Archivio della categoria: Associazione inquilini e proprietari

LE PROPOSTE POCO SERIE DELL’ATER DI ROMA

ATER ROMA

DIREZIONE GENERALE

PROGRAMMA STRAORDINARIO DI DISMISSIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE ATER ROMA

LUGLIO 2016

PREMESSA

Nelle Linee programmatiche di ATER Roma, approvate con Delibera Commissariale n. 3 del 19

novembre 2015 si è previsto, al punto 6.1.4 C) di favorire l’incremento delle entrate anche

attraverso una nuova formulazione di programmi di alienazione del patrimonio che tenga conto

delle novità legislative introdotte dal “decreto Lupi” e dal provvedimento attuativo

interministeriale quale il Decreto 24 febbraio 2015 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti

recante “procedure di alienazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica”.

ATER Roma (nota prot. 25972 del 22/04/2016) ha trasmesso alla Regione Lazio il Piano di

alienazione immobili ERP ai sensi della D.G.R.L. n. 410/2015, includendovi anche immobili

“occupati senza titolo” e altri classificati alle categorie A/7, A/10, C/1 e C/2.

A seguito delle osservazioni formulate dalla Regione Lazio il 23/05/2016 (prot. GR/03/57

271581) in merito a tale Piano, ATER Roma ha provveduto ad escludere dall’elenco gli immobili

“occupati senza titolo” e quelli classificati alle categorie A/7, A/10, C/1 e C/2, comunicando

l’intenzione di alienarli a breve, inserendoli in un piano di dismissione generale di propria

iniziativa (prot. 0033237 del 01/06/2016).

Con ulteriore nota prot. GR/03/57 360022 del 07/07/2016 la Regione Lazio ha fornito le

indicazioni in merito alle modalità per la dismissione degli immobili di cui sopra, che prevedono

comunque la necessaria approvazione da parte della Giunta Regionale ai sensi dell’art. 48

comma 3 della L.R. 27/2006.

A questo punto Ater ha nuovamente inoltrato (nota prot. 0040327del 08/07/2016), previa

ulteriore verifica, l’elenco delle unità immobiliari con categoria Catastale A/7 e A/10 e di quelle

“occupate senza titolo” (di seguito indicate ai punti D) ed E)), per l’approvazione da parte della

Giunta Regionale.

Parallelamente, lo scorso mese di marzo è stata avviata da Equitalia S.p.A. nei confronti da

ATER Roma, per conto di Roma Capitale, unazione di recupero di crediti dovuti e non

corrisposti per debiti ICI, risalenti alle passate gestioni.

In seguito a tale azione, che ha fortemente limitato la capacità finanziaria e l’operatività di

ATER Roma, è stato avviato un tavolo di confronto con Roma Capitale con la finalità di

addivenire ad un accordo transattivo tra le Parti, purtroppo ad oggi non ancora sottoscritto.

1

ATER ROMA

DIREZIONE GENERALE

PROGRAMMA STRAORDINARIO DI DISMISSIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE ATER ROMA

LUGLIO 2016

In ogni caso tenuto conto delle indicazioni emerse nei numerosi incontri tenutisi con Roma

Capitale, Regione Lazio ed Equitalia, ATER Roma ha predisposto il “Piano di Rientro ICI/IMU tra

ATER Roma e Roma Capitaletrasmettendolo alla Regione Lazio e a Roma Capitale (prot.

0033742 del 07/06/2016).

Il Piano di Rientro prevede di procedere alla progressiva dismissione di una parte selezionata

del patrimonio immobiliare in misura tale da consentire il rispetto delle scadenze proposte per

il rientro del debito, mantenendo comunque inalterata anzi se possibile potenziando la

capacità operativa della Azienda volta al miglioramento delle attività di “core business”.

Vista quindi da un lato la necessità di avviare con urgenza il Piano di Rientro, dall’altro non venir

meno, anzi procedendo con maggior impegno, all’opera di mantenimento e recupero del

patrimonio immobiliare attraverso adeguati e interventi di manutenzione straordinaria, si è

ritenuto non più procrastinabile adottare ogni utile iniziativa volta ad incrementare al massimo

le entrate finanziarie dell’Azienda, redigendo il presente Programma Straordinario di

dismissione del patrimonio immobiliare ATER Roma.

Nel dettaglio il Programma Straordinario di dismissione del patrimonio immobiliare di ATER

Romaprevede la dismissione di:

A. locali con diverse destinazioni d’uso;

B. locali con diverse destinazioni d’uso in corso di verifica;

C. aree;

D. unità immobiliari residenziali con categorie catastali A/7, A/10;

E. unità immobiliari residenziali “occupate senza titolo”.

Resta inteso che la vendita delle unità immobiliari di cui ai punti D ed E è comunque

subordinata alla preventiva approvazione della Giunta regionale, già richiesta da Ater con nota

DG prot. 0040327 del 08/07/2016.

Per tutti gli immobili compresi nel programma punti da A ad E dovranno essere

preliminarmente verificate ed aggiornate le posizioni urbanistico – catastali variando , ove

necessario, categoria e classe al fine di determinare al meglio la stima finale, nonché verificate

le stime sulla base degli aggiornamenti OMI e di quanto emergerà dai sopralluoghi effettuati

per ogni immobile.

2

ATER ROMA

DIREZIONE GENERALE

PROGRAMMA STRAORDINARIO DI DISMISSIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE ATER ROMA

LUGLIO 2016

1. MODALITÀ DI DISMISSIONE

La dismissione del patrimonio potrà avvenire sia in forma diretta, previa asta pubblica, che

attraverso la collocazione presso uno o più “fondi immobiliari” (pubblici e privati) o entrambe le

cose. Inoltre la cessione potrà essere attuata per stralci e con le modalità di gestione ritenute

maggiormente funzionali agli interessi dell’Azienda.

1.1 Vendita diretta immobili ad uso non residenziale

Per gli immobili ad uso non residenziali e per le aree punti A, B e Ce nel caso in cui si

proceda alla vendita diretta si farà riferimento a quanto prescritto dal Disciplinare aziendale

per il “Patrimonio extraresidenziale – amministrazione, gestione e cessione1 che prevede

all’art. 16 che gli immobili non residenziali e le aree vengano alienati attraverso asta pubblica al

miglior offerente, subordinata all’esercizio del diritto di prelazione da parte del conduttore, ai

sensi e con le modalità dell’art. 38 L. 392/1978.

