Archivio della Categoria 'Associazione inquilini e proprietari'

ATER di Roma che DELUSIONE!!!!

venerdì 31 ottobre 2014

ATER di Roma che DELUSIONE!!!!
All’Ater di Roma non si trova pace, dall’insediamento del nuovo Commissario e del nuovo direttore ormai in carica da più di un anno ci aspettavamo veramente un cambiamento radicale, avevamo creduto che finalmente la legalità si sarebbe finalmente stabilita all’ATER di Roma, purtroppo ad oggi nulla è cambiato.
L’unico fatto eclatante, ma immediatamente rientrato, un tentativo goffo di mandare in pensione dei dirigenti, per fare marcia indietro rapidamente, perché la Regione Lazio li ha solennemente rimproverati.
Il Commissario e il direttore al quale abbiamo più volte denunciato l’abuso di potere di alcuni dirigenti e di alcuni quadri in merito all’applicazione delle leggi regionali nei confronti degli assegnatari, più volte documentato a tutt’oggi nulla hanno fatto, neanche quando gli abbiamo portato le prove di abuso fatta da dirigenti che con questa riorganizzazione continueranno imperterriti a colpire gli innocenti.
Vorremmo, inoltre, capire il senso della manovra fatta dal DG prima dell’estate quando ha avocato a se tutti gli interim, senza nessun risultato positivo, anzi molti negativi in quanto ha firmato e inviato decreti di rilascio in pieno agosto impedendo così ai cittadini di potersi tutelare.
Senza apportare nessuna modifica e nessun cambiamento alle farneticanti circolari fatte dai precedenti dirigenti, che hanno creato solo contenziosi e ingiustizie.
Chiediamo al Commissario e al DG che senso ha oggi questa riorganizzazione se le ATER a giorni saranno sciolte?
Che senso ha applicare la mobilità dei soli dirigenti alla fine dell’anno, se nel gennaio 2015 le ATER non esisteranno più, così dichiarato dal Presidente della Regione Lazio e dall’Assessore alla Casa.
Perché ora e non sei mesi fa? Avrebbe avuto senso, se lo avesse fatto dopo pochi mesi dal loro insediamento, farlo oggi suscita sospetti.
Non conosciamo nei particolari tale riorganizzazione, ma da ciò che ha detto il direttore generale per lo meno per quanto riguarda la dirigenza ha l’aria di un grande pastrocchio, non solo, ma anche di grande incoscienza o spregiudicatezza, perché aver accorpato alcuni servizi come per esempio la gestione speciale annullata nella gestione ordinaria, significa dare più spazio alle occupazioni e allentare il recupero degli alloggi.
Ai fini della legalità e dell’anticorruzione, ha un senso se il servizio si cambia tutto, dal dirigente all’usciere, dando loro nuove e precise direttive, ma spostare il dirigente lasciando tutto come prima o spostare qualcuno perché il nuovo dirigente si porta dietro i suoi fidi collaboratori è solo una presa in giro e con l’anticorruzione non ci azzecca nulla, tutt’altro.
Inoltre, non si comprende il perché non abbia modificato riportando alla legalità le disposizioni e le direttive illegittime date dai precedenti dirigenti, come invece aveva promesso.
Quattro dirigenti ci sono all’ATER e 56 quadri, non dimentichiamo che i quadri gestiscono le zone e forse l’anticorruzione soprattutto li doveva incidere, rimuovendo soprattutto coloro che per le loro azioni precedenti non potrebbero neanche gestire un ufficio di zona.
L’anticorruzione ha un senso se viene fatta con una certa logica, ma se la logica è quella di cambiare affinchè nulla cambi mettendo:
Il Dott.Mari: dall’Ufficio Alienazioni e Locali andrà a dirigere La gestione ordinaria ovvero le zone (tra un anno va in pensione)
L’Arch. Tamietto: la manutenzione e il Patrimonio (il patrimonio versa in uno stato pietoso detto e riconosciuto da tutti e lo si affida ad un dirigente che tra un anno va in pensione? Ciò ha un solo significato, si vuole che il patrimonio rimanga nel suo limbo e perchè?
Il dott.D’Onofrio: Finanziaria e Informatica, dare l’informatica ad un dirigente docente del diritto del lavoro al quale si toglie il personale ha uno strano odore di vendetta.
La dott.Grassia all’ufficio alienazioni e locali e ci chiediamo, ma un dirigente che deve gestire l’anticorruzione come fa a farlo se deve prendere un ufficio così impegnativo? Anche qui un grande contro senso e soprattutto mettere tale dirigente all’ufficio vendite sta a significare che l’ATER di Roma non vuole più vendere gli alloggi, conoscendo bene quale è l’ideologia della dott. Grassia e quanti danni ha fatto fino ad ora.
E il direttore generale arch. Rosi oltre alla direzione avrà l’ufficio Affari Generali e guarda un po’ il PERSONALE, un direttore generale che dovrebbe occuparsi dell’intera azienda correre dietro tutte le beghe del personale, sinceramente la cosa non ci convince e potrebbe anche preoccupare molti visto le 300 istanze di mansioni superiori, fino ad oggi non effettuate a differenza delle altre ATER e oggi in fase di scioglimento dell’azienda come è possibile farle?
Solo in un modo………………
Staremo a vedere, ma ancora una volta chi va a dirigere questa azienda ha dimostrato che dell’utenza non gli interessa nulla, perché ancora una volta nulla ha fatto per riportare ordine e legalità.
Sono sempre di più interessati alla gestione interna agli appalti, alle costruzioni a mettere i giochi per i bambini dove i bambini non ci sono, e a fare cassa, poi gli assegnatari posso pure aspettare ancora, nella speranza che prima o poi torni un Commissario straordinario come lo fu la dott.ssa INSENGA che non solo rimise lo IACP nella legalità, ma si prodigò molto anche per l’UTENZA.
Peccato veramente peccato perché in questi nuovi personaggi ci avevamo creduto, ora ci resta solo di verificare se i sindacati interni avranno la forza e saranno compatti per bloccare la finta riorganizzazione?

