Archivio della Categoria 'Associazione inquilini e proprietari'

PARERE AVVOCATURA COMUNE DI ROMA

mercoledì 23 luglio 2014

ROMA CAPITALE

Avvocatura
Avv. Guglielmo Frigenti
Dipartimento Patrimonio
III U.O. Alienazioni e Gestione ERP
I Servizio – Ufficio Alienazione
Prot.RF/2014/46601 F. 12/4416 Allegati n.

OGGETTO: Chiarimenti in ordine alla procedura di vendita de! patrimonio di edilizia residenziale pubblica di Roma Capitale

Con nota prot. 16160 del 10.7.2013 codesto Dipartimento ha sottoposto alla scrivente alcune problematiche che sono sorte nel corso dell’operazione di dismissione di alloggi di ERP.

1) Superamento biennale dei Simiti di reddito per la decadenza dall’assegnazione

Con i! primo quesito viene chiesto se “in riferimento al parere espresso da codesta Avvocatura con nota n. 7766 dell’8.11.2011 sul presupposto dell’accertamento da parte dell’Ente Gestore della risoluzione di diritto del contratto per superamento del reddito, trattandosi di immobile inserito in un piano di vendita, si possa comunque applicare l’art. 1 comma 9 della legge 560/1993’’.

Al riguardo si osserva quanto segue.
Sulla questione relativa alla possibilità o meno di alienazione degli immobili di ERP in caso di superamento dei limiti di reddito la scrivente Avvocatura si è pronunciata con la sopra citata nota prot. 77766 dell’8.11.2010.

Tuttavia, alla luce di una pronuncia del Tribunale di Roma che ha statuito sull’argomento, si ritiene di dover rettificare il parere reso in precedenza.

Preliminarmente si ritiene opportuno riportare la normativa cui si fa riferimento, ossia parte dell’art. 1 della L. 560/1993 che statuisce come segue:

“6. Hanno titolo all’acquisto degli alloggi di cui al comma 4 gli assegnatari o i loro familiari conviventi, i quali conducano un alloggio a titolo di locazione da oltre un quinquennio e non siano in mora con il pagamento dei canoni e delle spese all’atto della presentazione della domanda di acquisto. In caso di acquisto da parte dei familiari conviventi è fatto salvo il diritto di abitazione in favore dell’assegnatario.

7. Gli assegnatari di cui al comma 6, se titolari di reddito familiare complessivo inferiore al limite fissato dal CIPE ai fini della decadenza dal diritto all’assegnazione, ovvero se ultrasessantenni o portatori di handicap, qualora non intendano acquistare l’alloggio condotto a titolo di locazione, rimangono assegnatari del medesimo alloggio, che non può essere alienato a terzi ad eccezione degli alloggi di cui al comma 2, lettera a), i quali possono essere alienati a terzi purché all’assegnatario venga garantita la prosecuzione della locazione sulla base della normativa vigente in materia di edilizia residenziale pubblica.
8.omìssis
9. I soggetti assegnatari di alloggio che non si trovino nelle condizioni di cui al comma 7 possono presentare domanda di acquisto dell’alloggio, in sede di prima applicazione della presente legge, entro due anni dalla data di entrata in vigore della stessa, ovvero entro un anno dall’accertamento, da parte dell’ente gestore, dell’awenuta perdita della qualifica di assegnatario. Trascorsi tali termini, gli alloggi possono essere venduti a terzi purché in possesso dei requisiti previsti dalle norme vigenti per non incorrere nella decadenza dai diritto all’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica…”

Orbene, nel precedente parere la scrivente aveva ritenuto che il principio secondo cui l’alienazione degli alloggi di ERP deve essere indissolubilmente connessa con l’assegnazione degli stessi trovava una ulteriore conferma nel comma 3 dell’art. 50 della L.R. 27/06 che, riferendosi agli immobili non compresi nei piani di vendita, disponeva espressamente che coloro che superano per due anni consecutivi il limite di reddito previsto possono accettare, in luogo della risoluzione di diritto, l’applicazione di un nuovo canone maggiorato. Di qui si traeva la conclusione che per gli immobili compresi nei piani di vendita tale possibilità non sussisteva e, quindi, doveva essere applicata la decadenza dall’assegnazione con conseguente perdita del diritto ad acquistare.

