Archivio della Categoria 'Associazione inquilini e proprietari'

Incredibile, ma vero

mercoledì 22 ottobre 2014

Volevo segnalarti che nel lotto in cui abito insieme alla mia famiglia sta succedendo qualcosa che francamente mi lascia perplessa. Come sai si sono rotti i finestroni delle scale e da febbraio ancora non li hanno riposizionati però…da qualche giorno fervono i lavori nel cortile non per risistemare ciò che va risistemato, non per impedire alle auto che non hanno diritto di sostare nel cortile, non per gli orti di gente che si è appropriata di parte del cortile, ma per ..asfaltare parte del cortile e posizionarci giochi per bambini. Hai capito benissimo. Stanno posizionando altalene, giochi e quant’altro in un lotto dove sono quasi tutti ormai anziani. Va bene che Nazim Hikmet diceva di piantare ulivi non perché li vedano i tuoi figli ma i figli dei tuoi figli, ma onestamente con i vetri rotti nelle scale, i cancelli fatiscenti, la guardiola del portiere fatiscente i cornicioni dei balconi da rivedere, l’illuminazione nell’ascensore ridotta(dove alla richiesta di perchè se la struttura è per quattro vi sono posizionate solo due lampadine mi sono sentita rispondere che fino a che c’è luce va bene cosi- perchè se no le rubano- intanto sono più di tre anni che cmq la manutenzione la paghiamo lo stesso e le lampadine non vengono aggiunte) mi sembra uno spreco spreco immenso e una grande presa in giro. Ieri hanno già posizionato le altalene e i cavalli con le molle…
A me tutto questo sembra assurdo e un grande spreco, visto il periodo in cui viviamo. Le persone più giovani che sono nate li ormai sono quasi nonni..
Tu che ne pensi? un caro saluto e un abbraccio. Grazie
CHE CERTE COSE ACCADONO SOLO IN ITALIA,OVVEO CI SI ENTUSIASMA SENZA RIFLETTERE E SENZA PONDERARE POVERA ITALIA E SOPRATUTTO POVERA ATER.
PURTROPPO PER FARE LE COSE COME SI DEVE OCCORRONO LE COSIDETTE PALLE, INVECE HO L’IMPRESSIONE CHE SI GIOCHI E NON CI SI RENDA CONTO DI QUELLO CHE VERAMENTE SERVE.

FATE MOLTA ATTENZIONE!!!!!!!

mercoledì 22 ottobre 2014

Qui SOTTO HO RIPORTATO IL DPR 445 DEL 2000 IN MERITO A DICHIARAZIONI MENDACI,DOVETE STARE ATTENTI Perché L’ATER DI ROMA A CHI FA DICHIARAZIONI MENDACI C’E’ IL RISCHIO CHE LO FANNO DECADERE DALL’ALLOGGIO, MA DEVONO PROVARE CHE SONO DICHIARAZIONI MENDACI, MENTRE LORO NON LO FANNO MA VERIFICANO SOLO CHE CI SONO STATE OMISSIONI E PER LORO SONO DICHIARAZIONI MENDACI.

TUTTO CIò Perché QUA QUANDO ANDATE AI CAF VI FANNO FIRMARE PER CUI FATE ATTENZIONE, Perché NON TUTTI I CAF SANNO LAVORARE BENE E SE SBAGLIANO E VOI FIRMATE LA Responsabilità è VOSTRA.