LA PREPOTENZA DELLA ILLEGALITA’ CON LA COMPLICITA’ DI CHI DOVREBBE TUTELARE LA LEGALITA’

venerdì 31 ottobre 2014

Casa, movimenti occupano l’assessorato regionale: “Sbloccare la delibera sull’emergenza”
La protesta in via Capitan Bavastro a Garbatella. Al centro della rivendicazione il ‘Piano straordinario per l’emergenza abitativa’ approvato nel gennaio scorso dalla giunta regionale

Sbloccare la delibera regionale che contiene una Piano straordinario per l’emergenza abitativa. Con questa richiesta i Movimenti per il diritto all’abitare hanno occupato questa mattina la sede dell’assessorato regionale alla Casa in via Capitan Bavastro a Garbatella. “Siamo scesi in piazza molte volte, abbiamo avviato tavoli su tavoli ma questo non basta. La delibera va attuata” denunciano i movimenti che si sono riversati non solo nel piazzale antistante l’edificio ma anche all’interno degli uffici. Davanti alle porte uno striscione con la scritta: “Nessun ‘piano’ sulla delibera…. stanchi di aspettare: case subito”. Non mancano slogan contro il Piano Casa del Governo e in particolare l’art. 5 che permette il distacco delle utenze ai palazzi occupati e impedisce di ottenere la residenza a chi ci vive.
LA DELIBERA – Al centro della rivendicazione la delibera n. 18 del 15 gennaio 2014 con la quale, scrivono in una nota i movimenti “la regione Lazio ha avviato un Piano straordinario per l’emergenza abitativa attraverso il recupero e l’autorecupero del patrimonio immobiliare pubblico, l’acquisizione e/o il recupero di immobili privati sul libero mercato a prezzi calmierati, “nonché ulteriori attività ritenute più idonee al fine di rendere fruibile il patrimonio immobiliare già esistente nell’ottica della rigenerazione urbana”.
LA PROTESTA – Per arrivare a quel documento i movimenti, negli scorsi mesi, sono scesi in piazza più volte, sia sotto al palazzo della Regione a Garbatella sia in Campidoglio, dove è stato avviato anche un censimento delle persone che vivono nelle occupazioni. “Entro 60 giorni dalla pubblicazione sarebbe dovuto partire il censimento dell’emergenza e all’individuazione del patrimonio immobiliare da destinare all’attuazione del piano straordinario”. Ma alla delibera non è più stata data effettiva attuazione. Protestano i movimenti: “Vogliamo ora sapere con chiarezza quali sono le programmazioni regionali rispetto all’emergenza e al fabbisogno abitativo”.
QUESTO DICE LA FAMOSA DELIBERA ALLA FACCIA DI CHI STA IN LISTA DI ATTESA DA ANNI
– nuclei familiari, anche formati da una sola persona, che vivono in immobili, pubblici o privati, impropriamente adibiti ad abitazione alla data del 31 dicembre 2013;
OVVERO CHI OCCUPA ABUSIVAMENTE HA LA CASA ASSEGNATA CHI E’ ONESTO NON L’AVRA’ MAI.
GRAZIE, ZINGARETTI,REFRIGERI,SMERIGLIO E NIERI

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TALE DELIBERA è STATA APPROVATA PRIMA DELLA LEGGE 80 PER CUI OGGI QUELLA DELIBERA E’ ILLEGGITTIMA PER LA PARTE RIGUARDANTE GLI OCCUPANTI,MA NONOSTANTE QUESTO LA REGIONE E L’ATER DI ROMA HANNO ASSEGNATO A CASSL MONASTERO APPARTAMENTI APPENA COSTRUITI ED ANCHE BELLI A COLORO CHE AVEVANO OCCUPATO UNO STABILE ALLA FACCIA DELLA LEGALITA’ E DI CHI ASPETTA E STA IN LISTA DA ANNI.SE QUESTA E’ LA NUOVA POLITICA DELLA CASA VERGOGNATEVI.

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Domanda secca: state dalla parte dei lavoratori Fiom o delle forze dell’ordine?

Lavoratori che manganellano altri lavoratori

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A Ada Leone, Loredana D’amico e altre 4 persone piace Pets&Love.

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Tu cosa saresti disposto a fare per il tuo piccolo amico? ‪#‎petsandlove‬

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Anna Maria Addante

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Bonus bebè anche agli immigrati regolari.

Che ne pensate?

Il bonus bebè andrà anche agli immigrati regolari

Respinto un emendamento della Lega Nord (con l’appoggio del Movimento 5 Stelle) per riservare gli 80 euro solo ai cittadini italiani o comunitari. Il bonus bebè andrà anche agli extracomunitari legalmente residenti nel nostro Paese.

