Archive for the ‘Associazione inquilini e proprietari’ Category

AVVISO URGENTE

sabato, agosto 29th, 2015

IL SIG.SPERATI ALDO E’ PREGATO DI METTERSI URGENTEMENTE IN CONTATTO CON LA SOTTOSCRITTA
CHIAMI AL 3394581140 E’ URGENTE

A dimostrazione di quanto affermo ormai da anni

mercoledì, agosto 26th, 2015

A dimostrazione di quanto affermo ormai da anni pubblico la corrispondenza effettuata tra la sottoscritta e gli uffici dell’Ater in merito ad una vendita abusiva di alloggio e occupazione della cantina ad uso abitativo del vendente così capirete tutti che cosa è l’Ater di Roma:
Gentili tutti,
in merito al caso segnalato dalla Sig.ra Addante, corre l’obbligo di relazionare, seppur sinteticamente, come di seguito:
l’alloggio matr……. sito in Roma,…………. risultava essere stato assegnato al sig. ………….., giusta disposizione prot. 3……. del …….1968 dell’allora Presidente.
Il contratto in capo al sig……….. unitamente al di lui nucleo familiare composto dalla moglie sig.ra ……………………………………, risulta essere stato stipulato in data ……….1968 e successivamente registrato con n. … in data……….1968.
A seguito di accertamenti anagrafici I figli risultano usciti nelle seguenti date:………………………………..
Per tanto alla morte del locatario avvenuta il …… risultava residente nell’alloggio la sola vedova ……., la quale risulta essere uscita in data ……….
A seguito di segnalazione anonima pervenuta in data 09.04.2010 questo Ufficio con nota prot ……… chiedeva al Corpo Polizia Municipale di accertare chi occupasse l’alloggio di che trattasi
In data ……… perveniva ulteriore segnalazione anonima nella quale si denunciava che il figlio del locatario sig……….arrecava disturbo ai condomini.
In data ……… perveniva presso la sede di questa Azienda un’ulteriore denuncia anonima alla quale è seguito l’ennesimo sollecito di sopralluogo richiesto con nota prot……… del … dall’ufficio Recupero Alloggi.
In data ………..perveniva a questa Zona il verbale dei Vigili attestante la constatazione di occupazione abusiva da parte del sig ………….
In data ………..prot……. le ex assegnatarie inviavano nota avente ad oggetto la riconsegna dell’alloggio in questione, nella quale veniva altresì ,chiaramente, evidenziata la presenza, nell’immobile, del ………., lo stesso più volte da loro sollecitato a rilasciare l’immobile. Nella missiva si evidenziava inoltre che il sig … era rientrato nelle disponibilità dell’immobile a seguito dell’intervento dei vigili del fuoco. Stante quanto dalle stesse dichiarato unitamente al rapporto redatto dai vigili intervenuti questo Ufficio avviato gli atti a tutela per ost, giusta diffida e trasmissione di querela .
In data …….le ex assegnatarie venivano ricevute da questo Ufficio e veniva spiegato loro che la eventuale riconsegna doveva necessariamente avvenire in loco dopo la stesura di verbale di ripresa in consegna dell’alloggio, il quale doveva risultare libero da persone e cose.
In data ………. questo Ufficio inviava diffida per morosità e contestuale atto di costituzione in mora alla sig.ra ……, vedova del locatario, per un importo pari a € …..agli interessi di mora per € …
In data ……… tornava al mittente per “compiuta giacenza” la diffida al rilascio dell’alloggio da parte dell’occupante.
In data …….. a seguito di segnalazione a cura della sig.ra Addante, le sig.re Pace e Di Fazio, seppur di sabato, quindi senza aver avuto modo di verificare il fascicolo di Zona, si recavano presso l’alloggio in questione, le stesse unitamente al personale della polizia municipale introducendosi all’interno constatavano la presenza di un operaio addetto alla ripulitura delle pareti, il quale contattava la persona che gli aveva commissionato i lavori. Alle ore 12 si sono presentati i sig.ri ………. ( compagna del Rosolino), e i figli di quest’ultima, per cui le operazioni volte ad una eventuale ripresa in consegna dell’alloggio si interrompevano.
In data ………questo Ufficio proponeva l’emissione del decreto di rilascio come da prot………., per il quale non è ancora pervenuta la notifica di consegna.

in data odierna la scrivente unitamente al Gruppo VIII si accordava per un intervento da effettuarsi, con l’ausilio di una pattuglia della polizia municipale, in data xxxxxxxxxxxx, che vi comunicherò solo per le vie brevi, al fine di evitare che qualcuno ci possa creare difficoltà nelle operazioni che si renderanno necessarie.
Rimango a disposizione e vi invio con l’occasione cordiali saluti