1.2 Vendita diretta immobili ad uso residenziale

Per gli immobili ad uso residenziale classificate nell’ambito della revisione catastale A/07 e A/10

punto D che si rammenta saranno posti in vendita dopo approvazione della Giunta

regionale, potrebbe essere utilizzato, salvo diverso avviso della GR, il medesimo procedimento

di asta pubblica subordinata all’esercizio del diritto di prelazione da parte del conduttore. Per

quanto riguarda le unità residenziali attualmente occupate senza titolo– punto E – si prevede

di applicare la procedura di alienazione attraverso asta pubblica al miglior offerente, con

esercizio del diritto di prelazione sul prezzo finale d’asta, ai sensi di quanto previsto all’art. 48,

c. 10 della L.R. 27/2006. In questo caso, qualora l’occupante senza titolo eserciti il diritto di

prelazione, il perfezionamento della procedura di alienazione sarà subordinato alla completa

regolarizzazione contabile dell’occupante senza titolo.

1.3 Collocazione presso uno o più fondi immobiliari

I fondi immobiliari, come ad esempio il “Fondo immobiliare i3Regione Lazio” istituito dalla

società Invimit Sgr Spa2 o il Fondo Investimenti per la Valorizzazione (FIV) di Cassa Depositi e

Prestiti, provvedono a predisporre e attuare piani di valorizzazione del patrimonio immobiliare

ad esempio rivendendo sul mercato gli immobili sia nello stato in cui si trovano, sia dopo

1 Disciplinare per il “Patrimonio extraresidenziale – amministrazione, gestione e cessione1 approvato con Delibera

del C.d.A. n. 249 del 01/08/2008.

2 Invimit Sgr Spa è una partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia.

3

ATER ROMA

DIREZIONE GENERALE

PROGRAMMA STRAORDINARIO DI DISMISSIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE ATER ROMA

LUGLIO 2016

attività di valorizzazione, sia ancora dopo attività di vero e proprio sviluppo e trasformazione

edilizia.

2. CALCOLO DEL VALORE DI DISMISSIONE

Di seguito sono indicate i criteri utilizzati per determinare il valore di vendita degli immobili

compresi nel Programma Straordinario. In ogni caso Ater provvederà ad eseguire, su tutti gli

immobili, le verifiche preliminari, ed eventualmente gli aggiornamenti, delle singole posizioni

urbanistico – catastali variando, ove necessario, categoria e classe al fine di determinare al

meglio la stima finale.

2.1 Locali, unità immobiliari residenziali “occupate senza titolo” e classificate con

categoria A/07 e A/10.

Per calcolare il valore di vendita dei locali, delle unità immobiliari residenziali “occupate senza

titolo” e delle unità immobiliari classificate con Categorie A/07 e A/10 del Programma – punti

A, B, D e E della premessa – è stato assunto come parametro tecnico di riferimento la modalità

di calcolo prevista nella D.G.R.L. 410/2015 allegato A ed in particolare “gli alloggi classificabili

nell’ambito della revisione catastale in atto come A/1, A/7, A/8, A/9, A/10, nonché i locali

destinati ad uso diverso da quello abitativo quali usi commerciali, artigianali, ecc., …..è

determinato dal soggetto gestore mediante perizia tecnica estimativa, assumendo a base della

stessa il valore normale di cui all’art. 1, comma 307, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296,

tenuto conto dei valori rilevati, per la medesima fascia e zona, dall’Agenzia delle Entrate

Osservatorio del Mercato Immobiliare”.

2.2 Aree

Per quanto riguarda le aree punto C della premessa – il valore è stato stimato in base al valore

di mercato medio per la zona nella quale ricade tenendo conto dell’eventuale presenza di

attrezzature quali manufatti ad uso, ad esempio, spogliatoio, bagni, ricoveri ovvero, nei casi più

significativi, reception, bar o punti ristoro.

4

ATER ROMA

DIREZIONE GENERALE

PROGRAMMA STRAORDINARIO DI DISMISSIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE ATER ROMA

LUGLIO 2016

3. PUBBLICITÀ

Secondo il principio da garantire la piena trasparenza e la più ampia partecipazione durante

l’intero processo di dismissione (dalla preparazione delle procedure e all’avviso di vendita, alla

fase di gara, fino alla diffusione dei risultati), tutte le azioni connesse alla gestione del

Programma Straordinario saranno improntate alla massima pubblicità, utilizzando ogni

possibile forma di comunicazione, anche andando oltre quanto previsto dalla normativa

vigente, con la finalità di fornire una adeguata informazione a tutti i possibili interessati ed alla

cittadinanza.

In particolare, la pubblicità relativa alle vendite allasta dovrà:

a) essere adeguata comprendendo anche pubblicazioni di avvisi su quotidiani a vasta

tiratura, attraverso trasmissioni radio e televisive pubbliche e commerciali;

b) precedere di almeno tre mesi leffettuazione delle aste.

5

ATER ROMA

  1. UNITÀ IMMOBILIARI RESIDENZIALI CON CATEGORIE CATASTALI A/7 e A/10

Il Programma Straordinario prevede la dismissione di n. 14 alloggi con categorie catastali A/7 –

A10/ per un valore complessivo stimato, ai sensi della DGRL 410/2015, di € 3.345.989.

Ed in particolare prevede la dismissione di:

  • n. 6 unità immobiliari con categoria catastale A/07 per un valore complessivo stimato di

€ 1.345.696.

  • n. 8 unità immobiliari con categoria catastale A/10 per un valore complessivo stimato di

€ 2.000.293.

Le unità immobiliari sono inserite in fabbricati con proprietà ATER inferiore al 50% e quasi

sempre costituiti in condominio.

Ed in particolare il Programma prevede la dismissione di:

  • n. 8 unità immobiliari costituite in condominio in fabbricati con condominio costituito
  • n. 6 unità immobiliari residenziali in fabbricati non costituti in condominio, costituiti al

massimo da due unità entrambe comprese nel Programma.

 

  1. UNITÀ IMMOBILIARI RESIDENZIALI OCCUPATE SENZA TITOLO

Il Programma Straordinario prevede la dismissione di n. 886 alloggi “occupati senza titolo” per

un importo totale stimato di € 202.371.839.

Questi alloggi sono inseriti in fabbricati con proprietà ATER inferiore al 50% e quasi sempre

costituiti in condominio.

Ed in particolare il Programma prevede la dismissione di:

  • n. 727 unità immobiliari in fabbricati con condominio costituito
  • n. 159 unità immobiliari in fabbricati gestiti da ATER

Il Programma prevederà, una volta dismessi gli alloggi, la costituzione dei condomini, dove

ancora non costituiti, per alleggerire l’attività di gestione dell’azienda.

􀏭􀏱

  1. AREE

Il Programma Straordinario prevede la dismissione di n. 21 aree con diverse destinazioni d’uso

per un importo totale stimato di € 12.791.418.

