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E TRA POCO ACCADRA’ ANCHE ALL’ATER DI ROMA POPOLO SVEGLIATE!!!!!!!!

Case della Regione in vendita

Case della Regione in vendita: “Tempi stretti e niente tutele per i più poveri”

L’allarme è stato lanciato dall’Unione Inquilini dopo la “cessione degli alloggi al fondo Invimit Sgr”. Le prime cento lettere sono già partite

Case della Regione in vendita: “Tempi stretti e niente tutele per i più poveri”

Nessuna tutela per gli inquilini più deboli economicamente. E tempi per l’acquisto troppo stretti. L’Unione Inquilini punta i fari sulla vendita delle case di proprietà della Regione Lazio. “La cessione degli alloggi al fondo Invimit Sgr spa e il conseguente piano di vendita delle case, che sta per partire in questi giorni, rischia di sfociare nell’ennesimo allarme sociale” si legge in una nota.

“Nei giorni scorsi sono state fatte recapitare agli inquilini di circa 100 appartamenti, appartenenti al fondo regionale, le lettere in cui si propone l’acquisto entro i 60 giorni. Vendite fissate secondo i livelli massimi delle quotazioni  dell’Omi (osservatorio del Mercato Immobiliare) nonostante, come denunciano gli inquilini, si tratti di edifici fatiscenti o addirittura senza allacci fognari” spiega ancora il sindacato.

“I tempi di acquisto fissati a 60 giorni ci risultano esigui per avviare le pratiche dell’ottenimento del mutuo. Senza poi parlare del rinnovo del contratto di locazione per gli inquilini che non procederanno all’acquisto il cui canone sarà condiviso da Invimit SGR spa senza alcuna specifica tutela delle fasce più deboli” spiega Deo Pepicelli dell’Unione Inquilini.

L’allarme partito dall’Unione Inquilini è stato raccolto dai consiglieri del movimento cinque stelle della Regione Lazio che chiederanno in un question time, previsto per mercoledì, all’assessore Fabio Refrigeri di fermare la vendita e convocare le associazioni sindacali per concordare condizioni contrattuali di vendita e locazione condivise su modello di quanto già realizzato con Enasarco.

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MA CHE BRAVI I SINDACATI COSI CI GUADAGNANO COME HANNO GUADAGNATO CON GLI ALLOGGI IN VENDITA DEGLI ENTI COMPRESO ENASARCO.

NON VE FATE FREGARE DA CERTI SINDACATI!

INVECE DEVE USCIRE LA VERITA’ PERCHE’ LE CASE CHE LA REGIONE HA DATO AL FONDO PER LIBERARSENE E PRENDERE SOLDI  PER PAGARE I DEBITI DELLA SANITA’ HANNO DIVERSE PROVENIENZE, CI SONO QUELLE DEI PROFUGHI ISTRIA DALMAZIA  CHE A MIO AVVISO NON POSSONO ESSERE VENDUTE A PREZZO DI MERCATO PERCHE’ ALCUNE ERANO GIA’ STATE VENDUTE CON LA LEGGE 560/93 POI CI SONO QUELLE DEL SANTO SPIRITO E ALTRE PROVENIENZE, MA TUTTE CON INDICAZIONI BEN PRECISE, PER CUI NON SI POSSONO VENDERE A PREZZO DI MERCATO.

LA REGIONE LAZIO  HA FATTO UN ABUSO DI POTERE A METTERLE NEL FONDO, MA PURTROPPO OGGI ABBIAMO UNA CLASSE POLITICA CHE LASCIA VERAMENTE A DESIDERARE.

MI RICORDO ANCORA QUANDO QUESTO PATRIMONIO SPECIALMENTE QUELLO DEL PIO ISTITUTO SANTO SPIRITO FU TRASFERITO ALLA REGIONE,L’ASSESSORE ALLA SANITA’ DELLEPOCA TALE PATRIMONIO NON LO TRASFERI MAI ALLE ASL PER TUTETELARLO, PERCHE’ LE ASL PIENE DI DEBITI AVREBBERO VENDUTO TUTTO. PURTROPPO POLITICI COME LIONELLO COSENTINO NON NE VEDO PIU’ IN GIRO E I RISULTATI SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI .

INOLTRE A DIMOSTRAZIONE CHE SIA L’UNIONE INQUILINI E I CONSIGLIERI DEL MOVIMENTO 5 STELLE NON CI CAPISCONO NULLA LO DIMOSTRA IL FATTO CHE I CONSIGLIERI DEL M5S TRAMITE LA  QUESTION TIME CHIEDERANNO ALL’ASSESSORE REFRIGERI RAGIONE DI CIO’.

MA I CONSIGLIERI DEL M5S DOVE VIVONO?

COME FANNO A CHIEDERE A REFRIGERI SE QUESTE CASE REFRIGERI NON LE HA MAI GESTITE, MA LE HA SEMPRE GESTITE L’ASSESSORE AL PATRIMONIO E LA DOTT.SSA RIZZO, LA QUALE A NOSTRO AVVISO NON E’ MOLTO AFFERATA NELLA MATERIA, ALTRIMENTI CERTE COSE NON SAREBBERO ACCADUTE, MA ANCHE ALLA REGIONE NON SERVE MOLTO  L’EFFERATEZZA.

PURTROPPO QUESTA E’ LA TRISTISSIMA REALTA’ IN CUI VERSANO LE NOSTRE ISTITUZIONI E TEMO CHE QUELLO CHE E’ ACCADUTO ALLA REGIONE STIA PER ACCADERE ANCHE ALL’ATER DI ROMA.

PURTROPPO CARI CITTADINI O VE DATE NA MOSSA  O SO DOLORI, PERCHE’ PARLANDO CON UN POLITICO REGIONALE DEL QUALE NON FARO’ MAI IL NOME NEANCHE SOTTO TORTURA MENTRE GLI SPIEGAVO CIO’ CHE VUOLE FARE L’ATER MI RISPOSE CANDIDATAMENTE, MA L’ABBIAMO FATTO ANCHE NOI IN REGIONE CON GLI ALLOGI CHE AVEVAMO LI ABBIAMO MESSI TUTTI IN UN FONDO.

HO PROVATO A SPIEGARGLI COSA ERA IL FONDO MA AVEVA LO SGUARDO SMARRITO!

QUESTO POLITICO A MIO MODESTO AVVISO NON CREDO CHE SI SIA RESO CONTO  DI CIO’ CHE HANNO FATTO,MA NON PERCHE’ SIA STUPIDO,MA PERCHE’ NON APPROFONDISCONO MAI  E SI FIDANO DEI DIRIGENTI CHE PURTROPPO NON SONO PIU’ I DIRIGENTI DI UNA VOLTA,MA MOLTI SONO QUELLI  CHE HANNO FATTO CARRIERA CON I PUNTI VDB.(la famigerata legge 6bis)

ORA VOGLIO PROPRIO VEDERE COME RISOLVERANNO IL PROBLEMA.

PURTROPPO ALLA REGIONE E NON SOLO ALLA REGIONE PURTROPPO, ORMAI I POLITICI SONO DI UNA SUPERFICIALITA’ E IGNORANZA  (nel senso di ignorare) ALLUCINANTE VIVONO ALLA GIORNATA NON APPROFONDISCONO NULLA,MA LA TRAGEDIA PIU’ GROSSA E’ CHE QUELLI DEL MOVIMENTO 5 STELLE SONO ANCORA PIU’ IGNORANTI E INCAPACI.

POVERA ITALIA IN MANO AGLI INCAPACI.

ARIDATECE RENZI ALMENO E’ LAUREATO IN LEGGE HA FATTO IL SINDACO E SA COSA SIA UN ATTO.

BASTA, BASTA E BASTA CHE QUALCUNO INTERVENGA, QUESTE SONO TRUFFE

STANNO ARRIVANDO BOLLETTE  CON LA DICITURA RATE DI AMMORTAMENTO A COLORO CHE HANNO ACQUISTATO E PAGATO IN CONTANTI ORMAI DA ANNI E ANNI E CHE I CONDOMINI SONO STATI COSTITUITI DA DECENNI.

NON E’ PIU’ ACCETTABILE TALE MODO DI LAVORARE DA PARTE DEGLI UFFICI DELL’ATER DI ROMA, NON E’ POSSIBILE CHE GLI UFFICI NON SI PARLINO TRA LORO, CHE NON ABBIANO L’ELENCO DEI PROPRIETARI E CHE NON SAPPIANO DOVE SONO STATI COSTITUITI I CONDOMINI.

