Archivio della Categoria 'Associazione inquilini e proprietari'

ATER di Roma di male in peggio

martedì 31 marzo 2015

La tanto strombazzata riforma fatta in campagna elettorale da Zingaretti è ancora in alto mare e non se ne vede la luce del sole, per cui per i poveri mortali assegnatari che aspettavano tale riforma anche per una chiarezza nella applicazione delle leggi e delle norme, che sono sempre più nebulose specialmente all’Ater di Roma.

Infatti l’Ater di Roma non da segni di cambiamento, infatti nulla è cambiato , a parte qualche balletto di spostamento di alcuni funzionari, del quale non se ne è capito il motivo e neanche la collocazione, in quanto ci appare assurdo che si rimandi nello stesso ufficio chi ne era stato mandato via per motivi seri di trasparenza e legalità.

Inoltre, non si comprende, oppure si può supporre benissimo, il perché viene dato ad interim un ufficio di zona, ad un’altra responsabile di zone, solo perché la responsabile per motivi di malattia ne è stata assente per 15 giorni.

Infatti c’è odore di promozione, ma la cosa buffa è che tali incarichi aggiuntivi vengono dati a persone che se stessimo in un Paese serio dovevano essere licenziate.

Purtroppo così va l’Ater di Roma, inoltre l’Ater di Roma non ha ancora capito che oltre alla legge sulla trasparenza 241/90 c’è anche la legge anticorruzione di ultima data che evidentemente all’Ater proprio non vogliono applicare.

Gli uffici dell’Ater di Roma non sanno cosa sia la trasparenza, non sanno che le OO.SS e le Associazioni se ne fanno richiesta gli atti glie li debbono dare.

Che il responsabile di Zona per dare un atto debba chiedere l’autorizzazione al direttore, per cui immaginate i tempi che occorrono per avere una semplice fotocopia di un atto dovuto.

Purtroppo non è solo questione di mafia, ma di burocrazia e di potere dei burocrati che è anche peggiore della mafia, perché è proprio da questi modi di fare e di gestire la cosa pubblica che poi deriva tutto il resto.

Territorio violentato (la Torre di S.Giovanni)

domenica 29 marzo 2015

ATTUALITA
Territorio violentato (e doveva sorgerci un parco)

