AI CITTADINI, SPECIALMENTE QUANDO TALI CENSURE VENGONO FATTE DA UNA FUNZIONARIA CHE SI E’ APPROPRIATA ILLEGITTIMAMENTE DI UN ALLOGGIO DELL’ATER E CHE A NOSTRO MODESTO AVVISO NON DOVREBBE AVERE PIU’ INCARICHI DOVE ABBIA LA POSSIBILITA’ DI GESTIRE IMMOBILI.

PURTROPPO ALL’ATER DI ROMA TUTTO E’ POSSIBILE, MA QUANDO AVVERRA’ IL MIRACOLO DI UN’ATER DIVERSA TRASPARENTE,CORRETTA E RISPETTOSA DELLE LEGGI VIGENTI?

P.S

L’ISTANZA FATTA DI SUBENTRO E AMPLIAMENTO PERTANTO E’ VALIDA ANZI VALIDISSIMA

 

CARO ASSESSORE QUESTE SONO LE COSE DA FARE, IN BOCCA AL LUPO

TEMO CHE IL PD SUL PROBEMA CASA STA PROPRIO FUORI PERCHE’ LEGGERE L’ENTUSIASMO  DEI VARI DIRIGENTI DEL PD SULLA RIUNIONE DEL 14 GIUGNO STA A SIGNIFICARE SOLO UNA COSA DEL PROBLEMA CASA NON SANNO UN CAVOLO.

MI PERMETTO SOLO DI DIRE ALCUNE COSE ALL’ASSESSORE SE VERAMENTE VUOLE FARE QUALCOSA SULLA CASA AL DI FUORI DELL’OSSERVATORIO E DELL’AGENZIA PER GLI ALLOGGI NON ERP:

SULL’ERP CARO ASSESSORE CHE INTENZIONI HAI ? PERCHE’ DA QUELLA RIUNIONE NON SI E’ CAPITO, PERCHE’ SULL’ERP NON HAI DETTO NULLA  E POSSO ANCHE CAPIRLO PERCHE’ FORSE TE NE DEVI ANCORA IMPADRONIRE ED E’ PER QUESTO CHE MI PERMETTO DI DIRTI ALCUNE COSE DA FARE DI CUI ALCUNE URGENTISSIME:

TU LO SAI CHE CI SONO MOLTISSIME FAMIGLIE (DICONO CIRCA 4MILA) CHE HANNO FATTO LA DOMANDA DELLA LEGGE 27/06, CHE PER COLPA DEL CONSIGLIERE Carapella CHE A LUGLIO 2007 CON UN EMENDAMENTO NEL BILANCIO MODIFICO IL REDDITO DI DECADENZA CON IL REDDITO DI ACCESSO PER FARE LA DOMANDA DI SANATORIA ,ORBENE QUELLA STRONZATA HA FREGATO MOLTISSIME FAMIGLIE CHE PER POCHI EURO  NON E’ STATA SANATA E GLIE LO STANNO DICENDO OGGI DOPO BEN 12 ANNI DALLA DOMANDA E STANNO RICEVENDO IL DECRETO DI RILASCIO.

SU QUESTI CARO ASSESSORE CHE COSA VUOI FARE? LI VUOI SALVARE O BUTTARE PER STRADA?

POI CI SONO TUTTI COLORO CHE HANNO OCCUPATO DOPO IL 2006 E DI COSTORO CHE NE FACCIAMO? COSTORO NON HANNO NEANCHE LA RESIDENZA MA CI ABITANO DAL 2007 CI VUOI ILLUMINARE ? IO QUALCHE IDEA L’AVREI.

POI ENTRIAMO NEL MERITO DEL PROBLEMA IN GENERALE, SE IO FOSSI L’ASSESSORE FAREI IMMEDIATAMENTE UNA LEGGE CHE DA LA PROPRIETA’ DEGLI ALLOGGI AI VARI COMUNI E DAREI LA GESTIONE DI TUTTI GLI ALLOGGI POPOLARI DEL LAZIO ROMA COMPRESA ALLE ATER  CHE NON LE CHIAMEREI PIU’ AZIENDE , PERCHE’ LE AZIENDE NON POSSONO GESTIRE IL SOCIALE IN QUANTO DEBBONO FARE CASSA E AVERE I BILANCI IN ATTIVO.

RIDISEGNEREI GLI UFFICI DI ZONA IN MODO OMOGENEO CI METTEREI A DIRIGERE TALI UFFICI PERSONALE QUALIFICATO LAUREATO IN MATERIE GIURIDICHE, LE QUALI ZONE DOVRANNO OCCUPARSI DALL’ASSEGNAZIONE ALLA VENDITA DI TUTTE LE QUESTIONI CHE RIGUARDANO GLI ALLOGGI, MA PRIMA  FAREI UNA GROSSA MOBILITA’ DELL’ATTUALE PERSONALE DELL’ATER  DI ROMA IN PARTICOLARE, AFFINCHE’ LA PALUDE MELMOSA DIVENTI ACQUA CHIARA E CRISTALLINA.

FATTO CIO’ PORTEREI A TERMINE TUTTE LE VENDITE DEGLI ALLOGGI DEI PIANI DI VENDITA DELLA LEGGE 42/91 E DELLA 560/93 E QUELLI DEL PIANO VENDITE DEL COMUNE DI ROMA, MA CON RAPIDITA’ APPLICANDO LA LEGGE PER LA VENDITA E NON COME è STATO FATTO ERRONEAMENTE FINO AD OGGI LA LEGGE PER L’ACCESSO, CHE SOLO A ROMA E’ ACCADUTO CIO’.

ANNULLEREI IL PIANO VENDITA DI MAZZETTO E LO RIFAREI APPLICANDO CORRETTAMENTE LA LEGGE LUPI E LA DGR .PERCHEì QUEL PIANO VENDITA E’ UNA TRUFFA.

CHIEDEREI AI COSTRUTTORI CHE HANNO L’INVENDUTO DI VENDERLO A PREZZO DI COSTO AI VARI COMUNI COMPRESO ROMA, PER SODDISFARE LE RICHIESTE DI ALLOGGIO POPOLARE, OVVIAMENTE FACENDO UN ACCORDO CON I COSTRUTTORI E LA REGIONE AFFINCHE ENTRAMBI NE ABBIANO IL LORO TORNACONTO, COSI SI SUPEREREBBERO ANCHE I PROBLEMI DEI RESIDENCE.

E SOPRATUTTO FAREI UN TESTO UNICO MOLTO SNELLO E CHIARO PER LA GESTIONE DELL’EDILIZIA PUBBLICA SIA CONVENZIONATA CHE SOVVENZIONATA.

E SOPRATUTTO RIVREDREI CON ONESTA’ INTELLETTUALE I CANONI CHE SONO UNA VERA VERGOGNA.

E NEL TESTO DI LEGGE METTEREI UN ARTICOLETTO PER IMPEDIRE QUALSIASI OCCUPAZIONE, CHE SE SCRITTO BENE  IL RISULTATO LO OTTERRA’.

INOLTRE METTEREI A FRUTTO TUTTI I LOCALI SIA VENDENDOLI CHE AFFITTANDOLI MA SOPRATUTTO LI DAREI IN AFFITTO PER CREARE LAVORO ARTIGIANALE CHE E’ SCOMPARSO,MA DEL QUALE SE NE SENTE LA NECESSITA’.

SE VUOI CARO ASSESSORE IO SONO A DISPOSIZIONE GRATIS PER AIUTARTI A REALIZZARE TALE PIANO INSIEME A TE E A GENTE SERIA CHE ABBIA VERAMENTE VOGLIA DI IMPARERE E APPLICARSI SU TALE PROBLEMATICA.

SE TI CI METTI SUBITO CE LA PUOI FARE E ALLA FINE NE AVRAI UNA GRANDE SODDISFAZIONE PER DUE MOTIVI PASSERAI ALLA STORIA PER COLUI CHE DOPO 20 ANNI DI SILENZIO HA RISOLTO UN PROBLEMA ENORME E IL POPOLO TUTTO TE NE RINGRAZIERA’!

ASPETTO TUE RISPOSTE UN CARO SALUTO.

 

L’ASSEMBLEA DEL PD SULLA CASA CON VALERIANI UNA GRANDE DELUSIONE!

FOTO ASSEMBLEA VALERIANI 14 GIUGNO 2018 SULLA CASA

IERI SI E’ TENUTA L’ASSEMBLEA VOLUTA DAL PD ROMANO SUL PROBLEMA CASA E SI IL PD DOPO 22 ANNI SI E’ RESO CONTO CHE ESISTE UN PROBLEMA CASA ,DELLA SERIE E’ MEGLIO TARDI CHE MAI.

