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NON SOLO IL DESTINO,MA ANCHE L’ATER CI SI METTE….

Da: fgrandelia@alice.it [mailto:fgrandelia@alice.it] Inviato: martedì 12 dicembre 2017 21:19 A: am.addante@tin.it Oggetto: Ascensore fermo

Ciao Annamaria, scusa il disturbo,  ti comunico che l’asensore  della palazzina  E/3 fab. 83  sito in Roma, V.le Caduti per La Resistenza 606—————- scusami Annamaria interrompo il messaggio mia moglie si e’ sentita male e adesso ci sono i sanitari dell’ambulanza

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QUESTA E’ L’E.MAIL CHE MI E’ ARRIVATA IERI SERA ALLE 21,19………

IERI STESSO MI AVEVA TELEFONATO DISPERATAMENTE IL SIG.FRANCESCO PER CHIEDERMI AIUTO IN QUANTO AVEVANO L’ASCENSORE FERMO DA DIVERSO TEMPO  E LA MOGLIE CARDIOPATICA AVEVA SERI PROBLEMI A FARE LE SCALE, IO GLI HO DETTO INVIAMI UNA E.MAIL CON I DTI CHE LA INOLTRE SUBITO AL DIRIGENTE.

PURTROPPO STAMANE MI HA TELEFONATO LA FIGLIA COMUNICANDOMI CHE IL PAPA IL SIG.FRANCESCO GLI AVEVA DETTO DI AVVERTIRMI CHE LA MOGLIE ERA DECEDUTA.

NON VOGLIO ADDOSSARE LA COLPA A NESSUNO,MA COSTRINGERE PERSONE ANZIANE E MALATE A FARSI LE SCALE A PIEDI PER GIORNI E GIORNI O SEGRECARLE DENTRO LE CASE PERCHE’ A CAUSA DELL’ASCENSORE NON POSSONO USCIRE CREDO CHE NON SIA DEGNO DI UN PAESE CIVILE.

PURTROPPO E’ UN PROBLEMA GRAVE E ANNOSO PERCHE’ L’ATER DI ROMA NON FUNZIONA, IN QUANTO UNA COSI DETTA “AZIENDA”  CHE RITENGO  CHE SIA STATO IL PIU’ GRAVE ERRORE QUELLO DI TRASFORMARE GLI IACP IN AZIENDA, IN QUANTO HA PROVOCATO DANNI MAGGIORI SIA ALL’AZIENDA CHE ALL’UTENZA.

IL DISCORSO SAREBBE TROPPO LUNGO E SPERO DI POTERLO FARE AL PIU’ PRESTO AL NUOVO COMMISSARIO E DIRETTORE AI QUALI ABBIAMO CHIESTO L’URGENTEMENTE UN INCONTRO.

COLGO L’OCCASIONE DI PORRE LE MIE ONDOGLIANZE AL SIG.FRANCESCO PER LA MORTE DELLA SUA CARA COMPAGNA DI UNA VITA, POSSO SOLO DIRE CHE ERANO INNAMORATI L’UNO DELL’ALTRA UNA COPPIA DOLCISSIMA E FELICE.

CARO FRANCESCO SO QUANTO SARA’ DIFFICILE PER TE CONTINUARE A VIVERE SENZA LA TUA DOLCE COMPAGNA,MA DEVI FARTI FORZA PER LEI,PER TE E PER I TUOI FIGLI, UN ABBRACIO FORTE E CORAGGIO

ANNAMARIA

Le revisioni catastali a rischio incostituzionalità

  • di Vincenzo Malatesta
  • Lunedì 13 Marzo 2017, 09:13

Le revisioni catastali a rischio incostituzionalità

La Consulta dovrà decidere se l’Agenzia delle Entrate possa intervenire aumentando le rendite catastali degli immobili attraverso il “riclassamento” A rischio incostituzionalità l’aumento di classe catastale delle abitazioni realizzato per microzone cittadine dai Comuni, in primis Roma ma anche Milano, Bari e Lecce. Sarà dunque la Consulta a stabilire se va cancellata o no la procedura di cui all’articolo 1 comma 335 della Finanziaria 2005, con cui l’amministrazione locale chiede all’Agenzia delle entrate di rivedere il livello di redditività di un immobile nelle aree urbane dove c’è uno scostamento significativo fra la media del valore di mercato e quello catastale.   Dubbi di legittimità   A dubitare della legittimità è un giudice della commissione tributaria regionale del Lazio, secondo cui la rivalutazione «massiva», cioè di tutti gli appartamenti di una determinata porzione di città, «colpisce indiscriminatamente senza alcuna verifica concreta» sul singolo immobile. Spara nel mucchio, insomma.

E con questa tecnica Roma Capitale ha messo nel mirino il 9 per cento del patrimonio immobiliare locale: la nuova rendita complessiva è salita da 470 a 594 milioni di euro.   Valutazione per singola unità   Non ha dubbi, ora, la Ctr Lazio: il riclassamento per microzone risulta in contrasto con gli articoli 3, 53, 97 della Costituzione, vale a dire con i principi di non discriminazione, capacità contributiva e imparzialità dell’amministrazione.