Costruzioni abusive e discariche «Mafia Capitale» non finisce mai
BEATRICE NENCHA nnn Un container adibito ad abitazione e una rimessa a cielo aperto in un’area periferica di Roma con forti presenze archeologiche, accanto a una delle ultime torri di guardiania dell’Agro romano, quella di Torrespaccata nel VI Municipio, anche noto come “Municipio delle Torri”. Da anni in questo terreno di proprietà dell’Ater – l’azienda che gestisce tutto il patrimonio di edilizia popolare per conto della Regione Lazio – sarebbe dovuto sorgere un parco. Al suo posto invece, grazie a una delibera del Cdr dell’Ater del 14 settembre 2009, è entrato uno dei personaggi citati, seppur indirettamente, nell’inchiesta “Terra di Mezzo”, Franco Cancelli. Il quale, secondo intercettazioni di terzi riportate nell’ordinanza, avrebbe preteso da Salvatore Buzzi, il ras della cooperativa “29 Giugno”, tangenti per il consigliere regionale Pd Eugenio Patané. Alcuni degli appalti affidati da Ama alla sua cooperativa principale, la “Edera srl”, sono finiti al vaglio dell’Autorità anticorruzione, nel settore dello smaltimento dei rifiuti. In questo caso, il terreno di via Togliatti 500 è una delle aree che la “Zoe srl”, di cui dal 2012 Cancelli risulta il liquidatore, ha ottenuto senza bando dall’Ater, ma con la finalità esclusiva di farne un parco. La vocazione primaria della cooperativa sociale “Zoe”, infatti, è quella di «cura e manutenzione del paesaggio». Tuttavia, in quest’area vincolata, la polizia municipale del VI Gruppo Torri ha accertato violazioni nel corso di due sopralluoghi effettuati a gennaio e a febbraio 2015. I verbali sono stati inviati al Municipio, al presidente della giunta regionale Nicola Zingaretti, all’Ater e alla Procura di Roma. Due le fattispecie di abusi contestati all’assegnatario della convenzione, Franco Cancelli, denunciato assieme alla “Zoe srl” in qualità di «responsabile dei lavori», per attività urbanistico-edilizia consistente in «deposito a cielo aperto mediante realizzazione massetto in cemento sul quale sono depositati cassonetti» e «gettata in cemento di circa mq 45, davanti al cancello di accesso, con cassone metallico adibito a raccolta di rifiuti». A cui si sommerebbero, nel verbale redatto il 21 gennaio dai vigili, altre violazioni per «lavori edili privi di titolo»: «realizzazione di un’unità abitativa composta da due container accorpati, ricavandone così 3 camere, una cucina e un bagno per complessivi mq 40 circa”; “realizzazione di un magazzino di mq 20″ oltre alla posa in opera di un container “adibito a spogliatoio per impiegati e operai» e a due tettoie. Dell’11 febbraio è invece un’interrogazione del consigliere regionale Fabrizio Santori, in cui si denuncia che «i responsabili dell’uso irregolare sono state negli anni due cooperative di tipo B, la Zoe e la Edera, entrambe riconducibili nel tempo al medesimo presidente, ex detenuto, autore in prima persona di alcuni abusi». Nel finale si segnala che «il 2 dicembre 2014 il presidente di Edera era già stato tratto in arresto» e che lo stesso «avrebbe cercato di attivare altri centri di raccolta differenziata dei rifiuti – come l’ex deposito Cotral di via Appia Nuova 1246 – prima invitando la giunta a visitare l’area con un apposito evento e poi occupandola di forza lo scorso ottobre insieme ad altre “associazioni” che avrebbero precisi legami politici sia con la giunta che con persone coinvolte nell’inchiesta su Mafia Capitale». Dall’Ater, il direttore generale Claudio Rosi replica a Libero che già da venerdì scorso è stata inviata una lettera alla cooperativa “Edera”, che potrebbe portare alla immediata revoca della convenzione. «Già un anno fa inviammo al signor Cancelli una diffida per via del subentro societario da Zoe a Edera, che deve essere accettato preventivamente dall’Ater – spiega Rosi – dopo aver ricevuto i verbali della polizia municipale, abbiamo inviato una disdetta del contratto di locazione per palese violazione degli obblighi contrattuali, con la possibilità di rivalerci sulla società Edera per interruzione del rapporto contrattuale, che riteniamo concluso, chiedendo di rilasciare l’area». Secondo Rosi, la palla passa ora al Comune di Roma, «che può chiederne l’esproprio, essendo il terreno vincolato, in qualsiasi momento e a costo zero».

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Anna Maria Addante All’Ater di Roma e precisamente al dot.Rosi e al dott.Modigliani tale abuso era stto fatto notare da più parti,in tempi anche non sospetti perchè non sono mai intervenuti,ma solo dopo lo scandalo di Mafia Capitale? Comunque la Cooperativa sta ancora li,mentre avrebbe dovuto andare già via.

AVVISO URGENTE E IMPORTANTE

giovedì 26 marzo 2015

TUTTI I PROPRIETARI CHE HANNO ACQUISTATO L’ALLOGGIO CON L’ATER DI ROMA I QUALI HANNO PAGATO L’AUMENTO ISTAT MAGGIORATO E CHE HANNO FATTO RICORSO CON L’AVVOCATO GALEANI,SONO CONVOCATI PRESSO L’ASSOCIAZIONE IN VIA ELISABETTA CANORI MORA 21 IL 10 APRILE ALLE ORE 17.00, PER NOTIZIE IMPORTANTI IN MERITO ALLA CAUSA.