HO PARTECIPATAO A TALE ASSEMBLEA E SINCERAMENTE COME SONO ARRIVATA E HO VISTO LA SALA HO CAPITO SUBITO CHE IL PD ROMANO  NON SA CHE COSA E’ IL PROBLEMA CASA

PERCHE’ LA RIUNIONE SI E’ TENUTA IN UNA SALETTA PICCOLA CON LA GENTE AMMASSATA E IN PIEDI E MOLTI SONO RIMASTI FUORI E NON HANNO SENTITO NULLA E ALTRI SE NE SONO ANDATI.

IL PRIMO INTERVENTO E’ STATO FATTO DALLA RAPPRESENTANTE DELL’UNIAT CHE A MIO MODESTO AVVISO HA FATTO UN OTTIMO INTERVENTO MA HA NOMINATO LA PAROLA LEGALITA’ CHE HA FATTO VENIRE UN PO DI PRURITI A MOLTI PARTECIPANTI DELLA RIUNIONE, PERCHE’ DI ABITANTI DELLE CASE POPOLARI VE NE ERANO POCCHISSIMI  ERANO TUTTI I VARI RAPPRESENTANTI DEI VARI MOVIMENTI PER LA CASA .

SI PERCHE’ POI SU TALE PAROLA LEGALITA’ CI HANNO GIOCATO IN PARECCHI COMPRESO L’ASSESSORE DICENDO CHE AL POSTO DELLA PAROLA LEGALITA’ LORO PREFERISCONO GIUSTIZIA SOCIALE.

SINCERAMENTE TALI PRECISAZIONI MI LASCIANO SGOMENTA PERCHE’ SE C’E’ LEGALITA’ C’E’ ANCHE GIUSTIZIA SOCIALE  PERCHE’ NON VEDO COME LA LEGALITA’ POSSA IMPEDIRE LA GIUSTIZIA SOCIALE, SPERO CHE CI SARA’ L’OCCASIONE PER CHIARIRE QUESTO PROBLEMA CHE SINCERAMENTE MI PREOCCUPA PERCHE’ SINO AD OGGI NON C’E’ STATA NE’ LEGALITA’ E NE’ GIUSTIZIA SOCIALE MA SOLO OCCUPAZIONI ORGANIZZATE, CHE NON FANNO AFFATTO GIUSTIZIA SOCIALE.

INFATTI ERANO PRESENTI TUTTI GLI ORGANIZZATORI DELLE OCCUPAZIONI,MA DI CITTADINI POCHISSIMI.

SONO RIMASTA MOLTO DELUSA DA TALE RIUNIONE PERCHE’ SE IL PD SI VUOLE VERAMENTE RIAPROPRIARE DI TALE TEMA NON CREDO CHE SIA QUESTO IL MODO MIGLIORE, ANCHE PERCHE’ IN UNA STANZETTA DOVE SI STAVA AMMUCCHIATI E AVENDO POCHI MINUTI A DISPOSIZIONE PER AFFRONTARE UN TEMA ABBANDONATO DA OLTRE 20 ANNI E LASCIATO IN MANO AI MOVIMENTI DELLA CASA SPECIALIZZATI IN  OCCUPAZIONI TEMO CHE NON SIA LA STRADA GIUSTA.

INOLTRE ERA ANCHE PRESENTE IL DIRETTORE GENERALE DELL’ATER DI ROMA AVV,TO TRAPAZZO AL QUALE NON HANNO NEANCHE DATO LA PAROLA E SINCERAMENTE DEBBO DIRE CHE OLTRE ALL’IGNORANZA DEL PROBLEMA CASA VI E’ STATA ANCHE CAFONAGGINE.

PERO’ A ONOR DEL VERO  L’ASSESSORE HA DETTO CHE DOVRANNO ESSERCI ALTRE RIUNIONI  IN BASE AI VARI TEMI, PERCHE LI IERI OLTRE AL   TEMA CASE POPOLARI , VI ERA IL PROBLEMA DRAMMATICO DEI PIANI DI ZONA, CHE HANNO PROBLEMI FORSE ANCOR PIU’ GRAVI DELL’ERP, DOVE VI E’ STATO UN NOTEVOLE SPERPERO DI DENARO PUBBLICO CHE NON SI SA BENE QUALE VIA ABBIA PRESO E I CITTADINI SONO RIMASTI FREGATI ALLA GRANDE,SENZA URBANIZZAZIONE PRIMARIA E NE SECONDARIA E ADDIRITTURA CASE COSTRUITE SOPRA A DISCARICHE DI MONDEZZA.

ORA A DISTANZA DI ANNI ISTITUIRE UN OSSERVATORIO MI SEMBRA TARDIVO FORSE OCCOREREBBE QUALCOSA DI PIU’ INCISIVO.

DITEMI VOI COME SIA POSSIBILE PARLARE IN 3 MINUTI IN UNA STANZETTA DOVE MANCAVA ANCHE L’ARIA DI PROBLEMATICHE COSI DRAMMATICHE.

CERTO CHE CHI HA ORGANIZZATO TALE RIUNIONE CREDO CHE DEBBA IMPARARE MOLTO.

ALCUNI COMPRESO L’ASSESSORE HANNO PARLATO DI AGENZIA, CHE NON CENTRA NULLA CON L’ATER MA DI UNA SORTA DI STRUTTURA CHE DOVREBBE RECEPIRE L’INVENDUTO DI IMMOBILI NON ERP DEL COMUNE DELL’ATER DELLE IPAB E ANCHE L’INCENDUTO DEI COSTRUTTORI  E QUESTA AGENZIA POI AVREBBE IL COMPITO DI FARE DA AGENTE IMMOBILIARE PER VENDERE O LOCARE TALI ALLOGGI A QUEL CETO MEDIO IMPOVERITO, MA CHE NON AVREBBE MAI DIRITTO ALLA CASA POPOLARE E CHE NON POTREBBE ACCOLLARSI UN MUTUO.

E QUESTA SAREBBE LA POLITICA PER LACASA DEL PD?

CHE DIO CI AIUTI, MA QUESTI DOVE VIVONO? POI SINCERAMENTE E INVOLONTARIAMENTE HO ASCOLTATO ALCUNE BATTUTE SU TALE PROBLEMA CHE MI SONO VENUTI I BRIVIDI.

NO NON CI SIAMO PROPRIO SE IL PD SI DEVE OCCUPARE DEL PROBLEMA CASA IN QUESTO MODO FORSE E’ MEGLIO CHE CONTINUI A NON OCCUPARSENE.

COMUNQUE IN QUELLA SEDE DI CITTADINI VE NE ERANO POCHI ERANO LA MAGGIOR PARTE RAPPRESENTANTI DEI MOVIMENTI DELLA CASA  POI SICET, UNIAT, UNIONE INQUILINI E SUNIA IL CUI RAPPRESENTANTE HA DETTO COSE CHE FORSE ERA MEGLIO CHE TACEVA, DIMOSTRANDO DI NON CONOSCERE A FONDO TALE PROBLEMA, E USANDO LO STESSO LIGUAGGUI DEI MOVIMENTI, PURTROPPO NON è PIU’ IL SUNIA DI UNA VOLTA.

STIAMO PROPRIO MESSI MALE

P.S. RINGRAZIO FEDERICA DESIDERI CHE CON IL SUO CELLULARE HA RIPRESO TUTTI GLI INTERVENTI ALL’INFUORI DEL MIO E DI QUELLO DELLA BERGAM FORSE PERCHE’ PARLAVAMO DI LEGALITA’? O E’ LA SOLITA STORIA DI DONNE? O FORSE E’ TROPPO LEGALTA AI MOVIMENTI DELLA CASA A QUELLI CHE DELL’OCCUPAZIONE NE HANNO FATTO UN MESTIERE E CHE ORA SONO INCAZZATI CON LA LEGGE LUPI Perché GLI è FINITA LA PACCHIA.

Stadio della Roma, nove arresti per corruzione

13 Giugno Giu 2018 0824 13 giugno 2018

Stadio della Roma, nove arresti per corruzione

In manette il costruttore Parnasi. Secondo il Gip avrebbe stretto un accordo corruttivo con Ferrara, capogruppo del M5s in Campidoglio. E avrebbe sostenuto Lombardi nella corsa alla Regione.

La prima pietra del nuovo stadio della Roma non è stata ancora posata, ma nove persone sono già state arrestate. Sei sono finite in carcere e tre ai domiciliari. Secondo la procura della Capitale, avevano creato un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di politici e funzionari pubblici. Oltre ai nove arrestati, ci sono altri 16 indagati (leggi anche: Stadio della Roma, la buona notizia è Maran).