LA COSA CHE MI INDIGNA MOLTO E’ IL COMPORTAMENTO DELL’ATER DI ROMA CHE CON I SUOI DIRIGENTI E FUNZIONARI CHE SI SONO APPROPRIATI ILLEGALMENTE DI ALLOGGI AUTOFINANZIATI O DI ALLOGGI DEL MINISTERO DEGLI ESTERI NON HANNO MAI FATTO NULLA, E OGGI QUESTI DIRIGENTI E FUNZIONARI O LORO PARENTI GODONO DI ALLOGGI DI PRESTIGIO NOTEVOLI, MENTRE AVREBBERO DOVUTO COME MINIMO LICENZIARLI E QUESTO SAREBBE AVVENUTO SE ERA UN’AZIENDA PRIVATA, MA ESSENDO UNA FINTA AZIENDA DOVE LA LEGALITA’ è DA RICERCARE CON IL LUMICINO, QUESTI MAGARI STESSI PERSONAGGI SI ACCANISCONO CON CATTIVERIA SUGLI ASSEGNATARI E LA COSA VERGOGNOSA E’ CHE INVECE DI APPLICARE CORRETTAMENTE IL D.P.R LORO COME AL SOLITO LO INTERPRETANO E INVECE DI APPLICARE L’ART.71 APPLICANO ILLEGGITTIMAMENTE L’ART.76 CONSIDERANDO IMMEDIATAMENTE LE OMISSIONI COME DICHIARAZIONI MENDACI, PUR SAPENDO BENE COME LAVORANO I CAF E IL GRADO DI ESPERIENZA E CULTURA DEGLI ASSEGNATARI CHE IL PIU’ DELLE VOLTE PERSONE,UMILI CON SCOLARIZZAZIONE BASSA E ANZIANI.

QUESTO E’ L’ATER DI ROMA, HA PERSO IL SUO ORINALE SCOPO E INDIRIZZO GRAZIE ALLA POLITICA NEFASTA FAATTA NEL CORSO DI QUESTI ANI IN PARTICOLARE MODO DALL’EX ASSESSORE BONADONNA CHE HA STRAVOLTO LA LEGGE 33/87 FACENDO LA LEGGE 12/99 IN PARTE ANCHE INCOSTITUZIONALE, INFATTI E’ STATA RITOCCATA PIU’ VOLTE E GRAZIE ANCHE AL GENIALE STORACE CHE PER ALLEGGERIRE I DEBITI DEL BILANCIO REGIONALE COSTITUI’ LE AZIENDE ATER FACENDONE SETTE (così aveva accontentato tutti)AZIENDE E PROVOCANDO I DANNI CHE SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI.
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D.P.R 445/2000
Art. 71 (R)
Modalita’ dei controlli

1. Le amministrazioni procedenti sono tenute ad effettuare idonei
controlli, anche a campione, e in tutti i casi in cui sorgono fondati
dubbi, sulla veridicita’ delle dichiarazioni sostitutive di cui agli
articoli 46 e 47. (R)

2. I controlli riguardanti dichiarazioni sostitutive di
certificazione sono effettuati dall’amministrazione procedente con le
modalita’ di cui all’articolo 43 consultando direttamente gli archivi
dell’amministrazione certificante ovvero richiedendo alla medesima,
anche attraverso strumenti informatici o telematici, conferma scritta
della corrispondenza di quanto dichiarato con le risultanze dei
registri da questa custoditi. (R)

3. Qualora le dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47 presentino
delle irregolarita’ o delle omissioni rilevabili d’ufficio, non
costituenti falsita’, il funzionario competente a ricevere la
documentazione da’ notizia all’interessato di tale irregolarita’.
Questi e’ tenuto alla regolarizzazione o al completamento della
dichiarazione; in mancanza il procedimento non ha seguito. (R)

4. Qualora il controllo riguardi dichiarazioni sostitutive
presentate ai privati che vi consentono di cui all’articolo 2,
l’amministrazione competente per il rilascio della relativa
certificazione, previa definizione di appositi accordi, e’ tenuta a
fornire, su richiesta del soggetto privato corredata dal consenso del
dichiarante, conferma scritta, anche attraverso l’uso di strumenti
informatici o telematici, della corrispondenza di quanto dichiarato
con le risultanze dei dati da essa custoditi. (R)

Art. 76 (L)
Norme penali
1. Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne
fa uso nei casi previsti dal presente testo unico e’ punito ai sensi
del codice penale e delle leggi speciali in materia.