Tale interpretazione deve ritenersi superata alla luce di quanto affermato dal Tribunale nella recentissima sentenza 4024/2014, in cui era parte proprio l’Amministrazione capitolina, che rileva che “l’esame combinato delle due disposizioni (cfr. commi 7 e 9 della L. 560/1993) dà conto del senso della seconda cui si rifà la ricorrente; che sul punto deve intendersi che gli assegnatari che abbiano superato il limite reddituale debbono acquistare l’immobile se intendono restare all’interno dello stesso e a tal fine debbono presentare domanda o entro i due anni dall’entrata in vigore della legge o entro l’anno dall’awenuto accertamento del superamento del limite detto onde evitare la vendita a soggetti terzi; che la disposizione sopra esaminata introduce una deroga ai principio di correlazione fra la qualità di assegnatario e ii diritto all’acquisto, deroga deila quale va precisato l’ambito, sottolineando che ia stessa riguarda il limite di reddito previsto dall’art. 11 lett. e), L.R. Lazio 12/99, mentre oggetto della contestazione mossa al ricorrente è il superamento del limite del valore dei beni patrimoniali di cui alla lettera c) dello stesso articolo; che non sembra possibile estendere la portata della deroga consentendo ii riconoscimento del beneficio anche a coloro che difettano dei requisito patrimoniale in questione traducendosi taie estensione in una forzatura del dato letterale e risultando, di contro, tale preclusione coerente con la finalità dell’edilizia residenziale pubblica, consistente nell’apprestare soluzioni abitative a chi né è sprovvisto poiché, trovandosi in condizioni disagiate non è in grado di procurarselo alle condizioni del mercato delle locazioni; che, alla stregua delle su esposte considerazioni, l’acquisto, se consentito a soggetti il cui reddito familiare è superiore ai limiti di decadenza, resta precluso a coloro che sono titolari di immobili di valore superiore ad euro 100.000,00 ex art. 21 regolamento regione Lazio 2/2000, come modificato dall’art. 1 regolamento regionale 8/2008’’.
Per inciso tale interpretazione trova ulteriore sostegno nella circolare de! Ministero dei Lavori Pubblici n. 31 del 30 giugno 1995.
In sostanza, quindi, anche agli assegnatari che superano il limite di reddito potrà essere consentito di acquistare l’alloggio; tuttavia -e ia circostanza merita di essere sottolineata- se essi non esercitano taie facoltà gli alloggi potranno essere venduti a terzi, laddove gli assegnatari che non superano il limite di reddito, qualora non acquistino, ai sensi del comma 7
dell’art. 1 della L. 50/1993, rimangono assegnatari dell’alloggio che non può essere alienato a terzi.
2) Alienabilità degli immobili gravati da abusi edilizi sanzionabili
La questione concerne il rapporto tra le norme (art. 2 comma 59 della L. 662/96, art. 40 commi 5 e 6 della L. 47/85 e art. 7 comma 2 della L. 136/99) che prevedono la possibilità per i soggetti acquirenti di immobili di proprietà pubblica di presentare, entro il termine di centoventi giorni dalla sottoscrizione dell’atto di compravendita, la domanda di sanatoria, qualora l’immobile rientri nelle previsioni di sanabilità di cui al capo IV della L. 47/85, e l’art. 19 comma 14 del D.L. 78/2010 convertito nella L.122/2010 che prevede che gli atti di trasferimento di diritti reali su fabbricati già esistenti (tutti gli atti di trasferimento di diritti reali su fabbricati già esistenti) devono contenere, a pena di nullità, la dichiarazione della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie.
Esiste un’antinomia tra le due normative in quanto, da un lato il D.L. 78/2010 impone la conformità tra i dati catastali e le planimetrie depositate in catasto e lo stato di fatto dell’immobile oggetto del trasferimento; da altro lato con le altre norme sopra citate i! legislatore ha previsto la possibilità in caso di trasferimenti di alloggi di proprietà pubblica di sanare eventuali abusi edilizi -che, quindi, determinano difformità catastali- entro centoventi giorni dall’atto di trasferimento.
Al riguardo si ritiene che non possa farsi riferimento al criterio cronologico secondo cui “lex posterior derogai priori”, atteso che le norme che prevedono la possibilità di sanatoria, pur essendo antecedenti rispetto al D.L. 78/2010, hanno carattere di specialità (essendo riferite ai trasferimenti di immobili di proprietà pubblica).
Ciò sta a significare, in altre parole, che deve darsi preferenza alle norme che prevedono ìa possibilità di sanatoria entro centoventi giorni dall’atto di trasferimento.
Stante quanto sopra si ritiene che, preliminarmente ai trasferimenti di proprietà, debba essere compiuto un sopralluogo nelle singole abitazioni in un momento non troppo lontano da quello dell’alienazione.
Nelle ipotesi in cui si riscontri una difformità tra la reale situazione dei luoghi e le planimetrie depositate in catasto dovranno essere effettuate Se necessarie variazioni catastali, laddove ciò sia possibile, anche previa presentazione di una DIA: trattasi di ipotesi in cui gli abusi sono di lieve entità.
Rimangono le ipotesi, che dovrebbero essere di numero ridotto, in cui l’abuso non è sanabile con una DIA. In tal caso -poiché presupposto per la variazione catastale è la sussistenza di un titolo che sani l’abuso- si ritiene che nell’atto debba essere inserita una planimetria riportante la esatta configurazione dei luoghi specificando che la situazione non è conforme a quella riportata in catasto ed evidenziando la possibilità di sanare, entro centoventi giorni, l’abuso riscontrato.
L’acquirente poi, reso edotto, così, dell’esistenza di abusi edilizi, potrà avvalersi delle norme che gli consentono di sanare l’abuso o, in alternativa, dovrà ripristinare la situazione antecedente essendo, in caso contrario, sanzionabile. In questo senso è opportuno che nell’atto di trasferimento l’acquirente renda apposita dichiarazione di essere edotto dello stato in cui gli viene venduto l’immobile e di essere consapevole della possibilità di poter sanare
l’abuso nel termine di centoventi giorni impegnandosi in tal senso nonché, in caso di rigetto, a ripristinare la situazione antecedente all’abuso con esonero da responsabilità dell’ente venditore.
Peraltro non adottando nessuna delle due soluzioni (sanare l’abuso o ripristinare la situazione antecedente) il nuovo acquirente non potrebbe, in seguito, alienare l’immobile.
3) Requisiti soggettivi per l’acquisto alloggio ERF
Si chiede se l’accertata titolarità in capo al futuro acquirente di una nuda proprietà sia impeditiva alla permanenza ed all’acquisto dell’alloggio ai sensi dell’art. 11 lett. c) della L.R. 12/99 ovvero se la nuda proprietà concorra esclusivamente nella determinazione del reddito dell’utilizzatore.
Sulla questione si rinvengono alcune decisioni -relative alle diverse legislazioni regionali in materia, tutte tra lori similari- orientate nei senso di negare rilevanza alla titolarità del diritto di nuda proprietà sul presupposto che la stessa non attribuisce alcun diritto esclusivo sull’immobile ma solo la titolarità di un’aspettativa alla cessazione di un pati e che essere titolari della nuda proprietà non significa disporre della casa a fini abitativi immediati, non essendo consentito al proprietario di fruire del bene a titolo di proprietà e, quindi, di destinarlo a propria abitazione.
Viene precisato, infatti, che “la non possidenza ricorre in tutte le ipotesi in cui il possesso deii’alloggio ne comprenda il godimento, facoltà che non ricorre nel caso di titolarità dei diritto di proprietà” (C.S. 6179/2012); in altra pronuncia si legge che ‘Tart. 2, lett. c) del dpr 30.12.1972 che prevede l’assegnazione di alloggi di ERP a chi non sia titolare di diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione…su un alloggio adeguato alle esigenze del proprio nucleo familiare non può interpretarsi nel senso di escludere il beneficio anche ai titolari di nuda proprietà” (C.S. 4632/2001).
4) Designazione dell’assegnatario all’acquisto
L’art 48 comma 4 lettera b) della L.R. 27/2006 prevede che: “hanno titolo all’acquisto degli alloggi di ERP, purché in regola con il pagamento del canone, degli oneri e delle indennità prima della stipula dell’atto di compravendita:
a) omissis;
b) i figli non conviventi dell’assegnatario, su richiesta dell’assegnatario, purché in possesso dei requisiti per la permanenza nell’assegnazione di alloggi di ERP”.
Viene chiesto parere in ordine al fatto se, nell’ipotesi di cui alla predetta lettera b), in caso di morte dell’assegnatario, il soggetto dallo stesso designato mantenga il diritto aH’acquisto.
Al riguardo si ritiene di dover rispondere affermativamente.
Ed, infatti, con la norma di cui alla lettera b) il legislatore ha inteso estendere la facoltà di acquisto deH’immobile a soggetti diversi dall’assegnatario e dai componenti del nucleo familiare conviventi con lo stesso (ipotesi regolate dalla lettera a)) pur prevedendo delle limitazioni, ossia la sussistenza “dei requisiti per la permanenza nell’assegnazione di alloggi di ERP”.ROMA

