Archive for the ‘Associazione inquilini e proprietari’ Category

IL CINISMO DELL’ATER FA PAURA,MAI COME OGGI

mercoledì, luglio 29th, 2015

Vi devo raccontare quello che accadrà domani,la 6 Zona dell’Ater di Roma porta a compimento un atto gravissimo, il cinismo di questa azienda non ha limiti, ma la cosa che mi rattrista di più e che a mettere in atto tali misfatti siano anche le donne.

In breve la storia alloggio assegnato al genitore che ci abita con la figlia, la quale deve sposarsi è il padre con grande sacrificio le compra una casetta,purtroppo il matrimonio va a monte e la casetta viene subito rivenduta lo stesso anno,parliamo del 1994.
La figlia rimane sempre con il padre,ma la sua salute mentale è minata da tale abbandono.

Nel 2005 il padre purtroppo muore e inspiegabilmente l’Ater di Roma nel 2011 gli fa il decreto di rilascio, che questa ragazza non impugna perché non ci sta più con la testa.

Infatti viene anche ricoverata e in quella fase gli occupano la casa .
Riesce grazie ai parenti a far uscire l’occupante,ma il magistrato aveva messo sotto sequestro l’alloggio, per cui lei non può più rientrarci.(diciamo la verità se questa ragazza non avesse avuto quei problemi sarebbe rientrata benissimo).

Domani si conclude l’atto perché l’Ater di Roma non ha voluto sentire ragione e domani quell’alloggio sarà dato ad un’altra famiglia e la ragazza quando uscirà dalla clinica andrà in mezzo alla strada.

ABBIAMO TENTATO DI FAR RAGIONARE IL DOTT.ROSI,LA SANFELICE,DE LUCA E LA BOTTONI NON HANNO AVUTO PIETA’.

SPERO SOLO CHE DIO AIUTI QUELLA POVERA RAGAZZA E PUNISCA CHI HA SBAGLIATO IN MODO COSI FEROCE, OVVERO COLORO CHE NON HANNO VOLUTO SENTIRE RAGIONE E NON HANNO VOLUTO RETROCEDERE SUL PROBLEMA.
*^*^*^*^*^*^*^

Anna Maria Addante QUESTA E’ L’ATER DI ROMA,CHE PERO’ TOLLERA LA PERMANENZA IN UN ALLOGGIO DI CHI NON HA DIRITTO E DI CHI DELL’ALLOGGIO NE HA FATTO UNA SPECULAZIONE. QUESTI NON SI TOCCANO,MA GLI ALTRI CHE HANNO ANCHE RAGIONE VANNO MASSACRATI.

Se son Rose fioriranno, il Comune di Roma ci prova, speriamo bene……

mercoledì, luglio 29th, 2015

Casa, la svolta del Campidoglio: gestione diretta Erp, nuove case popolari, stop a fitti passivi e residence

Roma, 10 luglio – Legalità, trasparenza e dunque risparmi e più case a chi ne ha veramente bisogno. Alla luce di questi obiettivi il Campidoglio sta mettendo in campo una vera e propria riforma del settore casa, in particolare degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (case popolari), assumendone la gestione in forma diretta – e non più, come finora, tramite una società esterna –, conducendo una lotta serrata alle occupazioni abusive e alle vendite sotto banco e puntando a vendere il patrimonio Erp per investire il ricavato in nuovi alloggi. Del ‘pacchetto’ fanno parte anche altre voci: eliminazione di sedi comunali in affitto, vendita di case del patrimonio disponibile (non Erp), nuovo bando per l’assistenza alloggiativa che affronta l’emergenza lasciandosi alle spalle i residence. E altro ancora. Le novità sono state illustrate in Campidoglio dal sindaco Ignazio Marino e dalle assessore Alessandra Cattoi (Patrimonio) e Francesca Danese (Casa ed Emergenza Abitativa).
Ed eccole, le novità e le procedure in atto, una ad una:
Vendita case non Erp (patrimonio disponibile): fissata al 10 agosto la data dell’asta con cui vengono messi in vendita 35 immobili del Campidoglio appartenenti al patrimonio disponibile. L’asta fa seguito alla delibera n. 6/2015 dell’Assemblea Capitolina e comprende solo una prima parte dei beni indicati nel provvedimento (per gli altri sono in corso le verifiche tecniche preliminari alla procedura di vendita). Si tratta di 8 abitazioni, 16 negozi e botteghe, 8 magazzini o depositi, un albergo, un ufficio e un terreno. Numerosi, nell’elenco, gli immobili di pregio: oltre la metà dei beni in lista è in centro, in zone come piazza Navona, via dei Cappellari, via dei Falegnami, lago Corrado Ricci, Trastevere, Prati, via del Pellegrino. Base d’asta per i 35 beni, circa 16 milioni 500mila euro. Il ricavato sarà destinato a investimenti e servizi.
Gestione diretta patrimonio Erp: come già detto, le case popolari comunali sono ora sotto l’amministrazione diretta di Roma Capitale. Gestione ovviamente più complessa per il Campidoglio; ma ad essa si accompagnano l’impulso dato alla digitalizzazione e il controllo diretto. Il classico “occhio del padrone” , per definizione più attento a tener bene le proprietà di famiglia e a non sprecare
Case popolari in vendita. Con il ricavo, altre in acquisto: il Dipartimento Patrimonio sta aumentando il ritmo delle vendite di case Erp. Venduti 382 alloggi nel 2014, quest’anno si conta di venderne altri 500 (in parte già alienati): quasi 900 case in due anni. Aumentato il numero di alloggi di cui è consentita la vendita in base alla delibera consiliare n. 237/2007 (fino a un terzo dei 24mila alloggi Erp). Una nuova delibera di Giunta (n. 190 del 18 giugno 2015) autorizza la vendita di 838 immobili in più. Con il guadagno incamerato saranno comprate nuove case da inserire nel patrimonio Erp (ciò avverrà in concomitanza col prossimo assestamento di bilancio). Per il primo semestre 2015 sono disponibili circa 17 milioni, con i quali si potranno acquistare dai 120 ai 150 appartamenti. Con le vendite del secondo semestre si prevede un ricavo di 9-10 milioni: altri 80-90 immobili da comprare. In tutto, tra le 200 e le 250 nuove case. Cosa sta intanto accadendo, in concreto? In questi giorni parte l’avviso per “manifestazione d’interesse” a vendere case a Roma Capitale, da destinare all’edilizia sociale. I requisiti principali: appartamenti tra i 45 e i 100 metri quadri, impianti a norma, dotazione completa di attrezzature e servizi.
Case popolari, stop ai furbi: il Dipartimento Casa, con il suo nucleo di Polizia Locale, ha già una lista di 743 occupanti senza titolo (due terzi abusivi, gli altri proprietari di altre case o con redditi oltre il limite previsto). Sono emersi anche casi di vendita abusiva e di documenti falsificati. Individuati annunci su Internet per “cessioni di casa comunale causa trasferimento”, così come nuovi occupanti che avevano pagato decine di migliaia di euro ai precedenti – anch’essi abusivi – per subentrare. In questi casi l’appartamento è stato sequestrato ed è scattata la denuncia per truffa verso il nuovo e il vecchio inquilino.
Case popolari, graduatorie e ritmi di assegnazione: tra graduatoria del bando Erp 2012 pubblicata (con, a breve, l’aggiornamento che include le domande del 2013) e recupero di case occupate senza titolo, in media ogni mese vengono assegnati 40 alloggi. Ripresa l’assegnazione delle case riservate agli over 65 e ai disabili. In via di modifica, su richiesta del Campidoglio, il regolamento regionale per velocizzare i trasferimenti da un appartamento all’altro in ambito Erp (oltre 1.800 le richieste pervenute).
Case popolari, le altre opportunità: oltre al meccanismo vendita-acquisto e al recupero delle case oggetto di abusi, nuova edilizia popolare potrà nascere grazie ai “contratti di quartiere” Corviale e Primavalle, per i quali è stata da poco approvata la delibera (recupero di immobili regionali e comunali da destinare a pubblico interesse) e dallo svincolo dei fondi ex Gescal, fermi da oltre vent’anni, grazie all’accordo siglato da Regione-Roma Capitale-Ater. I primi 50 milioni sbloccati vanno ad Ater per comprare 500 appartamenti. Altro capitolo, quello dei beni confiscati alla criminalità organizzata: già inoltrate richieste alle autorità competenti (e tenuti incontri con la Procura antimafia) per destinare all’emergenza abitativa beni di questa provenienza come, ad esempio, una palazzina a via dei Reti che sta per essere assegnata.

