Archivio della categoria: Associazione inquilini e proprietari

Come si sperpera il denaro pubblico ma le Ater non dovevano essere riformate in un’unica Azienda?

doc1 bis se aprite tale documento cliccandoci sopra potrete leggere come vengono poi sperperati i danari pubblici.

L’Ater di Frosinone in questi giorni ha emesso un sacco di provvedimenti come se dovesse continuare imperterrita la sua attività , pur sapendo che c’è in atto una riforma che trasformerà tali Ater in un’unica Azienda.

Evidentemente la Regione Lazio non conta nulla se le Ater come quella di Frosinone si permettono di assumere personale e mi risulta che le disposizioni della Regione non lo consentirebbero, di dare a causa di controversia una bella sommetta a un tizio che era stato assunto come giornalista.

Mi chiedo, ma che necessità aveva l’ATER di Frosinone ad assumere un giornalista, tale Azienda è un’azienda che deve prestare servizi alla collettività gestendo circa 6mila alloggi e ci vuole il giornalista per fare ciò?

Tanto paga pantalone, tale giornalista assunto all’epoca della Polverini, ma riconfermato sotto Zingaretti è stato assunto con uno stipendio tabellare del contratto dei dipendenti dell’Ater, al quale contratto il tizio ha fatto ricorso ed ha vinto, in quanto essendo giornalista debbono dargli lo stipendio del contratto dei giornalisti e cosi ora l’Ater di Frosinone dovrà cacciare la modica somma di euro 94.311,84, ma udite, udite per fare ciò debbono assumere un consulente ragioniere che faccia i conti e liquidi quanto dovuto al giornalista, per cui a ciò va aggiunto anche il compenso del ragioniere 2.264,00 in fondo una fesseria.

Ma all’Ater di Frosinone  non ci sono funzionari in grado di fare simili conteggi?

Evidentemente NO! E intanto noi paghiamo, ma la Regione che ha il controllo sulle Ater che fa?

A quando sta benedetta riforma? Chi è che la BLOCCA?

 

LO DICE ANCHE L’ATER,MA C’E’ ANCORA CHI NON LO SA,VI RENDETE CONTO CHE PAESE SIAMO?

AVVISO ALL’UTENZA:PROCEDURE PER ISCRIZIONI ANAGRAFICHE ED AMPLIAMENTO DEL NUCLEO FAMILIARE PRESSO ALLOGGI ATER

(11/08/2016) Il Direttore Generale dell’ATER del Comune di Roma Franco Mazzetto, con la Determinazione Direttoriale n.124 del 27 giugno 2016, ha modificato le procedure relative all’ampliamento del nucleo familiare negli alloggi di edilizia residenziale pubblica di propria competenza.

Secondo quanto previsto dalla Determinazione, ATER non emetterà più – come avveniva precedentemente – i nulla osta preventivi necessari ad ottenere la residenza di terze persone all’interno di abitazioni di assegnatari di alloggi ATER. Tali ingressi nei nuclei familiari assegnatari, infatti, sono irrilevanti ai fini di un eventuale subentro nell’assegnazione dell’alloggio dei nuovi soggetti, poiché questo è regolato da una normativa regionale che prevede specifici requisiti.

I richiedenti l’iscrizione anagrafica presso alloggi ATER dovranno comunque dimostrare la legale assegnazione dell’alloggio esibendo agli Uffici dell’Anagrafe o il verbale di consegna dell’alloggio, se si tratta di primo ingresso; o il contratto di locazione intestato ad un componente della famiglia ospitante, in caso di ampliamento del nucleo familiare, come previsto dalla Circolare resa da Roma Capitale (Direzione Anagrafe) in data 01 agosto 2016 prot. n°219724.

IL COMUNE DI ROMA E’ RESTIO AD APPLICARE CORRETTAMENTE LE LEGGI, CI PROVA SEMPRE!

Al Dirigente Responsabile

Del Dipartimento Patrimonio Sviluppo e Valorizzazione

U.O. Alienazione e Gestione ERP e contratti di vendita

Largo G. Da Verrazzano n. 7

00154 ROMA

 

 

OGGETTO: richiesta di estinzione del diritto di prelazione alloggi acquistati Comune Roma

 

In riscontro alla nota prot ….. del 1 febbraio 2016, predisposta da codesto Dipartimento a seguito della richiesta inviatavi in data 8 gennaio 2016, dalla sig.ra …………, in merito all’estinzione del diritto di prelazione, si fa presente che il DIRITTO DI PRELAZIONE sancito dalla legge 560/93 e dalla legge regionale del Lazio n.27/2006 è un DIRITTO POTESTATIVO in capo all’acquirente, per cui il possessore lo può esercitare in qualsiasi momento anche all’atto dell’acquisto.

Inoltre si fa presente che tale Amministrazione non può rivendicare nessun diritto di prelazione, ma solo inviare alla scrivente la quantificazione dell’importo da pagare  per estinguerlo, ossia  il 10 %  della rendita catastale moltiplicato per cento, cui deve essere aggiunto il 22% di IVA.

Si precisa inoltre che l’estinzione di tale diritto non consente in alcun modo di vendere l’alloggio,  se non decorso il tempo stabilito, per poterlo vendere debbono passare i 5 anni o i 10 anni a seconda delle situazioni del proprietario.

Inoltre non si comprende tale rifiuto visto l’enorme dissesto finanziario in cui versa il Comune di Roma, tali introiti, sia pure in minima parte, possono comunque contribuire alla riduzione dell’enorme dissesto finanziario in cui versa il Comune di Roma.

