Archivio della Categoria 'Associazione inquilini e proprietari'

Importante !!!!!!!!!

mercoledì 23 aprile 2014

Ringrazio tutti i cittadini delle case della Romeo che ieri sono venute in assemblea, oggi un assegnatario che era presente all’assemblea mi ha inviato una lettera che aveva ricevuto dal Comune di Roma Assessore alla casa CANALE, con un allegato da riempire per l’acquisto della casa, se altri hanno ricevuto questa lettera me lo facciano sapere, perchè è molto importante è del 1996.

L’Assemblea ieri è andata molto bene abbiano chiarito molte cose e siamo in attesa di sapre la data per l’incontro con tutti i capi gruppo del Comune di Roma per definire una volta per tutte il problema della vendita degli alloggi a tutti.

Appena il cons.Corsetti e il Cons.Onorato mi comunicheranno la data vi avverto e dobbiamo andarci tutti.
Mi raccomando perché è importante,l’unione fa la forza.

lunedì 21 aprile 2014

AVVISO IMPORTANTE

ASSEMBLEA STRAORDINARIA
MARTEDI’ 22 APRILE ALLE ORE 18

Nella sala grande della Parrocchia di Santa Maria Domenica Mazzarello
In P.zza S.GALGANO, 100 (ZONA CINECITTA’)

NON POTETE MANCARE PERCHE’ ALTRIMENTI I PROBLEMI DA SOLI NON SI RISOLVONO, MI HANNO TELEFONATO PERSONE CHE NON POSSONO VENIRE PREGANDOMI DI CONTINUARE A RISOLVERE QUESTO PROPBLEMA, MA SENZA LA VOSTRA PRESENZA IL PROBLEMA SOLO CON ME NON SI RISOLVE,LA PRESENZA E’ IMPORTANTE.

CAMBIO ALLOGGIO

domenica 20 aprile 2014

Una mia amica sta cercando vivamente un cambio per una casa più piccola ( la sua è di 140 m2) e vorrebbe andare a Fiumicino dove ha parenti ed amici, o al limite rimanere a Torrespaccata. CHI è INTERESSATO A QUESTO MI CONTATTI Ovviamente è una casa ATER e può essere scambiata anche con una casa della Romeo.

L’Arroganza del potere del Comune di Roma

domenica 20 aprile 2014

Sugli alloggi popolari IL TEMPO di Roma 18.04.2014

Il Comune ci ripensa e blocca tutto

Il piano di dismissione del patrimonio comunale Erp, gestito dalla Romeo, non si è rivelato un successo: nel 2010, si era calcolato di poter avviare alla vendita 7.410 alloggi su un patrimonio di 24mila.

Nonostante i prezzi convenienti, su un totale di 4mila lettere spedite agli aventi diritto all’acquisto, solo 2. 300 hanno risposto positivamente versando l’acconto,ma ad oggi gli immobili venduti sono appena 716. Con l’ultima presa di posizione del Comune, che ha riconsiderato i criteri per la vendita, si bloccano di fatto altre procedure di dismissione.

Per esempio, in via della Magliana coloro che avevano già sottoscritto la proposta d’acquisto del Comune di Roma, e pagato 2mila euro di acconto, sono stati informati «dell’avvio del procedimento di decadenza dall’assegnazione dell’alloggio per superati limiti di reddito».

Criterio mai evidenziato prima, incalzano gli inquilini e i sindacati,che pensano a una mobilitazione.
Er.Della Pasqua.

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Anna Maria Addante: Questa è l’ennesima riprova dell’abuso da parte del Comune di Roma sugli assegnatari, la legge dice esattamente il contrario di ciò che sta imponendo Nieri e la cosa assurda è che il precedente Capo dell’Avvocatura aveva fatto presente all’assessore Nieri che la legge consentiva l’acquisto anche a chi superava il reddito, anzi erano obbligati ad acquistare altrimenti l’alloggio veniva venduto a terzi, stranamente l’assessore ha fatto cambiare immediatamente il capo dell’avvocatura.