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Anna Maria Addante

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Anna Maria Addante

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Sconcertante è dire poco. Ecco cos’hanno fatto queste ragazzine —> http://tinyurl.com/njxkc6a

“Non sei musulmana”: 19enne picchiata da tre coetanee

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Anna Maria Addante

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Anna Maria Addante

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Hanno annunciato tagli. Hanno parlato di tagli. Hanno promesso tagli. E invece …. –> http://tinyurl.com/o7p66e8

Che ne pensate di questa decisione del governo Matteo Renzi?

Altro che tagli: il Governo italiano ha appena ordinato altri due caccia F35

La Difesa ha ordinato altri due cacciabombardieri F35, oltre ai sei già acquistati. A Washington accordo raggiunto (ma non ancora siglato) tra Pentagono e…

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Anna Maria Addante

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“Non l’ho mai detto per privacy, ma sono orgoglioso di essere gay. E’ uno dei doni più grandi di Dio” —> http://tinyurl.com/kgjwtjj

Il capo di Apple si confessa: “Sono gay, è un dono di Dio”

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Anna Maria Addante

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Anna Maria Addante

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Le stranezze dell’Ater di Frosinone, sempre peggio.

martedì 28 ottobre 2014

Le Ater hanno ormai i giorni contati in quanto la proposta dello scioglimento per farne un unica agenzia è alle porte, ma inspiegabilmente l’ATER di Frosinone non da nessun cenno di ravvedimento, se non quello di colpire il personale.

Infatti i dipendenti che se ben guidati avrebbero potuto sollevare un po’ questa Azienda senza incaricare ditte esterne a fare ciò che dovrebbe fare la stessa azienda vengono messi da parte e sotto utilizzati in gran parte.

Inoltre, non si comprende che tipo di accordo sia stato fatto per il recupero delle morosità , in quanto la ditta incaricata oltre al proprio compenso si trattiene i soldi per 90 giorni prima di versarli nelle casse dell’Ater,al quanto disastrate, certo che è alquanto sconcertante se si pensa che gli stipendi ormai sono mesi e mesi che si pagano con ritardi di 10-15 giorni, che i lavoratori non prendono più i buoni pasto ormai da circa nove mesi, per non parlare della produttività ormai bloccata da tempo.

Però stranamente si da la reperibilità a 15 dipendenti di cui 3 quadri e molti amministrativi e la reperibilità è pagata.

Possiamo comprendere la reperibilità ai tecnici, ma ai quadri e agli amministrativi sinceramente non riusciamo a comprenderla.

Inoltre è alquanto strano che l’Ater di Frosinone non sia stata ancora in grado di farsi restituire dai dirigenti la famosa quattordicesima che non dovevano prendere perché non gli spettava, ma a prendere anche se non ci aspetta si fa presto, ma a restituire è difficile specialmente se poi si è in malattia da svariato tempo.

Certo che l’ATER di Frosinone non brilla affatto di efficienza e legalità basta vedere la situazione degli alloggi e dei locali per rendersene conto.

Certo anche le altre ATER hanno i loro problemi, ma riescono a pagare i dipendenti, non danno la 14 ai dirigenti perché non gli spetta, pagano i buoni pasto e la produttività, ma la cosa che ci sorprende è anche il poco interesse di alcune sigle sindacali in merito a tali problemi.

A prosito di distacchi dal centralizzato, sempre i soliti abusi, ma x fortuna ci pensa la Cassazione

lunedì 27 ottobre 2014

Distacco del singolo condomino da impianto di riscaldamento centralizzato
Non è necessaria l’approvazione degli altri condomini
Il condomino può legittimamente rinunciare all’uso del riscaldamento centralizzato e distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto termico comune, senza necessità di autorizzazione o approvazione degli altri condomini e, fermo il suo obbligo di pagamento delle spese per la conservazione dell’impianto, è tenuto a partecipare a quelle di gestione, se e nei limiti in cui il suo distacco non si risolve in una diminuzione degli oneri del servizio di cui continuano a godere gli altri condomini. Ne consegue che la delibera assembleare che, pur in presenza di tali condizioni, respinga la richiesta di autorizzazione al distacco è nulla per violazione del diritto individuale del condomino sulla cosa comune.
Sulla materia entreranno in vigore (sei mesi dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale quindi non prima di fine maggio 2013) anche le modifiche al codice civile previste dalla Riforma del Condominio
E’ il principio ribadito dalla Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 5331/2012.

Allegato
(cassazione-civile-5331-2012.pdf)
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QUESTA SENTENZA CREDO CHE SCHIARIRA’ LE IDEE A TUTTI COLORO CHE OGGI IMPEDISCONO IL DISTACCO DAL CENTRALIZZATO

Secondo me stiamo un pò esagerando

domenica 26 ottobre 2014

Fiano Romano
Madri con bambini in difficoltà
Nel mirino di Acea non sono finiti solamente i morosi che non hanno mai pagato
Roberta Cosodi ha due figli: “Nel mio palazzo su cinque famiglie due hanno subito il distacco. Cì sono cinque bambini senza più l’acqua corrente, lo avevo chiesto la voltura ma non mi è stata mai concessa, né mi hanno mai inviato bollette, lo non intendo mollare**

Distacchi idrici a raffica Famiglie senza più l’acqua;
Acea porta via i contatori dalle case

A marzo di quest’anno il messaggio era arrivato chiaro: con l’articolo del nuovo piano casa del 28 marzo, non sarebbero state più concesse le residenze in immobili occupati abusivamente e, per spingere fuori alle case gli inquilini, sarebbe arrivato il distacco delle utenze.