L’IMPRESA DI COSTRUZIONI MIRAVA AL M5S. Le manette sono scattate per l’imprenditore Luca Parnasi, titolare della società Eurnova che sta realizzando il progetto dello stadio, e cinque suoi collaboratori. L’obiettivo del gruppo, scrive il Gip nell’ordinanza di custodia cautelare, era «ottenere i favori del mondo Cinque Stelle» e di altre forze politiche. Ai domiciliari ci sono Luca Lanzalone, attuale presidente di Acea (società multiservizi controllata dal Comune di Roma con il 51%) e consulente della Giunta di Virginia Raggi per il dossier dello stadio; il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Adriano Palozzi di Forza Italia; e l’ex assessore regionale all’Urbanistica Michele Civita, del Partito democratico (leggi anche: Stadio della Roma, la rete di rapporti di Parnasi).

I POLITICI SOTTO INCHIESTA. Indagati il capogruppo del Movimento 5 stelle in Campidoglio, Paolo Ferrara, che si è autosospeso; il capogruppo di Forza Italia in Campidoglio ed ex presidente del municipio X (quello di Ostia) Davide Bordoni; il presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma Mauro Vaglio, candidato per il M5s al Senato ma non eletto (leggi anche: M5s, la ex Grancio: «Io cacciata per le critiche allo Stadio della Roma»).

TRATTATIVE E CONSULENZE. Ferrara, nei primi mesi del 2017, aveva partecipato alla trattativa con il gruppo Parnasi per la modifica del primo progetto dello stadio. Mentre nello stesso periodo Lanzalone aveva portato avanti una mediazione tra il Comune di Roma e la società Eurnova, che aveva comprato dalla società Sais della famiglia Papalia i terreni a Tor di Valle dove dovrebbe sorgere la nuova struttura. Quella mediazione ha portato a modificare il progetto originario, riducendo le cubature degli immobili che accompagnano l’impianto e cancellando i due grattacieli previsti inizialmente.

L’INTERO PROGETTO RISCHIA LO STOP. L’inchiesta della procura di Roma potrebbe adesso portare allo stop dell’intero progetto. Il 12 giugno è scaduto il termine per presentare eventuali osservazioni ed è stata fissata la scadenza per le controdeduzioni, con un tempo limite di 30 giorni. Mentre per metà luglio è attesa la delibera che il Comune dovrebbe inviare alla Regione Lazio per l’ok definitivo (leggi anche: Stadio della Roma, la storia del progetto).

Fatture fittizie e assunzioni

Secondo l’accusa, il gruppo Parnasi “foraggiava” politici e pubblici ufficiali con soldi in contanti, fatture per operazioni inesistenti, assunzioni e consulenze. Un metodo corruttivo che gli inquirenti definiscono «asset di impresa». In particolare, secondo quanto accertato dai pm, Parnasi aveva promesso a Lanzalone consulenze legali pari a circa 100 mila euro e gli aveva garantito il suo aiuto nella ricerca di una casa e di uno studio a Roma.

UNA RETE DI FAVORI. All’ex assessore regionale del Pd Michele Civita, in cambio dell’asservimento della sua funzione, il gruppo Parnasi aveva invece promesso l’assunzione del figlio. Mentre per l’attuale vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Adriano Palozzi, Parnasi avrebbe erogato fatture per operazioni inesistenti pari a 25 mila euro. L’attuale capogruppo del M5s in Campidolgio, Paolo Ferrara, avrebbe ottenuto da Parnasi la realizzazione gratuita di un progetto di restyling del lungomare di Ostia. Mentre Mauro Vaglio, candidato pentastellato non eletto al Senato, è accusato di aver emesso una fattura per attività professionale mai eseguita dell’importo di 15 mila euro, per consentire alla Euronova di evadere l’Iva.

PARNASI: «SPENDERÒ PER LE ELEZIONI». Nell’ordinanza di custodia cautelare di quasi 300 pagine firmata dal gip Maria Paola Tomasello si legge anche di una conversaizone tra l’imprenditore Parnasi e alcuni suoi collaboratori: «Io spenderò qualche soldo sulle elezioni… che poi con Gianluca vedremo come vanno girati ufficialmente con i partiti politici eccetera… anche questo è importante perché in questo momento noi ci giochiamo una fetta di credibilità per il futuro ed è un investimento che io devo fare». L’imprenditore aggiungeva che si trattava di un “investimento” «molto moderato rispetto a quanto facevo in passato, quando ho speso cifre che manco te racconto… però la sostanza che la mia forza è quella che alzo il telefono…».

L’ANAC CHIEDE GLI ATTI ALLA PROCURA. L’Autorità nazionale anticorruzione ha chiesto alla procura di Roma gli atti relativi all’inchiesta, per valutare eventuali profili di sua competenza. Il presidente Raffaele Cantone ha contattato il procuratore capo Giuseppe Pignatone e il procuratore aggiunto Paolo Ielo, e la procedura per la trasmissione dei documenti è stata avviata.

Il presunto accordo corruttivo con il capogruppo del M5s

Nell’ordinanza di custodia cautelare emessa a carico di Parnasi, il Gip scrive di come l’imprenditore abbia portato avanti «in maniera estremamente efficace» una strategia finalizzata a instaurare un «rapporto preferenziale» con il capogruppo del M5s in Campidolgio, Paolo Ferrara, «e più in generale con la parte politica che egli rappresenta».

IL VOTO FAVOREVOLE SUL PUBBLICO INTERESSE DELLO STADIO. Ferrara, che ha deciso di autosospendersi dall’incarico, avrebbe avuto nei confronti del costruttore «un atteggiamento di favore che si è manifestato attraverso un’ampia e completa disponibilità a fornire allo stesso informazioni» sull’iter del progetto riguardante lo stadio, «culminato nel voto favorevole da lui espresso, in data 14.06.2017, alla dichiarazione di pubblico interesse dello stesso».

A OSTIA IL BACINO ELETTORALE DI FERRARA. In cambio, Ferrara avrebbe ottenuto da Parnasi la realizzazione gratuita di un progetto di restauro del lungomare di Ostia, predisposto dall’imprenditore su richiesta del politico: «L’interesse personale e non pubblico del Ferrara nella vicenda appare evidente avuto riguardo alla circostanza che proprio il collegio di Ostia costituisce il suo bacino elettorale e che, pertanto, la presentazione di un progetto di codesta natura rappresenta con evidenza uno strumento di consenso elettorale».

IL «PREZZO DELLA CORRUZIONE». Il progetto di restyling del lungomare di Ostia sarebbe quindi «il prezzo della corruzione». Parnasi inoltre, sempre su richiesta di Ferrara, si sarebbe adoperato anche per sostenere la campagna elettorale di Roberta Lombardi – non coinvolta nell’inchiesta – per la presidenza della Regione Lazio.

LANZALONE «MESSO A ROMA DA GRILLO». In un’altra intercettazione agli atti dell’inchiesta, Parnasi parla di Luca Lanzalone, presidente di Acea e consulente della Giunta di Virginia Raggi per il dossier dello stadio, finito ai domiciliari. E afferma: «Lanzalone è stato messo a Roma da Grillo per il problema stadio, insieme al professor Fraccaro e Bonafede».

Il sostegno alla candidatura di Roberta Lombardi

Parnasi, come detto sopra, si sarebbe speso in una «attività di promozione» in favore della candidata alla presidenza della Regione Lazio Roberta Lombardi, al fine di ottenere «favori del mondo M5s». In questo modo, scrive ancora il Gip, avrebbe «rafforzato i suoi legami con Paolo Ferrara e con Marcello De Vito, che gli hanno avanzato tale richiesta in quanto ricoprono rilevanti incarichi nell’ambito dell’amministrazione capitolina. I due svolgono un ben preciso ruolo nell’approvazione nel progetto dello stadio». Alla cadidata Parnasi avrebbe fornito «un fattivo contributo».

L’OBIETTIVO DI ACCREDITARSI CON IL M5S. L’imprenditore puntava a creare i «presupposti per lo sviluppo di ulteriori progetti imprenditoriali, essendo la Lombardi, oltre che candidata alla Regione, personaggio di spicco del M5s a livello nazionale e quindi destinata, in ipotesi di un successo elettorale della sua compagine nelle elezioni politiche, a ricoprire ruoli decisionali nel nuovo assetto che si sarebbe determinato all’esito del voto». In riferimento al ruolo di Ferrara il Gip spiega che questa richiesta fatta a Parnasi, «così come quella di elaborare un progetto di restyling del lungomare di Ostia», risponderebbe «all’esigenza di guadagnarsi consenso e credibilità, seppure non non nei confronti degli elettori, ma all’interno del M5s».

Spuntano 250 mila euro per l’associazione Più Voci

Nelle carte dell’inchiesta spuntano anche 250 mila euro che Parnasi, tramite una sua società, avrebbe dato all’associazione Più Voci, considerata vicina alla Lega. La procura dovrà valutare se esistono profili di natura penale.