Risparmi sui fitti passivi: dismesse le sedi istituzionali di via delle Vergini e di largo Loria dove si trovavano uffici, commissioni e gruppi consiliari. 10 milioni di euro risparmiati in un biennio sulla voce fitti passivi. Chi lavorava in quelle sedi si è trasferito in edifici di proprietà capitolina e in locali che già ospitano altri uffici comunali. Idem per l’Ufficio Elettorale: via dalla sede in affitto all’Eur, ora è collocato nel palazzo anagrafe di via Petroselli. Più centrale la sede (dunque più accessibile ai cittadini) e gratis perché il palazzo è di proprietà del Campidoglio. 1 milione 600mila euro il risparmio previsto. Sommando le due operazioni (che in due anni hanno coinvolto circa 600 dipendenti capitolini) si arriva a risparmiare quasi 12 milioni di euro.
Tirando le somme: mettendo insieme le varie voci patrimoniali (16,5 milioni con la messa all’asta delle case non Erp, 26,5 con la vendita delle case popolari, 12 di risparmio sui fitti passivi), tra maggiori entrate e minori spese si arriva a 55 milioni in più nelle casse capitoline. Cifra presumibilmente sottostimata, dato che il valore delle aste è qui inserito nella misura della base d’asta (che è al rialzo) e gli introiti dalla vendita di case popolari sono considerati all’osso.
Per chi è in difficoltà: ampliamento del buono casa. Allargata la platea del buono casa a ulteriori 1.800 famiglie di sfrattati, sgomberati, alluvionati con meno di 18mila euro di reddito annuo. Finora il buono casa era riservato solo alle circa duemila famiglie ospiti dei residence, i centri di assistenza alloggiativa in via di superamento (vedi qui oltre). Riaperto in parallelo il bando per il buono casa alle famiglie attualmente ospitate nei residence.
Addio residence, parte un nuovo sistema: suona l’ora dei Caat (Centri di Assistenza Alloggiativa Temporanea). Chiusi finora i residence di Pietralata (due edifici: via Ennio Porrino e via di Villabassa), ricollocando circa settanta famiglie in altre strutture e risparmiando così circa 3 milioni l’anno. L’intento è proseguire con le chiusure e dire definitivamente addio al vecchio sistema, passando al SAAT (Servizio di Assistenza Alloggiativa Temporanea). Punto di svolta, la gara pubblica europea prevista dalla delibera di Giunta n. 376 del 30/12/2014. Tempi inizialmente lunghi (72 giorni dalla pubblicazione solo per la presentazione delle offerte), poi la nomina della commissione per valutare le offerte e infine l’aggiudicazione del servizio. Obiettivo, mille famiglie già ospitate nei residence. Estensione temporale del servizio: fino al 31 dicembre 2017. Nel frattempo, si continuano a utilizzare i Caat che scadono nel 2018 (via di Val Cannuta, via Montecarotto, via di Fioranello, via Cristoforo Colombo) per un totale di 460 famiglie; e a circa 400 nuclei familiari dei residence sarà erogato – come già accennato – il buono casa ex delibera di Giunta n. 150 del 2014, mentre i Municipi provvederanno – in base alla stessa delibera – ad erogare il “contributo all’affitto”. In parallelo, potenziamento delle verifiche dei requisiti per aver posto nei Caat e, nel caso, delle azioni di contrasto: rilascio, sgombero, dismissioni.
Dai residence al Saat: le cifre in sintesi. Il nuovo servizio a regime costerà 27,72 milioni l’anno. Circa 1.000 le famiglie interessate dal nuovo sistema. Circa 460 quelle ospitate nei Caat in scadenza nel 2018. 400 i nuclei destinatari del buono casa. 13 milioni il risparmio per le casse capitoline rispetto al biennio 2013-2014.

ATER AGUZZINA CON LE PERSONE PER BENE E DEBOLE CON I MASCALZONI

lunedì, luglio 27th, 2015

Questo è accaduto all’interno di un alloggio popolare,denunciato più volte all’Ater di Roma lo strano andirivieni di persone estranee e il pericolo che la figlia del titolare creva all’interno della scala sia per i suoi atteggiamenti (paziente del DSM) e sia per la gente che faceva entrare e permanere nell’alloggio,ma da parte dell’Ater a parte i lavori di rimessa in opera del water e del bidet che erano stati divelti e avevano creato danno all’alloggio sottostante,l’Ater non ha fatto nulla.
Questo è l’Ater di Roma che fa la decadenza a chi supera il reddito o ha un figlio che rientra nell’alloggio,ma lascia impuniti matti e delinquenti.
Bravo ROSI e bravo Modigliani non c’è che dire avete superato tutti i precedenti commissri e presidenti vi daremo la medaglia per la vostra incuria e incompetenza gestionale.