A Fiano Romano l’Acea con la quale il Comune ha
sempre ingaggiato duri bracci di ferro per garantire un regolare flusso idrico ai suoi cittadini – non sembrava aspettare
altro.

a società ha staccato i contatori dell’acqua non solo a famiglie morose ma anche occupanti di abitazioni di proprietà pubblica, i quali hanno chiesto negli anni una voltura e la regolarizzazione della propria posizione per iniziare a pagare il do¬vuto.

A Fiano Romano sarebbe¬ro almeno una trentina le famiglie rimaste completamente senz’acqua, che si ritrovano a lavarsi con le damigiane riempite alla fontanella e con le bacinelle d’acqua presa in giro per il Paese

Tra queste tante hanno uno o più bambini minorenni a carico. Articolo 5 del nuovo piano casa oppure no.vivere così è diventato insostenibile

l “Se pensano che ce ne an¬dremo si sbagliano di grosso Questa casa per noi significa molto, rappresenta una sta¬bilità che per anni non ab¬biamo avuto e non intendia¬mo andarcene via de anni che viviamo qui con tanto di residenza”- A parlare è Roberta Cogodi che insieme ai due figli di 18 c 11 anni vive in mobile comunale di via ribaldi. L’ha occupato anni fa, dopo che la casa è rimasta vuota per mesi con uno sfratto esecutivo stava in mezzo a una strada.
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Anna Maria Addante Credo che si stia esagerando un po’ troppo,capisco chi occupa adesso,ma chi è dentro da anni mi sembra veramente ingiusto.
Ma l’ATER DI RIETI CHE FA?
Di fronte a una madre con due figli che è seguita dai servizi sociali che si è trovata disperata in mezzo ad una strada con due figli e con una casa vuota, di fronte a questi drammi credo che occorrerebbe usare il buon senso del buon padre di famiglia e non andare con l’accetta.

Mi meraviglio di Fiano Romano che è un Paese storicamente di sinistra, non dovrebbe far trovare i cittadini in queste situazioni, una madre con quella storia avrebbero dovuto dare loro immediatamente una casa e non che la dovesse occupare.
Comunque quando ci sono i bambini l’acqua che è un bene primario non si può togliere anche perché loro hanno occupato prima dell’entrata in vigore della legge e la legge non mi sembra sia retroattiva.

all’Ater di Roma 2 pesi e 2 misure, specialmente in 4 Zona.

sabato 25 ottobre 2014

PRO MEMORIA PER A. ADDANTE
OGGETTO: Alloggio ATER – Via di Centocelle n. 15 scala 17 int.3
1. L’alloggio è stato riconsegnato all’ATER 4^ Zona il 28 febbraio 2014 che ha provveduto ad installare i dispositivi di allarme antieffrazione sia alle finestre che al portoncino d’ingresso QUINDI L’ALLOGGIO SI E’ RESO DISPONIBILE PER NUOVA ASSEGNAZIONE DAL 1 MARZO 2014.

2. Trascorsi 3 mesi, ai primi di giugno 2014, l’alloggio è stato occupato abusivamente da sconosciuti che hanno divelto le inferriate di una finestra, manomesso e sostituito la serratura d’ingresso, hanno divelto il contatore dell’utenza elettrica attaccandosi direttamente alla linea, con l’ausilio di un idraulico hanno tolto il contatore acqua delle parti comuni e se lo sono installato sulla tubazione dell’alloggio.

3. Tutto questo è stato denunciato immediatamente all’ATER, All’ENEL, ALL’ACEA e visto alcun
risultato in merito, successivamente il tutto è stato ribadito NUOVAMENTE con un esposto SCRITTO ALL’ATER.

4. Alla data odierna, a distanza di ben 8 mesi da quel febbraio 2014, gli occupanti sono ancora lì e cosa ancor più grave risulta che l’Ater gli ha mandato la bolletta del canone in qualità di “occupanti senza titolo”, hanno l’utenza elettrica, l’utenza idrica e gas.

E SE LA RIDONO IN BARBA ALLA FAMIGERATA LEGGE LUPI CHE DOVREBBE TUTELARE CERTI ABUSI.

CI SI CHIEDE:
- L’ATER COSA HA FATTO E/O COSA STA’ FACENDO?
- PERCHE’ LE SOPRACITATE UTENZE NON SONO STATE STACCATE?
- DA QUANTO CI RISULTA GLI OCCUPANTI,NON SONO UNA FAMIGLIA COSTITUITA SONO 2 PERSONE SENZA FIGLI

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Sinceramente non riesco a comprendere il metodo di lavoro della 4 zona.
Un’occupazione recente si lascia impunita, nonostante sia stata più volte denunciata, mentre un’occupazione che risale a 5 anni fa, che non è una vera occupazione in quanto è la compagna del titolare che è rimasta nell’alloggio, si perseguita, perchè un parente è andato a denunciare la sig.ra per rabbia che si è presa la casa e lei non ci ha potuto far entrare il figlio e la zona da immediatamente spazio a queste meschine denunce, attivando addirittura il sequestro giudiziario tramite il magistrato, mentre per l’altra occupazione, avvenuta pochi mesi fa in regime di legge LUPI, non fa nulla e stranamente l’alloggio è stato occupato dopo che la 4 zona ha fatto mettere la porta allarmata e non è il primo alloggio che viene occupato subito dopo aver messo la porta allarmata in 4 zona.
La mia non vuole essere una malignità, ma solo una constatazione dei fatti, che se mi permettete sono un tantino strani.