Attribuire la classe a un immobile «era e resta» un’operazione che interessa necessariamente una singola unità immobiliare perché va a «inquadrare identità, natura e qualità» del cespite.

Il collegio ricorre a un esempio: «Due vani senza cucina al quarto piano di un vecchio fabbricato» non possono cambiare accatastamento soltanto in base ai movimenti di mercato in zona perché – scrive il giudice relatore – «l’argento», per quanto possa subire sbalzi di prezzo, non può mai essere definito «oro». Insomma: secondo l’ordinanza non si può modificare a tavolino il tasso di redditività di un immobile senza che i locali siano stati ristrutturati o abbiano beneficiato di lavori di risanamento.

La revisione produce effetti sulla tassazione È vero, cambiare la classe catastale dell’abitazione non rappresenta un vero e proprio atto di imposizione fiscale, ma incide comunque sulla rendita e produce effetti sulla tassazione diretta e locale: attribuisce infatti all’immobile un nuovo parametro di produttività. E il fisco può portare a termine l’operazione senza compiere un sopralluogo nell’appartamento. L’iter, poi, mette il contribuente a rischio disparità di trattamento: il Comune potrebbe ad esempio chiedere alle Entrate di intervenire su alcune microzone della città invece che su altre. Non resta dunque che attendere la risposta della Corte costituzionale, su di una questione seguita con attenzione da Confedilizia.

Addio alle case “ultrapopolari” È stato massiccio a Roma il processo di revisione realizzato con gli strumenti della Finanziaria 2005, che comprendono il comma 336, relativo agli appartamenti il cui valore è aumentato grazie a una ristrutturazione .

In particolare, soltanto grazie all’alleanza tra Comune e Agenzia fiscale, scompaiono le case «ultrapopolari»: da 1.800 ne restano 28. Le «popolari» scendono da 38 mila a 5 mila, quelle di tipo «economico» da 21 mila a 6 mila. Le zone più colpite dalle variazioni della rendita sono: Centro storico (29.179 unità immobiliari); Salario-Trieste (22.768); Delle Vittorie-Trionfale (20.632), Parioli (20.059).

Valori anomali   I risultati complessivi dell’operazione? Circa 30 mila immobili diventano «abitazioni civili» entrando in categoria A/2, delle quali 20 mila provenienti dalla modesta A/4. Su 224 mila unità esaminate in 17 microzone della città il classamento catastale cambia per ben 175 mila con un incremento della rendita stimato in 123 milioni di euro. Nel territorio dell’Urbe su 237 microzone sono risultate anomale nel rapporto fra valori catastali e prezzi di mercato: centro storico; Aventino; Trastevere; Borgo; Prati; Flaminio 1; XX Settembre; Monti; San Saba; Testaccio; Gianicolo; Delle Vittorie-Trionfale; Flaminio 2; Parioli; Salario Trieste; Esquilino; Ville dell’Appia.    

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GIU’ LE MANI DALLE CASE POPOLARI, NON POTETE MODIFICARNE LA RENDIITA A VOSTRO PIACIMENTO E NON POTETE VENDERLE A PREZZO DI MERCATO PERCHE’ E’ INCOSTITUZIONALE, LA POLITICA TIRI FUORI LE PALLE E VENDA GLI ALLOGGI POPOLARI  AI PREZZI STABILITI DALLE LEGGI VIGENTI, ANCHE PERCHE’ LO STATO E LE REGIONI NON POSSONO LUCRARE SU TALI IMMOBILI, INOLTRE SONO ISCRITTI AL BILANCIO DELL’ATER AL PREZZO REALE DI COSTO, COSTO CHE NON E’ STATO MAI AGGIORNATO CON L’AUMENTO ISTAT.

PER CUI GIA’ OGGI DEBBONO PAGARE ALLO STATO IL PLUS VALORE OGNI VOLTA CHE VENDONO UN ALLOGGIO POPOLARE PERCHE’ STORACE HA AVUTO LA DEMENZIALE IDEA DI TRASFORMARE GLI IACP IN AZIENDE.

MA COME SI PUO’ FARE UNA COSA SIMILE? UN’AZIENDA DEVE AVERE PROFITTO SI PUO’ AVERE PROFITTO SUL SOCILAE?

NON FATEVI RACCONTARE CAVOLATE APRITE BENE GLI OCCHI

Riforma catasto 2017: nuovo calcolo della rendita catastale. Chi pagherà di più?

Anna Maria D’Andrea – Imposte di registro, ipotecarie e catastali

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La riforma del catasto sarà inserita nel Def di aprile 2017; in arrivo il nuovo calcolo della rendita catastale e un nuovo aumento delle imposte sulla casa per i cittadini proprietari di immobili. Ecco le novità.

3 aprile 2017

La riforma del catasto nel 2017 sarà uno dei punti centrali del Def, il Documento di Economia e Finanza, che il Governo Gentiloni invierà a Bruxelles nelle prossime settimane. Al centro delle novità per i proprietari di case sarà il nuovo calcolo della rendita catastale degli immobili sulla base dei metri quadri e dell’effettivo valore commerciale.