San Saba va venduta!!!!!

giovedì 26 marzo 2015

HO VISTO UN SEVIZIO DOVE IL PRESIDENTE DEL MUNICIPIO TROMBETTI PARLAVA DELLA VENDITA DEGLI ALLOGGI DI SAN SABA E ASCOLTANDO LE FESSERIE CHE VENIVANO DETTE PèER ONESTA’ INTELLETTUALE HO RISPOSTO IN MERITO Qui SOTTO.
Il servizio lo potete vedere sul mio profilo di facebook.

Il Presidente del Municipio invece di dire che i ricchi sono pochi a San Saba, si studiasse bene la legge prima di parlare, perchè la legge regionale 27/06 art.50 c.3 dice estattamente che chi supera il redito può permanere nell’alloggio basta che accetti un contratto aggiuntivo.Inoltre il Presidente del Municipio,se vuole veramente tutelare i suoi cittadini non deve dire se l’avvocato ha torto uscirà,dovrebbe sapere che l’avvocato non ha torto.Inoltre se lui ha certezza che c’è chi occupa abusivamente perchè non agisce di conseguenza? E’ la polizia municipale che deve intervenire, pertanto in qualità di presidente del consiglio mandasse i vigili e chiedesse al comune lo sgombero.Mi sembra invece che si voglia fare solo tanto rumore per nulla.Inoltre mi dispiace che si accorge di questo problema solo ora.Inoltre non capisco perchè continua a dire che la legge Lupi mette all’asta queste case, è FALSO, si leggesse meglio la legge e il decreto attuativo.A mio avviso questo signore si sta facendo solo pubblicità perchè teme che ci siano le elezioni anticipate per il comune di Roma e si sta preparando il terreno per garantirsi l’elezione.I cittadini di San Saba possono stare tranquilli perchè San Saba non sarà messa all’asta se sarà venduta verrà venduta ai leggittimi asegnatari e questo glie lo ha anche detto l’assessore Refrigeri quando c’è stata la riunione,perchè per attuare la legge Lupi la Regione l’attua con legge propria e pertanto dipenderà esclusivamente dalla regione decidere come vendere questi alloggi.Inoltre in qualità di Presidente del Consiglio perchè non fa approvare una mozione in aula consigliare del suo municipio per far vendere gli alloggi di SanSaba? Credo che il consigliere Trombetti frequenta troppo l’unione inquilini, perchè ripete le stesse fesserie che vanno dicendo loro.Anche in merito al canone concordato non stanno dicendo la verità,perchè non è esattamente come ha detto Laila ,perchè nessuno può essere cacciato se accetta il canone concordato,questa è un’altra falsità. INOLTRE LA SIG.RA CHE HA FATTO IL PENULTIMO INTERVENTO CREDO CHE SI SIA DATA LA ZAPPA SUI PIEDI DA SOLA DICENDO CHE TESTACCIO è STATA VERGOGNOSAMENTE SVENDUTA, QUESTE FRASI SE LE POTREBBE RISPARMIARE, PRIMA PERCHè NON è VERO E SI INFORMASSE BENE E SECONDA COSA IN QUESTO MODO DA LA STURA A TUTTI QUELLI CHE IN CONSIGLIO REGIONALE NON VOGLIONO VENDERE SAN SABA E RISCHIA DAVVERO DI FARLA VENDERE A PREZZO DI MERCATO.L’unico intervento valido è stato quello di Fantera che ha fatto l’ultimo intervento, che ha detto la verità.SE il Consigliere Trombetti continua ad andare all’ATER per far vendere San Saba, mi dimostra che non glie ne frega nulla di farle vendere queste case, perchè l’interlocutore per far vendere San Saba è solamente la REGIONE e non l’ATER di Roma,chi vuole prendere in giro Trombetti o non lo sa che è la Regione?Se il Consigliere vuole veramente affrontare e risolvere il problema si deve attivare nei confronti della Regione Lazio e gli alloggi che sono stati già venduti e ancora non tutti,lo sono stati perchè fanno parte di piani di vendita approvati dalla regione Lazio.Se vuoi fare il capo popolo documentati bene altrimenti rischi brutte figure e di non raggiungere l’obiettivo.