UN «COMITATO DI PROFESSIONISTI». In un’intercettazione Parnasi racconta: «È una cosa fatta all’epoca quando io… creare un sistema di imprenditori, appaltatori… che hanno organizzato cene per conoscere… le ho fatte con Stefano Parisi, le ho fatte con Meloni». L’associazione Più Voci viene definita dal costruttore «un comitato di professionisti di Milano, gente non legata a Salvini. Non è una roba della Lega».

HA «VALORIZZATO TUTTO IL CENTRODESTRA A MILANO». Secondo l’imprenditore, infatti, l’associazione «ha valorizzato non solo la Lega ma ha valorizzato Stefano Parisi… tutto il centrodestra diciamo… a Milano, ed è stato anche un veicolo con cui io mi sono accreditato in maniera importante. Ho organizzato cene, ho portato imprenditori, ho fatto quello che, tu mi insegni, un ragazzo di 38 anni all’epoca doveva fare per crescere a Milano».

Raggi e Di Maio: «Chi ha sbagliato pagherà»

Gli arresti hanno scatenato una serie di reazioni. «Sono vittima di questa vicenda», ha detto l’imprenditore Gaetano Papalia, che insieme al fratello Umberto era proprietario dei terreni di Tor di Valle dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio della Roma. Mentre la sindaca Virginia Raggi predica fermezza e calma: «Chi ha sbagliato pagherà, noi siamo dalla parte della legalità e aspettiamo di leggere le carte. Se è tutto regolare, spero che il progetto dello stadio possa andare avanti», ha concluso.

DI MAIO: «LA GENTE SI ROVINA LA VITA». Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier Luigi Di Maio: «Ho contattato i probiviri del M5s e ho detto di accertare subito tutto quello che c’è sulle persone che potrebbero essere coinvolte in questa cosa. Per quanto mi riguarda, come abbiamo sempre dimostrato, chi sbaglia paga. E mi permetto di dire che se le accuse verso queste persone, non solo del M5s ma in generale, dovessero essere provate, vorrebbe dire che la gente si rovina la vita pur avendo delle posizioni di tutto rispetto».

BALDISSONI: «IL CLUB NON SA NULLA». Il club di James Pallotta, non coinvolto nell’inchiesta, è letteralmente caduto dalle nuvole: «Non sappiamo ancora niente, abbiamo appreso la notizia dai media», ha spiegato il direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni. Baldissoni era a Milano nella sede della Lega Serie A per l’assemblea sui diritti tivù, ma non ha escluso di tornare a breve nella Capitale per approfondire e seguire da vicino la questione.

PALLOTTA: «ROMA TRASPARENTE». Ha parlato anche il presidente del club giallorosso, James Pallotta: «La Roma non ha fatto nulla di male, siamo stati trasparenti. Non vedo perché il progetto stadio si debba fermare, tutti lo vogliono e si deve andare avanti. Risolveremo tutto. Se ho sentito Parnasi? Non credo che in cella si possano usare i telefonini». Sull’ipotesi di un blocco dei lavori, il presidente ha risposto così: «Vorrà dire che verrete a trovarmi a Boston».

L’altra indagine sullo stadio della Roma

Sulla costruzione dello stadio della Roma, oltre all’indagine che ha portato agli arresti del 13 giugno, è in corso un altro procedimento giudiziario già approdato al dibattimento. Si tratta dell’indagine sui terreni di Tor di Valle, dove si contestano i reati di bancarotta per distrazione e omesso pagamento dell’Iva.

RINVIATI A GIUDIZIO GAETANO E UMBERTO PAPALIA. Quattro ex amministratori della Sais, società della famiglia Papalia, e della Ippodromo di Tor di Valle, società che gestiva il galoppatoio, sono stati rinviati a giudizio. Il processo si sta svolgendo davanti ai giudici della nona sezione penale. Secondo la procura, il contratto di affitto del terreno è stato oggetto di una serie di distrazioni da parte della società locataria, in danno dei creditori delle due società, poi fallite. Sotto processo sono finiti gli imprenditori Gaetano e Umberto Papalia, già presidente e componente del cda della Ippodromo Tor di Valle, costituita nel 2008 per la gestione del galoppatoio e fallita nel giugno 2013, nonché soci e detentori del capitale della Sais (fallita nel 2014); Umberto Ciccozzi, liquidatore della Ippodromo Tor di Valle; e Michele Saggese, ex amministratore unico della Sais.

BASTA CON TALE IGNORANZA DIRIGENTI CHE NON SANNO LEGGERE UNA DELIBERA, MA PERO’ BEN PAGATI E IL DIRETTORE CHE FA DORME?

Da: Annamaria Addante [mailto:am.addante@tin.it] Inviato: venerdì 8 giugno 2018 22:49 A: vdercoli@regione.lazio.it; abacci@regione.lazio.it; commissariostraordinario@aterroma.it; direzionegenerale@aterroma.it Cc: Massimiliano Valeriani <max.valeriani@gmail.com> (max.valeriani@gmail.com); Marco Cacciatore (mcacciatore@regione.lazio.it) Oggetto: I: I: R: Canone ERP

MI RIVOLGO A VOI DELLA REGIONE LAZIO AFFINCHE’ POSSIATE SPIEGARE ALL’ATER DI ROMA CHE LA MODIFICA DEL COMMA 6 DELL’ALLEGATO A DELLA  DGR  897 DEL 2009 RELATIVO AL RIENTRO NEI CANONI ERP EFFETTUATA CON DGR 434 DEL 2017 NON SI APPLICA DALL’AGOSTO 2017, MA DA NOVEMBRE 2009  QUANDO LA DELIBERA E’ STATA APPROVATA OVVERO DGR n. 897 del 27 novembre 2009

L’ATER DI ROMA STA CREANDO GRAVI  DANNI A PENSIONATI CHE I FIGLI SONO USCITI  ORMAI DA TEMPO PER CUI E’ VENUTO MENO IL LORO REDDITO AI QUALI HANNO CONTINUATO AD APPLICARE IL CANONE CONCORDATO PERCHE’ GLI SCIENZIATI DELL’ATER RITENGONO CHE TALE MODIFICA SI APPLICHI SOLO DAL MOMENTO DELL’APPROVAZIONE DELLA MODIFICA MENTRE è ESATTAMENTE IL CONTRARIO ,MA SANNO LEGGERE?

Attendo un vostro urgente intervento sull’Ater di Roma affinchè tale assurda interpretazione cessi e venga richiesto il giusto canone  

Cordiali saluti

Annamaria Addante

DELIBERA

per le motivazioni espresse in premessa che formano parte integrante della presente deliberazione: di rettificare l’Allegato A alla D.G.R. n. 897/2009 in materia di rideterminazione del canone di locazione per i nuclei familiari assoggettati al patto aggiuntivo di cui ai punti 3 e 4 dell’Allegato A alla deliberazione, che rientrano con il proprio reddito nel limite per la decadenza dall’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica destinata all’assistenza abitativa, sostituendo il punto 6 dello stesso come segue:

“6. Qualora nella fase di aggiornamento della situazione reddituale di cui al punto 4, la stessa

rientri nel limite di reddito per la decadenza, si applica il canone di locazione degli alloggi di

edilizia residenziale pubblica destinati all’assistenza abitativa determinato ai sensi della

Tabella A di cui all’art. 284 della L.r. n. 10/2001”.