QUESTO MODO DI LAVORARE E’ INDECENTE  E MOLESTO NEI CONFRONTI DI CITTADINI INERMI COLPEVOLI SOLO DI AVER ACQUISTATO IN CONTANTI UN ALLOGGIO DELL’ATER DI ROMA E ISTITUITO IMMEDIATAMENTE IL CONDOMINIO SIN DAI PRIMI ACQUIRENTI.

QUESTE SONO TRUFFE PERCHE’ LA PERSONA ANZIANA CHE SI VEDE ARRIVARE TALE BOLLETTINO CON IL TERRORISMO CHE FA L’ATER PER PAURA LE PAGANO E QUESTO NON E’ PIU’ ACCETTABILE.

MA QUESTO BENEDETTO DIRETTORE LO SA COME LAVORANO I SUOI UFFICI?

QUESTO MALEDETTO CERVELLONEQUANDO LO METTERANNO A POSTO RIPULENDOLO DI TUTTA LE COSE CHE NON DEBBONO PIU’ STARCI?

EPPURE QUESTI DIRIGENTI SONO BEN PAGATI, MA SOPRATUTTO SONO STRAPAGATI  EDIRETTORE E COMMISSARIO, MA CHE FANNO NON CONTROLLANO NULLA?

TELEFONO ALLA SEGRETERIA DEL DIRETTORE E MI DICONO CHE C’E’ STATO UN ERRORE, UN ERRORE???????

FOSSE SOLO L’UNICO!!!!!!!!

MA ALL’ATER DI ROMA SO PROPRIO DE COCCIO!!!!!!!!!

ATER ROMA

AZIENDA TERRITORIALE PER L’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

DEL COMUNE DI ROMA

Servizio Patrimonio Ufficio Vendite Alloggi ERP

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Via **************

Oggetto: Alloggio via ****************

Acquirente **************

Con riferimento alla nota indicata a margine e a quanto in essa contenuto, si rappresenta, preliminarmente, che la Legge Regionale 42/91, ai sensi della quale, l’alloggio in oggetto è stato alienato, richiama il divieto di alienazione dell’immobile, per un periodo temporale di anni dieci, già previsti dagli artt. 28 e 29 della Legge 513/77, ridotti a cinque dal disposto di cui all’art.48 comma 8 lettere a) b) e c) della Legge Regionale 27/06, con diritto di prelazione per il riacquisto, da parte dell’Ente venditore, all’originario prezzo di vendita rivalutato con l’applicazione degli indici di aggiornamento istat.

Tuttavia, la stessa Legge 560/93 art.l comma 25 prevede l’estinzione del citato diritto di prelazione, qualora l’acquirente versi all’Ente cedente un importo pari al 10% del valore calcolato sulla base degli estimi catastali, come, peraltro, ribadito dalle LL.RR. 27/06 e 31/08.

Le suddette circostanze si verificheranno, producendone gli effetti di legge, solo alla prevista scadenza dei termini stabiliti dalle richiamate norme che, nel caso in essere, non sono, al momento manifesti, non avendo ancora la S.V. i requisiti temporali richiamati nelle già citate normative, essendo l’atto di acquisto stato stipulato il 7.4.2014.

Il Responsabile

Servizio Gestione Patrimonio – Lungotevere Tor di Nona 1 00186 Roma tel.0668842613fax 0639724651

Firmato

Gualtiero Tommassini                                        Dott.Marina De Denaro

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NON E’ POSSIBILE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

E’ UNA ALLUCINAZIONE!!!!!!!!!

MA UN BRICIOLO DI DIRITTO ALL’ATER LO CONOSCONO?

vi allego un parere legale di un noto studio di Roma e non lo fatto fare all’avvocato GALEANI  solo e unicamente per evitare chiacchiere in quanto mio figlio.

STUDIO LEGALE

Parenti

Avv. LUIGI PARENTI

(Patrocinante in Cassazione

Consulente Legale Nazionale A.N. Polizia di Stato)

Viale delle Milizie n.l 14- 00192 ROMA – Tel. 06/372.01.08 – Fax 06/372.89.93 E-Mail: studioparenti@tin.it- mail@studiolegaleparenti.com.- web studiolegaleparenti.it P.IVA 07394721000-C.F. PRNLGU61D17H501R Patrocinio innanzi le magistrature superiori – Partner di avvocati d Italia

Avv. RAFFAELLA CLARONI Avv. MARIA CRISTINA CINELLI Avv. LUIGI LEONCILLI Avv. VINCENZO DEL DUCA Avv. SIMONA BLASI Avv. SILVIA PIANURA Avv. MARCO LANDOLFI Avv. MATTEO GRASSELLI Avv. MANUELA FERAZZOLI Avv. VALERIA SAITTA Avv. GEORGIA ANITOR1 Avv. MANUELA PULIAN1

Avv. EMANUELA ANGOTTI Avv. SILVIA FAVA Dott. CHIARA PANTI Dott. DANIELA ROMOLI Dott. CLAUDIA GENEROSO Dott. ELEONORA MEN1CHTNI Dott. ALESSIO FELLI Dott. VALENTINA GIARDINA Dott. CRISTINA CALIA Dott. PATRIZIA DI ANTONIO Dott. MARIANO COLUCC1 Dott. SIMONE DE CRISTOFARO (Commercialista e Rev.re contabile)

Oggetto: parere giuridico in merito alla possibilità di estinguere immediatamente il diritto di prelazione relativo alla vendita di case popolari dell ente A.T.E.R.

Gent.ma Sig.ra Addante,

Lei mi chiede di esprimere un parere giuridico in merito alla possibilità per 1 assegnatario di un immobile A.T.E.R. di estinguere immediatamente il diritto di prelazione a favore dell’ente A.T.E.R.

nel caso di vendita dello stesso immobile.

Per rispondere al quesito che mi ha sottoposto, occorre in primo luogo precisare che la

cessione di proprietà di immobili A.T.E.R. in Italia è regolata da due apposite normative intervenute

negli ultimi decenni: le Leggi n. 513 del 1977 e n. 560 del 1993.

La Legge n. 513/77, rubricata “Testo unico e disposizioni generali sull’edilizia popolare ed economica. Provvedimenti urgenti per l’accelerazione dei programmi in corso, finanziamento di un programma straordinario e canone minimo dell’edilizia residenziale pubblica , all art. 28, comma 7

(ex comma 5), prevede che “per un periodo di tempo di 10 anni dalla data di stipulazione del contratto e comunque fino a quando non ne sia stalo pagato l’intero prezzo, l’alloggio acquistato non può essere alienato a nessun titolo né su di esso può costituirsi alcun diritto reale di godimento

Dunque, le case popolari appartenenti all’A.T.E.R. non possono essere cedute a nessun titolo fino a 10 anni dalla data di stipulazione del contratto e comunque fino a quando non ne sia stato pagato l’intero prezzo.

Il successivo comma 9 dell’art. 28 della Legge 513, prevede che “l’assegnatario può alienare l’alloggio qualora ricorrano le condizioni di cui al precedente comma 7. In tal caso deve darne comunicazione al competente Istituto autonomo per le case popolari, il quale potrà esercitare entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione, il diritto di prelazione all’acquisto per un prezzo pari a quello di cessione rivalutato sulla base della variazione accertata dall’ISTAT dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati”.

Successivamente, la Legge n. 560/93, recante “Norme in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica” ha parzialmente modificato quanto previsto dalla normativa citata. In particolare, l’art. 1, comma 20 della stessa Legge ha previsto che “gli alloggi e le unità immobiliari acquistati ai sensi della presente legge non possono essere alienati, anche parzialmente, né può essere modificata la destinazione d’uso, per un periodo di dieci anni dalla data di registrazione del contratto di acquisto e comunque fino a quando non sia pagato interamente il prezzo. In caso di vendita gli IACP e i loro consorzi, comunque denominati e disciplinati con legge regionale, hanno diritto di prelazione”.

Il seguente comma 25 del predetto art. 1 contiene una prescrizione che ha per effetto quello di stabilire un’alternativa per l’assegnatario che intenda vendere l’alloggio, disponendo che “il diritto di prelazione di cui al comma 9 dell’art. 28…si estingue qualora l’acquirente dell’alloggio ceduto in applicazione del medesimo art. 28 versi all’ente cedente un importo pari al 10 per cento del valore calcolato sulla base degli estimi catastali”.

In altre e più chiare parole, viene attribuito all’assegnatario il diritto potestativo di escludere la prelazione versando all’ente A.T.E.R. una somma pari al 10 per cento del valore della rendita catastale moltiplicata per 100, più il 21 per cento d’IVA.