2. L’esibizione di un atto contenente dati non piu’ rispondenti a
verita’ equivale ad uso di atto falso.

3. Le dichiarazioni sostitutive rese ai sensi degli articoli 46 e
47 e le dichiarazioni rese per conto delle persone indicate
nell’articolo 4, comma 2, sono considerate come fatte a pubblico
ufficiale.

4. Se i reati indicati nei commi 1, 2 e 3 sono commessi per
ottenere la nomina ad un pubblico ufficio o l’autorizzazione
all’esercizio di una professione o arte, il giudice, nei casi piu’
gravi, puo’ applicare l’interdizione temporanea dai pubblici uffici o
dalla professione e arte.

ALL’ATER DI ROMA ACCADE DI TUTTO!!!!!

martedì 21 ottobre 2014

Il Direttore Generale dell’Ater di Roma avendo scoperto, ovvero su suggerimento di alcuni dirigenti che si sono risentiti per ciò che scrivo e non potendomi denunciare perché scrivo VERITA’ hanno sobillato il direttore affermando che l’80% dei dipendeti dell’ATER di Roma la mattina passano il tempo a leggere il mio BLOG.

Se questa è la motivazione che invece di lavorare leggono il mio BLOG è giusta e sacrosanto l’oscuramento perché debbono lavorare, ma se la motivazione non è questa, la cosa è molto grave ed ha un brutto sentore di cose già vissute e per fortuna sconfitte che forse all’ATER di Roma qualcuno vuole far tornare.

Ma qualcuno invece sostiene che si era rotto le scatole a sentire le lamentele di coloro che si ritrovavano criticati sul mio BLOG e così per non avere più scocciature ha deciso di oscurare il BLOG all’interno dell’ATER.

Certo che questi dirigenti alla fine mi fanno quasi pena perché si sono risentiti in quanto si sentono messi alla berlina, poiché faccio scoprire le loro incapacità e la loro arroganza, ma invece mi dovrebbero ringraziare e dovrebbero correggere i loro errori, perché se poi i cittadini si dovessero svegliare all’improvviso e iniziassero veramente a farsi sentire, gli potrebbero anche chiedere i danni, loro ne approfittano perché hanno degli assegnatari che sono delle brave persone che amano il quieto vivere, ma prima o poi qualcuno si sveglierà e allora per loro ci sarà veramente da ridere.

Purtroppo ogni giorno debbo constatare cose veramente spiacevoli, se all’ATER di Roma si facessero le cose con molta più onestà intellettuale io potrei tranquillamente chiudere l’ASSOCIAZIONE, purtroppo all’ATER DI ROMA non succede e la politica è troppo impegnata con se stessa per occuparsi di queste misere cose.

Ma se i cittadini si svegliassero e fossero capaci di solidarizzare tra loro per difendere i propri interessi tutto ciò non potrebbe più accadere, popolo svegliati e difenditi.

RENDETEVI CONTO SOLO DI ALCUNE COSE:

IL DIRITTO DI PRELAZIONE STABILITO DALLA LEGGE 560/93 E’ UN DIRITO PODESTATIVO E COLUI CHE HA ACQUISTATO L’ALLOGGIO DALL’ATER LO PUO’ ESTINGUERE IN QUALSIASI MOMENTO.

ALL’ATER DOPO MOLTA FATICA SIAMO RIUSCITI A FARGLIELO CAPIRE, MA ORA IMPROVVISAMENTE CON L’OCCASIONE CHE IL DOTT.MARI ERA NADTO IN FERIE PER UN MESE,PERCHE’ QUALCUNO LO AVEVA MANDATO IN PENSIONE A SUA INSAPUTA,IL DIRITTO DI PRELAZIONE NON LO FANNO PIU’ ESTINGUERE SE NON SONO PASSATI GLI ANNI UTILI PER POTER VENDERE.