Michela
COSì MI RISPONDE LA DIRIGENTE:
In data ……….., è stato effettuato sopralluogo congiunto personale Ater amministrativo e tecnico e VIII° Gruppo della Polizia Municipale per verificare la reale situazione presente nello scantinato della scala B, al quale si accede tramite una porta chiusa a chiave, aperta grazie all’intervento di un condomino, il quale ha fornito alcune notizie utili, chiedendone però l’anonimato .
Entrando nel corridoio di accesso è stata notata una grande stanza – adibita a sala di riunioni condominiali – con la porta aperta, che l’anonimo condomino ha asserito essere stata occupata dal ………….. e successivamente fatta sgomberare dopo l’intervento degli abitanti del palazzo : il Funzionario P.M. ha invitato il condomino ad avvisare con urgenza l’Amministratore dello stabile al fine di riporre in sicurezza l’unita immobiliare, la cui proprietà (indicataci come condominiale) è comunque in fase di accertamento.
Procedendo nel sopralluogo è stato notato un attacco abusivo alla plafoniera della luce condominiale, effettuato tramite un cavo elettrico proveniente dalla cantina n. – pertinenziale all’appartamento occupato dal …..- con la porta chiusa da un chiavistello provvisto di lucchetto, ed avente la grata di aerazione completamente occultata. Relativamente alla cantina in questione il condòmino ha informato P.M. che circa una settimana prima era intervenuta in piena notte la Polizia di Stato, chiamata a seguito di forti rumori causati, molto probabilmente, da lavori di demolizione. Le due cantine adiacenti erano chiuse ed era pertanto impossibile vedere all’interno.
E’ stata verificata la bocca di lupo presente alla fine del corridoio compreso tra le cantine di cui sopra e il locale delle riunioni condominiali e non si sono evidenziate alterazioni o altre modifiche in atto in questa apertura.
Una volta risaliti, il funzionario della P.M. incrociando due donne di etnia rom che stavano uscendo dal portone di accesso allo stabile, le ha invitate a risalire nell’alloggio per comunicazioni (vista la richiesta di cambio abitazione per una dichiarata convivenza con il …..): contestualmente ha congedato il personale Ater presente, richiedendo chiarimenti sulle proprietà delle cantine oggetto di sopralluogo, i quali saranno oggetto di nuova informativa.
Ricambio i saluti
Stefania Graziosi

A TUTT’OGGI NULLA E’ CAMBIATO, L’OCCUPANTE E’ ANCORA LI E LA CANTINA E’ STATA TRASFORMATA IN ALLOGGIO.
QUESTO è IL MODO DI LAVORARE DELL’ATER DI ROMA E DEL COMUNE DI ROMA PER CUI LA COLPA NON E’ DI CHI OCCUPA,MA DI CHI LO CONSENTE IMPUNEMENTE OVVERO L’ATER DI ROMA

Oggi tutti parlano dei Casamonica, come se si scoprissero ora che cosa sono e che cosa hanno fatto.

mercoledì, agosto 26th, 2015

Oggi tutti parlano dei Casamonica, come se si scoprissero ora che cosa sono e che cosa hanno fatto.

Siamo proprio un Paese particolare ora su tutti i giornali appaiono notizie come se fossero novità di fatti accaduti noti e stranoti,come il fatto che hanno parecchie case e locali dell’ATER.

Ma non solo i Casamonica,ma anche altre famiglie a loro vicine.

Va detto che questi personaggi hanno parecchi immobili nella zona Spinaceto e Laurentino oltre a quelli di Ciampino, ma sono fatti noti e stranoti dove ci sono anche atti fatti da funzionari ATER per ripristinare la legalità, ma mai andati avanti.

A una famiglia normale morosa si fanno subito gli atti e lo sfratto se non paga, ma ai Casamonica e loro affiliati mai infatti stanno tutti la.

Ma soprattutto non pagano il canone, ma stranamente nessuno li caccia perché?

Fino a poco tempo fa all’Ater di Roma ci lavorava la moglie di Renatino de Pedis vi dice nulla questo nome?

Allo Iacp oggi ATER c’è stata sempre una gestione allegra degli alloggi e dei locali perché all’interno un certo dott.Mari e i suoi accoliti hanno gestito tali situazioni al meglio proteggendo tizio e perseguitando caio.

Queste cose sono state denunciate nel corso degli anni, ma mai nulla è accaduto, le case non le hanno solo occupate, gli sono state anche assegnate, solo che non pagano la stragrande maggioranza non paga.

Come i locali sappiamo tutti che la gestione dei locali IACP-ATER è sempre stata una gestione allegra e di comodo, ma la cosa strana è che nessuno è mai riuscito ad alzare il velo sullo IACP-ATER perché?

Perché le protezioni politiche e non solo quelle non hanno mai permesso che si facesse pulizia, inoltre da non dimenticare che la procura di Roma fino a poco tempo fa era chiamata il porto delle nebbie e solo da poco si stanno scoprendo gli altarini grazie a Pignatone.

Per cui la colpa non è dei Casamonica,ma di coloro che hanno permesso ai Casamonica e i loro affiliati di fare quello che volevano alla faccia dei cittadini onesti.

Il funerale ne è l’ennesima dimostrazione.

E tutti cascano dal pero!!!!!!!

mercoledì, agosto 26th, 2015

I Casamonica che pagano 7,75 euro per un appartamento «popolare»

Il caso di Angelina: oltre 32 mila euro di debiti in affitti arretrati. Sulla soglia la capofamiglia Celeste sorride: «Il funerale? Io non ci sono andata…»

di Ilaria Sacchettoni

Una delle case popolari nel quartiere romano di Spianceto dove abitano famiglie Casamonica Una delle case popolari nel quartiere romano di Spianceto dove abitano famiglie Casamonica

Un Casamonica di ultima generazione, pannolone e ciuccio in bocca, apre la porta e ci scruta. Subito ne arriva un altro, poco più spettinato e almeno altrettanto perplesso.
Roma Sud, quartiere Spinaceto. Quello di Caro Diario («Spinaceto? Credevo peggio..»). Nanni Moretti, si vede, non era venuto in via Salvatore Lorizzo, svuotati nei servizi e nel decoro. Pulsantiere degli ascensori sfondate, cassette della posta dalle lamiere piegate. Un’enclave pubblica (sono case dell’Agenzia territoriale del Lazio) dei Di Silvio, Sulejmanovic e Ciaglia, imparentati a «Re» Vittorio.