Nel 2015 la riforma catasto era stata accantonata da Renzi, perché il nuovo calcolo basato su un algoritmo impostato sui calcoli effettuati dall’Agenzia delle Entrate avrebbe finito col far lievitare le tasse e le imposte sugli immobili nei confronti dei proprietari di case; a pagarne le conseguenze soprattutto i cittadini proprietari di case al centro delle grandi città e nei centri storici.

Con la riforma del catasto che il Governo Gentiloni è pronto ad inserire nel Def di aprile 2017 il calcolo della rendita catastale e del valore dell’immobile dovrà in ogni caso prevedere l’invarianza del gettito fiscale, ovvero non aumenteranno le entrate che lo Stato ricava dalle imposte sulla casa.

Questo non significa che il nuovo calcolo della rendita catastale non comporterà aumenti: a scontare la pena della riforma del catasto nel 2017 saranno i proprietari di immobili al centro mentre al contrario pagheranno meno i proprietari di case nelle periferie, spesso di piccola metratura e suddivisi in molti vani. Non si tratterà, in sostanza, di aumenti indifferenziati per le tasse sulla casa ma il prelievo fiscale sarà riequilibrato sulla base dell’effettivo valore commerciale della propria abitazione.

La rendita catastale sarà calcolata sulla base dei prezzi e sul valore di mercato e questo comporterà non soltanto l’aumento delle imposte, in determinati casi, ma anche al ricalcolo delle prestazioni sociali di diritto calcolate sulla base del reddito Isee. Chi pagherà di più e quali le novità che saranno introdotte con la riforma del catasto 2017?

Riforma catasto 2017: nuovo calcolo della rendita catastale. Ecco chi pagherà di più

Nella riforma del catasto che il Governo Gentiloni promette di portare a compimento nel 2017 ed entro la fine della legislatura, il calcolo della rendita catastale finirà col far aumentare le imposte a carico di proprietari di case situate in centri storici e nel centro delle città.

Infatti, mentre attualmente il calcolo della rendita catastale è effettuato tenendo conto dei vani dell’immobile, la riforma catasto 2017 prevede che a determinare l’ammontare delle imposte da pagare siano i metri quadri della casa e tutte le caratteristiche che determinano il valore commerciale dell’immobile, tra cui appunto l’ubicazione al centro o alla periferia della città, i servizi disponibili e le caratteristiche della casa.

Le novità che saranno introdotte, inoltre, elimineranno l’attuale categorizzazione per categorie catastali A1, A2 o A3 e tutte le abitazioni saranno classificate come ordinarie, O. La prima conseguenza sarà che i proprietari di immobili ordinari ubicati al centro della città e fino ad oggi rientranti nelle categorie di alloggi civili o economici subiranno un sensibili aumento della rendita catastale; il contrario, invece, per chi è proprietario di immobili in periferia di piccola metratura.

Riforma catasto 2017: prestazioni sociali a rischio con il nuovo calcolo della rendita catastale

Con la riforma del catasto tra le immediate conseguenze non ci sarà soltanto e in determinati casi l’aumento delle imposte come Imu e Tasi. I cittadini che attualmente usufruiscono di prestazioni sociali a sostegno del reddito, con il nuovo calcolo della rendita catastale potrebbero veder venir meno il diritto ad accedervi.

Il nuovo calcolo aumenterà il valore non soltanto dell’immobile, adattato ai prezzi di mercato e all’effettivo valore commerciale, ma anche il reddito Isee, utilizzato per l’accesso a prestazioni sociali come il bonus bebè, le agevolazioni universitarie e scolastiche e le prestazioni agevolate di servizi pubblici.

Famiglie e pensionati in primis dovranno fare i conti con il conseguente aumento del reddito fondiario che, sulla base di quanto previsto dalla riforma del catasto, prenderebbe come primo riferimento la posizione dell’immobile e il valore commerciale calcolato sui metri quadri della propria casa.

La riforma del catasto e delle rendite catastali, ferme al 1939, erano state più volte richieste all’Italia dalla stessa Europa che, con il Def di Aprile 2017, potrebbe finalmente trovarsi accontentata. Intanto, tra i cittadini che temono l’aumento delle imposte sulla casa, l’unica e momentanea consolazione è il fatto che la delega legislativa necessaria per dare il via alla riforma dovrà essere discussa e approvata e che per l’entrata in vigore della nuova riforma bisognerà in ogni caso attendere la conclusione dell’iter legislativo.

 

MA QUESTI I PIEDI PER TERRA LI METTONO MAI?

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LA PROPOSTA DI RISTRUTTURARE  GLI EDIFICI DELL’AREONATICA DI CENTOCELLE GLI EX INCIS A ME SEMBRA ASSURDA IN QUANTO TALI ALLOGGI IN PARTE SONO STATI GIA’ VENDUTI, MA FORSE LORO NON LO SANNO, MA COME FANNO A LAVORARE QUESTI DIRIGENTI SENZA PRIMA VERIFICARE LA SITUAZIONE?