Tale diritto può essere esercitato in qualsiasi momento da parte dell’assegnatario, sempre considerando che la cessione dell’immobile non può avvenire prima che siano decorsi 10 anni dalla Stipulazione del contratto di acquisto con l’ente A.T.E.R. nell’ipotesi ordinaria e 5 anni, invece, nelle ipotesi straordinarie, come ad esempio quando l’assegnatario sia deceduto, abbia un’età superiore ai 65 anni, sia invalido oltre il 66 per cento (può trattarsi in questo caso anche di un componente il N.F.), oppure quando debba trasferirsi per lavoro fuori dal proprio comune di residenza.

Resto a disposizione per ogni eventuale chiarimento e con l’occasione porgo

Cordiali saluti.

Avv.Luigi Parenti

 

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Da: Annamaria Addante PEC [mailto:annamaria.addante@pec.it] Inviato: domenica 21 maggio 2017 23:32 A: commissario@pec.aterroma.it Oggetto: I: Risposta Ater all’estinzione diritto di prelazione

Gentile Commissario,

non avrei mai creduto che con un magistrato a fare il commissario all’Ater si tornasse indietro nell’applicazione del diritto e soprattutto nell’abuso di potere da parte di funzionari che dovrebbero perlomeno ogni tanto dare una ripassatina al diritto.

Non credo che io debba ricordare a lei che l’estensione del diritto di prelazione  della legge 560/93 è un diritto PODESTATIVO in capo all’acquirente ovvero al legittimo proprietario, il quale lo può estinguere quando vuole ,anche nello stesso momento dell’acquisto e che tale estinzione, nulla ha a che vedere con la vendita.

La legge 560/93 pone due cose una è l’estensione del diritto di prelazione e l’altra è il termine temporale per poter rivendere l’alloggio che da 10 anni è stato ridotto a 5 per poter salvare tutti i rogiti che si erano fatti  a seguito della fantomatica delibera 571 di Storace, altrimenti sarebbero stati atti nulli, tant’è vero che la stessa legge 27/06 art.52, 1 comma fa salvi tutti gli atti fatti anche in difformità della legge 27.

Per sua comodità le allego anche un parere che avevo già dato agli altri Commissari e che a lei non glie lo dato ritenendolo superfluo e anche offensivo essendo lei un uomo di legge, ora glie lo ho allegato in modo tale che lo possa dare a chi scrive certe corbellerie.

Come lei stesso potrà leggere nella e.mail il signore lo vuole estinguere per non aver più nulla a che fare con l’ATER e credo che i cittadini onesti abbiano tutti dei buoni motivi di troncare qualsiasi contatto con tale azienda considerato il  suo ciclico comportamento ad ogni cambio di dirigenza .

Pertanto la prego cortesemente di dare le giuste e corrette direttive a chi di competenza.

Distinti saluti

Annamaria Addante

 

Da:*********** Inviato: domenica 21 maggio 2017 19:59 A: am.addante@tin.it Oggetto: Risposta Ater all’estinzione diritto di prelazione

 

Gentile Anna Maria Addante, dopo aver ricevuto da parte sua ad Aprile 2017 il modulo per

l’estinzione del diritto di prelazione ho provveduto ad inviare il tutto in copia con R\R  copia del

rogito, visura catastale aggiornata, documento e codice fiscale.

Il 20 Maggio 2017 ho ricevuto la risposta da parte dell’ATER che le allego.

Le chiedo come devo comportarmi o avere indicazioni da parte sua, le premetto che non devo

vendere l’alloggio, che ho 63 anni, so che devo pagare in unica rata per l’estinzione, che ho

acquistato l’alloggio saldando in unica rata ad Aprile 2014 con L.R del 29/8/1991 n° 42

Come suggerisce sempre lei, volevo liberarmi da qualsiasi legame con l’azienda Ater ma a quanto

pare hanno trovato la scusa ( solo alla prevista scadenza dei termini stabiliti).

Mentre sò dalle risposte date da lei a tutti quelli che le scrivono che si può estinguere il diritto in

qualsiasi momento.

Cordiali saluti  Mauro *******

STAVOLTA L’HANNO FATTA PROPRIO GROSSA!!!!!!!!!! E LA RISPOSTA E’ DIVERTENTE

CONSIGLIO REGIONALE DEI. LAZIO INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA consiglio

REGIONALE DEL LAZIO

©

Al Presidente del Consiglio regionale On. Daniele Leodori

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA EX ART. 104 REG. CONS.

Oggetto: “Atto di transazione con prestazione in luogo dall’adempimento per crediti vantati da Ater nei confronti del Partito della Rifondazione Comunista e Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea ed assegnazione diretta a questi ultimi di immobili in locazione gestiti da ATER.”

Proponente: Francesco Storace.

Premesso che

  • la Giunta Regionale con delibera n. 585 del 07/10/2016 ha protratto per un anno il commissariamento dell’ATER al fine di promuovere il riordino amministrativo – contabile anche attraverso l’accertamento completo e definitivo dell’esposizione debitoria di tutti i soggetti occupanti legittimamente ovvero senza titolo gli immobili di proprietà ATER;
  • il Commissario Straordinario Dott. Giovanni Tamburino di ATER ha emanato la Delibera Commissariale n. 19 del 23/03/2017 con oggetto: “Autorizzazione datio insolutum e assegnazione diretta nell’ambito di accordo transattivo con Partito della Rifondazione Comunista (PRC) e Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea (PRC-SE);

Visto che

  • nel corso degli anni sono stati locati in forza di regolare contratto o occupati senza titolo dal PRC o da Associazioni Culturali riconducibili allo stesso ben 14 immobili ad uso extraresidenziale di proprietà di ATER;
  • il PRC ha omesso, sebbene obbligato, di corrispondere ad ATER tutto quanto dovuto a titolo di locazione e/o indennità di occupazione oltre oneri accessori per una complessiva esposizione debitoria al 31 gennaio 2017 pari ad € 357.125,40 oltre interessi per € 15.055,46 (complessivamente € 372.180,86);
  • nella delibera Commissariale n. 19 del 23/03/2017 e nella conseguente bozza di accordo transattivo tra le succitate parti (ATER e PRC e PRC-SE) si stipulano due ordini di negoziazioni, una al fine di risolvere la morosità in capo al PRC, l’altra al fine di stipulare 13 nuovi contratti di locazione degli immobili ad uso extraresidenziale di ATER in favore del PRC;
  • da quanto emerge dalla lettura della delibera Commissariale sopra richiamata e dalla bozza di accordo transattivo, il PRC estinguerebbe la morosità al netto degli interessi attraverso tre operazioni:
  1. a) la prestazione in luogo dell’adempimento ex art. 1197, co. 1 c.c con cui il PRC e PRC- SE hanno proposto di estinguere il debito nei confronti di ATER cedendo all’ATER l’immobile di proprietà del PRC-SE sito in Via Dancalia, 9 di cui ATER ha stimato il valore per € 312.000,00;
  2. b) la corresponsione, ai sensi dell’art. 1180 c.c., dell’indennità di occupazione maturata dall’Associazione “Rete Autorganizzazione Popolare Villa Gordiani” riconducibile al PRC nell’immobile sito in Via Lussimpiccolo, 5/11 e quantificata in € 22.268,90;
  3. c) l’accollo delle spese inerenti i lavori di straordinaria manutenzione da parte di PRC dei locali siti in Roma in Piazzale degli Eroi, 9 e in Via Timavo, 15 per un onere rispettivo di € 33.283,45 e € 35.924,13;

Ritenuto che

  • il PRC, debitore di una somma cospicua nei confronti di ATER non possa dettare le regole di una proposta transattiva, decidendo di corrispondere la morosità dovuta al netto degli interessi pari ad € 15.055,46, oneri sopportati invece negli anni da ATER;
  • il PRC non possa chiedere in locazione locali specifici quali quello in Via Timavo, 15 e in Via Mazzacurati, 89 senza l’indizione di procedimenti di asta pubblica al miglior offerente, così come stabilito ex art. 4 dalla Delibera Commissariale n. 27/2016 rispetto alla quale la bozza di accordo transattivo tra le succitate parti (ATER e PRC e PRC-SE) sarebbe stata scritta;
  • non sia chiaro il motivo per il quale il PRC invochi l’art. 1180 c.c. per la posizione debitoria maturata dall’Associazione “Rete Autorganizzazione Popolare Villa Gordiani” e poi si affermi che: “La successione nel tempo delle varie formazioni politiche confluite da ultimo nel Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Roma e del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, rende impossibile individuare correttamente i soggetti […]che nel corso degli anni hanno svolto e posto in essere attività negoziali risoltesi nella creazione dei rapporti obbligatori di cui si discute”. Cioè a dire, il PRC sembrerebbe accettare di corrispondere l’indennità di occupazione al posto di una Associazione ad esso riconducibile, ma non a tutte le altre che nel tempo si sono succedute?
  • l’art. 5 dalla Delibera Commissariale n. 27/2016 prevede una riserva non superiore al 20% degli immobili commerciali destinati alla locazione per soggetti meritevoli di tutela per i fini sociali, di cui sembrerebbe far parte il PRC. Ci si chiede se si è provveduto al censimento patrimoniale al fine di valutare la percentuale di locazioni

in essere ai soggetti in possesso dei requisiti, rispetto alla consistenza di detto    patrimonio;