*^*^*^*^*^*^*^*^

Tor Vergata (Roma): violentata, drogata e ustionata con acqua bollente
Pubblicato il 25 luglio 2015 12:24 | Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2015 13:18
Roma. La attira in casa, la droga e la violenta: arrestato marocchino
ROMA – L’ha attirata in casa con la scusa di acquistare un tablet ed un cellulare, poi l’ha drogata e violentata più volte. E’ la drammatica vicenda di cui è stata protagonista una 40enne romana, segregata in casa da un 33enne marocchino arrestato dai carabinieri della stazione di Tor Vergata con l’accusa di violenza sessuale aggravata, rapina e resistenza a pubblico ufficiale. E’ accaduto la scorsa notte, quando i militari – in servizio antidroga – sono stati attirati dalle urla di una donna da una palazzina popolare.
Una volta raggiunto l’appartamento, i carabinieri sono riusciti a farsi aprire la porta dalla vittima che versava in evidente stato confusionale, con gli abiti strappati e con diversi lividi e bruciature sul corpo. I carabinieri sono riusciti anche a bloccare l’uomo presente in casa, il quale, alla loro vista, ha tentato inutilmente di darsi alla fuga.
Secondo le prime indagini, sembra che i due si fossero incontrati la stessa sera insieme ad un gruppo di amici. Si erano poi allontanati, dirigendosi verso l’appartamento dello straniero, perché la donna era intenzionata a vendere il proprio cellulare ed un tablet e l’uomo, che si era mostrato interessato all’acquisto, le aveva proposto di controllare i prezzi e le valutazioni su internet, convincendola così a farlo dal computer di casa sua.
Una volta all’interno però, l’uomo dopo averla indotta con la forza a consumare dello stupefacente, crack e cocaina, sino a quasi stordirla, ne ha abusato ripetutamente. La donna, dopo un po’, stremata e ancora intontita, ha tentato di raccogliere i propri effetti personali e fuggire, ma è stata bloccata nuovamente dall’uomo che, puntandole un coltello al volto, gli ha tolto dalle mani tutti gli effetti personali, ed infine, per farla desistere da ogni ulteriore reazione, le ha lanciato addosso dell’acqua bollente.
La donna è stata soccorsa e trasportata al pronto soccorso del policlinico Tor Vergata, e sottoposta alle cure mediche dei sanitari che hanno riscontrato la violenza subita e le ustioni di primo e secondo grado ad entrambe le gambe, con una prognosi di 20 giorni.

^*^*^*^*^*^*^*^*^*^

stamane l’amministratore ha telefonato ripetutamente all’ater di Roma la muscatello non risponde
la sanfelice non risponde EPPURE ERANO LE 11 PASSATE

PER FORTUNA HA RISPOSTO LA STASIO E HA STAMPATO LA MIA E-MAIL CHE HA SOTTOPOSTO AL DIRETTORE,ERA UNA E-MAIL URGENTE CHE SE L’AMMINISTRATORE NON AVESE TELEFONATO CHISSA QUANDO SAREBBE STATA LETTA ….SE LETTA!!!!
NON SE NE PO’ PIU’ DI QUESTO MODO DI GESTIRE LE CASE POPOLARI.

E’ FORSE UNA QUESTIONE DI CURRICULUM?

sabato, luglio 25th, 2015

DIPENDERà DA QUESTO?

CURRICULUM VITAE
Rosi Claudio
Via delle Nespole 250 – 00172 Roma +39 06 6884 2070 c.rosi@aterroma.it
Italiana
23/09/1954
Dal 2013
ATER (Azienda Territoriale per L’Edilizia Residenziale) del Comune di Roma – Lungotevere Tor di Nona 1, Roma Azienda Pubblica Regionale Direttore Generale
Dal 2009
Comune di Frascati – Piazza G. Marconi 3, 00044 Frascati (Roma)
Ente locale
Direttore Dipartimento Tecnico
Dirigente del Dipartimento Tecnico del Comune di Frascati, conferito con Deliberazione della Giunta Comunale n. 89 del 2 luglio 2009 per la Direzione dei servizi di:
Urbanistica Edilizia Lavori Pubblici Ambiente
Mobilità e Trasporti Rifiuti

Date (da – a) Dal 1986

Comune di Roma – Piazza del Campidoglio 1, 00100 Roma Ente locale
Profilo professionale di Architetto
– Responsabile del Servizio “Gestione del Piano Regolatore Generale” e del Servizio “Piani di Recupero Urbanistico” presso il Dipartimento VI (dal 2004)
– Responsabile degli Uffici dell’Assessorato alle Politiche del Territorio del Comune di Roma (1994 – 2001).
– Redattore dei Programmi di Riqualificazione Urbana del Comune di Roma.
– Progettista di numerosi Piani di Zona per l’Edilizia Residenziale Pubblica e di Piani di Recupero Urbanistico
Dal 2001 al 2011
Università degli Studi di Roma – La Sapienza – Facoltà di Architettura “Valle Giulia”.
Ministero Università e Pubblica Istruzione Professore incaricato
Docente presso il corso di Laurea Magistrale per l’insegnamento di “Strumenti e normative di Disciplina Edilizia” e “Processi Realizzativi dell’Architettura”
Dal 2005 al 2010
ATER (Azienda Territoriale per L’Edilizia Residenziale) del Comune di Roma – Lungotevere Tor di Nona 1, Roma Azienda Pubblica Regionale Consigliere di Amministrazione
Dal 2000 al 2005
S.T.A. Spa (Società Trasporti Automobilistici)
Agenzia per la mobilità del Comune di Roma – Via Ostiense 109, Roma Consigliere di Amministrazione

ISTRUZIONE E
FORMAZIONE

• Date (da – a)
• Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione
• Principali materie professionali oggetto dello studio
• Qualifica conseguita
1981
Iscrizione Albo Professionale degli Architetti di Roma
Architetto – Pianificatore – Paesaggista
• Date (da – a)
• Nome e tipo di istituto di
istruzione o formazione
• Principali materie professionali oggetto dello
studio
• Qualifica conseguita
• Date (da – a)
• Nome e tipo di istituto di
istruzione o formazione
• Principali materie professionali oggetto dello
studio
• Qualifica conseguita Capacità e competenze
PERSONALI
PRIMA LINGUA ALTRE LINGUE
• Capacità di lettura
• Capacità di scrittura
• Capacità di espressione
orale
1980 – 1981
Università degli Studi di Roma – Facoltà di Ingegneria
Scuola di Specializzazione in Pianificazione Territoriale e Urbanistica
Urbanista 1974 – 1980
Università degli Studi di Roma – Facoltà di Architettura Corso di Laurea Specialistica in Architettura
Dottore in Architettura
italiano
Inglese
Buona
Media
Buona
– La Metropoli Spontanea”. Il caso di Roma 1925-81″ , edizioni Dedalo 1983 – capitolo “Politiche per gli insediamenti spontanei”.
– Articoli sul Condono Edilizio e Problemi sulla Casa pubblicati su “Tuttocasa”, mensile d’informazione dell’A.I.A.P.I. tra il 1985 e il 1987.
– “Effetti applicativi della Legge 47/85 “, Urbanistica Informazioni n.102, (1990).
– “Il nuovo condono edilizio” pubblicato su Italia Oggi (1994).
– “il recupero della città moderna” pubblicato su Spazio Sport, rivista di urbanistica, architettura e tecnologia per gli impianti sportivi del CONI (1995)
– “Compendio delle Norme Tecniche di Attuazione del PRG vigente di Roma” marzo 2005 edito a cura del Comune di Roma
– “Corviale: problemi di gestione” pubblicato su Metamorfosi – Quaderni di Architettura n. 67 di luglio 2007
– Libro di testo per le attività di docenza svolte presso la facolta di Architettura di Roma intitolato “Processi Realizzativi dell’Architettura” edizioni Kappa pubblicato nel 2009
– Libro sul decennale del Giubileo di Roma del 2000 intitolato “Eventi Straordinari e Ordinario Governo delle Città” edizioni Comunicare pubblicato nel 2010
– Relatore al convegno “Urbanistica e Potere” svoltosi a Paola (CS) il 17/12/’83 organizzato dal Comune di Paola e dall'”Ordine degli Architetti di Cosenza. Intervento relativo alla edificazione spontanea e confronto con il caso di Roma.
– Relatore al Congresso Nazionale A.I.A.P.I. svoltosi a Roma il 9/3/’86. Intervento su “Recupero dell’edilizia spontanea nell’area Romana”.
– Relatore ai Convegni organizzati dall’Ordine degli Architetti di Roma il 12 e 19 ottobre 1994 sul tema “Danno socio-economico dell’abusivismo edilizio sul territorio – Proposte di iniziativa Parlamentare”
– Relatore al Convegno svoltosi a Madrid (Spagna) il 14.2.1995 sul tema “Las Regiones Metropolitanas y el Territorio Europeo” organizzato dalla Comunidad de Madrid e dalla rivista The Economist;
– Relatore al Convegno svoltosi a Sitgest-Barcellona (Spagna) il 25 e 26 settembre 1995 organizzato dalla Fundaciò N. Monturiol presso l’Universitat Técnica d’Estiu de Catalunya sul tema “Enlargement and new developments. Dynamic elements of the city on the Mediterranean”.
– Relatore al Convegno dell’UPPI svoltosi a Roma il 18.11.95 sul tema “Recupero Urbano e Piano Parcheggi”
– Relatore al Seminario di Studi promosso dal CESARCH di Roma svoltosi il 19.3.1996 sul tema “Aspetti Innovativi nella riqualificazione urbana – rapporto tra privati e pubblica ammini strazione”;
– Relatore al Convegno svoltosi a Roma – presso la Camera dei Deputati – il 15.1.99 sul tema “Le trasformazioni dell’immagine di Roma – Le applicazioni dei programmi di Pianificazione”
– Relatore al Convegno svoltosi a Montpellier (Francia) il 15 e 16 aprile 1999 organizzato dal Club de Ville.
– Relatore al Convegno Nazionale svoltosi a Roma il 9 aprile 2001 – presso la Camera dei Deputati – sul tema: Progetto Pilota “La Rete Antiviolenza tra le Città Urban Italia”
– Relatore al convegno svoltosi a Roma il 6 giugno 2003 presso la Confcommercio sul tema: “ Il Nuovo Piano Regolatore di Roma – Linee guida”.
– Relatore al Convegno svoltosi a Parigi il 21 0ttobre 2004 – presso l’Auditorium Fédération Francaise du Batiment – sulla presentazione del “Bando di gara della Linea C della Metropolitana di Roma”.
– Relatore al Convegno “Le Violazioni Urbanistico – Edilizie” svoltosi a Civitavecchia il 19 marzo 2005 promosso dalla Camera Penale di Civitavecchia.
– Relatore al Convegno “100 anni di Roberto Nicolini architetto” svoltosi presso la Sala Convegni ATER di Roma l’ 11 dicembre 2008
– Organizzatore e Relatore al Convegno sul “Decennale del Giubileo del 2000 di Roma” svoltosi all’Auditorium di Roma il 19 novembre 2010