NON POTETE MANCARE, la questione è molto importante e seria

venerdì 18 aprile 2014

AVVISO IMPORTANTE
ASSEMBLEA STRAORDINARIA
MARTEDI’ 22 APRILE ALLE ORE 18

Nella sala grande della Parrocchia di Santa Maria Domenica Mazzarello
In P.zza S.GALGANO, 100 (ZONA CINECITTA’)
E’ indetta un’assemblea straordinaria per decidere le azioni da fare in merito alle vendite degli alloggi del Comune di Roma.
L’Assessore al Patrimonio Luigi Nieri appena insediato ha bloccato tutte le vendite perché vuole verificare chi ha diritto all’acquisto ed ha sentenziato che chi supera il reddito non acquista.
Questo è un abuso di potere da parte dell’Assessore perché la legge consente a chi supera il reddito di acquistare.
le vendite verranno fatte dall’assessorato al Patrimonio per cui i tempi si allungheranno molto di più.
Dobbiamo riaffermare il nostro diritto all’acquisto pretendendo la corretta applicazione della legge 560/93 art.1 comma 9.
PARTECIPANO:
Orlando CORSETTI Presidente Comm.ne Commercio del Comune di Roma
Alessandro ONORATO Capo Gruppo lista Marchini del Comune di Roma
PARTECIPA anche l’AVVOCATO Stefano GALEANI che ha importanti notizie in merito

Il Presidente
Annamaria Addante

AUGURI DI BUONA PASQUA!

venerdì 18 aprile 2014

Auguri di una felice Pasqua a tutti coloro che frequentano il Blog e speriamo che la Santa Pasqua illumini l’Ater e i suoi dirigenti affinché tutti i problemi siano risolti.

Colgo l’occasione per fare gli auguri a tutti i dipendenti dell’Ater di Roma e Provincia e soprattutto per i dipendenti dell’Ater di Frosinone che ne hanno veramente bisogno.

********** Buona Pasqua 2014 **********

Per RICVORDARVI CHE…………..

lunedì 14 aprile 2014

AVVISO IMPORTANTE
ASSEMBLEA STRAORDINARIA
MARTEDI’ 22 APRILE ALLE ORE 18

Nella sala grande della Parrocchia di Santa Maria Domenica Mazzarello

In P.zza S.GALGANO, 100 (ZONA CINECITTA’)

E’ indetta un’assemblea straordinaria per decidere le azioni da fare in merito alle vendite degli alloggi del Comune di Roma.

L’Assessore al Patrimonio Luigi Nieri appena insediato ha bloccato tutte le vendite perché vuole verificare chi ha diritto all’acquisto ed ha sentenziato che chi supera il reddito non acquista.

Questo è un abuso di potere da parte dell’Assessore perché la legge consente a chi supera il reddito di acquistare.

le vendite verranno fatte dall’assessorato al Patrimonio per cui i tempi si allungheranno molto di più.

Dobbiamo riaffermare il nostro diritto all’acquisto pretendendo la corretta applicazione della legge 560/93 art.1 comma 9.

PARTECIPERANNO All’assemblea I CONSIGLIERI COMUNALI

Orlando CORSETTI Presidente Comm.ne Commercio

Alessandro ONORATO Capo Gruppo lista Marchini

Il Presidente
Annamaria Addante

N.B. QUESTA ASSEMBLEA E’ SOLO PER LE CASE DEL COMUNE DI ROMA QUELLE GESTITE DALLA ROMEO

Le vittime dell’Ater di Roma

venerdì 11 aprile 2014

Art. 21
(Limite del valore complessivo dei beni patrimoniali)
1. Per i fini di cui all’articolo 11, comma 1, lettera c) della l.r. 12/1999, il valore complessivo dei beni patrimoniali è dato dalla
somma dei valori relativi alle seguenti componenti:
a) fabbricati, il valore è dato dall’imponibile definito ai fini dell’imposta comunale immobiliare (ICI), la rendita catastale
moltiplicata per cento, per l’anno precedente a quello di presentazione della domanda di assegnazione o di aggiornamento, o a
quello in cui si effettua l’accertamento previsto dall’articolo 14;
b) terreni edificabili, il valore è dato dal valore commerciale relativo all’anno precedente a quello di presentazione della
domanda di assegnazione o di aggiornamento, o a quello in cui si effettua l’accertamento previsto dall’articolo 14;
c) terreni agricoli non destinati all’uso dell’impresa agricola, non direttamente coltivati, non gestiti in economia da imprenditori
agricoli a titolo principale, il valore è dato dall’imponibile definito ai fini ICI, cioè il reddito dominicale risultante in catasto
moltiplicato per settantacinque, per l’anno precedente a quello di presentazione della domanda di assegnazione o di
aggiornamento, o a quello in cui si effettua l’accertamento previsto dall’articolo 14.
2. Il limite massimo del valore complessivo dei beni patrimoniali calcolato ai sensi del comma 1 è di lire cento milioni.