Evidenziato che

  • la delibera Commissariale n. 19 del 23/03/2017 laddove affermi di non pubblicare il provvedimento stesso nel sito web aziendale sembrerebbe in contrasto con la ratio dell’art 1 co.ll e 12 della L.R. n.64 del 2016 riguardante le disposizioni sulla trasparenza;
  • molti artigiani hanno bisogno di locali commerciali con un canone agevolato, vista la situazione di crisi, sarebbe bene ponderare le scelte ed utilizzare un metodo che si ispiri ai valori di buona efficienza e di imparzialità dell’attività amministrativa considerato il fatto che ad un solo partito si vogliono locare ben 13 immobili con canone agevolato tra il 30% e il 60%.
  • il Partito della Rifondazione Comunista si trova nei locali di via Timavo, 15 ma lo stesso immobile ha una destinazione di civile abitazione (A2);

Interroga il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e l’Assessore Refrigeri

per sapere se abbiano valutato se la proposta transattiva tra l’ATER e il PRC sia rispondente ai criteri di efficienza, di efficacia ed economicità delle funzioni amministrative attualmente esercitate dall’ATER e se risulti imparziale nell’assegnazione diretta di ben 13 immobili con canone agevolato tra il 30 % e il 60%.

Francesco Storace

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CI HO PENSATO MOLTO PRIMA DI PUBBLICARE TALE INTERROGAZIONE, PERCHE’ NON VOGLIO FARE DA SPONSOR A NESSUNO, MA DOPO AVER VALUTATO APPIENO LA QUESTIONE E VERIFICATO CHE CHE LE COSE SCRITTE IN QUESTA INTERROGAZIONE RISPONDONO AL VERO, MI E’ PASSATO QUALSIASI SCRUPOLO, IN QUANTO TALI FATTI SONO VERAMENTE  ALLUCINANTI.

UN’AZIENDA PIENA DI DEBITI CHE VUOLE CARTOLARIZZARE IL SUO PATRIMONIO PER PAGARE I DEBITI E ADDIRITTURA VUOLE METTERE LE PROPRIE PROPRIETA’ IN UN FONDO IMMOBILIARE CON TUTTO QUELLO CHE NE CONSEGUE, INVECE DI FARSI PAGARE QUANTO DOVUTO DA SIMILI ASSOCIAZIONI POLITICHE, CHE GUARDA CASO FANNO RIFERIMENTO  AL VICE PRESIDENTE SMERIGLIO, INVECE DI FARSI PAGARE IN MODO TALE DA POTER ESTINGUERE I DEBITI PESANTI CHE HA CON EQUITALIA, L’ATER DI ROMA  SI METTE A FARE UNA TRANSAZIONE DANDO IN AFFITTO BEN 13 NUOVI LOCALI CON  CONTRATTI D’AFFITTO E ACCOLLANDOSI UN LOCALE DI PROPRIETA’ DI RIFONDAZIONE SEL ALLA MODICA CIFRA DI EURO 312.000,00, COSI L’ATER DI ROMA AVRA’ SUL COLLO UN’ALTRO LOCALE SU CUI PAGARE TASSE E QUANT’ALTRO E MAGARI AFFITTANDOLO A QUALCHE ALTRA ASSOCIAZIONE A PREZZO SOCIALE.

MA LA COSA Più VERGOGNOSA CHE INVECE DI AFFITTARE I SUOI LOCALI AD ARTIGIANI E IMPRESE  NE AFFITTA ADDIRITTURA 13 A RIFONDAZIONE-SEL,E IN QUESTO CASO IL BANDO NON HA PIU’ VALORE?

PERCHE’ SE UN CITTADINO QUALSIASI CHIEDE IN AFFITTO UNO DEI LOCALI DELL’ATER DI ROMA GLI DICONO DI NO PERCHE’ SI POSSONO DARE SOLO TRAMITE BANDO.

DIMENTICAVO SI DICE CHE IL DIRETTORE SIA DI SEL, GUARDA CASO COME IL VICE PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE, CHE COINCIDENZA!!

ECCO A VOI LA RISPOSTA ALL’INTERROGAZIONE:

PRESIDENTE. Apriamo questa prima fase dei lavori con il question time.

Interrogazione a risposta immediata n. 649 del giorno 28 aprile 2017, proposta dal consigliere Storace concernente “Atto di transazione con prestazione in luogo dell’adempimento per crediti vantati da ATER nei confronti del partito della Rifondazione Comunista e partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea ed assegnazione diretta a questi ultimi di immobili in locazione Gestiti da ATER”

PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto 0.18, reca: Interrogazione a risposta immediata n. 649 del giorno 28 aprile 2017, proposta dal consigliere Storace concernente “Atto di transazione con prestazione in luogo dell’adempimento per crediti vantati da ATER nei confronti del partito della Rifondazione Comunista e partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea ed assegnazione diretta a questi ultimi di immobili in locazione Gestiti da ATER”.

Stante l’assenza di quasi tutti i firmatari iniziamo dal penultimo question time, il n. 649, presentata dal Presidente Storace, a cui do la parola. Risponde l’assessore Buschini.

Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

STORACE (Mns). Grazie, Presidente. La mia interrogazione riguarda l’ennesimo caso di privilegio a favore dei partiti, in questo caso nel rapporto con l’ATER.

Nel corso degli anni sono stati locati, con regolare contratto od occupati senza titolo, da Rifondazione Comunista e dai vari addentellati ben quattordici immobili ad uso extraresidenziale di proprietà di ATER di Roma Capitale. I debiti verso ATER assommano a 372.000 euro.

In una recente delibera del Commissario dell’ATER, perché lì non c’è possibilità di controllare perché non c’è il consiglio di amministrazione, del 23 marzo 2017 si stipulano due ordini di negoziato: uno risolve la morosità in capo al Partito della Rifondazione Comunista; l’altro al fine di stipulare tredici nuovi contratti di locazione degli immobili ad uso extraresidenziale di ATER in favore del PRC.

In pratica, si prevede con quest’atto che Rifondazione Comunista estingue il debito nei confronti di ATER cedendo all’azienda l’immobile di proprietà sito in via Dancalia 9, di cui ATER ha stimato il valore per 312.000 euro. Sembra la storia della casa di Montecarlo. Inoltre, si prevede la corresponsione dell’indennità di occupazione maturata dall’associazione Rete Autorganizzazione Popolare Villa Gordiani, riconducibile al Partito della Rifondazione Comunista dell’immobile sito in via Lussinpiccolo, quantificata in circa 22.000 euro, e l’accollo delle spese inerenti ai lavori di straordinaria manutenzione dei locali in piazzale degli Eroi e in via Timavo per un onere rispettivamente di 33.035 euro circa.

Assessore, ci sono dei dubbi su questa operazione, che io le espongo e le ho scritto anche nell’interrogazione. Rifondazione è debitore nei confronti di ATER: può dettare le regole di una proposta transattiva, quindi decide di corrispondere le morosità dovute al netto degli interessi, che sono pari a 15.000 euro, che sono stati corrisposti invece da ATER? Rifondazione può chiedere in locazione dei locali, come quello in via Timavo o in via Mazzacurati, senza l’indizione di procedimenti di asta pubblica al miglior offerente? Così si agisce?

Poi perché Rifondazione invoca il Codice civile per la posizione debitoria maturata dall’associazione Rete Autorganizzazione Popolare Villa Gordiani e poi afferma letteralmente “la successione nel tempo delle varie formazioni politiche confluite da ultimo nel Partito della Rifondazione Comunista rende impossibile individuare correttamente i soggetti che, nel corso degli anni, hanno svolto e posto in essere attività negoziali risoltesi nella creazione dei rapporti obbligatori di cui si discute”. Complimenti! Cioè, il PRC sembrerebbe accettare di corrispondere l’indennità di occupazione al posto di un’associazione ad essa riconducibile, ma non a tutte le altre che, nel tempo, si sono succedute.