MA SONO PAZZI????????? O CI FANNO????????? TRA L’ALTRO ARRECANO ANCHE UN DANNO ECONOMICO ALL’ATER STESSO E POI SI INCAZZANO SE LI CRITICO?

IL LIMITE DELLA RENDITA CATASTALE MOLTIPLICATA PER CENTO DELLE PROPRIETA’PER NON DECADERE DALL’ASSEGNAZIONE DELL’ALLOGGIO NON DEVE SUPERARE I CENTOMILA EURO E SE L’ALLOGGIO E’ A ROMA NON DEVE ANCHE ESSERE IDONEO AL N.F.

CHE SE SONO INVENTATI I DIRIGENTI DELL’ATER DI ROMA?

COME FREGARE L’ASSEGNATARIO E BUTTARLO FUORI DI CASA SE PER DISGRAZIA NON HA DENUNCIATO LE PROPRIETA’ E LORO SE NE ACCORGONO LA RENDITA NON LA CALCOLANO PIU’ FINO AL MASSIMO DI CENTOMILA, MA DIVENTA IMPROVVISAMENTE DI CINQANTUNOMILA EURO, ALLA FACCIA DELLA LEGGE E DEL REGOLAMENTO REGIONALE.

ALTRA COSA RIGUARDA LA QUESTIONE DELLA MODIFICA DEL REDDITO AI FINI DEL CANONE, LA LEGGE E’ CHIARA QUALSIASI MODIFICA AVVIENE IMMEDIATAMENTE, APPENA L’INTERESSATO LA COMUNICA AGLI UFFICI E IMMEDIATAMENTE DEVE ESSERE CALCOLATO IL NUOVO CANONE, LO DICE LA LEGGE NON LO DICO IO E LO HA DETTO ANCHE LA REGIONE, MA LORO I SOLITI DIRIGENTI CHE FANNO?

SE NE FREGANO E A UN POVERO DISGRAZIATO CHE IL FIGLIO SE NE VA DAL 1 GENNAIO E NON ENTRA PIU’ QUEL REDDITO INVECE DI ADEGUARGLI IMMEDIATAMENTE IL CANONE LORO GLIE LO MODIFICANO CON IL PROSSIMO CENSIMENTO, NONOSTANTE CHE LA REGIONE GLI ABBIA SCRITTO CHE NON POSSONO FARLO E CHE LO DEVONO APPLICARE COSI’ COME DICE LA LEGGE, IN POCHE PAROLE QUESTA E’ UNA RAPINA.

MA UN SANO CONTROLLO DA PARTE DELLA REGIONE LAZIO SU QUESTE ATER QUANDO AVVERRA’?

MA COME LI SCELGONO I DIRIGENTI AL COMUNE DI ROMA?

lunedì 20 ottobre 2014

Siamo un Paese impossibile, soffocato da pregiudizi e da una burocrazia medioevale lenta e stupida.

I nostri politici fanno leggi per governare questo Paese e i burocrati che fanno? Con circolari assurde sconvolgono il significato della legge rendendo la vita impossibile ai cittadini e soprattutto ai lavoratori inermi che devono applicare le circolari demenziali.

Basta vedere la legge Lupi la n.80/2014 art.5 che impedisce le occupazioni abusive, la legge è chiara,ma i nostri burocrati l’hanno resa assurda in quanto il dott.Ottavianelli ha fatto una circolare senza documentarsi e senza ascoltare nessuno dove dice che per fare una residenza in una casa popolare bisogna avere l’autorizzazione dell’Ater o della Romeo e il contratto ed è FALSO se si leggesse attentamente la legge 12/99 art.12 eviterebbe di dire fesserie e inoltre avrebbe dovuto sapere che il contratto non ce l’ha quasi nessuno, le bollette arrivano ancora a nome del primo avo a cui fu assegnata la casa.