  1. LOCALI CON DIVERSE DESTINAZIONI D’USO

Il Programma Straordinario prevede la dismissione di n. 1.151 Locali con diverse destinazioni

d’uso per un importo totale stimato di € 323.455.297.

Ed in particolare prevede la dismissione di:

  • n. 51 locali con destinazione A/10 per un valore complessivo di € 25.584.344
  • n. 4 locali con destinazione B/01 per un valore complessivo di € 12.169.815
  • n. 1 locale con destinazione B/05 per un valore complessivo di € 5.865.521
  • n. 1 locale con destinazione B/07 per un valore di € 632.747
  • n. 558 locali con destinazione C/01 per un valore complessivo di € 179.624.040
  • n. 468 locali con destinazione C/2 per un valore complessivo di € 78.927.984
  • n. 20 locali con destinazione C/3 per un valore complessivo di € 7.915.805
  • n. 12 locali con destinazione C/4 per un valore complessivo di € 6.362.973
  • n. 21 locali con destinazione C/6 per un valore complessivo di € 2.734.274
  • n. 1 locale con destinazione C/7 per un valore di € 560.469
  • n. 10 locali con destinazione D/1 per un valore complessivo di € 841.174
  • n. 1 locale con destinazione D/5 per un valore di € 474.150
  • n. 2 locali con destinazione D/6 per un valore complessivo di € 1.752.001

I locali sono stati selezionati seguendo i seguenti criteri:

  • posizione strategica nel territorio di Roma Capitale in zone commercialmente appetibili;
  • completamento delle dismissioni delle unità immobiliari ATER presenti all’interno di

condomini costituiti e comunque in fabbricati con proprietà ATER inferiore al 50%.

  1. LOCALI CON DIVERSE DESTINAZIONI D’USO IN CORSO DI VERIFICA

All’interno del Programma sono stati inseriti n. 124 locali per i quali occorre regolarizzare la

posizione catastale e altri per i quali è in corso di elaborazione la stima.

Ed in particolare sono stati inseriti:

  • n. 87 locali per i quali è in corso la regolarizzazione catastale
  • n. 37 locali per i quali è in corso di elaborazione la stima

I locali sono stati selezionati seguendo i seguenti criteri:

  • posizione strategica nel territorio di Roma Capitale in zone commercialmente appetibili;
  • completamento delle dismissioni delle unità immobiliari ATER presenti all’interno di

condomini costituiti e comunque in fabbricati con proprietà ATER inferiore al 50%.

􀀃􀀃􀏵*^*^*^*^*^*^*^

HO PUBBLICATO PER INTERO LA DELIBERA COMMISSARIALE IN MERITO ALLE VENDITE PER RISANARE IL DEBITO CON IL COMUNE DI ROMA E SINCERAMENTE NE SONO RIMASTA SCONCERTATA PERCHE’ DAL COMMISSARIO MI SAREI ASPETATA QUALCOSA DI MEGLIO.

MA HO UN DUBBIO CHE NON SIA TUTTA OPERA DEL COMMISSARIO, MA DEL SOLITO DIRETTORE E DEI SUOI CONSIGLIORI, SI PERCHE’ ORMAI SI E’ CREATO UN CERCHIO MAGICO ATTORNO AL DIRETTORE FORMATO DALLA ESTELLA MARINO,LA BRUGA, LA DISTASIO E LANCIANI.

SINCERAMENTE NON CAPISCO LA MARINO NON GLI E’ BASTATO AVER FINITO DI ROVINARE ROMA LA BRUGA è UN ARCHITETTO CHE FORSE SE INVECE DI STARE IN SEGRETERIA STESSE NEGLI UFFICI AD OCCUPARSI DEI DANNI DEGLI ALLOGGI SAREBBE MEGLIO, LA DISTASIO FA DA BADANTE AL DIRETTORE E LANCIANI EX SEGRETARIO DELL’UNIONE INQUILINI DOPO ESSERE STATO RIMOSSO DA SEGRETARIO E COLLOGATO COME Tesoriere nazionale – Invitato permanente alla segreteria nazionale ORMAI MI DICONO CHE STA SEMPRE DAL DIRETTORE A CONSIGLIARGLI COSA FARE E I RISULTATI SI VEDONO TUTTI.

QUESTO DIRETTORE CHE HA PAURA DI CONFRONTARSI CON LA NOSTRA ASSOCIAZIONE CI DOVREBBE DIRE COME PUO’ PENSARE DI VENDERE LE CASE OCCUPATE CON GLI OCCUPANTI DENTRO A LIBERO MERCATO ALL’ASTA, SE NON SBAGLIO LA REGIONE GLI AVEVA GIA’ DETTO NO,MA LUI INSISTE PERCHE’ SPERA CHE IL VICE PRESIDENTE SMERIGLIO CHE SICURAMENTE LA PENSA COME LUI, ANCHE PERCHE’ ORMAI SEL SI E’ APPROPRIATA DELL’ATER DI ROMA E ZINGARETTI PROVI A SCONFESSARCI, PENSA COSI’ DI FAR FARE CASSA ALL’ATER E QUALCHE PIACERE A QUALCHE AMICO, PERCHE’ SAPPIAMO TUTTI COME VANNO LE ASTE.

MA IL DIRETTORE CI DEVE SPIEGARE PER QUALE MOTIVO NON VENDE GLI ALLOGGI  RIMASTI NEI CONDOMINI MISTI TUTTI E NON SOLO QUELLI CHE FANNO COMODO A LUI O AI SUOI AMICI?

CI DOVREBBE DIRE PERCHE’ NON METTE IN VENDITA VIA DEI CORSI I QUALI ASSEGNATARI SONO STATI VIOLENTATI E VESSATI ABBASTANZA .

L’ASSESSORE REFRIGERI HA SEMPRE DETTO CHE VIA DEI CORSE VA VENDUTA,MA POI CHE COSA FA DI SERIO PER FARLO FARE?

E’ CAPACE SOLO DI DIRLO ANCHE IN TV, MA POI I FATTI CARO ASSESSORE DOVE SONO?

COME ASSOCIAZIONE ABBIAMO CHIESTO UN INCONTRO URGENTE AL COMMISSARIO E LO CHIEDEREMO ANCHE AL DIRETTORE E SE NON VEDREMO LUCE  QUESTA VOLTA ANDREMO NOI ALLA MAGISTRATURA, VISTO CHE UN COMMISSARIO DA SOLO NON CE LA FA A RIPRISTINARE LEGALITA’ GIUSTIZIA E TRASPARENZA.

 

 

 

CERCASI CAMBIO ALLOGGIO

Appartamento 7^ piano 100 mq 3 camere cerco cambio in zona spinaceto o limitrofe.