La delibera commissariale prevede una riserva non superiore al 20 per cento degli immobili commerciali destinati alla locazione per i soggetti meritevoli di tutela per i fini sociali. Si è provveduto al censimento patrimoniale per valutare la percentuale di locazione in essere ai soggetti in possesso dei requisiti? La delibera commissariale di marzo 2017 prevede, tra l’altro, di non pubblicare il provvedimento stesso nel sito web aziendale, in contrasto con le disposizioni sulla trasparenza. Non pubblicare!

Io le faccio l’esempio di molti artigiani che hanno bisogno di locali commerciali con un canone agevolato: vista la situazione di crisi, sarebbe utile ponderare le scelte e utilizzare un metodo che si ispira ai valori di buona efficienza e di imparzialità nell’attività amministrativa, considerando il fatto che a un solo partito si vogliono locare ben tredici immobili con canone agevolato tra il 30 e il 60 per cento.

Ecco, vorremmo sapere se avete valutato questa proposta di transazione e se sia rispondente ai criteri di efficienza, efficacia ed economicità delle funzioni amministrative attualmente esercitate da ATER e se risulti imparziale nell’assegnazione diretta di ben tredici immobili con canone agevolato fra il 30 e il 60 per cento. Aspetto la sua risposta e poi vediamo le conseguenze.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Buschini. Ne ha facoltà.

 

BUSCHINI, Assessore. Grazie, Presidente.

In risposta all’interrogazione del consigliere Storace è d’obbligo fare alcune premesse. La prima è la legge n. 12 del 10 agosto 2016, che ha creato condizioni favorevoli ad una serie di cose. La prima, una maggiore trasparenza nei rapporti tra ATER e le associazioni nel più vario senso del termine, gli enti, le ONG, i sindacati, i partiti, che usufruiscono degli immobili di proprietà delle ATER. La seconda, un recupero della morosità determinatasi negli anni a carico di queste associazioni. Recupero favorito dalla pressione esercitata dalla pubblicità di questa morosità. Averlo reso pubblico ha favorito, ovviamente, un recupero. Le direttive impartite alle ATER sin dalla assunzione dell’incarico dei commissari sono state orientate in alcuni punti. Il primo: combattere decisamente la morosità e recuperare i crediti aziendali nei confronti di tutti i debitori. Il secondo: estendere sino al punto in cui prevalgono le tutele della privacy, la trasparenza dell’attività aziendale e quindi la pubblicità di tutti gli atti, ivi comprese, appunto, le morosità.

In particolare, ATER Roma ha dato adempimento in tutti i termini prescritti alla previsione dell’articolo 1, comma 11, della legge n. 12 del 10 agosto 2016.

Venendo al caso specifico della interrogazione, la regolarizzazione della posizione debitoria di PRC si è realizzata mediante transazioni comportando la datio in solutum di un immobile il cui valore è stato definito con perizia dei tecnici dell’azienda in termini alquanto minori del prezzo di vendita precedentemente definito dal PRC. Per il restante c’è una compensazione con il controvalore di lavori effettuati dall’assunzione dell’obbligo di altri lavori utili per l’ATER.

Il ricorso a modalità transattive è seguito con le altre associazioni presentatesi a regolarizzare la propria posizione debitoria nonché con i debitori diversi dalle associazioni. Quindi, è stata una modalità portata avanti dall’azienda. Il criterio adottato è sempre quello al massimo vantaggio per l’azienda, tenendo conto delle caratteristiche di solvibilità del debitore, della tenuta del titolo, dell’entità del debito e di ogni altro elemento rilevante.

Nel caso in esame le condizioni dell’atto transattivo non sono state dettate dall’ATER. Al contrario, vi è un evidente scostamento rispetto alla posizione iniziale del debitore in ordine alla valutazione dell’immobile ceduto, con altrettanto evidente interesse per l’azienda stanti anche le incertezze per un recupero forzoso se non altro rispetto ai tempi di realizzo. Non è vero che ATER abbia concesso in locazione ben 13 immobili al PRC. Il partito in questione disponeva di 14 locali in forza di contratti o di occupazioni ridottisi a 13 a seguito della transazione di cui sopra e quindi non sono stati nuovi impegni. Non vi è stato nessun aumento del numero dei locali oggetto della transazione rispetto a quelli detenuti da PRC o associazioni che sono riferibili allo stesso partito. Quanto al numero dei locali disponibili per le associazioni la ricognizione effettuata ha evidenziato la disponibilità di ancora circa 80 locali prima di raggiungere i limiti di legge, talché che allo stato non esiste un problema di eccesso di concessioni. Nessuna disposizione disciplina specificamente la modalità di assegnazione dei locali alle associazioni. Tuttavia, ATER intende quanto prima regolamentare, con un apposito atto, una procedura di evidenza pubblica per rispondere alla richiesta di locali da parte di associazioni, anche quelle che ovviamente potranno arrivare in seguito e che potrebbero essere in misura superiore a quelle dei locali disponibili.

Quanto al bisogno di locali da parte degli artigiani in conseguenza alla crisi, si fa presente che non esiste nemmeno un caso in cui ATER abbia negato a un artigiano la concessione di locali. Al contrario, ATER si sforza di tenere tali richieste, posto che dispone di non pochi locali sfitti. Vero è che le agevolazioni previste per le associazioni non lucrative non si esternano agli artigiani, talché ATER deve determinare per gli artigiani canoni che non possono raggiungere riduzioni previste per le associazioni.

Quanto all’omessa pubblicazione della delibera n. 19 sul sito dell’ATER, si fa presente che la pubblicazione dei dati afferenti alla morosità dell’associazione è prescritta dalla legge regionale n. 12/2016. Nessuna norma impone la pubblicazione di delibere commissariali relative a singoli posizioni nominative. Quindi, ai sensi del programma triennale per la trasparenza e l’integrità, la delibera commissariale n. 19 del 23.03.2017 non è stata oggetto di pubblicazione in quanto provvedimento riferibile a singoli posizioni di rilevanza pubblica.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, per la replica, il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

STORACE (Mns). Assessore Buschini, non so se lei sa che sono stati depenalizzati alcuni reati. Quindi, lei questa sera può tornare in Assessorato, chiedere dell’assessore Refrigeri e dargli un pugno. Non rischia nulla, perché l’ha esposto a una figura incredibile.

Se lei vuole, organizzo sotto il suo Assessorato, o se lei fa il trasferimento di chiamata sotto quello di Refrigeri, un corteo di artigiani che verranno a depositare tutte le domande che hanno svolto presso l’ATER, e sono state tutte quante inevase.

Di più. Lei ci conferma che c’è un trattamento di favore ai partiti rispetto alle categorie. Tutto questo sarebbe stato possibile evitarlo se fossero state accolte, ad esempio, le proposte del collega Sabatini che, nel corso delle varie sessioni di bilancio, ha insistito molto su questo tema, ma ci avete detto sempre: “I partiti non si toccano. La democrazia”. Qui ci sono gli imbroglioni. Il fatto che esistano ancora 13 locali dismessi e riaffittati a PRC è un dato di fatto. Lo ha confermato anche lei. Il fatto che loro decidono come transare e l’ATER obbedisce è una marchetta che voi avete consentito di fare. Ora lei ci racconta che si farà un Regolamento da parte dell’ATER. No, da parte dello stesso Commissario, che non è controllato da nessuno, se non dalle interrogazioni dell’opposizione, e noi dovremmo stare qui a guardare. Perché non fate una norma di legge? Tanto, adesso, c’è un provvedimento importante che la Giunta ha adottato. Lo si mette lì dentro e si spiega esattamente quello che si può fare. È inaccettabile che si continui ancora a giocare con i partiti sui soldi dei contribuenti. Io credo che questa risposta sia assolutamente insoddisfacente e credo che se qualcuno la legge alla Corte dei conti probabilmente fa porre qualche domanda a voi e non a noi.

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HA FATTO BENE REFRIGERI A NON RISPONDERE DIRETTAMENTE, PERCHE’ TALE RISPOSTA FA SOLO SORRIDERE  E CREDO CHE L’ONLE BRUSCHINI DI ATER NE SAPPIA POCO, SE VUOLE LE DO L’ELENCO DELLE PERSONE CHE CERCANO DI AVERE IN AFFITTO I LOCALI CHIUSI E ABBANDONATI DELL’ATER DI ROMA E NON LI POSSONO AVERE, S’INFORMI MEGLIO ON.LE BRUSCHINI.

POI MI PERMETTA SULLA TRASPARENZA OVVERO SULLA LEGGE ANTICORRUZIONE FORSE è MEGLIO CHE DA UNA RIPASSATINA PERCHE’ LE COSE NON STANNO PROPRIO COSI.