Nella speranza che abbiate capito l’errore commesso e che non ostacoliate più le richieste di estinzione del diritto di prelazione.

 

Distinti saluti

IL PRESIDENTE

Annamaria Addante

Roma 22 agosto 2016

IL 17 MI HA SEMPRE PORTATO FORTUNA, RESIDENZA FATTA NONOSTANTE TUTTO!!!!!!!

ieri Giovedì 17 Agosto 2016 finalmente la sig.ra Marinella ha ottenuto la residenza, solo e unicamente perché il Direttore ha sollevato dall’incarico il sig.Ivo Spadoni e al suo posto ha nominato altro funzionario.

Ma il sig.Spadoni non la passerà liscia ne lui e ne il sig.Paolo e neanche la Muscatello, spero di rivederli in tribunale a seguito delle denunce querele che sono state fatte.

Quello che hanno fatto il 17 questa benedetta residenza la potevano fare benissimo prima, ora vedremo cosa saranno capaci di dire di fronte al giudice.

Inoltre questo sistema anagrafico messo in piedi e voluto da Marino è un caos e dimostra tutta la sua inefficienza e stupidità.

Oggi con questo sistema si fanno meno certificati di ieri.

E’ UNA VERGOGNA MARINO HAI SAPUTO FARE SOLO DANNI E NULL’ALTRO.

FINALMENTE CE L’ABBIAMO FATTA!!!!!!!!!!!!!!!!!

I FIGLI POSSONO RIENTRARE E ANCHE I LORO CONGIUNTI, LA REGIONE LAZIO HA MODIFICATO L’ART.11 E L’ART.12 E PRECISAMENTE IL COMMA QUATTRO QUELLO CHE CI INTERESSAVA DI PIU’ PER IL RIENTRO DEI FIGLI.11/08/2016 – BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO – N. 64 – Supplemento n. 2 P ag. 63 di 86

LA NOSTRA ASSOCIAZIONE HA RAGGIUNTO UN’ALTRO OBIETTIVO,MA PER ONESTA’ INTELLETTUALE DOBBIAMO RINGRAZIARE DI CIO IL MAGISTRATO COMMISSARIO DOTT.TAMBURINO  CHE HA SUBITO FATTO PRESENTE ALLA REGIONE LAZIO TALE PROBLEMA INTERPRETATIVO DA PARTE DELL’ATER DI ROMA E DELLA PROVINCIA, MENTRE LE ALTRE ATER LO APPLICAVANO CORRETTAMENTE VEDI ATER LATINA .

IMMAGINO LA RABBIA DI CERTI PERSONAGGI DELL’ATER DI ROMA CHE NONOSTANTE LA D.D DEL DIRETTORE  CHE SPIEGAVA COME SI DOVEVA FARE L’AMPLIAMENTO DEL NUCLEO FAMIGLIARE E CHE NON SI POTEVA MAI NEGARE E’ INTERVENUTA ANCHE LA LEGGE A SOSTEGNO.

PECCATO CHE REFRIGERI NON CI HA DATO RETTA SUBITO PERCHE’ E’ UNO DEI PROBLEMI CHE GLI ABBIAMO POSTO APPENA INSEDIATO, CERTO NOI SIAMO UN’ASSOCIAZIONE E PER FORTUNA ALL’ATER DI ROMA E’ ARRIVATO TAMBURINO.

PERO’ E’ TRISTE CHE SIA DOVUTO ESSERE UN MAGISTRATO A FARE CIO’ IN ALTRI TEMPI CI AVREBBE PENSATO LA POLITICA.

PURTROPPO OGGI LA POLITICA E’ SMARRITA.

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Art. 27

(Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1999, n. l2 “Disciplina delle funzioni

amministrative regionali e locali in materia di edilizia residenziale pubblica” e

successive modifiche)

  1. Alla l.r. 12/1999 sono apportate le seguenti modifiche:
  2. a) all’articolo 11:

1) alla lettera d) del comma 1 le parole: “, sempre che l’alloggio non sia

utilizzabile o sia perito senza dar luogo al risarcimento del danno o sia stato

espropriato per pubblica utilità” sono soppresse;

2) al comma 2 le parole: “ed in costanza di rapporto.” sono sostituite dalle

seguenti: “. I requisiti previsti dal comma 1 sono posseduti da parte del

richiedente per tutta la durata del rapporto e, limitatamente, ai requisiti di cui

al comma 1, lettere d) ed f), anche da parte degli altri componenti il nucleo

familiare.”;

3) al comma 5:

3.1) dopo la parola “coniugi,” sono inserite le seguenti: “dalle parti delle

unioni civili o dai conviventi di fatto, ai sensi della legge 20 maggio 2016,

  1. 76 (Regolamentazione delle unioni civili tra persone delle stesso sesso e

disciplina delle convivenze),”;

3.2) le parole: “il convivente more uxorio” sono soppresse;

  1. b) all’articolo 12:
  2. l) al comma 2 dopo le parole: “dello stesso” sono inserite le seguenti: “, di

scioglimento dell’unione civile,” e dopo la parola “coniuge “sono inserite le

seguenti: “o l’altra parte dell’unione civile”;

2) al comma 3 dopo la parola: “matrimoniale” sono inserite le seguenti: “o di

nullità dell’unione civile” e dopo la parola “coniuge” sono inserite le

seguenti: “o l’altra parte dell’unione civile”;

3) alla lettera a) del comma 4 dopo la parola: “matrimonio” sono inserite le

seguenti: “o unione civile”;

4) la lettera b) del comma 4 è sostituita dalla seguente:

“b) convivenza di fatto dell’assegnatario ai sensi della l. 76/2016;”;

5) la lettera e) del comma 4 è sostituita dalla seguente:

“e) ingresso o rientro dei figli e del relativo coniuge, o parte dell’unione

civile o convivente di fatto ai sensi della normativa statale vigente in

materia, purché in possesso dei requisiti previsti dalla normativa in materia

di edilizia residenziale pubblica per non incorrere nella decadenza;”;

6) al comma 5, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: “Il soggetto che

entra nel nucleo in seguito alle procedure di ampliamento assume nei

confronti dell’ente gestore, a decorrere dalla data di ingresso, gli stessi

obblighi dell’assegnatario originario.”.