Le Regioni sono diventate dei mostri di spesa dissennata

sabato 25 ottobre 2014

Italia Oggi
SILVIO BOCCALATTE (ISTITUTO BRUNO LEONI)
Le Regioni sono diventate dei mostri di spesa dissennata
Pistelli a pag. 8
Boccalatte: erano nate con poche e circoscritte competenze. Strada facendo si sono gonfiate
Le regioni sono diventate mostri
Spendono e spandono perché sanno che lo Stato pagherà

DI GOFFREDO PISTELLI
Il grido di dolore delle Regioni s’è levato alto, appena dalle slide di Palazzo Chigi s’è capito che anche a loro sarebbe toccata una cospicua fetta di taglio.

Impossibile, hanno risposto «come un sol uomo» i governatori, se non tagliando i servizi essenziali, dal trasporto locale alla sanità.

La vicenda ha, se non altro, il merito di obbligare tutti a guardare i meccanismi con cui i goverrti regionali spendono i soldi di tutti.

Meccanismi che dall’istituzione, nel 1970, ha visto questi enti mutare sostanzialmente di ruolo.

Silvio Boccalatte, di Ghiavari (Ge), classe 1979, avvocato, è uno studioso del Istituto Bruno Leoni, vivace think tank liberale, e se ne occupa da alcuni anni.

Domanda.Boccalatte, le regioni sono centri di spesa enormi.

Risposta. Scontano un problema strutturale, di attuazione.

Nell’impalcatura originaria, dovevano invece essere istituzioni snellissime. Enti con potestà legislativa, punto.
In pratica dei parlamenti locali.

Anche se quando talune regioni intesero chiamare «parlamento» la propria assemblea legislativa regionale, la Consulta bocciò la cosa ricordando che il concetto di «Parlamento” deve riferirsi solo a quello nazionale.

D. Snelle alle origini, e invece?

R. E invece le cose cominciano a cambiare sin dal 1977, con i grandi decreti di delega che affidano alle regioni molte competenze amministrative.

D. Non ancora con là sanità?

R. No, verrà dopo, dal 1978 e poi, soprattutto, negli anni ‘90. No, si cominciò con molte funzioni relative al controllo del territorio, ripartite poi, o spesso rimpallate, fra comuni, province e regioni appunto.

D. Che cosa ha significato?

R. In pratica, non potendo conferire ulteriori competenze legislative rispetto a quelle, molto limitate, previste nell’originario testo dell’articolo 117 della Costituzione, perché ciò avrebbe comportato una modifica costituzionale, si pensò di delegare competenze amministrative e di controllo.

D. Stiamo parlando della tutela del paesaggio, dell’urbanistica, dei vari piani del territorio?

R. Sì, quelle materie sono un buon esempio. Controllo sovraordinato della pianificazione territoriale.

D. Non èra così che doveva essere.

R. Esatto. Le Regioni avrebbero dovuto fare solo leggi, lasciandone l’applicazione a Province e Comuni
.Agire diversamente ha significato una comprensibile moltiplicazione degli uffici.

D. Ma perché operare così, surrettiziamente diciamo?

R. Perché allora la Costituzione era più totem di oggi: intoccabile. E il bypass del conferimento di funzioni mediante decreto delegato rimediava, in qualche modo.

D. Poi, arrivano altri poteri.

R. Certo, ci sarà negli anni ‘90 il decentramento delle leggi Bassanini, la sanità che citavo prima e poi finalmente, nel 2001, la modifica dell’articolo 117. Con questa riforma molte altre materie, definite a competenza legislativa concorrente o residuale sono state attribuite alla competenza delle regioni.

Peraltro, teoricaménte, nelle materie a competenza legislativa residuale la potestà legislativa delle regioni dovrebbe considerarsi particolarmente ampia.

D. Ma quindi si è registrato un significativo aumento delle competenze non solo amministrative, ma anche legislative regionali, a partire dagli anni Settanta e ancor più negli ultimi quindici anni?

,R. Sì, certo, ànche se la Consulta, a Cui si sono spesso rivolte le Regioni sulla legislazione concorrente, soprattutto fra il 2003 e il 2006, ha spesso manifestato un orientamento tendenzialmente favorevole alla limitazione della loro potestà legislativa.
D. Insomma regioni affamate di competenze, sin dalla loro nascita effettiva e anche dopo.

• R. Sì, il nodo sta essenzialmente qui.

Perché per fare norme servono soldi e amministrazione dei soldi. -

D. Spieghiamolo bene….

R. Le Regioni hanno acquisito una capacità di spesa enorme, e non parlo solo di sanità, ci sono quelle che, utilizzando in modo molto estensivo l’articolo 117, sono attive nella protezione sociale e in mille altre attività, anche di promozione turistica ed economica. La loro possibilità di manipolare le entrate è, per contro, ridottissima.