*^*^*^*^*^*^*

 qui sotto vi riporto una delle tante richieste che l’ater non evade

Da: ************* Inviato: venerdì 8 giugno 2018 09:56 A: Annamaria Addante Oggetto: Re: I: R: Canone ERP

Buongiorno signora Annamaria sono la signora ******e torno a scriverle perché l’ater ancora non mi rimborsa la differenza dei canoni da aprile 2017 (dato che mio figlio Corradino Fabio è uscito a marzo dall’alloggio ) a luglio 2017, mi hanno rimborsato solo da agosto in poi a prenderseli vanno indietro di anni a darli dicono che la legge è di agosto 2017. Spero che riescano a capire io pagavo solo di canone 611 euro a fronte dei 197,79 che invece avrei dovuto c’è una bella differenza. Grazie della sua sempre gentile disponibilità attendo conferme saluti

Il mar 27 feb 2018, 14:31 ********************* ha scritto:

Ok grazie allora aspettiamo risposta così quando si degnano me li rimborsano (si spera), pagavo 611 di canone ora 197 c’è una bella differenza non è che navigo nell’ oro e so io quanto mi costava pagare ogni mese.  Grazie di nuovo buona  serata Inviato da iPhone >

Il giorno 27 feb 2018, alle ore 13:38, Annamaria Addante <am.addante@tin.it> ha scritto: > > MA QUALCUNO GLI VUOLE SPIEGARE ALLA DOTT.SSA ORGERA  CHE LA DELIBERA SUL CANONE CONCORDATO CHE LA REGIONE LAZIO HA CORRETTO AD AGOSTO DEL 2017 IN MERITO AL RITORNO DEL CANONE ERP A CHI RIENTRA NEI REDDITI ERP NON DECORRE DA AGOSTO, MA DALLA DATA DELL’APPROVAZIONE DELLA DELIBERA ORIGINARIA, IO CI HO PROVATO,MA HO TROVATO UNA PERSONA CHIUSA AD OGNI LOGICO RAGIONAMENTO. > I CITTADINI NON POSSONO PAGARE QUELLO CHE NON DEBBONO SPECIALMENTE IN SASI DRAMMATICI DI PERDITA DI LAVORO. > VI PREGO CORTESEMENTE DI INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE SU QUESTA RESPONSABILE DI ZONA, CHE SE INTERPRETA TUTTE LE COSE COSI STIAMO FRESCHI. > TALE MIA RICHIESTA E’ STATA FATTA PIU’ VOLTE AL DOTT. DONOFRIO E AL DIRETTORE. > Cordiali saluti > Annamaria Addante > > —–

Messaggio originale—– > Da: *************** > Inviato: martedì 27 febbraio 2018 11:44 > A: Annamaria Addante > Oggetto: Re: R: Canone ERP > > Me lo aveva già detto infatti io gli avevo portato le fotocopie da aprile l’ultimo  lunedì che ero venuta da lei ma proprio ieri ho richiesto alla sig.ra Aldovrandi di via Matilde di Canossa ma mi ha ribadito che è da agosto poi se il nuovo direttore dice che è da aprile non ha problemi a rimborsarmi ma per ora lei dice che è da agosto. Grazie e buona giornata. > > Inviato da iPhone > >> Il giorno 27 feb 2018, alle ore 10:56, Annamaria Addante <am.addante@tin.it> ha scritto: >> >> Deve partire da Aprile >> >> —–Messaggio originale—– >> ************>> Inviato: lunedì 26 febbraio 2018 16:12 >> A: Annamaria Addante >> Oggetto: Canone ERP >> >> Buonasera sono la signora ********** volevo sapere se poi si è saputo da quando parte il mio canone ERP se da aprile (dato che mio figlio è uscito a marzo) o da agosto come avevano fatto loro. Grazie della sua gentile sempre disponibilità buona serata >>

E’ LUNGO MA VALE LA PENA LEGGERLO PER CAPIRE COME SIAMO MESSI

Letto 32532
Come è nato tutto questo odio verso Renzi, il Malaussène italiano?

I problemi del nostro paese si sono accumulati in decenni di malgoverno (clientelismo, statalismo nepotistico, mancata costruzione di una pubblica amministrazione efficiente, consenso conquistato e mantenuto, soprattutto negli anni 80, con l’aumento del debito pubblico etc.etc. corruzione endemica, evasione fiscale altissima).

Eppure oggi il bersaglio principale per gli italiani si chiama Matteo Renzi, omettendo di dire che il giovane fiorentino è stato protagonista solo degli ultimi 4 anni, un periodo troppo breve per aver combinato i disastri che gli si addebitano. Gli rimproverano di tutto, manca solo l’accusa (ma prima o poi arriverà) di essere un complice del mostro di Firenze. Da sinistra a destra, dal nord al sud l’80% degli italiani non lo sopportano, lo giudicano antipatico, indirizzano contro di lui ogni loro malessere incolpandolo di ogni cosa, perfino del fatto che la sera prima hanno litigato furibondamente con la moglie mettendo in crisi il proprio matrimonio.

Matteo Renzi, suo malgrado, è diventato una specie di signor Maulaussene, una specie di capro espiatorio che serve ad assolvere tutti gli altri, e la storia di questo paese, per le difficoltà in cui ci troviamo.

Ma come e perché è stato possibile che quel ragazzo di 39 anni che aveva fatto sognare il centrosinistra con la straordinaria vittoria alle europee quando è arrivato alla soglia dei 43 anni è precipitato bruscamente nel consenso e dipinto da tutti, dal professore universitario al barista sotto casa, come il male assoluto?

C’è qualcosa di più profondo e di più strutturale della sua semplice antipatia e di un carattere non certamente facile oscillante tra la battuta salace immediata e l’egocentrismo esasperato.

Non si diventa così impopolari e così odiati in così poco tempo per questi motivi, le storie delle leadership sono piene di leader vincenti egocentrici e presuntuosi.

La distruzione dell’immagine positiva di Matteo Renzi, che sembrava vincente dopo la vittoria delle primarie e soprattutto dopo il 40% delle Europee, è stata pazientemente fabbricata da una macchina potente al servizio di chi si è sentito minacciato in vari modi dall’affermazione di una leadership che rompeva il politicamente corretto e gli schemi attraverso i quali la politica italiana ma anche l’economia e i media hanno letto e soprattutto interpretato la realtà.

Non può essere altro che questo. Non può giustificarsi l’eclisse di popolarità di Matteo Renzi con questo o quello errore commesso in questa o quella riforma soprattutto quando i più autorevoli commentatori internazionali (lontani dalle passioni della lotta politica quotidiana italiana) descrivono gli ultimi anni come anni di buon governo e di tante buone leggi.

Cosa è allora? E, perché, soprattutto? Non basta neanche incolpare il populismo grillino che ha portato l’insulto e la tecnica della distruzione dell’avversario in politica, non basta perché della ossessione contro Matteo Renzi si sono fatti interpreti pezzi importanti delle elites riflessive italiche che semmai hanno usato l’amplificazione delle campagne vaffamediatiche dei grillini per colpire il nuovo leader del PD e la classe dirigente giovane che tentava di farsi strada.

Si è mosso contro Matteo Renzi un mondo molto variegato dai membri privilegiati dell’ancien regime al vaffanculismo grillofascio, da quel mondo omofobo e razzista perfettamente rappresentato dal nuovo ministro della Famiglia Lorenzo Fontana e dal pistolero di Macerata a tutti coloro che si sono sentiti colpiti dalle riforme portate avanti dal governo del PD (dai magistrati a cui si sono ridotte le ferie ai professori che non vogliono essere oggettivamente valutati, dai dirigenti dello Stato cui è stato messo un tetto agli stipendi ai caporali colpiti da una legge efficacissima, dai furbetti del cartellino a quelli che non pagavano il canone Rai, etc. etc. etc., la lista sarebbe lunghissima). E non ho dubbi che oltre alla ribellione dei poteri deboli e diffusi anche quelli che hanno davvero il potere di comando della economia e della finanza si sono preoccupati che il giovane fiorentino ridesse il ruolo che gli spetta alla Politica, quella che Aristotele chiamava, se non ricordo male, la regina delle arti, potenziando lo Stato democratico unico modo per tenere a bada gli spiriti selvaggi di un capitalismo che negli ultimi 30 anni grazie alla globalizzazione solo economica e finanziaria ma non politica, ha mandato a monte (senza costruire una più avanzata alternativa al passo con le mutate situazioni sociale) quel compromesso welfaristico che aveva garantito il benessere del secondo dopo guerra.

Ed una mano importante a questa azione di demolizione mediatica l’hanno data i perdenti della “ditta” che non hanno mai accettato l’esito delle primarie ed hanno sempre trattato il ragazzo fiorentino come un estraneo barbaro. Quella sinistra che veniva ospitata ogni giorno, in maniera ossessiva e sovradimensionata rispetto al loro peso elettorale effettivo, in tutti i talk show per parlare male di Renzi e del PD, utili idioti che hanno lavorato per il re di Prussia.

Una sinistra che apparentemente parlava di merito e di valori (jobs act, buona scuola, disuguaglianza, povertà) ma che era animata solo da uno spirito di rivalsa nei confronti di chi l’aveva estromessa dai centri di potere dopo decenni in cui in quei centri di potere (stesse al governo o stesse all’opposizione) aveva fatto il bello e cattivo tempo.

Questo fronte ampio della restaurazione si è trovato compatto per la prima volta ai tempi del referendum costituzionale quando per il NO si è schierato un arco di forze politiche e sociali amplissimo dalla CGIL a Casa Pound passando per tutto lo spettro delle forze politiche italiche vecchie e nuove.

La campagna sulla deriva autoritaria è stata un capolavoro mediatico che ha dimostrato una inesauribile capacità di ribaltamento della verità. Una Riforma che non toccava la forma dello Stato, che manteneva integro il Parlamentarismo costituzionale efficientando nello stesso tempo i percorsi decisionali e rafforzando così il ruolo della democrazia (quella democrazia che come dicono in tanti è in pericolo quando non riesce a decidere) è stata fatta passare per un attentato alle libertà costituzionali.