È qui che vivono Liliana e Marilena Di Silvio, assieme a nonna Celeste, ristretta ad un’autorevole invalidità sulla nuova sedia a rotelle: «Non c’entriamo co’ Vittorio – precisa subito lei -. Lui era un altro ramo della famiglia. Il funerale? Non sono andata». Icone di Padre Pio, barbuto e benevolo, spiccano alle pareti.
In origine questo appartamento era stato assegnato ad Angelina Casamonica, cugina di Vittorio, pare, ma la prova non c’è. Angelina, comunque, dichiarava reddito zero. Nel suo caso l’Ater aveva applicato il canone sociale. Sette euro e settantacinque centesimi al mese. Morta anni fa, la donna si è portata debiti e penalità relative nella tomba. Le sue eredi, Marilena e Liliana Di Silvio, devono all’Ater del Lazio 32. 272,07 euro d’affitto con tanto di penali arretrate.
Domandiamo, allora, se lo sanno e se, a loro volta, sono altrettanto «saltuarie» nei pagamenti: «Vivo qui da vent’anni… – dice la più giovane, Liliana, alta e formosa – Dipende. L’ultima volta mi sono arrivati 700 euro! Quelli non li ho pagati» Marilena tace. I debiti si accumulano una generazione sull’altra.
Non solo Porsche e villette dai fregi dorati: ci sono Casamonica negli alloggi pubblici regionali e nelle case popolari del Campidoglio. Paradosso: in una città che vanta circa ventimila occupazioni abusive, i Casamonica sono quasi sempre in regola. A loro l’appartamento è stato assegnato decenni fa e qui, nella periferia sud di Roma, c’erano già negli anni Ottanta.
Qui il canone d’affitto si calcola in base al reddito dichiarato, anche quando (spesso) le dichiarazioni sbagliano per difetto. Anche i canoni degli affiliati ai clan sembrano destinati a una rivalutazione. Ma sarà applicata? Si dirà che l’Ater fatica a riscuotere sempre, figurarsi con i clan. Per anni nessuno ha messo a confronto le dichiarazioni degli inquilini con altri indicatori, finché, un paio di anni fa, il sommerso affiorò in tutto il suo iperbolico oltraggio e si scoprì un inquilino Ater, a reddito sociale, proprietario di un cabinato a motore, ormeggiato a Fiumicino.
Ed ecco perché ora, dopo le esequie-scandalo, il Campidoglio che ha l’ultima parola sulle assegnazioni, ha reso noto che, da mesi, sono in corso verifiche sul reddito degli assegnatari.

Ma intanto: Antonio Casamonica, inquilino di un appartamento ad altra scala di via Lorizzo, dichiara 5.726 euro l’anno e dunque paga un canone sociale di 7,65 euro che versa «puntualmente» assicurano all’Ater. Giuseppe Casamonica, invece, ne dichiara 21 mila l’anno e perciò paga cento euro mensili di affitto. Giulia Spinelli, capofamiglia, mamma di Dante e Giovinella Casamonica, si è aggiudicata un appartamento in via Giova Battista Scozza, nei pressi di Centocelle. Anche qui canone minimo a fronte del reddito minimo dichiarato.

Le occupazioni abusive dei Casamonica sono davvero episodiche. Se il clan impiega la forza nelle attività di riscossione dei debiti, almeno non sfonda le serrature. All’Ater risultano solo un paio di abusivi del clan. In futuro, forse, sanando il dovuto, potranno mettersi in regola. Non è il caso di fare gli schizzinosi: le casse comunali piangono, perché rifiutare il dovuto da un presunto boss?
Tornando a Spinaceto, sui citofoni, c’è un pezzo di genealogia dei clan romani. Casamonica. Spinelli. Di Silvio. Uno Spada, apparentemente fuori dal suo raggio d’azione (il litorale: gli Spada sono i primi alleati dei Fasciani a Ostia).
I Di Silvio invece appartengono al ramo Casamonica più preso di mira dall’Antimafia. Molti di loro furono condannati per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio nel maxiprocesso del 2013 ma la sentenza fu smantellata un anno fa dalla Corte d’appello che ne prosciolse 11 e restituì i beni confiscati. Ora, nell’enclave dell’Ater, non hanno nulla da temere, fuorché i guasti agli ascensori che, di quando in quando, li lasciano a piedi.

25 agosto 2015 (modifica il 25 agosto 2015 | 22:17)

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AVVISO URGENTE

domenica, agosto 16th, 2015

IL SIG.SPERATI ALDO DEVE METTERSI IN CONTATTO URGENTEMENTE CON ME

GRANDE VITTORIA DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE

domenica, agosto 16th, 2015

DELIBERAZIONE N. 410 DEL 04/08/2015
GIUNTA REGIONALE PROPOSTA N.11698 DEL 23.7.2015
STRUTTURA
PROPONENTE Direzione Regionale: INFRASTRUTTURE, AMBIENTE E POLITICHE ABITATIVE Area: PIANI PROGR. E INTERV. DI EDILIZIA RESID. SOCIALE
Prot. n. del mmi di alienazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica e ¡4 febbraio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 115 del 20 i Edilizia Residenziale Pubblica”.
:IONEOI) (M. LASAGNA)
OGGETTO: Schema di deliberazione concernente:
Definizione dei criteri per l’assenso della Regione Lazio ai progra reinvestimento, predisposti ai sensi del Decreto Interministeriale 2 maggio 2015, recante: “Procedure di alienazione del patrimonio d:
(TRUFELLI GABRIELLA) (PISCIONERI ANTONIETTA) (A. PISC
L’ ESTENSORE IL RESP. PROCEDIMENTO IL DIRIGENTE RESPONSABILE IL DIRETTORE REGIONALE
ASSESSORATO
PROPONENTE INFRASTRUTTURE, POLITICHE ABITATIVE, AMBIENTE
(Refrigeri Fabio) L’ASSESSORE
DI CONCERTO
ALL’ESAME PREVENTIVO COMM.NE CONS.RE []
COMMISSIONE CONSILIARE:
Data dell’ esame:
con osservazioni senza osservazioni VISTO PER COPERTURA FINANZIARIA: []
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE PROGRAMMAZIONE ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E PATRIMONIO
SEGRETERIA DELLA GIUNTA Data di ricezione: 29/07/2015 prot. 441 ISTRUTTORIA:

IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO IL DIRIGENTE COMPETENTE

IL SEGRETARIO DELLA GIUNTA IL PRESIDENTE

OGGETTO: Definizione dei criteri per l’assenso della Regione Lazio ai programmi di alienazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica e reinvestimento, predisposti ai sensi del Decreto Interministeriale 24 febbraio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 115 del 20 maggio 2015, recante: “Procedure di alienazione del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica’’.
LA GIUNTA REGIONALE
SU PROPOSTA dell’Assessore Infrastrutture, Politiche Abitative e Ambiente;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio approvato con Legge statutaria 11 novembre 2004, n. 1 ;
VISTA la L.r. 18 febbraio 2002, n. 6 “Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale’’ e successive modifiche;
VISTO l’art. 65 del Regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 “Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale’ e successive modifiche;
VISTO il Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, recante: “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni’;
VISTA la Legge 24 dicembre 1993, n. 560 “Norme in materia di alienazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica” e successive modifiche;
VISTA la L.r. 6 agosto 1999, n. 12 “Disciplina delle funzioni amministrative regionali e locali in materia di Edilizia Residenziale Pubblica” e successive modifiche;
VISTA la L.r. 3 settembre 2002, n. 30 recante “Ordinamento degli enti regionali operanti in materia di Edilizia Residenziale Pubblica”;
VISTO il Titolo III, Capo III, della L.r. 28 dicembre 2006, n. 27 “Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2007″ così come modificata dalla L.r. 19 luglio 2007, n. 11 “Misure urgenti per ¡’Edilizia Residenziale Pubblica’’ ;
VISTO il Decreto-Legge 28 marzo 2014, n. 47, convertito, con modificazioni dalla Legge 23 maggio 2014, n. 80, recante: “Misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per l’Expo 2015”, ed in particolare l’articolo 3, comma 1, lettera a), che dispone: “(omissis) il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministro dell’Economia e delle Finanze ed il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, previa intesa della Conferenza Unificata, di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, approvano con decreto le procedure di alienazione degli immobili di proprietà dei Comuni, degli Enti pubblici anche territoriali, nonché degli Istituti Autonomi per le Case Popolari comunque denominati, anche in deroga alle disposizioni procedurali previste dalla Legge 24 dicembre 1993, n. 560 (omissis)” ;
VISTO il Decreto Interministeriale 24 febbraio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 115 del 20 maggio 2015, recante: “Procedure di alienazione del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica”;
RILEVATO che, in base al succitato Decreto Interministeriale, gli Enti proprietari, per esigenze connesse ad una più razionale ed economica gestione del patrimonio, predispongono, entro quattro mesi dalla data di pubblicazione dello stesso specifici programmi di alienazione del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica;
RILEVATO che i programmi di alienazione e di reinvestimento sono approvati dal competente organo dell’Ente proprietario, previo formale assenso della Regione da esprimersi entro il termine di quarantacinque giorni dalla data di ricezione, decorso inutilmente il quale, l’assenso si intende reso;
RILEVATO altresì che sono comunque fatti salvi i programmi di alienazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica avviati, alla data di pubblicazione del succitato Decreto Interministeriale sulla Gazzetta Ufficiale, in virtù dei già deliberati provvedimenti di approvazione della Giunta regionale del Lazio;
RITENUTO necessario, al fine di assicurare una corretta ed uniforme applicazione sul territorio regionale delle disposizioni contenute nel succitato Decreto Interministeriale, individuare i criteri e le disposizioni cui gli Enti proprietari dovranno attenersi nella formulazione e trasmissione dei programmi di alienazione e di reinvestimento ai fini dell’ottenimento del preventivo assenso regionale;
DELIBERA
Per le motivazioni espresse in premessa che qui si intendono integralmente riportate:
1. di approvare i criteri regionali contenuti nell’Allegato “A”, che forma parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, per l’attuazione dei programmi di alienazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica e reinvestimento ai sensi del Decreto Interministeriale 24 febbraio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 115 del 20 maggio 2015 recante: “Procedure di alienazione del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica”;
2. di confermare che sono comunque fatti salvi i programmi di alienazione degli alloggi avviati alla data di pubblicazione del succitato Decreto Interministeriale sulla Gazzetta Ufficiale, in virtù dei già deliberati provvedimenti di approvazione della Giunta regionale del Lazio;
Gli Enti proprietari di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica devono uniformarsi alle disposizioni del presente provvedimento.
La presente deliberazione sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e ne sarà data diffusione sul sito www.regione.lazio.it .
Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il su esteso schema di deliberazione che risulta approvato all ’unanimità.