L’Irap, per esempio, pur ripartendo il gettito fra Stato e Regioni, assegna a quest’ultime margini limitatissimi di manovra sulle aliquote e il divieto di operare sulle basi imponibili.

Idem per l’Irpef.

D. Paradossale.
R. Sì, se si considera che, da un lato, come nella sanità, la regione può spendere nella sostanziale certezza che lo Stato centrale interverrà a tap-pare i buchi, dall’altro è di fatto irresponsabile sul livello delle entrate.

Anzi c’è un incentivo alla spesa.

D. In che senso?

R. Nel senso che il politico regionale mette la faccia sulla spesa, nel mostrare che fa, che rende prestazioni, tanto il buco che farà sarà affare di chi viene dopo di lui e comunque di Roma.

D. Un sistema mostruoso…

R. Infatti, dobbiamo rivedere il sistema tributario, dando anche alle regioni una libertà più ampia di plasmare tributi pròpri, in modo che all’autonomia di spesa corrisponda un’autonomia gestione dell’entrata.

D. Non sarebbe peggio?

R. No, perché avremmo una classe politica che, sapendo che lo Stato non ripiana più, dovrà giustificare le sue scelte.
E dunque, caro governatore, vuoi aprire un aeroporto in più dove non serve?

Questa struttura, totalmente inutile, aprirà una voragine nei tuoi conti?

Follia pura, ma dovrai trovarti le risorse: Roma non provvede più.

D. Le Regioni ora che sono costrette a tagliare dal governo di Matteo Renzi opporranno questi argomenti: abbiamo le entrate bloccate.

R. Più o meno.

Diranno: mi tagliate un miliardo quando posso recuperare solo 700 milioni dalle manovre sulle addizionali, ergo darò 300 milioiii di servizi in meno. Ma sarà falso.

D. Perché l’autonomia di spesa ce l’hanno.

R. Esatto. E dovranno spiegare ai cittadini perché aumenteranno l’addizionale Irpef o l’aliquota base Irap, anziché chiudere questa o quella partecipata inutile; anziché sponsorizzare festival e feste ovunque.

Anche perché prima o poi in quelle regioni si voterà.

D. Le partecipate regionali sono un mondo a sé, quasi inesplorabile.

R. Non lo dica a me. Qualche hanno fa, ho provato a studiare quelle liguri, ho analizzato quattro casse di materiali e mi sono trovato davanti a un giungla vera e propria.

In genere, poi, si usano società di diritto privato ma a capitale pubblico, che quindi sottostanno a regole meno cogenti sulla spesa, ma operano sempre nell’interesse dell’unico azionista, che è politico.

D. Una voce importante della spesa regionale è quella sanitaria, su cui si minaccia di tagliare.

R. Una situazione esemplare.

D. In che senso?

R. Teoricamente le Asl dovrebbero redigere bilanci secondo i principi civilistici, cioè con stato patrimoniale e conto economico.

D. E invece?

R. Invece indicano, fra le poste di bilancio, voci che, per una qualsiasi società per azioni, sarebbero inconcepibili. Per esempio, quando si erogano prestazioni, si registrano comunque dei ricavi figurativi: in altri termini, anche se non entra in cassa niente l’Asl annota il valore della prestazione secondo il valore della tariffa «drg» (dia- gnostic related group), cioè del «valore» di quella prestazione secondo il tariffario.

D. E il bilancio è sempre in pareggio. ‘

R. Sì, ma c’è un buco che posso non vedere mai.

E non riesco a capire l’efficienza di un sistema.

D. Ci sarebbe un’alternativa?

R. Certo. Rimuovere l’anomalia e cioè che la Regione sia, al tempo stesso, il nostro assicuratore contro le malattie e anche il nostro prestatore di cure. Meglio un sistema in cui la Regione, assicuratore, paga e la Asl valuta – sotto un profilo meramente tecnico-scientifico – quali soggetti, pubblici e privati, abbiano i requisiti per offrire quei servizi. E noi, gli assicurati, sce¬gliere dove andare.

D. Cosa cambierebbe?

R. Scopriremmo ospedali pubblici in grande attivo ma altri da chiudere all’istante perché insostenibili.
Occorre rompere il conflitto di interessi fra controllato e controllore.

Ma il sistema è bacato a livello legislativo.

D. In che senso?

R. Nel senso che le Regioni possono decidere loro se l’offerta di prestazioni sanitarie, in un determinato territorio, sia congrua o meno rispetto alla domanda: se reputano che lo sia, non convenzionano più altre strutture sanitarie
private, in questo modo bloccando e impedendo la concorrenza.

Ma ne va anche del diritto alla salute.

D. Comprensibilmente… *

R. Perché decidere della congruità, significa anche valutare che magari le liste d’attesa di mesi, in fondo, sono accettabili.
E se uno, per ragioni di salute, non potesse aspettare: dovrà rivolgersi ad privato, a pagamento, pur contribuendo già, con le tasse, al servizio sanitario nazionale.

Le Asl dovrebbero redigere bilanci secondo i principi civilistici, cioè con stato patrimoniale e conto economico. invece indicano, fra le poste di bilancio delle voci che per qualsiasi società per azioni sarebbero inconcepibili.

Se le Regioni avessero autonomia impositiva esse dorrebbero giustificarsi nei confronti dell’elettorato per essere state costrette ad aumentare l’addizionale Irpef o l’aliquota Irap solo per fare festival,feste o convegni.