 

Questa è Roma prigioniera della BUROCRAZIA Sindaca Raggi a parte

Conoscete spero il parco dell’acquedotto in via dell’acquedotto Felice, un posto piacevole  tenuto bene dove spesso porto il mio Otto a scorrazzare, orbene ieri sera avevo parcheggiato la macchina all’interno del Parco come altri e ho iniziato a passeggiare con Otto che si è molto divertito ed ha giocato con altri cani.

alle 20.00 mi sono incamminata verso la macchina per tornare a casa e con mia sorpresa ho trovato il cancello chiuso, vi premetto che all’interno del parco vi è un ristorante che però era chiuso per ferie dal 6 agosto al 29 agosto, la mia macchina era ben in vista vicino al cancello.

ho provato a chiamare i telefoni cellulari del ristorante nella speranza che qualcuno mi rispondesse e potesse avvertire colui che aveva chiuso nonostante la macchina fosse parcheggiata li dentro.

Alle 20.30 chiamo il 113  che dopo una lunga di attesa mi mette in contatto con la polizia alla quale faccio presente la situazione e mi dicono di aspettare che avrebbero mandato una macchina, non ho fatto in tempo ad aggiungere che più che una macchina occorreva una tronchesi per tagliare la catena che chiudeva il lucchetto.

alle 21.00 non vedendo nessuno richiamo, mi ripassano la polizia alla quale ripeto il tutto e riesco a dire loro che occorreva solo qualcuno in grado di tagliare la catena, altra lunghissima attesa poi mi chiama il 7 corpo dei vigili urbani i quali mi dicono che loro non sono in grado di fare nulla e che avrebbero ricontattato la polizia io mi permetto di dire loro che occorreva forse un vigile del fuoco che con una tronchesi tagliasse sta catena.

Ore 21.30 chiamo direttamente il 115 perché nessuno si vede ma non è più possibile parlare con i vigili del fuoco perché ora c’è questo unico numero per le emergenze, rimango in linea per un bel po  mi ripassano la polizia, in attesa  al telefono mi dicono di aspettare in varie lingue del mondo e poi cade la linea.

alle 21.45 ritento nuovamente di chiamare il 113  solita attesa poi mi passano la polizia con la quale mi incavolo dicendo non servono i vigili urbani occorrono i vigili del fuoco con una tronchesina che tagli la catena e mi permetta di uscire. Inoltre il custode non poteva chiudere se vi era una macchina all’interno.

Debbo dire che quest’ultimo poliziotto al quale avevo rispiegato tutta la situazione anche che i vigili mi avevano risposto in quel modo, mi fa aspettare  al telefono ricontatta la sala radio del campidoglio nuovamente e finalmente mi dice sig.ra aspetti che ora arrivano.

alle ore 22.30 vedo arrivare un’ambulanza del 118 e agli infermieri gli chiedo,ma avete le tronchesi per tagliare la catena? Mi rispondono NO, ma stiamo aspettando i vigili del fuoco, chiedo spiegazioni e mi rispondono QUESTO E’ IL PROTOCOLLO  QUANDO SI CHIAMANO I POMPIERI DEVE ANDARE ANCHE L’AMBULANZA , non ho parole non so se ridere o piangere QUESTI PROTOCOLLI STANNO ROVINANDO IL PAESE, dopo pochi minuti arrivano i vigili del fuoco e la polizia e incredibilmente dall’interno del parco una macchina dei vigili URBANi che mi dicono di seguire la loro macchina che riusciranno a farmi uscire da un’altra parte.

BEN 15 PERSONE PER UNA FESSERIA DEL GENERE QUANDO BASTAVA UN VIGILE DEL FUOCO CON UNA TRONCHESI, O SUBITO I VIGILI URBANI COME POI SONO ARRIVATI ALLA FINE.

Saluto tutti ringraziandoli e seguo la macchina dei vigili, la quale trova difficoltà a trovare questa benedetta strada e dirvi le comiche è poco, alla fine la trovano è buio e stretta e dopo un lungo percorso accidentato finalmente riusciamo ad uscire sull’appia Pignatelli.

ORA MI CHIEDO CHE SENSO HA CHIUDERE QUEL CANCELLO SE QUELLO PEDONALE RIMANE SEMPRE APERTO E CHE SENSO HA CHIUDERLO SE POI CHI CONOSCE LA STRADA Può ENTRARE TRANQUILLAMENTE CON LA MACCHINA?

MA E’ POSSIBILE CHE NON CI SIA NESSUNO CHE RAGIONI UN Po’ PRIMA DI PRENDERE CERTE DECISIONI E DI FARE CERTI PROTOCOLLI?

INOLTRE VORREI SAPERE CHI E’ QUESTO CUSTODE CHE CHIUDE IL CANCELLO ALLE OTTO SENZA PREOCCUPARSI CHE C’E’ UNA MACCHINA IN BELLA VISTA PARCHEGGIATA ALL’INTERNO E CHE SENSO HA CHIUDERE IL CANCELLO SE RIMANGONO APERTI TUTTI GLI ALTRI ACCESSI PEDONALI, LO CHIUDONO Perché IL RISTORANTE è CHIUSO?