Stante ciò non assume alcun rilievo ii decesso dev’assegnatario purché, ovviamente, esse avvenga dopo l’avvenuta designazione.
Ragionando diversamente risulterebbe limitata la portata della norma, e, quindi, contraddetta la
sua ratio, consistente -si ripete- nel consentire anche ai figli non conviventi designati dall’assegnatario, purché in possesso dei requisiti previsti, l’acquisto dell’alloggio di ERP.

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(P.S non ho avuto tempo di correggere eventuali errori lo farò entro oggi)

• L’Assessore Nieri e la dott.Aceti questo parere dovevano inviarlo alla Romeo affinchè la stessa procedesse nell’invio delle pratiche per la vendita,ma questo ancora non è stato fatto.E’ stata solo inviata una e-mail senza firma dove parla solo di coloro che superano il reddito.Caro Assessore la politica del tuo Partito la devi fare fuori dal Comune ,nel Comune devi applicare le leggi che ti piacciano o no.Non siamo in un regime ,ma in democrazia.
• La trasmissione di Selli che sappiamo è molto compiacente con i politici ha voluto dare una mano a Nieri ,ma le bugie hanno le gambe corte caro Nieri.

COMUNICATO IMPORTANTE e URGENTE

mercoledì 23 luglio 2014

GIOVEDI 24 luglio alle ore 10.30 appuntamento all’assessorato al Patrimonio del Comune di Roma, per verificare le cose dette dall’assessore Nieri alla trasmissione di Amministratori e cittadini andata in onda il 22 luglio.

L’assessore non ha risposto alle domande fatte specialmente in merito al parere dell’avvocatura, inoltre ha tergiversato su altre domande ed ad alcune non ha proprio risposto.

Pertanto invito tutti coloro che sono interessati all’acquisto del loro alloggio di essere presenti GIOVEDI 24 luglio H.10.30

Piazza da Verazzano 7

Chiudiamo l’Assessorato alle Politiche Abitative del Comune di Roma, non serve a nulla!!!!!

martedì 22 luglio 2014

Alla c.a. della sig.ra Annamaria Addante

Come da colloqui intercorsi questa mattina, Le descrivo brevemente la mia problematica del cambio consensuale di alloggio.