IN GENERE NON FACCIAMO QUESTO GENERE DI COSE,MA LA SIG.RA ESSENDO  ANZIANA ED AVENDO  L’APPARTAMENTO SU DUE LIVELLI CI HA CHIESTO QUESTA CORTESIA IN QUANTO LE  RIMANE SCOMODO E DIFFICOLTOSO PER I GRADINI INTERNI  E CERCA UN  CAMBIO.

CHI è INTERESSATO Può TELEFONARE AL FIGLIO

Adriano

cell. 3487463722

 

A CHE SERVE CAMBIARE SINDACO SE POI A COMANDARE SONO SEMPRE E SOLO LORO I FUNZIONARI E DIRIGENTI ?

A CHE SERVE CAMBIARE SINDACO SE POI A COMANDARE SONO SEMPRE E SOLO LORO I FUNZIONARI E DIRIGENTI.
MALEDETTA LEGGE 142 LEGGE BASSANINI HA DISTRUTTO L’ITALIA.
POCO FA HO INVIATO QUESTA E.MAIL AL CAPO GABINETTO DELLA SINDACA RAGGI,ALL’ASSESSORE MINENNA, A OTTAVIANELLI E AL MUNICIPIO 6, MA CHE DEVE FARE UN CITTADINO PER AVERE RICONOSCIUTO UN SUO DIRITTO?
Gentili Signori,
Vi è il problema inerente le residenze anagrafiche negli alloggi popolari, dove si è creata una enorme confusione in quanto la famosa legge LUPI vieta la residenza negli alloggi agli occupanti abusivi, ma non a chi ne ha diritto come invece state facendo,in quanto state negando la residenza a tutti.
Come potrete leggere a seguito di ciò ho inviato una lettera ai due commissari dell’Ater di Roma e della Provincia e per conoscenza al dott.Ottavianelli.
A seguito della mia lettera il Commissario dell’Ater di Roma il magistrato dott.Giovanni Tamburino riconosciuto l’errore ha fatto immediatamente una DD che vi ho allegato.
Nonostante ciò il sig.Ivo Spadoni responsabile anagrafico del 6 Municipio e nonostante che sia il direttore che il Presidente gli avessero detto di fare tale residenza continua a negare tale diritto alla sig.ra M. L. , adducendo assurdità come “lei non faceva parte del nucleo famigliare originario”
Non capisco da dove abbiano preso tale concetto visto che la legge regionale 12/99 art.12 che vi allego dice esattamente il contrario.
Ho scritto più volte al dott.Ottavianelli,ma non si è degnato ne di una risposta e ne di dare le giuste indicazioni a questo Spadoni.
Vi chiedo cortesemente di far rispettare le leggi, non sto chiedendo un favore,ma il rispetto e la legalità e trasparenza questa signora è senza fissa dimora grazie al sig.Ivo Spadoni e alla sua ottusità.
Attendo un vostro riscontro urgente
Distinti saluti
Annamaria Addante
Art. 12 (Subentro nell’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati all’assistenza abitativa e ampliamento del nucleo familiare)
1. Fatto salvo quanto previsto dai commi 2 e 3, in caso di decesso o negli altri casi in cui l’assegnatario non faccia più parte del nucleo familiare, subentrano nell’assegnazione i componenti del nucleo familiare di cui all’articolo 11, comma 5 originariamente assegnatario o ampliato ai sensi del comma 4, secondo l’ordine stabilito nel citato articolo 11, comma 5.
2. In caso di separazione giudiziale, di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso, all’assegnatario subentra nell’assegnazione l’altro coniuge, sempre che il diritto di abitare nella casa coniugale sia stato attribuito dal giudice a quest’ultimo. 3. In caso di separazione consensuale omologata o di nullità matrimoniale, all’assegnatario subentra nell’assegnazione l’altro coniuge, se tra i due sia così convenuto e qualora quest’ultimo risulti abitare stabilmente nell’alloggio.
4. Per i fini di cui al comma 1, l’ampliamento del nucleo familiare si determina nei seguenti casi:
a) matrimonio dell’assegnatario;
b) convivenza more uxorio dell’assegnatario da almeno due anni, da dimostrare nelle forme di legge;
c) accrescimento della prole dell’assegnatario dovuta a nascita naturale, riconoscimento o adozione; d) affidamento di minori;
e) rientro dei figli, purché in possesso dei requisiti previsti dalla normativa in materia di edilizia residenziale pubblica per non incorrere nella decadenza. (Lettera modificata dall’articolo 9, comma 1 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11 e da ultimo dall’articolo 1, comma 64, della legge regionale 11 agosto 2008, n. 14 ) 19
5. L’ingresso di uno dei soggetti indicati nel comma 4 deve essere immediatamente comunicato all’ente gestore. L’ente gestore, nei successivi tre mesi, verifica che, a seguito dell’ampliamento, non sussistano cause di decadenza dall’assegnazione. Qualora dalla verifica risultino comunicazioni non veritiere, l’ampliamento non produce effetti ai fini dell’eventuale subentro. Gli esiti delle verifiche sono comunicati all’interessato a cura dell’ente gestore.
QUESTO è LA LEGGE NON CAPISCO CHE COSA CERCHI IL SIG.SPADONI E IL SUO VICE SIG.PAOLO

SAN SABA SCRIVE……….

FINE DEL MEDIOEVO ALL’ATER ROMA?