Ater Roma e la rivoluzione mancata.

mercoledì 25 marzo 2015

Ater Roma e la rivoluzione mancata. “Qui non è cambiato quasi nulla”

Nell’Ater la rivoluzione sperata non è avvenuta. L’azienda è rimasta una realtà elefantiaca, ed i cittadini continuano a lamentare tanti problemi. Critiche anche verso l’operazione “Street art”

Fabio Grilli · 24 marzo 2015

Due anni fa, l’arrivo di un Commissario straordinario ed alcune promesse fatte in campagna elettorale, avevano lasciato sperare che il destino per gli immobili Ater, e dunque per le 40mila famiglie che li popolano, fosse ad un punto di volta. L’attesa rivoluzione però non c’è stata. E dietro ad operazioni come quella della Street art, restano i soliti problemi.

POCHISSIMI CAMBIAMENTI – Ne abbiamo parlato con Anna Maria Addante Presidente dell’Associazione Inquilini e Proprietari Iacp Ater. “La Street art? Guarda, lasciamo perdere queste prese in giro – taglia corto – e parliamo di cose serie. Con questa nuova gestione si era partiti bene, c’era stato un avvio molto positivo grazie al Commissario Modigliani ed al direttore Rosi. Poi non so cosa sia accaduto, ma devo dire che qui è cambiato pochissimo”.

LA PROMESSA DISATTESA – I problemi dell’azienda, ancora elefantiaca, sono rimasti. L’annunciato accorpamento delle sette strutture non c’è stato. Ci sono ancora 7 Presidenti ed altrettanti consigli di amministrazione, con i relativi consiglieri ed i conseguenti dirigenti. Insomma, la promessa di cambiamento del Presidente Zingaretti, che aveva descritto l’Ater come “un chiaro esempio degli sprechi di questi anni”, per ora non ha trovato alcun riscontro.

LA SITUAZIONE DELLE VENDITE – Al di là della mancata sburocratizzazione, sembrano esservi anche problemi in materia di gestione dei rapporti all’interno dei vari condomini. Qui, gli amministratori ci informano del fatto che i delegati Ater, continuando a disertare le assemblee, fanno venir meno il numero legale. Di fatto quindi, la situazione che si viene a creare, è di stallo. E poi c’è la questione delle vendite. “Sull’acquisto degli alloggi siamo messi malissimo – va all’attacco Addante – Dicono che ogni anno vengono venduti 500 alloggi. E’ una cifra ridicola. Qualche anno fa, con la metà del personale che ha ora a disposizione Rosi, gli alloggi che l’azienda cedeva ogni anno erano 900. Quasi il doppio”.
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E si all’inizio tutti rivoluzionari,poi si adeguano tutti al sistema come mai?

Casa Pound occupa la sede dell’Ater

mercoledì 25 marzo 2015

Casa Pound occupa la sede dell’Ater: bandiera europea strappata e gettata in strada
Dopo lo sgombero della sede di piazza Perin del Vaga i militanti di Cpi e del Blocco Studentesco hanno occupato la sede dell’Ater: “Protestiamo contro la gestione dell’edilizia pubblica”
Redazione 25 marzo 2015
• Flaminio, sgomberata la sede di Casa Pound in piazza Perin del Vaga 3
Dopo lo sgombero della sede di piazza Perin del Vaga i militanti di Casa Pound e del Blocco Studentesco hanno occupato la sede dell’Ater, l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale del Comune di Roma, sul Lungotevere contro la gestione del patrimonio pubblico. La bandiera dell’Unione europea inoltre è stata strappata dall’edificio ed è stata gettata in strada. “Per noi quella bandiera non deve stare sugli edifici pubblici italiani” ha spiegato il vicepresidente di Casa Pound Simone Di Stefano che già nel dicembre del 2013 aveva tolto la bandiera della Ue dalla sede della rappresentanza della Commissione europea in Italia in via IV Novembre.
“Il nostro blitz vuole rappresentare una protesta contro la gestione dell’edilizia residenziale nella capitale” spiega Simone Di Stefano. “Una gestione clientelare, che agevola gli amici degli amici, che concede sedi ai partiti e alle organizzazioni religiose a prezzi stracciati e ne tollera allegramente le morosità, che vede appartamenti a piazza Navona o al Colosseo affittati a pochi spiccioli e con modalità del tutto opache, come emerso nel recente scandalo Affittopoli”. Il vicepresidente di Cpi ha ribadito che “per noi gli italiani devono stare in cima alle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi popolari e stiamo raccogliendo delle firme nelle piazze proprio per questo”.