Le società partecipate dalle Regioni sono un vera e propria giungla che protegge dissipazioni di ogni genere e servono a trovare una. poltrona a politici giubilati e a trovare un posto senza concorso ai loro galoppini

Anna Maria Addante E’ UNA VITA CHE LO DICO E BASSANINI HA DATO IL COLPO FINALE,CON LA SCUSA I DIRIGENTI SI SONO FATTI FARE STIPENDI MEGAGALATTICI E NON DICO ALTRO PERCHE’ E’ STATO DETTO TUTTO CHIARAMENTE, POSSO SOLO AGGIUNGERE CHE LE ATER SONO IL RISULTATO DI TALE SCEMPIO.

LEGGE ANTICORRUZIONE!?!?!?

giovedì 23 ottobre 2014

L’ATER di Roma ha affidato l’incarico per gestire tale normativa a un dirigente il quale sta facendo addirittura dei corsi per i dipendenti dell’ATER, la cosa mi incuriosisce molto, in quanto tale dirigente sa bene come stanno le cose all’interno dell’ATER di Roma ed inoltre so che era un assiduo lettore del BLOG, ma so anche che è stato uno di quelli insieme ad altri (sempre quelli citati dai nostri articoli) che si andavano a lamentare dal direttore dei nostri articoli.

Purtroppo la trasparenza non è molta in questa azienda e sinceramente con l’avvento del nuovo Commissario e Direttore auspicavamo un miglioramento, ma abbiamo solo potuto constatare il divieto di accesso al nostro BLOG da parte dei lavoratori dell’ATER di Roma, iniziativa molto sciocca, in quanto dai telefonini si può accedere a internet e i lavoratori possono accedere lo steso.

Ma questo mette in risalto una mentalità che si può solo interpretare in un modo :”NON VOGLIO ROTTURE DI C….”e possiamo anche comprendere tale reazione, conoscendo certi personaggi dell’ATER.

Ma in merito all’anticorruzione il responsabile di tale fardello che fa? Chiude gli occhi sul passato? Inizia da oggi?
Se così fosse non mi sembra un buon inizio.

Anche perché non riusciamo a comprendere il perché l’azienda abbia mantenuto in posti chiave dipendenti che in un’altra azienda sarebbero stati licenziati in tronco.

Incredibile, ma vero

mercoledì 22 ottobre 2014

Volevo segnalarti che nel lotto in cui abito insieme alla mia famiglia sta succedendo qualcosa che francamente mi lascia perplessa. Come sai si sono rotti i finestroni delle scale e da febbraio ancora non li hanno riposizionati però…da qualche giorno fervono i lavori nel cortile non per risistemare ciò che va risistemato, non per impedire alle auto che non hanno diritto di sostare nel cortile, non per gli orti di gente che si è appropriata di parte del cortile, ma per ..asfaltare parte del cortile e posizionarci giochi per bambini. Hai capito benissimo. Stanno posizionando altalene, giochi e quant’altro in un lotto dove sono quasi tutti ormai anziani. Va bene che Nazim Hikmet diceva di piantare ulivi non perché li vedano i tuoi figli ma i figli dei tuoi figli, ma onestamente con i vetri rotti nelle scale, i cancelli fatiscenti, la guardiola del portiere fatiscente i cornicioni dei balconi da rivedere, l’illuminazione nell’ascensore ridotta(dove alla richiesta di perchè se la struttura è per quattro vi sono posizionate solo due lampadine mi sono sentita rispondere che fino a che c’è luce va bene cosi- perchè se no le rubano- intanto sono più di tre anni che cmq la manutenzione la paghiamo lo stesso e le lampadine non vengono aggiunte) mi sembra uno spreco spreco immenso e una grande presa in giro. Ieri hanno già posizionato le altalene e i cavalli con le molle…
A me tutto questo sembra assurdo e un grande spreco, visto il periodo in cui viviamo. Le persone più giovani che sono nate li ormai sono quasi nonni..
Tu che ne pensi? un caro saluto e un abbraccio. Grazie
CHE CERTE COSE ACCADONO SOLO IN ITALIA,OVVEO CI SI ENTUSIASMA SENZA RIFLETTERE E SENZA PONDERARE POVERA ITALIA E SOPRATUTTO POVERA ATER.
PURTROPPO PER FARE LE COSE COME SI DEVE OCCORRONO LE COSIDETTE PALLE, INVECE HO L’IMPRESSIONE CHE SI GIOCHI E NON CI SI RENDA CONTO DI QUELLO CHE VERAMENTE SERVE.

FATE MOLTA ATTENZIONE!!!!!!!

mercoledì 22 ottobre 2014

Qui SOTTO HO RIPORTATO IL DPR 445 DEL 2000 IN MERITO A DICHIARAZIONI MENDACI,DOVETE STARE ATTENTI Perché L’ATER DI ROMA A CHI FA DICHIARAZIONI MENDACI C’E’ IL RISCHIO CHE LO FANNO DECADERE DALL’ALLOGGIO, MA DEVONO PROVARE CHE SONO DICHIARAZIONI MENDACI, MENTRE LORO NON LO FANNO MA VERIFICANO SOLO CHE CI SONO STATE OMISSIONI E PER LORO SONO DICHIARAZIONI MENDACI.