sistema-feudale

Il sistema feudale che da sempre ha contraddistinto la gestione dell’Ater Roma sembrerebbe giunto al capolinea con le ultime due delibere relative al canone concordato (delibera commissariale 9 del 2/3/2016) e al rientro dei figli (determinazione direttoriale 124 del 27 giugno 2016).
Finalmente grazie al magistrato Tamburino, commissario Ater Roma – quello che negli anni 70 non aveva avuto timore di battersi contro le trame nere, il neofascismo veneto della Rosa dei Venti fino al banchiere Sindona – l’arbitrio dell’interpretazione ad usum delphini delle norme regionali su un tema delicato come quello dell’abitare ha subito un deciso arresto.
Per tanti, troppi anni, famiglie intere hanno dovuto subire l’arroganza del potente di turno che minacciava sgomberi e fine locazioni con lettere minacciose e intimidatorie a seguito del rientro di un figlio/a nel nucleo familiare. Lo stesso dicasi del superamento del reddito che avrebbe dovuto semplicemente configurarsi come l’adesione ad un canone aggiunto, maggiorato in funzione del reddito del nucleo familiare.
Tutto ciò è stato oggetto di un braccio di ferro tra l’Associazione inquilini e proprietari con l’Ater di Roma per un decennio senza che nessuno dei vertici di allora dicesse una parola definitiva su quanto era ben normato e chiaro a chiunque non fosse stato animato da altri intenti. Ma si sa, ce lo insegnavano a scuola con Manzoni e il povero Renzo manipolato dall’avvocato Azzeccagarbugli, il Potere grande o piccolo ha da sempre cercato di trarre profitto dalla interpretazione delle leggi confidando sull’ignoranza delle persone. E questo ha generato quel sistema tanto vituperato quanto diffuso che consentiva al Notabile di turno di fare promesse o elargire favori senza averne alcun titolo. A San Saba sappiamo bene di cosa e di chi stiamo parlando.
Finalmente il Commissario Tamburino, sostenuto dalla determinazione dell’Associazione Proprietari e InquliniAter di Annamaria Addante (vedi documento), mette la parola fine: nessuno dovrà più avere timore e vivere nella paura di perdere la propria casa per questi motivi. Un bel passo avanti.
Il Commissario , nel sincero incontro di gennaio, avvenuto insieme all’Associazione inquilini e proprietari  dell’Addante, parlando dell’Ater ci disse che per fermare una petroliera occorrono cinque chilometri. Il primo è stato fatto e ora vorremmo che anche la nostra vicenda fosse presa in esame dalla Politica che , come ci confidò Tamburino, è la sola responsabile della nostra situazione.
Vorremmo avere altrettanta chiarezza da parte dei vertici regionali per spazzare via tutte le interpretazioni strumentali e faziose nei confronti della nostra giusta causa: la vendita delle case Ater di San Saba così come avvenuto in tutto il centro e non solo di Roma.
Non possono non ascoltarci. Se la politica è consenso, beh, il voto di giugno ci dice chiaramente che le risposte non possono più essere dilazionate.

E se poi scopriamo grazie all’associazione che 5 case di san Saba sono state vendute allora non ci sono davvero più ragioni per continuare questa anacronistica discriminazione ai nostri danni.

 

 

NON HO PAROLE, SI PUO’ METTERE UN ARCHITETTO A FARE IL DIRETTORE, UNO CHE SI OCCUPAVA DI FERROVIE?

Ater al collasso, in vendita 8.400 alloggi e negozi per sanare il debito

Il Comune non ha voluto acquisirli in cambio della cancellazione del debito. Soltanto nel centro storico la vicenda riguarda 5.200 case

di Erica Dellapasqua

Le case dell’Ater a San Saba (Jpeg)Le case dell’Ater a San Saba (Jpeg)

shadow

Per ripagare il maxi debito, almeno 372 milioni, nei confronti del Comune per il mancato pagamento della vecchia Ici, Ater ha pronto un nuovo piano di vendite. Prima i locali commerciali, 3.200 proprietà «da dismettere subito, nel giro di due mesi potremmo cominciare, a prezzi di mercato» annuncia il neo direttore generale Franco Mazzetto. Poi, sarà la volta delle case, 5.200 alloggi principalmente nel centro storico, tra il I e il II Municipio, nei palazzoni dove l’Azienda di edilizia regionale – avendo gli altri inquilini già acquistato – è diventata «condomino» di minoranza.

Vendita e non svendita. Vuole precisarlo il direttore ben consapevole che, negli anni, i prezzi di cessione non sono sempre stati all’altezza degli immobili e del contesto: «Questo è un punto essenziale del quale dovremo discutere con la Regione – spiega Mazzetto -. Le tariffe non le decido io, ma la legge in base alle stime dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate: per capirci, se una casa vale 100 è possibile che a noi spetti solo 25, un po’ poco…». Nell’ottica di rivedere i prezzi, del resto, la nuova direzione Ater aveva temporaneamente sospeso, a marzo, la cessione di 280 case già incluse nei piani di dismissione. Nel frattempo, però, è arrivata la stangata di Equitalia, che proprio a causa del debito maturato per il mancato pagamento delle tasse sulla casa al Campidoglio (Ici che, in alcuni casi, risale agli anni Novanta) ha pignorato i conti correnti, quindi adesso la vendita appare in qualche modo un passo obbligato. Anche perché il Comune ha giudicato economicamente insostenibile l’alternativa offerta da Ater: cedere direttamente allo stesso Campidoglio la proprietà degli alloggi, risolvendo così alla base la questione delle tasse sulla prima casa.

Si partirà allora dai locali commerciali, 3.200 unità tra negozi, uffici e cantine dei quali almeno 1.000 collocati nelle zone centrali: considerando una media di 100 mila euro ciascuno, questa è la stima di Ater, il guadagno sarebbe importante e soprattutto non vincolato – a differenza delle abitazioni – nella destinazione. «Il ricavato dei locali commerciali può essere direttamente investito nel piano di rientro del debito che concorderemo col Comune e col commissario per il debito pregresso Silvia Scozzese – continua Mazzetto -. Per le abitazioni, invece, è previsto che i soldi delle vendite vengano reimpiegati nell’edilizia residenziale, cioè nella manutenzione o nella realizzazione di nuovi alloggi: anche su questo punto chiederemo l’intervento della Regione, una parte dell’introito potrebbe essere svincolata e destinata al ripianamento del debito, intanto completiamo il censimento».

Censimento che, per ora, conta 5.200 abitazioni, circa la metà nel I e nel II Municipio: in media, se i prezzi restassero quelli attuali, 65 mila euro ad abitazione. «Cominceremo dalle proprietà nelle quali Ater è diventato inquilino di minoranza», precisa il direttore. «Spesso, in molti palazzi del centro storico inclusi nei precedenti piani di dismissione, hanno acquistato la maggior parte degli inquilini con la conseguenza che Ater ormai detiene la proprietà di pochissimi alloggi, anche uno solo in un intero stabile. Quindi, partiremo da queste situazioni per poi arrivare alle zone periferiche». L’auspicio, mentre va in porto questo «piano B»

*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*

NON HO PARLE…..

LA STUPIDITà E L’INCOMPETENZA DI CERTI DIRETTORI è VERAMENTE INCREDIBILE.

L’Arch. Mazzetto prima di parlare o farsi suggestionare dalla dott.ssa Grassia che ogni volta che cambia direttore torna alla carica, dovrebbe sapere che i prezzi di tali alloggi messi in vendita sono già sanciti da leggi di questo Stato.

Se il prezzo gli sembra poco è semplicemente per il fatto che tali alloggi dovevano essere già stati venduti TUTTI nel 1993 e non nel 2016 perché a Piazza Melozzo da Forli nel 1993 160milioni di lire non erano poche certo oggi 80mila euro sembrano pochi, ma se il direttore ragionasse invece di sparare cavolate si renderebbe conto che non è possibile modificare i prezzi anche perché l’Ater come la Regione e come lo Stato non possono speculare e se lui prima di parlare andasse a vedere quanto è costata la costruzione di tali alloggi si sarebbe risparmiato una brutta figura.