ALLEGATO “A”
CRITERI DELLA REGIONE LAZIO PER L’ATTUAZIONE DELLE PROCEDURE DI ALIENAZIONE DEL PATRIMONIO DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA E REINVESTIMENTO, AI SENSI DEL DECRETO INTERMINISTERIALE 24 FEBBRAIO 2015, PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE N. 115 DEL 20 MAGGIO 2015, RECANTE: “PROCEDURE DI ALIENAZIONE DEL PATRIMONIO DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA’.
1. FINALITA’.
Il Decreto Interministeriale 24 febbraio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 115 del 20 maggio 2015, prevede che gli Enti proprietari di immobili di Edilizia Residenziale Pubblica, in coerenza con i programmi regionali finalizzati a soddisfare il fabbisogno abitativo, predispongano, entro quattro mesi dalla data di pubblicazione dello stesso sulla Gazzetta Ufficiale, specifici programmi di alienazione al fine di una più razionale ed economica gestione del patrimonio.
Prevede, inoltre, che siano fatti salvi i programmi di alienazione degli alloggi avviati, alla data di pubblicazione dello stesso sulla Gazzetta Ufficiale, in virtù di provvedimenti regionali.
Al fine quindi di assicurare una corretta ed uniforme applicazione sul territorio regionale delle disposizioni contenute nel citato Decreto Interministeriale, il presente documento detta i criteri e le disposizioni cui gli Enti proprietari dovranno attenersi per le modalità di formulazione e trasmissione dei programmi di alienazione e di reinvestimento alla Regione Lazio.
2. ALLOGGI ALIENABILI.
La Regione Lazio individua le classi di immobili di edilizia sovvenzionata da ricomprendere nei programmi di alienazione ai sensi del D.I. 24 febbraio 2015 come sotto indicate:
1. alloggi situati nei condomini misti, anche di fatto, nei quali la proprietà pubblica è inferiore al 50% (art. 1, comma 2, D.I. 24 febbraio 2015);
2. alloggi i cui oneri di manutenzione e/o ristrutturazione siano dichiarati insostenibili dall’Ente proprietario sulla base di una stima documentata dei relativi costi (art. 1, comma 3, D.I. 24 febbraio 2015).
Qualora l’alienazione degli immobili classificabili nell’ambito della revisione catastale in atto come A/1, A/7, A/8, A/9, A/10, nonché quella dei locali destinati ad uso diverso da quello abitativo quali commerciali, artigianali, ecc., sia funzionale alle finalità complessive del programma, possono anche queste essere incluse nei programmi, nel rispetto di quanto stabilito dall’art. 1, comma 2, D.I. 24 febbraio 2015, con esclusione per quegli immobili che abbiano ricevuto finanziamenti regionali destinati alla manutenzione straordinaria e/o recupero nei 9 anni precedenti la data di pubblicazione del citato Decreto.
Nei programmi sono anche ricompresi gli alloggi in condomini misti provenienti da Piani di Vendita approvati antecedentemente alla data del 20 maggio 2015 e rimasti invenduti, ricomprendendo tra questi anche gli alloggi per i quali non vi sia stato riscontro alla precedente richiesta di manifestazione di interesse all’acquisto. 
MODALITÀ’ DI CALCOLO DEL VALORE DI ALIENAZIONE.
Gli alloggi rientranti nei programmi di alienazione, sono previamente offerti in vendita agli assegnatari in regola con il pagamento dei canoni e delle spese ed in possesso dei requisiti come meglio specificati nel successivo paragrafo, al valore di alienazione ottenuto applicando alle rendite catastali, determinate secondo le normative vigenti al momento di definizione dell’offerta, un moltiplicatore pari a 100. Al prezzo così determinato si applica la riduzione dell’1% per ogni anno di anzianità di costruzione dell’immobile, fino ad un limite massimo del 20% (art. 2, comma 1, D.I. 24 febbraio 2015).
Gli alloggi classificabili nell’ambito della revisione catastale in atto come A/1, A/7, A/8, A/9, A/10, nonché i locali destinati ad uso diverso da quello abitativo quali usi commerciali, artigianali, ecc., sono previamente offerti agli assegnatari/locatari in regola con il pagamento dei canoni e delle spese, al valore determinato dal soggetto gestore mediante perizia tecnica estimativa, assumendo a base della stessa il valore normale di cui all’art. 1, comma 307, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296, tenuto conto dei valori rilevati, per la medesima fascia e zona, dall’Agenzia delle Entrate – Osservatorio del Mercato Immobiliare.
Per gli alloggi offerti ai soggetti di cui all’art. 48, comma 4, lett. c) e all’art. 53 della legge regionale 28 dicembre 2006, n. 27, come indicati nel successivo paragrafo, al prezzo di vendita determinato secondo quanto disposto dall’art. 2, comma 1 del Decreto interministeriale 24 febbraio 2015, va aggiunto l’importo eventualmente ancora dovuto dagli occupanti ai fini della regolarizzazione della loro posizione.
Sono comunque a carico degli acquirenti le spese inerenti e conseguenti le procedure di alienazione e gli oneri relativi alla stipulazione del trasferimento della proprietà.
4. MODALITÀ’ DI ALIENAZIONE.
Gli alloggi rientranti nei programmi di alienazione sono offerti in vendita previamente ai soggetti in possesso dei seguenti requisiti previsti dall’art. 48, comma 4, della Legge regionale 28 dicembre 2006, n. 27, e ss.mm.ii.: “Hanno titolo all’acquisto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, purché in regola con il pagamento del canone, degli oneri e delle indennità prima della stipula dell ’atto di compravendita:
a) gli assegnatari, o su richiesta dell’assegnatario, i componenti il nucleo familiare conviventi con l’assegnatario;
b) i figli non conviventi dell’assegnatario, su richiesta dell’assegnatario, purché in possesso dei requisiti per la permanenza nell’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica;
c) coloro che hanno richiesto la regolarizzazione della propria posizione ai sensi delle leggi regionali 26 giugno 1987, n. 33 (Disciplinaper l’assegnazione e la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica) e successive modifiche, 15 marzo 1990, n. 30 (Modifica della legge regionale 26 giugno 1987, n. 33), 4 aprile 2000, n. 18 (Regolarizzazione delle occupazioni di alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati all’assistenza abitativa effettuate senza titolo o sulla base di apposito provvedimento comunale di utilizzazione di alloggi per assistenza alloggiativi in via provvisoria e/o temporanea) e dell’articolo 98 della legge regionale 6 febbraio 2003, n. 2 relativo alla riapertura del termine per la presentazione delle domande di assegnazione in regolarizzazione dell’alloggio di cui alla l.r. 18/2000 , a condizione che, per i procedimenti ancora in corso, sussistano tutti i presupposti ed i requisiti previsti dalle citate leggi per la conclusione positiva degli stessi. 
c bis) coloro che hanno richiesto, alla data di entrata in vigore della presente legge, il subentro nella assegnazione ai sensi dell’articolo 12 della l.r. 12/1999 e successive modifiche, a condizione che sussistano tutti i presupposti ed i requisiti previsti dalla medesima l.r. 12/1999 per l’accoglimento dell’istanza di subentro”;
Ai sensi dell’art. 48, comma 4bis, della citata L.r. 27/2006 “In caso di acquisto da parte dei componenti il nucleo familiare o dei figli non conviventi, ai sensi del comma 4, lettere a) e b), è fatto salvo il diritto di abitazione a favore dell ’assegnatario e degli altri familiari conviventi. “