Il quesito: Credo che il legislatore abbia voluto indicare come elemento di decadenza dall’alloggio popolare i fabbricati moltiplicati per cento che abbiano un valore catastale superiore ai cento milioni poi modificato successivamente in centomila euro e ha indicato il moltiplicatore x cento in quanto è il moltiplicatore degli alloggi.
Infatti chi possiede un alloggio che ha una rendita catastale superiore a centomila euro decade dall’alloggio.
Come lei può verificare il legislatore quando parla di terreni agricoli fa una distinzione ben precisa, ovvero esclude i terreni coltivati in quanto attività lavorativa.
Pertanto il legislatore per quanto attiene ai fabbricati credo che abbia voluto fare la stessa distinzione indicando solo quelli che sono abitazioni, che sono gli unici che si moltiplicano per cento.
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MI CHIEDO Perché L’ATER NON HA MAI CHIESTO ALLA REGIONE LAZIO UN PARERE IN MERITO ALL’APPLICAZIONE DI TALE ARTICOLO?

FORSE Perché OGNI VOLTA CHE LO HANNO CHIESTO LA REGIONE HA RISPOSTO NON COME DESIDERAVANO,COSTRINGENDOLI A TORNARE SUI LORO PASSI (vedi legge 27/06 art.52 comma 3)
le precedenti dirigenti si sono be guardate di chiedere lumi alla Regione, perché sicuramente le loro disposizioni sarebbero state smentite, come di fatto molte lo sono state ogni volta che la Regione interveniva.

Oggi ci troviamo di fronte a situazioni veramente drammatiche solo perché qualche zelante funzionario in odore di carriera invece di porsi il problema di verificare se l’applicazione era corretta hanno fatto e deciso da sole rovinando così i malcapitati.

Oggi abbiamo inviato noi come associazione alla regione lazio la richiesta di chiarimenti in merito a tale articolo, che basterebbe leggerlo con un minimo di attenzione per applicarlo bene, ma purtroppo la burocrazia,se ne sta accorgendo anche RENZI, è pericolosa e spesso malvagia agiscono alcuni funzionari senza pensare minimamente ciò che può creare la loro azione.

RIBADIAMO ANCORA UNA VOLTA CHE NELLE ZONE CI DEVE ESSERE PERSONALE QUALIFICATO, INOLTRE VORREMMO RICHIAMARE L’ATTENZIONE DEL COMMISSARIO E DEL DIRETTORE AFFINCHE’ SI RENDANO CONTO DI COME FUNZIONANO LE ZONE E ANDASSERO A VERIFICARE QUALI SONO LE ZONE IN RAPPORTO AGLI ALLOGGI CON IL MAGGIOR NUMERO DI ATTI NEGATIVI.

VORREI AGGIUNGERE INOTRE, CHE ESSENDOCI 6 ZONE, E CHE CON 5 DI ESSE LA NOSTRA ASSOCIAZIONE NON HA MAI AVUTO PROBLEMI, Perché I PROBLEMI LI ABBIAMO SEMPRE CON LA STESSA ZONA?

NON è UN PROBLEMA NE’ DI SIMPATIA,NE’DI CARATTERE POLITICO DA PARTE DELL’ASSOCIAZIONE, MA è SOLO UN PROBLEMA A NOSTRO MODESTO AVVISO DI COMPETENZA DI CHI GESTISCE CHE DI FATTO CREA CERTE SITUAZIONI,( Vedi il caso Vari e svariati altri casi).

IN MERITO ALL’APPLICAZIONE DELL’ART.21 TEMO CHE LE VITTIME CI SIANO STATE IN TUTTE LE ZONE.
E’ UN PROBLEMA MOLTO SERIO CHE SPERO LA REGIONE LO AFFRONTI RAPIDAMENTE.