Ma poverino lui viene dalle ferrovie che cosa ne può sapere di case popolari?

Se avessero messo a Roma il direttore che è stato messo all’Ater della Provincia ci saremmo risparmiati tante fesserie come le lettere che l’Ater si voleva ricomprare le case a chi chiedeva l’estinzione del diritto di prelazione, come il rientro dei figli, ma per fortuna il Commissario dell’Ater di Roma è un Magistrato e grazie a lui stiamo risolvendo molte cose.

Sicuramente con un direttore competente nella maniera si sarebbero evitate tante figuracce e le cose marcerebbero con più solerzia.

“Anche perché il Comune ha giudicato economicamente insostenibile l’alternativa offerta da Ater: cedere direttamente allo stesso Campidoglio la proprietà degli alloggi, risolvendo così alla base la questione delle tasse sulla prima casa.” ANCORA CON LA BARZELLETTA DELLA DELIBERA FATTA DALLA GRAZIOSI-GRASSIA? MA PER FAVORE ….PER FORTUNA CHE AL COMUNE C’E’ ANCHE LI UN COMMISSARIO MAGISTRATO.

In merito alle vendite mi viene da sorridere, posso solo sorridere 8400 immobili da vendere e in quanti anni sig.Direttore?

NON E’ POSSIBILE CHE A OGNI NUOVO DIRETTORE SI DEBBA SEMPRE RICOMINCIARE DA CAPO A SPIEGARGLI LE COSE,MA PERCHE’ LA REGIONE NON CI METTE DIRETTORI QUALIFICATI COME HA FATTO ALL’ATER DELLA PROVINCIA?

CHI HA SCELTO QUESTO DIRETTORE CHE SINCERAMENTE MI SEMBRA UN PESCE FUOR D’ACQUA!

INOLTRE A MIO AVVISO CONTINUANO A SBAGLIARE Perché LUI DEVE VENDERE TUTTI GLI IMMOBILI CHE SONO NEI CONDOMINI MISTI PER UNA QUESTIONE DI CORRETTEZZA E DI GIUSTIZIA NON SI POSSONO FARE FIGLI E FIGLIASTRI DOVE HAI INIZIATO A VENDERE SEI OBBLIGATO A VENDERE ANCHE GLI ALTRI.

SPERO SOLO CHE I CITTADINI CHE RISIEDONO IN TALI ALLOGGI SI DIANO UNA SVEGLIATA E SI MOBILITINO .

DISPOSIZIONI IN TEMA DI AMPLIAMENTO DEL NUCLEO FAMIGLIARE

Prot 37397 del 2 7 Giugno 2016
Pagine Determinazione: ..
AT&r koma Pagine Allegati: ……
OGGETTO:
AZIENDA TERRITORIALE PER L’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA DEL COMUNE DI ROMA DISPOSIZIONI IN TEMA DI AMPLIAMENTO DEL NUCLEO

FAMILIARE ART. 12 C. 4 L.R. 12/1999)

DETERMINAZIONE DIRETTORIALE
n.124 DEL 2 7 GIUGNO 2016
IL DIRETTORE GENERALE
VISTI: RILEVANZA CONTABILE
– la legge regionale 3 settembre 2002, n. 30; SI NO

□ J21

– lo Statuto regionale;
– il decreto del Presidente della Giunta regionale del 2 ottobre 2015, n. T00200, con cui è stato nominato il Commissario Straordinario dell’Azienda, con il conferimento dei poteri del Presidente e del Consiglio di Amministrazione; STRUTTURA PROPONENTE DIREZIONE GENERALE.
–     la Delibera Commissariale n. 8 del 29/12/2015 di nomina del Direttore Generale,

–     lo Statuto aziendale;

Si attestai la regolarità tecnico- amministrativa del presente atto
– il Regolamento aziendale di organizzazione adottato con deliberazione commissariale n. 29 del 7 luglio 2015; IL DIRIGM^^P^§7SUTTURA ’T^mOPONENTE
– la Delibera Commissariale n. 16 del 01/06/2016 di revisione dell’assetto organizzativo dell’azienda; N
– la Determinazione Direttoriale parzialmente attuativa della predetta Delibera, n. 114 del 09/06/2016; Roma………………….
– la legge 241/1990 sul procedimento amministrativo e l’accesso agli atti; Visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria.
– il Regolamento aziendale sul procedimento amministrativo e sull’accesso agli atti, adottato con deliberazione commissariale n. 30 del 7 luglio 2015; IL DIRIGENTE AD INTERIM DEL SERVIZIO FINANZIARIO
– l’art. 12 della legge regionale n. 12/1999, t.v., dedicato al “subentro nell’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati all’assistenza abitativa e ampliamento del nucleo familiare”; Roma……………………
Pag. 1 di 4

 

PREMESSO che :
–     il Commissario Straordinario con nota prot. n. 32978 dei 01/06/2016, ha chiarito il tenore della norma contenuta all’art. 12 delle l.r. 12/1999;

–     di tale chiarimento era già stata concordemente informata la Regione Lazio, con nota prot. n. 29669 del 13/05/2016,

–     tenuto conto di tali indicazioni, il Direttore Generale con nota prot. n. 33146 del 01/06/2016, ha disposto che le strutture aziendali preposte diano immediata esecutività a quanto indicato nella nota sopra citata stante l’urgenza di renderne immediatamente operativi i contenuti anche al fine di risolvere i casi in essere;

–     secondo il testo della disposizione richiamata, l’ampliamento non è subordinato a un atto concessorio di Ater, atteso che al comma 5 l’art. 12 cit., si limita a prevedere che l’Ente, ricevuta la comunicazione dell’ingresso di uno dei soggetti di cui al comma 4, effettui una verifica nei tre mesi successivi, destinata all’accertamento della veridicità della comunicazione;

–     se, in esito a tale verifica, la comunicazione relativa alla sussistenza delle condizioni che consentono l’ampliamento risulta non veritiera, si determina la inefficacia dell’ampliamento “ai fini del subentro”, talché l’ampliamento, qualora ne sussistano i presupposti sostanziali, consistenti in una o più delle situazioni elencate alle lettere da a) ad e) del comma 4 dell’art. 12 della l.r.12/1999, e procedimentali, consistenti nella comunicazione da parte dell’assegnatario dell’alloggio, deve ritenersi efficace anche nel caso di comunicazione non veritiera, ferma la responsabilità penale per false dichiarazioni rese all’Autorità e ferma la conseguenza della inefficacia dell’ampliamento “ai fini del subentro”;