INOLTRE IL CARTELLINO Perché ALLA FINE LO ABBIAMO VISTO UN CARTELLINO DOVE ERA SCRITTO CHE IL PARCO CHIUDEVA ALLE OTTO ERA POSTO SUL CANCELLO, MA QUANDO IL CANCELLO è APERTO E UNO ENTRA CON LA MACCHINA NON  LO VEDE.

QUESTA è ROMA CAPITALE SIGNORI MIEI, VORREI SAPERE A QUESTO PUNTO CHI è CHE CHIUDE E PER CONTO DI CHI VISTO CHE IL CASALE CON IL RISTORANTE GUARDA CASO è DATO IN AFFIDAMENTO A UNA COOPERATIVA E INOLTRE I PARCHI VEDI QUELLO ALLA PISANA CHIUDONO ALLE 21, MA PRIMA DI CHIUDERE IL VIGILANTES SI FA UN GIRO PER VEDERE SE C’è ANCORA QUALCUNO, MENTRE QUESTO SIGNORE CHIUDE ALLE OTTO FREGANDOSENE ALTAMENTE SE QUALCUNO NONOSTANTE CHE VEDA LA MACCHINA SIA ANCORA ALL’INTERNO.

NON C’E’ NULLA DA FARE SIAMO CAMPIONI PER FAR DIVENTARE COMPLICATE LE COSE SEMPLICI. EVVIVA LA BUROCRAZIA E I BUROCRATI CHE DA DOPO TANGENTOPOLI COMANDANO LORO IN ITALIA E RUBANO PEGGIO DEI POLITICI CHE ORMAI SONO DIVENTATI I LORO LACCHE’.

L’ODISSEA AL 6 MUNICIPIO CONTINUA ANCORA …….PRESIDENTE SE CI SEI BATTI UN COLPO!

SI ANCORA NON ABBIAMO RISOLTO LA RESIDENZA DI QUESTA SIGNORA Perché IL DOTT.IVO SPADONI NONOSTANTE CHE IL DIRETTORE SU UNA MIA RICHIESTA SCRITTA DI SPIEGAZIONI DELLA MANCATA RESIDENZA ABBIA MESSO IL SUO N.O DICENDO CHE VA FATTA TALE RESIDENZA, IL DOTT.SPADONI CONTINUA A RIFIUTARSI DI FARLA.

GIOVEDI IL DOTT.SPADONI SI è RIFIUTATO ANCORA UNA VOLTA DI FARE LA RESIDENZA ALLA SIG.RA E OGNI VOLTA HA ACCUSATO SCUSE DIVERSE, DAL FATTO CHE LUI NON ERA PIU’ IL RSPONSABILE DELLA SEZIONE ANAGRAFICA, IN QUANTO LE P.O. DAL 1 AGOSTO SONO STATE TUTTE ANNULLATE, PER CUI DAL 1 AGOSTO IL MUNICIPIO 6 NON HA PIU’ I RESPONSABILI DELLE POSISIONI ORGANIZZATIVE E NON HA NEANCHE IL DIRETTORE TECNICO.

IL MUNICIPIO COMPLETAMENTE ALLO SBARAGLIO, COSA DEL GENERE NON è MAI ACCADUTA IN PASSATO, SARA’ IL NUOVO MODO DI GOVERNARE, MA VI ASSICURO CHE PASSARE UNA GIORNATA IN MUNICIPIO UNO SI RENDE SUBITO CONTO CHE IL MUNICIPIO è ALLA BALIA DI SE STESSO E NE ABBIAMO LA RIPROVA CON QUESTA RESIDENZA.

MA TORNIAMO AI FATTI IL PRESIDENTE AVEVA ACCONSENTITO DI DARE AL DOTT.SPADONI LE ULTERIORI FATITICHE 48 ORE PER FARE QUESTA BENEDETTA RESIDENZA, NONOSTANTE CHE IL DIRETTORE AVESSE MESSO NERO SU BIANCO NULLA OSTA ALLA RESIDENZA.

LE 48 ORE SONO PASSATE E LA SIG.RA SI è RECATA NUOVAMENTE IN MUNICIPIO GIOVEDI POMERIGIO,MA A QUEL PUNTO SPADONI SI è INVENTATO CHE NON C’ERA LA DOMANDA Perché LE DUE DOMANDE PRECEDENTI QUELLE ORMAI ERA STATO RISPOSTO PER CUI ERANO ARCHIVIATE.

HO FATTO NOTARE ALLO SPADONI CHE LA MOTIVAZIONE DI TALE ARCHIVIAZIONE ERA UN ABUSO DI POTERE IN QUANTO LA MOTIIVAZIONE NON REGGEVA DI FRONTE SIA ALLA LEGGE REGIONALE, SIA ALLA DELIBERA DIRETTORIALE DELL’ATER DI ROMA, SIA DI FRONTE ALLA CIRCOLARE DEL SEGRETARIATO DEL COMUNE DI ROMA, SIA AL N.O DEL DIRETTORE A QUEL PUNTO HO CHIAMATO IL DIRETTORE SUL CELLULARE DICENDOGLI CHE SPADONI SI RIFIUTAVA ANCORA DI FARE TALE RESIDENZA E DEBBO DIRE CHE IL DIRETTORE PER TELEFONO SI è ARRABBIATO E MI HA DETTO ORA LO CHIAMO.