MA PURTROPPO ORMAI E’ NOTORIO CHE L’ATER DI ROMA E’ DIVENUTA FEUDO DI UNA CERTA PARTE POLITICA E TUTTI TACCIONO.

E’ PROPRIO VERO IL DETTO IL PEGGIO NON E’ MAI MORTO!

ALL’ATER DI ROMA I MASCALZONI FANNO DA PADRONI

Salve Anna Maria,

volevo aggionarla sulla situazione a Via *********** (occupazione lavatoi e terrazze con costruzione di bagno). Ho incontrato il commissario e direttore generale ater e mi hanno mostrato solidarieta ma hanno detto che non erano a conoscenza della situazione e mi hanno fatto firmare una lettera di conferma (a cui ho allegato tutte le foto e i documenti e denunce passate).

Finalmente dopo 6 mesi, in cui sono andato dai carabinieri, polizia, vigili (ERP/NAE che dicono di aver denunciato questa situazione nel 2011 ma è tutto fermo in procura….dicono loro), ho ricevuto minacce dall’occupante abusivo;  essere stato all’ufficio tecnico ater di zona praticamente ogni settimana;  il 19 Aprile sono venuti ater, polizia e ditta per murare:

l’abusivo non si è fatto trovare (una soffiata, che dice?) ma c’era il suo cane e l’architetto ater ha detto che “NON SI PUO SFONDARE SE C’È UN CANE PERCHÈ SENNO’ LUI È SOGGETTO A DENUNCIA se succede qualcosa al cane”…..

Invece a mia madre, che ha un pace maker in seguito a operazione a cuore aperto, invalida e cardiopatica e vittima di minacce dall’abusivo occupante e parassita non è tutelata nemmeno dalle persone a cui paga l’affitto, anzi, deve pure mantenere i parassiti.

E dobbiamo continuare a sperare e subire dispetti in continuazione.

Ma questi ci fanno o ci sono?

I suoi consigli sempre apprezzati e benvenuti

La ringrazio del suo tempo disponibilità

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HO PUBBLICATO QUESTA E.MAIL PER DIMOSTRARE COME ALL’ATER NON SANNO LAVORARE, QUESTA E’ UNA ANTICA STORIA CHE L’ATER DI ROMA CONOSCE ALLA PERFEZIONE E CHE SE NE SONO SEMPRE FREGATI, QUESTA VOLTA A SEGUITO DI DENUNCE FATTE ANCHE AI CARABINIERI ECC. ED ESSENDO STATO RICEVUTO L’INTERESSATO DAL DIRETTORE E COMMISSARIO SI SONO MOSSI, MA MALDESTRAMENTE, PERCHE’ A MIO MODESTO AVVISO DOVEVANO ANDARCI GIA’ CON LA FORZA PUBBLICA E CONSTATO CHE VI ERA UN CANE CHIAMARE SUBITO LA POLIZIA VETERINAIA.

MA PER FARE CIO’ NON SI DEVE LAVORARE ALL’ATER PERCHE’ QUESTE COSE CHE SONO DI NORMALE AMMINISTRAZIONE NON SI FANNO E COSI SI RINVIA A DATA DA DESTINARE.

A TUTT’OGGI ANCORA NULLA E’ CAMBIATO CHE VERGOGNA!!!

 

QUESTA E’ L’ATER DI ROMA ! UNA VERA FOLLIA A DISCAPITO DEGLI ONESTI!

Buongiorno ,

scrivo a nome di mia madre ********* come d’accordo nella telefonata di venerdi scorso.

Mia madre dopo 20 anni dalla morte di mio padre avvenuta nel 1998 e comunicata immediatamente all’Ater si è vista riconosciuta l’istanza di subentro nel 2015  che però non ha visto nessuna modifica nelle bollette che continuano ad essere intestate a mio padre . Nessuna notizia neanche della pratica di competenza dell’Ater dell’A.P.E. che doveva dar corso all’assegnazione definitiva.

Ora è successo che due bollettini marzo e aprile non sono stati consegnati allo stabile dove vive . Mi sono attivata subito per la richiesta di duplicato e sono stati recapitati via Mail ( l’ho anche registrata così da poter interloquire con l’Ater attraverso le segnalazioni). Questi non sono bollettini perchè non duplicabili  ma bollettini incasso domiciliato a nome di mio padre , la posta dove si reca mamma normalmente non l’ha accettati perchè prive di delega , dopo tanto insistere l’ater comunica che non cè alternativa di provare altrove  il dialogo è tutto per iscritto e documentabile) alla fine alla posta dove io ho il conto bancoposta mi è stata data la possibilità di pagarli su fiducia.

L’altro episodio è che hanno inviato una R/R a nome correttamente di mia madre (!)con una richiesta di pagamento di una bolletta che a loro risultava non pagata con mora riferita a novembre 2016. Invio fax e mail all’ufficio sanatorie e recupero morosità e in risposta ottengo per mia madre un appuntamento a lungotevere tor di nona alle ore 10 del 5/6/2017.

Scrivo di nuovo che non è possibile mia mamma  a parte che è anziana non stà neanche bene e prendere i mezzi per lei è sempre un problema tanto più che è stata prodotta copia del pagamento avvenuto correttamente ad oggi nessuna risposta. Mia madre ovviamente non ci vuole andare e non vuole farmi perdere un giorno di lavoro .. ma è possibile con tutti i problemi che ha questa Azienda deve rendere difficile la vita alle persone oneste che pagano ? 

Sono tre problemini che da sola non riesco a risolverle se può darmi una mano le sarei grata . 

La ringrazio anticipatamente anche per i consigli che vorrà darmi intanto stò preparando i documenti per la domiciliazione bancaria ma non sono sicura se potrà effettuarla visto che il contratto è a nome di mio padre, comunque ci provo.

Buona giornata

allego documenti 

 

IL SOLE 24 ORE :L’Ater di Roma alla sfida del risanamento: piano dismissioni per pagare Equitalia

Questo articolo del Sole 24 ore che ha fatto al Direttore generale, mi permetterò di fare  a fianco di alcune frasi le mie osservazioni in neretto, perché al giornalista uno racconta  ciò che vuole raccontare, ma la verità è sempre un’altra, ma non per volontà, ma perché non si ha la giusta conoscenza della situazione drammatica dell’Ater di Roma.

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L’Ater di Roma alla sfida del risanamento: piano dismissioni per pagare Equitalia

Massimo Frontera

Il direttore Mazzetto: allo studio operazioni finanziarie per anticipare i 285 milioni da versare per la “rottamazione” delle cartelle

L’Ater di Roma – l’Azienda territoriale per la casa proprietaria, tra l’altro, del famoso complesso di Corviale – avvia l’operazione per il riequilibrio dei conti. (il famoso complesso CORVIALE a fatto spendere sempre un sacco di soldi all’Ater per le manutenzioni, una costruzione  allucinante e malsana, sulla quale alcuni architetti si divertiranno ancora  e non a gratis ha cercare di………ma sempre un serpentone è e rimarrà tale una costruzione orribile che a viverci è veramente difficile.)

L’Ex Iacp – il secondo più grande d’Italia dopo l’Aler di Milano e attualmente commissariato – ha imboccato la strada del risanamento economico grazie alla possibilità di “rottamare” le cartelle di Equitalia relative al debito monster di 550 milioni di euro per mancati versamenti Imu e Ici. (Questo benedetto debito esiste per l’incapacità politica che non ha mai preso sul serio tale problema che poteva essere risolto facendo una unica agenzia per le case popolari mettendo le proprietà immobiliari in capo al Comune con il controllo della regione e così non avrebbero pagato ne ICI e ne IMU.Ma forse la politica era troppo indaffarata ad altro.)

L’accordo con Equitalia è stato approvato una ventina di giorni fa: e ora si tratta di trovare i soldi.

Entro metà maggio, spiega il direttore Franco Mazzetto (dal gennaio 2016), l’ente sceglierà la soluzione migliore per trovare le risorse necessarie a saldare i debiti. «Nei primi di maggio faremo le nostre scelte», riferisce Mazzetto.

L’accordo sulla rottamazione consentirà all’Ater di pagare “solo” 285 milioni invece dei 550 milioni accumulati. I pagamenti devono avvenire nell’arco di un anno e mezzo, entro quest’anno vanno versate due rate, la prima rata entro luglio. (E a luglio i soldi ce li hanno? e se non pagano che cosa accade?)