–     l’Ente gestore, Ater Roma, ricevuta comunicazione dell’ampliamento deve verificare unicamente se sussistano cause di decadenza dall’assegnazione dipendenti dall’ampliamento stesso, come è reso indubitabile dell’inciso “a seguito dell’ampliamento” contenuto nella disposizione del comma 5 dell’art. 12 citato;

–     in presenza dei presupposti sostanziali e procedimentali dell’ampliamento l’ampliamento non può essere negato a causa di una causa di decadenza non dipendente dalPampliamento stesso ed in particolare l’esistenza di un inadempimento contrattuale, totale o parziale, che in quanto tale non può essere ricondotto aH’ampliamento, non giustifica il diniego deH’ampliamento stesso;

CONSIDERATO che:

–     l’art. 5 del Decreto-Legge 28 anno 2014, n. 47 (cd. “Decreto Lupi”) e la legge di conversione, che lo ha integrato e modificato (limitatamente alla rubrica), non contrasta con quanto sopra, atteso che la disposizione dell’art. 5 si riferisce agli “occupanti abusivi di immobili”, ovvero agli occupanti “senza titolo”, laddove i soggetti richiedenti l’ampliamento ai sensi del c. 4 art. 12 l.r. 12/1999 in quanto titolati da un contratto di locazione o altro valido titolo giuridico non sono assimilabili agli occupanti abusivi;

–     il richiamo al “regolare” possesso o alla “regolare” detenzione dell’unità immobiliare, contenuto nella seconda frase del comma 1 deH’art. 5 del citato decreto-legge, fa riferimento alla presenza di un valido titolo di possesso o detenzione deH’immobile e non già alla sussistenza di un inadempimento o di cause di risoluzione del contratto, che non interrompono il rapporto;

–     l’inadempimento dell’obbligo nascente da un contratto non vanifica il titolo del possesso o della

Pag. 2 di 4

 

detenzione e non rende “irregolare” tale titolo, conferendo al creditore, nella fattispecie Ater Roma, la facoltà di ottenere coattivamente l’adempimento o risolvere il contratto;

RITENUTO che:

–     la legge e le norme citate, non subordinano l’ampliamento a una concessione;

–   il soggetto, utente assegnatario a vario titolo, che vuole avvalersi dell’istituto delPampliamento deve comunicarlo immediatamente alPEnte gestore;

–     l’Ater Roma ha tre mesi di tempo per la verifica della comunicazione;

–   se la comunicazione di cui sopra non è veritiera, fatte salve le conseguenze penali della falsa dichiarazione, l’ampliamento è efficace sempreché sussistano una o più delle situazioni di cui al comma 4, dell’art. 12 della l.r. 12/1999, pur non potendo dare luogo al subentro nell’alloggio;

–   la non veridicità delle informazioni contenute nella comunicazione impedisce il subentro, ma non impedisce l’ampliamento, se ne sussistono le condizioni sostanziali e procedimentali di cui ai commi 4 e 5, art. cit;

Tutto ciò premesso e considerato, DETERMINA:

1.    di considerare la narrativa che precede parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;

2.     che nessun ampliamento è possibile nella ipotesi in cui manchi una legittima titolarità dell’alloggio e, quindi, manchi un contratto di locazione o analogo valido titolo giuridico;

3.     che l’occupante abusivo (a differenza dell’inquilino moroso) non può in nessun caso ampliare il nucleo familiare, atteso che qualunque ampliamento presuppone necessariamente la sussistenza di un titolo valido;

4.     che nei casi previsti dall’art. 12, comma 4, della Legge regionale 12/99, ricevuta la comunicazione relativa all’ampliamento, di cui al successivo comma 5, Ater Roma è tenuta nei tre mesi successivi a dare risposta con un proprio provvedimento;

5.     che tale provvedimento consiste nella “presa d’atto della sussistenza di una delle situazioni codificate dall’art. 12, comma 4, della Legge citata” avente natura “certatoria”, ossia di accertamento della presenza elle situazioni condizioni di fatto (filiazione naturale, rientro del figlio) o giuridiche (matrimonio, riconoscimento, adozione, affidamento, ecc.) che “determinano” l’ampliamento dell’originario nucleo dell’assegnatario (cfr. Cassazione Civile, Sez. 1, sentenza n. 9783, anno 2015), dovendosi escludere che, in presenza delle situazioni previste dalla legge, occorra un provvedimento concessorio;

6.  che decorso il termine di legge senza l’emissione della presa d’atto, il fascicolo relativo deve in ogni caso essere trasmesso entro trenta giorni a cura del Responsabile dell’Ufficio competente, con la motivazione del ritardo, al Direttore Generale dell’Azienda, il quale, verificata la presenza delle condizioni di cui al comma 4 dell’art. 12, rilascerà la “presa d’atto” entro i successivi trenta giorni;

7.  che qualora anche successivamente risulti la insussistenza delle condizioni dell’ampliamento, la “presa d’atto” dovrà essere revocata in qualunque tempo, a prescindere dalla segnalazione per false dichiarazioni che verrà prodotta nel caso in cui ne emergano gli estremi e ne siano verificati i presupposti;

 

8.     che in presenza di un titolare della assegnazione inadempiente, la presa d’atto delPampliamento sempreché ne sussistano i presupposti sostanziali e procedimentali di cui all’art. 12 L.R. 12/1999 non può essere negata, con ogni conseguenza anche in ordine alla residenza del soggetto “ampliato”;

9.    di dare tempestiva attuazione alla presente determinazione;

10.  di pubblicare il presente provvedimento nel sito web aziendale ai sensi di quanto previsto nel PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L’INTEGRITÀ 2014-2016.

 

 IL DIRETTORE GENERALE

Arch. FRANCO MAZZETTO

 

Pag. 4 di 4

HO PUBBLICATO LA DELIBERA AFFINCHE’ TUTTI POSSIATE LEGGERLA.

ANCORA UNA VOLTA LA NOSTRA TENACIA E’ STATA PREMIATA e debbo ringraziare di cio’ il commissario dott. Giovanni Tamburino, come potrete notare leggendo la DD i tempi mentre il Commissario si è subito attivato inviando la nota alla regione già dal 13 maggio 2016 e successivamente il 1 giugno 2016 ha inviato un a nota al direttore  chiarendo tale problema e il Direttore si è anche lui subito attivato perché lo stesso giorno ha inviato agli uffici preposti per scrivere l’atto e ci hanno messo ben 26 giorni non c’è che dire.

Tanto il cittadino può aspettare.

 

 

IL GATTOPARDO ALL’ATER DI ROMA GLI FA UN BAFFO!

Gentile A.T.E.R. Roma,

Io sottoscritta ……………………………., residente a Roma in Via Pietro Romano, 25, codice immobile n° .