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Arrestati Buzzi e Carminati i Movimenti per la Casa e casa Pound si fanno più aggressivi, mi domando ma quando le persone erano costrette a stare in 15mq. perché questi soggetti non protestavano?
Perché i Movimenti per la casa hanno sempre convinto i residenti nei residence di non accattare il buono casa?
Tante domande meriterebbero risposte,ma che non arriveranno mai finchè in questo Paese non ci sarà trasparenza assoluta.
E in modo particolare all’Ater di Roma.

buono casa? Accetta solo un inquilino su cinque

domenica 22 marzo 2015

Via dai residence col buono casa. Accetta solo un inquilino su cinque
Solo 355 richieste di adesione al buono casa sul totale di 1.900 famiglie ospitate nei cosiddetti Caat, centri di assistenza alloggiativa temporanea che ogni anno costano al Comune di Roma più di 40…

Roma – Cronaca
Solo 355 richieste di adesione al buono casa sul totale di 1.900 famiglie ospitate nei cosiddetti Caat, centri di assistenza alloggiativa temporanea che ogni anno costano al Comune di Roma più di 40 milioni di euro: un flop cui potrebbe seguire, in tempi brevi, la riapertura dei termini del bando, già alla sua seconda pubblicazione.
L’idea dell’Amministrazione è di chiuderli ma dai 31 residence attualmente aperti sembra che in pochi se ne vogliano andare. L’alternativa del buono casa proposta dal Comune, 5mila euro una tantum e fino a 800 euro mensili per 4 anni a copertura del canone d’affitto, non convince e lo dimostrano i numeri contenuti nella determina dirigenziale del 6 febbraio scorso, che fa il punto sulle manifestazioni di interesse: sul totale di 1.469 lettere ricevute degli inquilini (quindi neanche tutti hanno risposto al Comune), solo 355 erano di «assenso al buono casa», e di queste appena 208 provenivano da nuclei familiari in linea coi requisiti, le altre 147 «non sono state accolte per esubero del reddito, non domicilio o residenza in un Caat, proprietà su beni immobili adeguati all’alloggio». Fuori, nel frattempo, si moltiplicano le liste d’attesa: sempre l’assessorato al Sociale ha censito più di 1.200 nuclei familiari che hanno fatto richiesta in alcuni casi già nel 2008. Ora, dal dipartimento Politiche abitative attendono gli esiti del secondo tentativo, il termine per la presentazione di nuove domande era il 28 febbraio e gli uffici sono al lavoro per verificare i numeri, non si esclude in ogni caso che si proceda ad una terza riapertura allargando anche la platea, permettendo quindi che al buono casa accedano non soltanto gli inquilini dei Caat ma anche altri soggetti in emergenza abitativa. Il problema del disinteresse verso l’iniziativa del Comune, però, resta come denuncia anche Cafiero Tomei del sindacato Sunia: «Nessuno se ne vuole andare perché non gli conviene – spiega – finché non ci sarà una data di chiusura certa, finché il Comune non dice o sei in linea coi requisiti o ti sgombero, non ci saranno persone che rischieranno di dover pagare un affitto a un privato quando hanno già tutto a spese del pubblico: la maggior parte degli inquilini supera il reddito, 30mila euro e oltre, in tanti sono già venuti da me dicendo che non se ne vogliono andare». Un precedente c’è già: poche settimane fa, quando dal dipartimento sono partite le lettere di sgombero per chi superava i limiti di reddito, i movimenti per la casa hanno manifestato sotto l’assessorato, riottenendo il “loro” residence.
Erica Dellapasqua
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PERCHE’ ACCETTA SOLO UNO SU CINQUE?
Perché i movimenti per la casa hanno detto di non accettare perché non c’è garanzia, ma la verità è che i movimenti per la casa se i cittadini che sono nei residence accettano loro non hanno più ragione di esistere.
Altro motivo di non accettazione è che nei residence non si paga nulla neanche la luce e l’acqua e neanche le pulizie e i furbi non accettano.
Inoltre nei residence ci sono perone che non avrebbero diritto di stare nei residence perché hanno un reddito superiore ai 18mila euro e anche per questo non accettano sperando di sfruttare ancora la situazione.
Mi auguro che il nuovo assessore faccia pulizia VERA su tutta questa materia.
E che intervenga anche la Procura e la Corte dei Conti, perché questi sono soldi degli onesti cittadini che pagano le tasse, un contro aiutare chi ha bisogno e un conto è farsi sfruttare da chi fa il furbo.