Sono la sig,ra …………, inquilina Ater, sto facendo (ce provo!) un cambio consensuale di appartamento con altra inquilina sig.ra ………… inquilina Romeo.

Abbiamo gia consegnato tutta la documentazione necessaria richiestami (tutta) che sta in via Gambellotti (sede distaccata della Romeo), tranne il nullaosta della Ater che il dott. Follega ha inviato,invece, al Comune di Roma, e lo ha la sig.ra Vinciguerra.

Tale suddetta sig,ra Vinciguerra, al momento del mio contatto per chiarire a che punto è la mia situazione in data odierna, mi viene a dire che il nullaosta dell’Ater deve essere spedito NON AL COMUNE MA ALLA ROMEO.

In seguito a tal novità, ho ritelefonato prontamente al dott. Follega, dicendomi,invece, che lui non è tenuto a spedire nulla alla Romeo ma solo al Comune perchè i rapporti con la Romeo ce li ha il Comune…
(giustamente)

In ultima analisi, mi dica Lei come uscirne fuori da questo scaricabarili….

QUESTO è IL COMUNE DI ROMA, OVVERO UN CASINO UN VERO BORDELLO DOVE NESSUNO FA IL SUO DOVERE.

L’ASSESSORATO ALLE POLITICHE ABITATIVE è ORMAI ALLO SFASCIO, INOLTRE IL PERSONALE è STATO LA GRAN PARTE SOSTITUITO (chi ha potuto è scappato perché non si capisce più nulla in quegli uffici, c’è solo caos e incompetenza)

BASTI PENSARE CHE IL PERSONALE CHE FINO A IERI SI OCCUPAVA DELL’UFFICIO ELETTORALE E STATO SPOSTATO ALLE POLITICHE ABITATIVE, PER CUI DOBBIAMO RICOMINCIARE DALL’A,B,C.

TUTTO QUESTO GRAZIE A CHI? A UN ASSESSORE ALLA CASA CHE SE NE FREGA DI CONTROLLARE TALE ASSESSORATO? DI UN ASSESSORE AL PERONALE CHE CONSENTE TALI TRASFERIMENTI SCELLERATI? DI UN SINDACO CHE NON VEDE LONTANO Più DEL SUO NASO?

E VORREI DIRE ALLA VINCIGUERRA CHE ERA SUO COMPITO INVIARE ALLA ROMEO IL NULLA OSTA DELL’ATER DI ROMA.

MA LA VINCIGUERRA è LA CLASSICA PERSONA CHE COMPLICA LE COSE SEMPLICI.

ORA IL DOTT.FOLLEGA AL QUALE HO CHIESTO UNA CORTESIA STAMANE HA INVIATO IL FAX ALLA ROMEO, MA NON COMPETAVA AL DOTT.FOLLEGA, MA BENSì ALLA VINCIGUERRA, LA QUALE CHIACCHIERA,CHIACCHIERA E NON CONCLUDE MAI NULLA E INOLTRE NON RISPONDE MAI AL TELEFONO.

Ringrazio l’Ater e il dott.Follega che ha dimostrato capacità intelligenza e disponibilità, che ha seguito della telefonata disperata dell’interessata se ne è fatto carico e ha invviato lui stesso alla Romeo il N.O anche se non era tenuto a farlo.

LO SCIVOLO??????ALL’ATER OGGETTO MISTERIOSO

martedì 22 luglio 2014

Dalle piccole cose si vede l’efficienza di una azienda e l’Ater di Roma nonostante tutti gli sforzi del Commissario e del direttore non mi sembra che faccia bella figura, o dobbiamo pensare che c’è un boicottaggio in atto?

E’ stato chiesto più volte uno scivolo per consentire ad una persona disabile di poter uscire di casa in viale dei caduti della resistenza 853, sono passati sei mesi e dello scivolo nessuna traccia.

Personalmente ho contattato la direzione e l’arch. Tamietto più volte, ma dello scivolo nonostante le promesse nessuna traccia.

Per fare uno scivolo su tre gradini non è un impresa difficile e eccessivamente costosa, perché non viene fatto?

E’ giusto costringere una persona agli arresti domiciliari per incuria dell’Ater?

Tra l’altro questa persona è anche caduta e si è fatta male a causa di quei gradini, non riusciamo a capire questo rifiuto ovvero questa negligenza e menefreghismo nei confronti di chi non è abile.

Grazie ATER DI ROMA

MA IL SINDACO CHE FA????SI INFORMA?!?!?!?!

lunedì 21 luglio 2014

Da: CATERINA.FIDA [mailto:caterina.fida@comune.roma.it]
Inviato: lunedì 21 luglio 2014 16:52
A: am.addante@tin.it
Oggetto: I: Addante