Sulla carta, l’Ater di Roma ha tutte le potenzialità per risolvere la questione rottamazione, e anche per entrare nella fase dello sviluppo. Le tre leve a disposizione, come spiega il direttore Mazzetto, sono la dismissione di parte del patrimonio, la valorizzazione dei diritti edificatori detenuti dall’Ente e la cessione dei crediti non riscossi. ( Sulla carta,ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare la dismissione del patrimonio, mi vien da ridere e inoltre quel ricavato è intoccabile per pagare i debiti, i diritti edificatori e chi li dovrebbe valorizzare con questa crisi che c’è la vedo difficile. La cessione dei crediti non riscossi e se mi permettete qui mi vien da ridere. A quali crediti si riferisce il direttore? A quelli che risultano nel cervellone dell’Ater ? All’ora ne vedremo delle belle!)

Complessivamente, la contropartita di queste risorse è stata quantificata in un miliardo di euro.(?!?!?!?) La vendita degli immobili commerciali, per 500 milioni La metà del valore in gioco viene dal patrimonio immobiliare commerciale avviato alla vendita.

Si tratta di 4.400 unità immobiliari, «che realisticamente hanno un valore di mercato di 500 milioni, anche se in base alle valutazioni Omi (cioè dell’Agenzia delle Entrate, ndr) il valore sarebbe di 700 milioni».(Ma sanno in che condizioni sono questi locali? e sono tutti in regola urbanisticamente e catastalmente? Qualche dubbio mi viene)

Un primo bando è stato pubblicato, e a giugno scadrà il termine per le offerte. «Abbiamo messo in vendita una prima tranche di 52 immobili non residenziali, cioè uffici e negozi, per 22 milioni di euro», spiega Mazzetto. (Aspettiamo l’ASTA e poi ne riparleremo,ma un dubbio ci assale visti anche i prezzi di partenza se l’ASTA non avrà gli effetti sperati che cosa accadrà? Lo ha previsto questo il direttore? )

E il resto? «Dobbiamo valutare se è il caso di metterlo in vendita – risponde il direttore – visto anche il periodo non particolarmente felice per il mercato immobiliare, oppure se invece, come credo alla fine poi faremo, impostare una operazione finanziaria in grado di anticipare le risorse, utilizzando strumenti come il fondo immobiliare».( Ha,ha,ha, ecco la verità che viene fuori i fondi e chi ci guadagna su questa operazione?)

Parallelamente, l’Ater ha anche avviato un piano di vendita degli alloggi – anche in questo caso si tratta di 4.400 unità – il cui ricavato non concorre al risanamento economico in quanto per legge destinato a essere reinvestito. (Questo piano di vendita preparato dall’Ater di Roma sulla vendita degli alloggi in base alla legge LUPI , su tale piano ci sarebbe molto da dire, perché non rispetta affatto la Legge Lupi, è un vero pastrocchio e questo lo abbiamo già denunciato alla regione Lazio, che credo stia verificando.

Questo piano ha un orizzonte di 3-4 anni e dovrebbe consentire di ricavare 220-230 milioni di euro, «che – dice sempre il direttore – saranno reinvestite nella manutenzione straordinaria».(3-4 anni per vendere 4.400 alloggi? (Ma vi rendete conto di ciò che dice? l’Ater di Roma se ci impiega 4 anni non riesce neanche a vendere un alloggio al giorno, ma ha senso avere una “azienda” del genere? che ha solo costi e nessun beneficio?)

Entro quest’anno il piano stima di vendere 800 alloggi.(ha! ha! ha! mi vien da ridere dovrebbero vendere circa 3 alloggi al giorno senza contare un mese di ferie, sarebbe un miracolo, ma purtroppo i miracoli non avvengono)

Crediti non riscossi e diritti edificatori Le altre due leve a disposizione dell’Ater sono costituite dai crediti non riscossi, per circa 300 milioni, e i diritti edificatori nell’ambito del Prg della Capitale, per un valore stimato in 200 milioni di euro. (Non voglio entrare nel merito dei diritti edificatori che già sono una bella difficoltà, ma sui crediti credo di poter parlare. I 300 milioni di debiti   a cosa si riferiscono? Perché se si riferiscono a ciò che appare nel cervellone dell’Ater credo che occorre fare una TARA bella pesante, perché la mano destra non sa cosa ha fatto la mano sinistra)

Nel primo caso, il direttore riferisce che si sta ragionando su un’ipotesi finanziaria che consenta di anticipare il più possibile le risorse.(E quale sarebbe?)

Tra le opzioni c’è anche lo strumento della cartolarizzazione, con la garanzia dagli immobili.

L’Ater di Roma ha un elevatissimo tasso di morosità sui canoni: circa 50% per gli affitti di immobili abitativi e circa 55% per gli immobili commerciali.(In merito agli immobili commerciali  la morosità se viene calcolata come credo che sia, sugli immobili chiusi da decenni in quanto i titolari defunti o sezioni come la DC e il PSI non più funzionanti con contratti scaduti da decenni e mai più rinnovati mi viene solo da ridere. Sui canoni nel cervellone ci sono ancora le cavolate fatte da l’ex Presidente Massa ovvero le morosità degli ex INCIS che sono solo falsità, in quanto tali assegnatari avevano direttamente trattenuta sulla busta paga la quota inerente al canone di tali alloggi, ma nel cervellone risultano morosi)

Poi c’è l’altra risorsa: quella dei diritti edificatori. L’ex Iacp romano, riferisce sempre Mazzetto, detiene diritti edificatori per «220mila metri quadrati, pari alla possibilità di costruire 750mila metri cubi nell’ambito del piano regolatore di Roma. (E si le case popolari mai costruite e si è preferito far ingrassare i residence, ma la colpa di ciò è politica)

Diritti edificatori, tutti relativi a residenziale, che il Comune di Roma ha confermato all’Ater nel 2013. Stiamo ragionando con il Comune per capire dove poter farli atterrare.(Ha! ha!,Ha! il Comune di Roma?)

Alcuni hanno già le aree di atterraggio; altri no, perché derivano da compensazioni.

Poi, ovviamente, dobbiamo capire se abbiamo le risorse, e se ci sono dei partner con cui possiamo realizzare il programma». (Ha! ha! ha!)

Corviale, in corso di aggiudicazione il “chilometro verde” del quarto piano Tra le iniziative in corso, c’è il concorso per il “quarto piano” del famoso complesso di Corviale (per la riqualificazione degli spazi che in passato sono stati progressivamente occupati dai residenti nell’ambito delle aree destinate a servizi all’interno del noto palazzo progettato dall’Arch. Mario Fiorentino.( A mio modestissimo avviso altri soldi buttati quella costruzione come diceva giustamente l’Arch.Berdini andrebbe demolita e rifatta al limite tagliata facendone palazzine assestanti. Ma gli architetti si divertono cercando di migliorare ,ma senza raggiungere l’obiettivo, provate ad andare a Corviale, ma entrando dentro il muraglione e poi mi direte)

Dopo il concorso – vinto da T-Studio – e dopo la gara di lavori bandita nel febbraio scorso, siamo alla fase dell’aggiudicazione (provvisoria), che sarà completata «entro poche settimane», assicura Mazzetto.(Caro direttore a quanto ammontano i costi?)

La direzione lavori, aggiunge il direttore, «la faremo noi insieme all’architetto Guendalina Salimei», cioè la fondatrice di T-Studio, e l’architetto che ha curato, sempre su incarico dell’Ater, la progettazione definitiva e la progettazione esecutiva dell’intervento.(!?!?!)

 

 

INTERESSANTE SENTENZA DEL TAR E COLORO CHE HANNO TRASFORMATO IN APPARTAMENTI I LAVATOII CON UNA SEMPLICE DIA?

INTERESSANTE SENTENZA DEL TAR LAZIO, MA I FURBETTI LA SCAMPANO SEMPRE,CHI HA ACQUISTATO UN LAVATOIO CON LA LEGGE 42/91 E DOPO LO HA SUBITO TRASFORMATO IN ALLOGGIO E RIVENDUTO IMMEDIATAMENTE A PREZZO DI MERCATO,SENZA PAGARE IL DIRITTO DI PRELAZIONE CHE ERA SANCITO NEL ROGITO, A COSTUI NON GLI FA NULLA NESSUNO?

MA SI SA ALL’ATER DI ROMA C’E’ CHI PUO’ E CHI NON PUO’ BASTA AVERE LE CONOSCENZE GIUSTE!