Hanno inoltre diritto all’acquisto dell’alloggio coloro che hanno richiesto la regolarizzazione della propria posizione ai sensi dell’art. 53 della Legge regionale 28 dicembre 2006, n. 27, e ss.mm.ii “Regolarizzazione delle occupazioni senza titolo da parte di soggetti aventi diritto. Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1999, n. 12 “Disciplina delle funzioni amministrative regionali e locali in materia di edilizia residenziale pubblica” e successive modifiche e alla legge regionale 4 aprile 2000, n. 18 concernente la regolarizzazione di occupazioni di alloggi effettuate senza titolo”.
Gli Enti proprietari, con atto notificato a mezzo di Ufficiale giudiziario, comunicano ai soggetti aventi diritto il prezzo della vendita e le altre condizioni alle quali la compravendita deve essere conclusa.
Gli aventi diritto, entro il termine di 60 giorni dalla comunicazione, manifestano, a mezzo raccomandata A.R., la volontà di procedere all’acquisto alle condizioni comunicate.
I soggetti che acquistano l’alloggio usufruendo dell’abbattimento del prezzo possono alienarlo qualora siano trascorsi almeno cinque anni dalla data di registrazione del contratto di acquisto, fatto salvo il diritto di prelazione previsto dall’art. 48, comma 10bis, della citata L.r. n.27/2006.
Nei casi di mancato acquisto da parte dell’assegnatario e conseguente applicazione delle procedure di mobilità, di cui al successivo paragrafo, gli alloggi resisi disponibili sono posti in vendita mediante bandi ad asta pubblica, resi noti, in ordine cronologico di svolgimento con i necessari dettagli e per Comune, pubblicati in apposita sezione del sito dell’Ente proprietario e tempestivamente comunicati alla Regione per il medesimo fine.
Gli esiti delle aste con i relativi importi di aggiudicazione sono pubblicati entro i successivi 30 giorni ai sensi del Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 a cura degli Enti proprietari.
Qualunque sia la modalità di alienazione, le somme dovute a titolo di prezzo di vendita dovranno essere interamente versate agli Enti proprietari contestualmente alla stipulazione del rogito di trasferimento della proprietà.
5. TUTELA DEGLI INQUILINI ASSEGNATARI NON ACQUIRENTI.
Nel caso in cui l’assegnatario non intenda acquistare l’alloggio posto in vendita, l’Ente proprietario dovrà verificare la disponibilità nel proprio patrimonio di un alloggio ubicato nello stesso Comune, idoneo a soddisfare le esigenze abitative dell’attuale nucleo familiare dell’assegnatario.
A tal fine gli Enti proprietari riservano un congruo numero di alloggi disponibili alla data di attivazione del programma di alienazione da destinare alla procedura di mobilità.
Gli oneri relativi al trasferimento, debitamente documentati, sono comunque a carico dell’Ente proprietario che, per il pagamento integrale di tali spese, potrà attingere allo speciale conto corrente, definito nel successivo paragrafo, ove confluiscono i proventi delle alienazioni.
Ogni eventuale e necessario processo di mobilità deve essere tempestivamente comunicato alla Regione Lazio per la verifica dell’idoneità al soddisfacimento delle esigenze abitative del nucleo familiare dell’assegnatario.
Nel caso in cui nell’ambito del nucleo familiare esistano situazioni di estremo disagio riferibili all’età anagrafica dell’assegnatario superiore a 70 anni, ovvero che sia o abbia nel proprio nucleo familiare malati terminali o portatori di handicap, potrà essere comunque venduta la nuda proprietà dell’alloggio mediante bandi di vendita ad asta pubblica con le modalità descritte al paragrafo precedente, garantendo comunque all’assegnatario ed al proprio nucleo familiare, pena la nullità dell’atto di compravendita, il diritto di abitazione nel medesimo alloggio già assegnatogli.
6. REINVESTIMENTO DEI PROVENTI.
I proventi derivanti dalle alienazioni restano nella disponibilità degli Enti proprietari e devono essere versati in uno speciale conto corrente denominato “Programma di alienazione ai sensi D.I. 24 febbraio 2015”.
Le risorse di cui sopra sono destinate esclusivamente all’attuazione di un programma straordinario di recupero e razionalizzazione del patrimonio esistente, all’acquisto e, solo in mancanza di adeguata offerta di mercato, alla realizzazione di nuovi alloggi (art. 1, comma 4, D.I. 24 febbraio 2015).
Dal predetto programma sono esclusi gli immobili su cui sono stati realizzati interventi di manutenzione straordinaria e/o ristrutturazione sulla base di finanziamenti regionali erogati nei nove anni precedenti la data di pubblicazione del citato D.I. 24 febbraio 2015.
7. MODALITÀ’ DI PRESENTAZIONE DEI PROGRAMMI DI ALIENAZIONE E REINVESTIMENTO.
I programmi di alienazione e di reinvestimento relativi alle classi di immobili individuate al paragrafo 2. dovranno essere redatti secondo il “modulo n. 1” e il “modulo n. 2” graficamente rappresentati ai paragrafi n. 10 e n. 11 del presente documento.
Nel modulo n. 1 verranno singolarmente individuati i fabbricati e, per ciascuno di essi, indicati il numero totale degli alloggi che lo costituiscono, e le informazioni relative sia ai dati catastali che all’anagrafica dell’utenza.
Nel modulo n. 2 verranno indicati gli importi relativi agli introiti previsti ed il reimpiego degli stessi nelle singole categorie di interventi ivi indicate, ai fini della razionalizzazione del patrimonio esistente ed eventuale incremento dello stesso tramite acquisto e/o nuova realizzazione.
8. TERMINE DI PRESENTAZIONE DEI PROGRAMMI DI ALIENAZIONE.
I programmi di alienazione formulati ai sensi del D.I. 24 febbraio 2015, secondo i criteri sopra indicati, corredati dal programma di reinvestimento e dalla descrizione di eventuali necessarie mobilità degli assegnatari, dovranno essere predisposti e trasmessi alla Regione Lazio a mezzo PEC, all’indirizzo: ediliziaresidenziale@regione.lazio.legalmail.it, entro il 20 settembre 2015 (art.
1, comma 1, D.I. 24 febbraio 2015).
La Regione Lazio entro il termine di 45 giorni dal ricevimento dei programmi, previa istruttoria, si esprime formalmente sugli stessi mediante Determinazione del Direttore della Struttura competente per materia, la quale verrà trasmessa agli Enti proprietari a mezzo PEC. Decorso inutilmente tale termine, l’assenso si intenderà automaticamente reso.
L’Ente proprietario, entro 45 giorni dal ricevimento del provvedimento che esprime l’assenso della Regione, provvederà all’approvazione del programma e alla trasmissione dello stesso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed alla Direzione regionale competente per materia.
9. MONITORAGGIO DELL’ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI.
Gli Enti proprietari sono tenuti a trasmettere alla Regione Lazio, entro il 30 maggio di ciascun anno, debitamente compilato, il modulo “Allegato A” del D.I. 24 febbraio 2015, contenente le informazioni sullo stato di attuazione dei programmi di alienazione del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica, sui proventi derivanti dalle vendite e sul loro reimpiego e altresì sulle eventuali criticità riscontrate.
10. MODULO N. 1 “PROGRAMMA DI ALIENAZIONE IMMOBILI E.R.P.”
ATER / COMUNE di: I EDIFICIO PRESENTE NEL PIANO DI VENDITA – D.I. del 24/2/2015 Mod. 1
“””””””””””””””””””””””””””””””””””””””
Per ogni ulteriore dettaglio non ricompreso nel presente documento si rimanda al Decreto Interministeriale 24 febbraio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 115 del 20 maggio 2015, recante: “Procedure di alienazione del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica’”.