Ma dove vive questo dott.Ottavianelli?

Questa superficialità sta rendendo la vita insopportabile a tutti coloro che si vedono rifiutare un loro diritto.

Inoltre ho chiesto di avere copia della circolare del dott.Ottavianelli, ma sembra impossibile averla alla faccia della Trasparenza e della legge ANTICORRUZIONE.

LA BUROCRAZIA HA COLPITO ANCORA E QUESTI LI PAGHIAMO NOI BRAVI!!!!!!!!!

CARO RENZI GUARDATI DA COSTORO ALTRIMENTI IL TUO SFORZO SARA’ INUTILE.

MA E’ COSì DIFFICILE AFFERMARE IL DIRITTO ALL’ATER DI ROMA?

domenica 19 ottobre 2014

AZIENDA TERRITORIALE PER L’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA
DEL COMUNE DI ROMA

Oggetto: Loc. Laurentina Viale dell’Esercito … scala .. interno …

Acquirente …….. Estinzione diritto di Prelazione _Rif. nota 9.9.2014.
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Con riferimento alla nota indicata a margine e a quanto in essa contenuto, si rappresenta, preliminarmente, che la Legge 560/93, ai sensi della quale, l’alloggio in oggetto è stato alienato, richiama il divieto di alienazione dell’immobile, per un periodo temporale di anni dieci, già previsti dagli artt. 28 e 29 della Legge 513/77, ridotti a cinque dal disposto di cui all’art.48 comma 8 lettere a) b) e c) della Legge Regionale 27/06, con diritto di prelazione per il riacquisto, da parte dell’Ente venditore, all’originario prezzo di vendita rivalutato con l’applicazione degli indici di aggiornamento Istat.

Tuttavia, la stessa Legge 560/93 arti comma 25 prevede l’estinzione del citato diritto di prelazione, qualora l’acquirente versi all’Ente cedente un importo pari al 10% del valore calcolato sulla base degli estimi catastali, come, peraltro, ribadito dalle LL.RR. 27/06 e 31/08.

Tale circostanza si potrà verificare, producendone gii effetti di legge, solo alla prevista scadenza dei termini stabiliti dalle richiamate norme.

Pertanto, nel caso in essere, la S.V. non risulta avere i requisiti richiamati nelle citate normative e, pertanto, l’eventualità di una rivendita dell’alloggio potrà verificasi, anche in presenza di estinzione anticipata del diritto di prelazione, solo una volta decorsi i termini di legge su richiamati.

SERVIZIO AlIENAZIONE
Il Dirìgente Dott. Rodolfo MARI

Servizio Alienazione Patrimonio e Gestione N.R. – 00167 – ROMA tel.066S842613fax 063972465/, email g.tomassini@aterroma.it
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PERCHE’ INVIANO LETTERE COSI’ CONTORTE?

CHE SENSO HA NON DIRE CON PAROLE SEMPLICI COSA STABILISC LA LEGGE?

CHE SENSO HA QUESTO CONTORCIMENTO DI NORME PER IL DIRITTO DI PRELAZIONE?

E’ VERO I BUROCRATI HANNO SOFFOCATO QUESTO PAESE.

TORNO A DIRE E A RIPETERE CHE IL DIRITTO DI PRELAZIONE E’ UN DIRITTO PODESTATIVO PER CUI LO SI PUO’ CHIEDERE IN QUALSIASI MOMENTO,ANCHE AL MOMENTO DEL ROGITO.

CHE TALE DIRITTO NON HA NULLA A CHE VEDERE CON IL TERMINE FISSATO DALLA LEGGE PER POTER RIVENDERE L’ALLOGGIO.

SONO DUE COSE BEN DIVERSE DISTINTE TRA LORO, IL DIRITTO DI PRELAZIONE SI PUO’ ESTINGUERE IN QUALSIASI MOMENTO A PRESCINDERE DALLA VENDITA E DAL TERMINE DEI 5 O 10 ANNI.