IL PROBLEMA CASA VA AFFRONTATO DA COMPETENTI E NON DA PERSONE IN GRAN PARTE INCOMPETENTI COME STA FACENDO LA REGIONE CON UNA DTERMINA ASSURDA CON LA QUALE  HA NOMINATO UN GRUPPO DI ESPERTI, PER STUDIARE LE PROBLEMATICHE GESTIONALI DELLE AZIENDE ERP E LEGGENDO TALE DELIBERA  MI SI SONO ADDRIZZATI I CAPELLI IN TESTA PERCHE’ CI SONO TUTTI COLORO CHE HANNO DIRETTO O AVUTO RUOLI DIRIGENZIALI E CHE SE OGGI L’ATER E’ IN QUESTE CONDIZIONI HANNO GROSSE RESPONSABILITA’ LORO.

E COME METTERE A GESTIRE IL FORMAGGIO AL TOPO, MA COME PUO’ LA REGIONE FARE SIMILI SCELTE ?

ORA CAPISCO PERCHE’ C’E’ IL DIVIETO DI PUBBLICARLA SUL BOLLETTINO REGIONALE

COME PUO’ NOMINARE ESPERTI PER PROGETTARE UNA NUOVA GESTIONE DELL’ERP METTENDOCI I PEGGIORI AMMINISTRATORI CHE HA AVUTO L’ATER.

MA PERCHE’ VA ALLO SBARAGLIO? PERCHE’ NON SI DOCUMENTA MEGLIO? CARA VIRGINIA NON TI FIDARE DEI TUOI DIRIGENTI CHE TE ROVINANO!!!

ASCOLTATE CON ATTENZIONE TUTTO E CON SERENITA’ E CAPIRETE CHE LA SINDACA PARLA DI COSE CHE NON CONOSCE.

L’UNICO SINDACO CHE HA DATO CASA AI CITTADINI ROMANI E’ STATO PETROSELLI.

LA SINDACA CI DICA INVECE PER QUALE MOTIVO IL COMUNE HA INTASCATO 2MILA EURO DAGLI ASSEGNATARI PER VENDERGLI LA CASA E ANCORA GLIE LA DEVONO VENDERE E NONOTANTE I SOLLECITI FATTI ALL’ASSESSORATO AL ATRIMONIO E A RISRSE PER ROMA NON SE NE ESCE,MA I SODI SE LI SONO BECCATI.

CARA SINDACA NON FARTI INCANTARE DALLE FESSERIE CHE TI RACCONTANO CERTI DIRIGENTI, PERCHE’ RISCHI DI SBATTERCI LA FACCIA.

SE VUOI TI FACCIO UN RAPIDO CORSO SULLA TEMATICA CASE POPOLARI.

E SE CI SONO  OCCUPANTI CHE NON PAGANO E QUELLI CHE NON RIENTRANO NELLE LEGGI ERP E NON HANNO DIRITTO ALLA CASA, LA COLPA E LA RESPONSABILITA’ NON E’ POLITICA,MA SOLO DELLA CLASSE DIRIGENTE E DELLA BUROCRAZIA CHE NON FA IL SUO LAVORO CON ONESTA’ E DILIGENZA.

 

Virginia Raggi a Piazzapulita (INTEGRALE) 7/12/2017
youtube.com

MA STE PANZANE CHI GLIE LA DETTE ALLA SINDACA, PER CASO LA DOTT.SSA GRASSIA?

MA NE DICE DE FESSERIE STA SINDACA, FORSE NON HA LETTO LA LEGGE REGIONALE DEL LAZIO LA N.26 DE 2006 ART.50 COMMA 3 CHE APPUNTO PARLA PROPRIO DI COLORO CHE SUPERANO IL REDDITO.

NON HA NEANCHE LETTO LA LEGGE 12 DEL 1999 ANCORA VIGENTE L’ART.12 COMMA 1,4 E 5.

MA NON CONOSCE NEANCHE LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE DEL MARZO 2017.

MA CHE FA PETTINA LE BAMBOLE?
TEMO CHE SI SIA FATTA INFLUENZARE DALLA RESPONSABILE DELL’ASSESSORATO AL PATRIMONIO CHE PRIMA LAVORAVA ALL’ATER E CHE HA FATTO UN SACCO DI DANNI.

INFATTI LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE HA SMENTITO TUTTE LE ASSURDITA’ CHE COSTEI SENTENZIAVA NEI CONFRONTI DEL RIENTRO DEI FIGLI.

BASTA NON SE NE PO’ PIU’ DI QUESTI POLITICI E DIRIGENTI CHE APRONO BOCCA E GLI DANNO FIATO SENZA LEGGERE LE LEGGI E SENZA CONOSCERE LE REALTA’.

CARA VIRGINIA STUDIA PRIMA DI APRIRE DI PARLARE !!!!!

Altro…

Virginia Raggi a Piazzapulita (INTEGRALE) 7/12/2017
youtube.com

MA NON MI DIRE LA RAGGI CACCIA LA GRASSIA! PURE LEI! MA ALL’ORA NON E’ COSI INGENUA STA RAGGI.

RAGGI CACCIA LA GRASSIAimg330

PURE LA RAGGI SI E’ RESA CONTO CHE E’ PERICOLOSA, MA SE LA RAGGI LA CACCIA DOVE ANDRA’ LA GRASSIA?