Gentile Signora Addante ,
dopo la sua email abbiamo contattato la Direzione Gestione Amministrativa del Dipartimento Patrimonio.
La Dirigente dell’UO Alienazione e Gestione E.R.P. ci ha informato che, in data 17/07/14 con una email, è stata anticipata alla Romeo S.p.A. la comunicazione che l’amministrazione procederà alla dismissione anche nei confronti degli assegnatari il cui reddito familiare da lavoro sia superiore ai limiti previsti per la decadenza. Questo in seguito al parere espresso dall’Avvocatura Capitolina.
L’acquisto degli alloggi non verrà consentito però a coloro che risultino titolari di diritti di proprietà, usufrutto, uso ed abitazione su alloggio adeguato alle esigenze del nucleo familiare nell’ambito del territorio di Roma Capitale e, comunque, nell’ambito del territorio nazionale, su beni patrimoniali di valore complessivo superiore al limite definito nel regolamento n. 2/2000.
Con la nota l’amministrazione ha chiesto alla Romeo di provvedere alle certificazioni di legittimità all’acquisto.
Per quanto riguarda l’altra sua richiesta, ci è stato comunicato che sono in attesa di una legge regionale (dovrebbe entrare in vigore entro il mese di luglio) che dovrebbe sbloccare la situazione per quello che riguarda il cambio alloggio.
Cordiali saluti.
Caterina Fida

Gabinetto del Sindaco
Ufficio del Sindaco per i Rapporti con i Cittadini

Piazza del Campidoglio – 00186 Roma

urc@comune.roma.it

+ 39 06 67104877-4876

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Anna Maria Addante: Questa è una risposta a dir poco indecente, di come si prendono in giro i cittadini, si invia una e-mail al Sindaco per denunciare un abuso di potere e il Sindaco o chi per lui che fa? Chiede a chi commette l’abuso come stanno le cose? NON CI POSSO CREDERE!!!! A che serve il Sindaco a fare da portavoce o andare a verificare come lavorano gli uffici del Comune? Vorrei dire al Comune che in merito a quanto richiesto nella e-mail ci sono già le leggi in vigore, quella che la Regione sta approvando è l’elimiazione del vincolo dei mq., ma che per il caso specifico l’attuale legge già lo prevede come deroga alla norma per casi particolari come quello per cui è stata richiesto il cambio consensuale. Per cui o il Sindaco si contorna di persone che conoscono la materia altrimenti chi governa il Comune non è il Sindaco, ma sono sempre i soliti funzionari a prescindere da chi vince le elezioni. Quando la POLITICA ERA UNA COSA SERIA queste cose NON ACCADEVANO.

La Regione vende e l’Ater e il Comune no!!!

lunedì 21 luglio 2014

Da Corriere della Sera del 20/07/14

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Gli immobili e la polvere del passato
.di NICOLA ZINGARETTI
Gentile direttore, ho letto con interesse e attenzione il fondo di Sergio Rizzo pubblicato ieri dal vostro quotidiano e concordo che sulla dismissione di immobili pubblici sia assolutamente corretto chiedere chiarezza. Nella Regione Lazio di più: è un dovere morale. Quando siamo arrivati abbiamo trovato una situazione a dir poco imbarazzante: 22 miliardi di euro di debito, 22 milioni di euro di affitti passivi e un non chiaro numero di beni di proprietà dal valore imprecisato. Era come entrare in un immenso magazzino polveroso dove, accatastati alla rinfusa, abbiamo trovato di tutto, palazzi, alberghi, castelli, appartamenti, negozi. Condizione ideale per una gestione opaca e molto molto costosa di un patrimonio di grande valore. Ma nel pubblico si sa i «costi» sono anche un guadagno per qualcuno. Ci siamo mossi in due direzioni. In primo luogo razionalizzare tutto quello che era possibile in tempi rapidi: Sviluppo Lazio, che aveva uffici in 6 sedi di cui 5 in affitto, ora ha ridotto a 3 sedi, tutte di proprietà. Risparmio 1 milione 600 mila euro annui. Il Consiglio aveva molti uffici vuoti e da anni pagava affitti per enti collegati. Tutti disdetti e ora tutti riportati nella sede della Pisana.
Da Corriere della Sera del 20/07/14

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Immobili in vendita Così cancelleremo la polvere del passato .
SEGUE DALLA PRIMA Poi la svolta: a novembre 2013 a bbiamo sottoscritto con l’Agenzia del Demanio un protocollo per catalogare e definire il valore l’intero patrimonio. Si è costituito un gruppo operativo tra Regione e Demanio che per mesi ha studiato, verificato valutato e catalogato il patrimonio. Questa fase si è conclusa il 28 maggio. Ci è stato consegnato un documento che classifica 6282 unità immobiliari del patrimonio regionale, per un valore di almeno 1,4 miliardi di euro suddividendoli, in base alla tipologia e alla valutazione di mercato, tra compendi da destinare alla vendita, compendi da destinare alla permuta con altre amministrazioni e da utilizzare nella razionalizzazione e riduzione della spesa per le sedi istituzionali, compendi da destinare a progetti speciali per restituire al territorio immobili di pregio e di elevato interesse artistico e culturale e, infine, compendi da destinare ad uso pubblico, valorizzandone la destinazione sociale. Tutto naturalmente pubblicato su internet, verificabile, dall’inizio alla fine del processo. Come annunciato, siamo partiti, nei tempi previsti, dalla vendita degli immobili di maggior pregio – perché è davvero assurdo, soprattutto in questo momento, che un’amministrazione pubblica mantenga nel suo patrimonio appartamenti di lusso. E anche in questo caso l’abbiamo fatto, con le aste on line, scegliendo la procedura più innovativa e trasparente. Su questo, come su tutti i fronti dell’agenda di governo, abbiamo detto: costruiremo un nuovo Lazio. E state sicuri, andremo fino in fondo. Ripulendo i magazzini opachi e la polvere del passato e avviando una gestione limpida che, anche per il patrimonio, sta producendo e produrrà risparmi, abbattimento del debito, investimenti per lo sviluppo e il rilancio del territorio. Ci sono rischi? Certo, ma se non si rischia non si cambia mai.
Nicola ZingarettiPresidente della Regione Lazio