E la procura di Roma «passa» i faldoni alla Corte dei Conti

domenica 22 marzo 2015

E la procura di Roma «passa» i faldoni alla Corte dei Conti
Roma – Cronaca

Gli atti investigativi su Affittopoli vanno alla Corte dei Conti.

La Procura della Repubblica di Roma è pronta a stralciare le carte sui beni immobili – quasi tutti non residenziali – di proprietà del Comune e assegnati a privati che oggi risulterebbero “irregolari”.

Stando a quanto emerso dagli accertamenti investigativi, infatti, potrebbe profilarsi un danno erariale.
In particolare, l’inchiesta penale conta di una prima lista di beni immobili giunta sulla scrivania del sostituto procuratore Alberto Galanti, in cui sarebbero elencati circa 1000 locali che sarebbero stati assegnati a privati e per i quali, nel corso degli anni, non sarebbe stata pagata alcuna pigione al Comune.

Un filone d’indagine nato dagli accertamenti sul Circolo degli Artisti, il club notturno fino a qualche mese fa amministrato da Romano Cruciani, sottoposto lunedì a sequestro giudiziario per violazione della normative a tutela dell’ambiente e del patrimonio archeologico.

L’indagine ha svelato come il club al civico 42 di via Casilina Vecchia, nel quartiere Mandrione, sia stato aperto senza avere le necessarie autorizzazioni prosperando per 17 anni nel più completo abusivismo, senza pagare un euro d’affitto riuscendo addirittura ad ottenere, nel corso degli anni, autorizzazioni che l’Amministrazione capitolina non avrebbe potuto rilasciare.

Ora però, l’indagine ha fatto luce su un ampio numero di beni immobili pubblici che sarebbero nelle stesse condizioni.

Su questo particolare la Procura della Repubblica capitolina ritiene che possa esserci stato un grave danno erariale, lo stesso ipotizzato per quanto concerne il Circolo degli Artisti, finito sotto la lente dei magistrati contabili.

Altro filone investigativo che sta battendo la Procura ordinaria riguarda i rapporti che l’ex patron Romano Cruciani avrebbe intessuto con la politica e che gli avrebbero consentito di utilizzare a scopi commerciali i 4mila metri quadrati del Comune senza onorare il canone mensile, non avendo mai firmato con il Campidoglio un regolare contratto d’affitto.
Ivan Cimmarusti
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Anna Maria Addante Finalmente la Corte dei Conti ci mette mano sui locali,ma dovrebbe metterle anche sugli alloggi. E sopratutto dovrebbe la Procura e la Corte dei Conti esaminre con attenzione la delibera 88,che è una vergogna.Il Comune di Roma ha sempre usato due pesi e due misure, chi occupava una casa ERP multa di 21mila euro e in più un canone salato di indennità di occupazione,mentre chi occupava gli immobili non EP non pagava nulla neanche il canone.