PER NOSTRA DISGRAZIA TORNERA’ ALL’ATER DI ROMA A CONTINUARE A FARE DANNI COME LI HA FATTI SUL DIRITTO DEI FIGLI A RIENTRARE NEL LORO NUCLEO FAMIGLIARE, CHE FINALMENTE LA CASSAZIONE CI HA DATO RAGIONE.

E’ UNA VITA CHE DICEVO A TUTTI DELL’ATER DI ROMA CHE I FIGLI AVEVANO DIRITTO AL RIENTRO NEL LORO NUCLEO FAMIGLIARE  A PRESCINDERE SE C’ERANO GIA’ AL MOMENTO DELL’ASSEGNAZIONE, MA LA DOTT.SSA GRASSIA HA CONFUSO IL RIENTRO NEL NUCLEO FAMIGLIARE COME ASSERISCE LA LEGGE 12/99 ART.12 COMMA 1, 4 E 5 CON IL RIENTRO NELL’ALLOGGIO,LEI SI E’ OSTINATA A DIRE CHE IL RIENTRO SI INTENDEVA NELL’ALLOGGIO E NON NEL NUCLEO FAMIGLIARE COME DICE INVECE LA LEGGE E LO STESSO TITOLO DELL’ARTICOLO (Subentro nell’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati all’assistenza abitativa e ampliamento del nucleo famigliare) MA PER FORTUNA C’E’ LA SANTA CASSAZIONE.

MA NON SOLO LEI ANCHE L’ALLORA DIRIGENTE GRAZIOSI, E TUTTI I VARI RESPONSABILI DI ZONA, CHE PER AMORE DELL’ONESTA’ INTELLETTUALE ALCUNI NON NE ERANO CONVINTI,MA QUELLE ERANO LE DISPOSIZIONI DATE DALLA GRAZIOSI E DALLA GRASSIA.

MA LA DOMANDA CHE MI FACCIO SPESSO,MA QUESTI DIRIGENTI SUPER PAGATI CHE NON NE AZZECCANO UNA, MA NON DOVREBBERO PAGARE QUANDO FANNO SIMILI DANNI?

COME MINIMO GLI DOVREBBERO TOGLIERA LA DIRIGENZA E RIMANDARLI A SCUOLA.

 

MI DISPIACE PER L’ATER DI ROMA, MA L’ADDANTE HA SEMPRE RAGIONE, LO DICE ANCHE LA CASSAZIONE

CON GRANDE SODDISFAZIONE DOPO ANNI E ANNI DI LOTTA NEI CONFRONTI DELL’OTTUSITA’ DEI DIRIGENTI E FUNZIONARI DELL’ATER DI ROMA IN MERITO AL RIENTRO DEI FIGLI E L’INERZIA DELLA REGIONE LAZIO, LA CASSAZIONE HA SANCITO CHE I FIGLI TUTTI HANNO DIRITTO AL SUBENTRO NELL’ALLOGGIO POPOLARE ANCHE SE NON ERANO NEL CONTRATTO ORIGINALE E ANCHE SE L’ALLOGGIO DOPO LA MORTE DEL CONIUGE ERA STATO FATTO UN NUOVO CONTRATTO ALLA VEDOVA SENZA LA PRESENZA DEI FIGLI NEL CONTRATTO.

LA CASSAZIONE HA SMENTITO TUTTE LE FROTTELE E LE PRESUNZIONI MESSE IN ATTO DALL’ALLORA DOTT.SSA GRAZIOSI E DALLA DOTT.SSA GRASSIA E COME SOSTENUTO DALL’AVVOCATO DELL’ATER DI ROMA DI DOMENICO ALFONSINA, IN UNA NOTA  GIA’ CRITICATA DALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE IN UN ARTICOLO PUBBLICATO A SUO TEMPO.

OGGI FINALMENTE LA CASSAZIONE CONFERMA (come sotto riportato uno stralcio della sentenza) CHE TUTTO QUELLO CHE LA NOSTRA ASSOCIAZIONE HA SEMPRE SOSTENUTO E’ LA VERA INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE.

MA QUESTI PERSONAGGI QUANTI DANNI HANNO ARRECATO AGLI INTERESSATI,QUANTI FIGLI SONO STATI CONSIDERATI OCCUPANTI ABUSIVI E QUANTI SE NE SONO DOVUTI ANDARE VIA DALL’ALLOGGIO.

ORA CHI LI RIPAGA DI  TUTTO CIO’!

DI TUTTE LE ANSIE E TUTTE LE FRUSTRAZIONI DI COSTORO CHE SI SONO VISTI BEFFEGGIATI DAI VARI RESPONSABILI DEI LORO PROCEDIMENTI.

SPERO E MI AUGURO CHE TUTTI COLORO CHE SI SONO VISTI OSTEGGIATI IL SUBENTRO SI FACCIANO AVANTI CI CONTATTINO E FINALMENTE GIUSTIZIA VERRA’ FATTA ANCHE PER LORO.