Costituire un Condominio nelle case ATER? E’ un problema serio

mercoledì 9 aprile 2014

Non sono per nulla stupito anzi direi sono piuttosto amareggiato, abbiamo anche noi un amministratore che ne ha fatte di tutti i colori forte di una condizione numerica vantaggiosa.
Io stesso sono stato aggredito durante lo svolgimento di un assemblea dove sono stati ammessi anche estranei e delinquenti a sostegno di abusivi, davanti a tutti l’impiegato dell’Ater ha affermato ” mi vedo costretto a far ripristinare la legalità”, dopo questa terrificante esperienza, raccolte le firme abbiamo mandato una richiesta formale al dott. Mari dove chiedevamo aiuto per la situazione divenuta insostenibile. Non abbiamo avuto alcuna risposta, e a tutt’oggi non è cambiato nulla.

Questa è una dette tante e-mail che ci giungono e abbiamo pensato di riportare un vecchio articolo.

RIPORTIAMO QUESTO VECCHIO ARTICOLO PER AFFRONTARE NUOVAMENTE IL PROBLEMA CONDOMINI CHE STA DIVENTANDO UN SERIO PROBLEMA.

CONDOMINI ATTENZIONE!
L’ater di Roma, ovvero la gestione Petrucci ha ritenuto opportuno, prima di andare via e guarda caso dopo che i proprietari di via Appia 359 si sono incazzati perchè l’ater non voleva concorrere alle spese, fare un albo di amministratori in modo tale che quando si vuole costituire un condominio o rinnovare quello che già c’è come di regola avviene ogni anno, all’assemblea si presenta l’amministratore dell’Ater di Roma.

Questa iniziativa ci è apparsa sospetta è infatti i dubbi rimangono, come mai tanto interesse per la conduzione dei condomini da parte dell’ater?

Una l’abbiamo già trovata evitare i decreti ingiuntivi da parte dell’amministratore nei confronti dell’ater per gli assegnatari che non pagano il condominio e per le quote che l’ater deve versare come quote parte di proprietario per le spese sia ordinarie che straordinarie.

Basta vedere il vademecum (sul sito dell’ater a condomini) che l’ater ha stabilito per un proficuo rapporto tra amministratori e ater e si capirà perchè hanno fatto questo bando e hanno preso solo 14 amministratori.

Per cui ATTENZIONE l’amministratore proposto dall’Ater di Roma NON CONVIENE ELEGGERLO.

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Nonostante questa oscenità commessa dall’allora Presidente su suggerimento molto probabile di chi era l’allora dirigente che gestiva i condomini, le cose hanno funzionato regolarmente, anche perché vi fu una forte protesta da parte delle Associazioni degli amministratori e pertanto i cittadini votavano il loro e non quello dell’Ater.

Purtroppo da quando i condomini vengono gestiti da un altro dirigente e che alla gestione dell’ufficio vi è un’altra funzionaria, molto in sintonia con l’attuale dirigente le cose per i cittadini si sono molto complicate, a parte l’inopportunità di mettere tale funzionaria a gestire seppur condomini, ma sempre immobili, visto i precedenti, ma sembra che all’ATER l’ETICA non esista.

Ma per tornare al concreto, da quando vi sono questi nuovi funzionari le cose sono molto peggiorate, perché la regola che è sempre stata in vigore, ara quella che dove la maggior parte dei condomini anche se non arrivava alla maggioranza, l’Ater sosteneva e votava per l’amministratore che aveva il più favorevole consenso.

Oggi che succede? Il dott.Mari dove non esiste la maggioranza dei condomini per costituire il condominio e per nominare l’amministratore, che fa? NON SI PRESENTA IMPEDENDO COSì la costituzione del condominio,ma addirittura non manda i dipendenti neanche per le assemblee di condominio per il bilancio consuntivo, ovvero nega la sua quota per raggiungere la maggioranza e costituire il condominio.

Perché tutto ciò? Il motivo è molto chiaro in questo modo i proprietari non riescono a costituire il condominio e pertanto sono costretti a pagare i servizi condominiali all’Ater che non li effettua , ma ne pretende il pagamento e i proprietari sono così costretti a pagare il doppio se no il triplo, senza nessun servizio.