È stata una campagna condotta per evitare quello che per loro era il pericolo maggiore. Il pericolo mortale cioè che una nuova classe dirigente si rafforzasse grazie alla vittoria del SI, con Matteo Renzi che consolidava la sua leadership potendo così continuare senza più nessun ostacolo quell’azione di profondo rinnovamento appena iniziato. Provate ad immaginare come sarebbe cambiata la storia del nostro paese se il SI avesse vinto (ma il popolo, come spesso gli accade, ha scelto Barabba)!!!

Ma il capolavoro mediatico costruito per combattere la Riforma costituzionale è solo un aspetto (e non certo il più incisivo) di una azione a largo raggio avviata per distruggere la credibilità di Renzi ed era necessario dopo il referendum completare l’opera ed impedire che quel 40% di SI diventasse un fronte politico compatto.

Mentre la sinistra interna ed esterna al PD continuava nel suo bombardamento del quartier generale (con l’effetto di far perdere di credibilità agli occhi di tanti elettori che assistevano esterrefatti a liti da pollaio) veniva costruito un altro capolavoro mediatico che ha portato la grande maggioranza degli elettori ad identificare in Matteo Renzi e nella sua giovane classe dirigente i complici di un sistema bancario che aveva provocato la crisi delle 8 banche.

Cioè il contrario, radicalmente il contrario, di quello che era effettivamente accaduto.

Ed in un periodo in cui il sistema bancario nel suo complesso non gode del massimo di popolarità essere stigmatizzato come l’amico dei banchieri è stato un colpo mortale alla immagine di Matteo Renzi.

La “character assassination” di Maria Elena Boschi, una delle più importanti collaboratrici di Renzi, la giovane donna che era riuscita a far votare al Parlamento una Riforma costituzionale che ridimensionava privilegi e costi, è un esempio di scuola di come questo capolavoro mediatico è stato costruito.

Il frame “Renzi amico dei banchieri che hanno speculato sulla vita delle persone” e quello di “Boschi Madonna Etruria” è penetrato ovunque ed inutilmente il PD provava a spiegare che la crisi delle 8 banche era maturata quando Renzi era ancora sindaco a Firenze e la Boschi una giovanissima avvocatessa del foro fiorentino, inutilmente provava a spiegare che l’azione di governo ha salvato non i banchieri (che invece sono stati estromessi da tutti i consigli di amministrazione compreso l’incolpevole, come ha stabilito la magistratura, Pierluigi Boschi) ma correntisti e risparmiatori compresi gli obbligazionisti ingannati da troppo solerti funzionari bancari, inutilmente provava a spiegare che con la riforma delle popolari sono state eliminate all’origine le cause per cui quelle crisi sono potute scoppiare e che forse c’è stato un intreccio malmostoso tra chi doveva vigilare e le banche sottoposte a vigilanza (nel caso delle banche venete tutto questo è evidentissimo).

Ed il capolavoro mediatico è stato completato trasformando la Commissione di indagine sul sistema bancario in un palcoscenico dove rafforzare, contro ogni evidenza, questi frame (surclassando il PD che per ingenuità dello stesso Renzi credeva invece di trasformare quel palcoscenico in uno strumento di accusa verso chi effettivamente aveva lucrato).

Questa sulle banche è stata la campagna mediatica più invasiva e più penetrante ma contemporaneamente sono stati costruiti e fatti girare ampiamenti tra gli oltre 30 milioni di cittadini che usano i social straordinarie fake news molto efficaci.

Pensiamo alla notizia diffusa ovunque (con foto) della Lamborghini che aveva regalato una sua automobile a Renzi che ci era andato in vacanza ad Ibiza.

Pensiamo al battage sul famoso aereo di Stato di Renzi che Renzi non ha mai usato e che invece in questi giorni il neopremier anticasta Conte ha usato per andare in Canada.

Ma pensiamo soprattutto a quella campagna, molto più insidiosa e molto ben costruita, fatta sulla applicazione della Direttiva europea riguardante l’uso dei sacchetti biodegradabili nei supermercati. Per settimane e settimane i social sono stati invasi da centinaia di migliaia di post in cui si dava per certo che una amica di Renzi aveva il monopolio nella produzione di questi sacchetti e che la norma era stata approvata per favorire questa signora che era appunto una amica del premier. Tutto falso. Ma tutto virale e quindi reso verosimile per milioni di persone.

Per parecchio tempo prima delle elezioni politiche è stato uno stillicidio di fake aventi come oggetto la demolizione della moralità di Matteo Renzi, direttamente o attraverso persone a lui legate.

E lo hanno fatto utilizzando tutta l’odierna potentissima strumentazione social molto più invasiva ed individualizzante della già invasiva potenza televisiva. Qualcuno adombra addirittura che, allo scopo ultimo di far vincere in tutta Europa i populisti per indebolirne la forza politica ed economica, i russi abbiano concentrato in grandi capannoni migliaia di persone con il compito di pattugliare il web ed introdursi sotto mentite spoglie nella vita di tutti noi raccontando frottole che diventavano verità per la maggioranza della popolazione che non ha né strumenti né il tempo per difendersi. Uno scenario spaventoso se fosse vero e che rende veritiera la frase di Mark Twain il quale parlando delle menzogne diceva che “una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe”.

Io non so, non ne ho le prove che tutto questo sia vero. So però che è molto verosimile. E so che se una potenza straniera o una potenza economica oggi vuole inondare la mediasfera con notizie tendenziose o fasulle, le tecnologie informatiche e la rete dei social gli facilitano enormemente il compito.

In passato la controinformazione a fini destabilizzanti contro un Partito, un movimento, uno Stato era già stata usata ma ci volevano risorse sul posto, bisognava scalare giornali (come fu per il Corriere all’epoca della P2) o televisioni (come è stato a cavallo tra prima e seconda repubblica per Berlusconi). Oggi quella azione destabilizzante si può fare a distanza da Mosca, Washington o da qualsiasi periferia dell’impero, senza rischio alcuno.

La macchina del fango di cui abbiamo parlato finora era poi anche alimentata da quello che Piero Sansonetti, direttore del Dubbio, chiama il circo mediatico giudiziario, una specie di corto circuito tra alcuni uffici giudiziari e media.

In questi anni sono decine e decine le inchieste giudiziarie che dalla scrivania della procura passano nelle prime pagine dei giornali. Una regia sapiente che centellina le informazioni dando risalto alle aperture delle inchieste ma nascondendo quando quasi sempre si risolvono con l’archiviazione o per l’assoluzione per inesistenza di ogni presupposto.

È stato così per il parlamentare lucano Salvatore Margiotta, per la clamorosa inchiesta Tempa rossa finita in un nulla di fatto, per il Presidente del PD campano Stefano Graziano, per il governatore De Luca, per il Sindaco di Ischia Giosi Ferrandino, per il Sindaco di Mantova Palazzi e tantissimi altri casi.

La notizia delle indagini su di loro ha fatto più volte il giro del mondo, la verità della loro assoluzione si sta ancora allacciando le scarpe.

Forcaioli e giustizialisti di ogni risma scrivono centinaia di migliaia di post sui social, il PD viene descritto come una associazione a delinquere, il Fatto quotidiano (e non solo) batte la grancassa (e i padri nobili del PD tacciono).

Il frame dei renziani corrotti entra in tutte le case, nei piccoli paesi, nei bar e nei mercati non si parla d’altro ed il prestigio di Renzi viene pian piano buttato a terra. Ogni giorno, ogni ora, incessantemente.

E che questo sia l’obiettivo viene fuori clamorosamente quando i bravi magistrati della Procura di Roma scoprono che sul caso Consip c’è un capitano dei carabinieri che taroccava le intercettazioni per mettere in mezzo il padre di Renzi. Una roba che in altre epoche avrebbe provocato uno sciopero generale e la scesa in piazza di grandi masse a difesa della democrazia.

In questo caso scende solo il silenzio. I grandi organi di informazioni relegano la notizia tra le non rilevanti. E tacciono, lo ripeto, i padri nobili del PD, quelli sempre con il ditino alzato ad indicare gli errori di Matteo Renzi ed a piangere retoricamente sul presunto abbandono dei valori della sinistra.

Nessuna solidarietà viene al giovanotto fiorentino dai suoi stessi compagni di Partito che sono in minoranza, ed è evidente che le finte prove contro la famiglia di Renzi facevano comodo pure a loro.

Ma la campagna di delegittimazione quotidiana di Matteo Renzi e quindi del PD è fatta anche di un altro tassello oltre che della furibonda campagna condotta attraverso ingegnose ed efficaci fake news e dell’attivazione del circo mediatico giudiziario.