*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*

O DA QUESTO?
CURRICULUM VITAE

CIAMPI PAOLO 26.07.1967 Latina
Maturità Scientifica 60/60
Scienze Politiche, indirizzo di Relazioni Industriali
Libera Università Internazionale degli Studi Sociali (L.U.I.S.S.), Roma
Diritto del Lavoro (“Il contratto di agenzia: profili sostanziali e previdenziali”).
1991
110/110 e lode
Master di II livello in “Innovazione e Management nelle Amministrazioni Pubbliche” (MIMAP)
Università degli Studi Tor Vergata, Facoltà di Economia, Roma
“La certificazione di qualità negli enti pubblici: l’esperienza dell’Ater di Latina”
2009
110/110
Corporate finance (finanza strutturata per imprese)
5 giorni
Scuola Direzione Aziendale Università “L. Bocconi”
Milano
2001
Gestione e valutazione del personale 2 giorni
Centro di formazione Unipol Banca
Bologna
2005
La riforma del diritto societario 1 giorno
Centro di formazione Unipol Banca Bologna
2006
La gestione dell’appalto pubblico
4 giorni
SDA Bocconi
Milano
2009

La valutazione della perfomance nella P.A. 4 giorni SDA Bocconi Milano 2011

Curriculum lavorativo in ordine cronologico
Azienda BANCA COMMERCIALE ITALIANA SPA
Direttamente assunto alle dipendenze della Direzione Centrale ed inserito nel programma di “carriera itinerante”, finalizzata al conseguimento di ruoli direttivi dopo un periodo formativo in aula e presso le filiali bancarie. Dal 1993 al 1995 operatore finanziario.
Dopo un periodo di permanenza in diversi servizi specializzati (titoli, estero-merci, segreteria di direzione) in diverse filiali dislocate sul territorio nazionale, incaricato della gestione di un portafoglio clienti privati di una filiale sita in zona centrale di Roma, sia in termini operativi sia commerciali con budget assegnato individualmente.

Luogo di lavoro Durata del rapporto
Azienda
Qualifica funzionale rivestita
Funzioni svolte Responsabilità tecniche
Azienda
Qualifica funzionale rivestita
Salerno, Udine, Reggio Emilia, Novara, Cosenza, Roma
Dal 9 settembre 1991 al 2 gennaio 1997
BANCA COMMERCIALE ITALIANA SPA Filiale di Roma, Via del Corso 226
Settorista Fidi di aziende con fatturato superiore ai 2 milioni di euro annui. Dall’aprile 2001 nominato dal Consiglio d’Amministrazione della Banca Commerciale Italiana procuratore, con facoltà di rappresentare la stessa.
Gestione creditizia e commerciale di un portafoglio clienti costituito da aziende industriali e commerciali, incluse società multinazionali e quotate in Borsa.
Erogazione del credito con facoltà deliberative crescenti, in ultimo euro 500.000’00 per ogni singolo cliente, esercitate in autonomia decisionale.
BANCA DEL FUCINO SPA, Roma Settorista fidi
Responsabilità tecniche Gestione creditizia e finanziaria dei clienti in
portafoglio, sovrintendenza creditizia nei confronti di quattro filiali di Roma
Durata del rapporto Dal 1° marzo 2003 al 6 giugno 2004
Azienda UNIPOL BANCA SPA
Qualifica funzionale rivestita Direttore della Filiale di Latina
Responsabilità tecniche Diretta responsabilità della conduzione
della filiale in termini funzionali, commerciali e creditizi; dell’erogazione e della gestione del credito; della gestione del personale nonché del budget dell’unità operativa, dotata di autonomo bilancio
Durata del rapporto Dal 7 giugno 2004 a al 31 maggio 2006
Azienda A.T.E.R. della Provincia di Latina
Qualifica funzionale rivestita Direttore Generale
Responsabilità tecniche Dirigente apicale e rappresentante legale
Durata del rapporto Dal 1° giugno 2006 ad oggi
Attività di docenza
Ha tenuto lezioni sul tema dell’edilizia residenziale pubblica presso:
– la Facoltà di Architettura La Sapienza Roma, Corso di laurea in “Pianificazione e gestione del territorio e dell’ambiente”;
– il Master in Economia e Gestione Immobiliare, Università Tor Vergata Roma;
– il Master in Innovazione e Management nelle Amministrazioni Pubbliche.
Pubblicazioni
Sicurezza e coesione sociale nei quartieri di edilizia residenziale pubblica: l’esperienza dell’Ater di Latina, in Costruire la sicurezza della città, Carocci, Roma 2011

Annamaria Addante:
E’ IL CURRICULUM CHE FA LA DIFFERENZA TRA DIRETTORE E DIRETTORE,MA PERCHE’ ZINGARETTI NON LEGGE BENE I CURRICULUM? SE LO AVESSE FATTO L’ATER DI ROMA NON STAREBBE IN QUETE CONDIZIONI. PERMETTETEMI UNA PICCOLA CHIOSA,MA PERCHE’ CIAMPI NON LO HANNO MANDATO A ROMA E ROSI A LATINA?