Il bando per alloggi popolari,una buffonata

domenica 22 marzo 2015

Un alloggio popolare ogni cento richiedenti
Ecco le graduatorie: 7000 aventi diritto, 70 case comunali a disposizione

Più di 7mila nuclei familiari aventi diritto a fronte di appena 70 case popolari comunali disponibili: la pubblicazione della graduatoria degli alloggi popolari Erp (edilizia residenziale pubblica), attesa da più di un anno e mezzo, lascia molti scontenti a partire dagli esclusi, un elenco di circa 2.200 nominativi che non hanno soddisfatto i requisiti d’accesso.
Il bando fu confezionato nel 2012, e le risultanze di oggi si riferiscono alle domande inoltrate nel primo semestre 2013: «Una fotografia parziale – commenta dall’Unione inquilini Guido Lanciano – che può non corrispondere più all’attualità». I numeri danno un’idea delle dimensioni del problema: complessivamente, sono 7.197 le famiglie che hanno chiesto l’assegnazione di una casa popolare (80mila a Roma di cui 50mila gestite da Ater) e risultate in regola coi criteri stabiliti nel bando, a partire dal reddito inferiore ai 18mila euro. In graduatoria figurano anche soggetti con zero punti: «Immaginiamo siano coloro che possiedono i requisiti ma, magari per alcune formalità o errori nella compilazione, devono regolarizzare la loro domanda», spiega Lanciano. Altrettanto numerosi, poi, sono i nuclei esclusi in blocco: 2.200 domande, ritenute «irricevibili» perché appunto prive dei requisiti richiesti. Alle liste d’attesa Erp si aggiungono, infine, le richieste inoltrate per i cosiddetti Caat, 33 centri di assistenza alloggiativa temporanea che il Comune si dice intenzionato a chiudere visti i costi stratosferici, più di 41 milioni di euro all’anno: in totale, sempre l’assessorato alle Politiche abitative, ha censito circa 1.200 nuclei familiari alcuni in attesa già dal 2008.
Domande «vecchie» in entrambi i casi, quindi, che troveranno risposte positive solo per una minima parte. Stando ai dati diffusi dall’Amministrazione, infatti, oggi in tutto il Comune di Roma sarebbero immediatamente disponibili appena una settantina di case popolari, principalmente di grandi dimensioni. Annosa questione, quella delle metrature, che negli anni ha finito col favorire l’ingresso di immigrati o comunque di famiglie più numerose, a scapito dei nuclei mono o biparentali che restano invece la stragrande maggioranza. Tra lotta agli abusivi e appartamenti liberati per esempio in caso di morte dell’inquilino, dal Comune contano comunque di arrivare ad assegnare una media di 30 case al mese, centrando l’obiettivo di 400 in un anno: «Abbiamo velocizzato le prassi di assegnazione – spiega l’assessore al Sociale, Francesca Danese – fino a poco tempo fa venivano consegnate 280 case all’anno, mentre noi entro la fine del 2015 contiamo di arrivare a 400. Continuerà nel frattempo il lavoro congiunto di Comune, Ater e Regione per trovare soluzioni al fabbisogno abitativo». «Liste d’attesa scandalose» per Annamaria Addante dell’associazione inquilini e proprietari Iacp-Erp: «Dopo più di un anno e mezzo di attesa non ci sono abbastanza case a disposizione nemmeno per i primi cento arrivati in graduatoria mentre nel frattempo le richieste continuano ad arrivare, almeno 150 al mese: perché la regione Lazio, anziché proporre progetti di housing sociale per gli inquilini non Erp con un reddito superiore ai 18mila euro, non pensa prima a queste persone che non hanno neanche i soldi per comprarsi da mangiare?». «Intanto nei residence – conclude la Addante – la gente continua a non pagare nulla, né un minimo di affitto né le spese accessorie, un’assurdità». Ora, sul piano pratico dovranno trascorrere i canonici 50 giorni di tempo per la presentazione di eventuali osservazioni o ricorsi alla graduatoria pubblicata dal Comune, soprattutto da parte degli esclusi, dopodiché questa si potrà considerare definitiva e quindi si procederà alle prime assegnazioni. Resta un’evidenza il fatto che in molti resteranno insoddisfatti: pur centrando l’obiettivo di 400 assegnazioni all’anno, al momento, resterebbero in attesa 6.600 famiglie.
Erica Dellapasqua