LA DOTT.SSA GRASSIA ORA STA FACENDO DANNI ALCOMUNE DI ROMA PERCHE’ IL MOVIMENTO 5 STELLE L’HA VOLUTA COMANDATA AL COMUNE COME DIRIGENTE DELL’ASSESSORATO AL PATRIMONIO E BASTA LEGGERE LE CRONACHE ODIERNE CE NE STIAMO GIA’ RENDENDO CONTO.

VA INOLTRE PRECISATO CHE TALE CASINO E’ STATO FATTO SOLO ALL’ATER DI ROMA, E PURTROPPO ANCHE ALL’ATER DELLA PROVINCIA DI ROMA FINO A QUANDO NON E’ STATO FATTO DIRETTORE L’ING.MANNINO.

PERCHE NONOSTANTE LE NOSTRE PRESSIONI ANCHE L’AVVOCATURA DELL’ATER DELLA PROVINCIA HA FATTO ORECCHIE DA MERCANTE SU TALE POSIZIONE FACENDO POLITICA INVECE DI FARE DIRITTO, MENTRE LE ALTRE ATER DEL LAZIO IN PRIMIS L’ATER DI LATINA HANNO SEMPRE APPLICATO CORRETTAMENTE LA LEGGE.

SE CLICCATE SUL NUMERO SOTTO RIPORTATO POTETE LEGGERE INTEGRALMENTE LA SENTENZA.

ORDINANZA dell’assegnazione- Diritto al sul ricorso 16236-2015 proposto da: subentro -Configurabilità AZIENDA TERRITORIALE EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA -DEL COMUNE DI ROMA , in persona del Direttore  Generale pro tempore, Arch.CLAUDIO ROSI, R.G.N. 16236/2015

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PAOLUCCI DE CALBOLI 20 – E, presso lo studio dell’avvocato EDMONDA    ROLLI, che la rappresenta e difende giusta procura  Ud. 15/03/2017

QUESTO DICE LA CASSAZIONE

La norma prevede dunque espressamente due categorie di legittimati al subentro: a) i componenti del nucleo familiare originariamente assegnatario; b) componenti del nucleo familiare Ai sensi del sopra riportato comma 4, tra le ipotesi di ampliamento del nucleo familiare è espressamente indicato quella del rientro dei figli, motivato da separazione omologata dal giudice competente. Trattasi di due categorie autonome e non necessariamente interdipendenti: a) i componenti del nucleo familiare originariamente assegnatario, che sono assegnatari anche se non facenti parte del nucleo (pure) al momento del decesso dell’assegnatario e del subentro nell’assegnazione, il permanere della convivenza tra i due momenti non essendo contemplato tra i requisiti richiesti dalla norma; b) i componenti del nucleo familiare ampliato, che dello stesso fanno parte al momento del decesso dell’assegnatario e del subentro nell’assegnazione. Tale diritto spetta pertanto anche a chi non faceva parte del nucleo familiare originariamente assegnatario, come risulta sintomaticamente confermato, da un canto, dal rilievo che i componenti del nucleo familiare originariamente assegnatario sono, in quanto tali, già aventi diritto al subentro, e la previsione sub b) verrebbe a risultare altrimenti inutile; per altro verso, che il rientro è espressamente previsto con riferimento al nucleo familiare(costituendo appunto ipotesi di relativo ampliamento), e non già all’alloggio,come dovrebbe invero intendersi in base alla tesi sostenuta dall’odierna ricorrente secondo cui il «rientro» presupporrebbe «necessariamente e logicamente un precedente ingresso e/o una pregressa permanenza nell’alloggio». Va ulteriormente sottolineato che, diversamente da quanto sostenuto dall’odierno ricorrente, il rientro nel nucleo familiare ex art. 12, comma 4 lett. e), L.R. ( Lazio ) n. 12 del 1999 e il diritto al subentro nell’assegnazione non dipendono da un provvedimento autorizzatorio dell’ente gestore, ma si verificano automaticamente al ricorrere delle condizioni previste dalla legge. Ai sensi dell’art. 12, comma 5, L.R. ( Lazio ) n. 12 del 1999 l’ingresso deve essere infatti immediatamente comunicato a quest’ultimo, cui sono attribuiti poteri di verifica in ordine alla sussistenza di cause, tra cui quella delle “comunicazioni non veritiere”, comportanti la mera inefficacia dell’ampliamento ai fini dell’eventuale subentro.Trattasi pertanto di verifica che ha natura di mero accertamento, avente ad oggetto cause di decadenza dall’assegnazione [ art. 12, comma 5, L.R. (Lazio) n. 12 del 1999 ].

Attesa la reciproca soccombenza va disposta la compensazione delle spese del giudizio di cassazione tra le parti.

                                                            P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso principale, dichiara inammissibile il ricorso incidentale. Compensa tra le parti le spese del giudizio di cassazione. Ai sensi dell’art. 13, co. 1-quater, d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, come modif. dalla I. 24 dicembre 2012, n. 228, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte dei ricorrenti, principale ed incidentale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso principale e per il ricorso incidentale, a norma del comma 1-bis dello stesso art. 13. Corte di Cassazione – copia non ufficiale

Roma  15,03,2017

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ORA VORREI DIRE AI VARI LANCIANI DELL’UNIONE INQUILINI CHE HANNO SEMPRE INVECE SOSTENUTO LE POSIZIONI DEI VARI PRESIDENTI – COMMISSARI INVECE DI TUTELARE I PROPRI ISCRITTI OGGI CON CHE FACCIA SI PRESENTANO?