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Vorrei dire al Presidente della Regione di fare in fretta e di mettere ordine anche sulle case popolari dell’Ater e del Comune perché questo sistema gestionale non va bene, come Associazione abbiamo sempre rivendicato che ci sia un unico soggetto per il Lazio a gestire il patrimonio ERP visto che la legge da applicare è sempre la stessa.

Non se ne po’ più di aziende, di gestione a privati il PROBLEMA CASA deve essere unico per tutto il Lazio e gli alloggi vanno VENDUTI perché non deve esistere una società con un patrimonio immobiliare così enorme, perché diventa ingestibile e non raggiunge la finalità per cui nacquero le case popolari.

Lo IACP e gli Enti Casa nacquero per darle non solo in locazione, ma in patto di futura vendita o in proprietà immediata, queste erano le formule che si usavano fino al 1976, dopo di che con lo scioglimento degli Enti e con l’insorgenza dei movimenti casa il problema casa è divenuto un dramma per gli assegnatari onesti e un affare per i movimenti.

Ma ora grazie alla legge LUPI la pacchia è finita e forse riusciremo a far tornare alla legalità in questa realtà così travagliata.

I Sindacati sconfessano il Commissario e il direttore dell’Ater di Frosinone

venerdì 18 luglio 2014

Questa mattina c’è stata l’assemblea generale del personale con i sindacati.

Sostanzialmente non è stato accettato il contratto capestro di solidarietà.

I Sindacati hanno illustrato la verità di quanto perde un dipendente ovvero il 50% oltre ai danni sia sul tfr e sulla pensione.

Mentre questi bravi amministratori hanno fatto credere che il dipendente non ci rimetteva nulla.

Non hanno detto la verità ai lavoratori e alla regione.

Fortunatamente sono stati smascherati.

Da lunedì il personale è in stato di agitazione con striscioni, bandiere e presidi.

Il Sindacato ha sottolineato che chi deve capire che il tempo delle vacche grasse è finito sono proprio questi amministratori i quali sono convinti che l’Ater è una azienda privata , da poter gestire a loro piacimento.

E’ ora che questi signori capiscano che le cose come stanno così, e ora che la Regione gli dica cosa significa ATER.

Perché tanta fretta a liquidare il personale quando ora si fa la riforma?

La Regione deve aprire inchiesta sull’Ater di Frosinone per verificarne spese e operato.

Questi personaggi ora minacciano la mobilitazione, ma anche qui i sindacati hanno detto no, perché ci sono regole da seguire e contrattazioni, non come voglio fare questi personaggi con il ricatto: o accetti il contratto di solidarietà o ti metto in mobilità.

La Regione deve intervenire e fermare queste iniziative personali, che credo già l’Assessore lo ha fatto con una propria lettera.

Questi personaggi forse dimenticano dall’alto dei loro stipendi d’oro che stanno gestendo la vita di tante famiglie con stipendi modesti, essere umani e non oggetti da usare per farsi belli e dimostrare che hanno sanato l’azienda, non è così che si sana un’azienda, dopo averla spolpata.