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Tar Lazio: serve il permesso di costruire per trasformare in abitazione un garage

Donato Palombella

Il cambio comporta una modifica radicale della destinazione d’uso e del carico urbanistico con la conseguenza che la Dia/Scia diventa insufficiente

La trasformazione dell’autorimessa e del magazzino in abitazione comporta una modifica radicale della destinazione d’uso e del carico urbanistico con la conseguenza che la Dia/Scia diventa insufficiente essendo necessario il preventivo rilascio del permesso di costruire. Irrilevante che la modifica abbia lasciato inalterato il volume, le superfici ed i prospetti.

Il Comune sospende la Dia
Il progettista nonché direttore dei lavori chiede al Tar di annullare la determinazione dirigenziale con cui il Comune aveva annullato la Dia relativa ad un intervento “cambio di destinazione d’uso con opere e modifiche dei prospetti da autorimessa e da magazzino ad abitazione” e la realizzazione di “n. 4 U.I. di Sul maggiore di mq 45” senza alcuna modifica dei volumi e delle superfici lorde esistenti. Secondo il tecnico, il Comune avrebbe omesso di considerare la destinazione “prevalentemente residenziale” dell’edificio; i locali a piano terra dovevano essere considerati come delle mere pertinenze delle sovrastanti unità abitative con la conseguenza che, avendo riguardo alla destinazione dell’intero fabbricato, il cambio di destinazione sarebbe avvenuto all’interno della medesima categoria e, perciò, avrebbe dovuto essere considerato come un intervento “urbanisticamente irrilevante” ai sensi dell’art. 23-ter del Dpr n.380/2001.

Il parere del Tar
La questione finisce sui banchi della Sezione II-bis del Tar Roma che, con la sentenza n. 4577 del 13 aprile 2017, respinge il ricorso ritenendo che le opere fossero idonee a mutare radicalmente la destinazione d’uso degli immobili incidendo in modo determinate sul carico urbanistico. Il giudice amministrativo ricorda che le opere interne, gli interventi di ristrutturazione urbanistica, le opere di manutenzione straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo, necessitano del preventivo rilascio del permesso di costruire, e non della DIA, quando comportino un mutamento di destinazione d’uso tra due categorie funzionalmente autonome. Tale tesi troverebbe il proprio fondamento legislativo nel combinato disposto dell’articolo 3, comma 1, lett. a) e c), dell’articolo 10, comma 1, let. c) nonché dell’articolo 23 ter del Testo Unico.

Urbanisticamente rilevante la modifica del magazzino in residenza
In sostanza, secondo il Tar, la modifica della destinazione d’uso dei locali a piano terra, originariamente destinati ad autorimessa e a magazzino e poi trasformati in residenze, non può considerarsi ininfluente sotto il profilo urbanistico. Ma quando il cambio di destinazione diventa urbanisticamente rilevante? Secondo il giudice amministrativo, il punto di partenza è dato dalla distinzione tra “locali abitabili” (in cui rientrano gli immobili a destinazione residenziale) e “locali accessori” (composti da autorimesse, cantine e locali di servizio). Il cambio di destinazione sarebbe, quindi, “urbanisticamente rilevante” quando comporti una trasformazione tra locali residenziali e locali accessori. Il Tar sottolinea che “non è possibile ritenere urbanisticamente irrilevante la trasformazione di un garage, di un magazzino o di una soffitta in un locale abitabile; senza considerare i profili igienico-sanitari di abitabilità del vano, in ogni caso si configura, infatti, un ampliamento della superficie residenziale e della relativa volumetria autorizzate con l’originario permesso di costruire”.

Possibile il cambio di destinazione tra categorie omogenee
Richiamando alcuni precedenti (Tar Lazio, Roma, Sez. II bis, 4 aprile 2017 n. 4225 e 30 gennaio 2017 n. 1439), il Tar ricorda che è possibile fare a meno del permesso di costruire solo quando il cambio di destinazione d’uso avviene tra categorie edilizie omogenee in quanto, in tal caso, la variazione non incide sul carico urbanistico; viceversa, il PdC diventa indispensabile quando la modifica intervenga tra categorie edilizie funzionalmente autonome e non omogenee. La trasformazione del “locale accessorio” (quale l’autorimessa o il deposito) in “residenziale”, comporta una modifica edilizia con effetti incidenti sul carico urbanistico, con conseguente assoggettamento al regime del permesso di costruire e ciò indipendentemente dall’esecuzione di opere che, comunque, nel caso in esame sono presenti. Viceversa sarebbe del tutto legittimo il cambio di destinazione del locale commerciale in deposito (e viceversa) in quanto, in questo caso, la variazione avverrebbe tra cambio di destinazione del locale commerciale in deposito (e viceversa) in quanto, in questo caso, la variazione avverrebbe tra immobili a destinazione non residenziale.

DOMENICA 30 APRILE ANDIAMO A VOTARE PER RENZI

DOMENICA 30 APRILE CI SONO LE PRIMARIE  DEL PD E IO INVITO TUTTI I MIEI AMICI,COMPAGNI E CONOSCENTI AD ANDARE A VOTARE PER RENZI.

SI VOTA DALLE H.8 ALLE H.20.00

CERCA IL TUO SEGGIO SUwww.primariepd2017.it

NELLA MIA ASSOCIAZIONE HO DATO OSPITALITA’ AL PD PER METTERE  IL SEGGIO PER VOTARE

CHI HA VOLUTO TALE CAUSA ? E MO CHI PAGA? L’ATER PRENDA ESEMPIO DA TALE SENTENZA!

Colpo alla delibera 140: “Il Comune non poteva guadagnare di più dagli affitti alle associazioni”

La Corte dei Conti smonta la tesi del danno erariale che era alla base della delibera 140. Assolti i dirigenti capitolini. Le realtà associative colpite dagli sgomberi attendono ora un segnale dal Campidoglio

11 aprile 2017

Assolti. I dirigenti di Roma Capitale che non avevano usato il pugno duro contro le realtà assegnatarie di spazi comunali possono tirare un sospiro di sollievo. Il pagamento d’un canone ridotto del 20% era corretto. Anche perchè, come riporta la sentenza, i beni comunali di cui molte associazioni romane beneficiavano erano, e sono ancora oggi, “destinati a usi di pubblica utilità sociali e culturali”. E questa particolare finalità, di fatto “non li rendeva utilizzabili e sfruttabili alla stregua di locali da affittare”.

Non c’è stato alcun danno erariale. In altre parole, il Comune non poteva ottenere di più di quanto l’ordinanza del Sindaco Rutelli disponesse: un affitto pari ridotto dell’80% rispetto al valore di mercato. Smontata la tesi della Procura regionale, si riapre la partita sui beni indisponibili di Roma Capitale. Perché a beneficiare della sentenza della Corte dei Conti, potrebbe essere la galassia delle realtà operanti in campo socio-culturale. Vale a dire quelle centinaia di associazioni che sono state colpite dalla delibera 140.

La sentenza arriva a pochi giorni dalla manifestazione annunciata da “Roma non si Vende”. Il 6 maggio infatti la rete di comitati ed associazioni, ha annunciato un grande corteo, ispirato da alcuni concetti chiave. Tra questi, anche la diversa “gestione del patrimonio pubblico”. Al riguardo, gli organizzatori hanno fatto notare come l’amministrazione finora “è stata incapace di produrre un’ inversione di tendenza”. Il cambio di passo era stato chiesto anche in occasione della manifestazione che le realtà colpite della delibera 140 avevano organizzato in Campidoglio. In quell’occasione Nunzio D’Erme, storico attivita della galassia dei centri sociali, aveva sottolineato le pesanti eredità lasciate dalla precedenti amministrazioni. Contemporaneamente aveva  però rimarcato che “doveva arrivare un segnale di speranza rispetto a quanto avvenuto prima”. Speranza disattesa da un M5s divenuto “prigionierio di un meccanismo e di una macchina burocratica amministrativa che se li sta divorando”.

IL RUOLO DI ROMA CAPITALE – Oggi a chiedere quest’inversione di tendenza sono le “importanti esperienze sociali e culturali della città che – ricorda la rete Roma non si Vende – sono state sfrattate o rischiano di esserlo, mentre va avanti la persecuzione economica per delle realtà che più che in debito risultano in forte credito nei confronti del Comune”. Come viene sottolineato nell’appello alla mobilitazione, questi spazi hanno portato avanti “un’azione meritevole non solo sul piano sociale ma anche della semplice cura e salvaguardia del patrimonio immobiliare abbandonato”. Il destino di tutte queste realtà potrebbe cambiare. Perché accada, il Campidoglio deve fare la propria parte, fermando la spirale degli sgomberi che stanno colpendo le realtà associative della Capitale. Occorre cioè che il Sindaco e la sua Giunta raccolgano un assist indirettamente offerto dalla sentenza della Corte dei Conti.