Questo è abuso di potere

Questo modo di agire sta creando una serie di danni che si ripercuoteranno anche sull’Ater l’Ater di Roma,perchè gli amministratori per difendersi si dovranno rivolgere alla magistratura con tutto quello che comporterà.

Ma è possibile gestire così un’Azienda? In base agli umori dei vari dirigenti o funzionari?
Ma quando tornerà la normalità all’Ater di Roma?
La cosa buffa è che poi questi dirigenti affermano che agiscono a tutela dell’Azienda, ma forse non hanno ben chiaro cosa significhi la parola tutela, tutela non è negare un diritto a chi ne ha, ma garantire il massimo dell’efficienza, della trasparenza e della legalità.

Sicuramente questo articolo farà incazzare qualcuno, ma io devo svolgere il mio lavoro di tutela del cittadino e non posso fare altrimenti, pazienza mi arriverà un’altra querela fino ad ora ne ho ricevute tre una dalla Graziosi, una dalla Pace e una dal dott. Mari.

La mia coscienza è a posto io non ho mai calunniato nessuno ho solo denunciato fatti e azioni non pertinenti, vorrà dire che sarà il giudice a decidere se ho sbagliato.

Il Decreto Legislativo del Governo molto interessante !

mercoledì 9 aprile 2014

DL 47/2014 per l’emergenza abitativa: avvio al Senato

2 Aprile 2014 – XVII legislatura
E’ stato assegnato, in prima lettura, in sede referente, alle Commissioni riunite Lavori Pubblici e Territorio e Ambiente del Senato il disegno di legge di conversione del DL 47/2014 “Recante misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015” (DDL 1413/S – Relatori Sen. Stefano Esposito del Gruppo PD e Sen. Franco Mirabelli del Gruppo PD).

Tra le principali misure previste si segnalano:

Fondo affitto e fondo morosità incolpevole (art. 1)
Viene modificato l’articolo 6, comma 4, del Dl 102/2013, convertito dalla legge 124/2013, incrementando la dotazione del Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015(art. 1 comma 1).
Vengono, inoltre, apportate modifiche di natura procedurale all’art. 1 della Legge 431/1998 istitutiva del Fondo, sulla destinazione delle relative risorse .
Viene, altresì, incrementata la dotazione del Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli – istituito dall’articolo 6, comma 5, del predetto DL 102/2013 – di 15,73 milioni di euro per l’anno 2014, di 12,73 milioni di euro per l’anno 2015, di 59,73 milioni di euro per l’anno 2016, di 36,03 milioni di euro per l’anno 2017, di 46,1 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e di 9,5 milioni di euro per l’anno 2020

Alienazione del patrimonio residenziale pubblico e utilizzo dei relativi proventi (art. 3)
Viene modificato l’art. 13 del DL 112/2008, convertito dalla L 133/2008, prevedendo che entro il 30 giugno 2014 siano definite – con decreto interministeriale e previa intesa della Conferenza unificata – le procedure di alienazione degli immobili di proprietà degli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati. Le risorse derivanti dalle predette alienazioni sono destinate a un programma straordinario di realizzazione di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica e di manutenzione straordinaria del patrimonio esistente.
Viene, inoltre, prevista l’istituzione, nello stato di previsione presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di un apposito Fondo per la concessione di contributi sui mutui ipotecari destinati all’acquisto degli alloggi ex Iacp, con una dotazione finanziaria massima di 18,9 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2020. Viene demandato ad un decreto interministeriale, da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del provvedimento, la disciplina dei criteri, delle condizioni e delle modalità per l’operatività del Fondo.
Viene, altresì, modificato l’art. 1, comma 48, lettera c) della legge 147/2013, relativo al Fondo di garanzia per la prima casa, prevedendo che possano beneficiare di detto Fondo anche conduttori di alloggi di proprietà degli ex Iacp.
Viene, infine, consentita la stipulazione di apposite convenzioni tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e le istituzioni finanziarie nazionali o dell’Unione europea o con le relative associazioni di rappresentanza, per disciplinare forme di partecipazione finanziaria e nella gestione del nuovo Fondo, al fine di aumentarne le disponibilità e rendere diffuso sull’intero territorio nazionale il relativo accesso.