Bravo Zingaretti che le Ater e il Comune prendano esempio

venerdì 18 luglio 2014

Da Corriere della Sera del 18/07/14

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Case in centro, dai Fori al Corso La Regione vende i suoi gioielli Immobili Legge in discussione: cancellate deroghe Polverini su zone protette e montagne.L’agenzia del Demanio le metterà all’asta a settembre Il palazzo dove ha vissuto Goldoni (Largo Goldoni 47), poi palazzo Venier alla Salita del Grillo: i gioielli (immobiliari) della Regione, vanno all’asta. E intanto, al consiglio regionale, ecco in discussione una legge per cancellare scorciatoie e deroghe nelle aree naturali protette e sulle montagne oltra quota 1.200 metri: verrà inoltre cancellato il dieci per cento dell’intera volumetria nei passaggi da non residenziali a residenziale all’interno delle aree libere dei Piani attuativi, il cosiddetto premio-Ciocchetti (dal nome dell’autore della norma). E dunque, dal piano Casa della Polverini agli immobili in vendita: la scelte della Regione dei Nicola Zingaretti, in materia, sembrano chiare. Il presidente del Lazio sorride: «Era uno dei nostri impegni in campagna elettorale, per un Lazio più giusto ed efficiente: il censimento, e poi la valorizzazione e la vendita dell’immenso patrimonio della Regione Lazio. Un’operazione gigantesca e mai realizzata fino ad ora che faremo insieme con l’Agenzia del Demanio. Intanto partiremo con due immobili in buono stato destinati ad uso ufficio che si trovano a Largo Goldoni, nel palazzo dove visse il drammaturgo veneziano delimitato da via Condotti, via del Corso, via Borgognona e via Belsiana. Di altrettanto pregio e in buono stato i quattro immobili in vendita vicino ai Fori Imperiali, a Salita del Grillo, due dei quali destinati ad un uso residenziale, uno per uso ufficio e uno destinato a locale di deposito». Toccherà all’Agenzia del Demanio procedere alla valutazione e poi all’alienazione, tramite asta on line (a settembre). Le stime di partenza sono le seguenti: a Largo Goldoni due uffici di 180 mq (13 vani e mezzo ciascuno) da 3,2 milioni quello all’ultimo piano e da 3 l’altro. Palazzo Venier (Salita del Grillo) fu, nel 1600, la sede della Topografia Poliglotta della Sacra congregazione propaganda Fide e poi sede della società regionale Risorsa: ai civici 10 e 12, quello abitativo «vale», al momento, un milione mezzo, il magazzino di 350 mq è stimato seicentomila euro; al civico 17 un immobile residenziale al terzo piano (180 mq, stima poco meno di due milioni) e un uso ufficio al piano terra, che attualmente è stimato 173.000 euro. Inutile farsi illusione sui prezzi: sarà l’apposita Commissione del Demanio a stabilire il prezzo da cui far partire la base d’asta. La legge in discussione al consiglio regionale, invece, «affronta il tema posto dal governo, con il ricorso alla Corte Costituzionale — dice l’assessore Michele Civita — perché la Regione condivide il principio che le deroghe non possano stravolgere la pianificazione. Le nostre leggi sono importanti da un duplice punto di vista: salviamo le aree protette e le montagne oltre i 1.200 metri, e in più ricostruiamo un rapporto normale con il Mibac. A tal proposito si è chiuso un lavoro comune, entro il 2015 presenteremo il Piano paesistico generale del Lazio». Alessandro Capponi

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Anna Maria Addante Ottimo Zingaretti, la Regione non deve essere una immobiliare,e neanche le Ater e neanche il Comune dovete vendere anche le case popolari e così rimetete anche in moto il settore edlizio perchè la gente se le ristruttura una volta acquistate.

L’ATER DI FROSINONE? FAVOLE INCOMPIUTE!!!

giovedì 17 luglio 2014

L’emergenza abitativa oggi si risolve pianificando un nuovo “Housing sociale”

cronaca

Da Ceccano il commissario Ciotoli rilancia un nuovo modello di Ater

Il commissario Ciotoli durante il sopralluogo negli alloggi di via Di Vittorio

Settemila appartamenti da gestire, trenta milioni di credito con gli inquilini morosi e sedici milioni di debiti. “L’Ater si presenta come un grande ente, il più importante dopo la Asl, che non è in salute e fatica a pagare gli stipendi ai propri dipendenti”. Questo quanto dichiarato con tono schietto e schematico da Antonio Ciotoli, ex sindaco di Ceccano ed attualmente commissario dell’Ater, presente oggi in visita ufficiale a Ceccano presso palazzo Antonelli dove è stato ricevuto dalla giunta.

Casse dissestate quelle dell’Ater, motivo per il quale l’ente di via Marittima deve essere ripensato in un periodo di forte crisi economica e di maggiore richiesta di case da parte di chi ha bisogno.

Il commissario Ciotoli, che sta effettuando il tour dei comuni della provincia, ha chiesto il coinvolgimento del comune di Ceccano, tra i centri più densamente popolati, per aiutare l’ente a risolvere l’emergenza abitativa attraverso un nuovo modello di “Housing Sociale”.

Secondo le nuove prospettive impresse dal commissario Ciotoli, “l’Ater deve aprirsi a nuove sfide” perchè “la casa” può diventare la risposta all’emergenza abitativa ma anche il mezzo per una ripresa economica ed occupazionale del territorio attraverso il settore edìle, oggi, in forte sofferenza.” L’Ater deve essere come un imprenditore in grado di redigere progetti finanziabili per riqualificare ed ottimizzare spazi preesistenti rendendoli accoglienti, vivibili come borghi e a basso impatto ambientale con l’impiego di energie alternative rispondendo così al 65 per cento della popolazione che non riesce a trovare soluzioni nel mercato immobiliare tradizionale.

Gli attori di questo progetto diventano oltre all’Ater, i comuni, dove è prevista la ricaduta occupazionale ed economica, la Regione, L’Europa, i privati e le fondazioni bancarie chiamate ad erogare mutui a tasso agevolato.

“Il comune di Ceccano – ha dichiarato il sindaco Maliziola- è dotato di professionalità e risorse umane tali da poter fornire il proprio contributo al progetto illustrato dal commissario Ciotoli, ciascuno è chiamato a partecipare con idee e proposte per essere di aiuto e sostegno a questo progetto ambizioso volto a risolvere l’emergenza abitativa che ha sempre caratterizzato il comune di Ceccano.” Resta solo da capire le modalità di intervento dei singoli comuni nella fase progettuale.

“Oltre alle prospettive future cui l’Ater deve guardare ci interessa anche vigilare ed agire da pungolo sulle ingiusizie taciute, come ad esempio, alloggi occupati da chi è proprietario di case o di chi rivende l’alloggio a terzi.” Questo quanto ci ha tenuto a precisare Riccardo Del Brocco, consigliere di minoranza. Nella prospettiva di crescita e miglioramento dell’ente è necessario anche capire come risolvere le criticità in cui versa il sistema Ater con il problema della morosità degli inquilini, le occupazioni abusive, il denaro che manca per apportare miglioramenti funzionali ed estetici.