Anna Maria Addante Alemanno feve fare questo bando,pur sapendo che le case non vi erano,solo una mossa politica in vista delle elezioni.Si specula sempre sulla povera gente, mala mia tristezza è aver constatato che sia a destra che a sinistra si sono tutti comportati come sciacalli,sfruttando le disgrazie della gente, ma per onestà intellettuale va detto che molti furbi si insinuano in questo sistema anche non avendo reale bisogno,tanto non si paga nulla.Mi auguro che la Danese sia in grado di fare effettivamente pulizia.

Ater denuncia in Procura:

venerdì 20 marzo 2015

Ater denuncia in Procura:
falsi nulla osta nell’edilizia
Scoperte autorizzazioni fasulle per l’assegnazione di abitazioni popolari.
LA DENUNCIA
L’Ater di Roma ha inviato alla procura della capitale una circostanziata denuncia di false autorizzazioni e nulla osta presentati agli uffici anagrafici dei Municipi di Roma per ottenere certificazioni di residenza e occupare abusivamente una casa popolare di proprietà dell’Ente.
A darne notizia è la stessa Ater spiegando che a seguito di alcune segnalazioni arrivate a febbraio scorso sono stati effettuati controlli incrociati tra Ater e gli uffici di Roma Capitale”che hanno portato ad individuare, ad oggi sette false autorizzzioni compilate utilizzando vecchi timbri,firme e numeri di protocollo contraffatti”.
Nell’atto di denuncia querela l’Ater richiede alla Procura “in considerazione della gravità dei fatti,di sottoporre ad interrogatorio gli ocupanti senza titolo che hanno utilzzato le false certificazioni per accertarne la provenienza e di disporre immeditamente il sequestro preventivo degli alloggi nonché di dar mandato alla polizia giudiziaria di procedere allo sgombero degli occupanti e consentire il ripristino della legalità”.

LE REAZIONI «Accolgo con soddisfazione la notizia che l’Ater di Roma abbia finalmente inviato una denuncia -dice Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio membro della commissione politiche abitati- di false autorizzazioni e nulla osta presentati per occupare abusivamente case popolari, ma è incredibile che siano solo 7 le false autorizzazioni Spero si possa fare chiarezza nel più breve tempo possibile anche su tutti gli altri casi sospetti e chiediamo al direttore generale di Ater Roma, Claudio Rosi, e al Commissario straordinario, Daniel Modigliani, di tirare fuori tutta la verità visto che sul sito delI’Àter ancora non compaiono gli atti relativi ad occupazioni abusive»,
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Anna Maria Addante CERTO CHE LA POLITICA E’ PROPRIO STRANA QUANDO STANNO ALL’OPPOSIZIONE DIVENTANO TUTTI DIFENSORI DEL POPOLO,MA QUANDO GOVERNANO SE LO DIMENTICANO. MA ANDIAMO AI FATTI IO SPERO CHE L’ATER DI ROMA FACCIA ANCHE ATTENZIONE AL SUO INTERNO, MA SOPRATUTTO CHE CAMBI SISTEMA QUANDO CONSEGNA GLI ALLOGGI E AUTORIZZA PER GLI ALLACCI E PER LA RESIDENZA. CERTO IL SISTEMA ADOTTATO Eì VERAMENTE ASSURDO, CHISSA’ SE RIUSCIREMO A SAPERE QUALE MENTE LO ABBIA PARTORITO? L’ATER DI ROMA HA OSCURATO IL NOSTRO BLOG AI DIPENDENTI,MA ALMENO POTEVA DIRLO ALLA STAMPA CHE ERAVAMO STATI NOI A DENUNCIARE TALE COSA,MA NON IMPORTA L’IMPORTANTE CHE SI RIPRISTINI LA LEGALITA’,MA SOPRATUTTO ALL’INTERNO DELL’ATER E SOPRATUTTO PER LA CORRETTA APPLICAZIONE DELLE LEGGI.

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