Piano di recupero di immobili e alloggi di edilizia residenziale pubblica (art. 4)
Viene previsto un Piano di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di proprietà degli ex Iacp – da approvarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento, con decreto interministeriale e d’intesa con la Conferenza unificata – da realizzarsi attraverso il ripristino di alloggi di risulta e la manutenzione straordinaria degli alloggi anche ai fini dell’adeguamento energetico, impiantistico statico e del miglioramento sismico degli immobili.
Il Piano, nonché gli interventi di edilizia residenziale sociale (v. dopo) è, in particolare, finanziato, nel limite massimo di 500 milioni di euro, con le risorse rinvenienti dalle revoche disposte ai sensi dell’articolo 1, comma 79, della legge 147/ 2013 (si tratta di risorse derivanti dalle revoche delle opere della Legge Obiettivo), che confluiscono in un apposito Fondo istituito nello stato di previsione del Ministero delle Infrastrutture.
Nell’ambito del Piano viene, altresì, prevista l’assegnazione alle categoria svantaggiate, di cui all’art. 1 comma 1 della L 9/2007, degli alloggi privi di soggetti assegnatari e oggetto di interventi di manutenzione e di recupero. Per il recupero di questi alloggi si prevede l’istituzione del Fondo “per gli interventi di manutenzione e recupero di alloggi abitativi privi di soggetti assegnatari”, istituito dal 2014 e fino al 31 dicembre 2017 presso lo stato di previsione del Ministro delle infrastrutture, nel quale confluiscono 67,9 milioni di euro derivanti da risorse non utilizzate relative ad alcune autorizzazioni di spesa (appositamente elencate nel provvedimento) riguardanti programmi di edilizia residenziale.

agevolazione redditi da locazioni alloggi sociali nuovi o ristrutturati (art. 6)
Viene previsto che i redditi derivanti dalla locazione di alloggi sociali nuovi o per i quali siano stati realizzati interventi di manutenzione straordinaria o di recupero, non concorrono alla formazione del reddito d’impresa ai fini IRPEF/IRES e IRAP nella misura del 40%. Tale previsione è valida fino all’eventuale riscatto dell’unità immobiliare da parte del conduttore e comunque per un periodo non superiore a 10 anni dalla data di ultimazione dei lavori.
L’efficacia della disposizione resta subordinata all’autorizzazione della Commissione Europea ai sensi dell’art. 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.

Detrazioni fiscali irpef per il conduttore di alloggi sociali (art. 7)
Viene previsto che, per gli anni dal 2014 al 2016, ai soggetti titolari di contratti di locazione di alloggi sociali adibiti ad abitazione principale spetta una detrazione complessivamente pari a:
– 900 euro, se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71;
– 450 euro, se il reddito complessivo supera euro 15.493,71 ma non euro 30.987,41.

Riscatto a termine dell’alloggio sociale (art. 8)
Viene attribuita al conduttore di un alloggio sociale la facoltà di riscattare l’unità immobiliare, trascorso un periodo minimo di 7 anni dalla stipula del contratto di locazione. A tal fine, il conduttore può imputare, fino alla data del riscatto, i canoni di locazione in conto del prezzo di futuro acquisto dell’alloggio sociale.
Ai fini fiscali, i corrispettivi delle cessioni degli alloggi si considerano conseguiti alla data dell’eventuale esercizio del diritto di riscatto dell’unità immobiliare da parte del conduttore e le eventuali imposte dovute e correlate agli acconti prezzo costituiscono un credito d’imposta.
Con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti sono disciplinate le clausole standard dei contratti locativi e di futuro riscatto, le tempistiche e le modalità di determinazione e di fruizione del credito d’imposta. Tali disposizioni si applicano ai contratti di locazione stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del provvedimento.

Cedolare secca sugli affitti (art. 9)
Viene ridotta dal 15% al 10%, per il quadriennio 2014-2017, l’aliquota della cedolare secca prevista dall’art. 3, c.2, del Dlgs 23/2011 con specifico riferimento ai contratti a canone concordato.