NEL FRATTEMPO LA SIG.RA HA RIPRODOTTO LA DOMANDA VIA FAX Perché A MANO NON SI ACCETTANO, MA NONOSTANTE LA TELEFONATA DEL DIRETTORE IL DOTT.SPADONI SI è CHIUSO IN BAGNO PER CIRCA 20 MINUTI POI è USCITO E SE NE è ANDATO A CASA DICENDO CHE IL SUO ORARIO D’UFFICIO ERA SCADUTO, LASCIANDOCI COME DUE …….

GIUDICATE VOI.

IL GIORNO SUCCESSIVO VENERDI SIAMO TORNATE AL MUNICIPIO E LO SPADONI AFFERMAVA CHE LA DOMANDA NON L’AVEVA ANCORA RICEVUTA, SIAMO ANDATE A CERCARE IL PRESIDENTE CHE NON ERA IN MUNICIPIO, MA IL SUO SEGRETARIO è VENUTO CON NOI NELLA STANZA DEL DIRETTORE, IL DIRETTORE ERA IN FERIE, MA LA SEGRETARIA HA CONFERMATO CHE IL DIRETTORE AVEVA DATO IL N.O E A QUEL PUNTO è STATO CHIAMATO IL DOTT.SPADONI IN DIREZIONE, IL QUALE SI è PRESENTATO CON MOLTA COMODITA’ AFFERMANDO CHE LA DOMANDA NON ESISTEVA, LA SIG,RA GLI HA FATTO VEDERE LA COPIA CHE AVEVA INVIATO E IL PROTOCOLLO  CHIAMATO ANCH’ESSO HA CONFERMATO INVECE CHE LA DOMANDA C’ERA.

EBBENE NONOSTANTE TUTTO CIO’ LO SPADONI VOLEVA ANCORA 48 ORE E HA DICHIARATO CHE LUI AVREBBE SCRITTO ALL’ATER PER AVERE LA CONFERMA, NONOSTANTE CHE LA DETERMINAZIONE DIRETTORIALE DELL’ATER DI ROMA E LA CIRCOLARE DEL SEGRETARIATO GENERALE DEL COMUNE DI ROMA A FIRMA DEL DOTT.OTTAVIANELLI DICA ESPRESSAMENTE CHE L’ATER NON DEVE RILASCIARE NESSUNA AUTORIZZAZIONE PER LA RESIDENZA.

IL SIG.SPADONI HA  CONTINUATO A RIFIUTARE DI FARE LA, RESIDENZA, A QUEL PUNTO SIAMO TORNATE DAI CARABINIERI E ABBIAMO SPORTO UN’ALTRA DENUNCIA AL DOTT.SPADONI.

IL CARABINIERE ALLA PORTINERIA QUANDO GLI ABBIAMO DETTO IL NOME, HA PROVATO ANCHE A PARLARE CON IL DOTT.SPADONI PER TELEFONO SPIEGANDOGLI CHE NON POTEVA RIFIUTARSI,MA LUI IMPERTERRITO HA DETTO CHE DOVEVA STUDIARE LA PRATICA, A QUEL PUNTO ABBIAMO PROCEDUTO CON LA SECONDA QUERELA NEI CONFRONTI DEL DOTT. IVO SPADONI E ORA SARA’ IL MAGISTRATO CHE DECIDERA’ DELLA SUA SORTE.

MA NOI MARTEDI PROSSIMO SAREMO NUOVAMENTE IN MUNCIPIO Perché IL DIRETTORE RIENTRA E SPERIAMO DI TROVARE ANCHE IL PRESIDENTE.

PURTROPPO LA MIA ESPERIENZA DI QUESTI GIORNI ALL’INTERNO DEL MUNICIPIO, MI HA DATO L’ESATTA SITUAZIONE  DI COME STIAMO MESSI, E SE IL COMUNE FUNZIONA ALLO STESSO MODO SIAMO VERAMENRTE ALLO SBARAGLIO.

COME PUO’ UN PRESIDENTE E UN DIRETTORE ACCETTARE TALI ATTEGGIAMENTI AUTORITARI E DI ABUSO DI POTERE DA PARTE DI UN DIPENDENTE ANCHE SE EX P.O, IL QUALE HA L’OBBLIGO DI OSSERVARE LE LEGGI E NON DI INTERPRETARLE O FARE DI TESTA SUA, SE ERAVAMO IN UNA STRUTTURA PRIVATA SAREBBE STATO LICENZIATO IN TRONCO.

ME SE UN IMPIEGATO SI PERMETTE TALI COMPORTAMENTI SIGNIFICA UNA SOLA COSA AL 6 MUNICIPIO MANCA LA GUIDA SIA POLITICA CHE AMMINISTRATIVA.

MI CHIEDO ANCORA UN PRESIDENTE COME PUO’ ACCETTARE CHE DAL 1 AGOSTO ALL’11 AGOSTO ANCORA NON SI SIANO RINNOVATE LE POSIZIONI ORGANIZZATIVE, CHE CREDO NON SIA SOLO UN PROBLEMA DEL 6,MA DI TUTTA ROMA.

SE TANTO ME DA TANTO POVERO MUNICIPIO E POVERA ROMA.

 

 

La Regione ci riprova: prelazione agli abusivi

    • La Regione ci riprova: prelazione agli abusivi
    • Ripresentato un emendamento, ritirato in commissione, che prevede la sanatoria delle okkupazioni abusive 
    • IL TEMPO di ROMA
    •  Cronaca

Ogni anno, per due volte l’anno, ci riprovano. La «sanatoria» per chi okkupa le case nella Capitale sembra un cruccio per la Regione targata Zingaretti.

Frutto di una maggioranza ormai remota composta da Pd e Sinistra Italiana-Sel. Il primo in caduta libera, il secondo, dopo il risultato delle elezioni capitoline, praticamente estinto.