Con la presente, chiedo cortesemente che venga riaperta la pratica per la vendita dell’appartamento sito in Via Pietro Romano, 25, Roma,  in quanto la maggior parte degli alloggi sono già stati venduti. Dichiaro di essere in regola con tutti i pagamenti e dichiaro inoltre di risiedere in questo appartamento dal 1967, anno in cui venne assegnato a mio padre ……..

Si fa presente che l’associazione inquilini Torre Spaccata è al corrente di questa mia richiesta.

In attesa di una vostra risposta,

Cordialmente saluto

A SEGUITO DI TALE LETTERA L’ATER COSI’ RISPONDE

AZIENDA TERRITORIALE EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

DEL COMUNE DI ROMA

 

Servizio Alienazione Alloggi e Gestione Attività Commerciali

* * * * *                                                                   :’fi % 3: * :fc * * * * * * * *

Ufficio Vendite Alloggi ERP

RACCOMANDATA A.R.

Prot.

del IL. b~

Alla Sig.ra ……Via P.Romano,25 ……..Roma

 

Oggetto: Istanza acquisto alloggio sito in Roma – Via P.Romano,25

 

Con riferimento alla nota inoltrata dalla S.V.il 7/5/2016, si rende noto che L’Azienda propone l’alienazione degli alloggi di E.R.P. in coerenza con le normative in materia, secondo le linee programmatiche aziendali, per gli immobili ammessi alla vendita e direttamente ai soggetti in possesso dei relativi requisiti.

 

La Responsabile delPUfficio Dott.ssa Marina de Denaro

, ^—

 

Servizio Alienazioni – Lungotevere Tor di Nona, 1- 00186 Roma Tel 06 68842609 -2609 – fax 06 39724651

UNA RISPOSTA A DIRE ALLUCINATE E’ POCO DIRE TUTTO SENZA DIRE NULLA.

LA SIG.RA CHE HA FATTO LA RICHIESTA HA TUTTI I REQUISITI, L’ALLOGGIO E’ NELLE LINEE PROGRAMMATICHE AZIENDALI, OLTRE CHE E’ NEI PIANI DI VENDITA E ANCHE UN CONDOMINIO MISTO.

CI DICA DOTTORESSA DE DENARO CHE COSA DEVE FARE LA SIGNORA PER VEDERE  RISPETTATO UN SUO DIRITTO?

CARO COMMISSARIO MA POSSIAMO ANDARE AVANTI IN QUESTO MODO?

 

FINALMENTE I FIGLI POSSONO RIENTRARE NELL’ALLOGGIO.

DD_124_27.06.2016 

UN’ALTRA VITTORIA DELL’ASSOCIAZIONE E GRAZIE ANCHE AL COMMISSARIO STRAORDINARIO DELL’ATER DI ROMA CHE A SEGUITO DELLA LETTERA CHE COME ASSOCIAZIONE GLI ABBIAMO INVIATO RIVENDICANDO LA CORRETTA APPLICAZIONE DELLA LEGGE 12/99 E IN PARTICOLARE DELL’ART.12 CHE RIGUARDA IL SUBENTRO E L’AMPLIAMENTO DEL NUCLEO FAMIGLIARE.

FINALMENTE HANNO CAPITO CHE I FIGLI TUTTI POSSONO RIENTRARE  E NON SOLO QUELLI CHE FACEVANO PARTE DEL NUCLEO ORIGINALE.

L’ATER DI ROMA ATTRAVERSO IL SUO DIRETTORE HA SCRITTO E PUBBLICATO SUL SITO DELL’ATER DI ROMA LA DETERMINA DIRETTORIALE N.124 DEL 27 GIUGNO 2016.

FINALMENTE FINISCE QUESTO ARBITRIO E I FIGLI POTRANNO TORNARE A CASA DEI PROPRI GENITORI SIA CHE FACESSEERO PARTE DEL CONTRATTO ORIGINALE O AMPLIATO SUCCESSIVAMENTE.

COME SI DICE CHI LA DURA LA VINCE, MA DEBBO DIRE CON ONESTA’ INTELLETTUALE CHE CI SIAMO RIUSCITI GRAZIE AL COMMISSARIO MAGISTRATO GIOVANNI TAMBURINO.

TENGO A RIBADIRE CHE OGNUNO DEVE FARE IL SUO MESTIERE GLI UOMINI DI LEGGE SONO CAPACI E APPLICANO CORRETTAMENTE LE LEGGI, GLI ARCHITETTI PURTROPPO NON NE SONO CAPACI E DICO CIO’ PERCHé ALL’EX COMMISSARIO MODIGLIANI E ALL’EX DIRETTORE ROSI NOI PONEMMO QUESTO PROBLEMA MA SENZA SUCCESSO, Perché VENIVANO RAGGIRATI DAI LORO DIRIGENTI  CHE INVECE DI APPLICARE CORRETTAMENTE LE LEGGI FANNO POLITICA RISPONDENDO A UN DETERMINATO PARTITO CHE HA SEMPRE CONSIDERATO LE CASE POPOLARI UNO STRUMENTO DI POTERE E NON UNO STRUMENTO SOCIALE.

A TUTTI I CITTADINI

CARI AMICI E AMICHE L’ASSOCIAZIONE CHIUDE E RIAPRE A SETTEMBREVI AUGURO BUONE VACANZE A TUTTI.

PER LE URGENZE POTETE SEMPRE TELEFONARMI O INVIARE UNA E.MAIL

ARIDATECE MARI !!!!!!

Buongiorno e complimenti per la Sua competenza. Ho provveduto al pagamento per l’estinzione del diritto di prelazione da oltre 60 giorni ma nonostante i ripetuti solleciti non riesco a farmi rilasciare la liberatoria da parte dell’Ater, cosa devo fare? Grazie!

 

INCREDIBILE MA VERO QUESTA AZIENDA VA SEMPRE PEGGIO ANCORA NON HANNO CAPITO CHE SE LA VOGLIONO FAR FUNZIONARE DEBBONO EFFETTUARE UNA MOBILITA’ VERA OVVERO TUTTI I DIPENDENTI DELL’ATER DI ROMA ALLA REGIONE E ALL’ATER QUELLI DELLA REGIONE,MA NON DELL’ASSESSORATO POLITICHE ABITATIVE.

MARI ERA UN GRAN PARAVENTO MA MOLTO INTELLIGENTE  PER CUI SE LO TANAVI POI CORREGGEVA IL TIRO.

QUESTI OGGI NON SONO TANTO INTELLIGENTI E SONO ANCHE ARROGANTI OVVIAMENTE MI RIFERISCO AI DIRIGENTI E FUNZIONARI SALVO LE OPPORTUNE ECCEZIONI CHE PER FORTUNA CI SONO ANCHE ALL’ATER DI ROMA