Edilizia residenziale sociale (art. 10)
Vengono dettate disposizioni volte ad aumentare l’offerta di alloggi sociali in locazione (di cui viene data apposita definizione) nei Comuni ad alta tensione abitativa di cui alla delibera CIPE n. 87/03 del 13 novembre 2003, senza consumo di nuovo suolo, favorendo il risparmio energetico. A tal fine sono ammessi, tra l’altro, i seguenti interventi:
– ristrutturazione edilizia, restauro, manutenzione straordinaria, miglioramento o adeguamento sismico;
- sostituzione edilizia mediante anche la totale demolizione dell’edificio e la sua ricostruzione con modifica di sagoma o diversa localizzazione nel lotto di riferimento;
- variazione della destinazione d’uso anche senza opere;
– creazione di quote di alloggi da destinare alla locazione temporanea dei residenti di immobili di edilizia residenziale pubblica in corso di ristrutturazione o a soggetti sottoposti a procedure di sfratto.
Le Regioni possono introdurre norme di semplificazione per il rilascio del titolo abilitativo edilizio convenzionato e ridurre gli oneri di urbanizzazione per i suddetti interventi. Inoltre, questi dovranno essere regolati da convenzioni sottoscritte dal Comune e dal oggetto privato e potranno essere autorizzati in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici, vigenti o adottati, e ai regolamenti edilizi ed alle destinazioni d’uso, nel rispetto delle norme e dei vincoli artistici, storici, archeologici, paesaggistici e ambientali, nonché delle norme di carattere igienico-sanitario e degli obiettivi di qualità dei suoli.
Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento e comunque anteriormente al rilascio del primo titolo abilitativo edilizio di pertinenza, i Comuni approvano i criteri di valutazione della sostenibilità urbanistica, economica e funzionale dei progetti di recupero, riuso o sostituzione edilizia e determinano le superfici complessive che possono essere cedute in tutto o in parte ad altri operatori ovvero trasferite su altre aree di proprietà pubblica o privata, per le medesime finalità di intervento.
Al finanziamento degli interventi sono destinati fino a 100 milioni di euro a valere sulle risorse rese disponibili dalla revoca dei finanziamenti prevista dal provvedimento e ripartiti fra le Regioni con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, previa intesa della Conferenza unificata.

Verifica attuazione del provvedimento (art. 11)
Viene previsto che le risorse revocate dovranno essere destinate al contrasto del disagio abitativo e sono riprogrammate con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze. Inoltre, entro il 31 dicembre 2014, il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti deve riferire al Consiglio dei ministri in merito all’attuazione del presente provvedimento.

Qualificazione degli esecutori di lavori pubblici (art. 12)
Viene disposto che – nelle more dell’emanazione, entro nove mesi dall’entrata in vigore del provvedimento, della disciplina regolamentare sostitutiva delle disposizioni annullate dal Dpr 30 ottobre 2013 in tema di qualificazione per la partecipazione agli appalti di lavori pubblici – con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro trenta giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, siano individuate le categorie di lavorazioni che, in ragione dell’assoluta specificità, strettamente connessa alla rilevante complessità tecnica o al notevole contenuto tecnologico, richiedono che l’esecuzione avvenga da parte di operatori economici in possesso della specifica qualificazione nonché siano individuate, tra di esse, le cosiddette categorie «superspecialistiche».

-Expo 2015 (art. 13)
Viene prorogata al 2015 la possibilità per il Comune di Milano, in vista di Expo, di utilizzare i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal Dpr 380/2001 (T.U. dell’edilizia), nei limiti previsti dall’art. 2, c.8, della L. 244/2007, per spese di manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale.
Viene, inoltre, attribuito al Comune di Milano un contributo di 25 milioni di euro come concorso al finanziamento delle spese per la realizzazione di Expo 2015.

Il decreto legge scade il 27 maggio 2014.

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Anna Maria Addante Se questo decreto verrà convertito il legge sarà un passo avanti molto serio per il problema CASA,ma io temo i franchi tiratori ed ora comprendo anche perché i movimenti di lotta per la casa siano contrari,perchè non avrebbero più ragione di esistere e non potrebbero più campare sulle spalle della povera gente con la scusa della casa

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