IGNORANZA O MALAFEDE?

sabato, luglio 25th, 2015

a:direzionegenerale@aterroma;commissarioòaterroma;f.sanfelice@aterroma;f.muscatello@aterroma;m.dedenaro@aterroma.it;r.salustri@aterroma.it;s.pascucci@aterroma.it;s.bottoni@aterroma.it;m.pace@aterroma.it;e.rolli@aterroma.it;
e p.c. s.grassia@aterroma.it

VI GIRO AFFINCHè VOI POSSIATE CAPIRE LA PARTE DELLA CARTA DEI SERVIZI DELL’ATER DI LATINA,RIGUARDANTE LA DECADENZA DI DIRITTO.
Non si comprende per quale motivo voi non applicate la legge allo stesso modo corretto che l’applica l’Ater di Latina, forse dipende dalla capacità gestionale e imprenditoriale che hanno il commissario e il direttore dell’Ater di Roma?

E’ pur vero che l’Arch.Rosi non capisca molto di gestione e di leggi, da lui stesso dichiarato, ma che all’Ater di Roma non ci sia nessuno che abbia la mente e la coscienza libera per applicare correttamente e legalmente le leggi regionali è veramente grave.

Continuate a fare determine di decadenza che inviate al Comune di Roma quando un assegnatario supera il reddito e non se ne capisce la ragione, in quanto tale determina si deve fare solo se l’assegnatario o non acquista l’immobile se è nei piani di vendita o non accetta il CONTRATTO AGGIUNTIVO e non CONCORDATO.

Spero che questa volta riusciate a capire e applicare correttamente la legge, perché non so chi sia stato l’autore di tali scelte, ma state commettendo pesanti abusi di potere.

Inoltre mandate in agitazione gli utenti, speso persone anziane e questo spero che prima o poi qualcuno vi richiederà il risarcimento.

Distinti saluti
Annamaria Addante

P.S la carta dei servizi dell’Ater di Latina è chiara ed esaustiva e il sito di Latina è traparente ed ha rispettato veramente la legge,quello dell’Ater di Roma è semplicemente vergognoso per non dire che fa schifo.

la decadenza di diritto
La Legge Regionale n. 12 prevede espressamente
i casi in cui l’assegnatario di un
alloggio di edilizia residenziale destinato
all’assistenza abitativa decade automaticamente
dall’assegnazione, con l’immediata
risoluzione del contratto di
locazione, al momento in cui l’Azienda accerti
una delle seguenti condizioni:
• cessione a terzi, in tutto o in parte,
dell’alloggio assegnato;
• mancata stabile occupazione dell’alloggio,
salvo i casi autorizzati;
• cambiamento di destinazione d’uso
dell’alloggio;
• esercizio di attività illecite accertate
dall’autorità giudiziaria;
• aver superato per due anni consecutivi
il limite di reddito per la decadenza
( limite di reddito di accesso
aumentato del 40% ed aggiornato
biennalmente dalla Regione Lazio);
La decadenza proposta dall’Azienda
Il Regolamento Regionale n. 2/2000 prevede
i tre casi di decadenza dall’assegnazione
che vengono determinati su
proposta dell’Azienda, con motivato
provvedimento del Comune competente
per territorio:
• mancato pagamento del corrispettivo
per canone di locazione e servizi
o altre inadempienze contrattuali
per le quali sia espressamente prevista
la risoluzione del contratto di locazione;
• perdita dei requisiti previsti per l’assegnazione
di un alloggio ERP destinato
all’assistenza abitativa, ad
eccezione del requisito del reddito ivi
comprese le proprietà immobiliari;
• mancata presentazione periodica di
informazioni e della documentazione
reddituale relativa agli accertamenti
riguardanti la verifica della sussistenza
delle condizioni di revoca
dell’assegnazione.
• mancata sottoscrizione del contratto
di locazione art.11 R.R. 2/2000
L’Azienda accerta l’esistenza di una delle
condizioni citate e comunica all’assegnatario
interessato ed al Comune l’avvenuta
decadenza dall’assegnazione ovvero propone
al Comune l’adozione di un provvedimento
di decadenza all’assegnazione
dell’alloggio ERP.
Nell’ambito delle competenze, l’Azienda
può accertare atti ed azioni che possono
causare la decadenza dell’assegnazione
avvalendosi, ove necessario, della collaborazione
degli organi di Polizia Giudiziaria.
In presenza di uno dei casi sopra specificati
l’Ater provvede ad inoltrare all’utente
la comunicazione di avvio del
procedimento di decadenza dall’assegnazione
invitando l’assegnatario a produrre
documentazione idonea a dimostrare l’insussistenza
delle circostanze addebitate.
In caso di mancata risposta o di motivazione
insufficiente, l’Ater emette il provvedimento
conclusivo del procedimento
che dichiara decaduta l’assegnazione con
conseguente risoluzione del diritto del
contratto di locazione ovvero propone al
Comune competente l’adozione del
provvedimento di decadenza.
Successivamente l’Ater adotta le procedure
idonee al rilascio dell’immobile.

ABUSO DI POTERE E VIOLAZIONE DEL DIRITTO DA PARTE DELL’ATER DI ROMA E DEL COMUNE DI ROMA

venerdì, luglio 24th, 2015

ARTICOLO 12
(Subentro nell’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati all’assistenza
abitativa e ampliamento del nucleo familiare)

1. Fatto salvo quanto previsto dai commi 2 e 3, in caso di decesso o negli altri casi in cui l’assegnatario non
faccia più parte del nucleo familiare, subentrano nell’assegnazione i componenti del nucleo familiare di cui
all’articolo 11, comma 5 originariamente assegnatario o ampliato ai sensi del comma 4, secondo l’ordine
stabilito nel citato articolo 11, comma 5.
2. In caso di separazione giudiziale, di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello
stesso, all’assegnatario subentra nell’assegnazione l’altro coniuge, sempre che il diritto di abitare nella casa
coniugale sia stato attribuito dal giudice a quest’ultimo.
3. In caso di separazione consensuale omologata o di nullità matrimoniale, all’assegnatario subentra
nell’assegnazione l’altro coniuge, se tra i due sia così convenuto e qualora quest’ultimo risulti abitare
stabilmente nell’alloggio.
4. Per i fini di cui al comma 1, l’ampliamento del nucleo familiare si determina nei seguenti casi:
a) matrimonio dell’assegnatario;
b) convivenza more uxorio dell’assegnatario da almeno due anni, da dimostrare nelle forme di legge;
c) accrescimento della prole dell’assegnatario dovuta a nascita naturale, riconoscimento o adozione;
d) affidamento di minori;
e) rientro dei figli purchè in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente;
5. L’ingresso di uno dei soggetti indicati nel comma 4 deve essere immediatamente comunicato all’ente
gestore. L’ente gestore, nei successivi tre mesi, verifica che, a seguito dell’ampliamento, non sussistano
cause di decadenza dall’assegnazione. Qualora dalla verifica risultino comunicazioni non veritiere,
l’ampliamento non produce effetti ai fini dell’eventuale subentro. Gli esiti delle verifiche sono comunicati
all’interessato a cura dell’ente gestore.