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GRANDE VITTORIA DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE, CHE E’ RIUSCITA AD OTTENERE LA VENDITA DEGLI IMMOBILI IM MODO CORRETTO E GIUSTO.
DOBBIAMO RINGRAZIARE DI CIO’ IL VICE MINISTRO NENCINI CHE CI HA ASCOLTATO E HA FATTO PROPRIE LE NOSTRE OSSERVAZIONI AL DECRETO E ALL’ASSESSORE REGIONALE REFRIGERI CHE HA ASCOLTATO E PRESO IN CONSIDERAZIONE ANCHE LUI LE NOSTRE OSSERVAZIONI

ORA IL PUNTO DOLENTE SONO LE ATER, CHE DEBBONO FARE ENTRO SETTEMBRE I PIANI DI VENITA,MA QUELLA CHE CI PR4EOCCUPA DI PIU’ E’ QUELLA DI ROMA, CONOSCENDO LA LORO INEFFICIENZA E OSTACISMO ALLE VENDITE.

SPERIAMO BENE AL PIU’ ASPETTEREMO CHE I PIANI LI FACIA LA NUOVA ATER UNIFICATA.

CHIEDO A TUTTI GLI INTERESSATI DI ESSERE VIGILI E PRONTI SE OCCORRE A FARSI SENTIRE SE QUALCUNO CERCA DI METTERE I BASTONI TRA LE RUOTE.

BUON FERRAGOSTO A TUTTI VOI!

sabato, agosto 15th, 2015

Un felice ferragosto a tutti voi,per un giorno dimentichiamo gli affanni e godiamoci questa giornata che domani piove
Buon ferragosto
Annamaria

ringraziamo Roma Today che ci ha fatto l’articolo

giovedì, agosto 13th, 2015

Tiburtino Today A cura di Redazione
Anna Grazia Concilio · 13 agosto 2015

Tiburtino III, la grande lentezza di Ater: otto mesi per ottenere la residenza

Anna Maria Addante, presidente dell’associazione Proprietari e Inquilini Ater: “L’Ater non solo fa norme che non gli competono ma non rispetta neppure queste. E’ una vergogna”

Un altro caso di anomalia va ad aggiungersi all’elenco di denunce sulla condotta dell’Ater. Una storia questa che lascia pensare al danno oltre la beffa. A lanciare il grido d’allarme è ancora una volta, Anna Maria Addante, presidente dell’Associazione Proprietari e Inquilini Ater che denuncia: “L’Ater non solo fa norme che non gli competono ma non rispetta neppure queste”.