PERCHE’ L’ATER E’ COSI’ SCIOCCA PER NON DIRE STUPIDA?

QUALE DIRIGENTE PERSEGUITA TALE LINEA DI CONDOTTA CHE TRA L’ALTRO FA PERDERE SOLDI ALL’ATER?

TALE LETTERA PERO’ NON E’ FIRMATA DA MARI, MA L’UFFICIO CHE LA PROPONE E’ DEL DOTT.MARI.

VI PREGHIAMO DI FARE PACE CON IL CERVELLO E CHE LASMETTIATE DI FARE GLI AGUZZINI DEI PROPRIETARI E ASSEHNATARI.
GRAZIE

La lunga storia per l’acquisto casa del Comune (Romeo)

domenica 19 ottobre 2014

Avventure e disavventure di una cittadina alla quale arrivò la: “Proposta irrevocabile di acquisto” nel suo pellegrinaggio sul Cammino di Santiago di Compostela (Rogito!)

Nell’estate del 2010 ho risposto come tanti alla lettera di informativa di Risorse per Roma, giunta corredata da una bella lettera a doppia firma (Sindaco Alemanno e Assessore al Patrimonio di allora) che ci proponeva “un’occasione veramente unica”! Risorse per Roma specificava i termini della vendita dei nostri appartamenti, inviava una piantina della quale dovevamo affermare la conformità all’appartamento. In allegato c’era anche il modulo della “Proposta irrevocabile di acquisto” che dovevamo riempire con i termini indicati da Risorse e che dovevamo NOI sottoscrivere allegando documenti e copia del bonifico di 2000 euro a titolo di acconto.

Per un po’ tutto è andato bene: sono venuti a visionare la conformità degli appartamenti alla pianta, ci hanno chiesto di mettere il numero dell’interno sulla porta della cantina di pertinenza, e sono iniziati i primi rogiti (4 per scala, per poter formare il condominio), poi, agli inizi 2012, quel fantasioso quanto infausto primo parere dell’avvocatura, che calpestava e stravolgeva le norme in vigore con pretesti del tutto privi di fondamento, ha bloccato tutto.
Da allora le “Proposte irrevocabili di acquisto” sono sembrate svanire in una sorta di “buco nero” che assorbe tutto, senza alcun tipo di riscontro.

Nel luglio scorso invece, grazie allo stillicidio e alle pressioni fatte dall’Associazione Inquilini, il nuovo parere dell’Avvocatura ,dove si rimangiavano tutto quello che avevano detto prima, – inviato tardivamente alla Romeo, dopo ben 4 mesi – sembra aver sbloccato la situazione e ricevo dalla Romeo Gestioni S.p.A. il nuovo prezzo dell’appartamento (Prima fase), incrementato dall’inserimento della cantina, che devo accettare: un primo segno cartaceo e concreto che la mia proposta …. esiste davvero e, finalmente, sono io ad accettare una proposta e non il contrario, come avvenuto inizialmente!!!

Mi precipito personalmente alla Romeo a consegnare l’accettazione e apprendo che il “fascicolo” dovrà essere inviato, nuovamente, al Dipartimento Patrimonio che dovrà verificare (Seconda fase) il mio patrimonio (ossia se possiedo o meno immobili e il loro eventuale valore catastale). Il primo giovedì di settembre mi reco dunque negli uffici del Patrimonio e una gentile signora mi conferma di aver “lavorato” il mio fascicolo il giorno precedente e che sarebbe stato restituito alla Romeo per ulteriori (?ma quante volte devono accertare la stessa cosa?) accertamenti il lunedì successivo.