Sarà questo forse che alla Pisana, nel bel mezzo della discussione del Collegato al Bilancio rispunta l’emendamento «killer» di legalità e trasparenza. Ritirato in commissione infatti, l’emendamento numero 386 a firma di Fabio Bellini è «rispuntato» ieri in Aula.

Il titolo è «tecnico», la sostanza squisitamente politica. Merita entrare nel dettaglio: «Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica destinata all’assistenza abitativa, ubicati nel territorio regionale ed occupati senza titolo – si legge nell’emendamento – per i quali non sono state attivate le procedure di regolarizzazione… possono essere alienati con la procedura dell’asta pubblica, con diritto di prelazione sul prezzo finale in favore dell’occupante». L’emenamento era stato presentato in commissione dall’assessore ex Sel, Referigeri ma ritirato poi dalla collega al Bilancio Santori.

Ieri mattina il «colpo di mano», scoperto però dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Farbizio Santori: «Non permetteremo in nessun modo che a passare siano canali privilegiati per chi ha occupato le case popolari e che addirittura gli viene concesso di avere un diritto di prelazione sull’acquisto dell’immobile.

Zingaretti e il Pd continuano a sostenere le assurde richieste, con questi emendamenti e con il Piano regionale sull’emergenza abitativa, che i movimenti per la casa dettano a gran voce. Non c’è alcun rispetto – incalza Santori – per i tanti cittadini che attendono regolarmente un’abitazione nelle graduatorie delle liste d’attesa subendo le angherie e le illegalità perpetuate dagli amici dei centri sociali che occupano immobili pubblici e privati nei più disparati quartieri della Capitale». Il nodo cruciale della vicenda è infatti Roma.

Qui sono “ufficialmente” oltre cento gli immobili occupati abusivamente, ufficiosamente molti di più. L’illegalità, e la prepotenza, sono all’ordine del giorno oramai in tutti i quartieri. Qualcosa però dall’arrivo del Commissario Tronca è cambiato e il neosindaco pentastellato Virginia Raggi sembra voler continuare sulla linea degli sgomberi, ovvero del ripristino della legalità.

E questo forse spaventa una certa poltica. «Se da un lato è assolutamente necessario approvare un provvedimento in favore di chi, a causa di un mutamento delle condizioni del nucleo familiare, pur non avendo più i requisti hanno chiesto di poter acquistare, dall’altro è inaccettabile che si apra in modo così barbaro a tutti coloro che hanno ottenuto la casa anche sfondando le porte quando i legittimi assegnatari erano in ospedale o in vacanza».

    • Susanna Novelli

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Credo che in questo articolo vi sia un po’ di confusione in quanto l’Assessore Refrigeri non è di SEL ma del PD e l’emendamento era stato fatto da Smeriglio vice presidente di SEL.

Ed era veramente osceno, ma questi di SEL  la vendita all’asta piace molto anche l’ex vice Sindaco Nieri l’aveva proposta per gli alloggi del Comune.

La politica ovvero i consiglieri della Pisana dovrebbero invece preoccuparsi di tante cose compresi gli abusivi, perché non tutti gli abusivi hanno sfondato, ma molti sono considerati  abusivi per errori dell’Ater e per l’incapacità politica che non ha il coraggio di fare scelte giuste e si fa manovrare dai movimenti e da certi sindacati per la casa.

Vorrei chiedere alla POLITICA come fa a riformare  l’ATER facendone tre aziende e lasciando tutto lo schifo che c’è a Roma, si a Roma perché l altre ATER godono migliore salute, l’Ater di Roma se non cacciano via certi personaggi o li mettono in condizione di non nuocere non si farà mai nulla.

Il toro va preso per le corna e domato altrimenti vi infilza,ma questo alla Pisana forse non lo capiscono o non hanno il coraggio di affrontare a viso aperto la situazione ponendo soluzioni.

Perché quello che abbiamo visto in questi ultimi tempi in merito agli sgomberi, di cui alcuni giusti e sacrosanti, ma altri veramente discutibili e ne vorremmo conoscere la logica e soprattutto la priorità.

 

 

LA LUNGA ODISSEA PER UNA RESIDENZA E ANCORA NON è FINITA!!!!

Finalmente il dott. Ottavianelli responsabile dell’anagrafe del Comune di Roma a seguito delle nostre continue sollecitazioni ha inviato il 1 agosto la circolare a tutti i municipi avente per oggetto: Iscrizioni anagrafiche all’interno degli alloggi Ater

Tale circolare afferma che in data 28/7 u.s.(PER CUI DOBBIAMO RICONOSCERE CHE OTTAVIANELLI è STATO RAPIDO SOLO 3 GIORNI) il dirigente responsabile dei rapporti con il territorio dell’Ater di Roma ha reso noto al Dott. Ottavianelli nella veste di responsabile anagrafico del Comune di Roma,  la determinazione direttoriale n.124 del 27 giugno 2016 in cui il direttore generale dell’Ater di Roma comunica le nuove disposizioni in materia di residenza negli alloggi popolari in merito agli ampliamenti del NUCLEO FAMIGLIARE ai fini di un eventuale subentro nell’assegnazione, pertanto l’ufficiale anagrafico dovrà solo accertare che il richiedente l’ampliamento del proprio nucleo famigliare abbia regolare contratto di locazione o verbale di assegnazione.

(INCREDIBILE AL DIRIGENTE DELL’ATER DI ROMA GLI CI è VOLUTO UN MESE ESATTO PER COMUNICARE AL COMUNE DI ROMA LA DETERMINA DEL DIRETTORE DELL’ATER DI ROMA.)