E SOPRATUTTO ALLA DOTT.SSA ACETI DEL COMUNE DI ROMA E ALL’EX VICE SINDACO DEL COMUNE DI ROMA  SIG.LUIGI NIERI CHE HANNO SEMPRE SOSTENUTO IL CONTRARIO E A TUTTE LE ASSOCIAZIONI E COMITATI CASA CHE SI SONO PIEGATI GENUFLESSAMENTE AL VOLERE POLITICO DI CERTI PERSONAGGI, OGGI VI E’ ARRIVATA UN’ALTRA TEGOLA IN TESTA CON QUESTA SENTENZA DELLA CASSAZIONE, PERCHE’ TRA LA LEGGE LUPI E QUESTA SENTENZA LE OCCUPAZIONI VE LE SOGNATE. ERA ORA!!!

EVVIVA LA CASSAZIONE, EVVIVA IL DIRITTO RICONOSCIUTO E SANCITO DALLA LEGGE .

 

DA QUESTO SOGGETTO NON MI FAREI RAMMENDARE NEANCHE UN ORLO DI UNA TENDA!

CARI CITTADINI QUESTO TIZIO MI HA FATTO VERAMENTE INCAVOLARE, PERCHE’ OLTRE IL TEMPO CHE LE HO DEDICATO SULLE CAVOLATE CHE SCRIVEVA ALLA FINE IO SAREI LA MALEDUCATA.

OLTRE A SVOLGERE GRATIS  IL MIO LAVORO  CERCANDO DI AIUTARE TUTTI COLORO CHE HANNO VERAMENTE BISOGNO, MI DEVO ANCHE SENTIR DIRE DA QUESTO SOGGETTO CHE SONO MALEDUCATA, LASCIO A VOI ILGIUDIZIO

GRAZIE

Annamaria

Da: Annamaria Addante [mailto:am.addante@tin.it] Inviato: venerdì 1 dicembre 2017 16:19 A: ‘gianluca varriale’ Oggetto: R: Info legge 513

IO SAREI LA MALEDUCATA ?

LEI INVECE E’ SEMPLICEMENTE UN ARROGANTE PRESUNTUOSO E IGNORANTE, MI HA INVIATO 6 E.MAIL PIU’ QUELLA CON LE INGIURIE RACCONTANDOMI COSE INESISTENTI E SOLO FRUTTO DELLA SUA IGNORANZA  FACENDOMI PERDERE TEMPO SENZA PAGARE UN EURO E IO SAREI LA MALEDUCATA?

ORA PUBBLICO LA NOSTRA CONVERSAZIONE POI VEDREMO CHI MI MANDA A QUEL PAESE E CHI E’ LA MALEDUCATA,SPERO CHE CHI MI LEGGE LERISPONDA A DOVERE.

E COMUNQUE LEI CHE E’ SOLO UN CIALTRONE QUELLI RARISSIMI CHE MI RISPONDONO MALE SONO QUELLI AI QUALI IO NON CONSENTO DI FARE IMPICCI O I SERVI SCIOCCHI DEL POTERE .

Da: gianluca varriale [mailto:varriale.tappezzeria@live.it] Inviato: venerdì 1 dicembre 2017 10:33 A: Annamaria Addante Oggetto: Re: Info legge 513

sarà anche competente, ma è una grandissima maleducata.

fanno bene a mandarla a quel paese, in ogni post.

Li giudicavo male, ma mi sbagliavo.

Non si trattano così le persone che chiedono aiuto.

Da: Annamaria Addante <am.addante@tin.it> Inviato: venerdì 1 dicembre 2017 09:26 A: ‘gianluca varriale’ Oggetto: R: Info legge 513

L’atto precedente è validissimo perché il proprietario era il figlio e l’altro aveva l’uso frutto, e lei  mi aveva detto questo: Riscattato dall’ente nel 1992 ed alla morte del proprietario, nel 2005, i figli hanno fatto successione e vendita ad uno di loro nello stesso atto, dell’immobile, senza mai avvisare l’ente ora mi viene a dire invece che il proprietario era il figlio e il padre aveva solo l’uso frutto

Faccia pace con il cervello e non mi faccia perdere tempo.

Da: gianluca varriale [mailto:varriale.tappezzeria@live.it] Inviato: giovedì 30 novembre 2017 22:04 A: Annamaria Addante Oggetto: R: Info legge 513

Mi scusi se le ho chiesto un consiglio.

Ma non le ho raccontato nessuna cavolata.

Il pagamento della prelazione la deve pagare adesso, le chiedevo se l’atto è valido. 