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Quante belle favole dicono tutti quando si insediano e poi????!!!!

Poi raramente accade qualcosa, ma comunque va detto che questa Ater di Frosinone ha da gestire solo 7000 (settemila) alloggi ed ha 3 dirigenti un direttore generale e un commissario e uno svariato numero di dipendenti, con questa pletora di persone avrebbe dovuto come minimo risanare il debito dell’ATER, aver ripristinato un minimo di legalità cacciando via gli abusivi, ma se non sono neanche capaci di riprendersi un alloggio che hanno occupato a un povero disgraziato che era in ospedale, che è veramente vergognoso, questo poveraccio se lo stanno rimpallando tra Ater e Comune.

Non mi stancherò mai di dire che questo scempio delle ATER fu ideato e realizzato da Storace, ma purtroppo con l’appoggio di tutti ed ecco i bei risultati. E NOI PAGHIAMO!!!!

Mettere su un’azienda già piena di debiti per gestire 7mila alloggi è una follia.
A Roma il dott.Follega che è responsabile della più grossa zona ATER di Roma ne gestisce 11mila con 15 dipendenti e vi garantisco che funziona ( e potrebbe funzionare meglio se a Roma si decidessero di revocare le direttive folli della Graziosi-Grassia)

Ma questo è uno sperpero di danaro pubblico inaccettabile, basta con questa indecenza occorre l’AGENZIA UNICA CON AMMINISTRATORE DELEGATO e le direttive le deve dare la Regione che ne ha anche il controllo.

ZINGARETTI E REFRIGGERI E’ URGENTE LA RIFORMA!!!!

LA COPPIA PIU’ AFFIATATA DI FROSINONE!!!!!!!!!

giovedì 17 luglio 2014

Il Comune di Ceccano liquida 16mila 837,80 euro all’ex Sindaco Antonio Ciotoli (di Antonio Nalli)
giovedì 9 agosto 2012 346 visite
Mentre le famiglie non arrivano a fine mese, la disoccupazione giovanile cresce esponenzialemente, la casta dei politici a tutti i livelli, continua a succhiare linfa vitale ai contribuenti italiani. E’ il caso anche dell’ex Sindaco di Ceccano Antonio Ciotoli, al quale l’Ente comunale, nonostante le difficoltà per l’approvazione del bilancio, cui faranno seguito diversi……

Mentre le famiglie non arrivano a fine mese, la disoccupazione giovanile cresce esponenzialemente, la casta dei politici a tutti i livelli, continua a succhiare linfa vitale ai contribuenti italiani.
E’ il caso anche dell’ex Sindaco di Ceccano Antonio Ciotoli, al quale l’Ente comunale, nonostante le difficoltà per l’approvazione del bilancio, cui faranno seguito diversi tagli, ha liquidato una cifra di oltre 16mila euro.
CITTA’ DI CECCANO
Provincia di Frosinone
Piazza Municipio, 1 C.A.P. 03023 –CECCANO (FR)
TEL. 0775.6221 FAX 0775.622326
Codice fiscale e Partita IVA: 00278230602
ORIGINALE
Determinazione del Responsabile
Settore/Servizio: I SETTORE
Reg. Gen.le N. 814
Responsabile del Settore/Servizio : CARLINI EGERIA
OGGETTO: Liquidazione indennità fine mandato in favore dell’ex sindaco

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Ater Frosinone, liti e transazioni: pieni poteri al direttore Tedesco
Pieni poteri al direttore generale dell’Ater, Giuseppe Tedesco, in materia di cause e transazioni.
Lo ha stabilito il neo commissario dell’azienda territoriale per l’edilizia residenziale della provincia di Frosinone Antonio Ciotoli che con una propria delibera ha dato attuazione a quanto già previsto nella normativa regionale e statutaria relativa all’Azienda.
Nel provvedimento, il n. 3 dello scorso 6 settembre, si ricorda infatti che l’art. 11 della legge regionale 30 del 2002 assegna alla figura del direttore generale i poteri per promuovere o resistere alla lite e conciliare e transigere; parimenti stesse facoltà sono concesse dallo Statuto dell’Ater che però all’art. 8 affida al consiglio la possibilità di emettere indirizzi relativi al contenzioso dell’ente, alla conciliazione ed alle transazioni. Attualmente, però, in attesa dell’insediamento di nuovi organi, i poteri del consiglio di amministrazione e del presidente sono affidati allo stesso Commissario Ciotoli che ha quindi ritenuto fare chiarezza in materia delegando tutte le funzioni su cause, accordi e transazioni al direttore generale “al solo fine – si legge in delibera – di evitare inutili eccezioni l’eventuale insorgenza di inutili contenziosi”.
L’affidamento dei pieni poteri in materia di cause e transazioni al direttore ha però generato fin da subito molti mal di pancia, all’interno ed all’esterno dello stesso Ater.

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E per fortuna questo signore diceva ai dipendenti che il tempo delle vacche grasse era finito, ma non per lui.