UN MESE PER COMUNICARE UNA DETERMINA, POI CI CHIEDIAMO PERCHE’ L’ATER DI ROMA NON FUNZIONA?

QUESTA DIRIGENTE CI HA MESSO UN MESE PER SCRIVERLA E CE NE HA MESSO UN’ALTRO PER COMUNICARLA A CHI DI COMPETENZA.

E CI HA MESSO SOLO UN MESE PERCHE’ ALLA FINE SIAMO INTERVENUTI COME ASSOCIAZIONE SUL COMMISSARIO E SULLA REGIONE ALTRIMENTI TALE COMUNICAZIONE NON SAREBBE MAI STATA FATTA, perché tale funzionaria non ha digerito tale inversione di tendenza, ovvero non gli sta bene che all’Ater le leggi si applichino correttamente e non più come lei le interpretava.

A seguito di ciò il 2 pomeriggio ci siamo recati presso il Municipio 6 per far fare la residenza ad una sig.ra alla quale il 6 municipio l’aveva rifiutata nonostante la DETEMINA DIRETTORIALE DELL’ATER, adducendo che se non gli arrivava la comunicazione dal suo dirigente del comune non avrebbe dato corso alla determina.

Per cui visto che  la nuova CIRCOLARE con le nuove disposizioni era stata inviata a TUTTI I MUNICIPI ci siamo recate dal funzionario del Municipio, il quale appena ci ha visto ha detto che lui non faceva nessuna residenza in quanto il suo capo era in ferie e saremmo dovute tornare quando lui rientrava.

La sottoscritta ha fatto notare che se un responsabile va in ferie per legge ci deve essere un sostituto (che tra l’altro era lui) in quanto il Municipio non si blocca perché un funzionario va in ferie.

Per farla breve ci rivolgiamo nuovamente al Presidente, che però non c’era, ma il suo segretario si è mobilitato parlando con questo soggetto, ma anche lui ha incontrato grosse difficoltà, dalla ore 16.00 che eravamo li finalmente il tizio, alle h.17,30  si degna di esaminare la richiesta e chiede una serie di documenti che gli sono stati dati compreso il contratto di locazione intestato al padre della sig.ra, che purtroppo era deceduto e dato che il contratto comprendeva anche la moglie come componente il suo nucleo famigliare automaticamente la moglie era la titolare del contratto, ma a tale soggetto questo non stava bene e ridando indietro tutta la documentazione alla sig.ra dicendogli testuali parole” quando l’Ater le farà il contratto a nome di sua madre lei torna e le faccio la residenza”

NON SO QUALE SANTO MI HA ILLUMINATO E PROTETTO, Perché CON MOLTA CALMA AVENDO LA LEGGE CON ME HO FATTO NOTARE AL SIG.PAOLO,COSI SI CHIAMA IL TIZIO CHE LA LEGGE PREVEDE L’AUTOMATICO PASSAGGIO ALLA VEDOVA IN QUESTO CASO, MA NON C’è STATO NULLA DA FARE, LA RESIDENZA NON L’HA VOLUTA FARE, NONOSTANTE CHE IL SEGRETARIO DEL PRESIDENTE FOSSE TORNATO NEL SUO UFFICIO FACENDOGLI CAPIRE CHE L’AVREBBE DOVUTA FARE PERCHé COSì ERA PREVISTO DALLA LEGGE, MA NON C’è STATO NULLA DA FARE.

MA LA COSA ANCOR PIU’ GRAVE è CHE IN QUEL MUNICIPIO NON VI ERA UN FUNZIONARIO RESPONSABILE DELLA STRUTTURA CON CUI PARLARE IN QUANTO IL DIRETTORE ERA IN FERIE E CHI LO DOVEVA SOSTITUIRE NON ERA IN SEDE E QUESTO E’ UN FATTO GRAVISSIMO IN QUANTO NESSUNA STRUTTURA PUO’ RIMANERE SENZA IL RESPONSABILE.

A QUEL PUNTO ABBIAMO CHIAMATO I CARABINIERI E SPORTO DENUNCIA QUERELA ANCHE NEI CONFRONTI DI TALE PAOLO.

MA NON CI FERMIAMO QUI DOMANI TORNEREMO ALLA CARICA E VEDREMO SE IL TIZIO SI RIFIUTA ANCORA SPERANDO CHE DOMANI MATTINA IL FACENTE FUNZIONE DEL DIRETTORE SIA IN SEDE.

FACCIO PRESENTE CHE SE IL TIZIO E LASCIO TANTI ALTRI PARTICOLARI, AVESSE LETTO L’ART.8 DI QUEL CONTRATTO AVREBBE CAPITO CHE LA MADRE ERA ORMAI LA TITOLARE DEL CONTRATTO Perché COSI è SCRITTO IN QUELL’ARTICOLO.

VI TERREMO AGGIORNATI DELLA FACCENDA E DEI SUOI SVILUPPI.

ORA CAPIRETE TUTTI Perché QUESTO PAESE NON FUNZIONA, LA COLPA NON è SOLO DELLA POLITICA è SOPRATUTTO DI QUESTI BUROCRATI FRUSTRATI CHE VOGLIONO ESERCITARE UN POTERE PERSONALE ALLA FACCIA DELLE LEGGI E DEI REGOLAMENTI.

SE CIò FOSSE ACCADUTO IN UNA STRUTTURA PRIVATA IL TIZIO SAREBBE STATO LICENZIATO IN TRONCO, MA AL COMUNE TUTTO è LECITO.