Inviato da Samsung Mobile

——– Messaggio originale ——– Da: Annamaria Addante <am.addante@tin.it> Data: 30/11/2017 21:09 (GMT+01:00) A: ‘gianluca varriale’ <varriale.tappezzeria@live.it> Oggetto: R: Info legge 513

Ha ragione il notaio, ma se voi mi raccontate le cavolate io vi rispondo a ciò che dite

Per cui lo deve pagare ora il diritto di prelazione perché vende

 

Da: gianluca varriale [mailto:varriale.tappezzeria@live.it] Inviato: giovedì 30 novembre 2017 20:27 A: Annamaria Addante Oggetto: Re: Info legge 513

 

Il notaio si chiama Sorvillo, il quale dice che l’atto è valido, in quanto nell’atto del 2005 uno dei figli è diventato proprietario con usufruttuario il genitore, è quindi non c’è stata vendita.

Da: Annamaria Addante <am.addante@tin.it> Inviato: martedì 28 novembre 2017 16:53:49 A: ‘gianluca varriale’ Oggetto: R: Info legge 513

 

MI SA DIRE CHI E’ IL NOTAIO AVRA’ PURE UN NOME SE NON ME LO DICE COME FACCIO AD AIUTARLA?

 

Da: gianluca varriale [mailto:varriale.tappezzeria@live.it] Inviato: martedì 28 novembre 2017 14:58 A: Annamaria Addante Oggetto: Re: Info legge 513

 

purtroppo è stato fatto da un notaio.

Ed il proprietario sta come un pazzo ed io non so cosa fare….

 

Da: Annamaria Addante <am.addante@tin.it> Inviato: martedì 28 novembre 2017 14:12 A: ‘gianluca varriale’ Oggetto: R: Info legge 513

 

NO L’ATTO NON E’ LEGITTIMO E MI MERAVIGLIO, MA LO HANNO FATTO DAL NOTAIO?

MI FACCIA SAPERE

 

Da: gianluca varriale [mailto:varriale.tappezzeria@live.it] Inviato: martedì 28 novembre 2017 00:33 A: am.addante@tin.it Oggetto: Info legge 513

Buongiorno dottoressa, sto acquistando un appartamento dell’ente i.a.c.p. Riscattato dall’ente nel 1992 ed alla morte del proprietario, nel 2005, i figli hanno fatto successione e vendita ad uno di loro nello stesso atto, dell’immobile, senza mai avvisare l’ente e pagare la prelazione. È una cosa legale, posso acquistarlo? Tappezzeria Varriale Via N. Iommelli 10/a 80128 – NAPOLI 3470566763 – 0815787105
 

 

 

IL CARO MAZZETTO CHE VOLEVA LICENZIARE I DIPENDENTI DELL’ATER DI ROMA, E’ STATO LICENZIATO LUI!!!!!

E SI IL CARO EX DIRETTORE GENERALE  ARCH.MAZZETTO TRA I TANTI DISASTRI FATTI  C’ERA ANCHE L’INTENZIONE DI RIDURRE IL PERSONALE PERCHE’ SOSTENEVA CHE ERANO TROPPI DIPENDENTI.

MA COME SI DICE DIO VEDE E PROVVEDE E AD ESSERE LICENZIATO E’ STATO LUI.

PER FORTUNA DICO IO, MA FORSE ANDAVA FATTO ANCOR PRIMA E ORA TUTTE LE SUE VEDOVE COME FARANNO?

SONO DISPERATE  SOLE E ABBANDONATE E LA DISPERAZIONE LE FA ANCHE SPARLARE, INFATTI GIRANO TANTE CHIACCHIERE E MALDICENZE SUL NUOVO DIRETTORE ADDUCENDO CHE E’ UN DIRETTORE DI DESTRA, MA DA QUESTI PERSONAGGI NON CI SI PUO’ ASPETTARE CHE QUESTO.

MA SE INVECE DI APRIRE BOCCA E DARGLI FIATO SI DOCUMENTASSERO SCOPRIREBBERO CHE LA ROLLI NON E’ DI DESTRA, MA E’ DI SINISTRA E PRECISAMENTE E’ UNA SOCIALISTA, PER CUI FATELA FINITA AD ANDARE IN GIRO A DIRE CHE E’ DI DESTRA, NON ATTACCA.

MA FORSE QUALCUNO SOSPETTA QUESTO PERCHE’ L’ALLORA DIRETTORE PANELLA LA NOMINO’ CAPO DELL’AVVOCATURA?

MA SOLO GLI IMBECILLI POSSONO SOSPETTARE CIO’, PERCHE’ LA ROLLI FU NOMINATA CAPO DELL’AVVOCATURA  IN QUANTO ERA L’UNICA CASSAZIONISTA, E PANELLA DA BUON AVVOCATO NON POTEVA FARE DIVERSAMENTE.

CARE VEDOVE METTETEVI L’ANIMA IN PACE ALL’ATER DI ROMA FINALMENTE C’E’ UNA SVOLTA E DI CIO’ RINGRAZIO ZINGARETTI, CHE FORSE SE CI AVESSE PENSATO PRIMA SAREMMO STATI TUTTI MOLTO MEGLIO, MA NON BISOGNA MAI DISPERARE ALLA FINE  I GIUSTI VINCONO SEMPRE.