TUTTO CIò Perché QUA QUANDO ANDATE AI CAF VI FANNO FIRMARE PER CUI FATE ATTENZIONE, Perché NON TUTTI I CAF SANNO LAVORARE BENE E SE SBAGLIANO E VOI FIRMATE LA Responsabilità è VOSTRA.

LA COSA CHE MI INDIGNA MOLTO E’ IL COMPORTAMENTO DELL’ATER DI ROMA CHE CON I SUOI DIRIGENTI E FUNZIONARI CHE SI SONO APPROPRIATI ILLEGALMENTE DI ALLOGGI AUTOFINANZIATI O DI ALLOGGI DEL MINISTERO DEGLI ESTERI NON HANNO MAI FATTO NULLA, E OGGI QUESTI DIRIGENTI E FUNZIONARI O LORO PARENTI GODONO DI ALLOGGI DI PRESTIGIO NOTEVOLI, MENTRE AVREBBERO DOVUTO COME MINIMO LICENZIARLI E QUESTO SAREBBE AVVENUTO SE ERA UN’AZIENDA PRIVATA, MA ESSENDO UNA FINTA AZIENDA DOVE LA LEGALITA’ è DA RICERCARE CON IL LUMICINO, QUESTI MAGARI STESSI PERSONAGGI SI ACCANISCONO CON CATTIVERIA SUGLI ASSEGNATARI E LA COSA VERGOGNOSA E’ CHE INVECE DI APPLICARE CORRETTAMENTE IL D.P.R LORO COME AL SOLITO LO INTERPRETANO E INVECE DI APPLICARE L’ART.71 APPLICANO ILLEGGITTIMAMENTE L’ART.76 CONSIDERANDO IMMEDIATAMENTE LE OMISSIONI COME DICHIARAZIONI MENDACI, PUR SAPENDO BENE COME LAVORANO I CAF E IL GRADO DI ESPERIENZA E CULTURA DEGLI ASSEGNATARI CHE IL PIU’ DELLE VOLTE PERSONE,UMILI CON SCOLARIZZAZIONE BASSA E ANZIANI.

QUESTO E’ L’ATER DI ROMA, HA PERSO IL SUO ORINALE SCOPO E INDIRIZZO GRAZIE ALLA POLITICA NEFASTA FAATTA NEL CORSO DI QUESTI ANI IN PARTICOLARE MODO DALL’EX ASSESSORE BONADONNA CHE HA STRAVOLTO LA LEGGE 33/87 FACENDO LA LEGGE 12/99 IN PARTE ANCHE INCOSTITUZIONALE, INFATTI E’ STATA RITOCCATA PIU’ VOLTE E GRAZIE ANCHE AL GENIALE STORACE CHE PER ALLEGGERIRE I DEBITI DEL BILANCIO REGIONALE COSTITUI’ LE AZIENDE ATER FACENDONE SETTE (così aveva accontentato tutti)AZIENDE E PROVOCANDO I DANNI CHE SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI.
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D.P.R 445/2000
Art. 71 (R)
Modalita’ dei controlli

1. Le amministrazioni procedenti sono tenute ad effettuare idonei
controlli, anche a campione, e in tutti i casi in cui sorgono fondati
dubbi, sulla veridicita’ delle dichiarazioni sostitutive di cui agli
articoli 46 e 47. (R)

2. I controlli riguardanti dichiarazioni sostitutive di
certificazione sono effettuati dall’amministrazione procedente con le
modalita’ di cui all’articolo 43 consultando direttamente gli archivi
dell’amministrazione certificante ovvero richiedendo alla medesima,
anche attraverso strumenti informatici o telematici, conferma scritta
della corrispondenza di quanto dichiarato con le risultanze dei
registri da questa custoditi. (R)

3. Qualora le dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47 presentino
delle irregolarita’ o delle omissioni rilevabili d’ufficio, non
costituenti falsita’, il funzionario competente a ricevere la
documentazione da’ notizia all’interessato di tale irregolarita’.
Questi e’ tenuto alla regolarizzazione o al completamento della
dichiarazione; in mancanza il procedimento non ha seguito. (R)

4. Qualora il controllo riguardi dichiarazioni sostitutive
presentate ai privati che vi consentono di cui all’articolo 2,
l’amministrazione competente per il rilascio della relativa
certificazione, previa definizione di appositi accordi, e’ tenuta a
fornire, su richiesta del soggetto privato corredata dal consenso del
dichiarante, conferma scritta, anche attraverso l’uso di strumenti
informatici o telematici, della corrispondenza di quanto dichiarato
con le risultanze dei dati da essa custoditi. (R)

Art. 76 (L)
Norme penali
1. Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne
fa uso nei casi previsti dal presente testo unico e’ punito ai sensi
del codice penale e delle leggi speciali in materia.

2. L’esibizione di un atto contenente dati non piu’ rispondenti a
verita’ equivale ad uso di atto falso.

3. Le dichiarazioni sostitutive rese ai sensi degli articoli 46 e
47 e le dichiarazioni rese per conto delle persone indicate
nell’articolo 4, comma 2, sono considerate come fatte a pubblico
ufficiale.

4. Se i reati indicati nei commi 1, 2 e 3 sono commessi per
ottenere la nomina ad un pubblico ufficio o l’autorizzazione
all’esercizio di una professione o arte, il giudice, nei casi piu’
gravi, puo’ applicare l’interdizione temporanea dai pubblici uffici o
dalla professione e arte.