COME PUO’ UN CITTADINO DIFENDERSI DA SIMILI SOGGETTI, SOLO ANDANDOLI A DENUNCIARE SPERO CHE I CITTADINI SI RENDANO CONTO CHE SOLO IN QUESTO MODO RIUSCIREMO A CAMBIARE QUESTO PAESE E FARLO DIVENTARE UN VERO PAESE EUROPEO E NON PIU’ UN PAESE PROVINCIALE E ARRETRATO.

 

La Procura ha chiuso le indagini dell’inchiesta aperta per truffa Nel mirino la delibera che ha «promosso» dieci funzionari

Avvocati senza concorso. Regione nei guai

La Procura ha chiuso le indagini dell’inchiesta aperta per truffa Nel mirino la delibera che ha «promosso» dieci funzionari

Da «esperto area amministrativa» ad «avvocato» della Regione Lazio, senza passare per alcun concorso. Ma anche indennità di posizione aumentate senza alcun plausibile motivo e in violazione della legge.

Questo c’è nell’indagine della Procura della Repubblica di Roma, che sta per notificare a dieci funzionari della Pisana l’avviso di chiusura delle indagini preliminari, atto propedeutico alla richiesta di rinvio a giudizio. Nel registro delle notizie di reato figurano Giuseppe Allocca, Roberta Barone, Federica Cattani, Tiziana Ciotola, Carlo D’Amata, Alessandro De Filippis, Valentina Di Vincenzo, Fiammetta Fusco, Patrizia Leone e Alessandro Steri. Nei confronti di tutti è ipotizzato il reato di truffa.

L’inchiesta è del sostituto procuratore Alberto Galanti, il quale ipotizza responsabilità anche in capo ai dirigenti che materialmente hanno predisposto la delibera sotto inchiesta. Si tratta di Raniero De Filippis, già coinvolto nel procedimento a carico dell’imprenditore dei rifiuti Manlio Cerroni, Giuseppe Manna e Antonio Lirosi.

Gli accertamenti della Procura sono nati dopo un accurato esposto del gruppo consiliare del Movimento5stelle che, con documenti alla mano, ha ricostruito i presunti illeciti contestati oggi dalla magistratura. In particolare, risulta come «con 10 determine dirigenziali (7 a firma di Raniero De Filippis, 2 a firma di Giuseppe Menna e 1 a firma di Antonio Lirosi), siano stati cambiati, a richiesta degli interessati, i profili professionali dei soggetti» iscritti nel registro degli indagati, «da “esperto area amministrativa” in “avvocato” al fine della loro assegnazione all’Ufficio dell’avvocatura regionale, in totale assenza dei requisiti previsti dalla vigente normativa».

Gli indagati, infatti, sono inquadrati in Regione come dirigenti e «appartengono alla categoria D1». Una qualifica che non avrebbe consentito di patrocinare nelle cause la Regione Lazio. Invece, attraverso la delibera finita sotto inchiesta, gli indagati hanno potuto iscriversi «a spese dell’Amministrazione all’Albo speciale dell’Ordine avvocati di Roma e del Lazio», partecipando «alla ripartizione delle spese di giudizio interne alle avvocature pubbliche».

Inoltre, avrebbero potuto «usufruire del titolo e inquadramento professionale di avvocato della Regione Lazio», nonché di «vedersi riconoscere posizioni professionali di salario accessorio previste dal Contratto collettivo nazionale di lavoro». Un capitolo, relativo a quest’ultimo riconoscimento, che riguarda la posizione di Allocca, Barone e Cattani. In particolare, con provvedimenti regionali dell’11 aprile 2014, anche firma di Luigi Fegatelli (coinvolto nella maxi inchiesta sul «sistema rifiuti» legato a Cerroni) «è stata conferita posizione di Alta professionalità, prima fascia, con indennità di posizione pari a 16mila euro annui», in luogo degli 11mila 300 euro previsti dalla legge, a soggetti che non avevano maturato l’anzianità di cinque anni, prevista dalla normativa». Nei giorni scorsi gli indagati sono stati avvertiti dell’inchiesta a loro carico e non è escluso che chiedano al magistrato di essere interrogati, al fine di chiarire la loro posizione.

Ivan Cimmarusti

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MA GUARDA UN PO LA CASUALITA’ LA FUSCO FIAMMETTA è LA SORELLA DELLA FUSCO FLAVIA CHE LAVORA NELL’AVVOCATURA ALL’ATER DI ROMA MA ANCHE LEI è ENTRATA SENZA CONCORSO DI AVVOCATO, Perché PER FARE L’AVVOCATO IN UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE OCCORRE ESPLETARE UN CONCORSO SPECIFICO E GUARDA CASO NEANCHE LA FUSCO FLAVIA HA FATTO TALE CONCORSO, PERO’ FA L’AVVOCATO E GUARDA CASO E IL CONSIGLIORE DEL DIRETTORE.

INFATTI LA FUSCO FLAVIA E’ ARRIVATA ALL’ATER DI ROMA TRASFERITA DALL’ATER DI RIETI MA NON ERA STATA ASSUNTA COME AVVOCATO, MA COME AMMINISTRATIVO.

MA STA BENDETTA LEGALITA’ COME SE FA PER FARLA NASCERE DENTRO A TALI TERRENI?

LA REGIONE E L’ATER DI ROMA STESSA COSA è UN CASO?

MA E’ POSSIBILE CHE PER CERTI PERSONAGGI TUTTO SIA PERMESSO CHI LI PROTEGGE LA TESSERA DI PARTITO?

SPERO E MI AUGURO DI NO, MA GUARDA CASO FANNO PARTE SEMPRE DELLO STESSO CLAN.