LA STORIA – Succede al Tiburtino III, nel Municipio IV. Il marito torna a casa dopo una breve separazione dalla moglie e nonostante questa avesse fatto comunicazione agli uffici dell’Ater a febbraio di quest’anno, la residenza non gli viene rilasciata, o almeno, fino a questa mattina. L’uomo, inoltre, ammalato, senza residenza non può acquistare farmaci con prescizioni mediche.

“Dopo il danno anche la beffa” spiega la Addante che, in passato ha alzato il polverone in merito all’assegnazione degli alloggi, scoprendo sette abusivi, ovvero, inquilini che avevano avuto l’alloggio ma non ne avevano diritto. In riferimento a quanto avvenuto nel Municipio IV, la Addante spiega: “La signora ha inoltrato comunicazione del rientro a casa del marito all’Ater il 25 febbraio di quest’anno, nonostante il testo di legge 12/99 non lo preveda, inoltre – continua – In otto mese non c’è stato nessun riscontro da parte dell’Ater”. Poi continua: “Tuttavia, nel frattempo, il Municipio IV, ha rilasciato una residenza provvisoria al coniuge che però ha dovuto ritirare perchè non ha avuto nessuna conderma dall’Ater” – spiega ancora il presidente dell’associazione. Ora, tenendo conto del testo di legge12/99, la Addante spiega: “Non solo la signora non era tenuta a inviare comunicazione ma l’Ater non ha seguito nemmeno una norma che ha scritto”.
Anna Grazia Concilio · 13 agosto 2015

In seguito all’intervento di Anna Maria Addante, l’uomo questa mattina è stato contattato dagli uffici dell’Ater che si occupano della zona III per ritirare la residenza, dopo otto mesi dalla comunicazione. “Anche questo è un fatto indecente – spiega il presidente dell’associaizone Proprietari e Inquilini Ater – viviamo nel diciottesimo secolo e ancora all’Ater non sono in grado di inviare una mail ma pretendono che, con il caldo di questi giorni, una persona ammalata, vada nei loro uffici a ritirare un documento che avrebbero dovuto fornire mesi fa”.

Anna Maria Addante

http://tiburtino.romatoday.it/colli-aniene/ater-municipio-IV.html

NON HO PAROLE!!!!!

giovedì, agosto 13th, 2015

NON HO PAROLE ,vi ricordate la storia del signore che ritornava a casa dalla moglie e non gli davano la residenza per colpa dell’Ater di Roma?

Oggi l’impiegata della 3 zona chiama l’interessato per farlo andare alla zona per ritirare l’autorizzazione che la legge non prevede.

Ma l’Ater di Roma si è fermato al 18^ secolo?
Lo sa l’Ater di Roma che esistono i compiuter?
L’Ater di roma non poteva inviare una Pec visto che finalmente ce l’hanno al municipio evitando al signore malato giri inutili, o non sanno che cosa è la PEC?

Speriamo che questa benedetta riforma avvenga al più presto perché non se ne po’ più di simili cialtronerie e illegalità.

La mala gestione dell’ATER di Roma

giovedì, agosto 13th, 2015

La mala gestione dell’Ater di Roma
Si la malagestione perché le altre Ater LATINA, VITERBO,RIETI e FROSINONE non gestiscono interpretando le leggi regionali, ma applicandole, solo l’Ater di Roma e anche per alcuni aspetti l’Ater della Provincia di Roma.
Purtroppo è così l’Ater di Roma non gestisce gli immobili in base alle leggi regionali, ma secondo l’umore dei vari funzionari e della loro logica perversa che vedono l’assegnatario come un usurpatore da combattere.
Non solo, ma che hanno una ferocia contro la famiglia inaudita, per loro un figlio non dovrebbe mai più rientrare nell’alloggio una volta uscito, nonostante la legge dica esattamente il contrario.
E se uno supera il reddito loro invece di fare solo il canone aggiuntivo come dice la legge ,gli fanno subito la decadenza, inventandosi un contratto privatistico invece di applicare un canone aggiuntivo come stabilito dalla regione lazio.
Tutto ciò però per onestà va detto che è iniziato molto tempo prima con la gestione Graziosi che ha iniziato a non applicare la legge, ma interpretarla per perseguitare l’assegnatario come fosse un privilegiato, questa è stata la linea politica portata vanti soprattutto da quei dipendenti che si erano impossessati di alloggi che non gli spettavano per uso personale o famigliare.
Come Associazione avevamo sperato molto nella gestione Rosi-Modigliani, ma è stata una vana illusione e una presa in giro specialmente da parte del direttore che predica bene e razzola male.

Abbiamo constatato un cinismo spaventoso e una incompetenza gestionale pazzesca da parte del direttore che si è totalmente estraniato dalla gestione affidandola tra l’altro a un quandro che non ne aveva il titolo e neanche le competenze, essendosi occupata da sempre di appalti.
Questa scelta scellerata fatta dal direttore è stata veramente inconcepibile in quanto non solo non aveva il titolo,ma neanche le competenze a fronte invece di quadri che per lo meno avevano le competenze per farlo.
Un dubbio ci assale perché il direttore ha fatto tale scelta?
Eppure non sarebbe difficile gestire gli alloggi, basta conoscere bene la legge applicarla e non interpretarla e dare le giuste direttive agli operatori, facendo anche i debiti controlli.

Invece verifichiamo ancora una volta la volontà persecutoria e terroristica che viene effettuata nei confronti degli assegnatari, oggi ancor più di ieri.
Invece di far fare progetti inutili e dannosi di produttività, perché non fanno progetti per recuperare tutto l’arretrato che hanno di sanatorie, volture e ampliamenti?
Perché preferiscono fare progetti per cercare di togliere la casa e non di darla violando le leggi attuali, questa è l’Ater di Roma.

Mi chiedo, ma la Regione Lazio alla quale abbiamo denunciato tale atteggiamento lesivo e illegale dell’Ater di Roma perché non interviene?