Legge regionale n.14 del 2008 art.64

64. La lettera e) del comma 4 dell’articolo 12 della legge regionale 6 agosto 1999, n. 12 (Disciplina delle funzioni amministrative regionali e locali in materia di edilizia residenziale pubblica), e successive modifiche, è sostituita dalla seguente:
“e) rientro dei figli,

^*^*^*^*^*^*^
Stralcio della lettera dell’avvocatura dell’Ater di Roma

……….In particolare, due sono le sentenze che, affrontando la tematica relativa alla questione che qui interessa, che rappresentano – a parere di chi scrivere – le casistiche maggiormente affrontate a livello gestionale, hanno portato ad un mutamento di opinione orientandosi verso una interpretazione più testuale e, dunque, ampliativa della norma di riferimento.
La prima, emessa dalla Corte di Appello di Roma, in riforma della sentenza di primo grado, ha accolto la domanda di subentro nell’assegnazione in favore di una figlia – facente parte dell’originario provvedimento di assegnazione ma non del successivo subentro in favore della madre.
Afferma la Corte che “l’ampliamento possa avvenire ogni qual volta un figlio rientri a far parte del proprio nucleo di origine” indipendentemente “dal fatto se ne fosse uscito già prima del contratto o successivamente”.
La Corte, quindi, ritiene legittimo l’ampliamento, con futuro diritto al subentro, in favore del figlio rientrato a prescindere se lo stesso sia stato presente o meno nell’originario contratto o in quello successivamente stipulato a seguito di un subentro.
L’altra sentenza, invece, emessa dal Tribunale Civile di Roma – sez. VI – chiamato a dirimere una controversia riguardante l’ammissibilità del subentro nell’assegnazione avanzata da un figlio non avente mai fatto parte del nucleo familiare ha statuito che “…perché si determini l’ampliamento ai fini del subentro nell’assegnazione, non occorre affatto che il figlio rientrato (nel nucleo familiare) facesse già parte del nucleo originario all’epoca dell’assegnazione. Il rientro…implica unicamente che si ricrei una situazione di stabile convivenza con il genitore assegnatario…..e sempre che egli sia in possesso dei requisiti per non incorrere nella decadenza…”.

L’errata o per meglio dire l’amplia interpretazione seppur più aderente al dato letterale – a parere di questa Avvocatura – che il Giudice dà della norma apre la strada ad una corsa ad assicurarsi il godimento degli alloggi di ERP, da parte di soggetti “estranei” (figli) al provvedimento di assegnazione ma potenziali destinatari di benefici sociali, per il sol fatto di aver fatto parte di quel nucleo familiare nel senso civilisticamente inteso.
Pertanto, aderire, supinamente, ai precetti sopra enunciati significherebbe equiparare la realtà pubblicistica che contraddistingue le finalità istituzionali di questa azienda – ossia garantire il godimento di un alloggio a coloro i quali hanno partecipato ad procedimento pubblicistico ex lege previsto e, quindi, utilmente collocati in una graduatoria – alle logiche che sottendono la regolamentazione civilistica dei rapporti tra privati.
In altri termini, l’art. 12 legge 12/99 verrebbe a costituire una pedissequa riproduzione dei dettami già previsti dall’art. 6 Legge 398/78 (non abrogato dalla successiva Legge 431/98) che ammette una successione automatica nel rapporto di locazione nei confronti dei familiari per il sol fatto di essere conviventi del titolare del contratto di locazione al momento del decesso e dell’uscita per qualsivoglia ragione.
Chiaramente le pronunce de quibus, uniche sino ad oggi, saranno – salvo diverso avviso – oggetto di gravame.
In particolar modo, per la prima sentenza verrà proposto ricorso alla Corte Suprema di Cassazione al fine di ottenere la declaratoria di un principio di diritto per la corretta ed esatta interpretazione della norma da applicare o la modalità con le quali la norma dovrà essere attuata.
Nelle more della richiesta pronuncia alla Suprema Corte, lo scrivente Servizio reputa opportuno – a livello gestionale – applicare la norma di riferimento in maniera meno testuale rispetto agli ultimi orientamenti, aderendo ai criteri enunciati nelle due Determinazioni Direttoriali oggi vigenti.
Ammettere, perciò, l’ampliamento, ai fini del subentro, nei soli confronti dei figli rientrati ma già facenti parte del nucleo assegnatario originario e fermo restando l’eventuale novazione del rapporto (subentro) nel tempo verificatosi (DD 407/2012).
Ammettere, altresì, la c.d. coabitazione in favore del nucleo famigliare richiedente l’ampliamento e/o il subentro (DD 68/2013).

Il Dirigente del Servizio Avvocatura
Avv. Edmonda Rolli

^*^*^*^*^*^*^*^

POSSO SOLO DIRE CHE CONOSCO L’AVV.TO ROLLI ED E’ PERSONA ECCEZIONALE, MA E’ DIPENDENTE DELL’ATER DI ROMA E ALL’ATER DI ROMA NON VINCE MAI O QUASI MAI IL DIRITTO, MA CIO’ CHE STABILISCE IL DOTT.MARI E IL DIRETTORE ROSI (architetto aimè) e sappiamo bene che il dott. Mari sposo’ questa tesi che era della famigerata dirigente dell’epoca per fortuna poi cacciata e purtroppo anche della dott.Grassia che la sostituì. Il direttore generale, ora, ha messo a dirigere di fatto anche se la delega è sua la dott.Sanfelice (che non è dirigente) che finio a ieri si occupava di appalti e a quanto mi dicono amica devota di Mari. Per cui finchè all’Ater di Roma ci saranno certi soggetti il diritto NON E’ DI CASA, il Commissario è solo una figura di rappresentanza e la Regione nonstante più volte aver indicato una strada diversa senza risultati, ha pensato bene di risolvere il problema sciogliendo le ATER e facendone una sola, (e mi sembra anche giusto) così finalmente tutti a casa. MA PERCHE’ L’ARCH. ROSI NON HA PRESO ESEMPIO DAL SUO COLLEGA DI LATINA CHE è UN INGEGNERE E SICURAMENTE CAPISCE DI PIU’ PERCHE’ LE LEGGI LE APPLICA CORRETTAMENTE.Infatti da Latina non abbiamo nessuna lamentela da parte degli assegnatari,basta vedere la loro carta dei Servizi e raffrontarla con quella di Roma per capire l’abisso che c’è tra le due ATER. e non è perchè Latina ha meno immobili,ma perchè Latina ha persone capaci e competenti.