Parliamo della azione falsificante compiuta sugli atti di governo tendente a dimostrare non solo l’inefficacia di una politica ma addirittura la complicità di questa politica con coloro che detengono effettivamente il potere economico e finanziario.

Così è accaduto con il Jobs act di cui non viene messo in risalto quello che è la vera novità della riforma del mercato del lavoro e cioè la nuova e moderna rete di protezione sociale che ingloba figure fin ad ora mai interessate a nessuna protezione ma si amplifica la battaglia ideologica di un piccolo nucleo di sinistra e si taroccano o si nascondono i dati sull’aumento della occupazione parlando di un aumento dei rapporti di lavoro precario quando invece, come spiego QUI in maniera più dettagliata è vero il contrario.

Si alimenta la fake news della diminuzione delle ore lavorate per spiegare, e quindi sminuire, l’inversione di tendenza del tasso di disoccupazione, fake news smentita dai dati ufficiali che non solo segnalano l’aumento delle ore lavorate complessive ma anche l’aumento delle ore lavorate per dipendente.

O come è accaduto con la riforma della scuola dove vengono messi in risalto solo i problemi (fisiologici quando si mette mano ad un sistema di nomina dei professori incancrenito da decenni) e si tace sul fatto che il governo Renzi ha fatto uno sforzo enorme in termini finanziari sul comparto scuola dopo i tagli selvaggi degli anni precedenti ad opera di Gelmini e Monti.

Per non parlare della lotta alla povertà che è stato un chiodo fisso in questi anni e che ha visto oltre al Reddito di inclusione l’approvazione di tante misure indirizzate ad incidere sugli indici di povertà presenti nel nostro paese (cito soltanto, l’elenco potrebbe essere lungo, l’eliminazione delle tasse universitarie per i più poveri e l’abbattimento progressivo per gli altri oppure la cosiddetta quattordicesima per i pensionati al minimo). Uno sforzo che ha visto aumentare gli investimenti sul sociale sia rispetto ai governi Berlusconi ma anche ai governi Prodi e che nessuno però raccontava. (trovate QUI una analisi più dettagliata di questo tema)

Si poteva e doveva fare di più? Non c’è alcun dubbio. Ma dal dovere e potere fare di più al descrivere Renzi come colui che ha ampliato la precarietà del lavoro, ha distrutto la scuola pubblica e fatto aumentare la povertà, ce ne corre.

E ritorniamo da dove eravamo partiti.

Dalla domanda su come e perché è stato possibile che quel ragazzo di 39 anni che aveva fatto sognare il centrosinistra con la straordinaria vittoria alle europee quando è arrivato alla soglia dei 43 anni è precipitato bruscamente nel consenso e dipinto da tutti, dal professore universitario al barista sotto casa, come il male assoluto.

Renzi ha fatto sicuramente degli errori dei quali sicuramente il più grave per un politico è quello di non aver capito la disposizione delle forze in campo contro di lui (errore evidentissimo al referendum ma che è continuato) e molte riforme sicuramente andavano fatte meglio.

Ma non per questo di solito si cade così vertiginosamente nella considerazione popolare. Si possono perdere le elezioni ma non è questa la spiegazione del crollo di considerazione e della vera e propria aurea negativa che circonda Matteo Renzi.

La spiegazione sta in tutto quello che ho provato a raccontare in questo articolo, sta nella paura che, all’establishment debole e forte, ha fatto questo giovanotto di Rignano sull’Arno, paura che non fanno neanche i 5 stelle la cui impreparazione fa dormire sonni tranquilli ai vecchi volponi della economia e della politica e della burocrazia, volponi che nelle situazioni di caos si ingrassano mentre soffrono se qualcuno, come hanno avuto l’ambizione di fare i governi del PD, quel caos lo vuole governare fissando dei limiti.

SENTENZA CASSAZIONE PER DISTACCO TERMOSIFONI,LETTERA EX DIRETTORE CLAUDIO ROSI

CARO ING. MONGELLI, NON LE SEMBRA  DI ESAGERARE?

QUESTA SUA OSTILITA’ A FAR DISTACCARE DAL CENTRALIZZATO GLI UTENTI CHE LO VOGLIONO MI APPARE ASSURDA E PREPOTENTE , IN QUANTO OGGI LELEGGI ESISTENTILO CONSENTONO.

LEI DOVEVA INVIARMI CERTIFICAZIONE CHE COMPROVAVA IL CONTRARIO,MA SONO PASSATI DUE MESI E NULLA E’ ACCADUTO.

PERTANTO LA PREGO DI DARE LE OPPORTUNE DISPOSIZIONI AGLI UFFICI IN MODO TALE CHE SI EVITINO SIMILI ABUSI DI POTERE.

INOLTRE MI MERAVIGLIO DEL SUO COMPORTAMENTO DI VOLER TENER LEGATI AD OGNI COSTO GLI INQUILINI ALL’ALLACCIAMENTO TERMICO GENERALE, DOVREBBE ESSSERE LEI PER PRIMO AD INCENTIVARLE VISTO L’ENORME MOROSITA’ CHE VI GRAVA SOPRA.

MA SE    IL 46% DELL’UTENZA DA QUANTO SOSTENETE NON PAGA  PERCHE’ OSTINARVI A BUTTARE I SOLDI PER TERRA?

 

Da: Annamaria Addante [mailto:am.addante@tin.it] Inviato: mercoledì 18 aprile 2018 12:31 A: g.mongelli@aterroma.it Oggetto: Addante

Caro ing. Sto ancora aspettando i documenti che hai detto che mi mandavi lunedi in merito al riscaldamento

Saluti

Annamaria Addante

Corte di Cassazione Sez. Civ. – Ord. del 03.04.2012, n. 5331

Presidente Goldoni – Relatore Bertuzzi

                                                         Fatto e diritto

La Corte, letto il ricorso proposto, con atto notificato il 4 ottobre 2010, da P.C. per la cassazionedella sentenza n. 936 del 23 giugno 2010, notificata il 6 settembre 2010, con cui la Corte di appello di Genova aveva confermato la pronuncia di primo grado che aveva rigettato la sua impugnativa avverso la delibera del Condominio di via (…) di Genova, che aveva respinto la sua richiesta di distacco dell’immobile di sua proprietà, destinato ad autorimessa, dall’ impianto di riscaldamento centralizzato, avendo rilevato il giudice di secondo grado che, sulla base delle risultanze della consulenza tecnica d’ufficio il distacco, pur non dando luogo a squilibri termici, per effetto del venir meno dell’ obbligo dell’attrice di contribuire alle spese per i consumi, avrebbe provocato un conseguente aggravio delle spese per gli altri condomini, tenuto conto che, sulla base dell’insegnamento della Corte di Cassazione, il distacco del singolo condomino dall’impianto di riscaldamento centralizzato non può ritenersi legittimo nei casi in cui esso comporti una maggiore spesa a carico degli altri condomini che continuano ad usufruirne letto il controricorso del Condominio di via (…) di Genova considerato che l’unico motivo di ricorso denunzia omessa insufficiente e contraddittoria motivazione e/o violazione e falsa applicazione degli artt. 117, 118 e 1120 cod. civ., assumendo che, diversamente da quanto affermato dalla sentenza impugnata il distacco dei singoli condomini dall’impianto di riscaldamento rappresenta un vero e proprio diritto nei casi in cui esso non determini inconvenienti o squilibri  tecnici nel suo funzionamento e non comporti un aggravio di spese, sicché in presenza di tali condizioni, che pure erano state accertate dal consulente tecnico, la delibera impugnata avrebbe dovuto essere considerata nulla, aggiungendo che la Corte di appello, interpretando erroneamente le conclusioni della consulenza tecnica, non ha considerato che la riduzione dei consumi ed il minor aggravio di spesa per i restanti condomini costituivano la logica conseguenza del distacco ed era pertanto un dato pacifico; vista la relazione redatta ai sensi dell’art.380 bis cod. proc. civ. dal consigliere delegato dott. Mario Bertuzzi, che ha concluso per la fondatezza del ricorso osservando che:

” il motivo appare fondato, avendo la Corte di appello, con motivazione errata giuridicamente ed anche contraddittoria, fondato la propria statuizione di rigetto mediante richiamo alle risultanze ed alle conclusioni della consulenza tecnica d’ufficio, che aveva escluso che il distacco potesse avere conseguenze negative sulla funzionalità dell’impianto ovvero che potesse provocare un aumento delle spese di gestione, aggiungendo, tuttavia che, per effetto del venir meno della contribuzione da parte dell’attrice alle spese di gestione, di fatto il distacco avrebbe aumentato le spese a carico degli altri condomini’ ; – ” che tale ragionamento si pone in contrasto con l’orientamento di questa Corte secondo cui il condomino può rinunciare all’uso del riscaldamento centralizzato e distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto termico comune, senza necessità di autorizzazione od approvazione degli altri condomini, e, fermo il suo obbligo al pagamento delle spese per la conservazione dell’impianto è tenuto a partecipare a quelle di gestione dell’impianto se e nei limiti in cui, il suo distacco non si risolva in una diminuzione degli oneri del servizio di cui continuano a godere gli altri condomini ( Cass. Il. 16365 del 2007; Cass. n. 7518 del 2006). – che, in particolare sulla base di tale orientamento emerge che la condizione ostativa deIl’ aggravio delle spese condominiali va collegata, quale conseguenza diretta, al fatto del distacco puro e semplice, non già alla circostanza che, per effetto di esso, la quota dei consumi gravante sul condomino distaccatosi potrebbe andare a carico degli altri, trattandosi questa di una evenienza non necessaria ne obbligata, che si pone altresì in contrasto con il principio che il condomino distaccatosi è tenuto a partecipare alle spese di gestione dell’impianto se e nei limiti in cui il suo  distacco non si risolva in una diminuzione degli oneri del servizio “; – che, nel caso di specie, la sentenza impugnata ha escluso la sussistenza della condizione ostativa come sopra considerata, precisando, mediante richiamo alla consulenza tecnica d’ufficio, che il distacco non aveva provocato alcun aggravio di spese complessive; rilevato che la relazione è stata regolarmente comunicata al Procuratore Generale, che non ha svolto controsservazioni e notificata alle parti e che la sola parte ricorrente deposi lato memoria; ritenuto che le argomentazioni e la conclusione della relazione meritano di essere interamente condivise, apparendo rispondenti sia a quanto risulta dall’ esame degli atti di causa che all’orientamento della giurisprudenza di questa Corte sopra indicato, cui questo Collegio ritiene di dover dare piena adesione; che, pertanto, il ricorso è accolto, con conseguente cassazione della sentenza impugnata e la causa va rinviata, anche per la liquidazione delle spese, ad altra Sezione della Corte di appello, che si atterrà nel decidere al seguente principio di diritto:’ Il condomino può legittimamente rinunziare all’uso del riscaldamento centralizzato e distaccare le diramazioni della sua unità  immobiliare dall’impianto termico comune, senza necessità di autorizzazione od approvazione degli altri condomini, e, fermo il suo obbligo di pagamento delle spese per la conservazione dell’impianto, è tenuto a partecipare a quelle di gestione, se e nei limiti in cui il suo distacco non si risolve in una diminuzione degli oneri del servizio di cui continuano a godere gli altri condomini; ne consegue che la delibera assembleare che, pur in presenza di tali condizioni, respinga la richiesta di  autorizzazione al distacco è nulla per violazione del diritto individuale del condomino sulla cosa comune“,

                                                                               P.Q.M.

accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per la liquidazione delle spese, ad altra Sezione della Corte di appello di Genova.

Depositata in Cancelleria il 03.04.2012

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Finalmente dopo tante battaglie siamo riusciti a fare chiarezza, grazie anche alla nuova legge sui condomini e alla sentenza della CASSAZIONE.
E’ stata dura per le enormi resistenze che abbiamo trovato all’interno dell’Ater di Roma, nei servizi tecnologici, ma ora il problema è risolto abbiamo RIPORTATO Qui SOTTO la lettera del direttore generale che ha finalmente consentito tali distacchi e il modulo da riempire.

Con la nuova legge sui condomini nonostante che fosse chiara facevano ancora resistenza, ma finalmente con la sentenza della CASSAZIONE non possono più rifiutarsi di far staccare dalla caldaia chi ne avesse fatto richiesta.

CHIUNQUE VOGLIA DISTACCARSI DALLA CALDAIA CENTRALIZZATA PER RISPARMIARE E GESTIRSI IL PROPRIO CALORE A PIACIMENTO, NON DEVE FARE ALTRO CHE RIEMPIERE IL MODULO E SPEDIRLO.

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AZIENDA TERRITORIALE EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA
DEL COMUNE DI ROMA
Area Tecnica
Servizio Impianti Tecnologici
Sig.
Via
Oggetto: Distacco da impianto centralizzato di riscaldamento.
Gentile utente/proprietario,
la S.V. risulta inclusa in un elenco allegato alla richiesta, pervenuta tramite il Comitato di quartiere “Inquiliniater.it” a questa Azienda in data 06/11/2014, per ottenere il distacco dall’impianto centralizzato di riscaldamento, deirimpianto interno del suo alloggio di proprietà.
Per dare corso alle opere da eseguire è indispensabile che Ella compili l’allegato modulo di richiesta e lo invii o tramite fax ai n° 0639720748 o 0668842650 o tramite mail all’indirizzo servizio.impiantitecnoIogici@aterroma.it, l’Ufficio Riscaldamento provvederà ad attivare l’impresa esecutrice dell’intervento nel più breve tempo possibile.
L’intervento di distacco per gli impianti con tipologia di distribuzione a centralina complanare o a pioggia, comprende le seguenti opere e relativi atti amministrativi:
1. Svuotamento e riempimento del circuito idraulico, sigillatura mediante saldatura o intercettazione, munita di sigillo antimanomissione, delle tubazioni corrispondenti allo stacco dell’alloggio interessato.
2. Smontaggio del sistema di contabilizzazione e termoregolazione individuale del calore ed inibizione dello stesso dalla trasmissione radio.
3. Sono escluse tutte le opere murarie e di eventuale ripristino delle tinteggiature che rimangono a carico del proprietario dell’alloggio.
4. Sospensione delle quote di acconto relative al Servizio Riscaldamento dalla prima bolletta utile.
5. Comunicazione all’Amministrazione condominiale dell’avvenuto distacco.
Viale di Valle Aurelia 193 sc. I- 00167 – ROMA tel. 06/68842576 fax 06/68842650, email servizio.impiantitecnologici@aterroma.it

6. Sono fatti salvi ogni diritto e pretesa di questa Azienda in ordine al precedente rapporto di collegamento con rimpianto centralizzato in relazione al Servizio fruito.
L’Ufficio Riscaldamento dell’Azienda è a disposizione per ogni eventuale chiarimento in merito ai seguenti recapiti telefonici, 06 68842639.
Il Direttore Generale
Arch. Claudio Rosi

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Spett.le A.T.E.R. del Comune di Roma
c/o Servizio Impianti Tecnologici Viale di Valle Aurelia 193 se I 00167 Roma
Fax 06 39720748 Fax 066884 2650 Mail: servizio.impiantitecnologici@aterroma.it
Oggetto: Richiesta di distacco dall’impianto di riscaldamento.
Il sottoscritto: ,
proprietario dell’immobile sito in:
Via:…..
Scala: .int:
Allacciato all’impianto centralizzato n°:
Chiedo con la presente di essere distaccato dall’impianto centralizzato di riscaldamento. A tal fine preciso di aver preso visione del Dlgs 220 del 11/12/2012 ex art.lo 1118 c.c., al quale la presente richiesta si riferisce.
In particolare di quanto disposto all’articolo 3 del medesimo Dlgs, per quanto concerne gli oneri che rimangono a mio carico inerenti alle spese di M.S., di conservazione e messa a norma dell’impianto.
Recapiti utili:
tel: cell:
Mail:
Roma lì:
Il Richiedente
Viale di Valle Aurelia 193 se. I- 00167 – ROMA Pag. 3/3
tel. 06/68842576 fax 06/68842650, email servizio.impiantitecnologici@ateiToma.it

TRASPARENZA ANTICORRUZIONE ALL’ATER DI ROMA CHI LE HA VISTE?

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TALE DOCUMENTO DELLA CISL E’ VERAMENTE INQUIETANTE E DIMOSTRA  LO STATO PALUDOSO DI QUESTA AZIENDA DOVE TRASPARENZA E ANTICORRUZIONE NON SEMBRANO AFFATTO DI CASA .

MA LA MANCANZA DELLE ALTRE SIGLE SINDACALI SU TALI PROBLEMI E’ VERAMENTE INQUIETANTE.

E MI DISPIACE MOLTO PERCHE’ VA A DISCAPITO DI TANTI BRAVI E ONESTI LAVORATORI CHE CON TANTE DIFFICOLTA’ E SACRIFICI RIFIGGONO DA TALI SISTEMI OSCURI E MELMOSI.

PUO’ FUNZIONARE BENE L’ATER DI ROMA?

COMMISSARIO E DIRETTORE CHE FANNO? AIUTANO L’OSCURITA’?

PURTROPPO SEMPRE PEGGIO!