CHIUSURA PER FERIE

venerdì, luglio 24th, 2015

AVVISO A TUTTI I CITTADINI
L’ASSOCIAZIONE INQUILINI E PROPRIETARI ATER-ERP
CHIUDE PER FERIE E RIAPRE
IL 7 SETTEMBRE AL MASSIMO IL 14 SETTEMBRE
PER QUALSIASI PROBLEMA URGENTE POTETE CHIAMARMI AL 3394581140
BUONE FERIE A TUTTI

Decurtazione canone dal 730 l’Ater lo impedisce

giovedì, luglio 23rd, 2015

Ministero delle Infrastrutture
Decreto 22 Aprile 2008

Definizione di alloggio sociale ai fini dell’esenzione dall’obbligo di notifica degli aiuti di Stato, ai sensi degli articoli 87 e 88 del Trattato istitutivo della Comunita’ europea
Pubblicato sulla GU n. 24 del 24-6-2008

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE
di concerto con
IL MINISTRO DELLA SOLIDARIETA’ SOCIALE
IL MINISTRO DELLE POLITICHE PER LA FAMIGLIA
IL MINISTRO PER LE POLITICHE GIOVANILI E LE ATTIVITA’ SPORTIVE

Vista la decisione 2005/842/CE della Commissione europea riguardante l’applicazione dell’art. 86, paragrafo 2, del Trattato CE agli aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico, concessi a determinate imprese incaricate della gestione di servizi d’interesse economico generale;
Vista la legge 8 febbraio 2007, n. 9, recante «Interventi per la riduzione del disagio abitativo per particolari categorie sociali» ed in particolare l’art. 5 che dispone che vengano definite, con apposito decreto del Ministro delle infrastrutture di concerto con i Ministri della solidarieta’ sociale, delle politiche per la famiglia, per le politiche giovanili e le attivita’ sportive, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, le caratteristiche e i requisiti degli alloggi sociali esenti dall’obbligo di notifica degli aiuti di Stato, ai sensi degli articoli 87 e 88 del Trattato istitutivo della Comunita’ europea;
Vista l’intesa, espressa dalla Conferenza unificata nella seduta del 20 marzo 2008, sulla proposta di decreto di cui al richiamato art. 5 della legge 8 febbraio 2007, n. 9, predisposta dal Ministro delle infrastrutture di concerto con i Ministri della solidarieta’ sociale, delle politiche per la famiglia, per le politiche giovanili e le attivita’ sportive;
Decreta:
Art. 1.
Definizioni

1. Ai fini dell’esenzione dall’obbligo della notifica degli aiuti di Stato di cui agli articoli 87 e 88 del Trattato istitutivo della Comunita’ europea, il presente decreto provvede, ai sensi dell’art. 5 della legge 8 febbraio 2007, n. 9, alla definizione di «alloggio sociale».

2. E’ definito «alloggio sociale» l’unita’ immobiliare adibita ad uso residenziale in locazione permanente che svolge la funzione di interesse generale, nella salvaguardia della coesione sociale, di ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati, che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato. L’alloggio sociale si configura come elemento essenziale del sistema di edilizia residenziale sociale costituito dall’insieme dei servizi abitativi finalizzati al soddisfacimento delle esigenze primarie.

3. Rientrano nella definizione di cui al comma 2 gli alloggi realizzati o recuperati da operatori pubblici e privati, con il ricorso a contributi o agevolazioni pubbliche – quali esenzioni fiscali, assegnazione di aree od immobili, fondi di garanzia, agevolazioni di tipo urbanistico – destinati alla locazione temporanea per almeno otto anni ed anche alla proprieta’.

4. Il servizio di edilizia residenziale sociale viene erogato da operatori pubblici e privati prioritariamente tramite l’offerta di alloggi in locazione alla quale va destinata la prevalenza delle risorse disponibili, nonche’ il sostegno all’accesso alla proprieta’ della casa, perseguendo l’integrazione di diverse fasce sociali e concorrendo al miglioramento delle condizioni di vita dei destinatari.

5. L’alloggio sociale, in quanto servizio di interesse economico generale, costituisce standard urbanistico aggiuntivo da assicurare mediante cessione gratuita di aree o di alloggi, sulla base e con le modalita’ stabilite dalle normative regionali.

Art. 2.
Caratteristiche e requisiti

1. Le regioni, in concertazione con le Anci regionali, definiscono i requisiti per l’accesso e la permanenza nell’alloggio sociale.

2. Il canone di locazione dell’alloggio sociale di cui all’art. 1, comma 2, e’ definito dalle regioni, in concertazione con le Anci regionali, in relazione alle diverse capacita’ economiche degli aventi diritto, alla composizione del nucleo familiare e alle caratteristiche dell’alloggio. L’ammontare dei canoni di affitto percepiti dagli operatori deve comunque coprire i costi fiscali, di gestione e di manutenzione ordinaria del patrimonio tenuto conto, altresi’, della funzione sociale dell’alloggio come definito dal presente decreto.

3. Il canone di locazione dell’alloggio sociale di cui all’art. 1, comma 3, non puo’ superare quello derivante dai valori risultanti dagli accordi locali sottoscritti ai sensi dell’art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e successive modificazioni ed integrazioni ovvero, qualora non aggiornati, il valore determinato ai sensi dell’art. 3, comma 114, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e puo’ essere articolato in relazione alla diversa capacita’ economica degli aventi diritto, alla composizione del nucleo familiare e alle caratteristiche dell’alloggio.

4. Agli operatori pubblici individuati come soggetti erogatori del servizio di edilizia sociale in locazione permanente sulla base delle vigenti normative ed agli operatori pubblici e privati selezionati mediante procedimento di evidenza pubblica per la realizzazione degli alloggi di cui all’art. 1, comma 3, spetta una compensazione costituita dal canone di locazione e dalle eventuali diverse misure stabilite dallo Stato, dalle regioni e province autonome e dagli enti locali. Tale compensazione non puo’ eccedere quanto necessario per coprire i costi derivanti dagli adempimenti degli obblighi del servizio nonche’ un eventuale ragionevole utile.

5. Le regioni, in concertazione con le Anci regionali, fissano i requisiti per beneficiare delle agevolazioni per l’accesso alla proprieta’ e stabiliscono modalita’, criteri per la determinazione del prezzo di vendita, stabilito nella convenzione con il comune, per il trasferimento dei benefici agli acquirenti, anche successivi al primo, tenuto conto dei diversi sussidi accordati per l’acquisto, la costruzione o il recupero.

6. Salvo diversa disciplina regionale, in relazione a particolari programmi d’intervento, gli enti locali possono stabilire specifici canoni, criteri di accesso e permanenza, assumendo a proprio totale carico i costi delle compensazioni spettanti agli operatori, da coprire anche attraverso valorizzazioni premiali di tipo urbanistico.

7. L’alloggio sociale deve essere adeguato, salubre, sicuro e costruito o recuperato nel rispetto delle caratteristiche tecnico-costruttive indicate agli articoli 16 e 43 della legge 5 agosto 1978, n. 457. Nel caso di servizio di edilizia sociale in locazione si considera adeguato un alloggio con un numero di vani abitabili tendenzialmente non inferiore ai componenti del nucleo familiare – e comunque non superiore a cinque – oltre ai vani accessori quali bagno e cucina. L’alloggio sociale deve essere costruito secondo principi di sostenibilita’ ambientale e di risparmio energetico, utilizzando, ove possibile, fonti energetiche alternative.

8. Le disposizioni del presente decreto sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e Bolzano compatibilmente con gli statuti speciali e con le relative norme di attuazione.

Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 22 aprile 2008

Il Ministro delle infrastrutture Di Pietro
Il Ministro della solidarieta’ sociale Ferrero
Il Ministro delle politiche per la famiglia Bindi
Il Ministro per le politiche giovanili e le attivita’ sportive Melandri

Registrato alla Corte dei conti il 22 maggio 2008 Ufficio controllo atti Ministeri delle infrastrutture ed assetto del territorio, registro n. 5, foglio n. 136

^*^*^*^*^*^*^*^*^
L’ATER COSI’ RISPONDE AI SUOI ASSEGNATARI:
COMUNICATO
A seguito delle numerose richieste di chiarimenti in merito all’applicabilità della detrazione stabilita dall’art.7 del D.L. 28.03.2014 n. 47, convertito in Legge 23.05.2014 n. 80, si comunica che l’Ater del Comune di Roma

ATTESTA
la natura di “edilizia residenziale pubblica” degli alloggi assegnati.
La Legge Regionale n. 30 del 3/09/2002, all’art. 3, stabilisce che l’Ater del Comune di Roma assuma il ruolo di “operatore pubblico dell’edilizia” esercitando le funzioni già di competenza degli I.A.C.P., con particolare riferimento alla Legge Regionale 6 agosto 1999, n. 12 in cui viene fissato il principio di garanzia della finalità
dell’edilizia residenziale pubblica “destinata all’assistenza abitativa per i nuclei familiari in condizioni disagiate” (art. 2, L. 12/99) come anche definito nell’art. 1, comma 2 del Decreto Ministero Infrastrutture del 22 aprile 2008.
Resta ferma, considerata l’assenza di una interpretazione univoca della normativa, la diretta responsabilità del soggetto titolare del contratto di locazione che usufruisca della detrazione ai fini delle dichiarazioni fiscali.

*^*^*^*^*^*^*^

questa e’ la risposta dei BOIARDI dell’ATER di ROMA e la Regione Lazio che fa?
E’ quello che ho chiesto oggi al dirigente responsabile della casa della regione e spero mi dia una risposta al più presto.
Certo questa Regione è una vera delusione sono passati ormai due anni dal suo insediamento e nulla è cambiato, l’ATER di Roma non si comprende perché continui sempre a essere gestita con arroganza, presunzione e illegittimamente, senza trasparenza e considerando sempre gli assegnatari come sudditi privi di ogni diritto e questo comunicato lo dimostra ampiamente.

Suggerimenti e proposte in sintesi alla proposta di riforma delle ATER

mercoledì, luglio 22nd, 2015

Suggerimenti e proposte in sintesi alla proposta di riforma delle ATER dell’Associazione Inquilini e proprietari ATER-ERP

Va immediatamente chiarito se la nuova struttura deve essere pubblica o privata perché è determinante la scelta.
Noi riteniamo che deve essere pubblica non deve essere un’azienda, ma un’AGENZIA, in quanto è una struttura che gestisce problemi sociali e pertanto non può essere un’azienda che deve vedere solo il profitto.
L’Agenzia così unificata non deve avere 7 uffici, ma 5 uffici perché è assurdo avere uffici che gestiscono pochi immobili e non sarebbe altro che la ripetizione dell’attuale situazione, i 5 uffici devono corrispondere a:Roma e provincia; Rieti; Viterbo; Latina; Frosinone.
Non deve esserci un consiglio di Amministrazione, ma un Amministratore unico delegato, al più potrà esserci un Presidente come rappresentanza politica che abbia compiti di rappresentanza e di mediazione.
L’Amministratore unico deve avere laurea magistrale nelle materie giuridiche-economiche
Come gli stessi direttori dei 5 uffici. Mentre i direttori Tecnici lauree specifiche Ingegneri-Architetti.
Cosa fondamentale sono le Zone che non possono essere più quello che sono oggi (inutili) le Zone devono essere delle strutture dove si deve svolgere l’attività completa dall’assegnazione alla vendita, delle mini ATER con un responsabile qualificato che deve essere dirigente laureato in materie giuridiche-economiche. E soprattutto va rivista la loro collocazione in quanto è assurdo che ci siano zone che devono gestire 11mila alloggi e zone che ne gestiscono 4500. Pertanto vanno riviste in base alla divisione degli alloggi, è meglio avere più zone ,meglio funzionabili e più controllabili.
Il personale deve essere gestito dallo stesso contratto nazionale del pubblico impiego e così anche la dirigenza, non si comprende la ragione del contratto FEDERCASA per il personale e la CISPEL per i dirigenti.
Inoltre va chiarito quale sia il vero compito della nuova struttura, che deve essere quello di vendere gli alloggi e costruirne altri per i bisognosi, cosa sino ad oggi raramente avvenuta.
Inoltre va chiarito che i piani di vendita vanno tutti definiti con rapidità e che se ne debbono fare dei nuovi ( Legge LUPI) con nuove regole.
L’Agenzia non deve essere una società Immobiliare, ma una struttura che eroga servizi, vende e costruisce.
Riteniamo il Comitato degli inquilini una struttura inutile e poco democratica, l’utilità di tale struttura sino ad oggi è servita solo e unicamente per far pagare la quota sindacale direttamente sulle bollette mensili del canone. Tale metodo lo riteniamo scorretto in quanto tale COMITATO in questi anni non è servito a nulla solo a sedersi all’interno dell’ATER e null’altro.
I cittadini con la trattenuta sulla bolletta venivano alla nostra Associazione per risolvere i loro problemi.

Casa, concluse audizioni su riordino Ater

mercoledì, luglio 22nd, 2015

Casa, concluse audizioni su riordino Ater

20/07/15 – Una legge importante, ma che da sola non basta. Questo, in sintesi il giudizio di Cgil, Cisl e Uil di Roma e del Lazio sulla proposta di legge di riordino delle Ater (Aziende territoriali per l’edizia residenziale). I sindacati sono stati ascoltati stamani dalla commissione Politiche della casa del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Enrico Panunzi. Secondo i dirigenti sindacali bisogna “riscrivere la legge 12, per dare un nuovo impulso alla politica per la casa nella nostra Regione”. Entrando nel merito della legge hanno fatto rilevare che “è sbagliata la definizione come ente economico della nuova azienda regionale, perché ha essenzialmente funzioni sociali. Una funzione da potenziare andando oltre i compiti tradizionali e facendo diventare la futura Areps una vera agenzia per la casa”. Il livello regionale dell’Areps – secondo i dirigenti sindacali – avrà anche il vantaggio di poter distribuire il disagio abitativo su scala maggiore, lavoranda unitariamente su tutto il territorio”.
“Con quella di oggi – ha spiegato il presidente della commissione, Enrico Panunzi – si concludono le audizioni sulla proposta di legge. Mi sembra importante la notazione sulla funzione sociale dell’ente”.

*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^

Mi fa piacere di trovarmi in linea con le OO.SS regionali in merito alla riforma ed è strano che la nostra Associazione è in linea con CGIL,CISL,UIL regionali e meno con le organizzazioni sindacali SUNIA,SICET,UNIAT,UNIONE INQUILINI.
Questo dovrebbe farci riflettere, in quanto CGIL,CISL,UIL vedono il problema da un’ottica più obiettiva, mentre le altre OO.SS fanno più un discorso di parte.