Dopo una decina di giorni mi reco alla Romeo per verificare l’arrivo del fascicolo e mi comunicano di non aver ricevuto nulla, per cui il giovedì successivo torno al Patrimonio: mi confermano che il fascicolo è ancora lì, in quanto li inviano a gruppi e apprendo che sarà inviato a breve e che la procedura è la seguente: quando un congruo (?) gruppo di verifiche sono state effettuate, chiamano la Romeo che invia un proprio addetto a ritirare i dischi con i dati!!!! (Terza fase)

In effetti, dopo pochi giorni (evidentemente la Romeo non è poi così inefficiente come qualcuno afferma!) ricevo (Quarta fase) un bollettino a saldo di quanto dovuto al 31.12.2014.

Pago immediatamente e, poiché mi giungono notizie di rogiti effettuati con preavvisi di solo pochi giorni, ritenendo di dover rogitare entro il mese, mi reco nuovamente al Patrimonio dove scopro che il fascicolo con l’accertamento del saldo non è ancora arrivato e che, quando arriverà, vedrà inviato (Quinta fase) a……. Risorse per Roma, ma NON direttamente all’Ufficio Rogiti ( che sta al Piano superiore del Dip. Patrimonio), bensì alla Direzione Centrale per un ulteriore controllo (TAC, Risonanza Magnetica?), e poi, finalmente, all’Ufficio Rogiti (Sesta fase) dove – si spera – dovrebbero darmi la data per il rogito!!!

Ancora non so se e quando questo pellegrinaggio avrà termine comunque questo è quello che accade al Comune di Roma dopo quattro anni dal versamento dell’acconto, nel 2014, era di informatizzazione, banche dati, tempo reale, ecc. ecc.
A quanto ammonteranno i costi di tutti questi passaggi? Quante ulteriori perdite comporta per il Comune stesso (oltre che per la salute dei cittadini!) tutta questa farraginosa burocrazia?

E A QUESTO PUNTO AGGIUNGO ALLA PERFETTA CRONISTORIA DELLA CITTADINA, HA RAGIONE RENZI LA BUROCRAZIA HA AFFOSSATO QUESTO PAESE E AGGIUNGO INSIEME AI POLITICI DISONESTI

Cerco Cambio

domenica 19 ottobre 2014

Alloggio S.Saba Via Leon Battista composto da 3 camere cucina e bagno, cerca cambio con alloggio più piccolo anche monolocale. tel.3667299690

Ci è stato chiesto di fare questo comunicato che facciamo volentieri, ma non ne assumiamo nessuna responsabilità, in quanto non rientra nei compiti dell’Associazione.

LA RISPOSTA DEL DOTT. MARI CHIARA E ESAUSTIVA, MA IL PATRIMONIO CHE FA?

giovedì 16 ottobre 2014

La risposta del Dott. Mari al mio quesito (sotto riportato)

Forse qualcuno non è a conoscenza del fatto che il problema non riguarda un solo alloggio, ma anche altre unità immobiliari per le quali, proprio in virtù di quanto emerso per il sig. Corso, ha costretto il Servizio Alienazioni ad interrompere le istruttorie, ottenendo peraltro l’avallo della direzione generale su tale condotta. Va altresi detto che la legge che consente di poter presentare domanda di sanatoria in deroga alla legge 47/85 si riferisce ad abusi edilizi e non a difformità tecnico-catastali che impediscono la stipula dell’atto, rendendolo addirittura nullo e impedendo ai notai di stipulare, pena le sanzioni previste dal loro ordinamento. Se qualcuno trova un notaio in grado di stipulare alle attuali condizioni tecnico-catastali e normative, lo indichi pure e il dr. Mari sarà ben felice di sottoscrivere l’atto per l’azienda. Vorrei poi aggiungere per amore di chiarezza e trasparenza sulla responsabilità degli uffici, oggi molto in voga invocare, che, per quanto riguarda centocelle, erano stati assunti impegni di calendario da parte di chi avrebbe dovuto provvedere alle dovute rettifiche e correzioni che prevedevano una definitiva pianificazione per la sistemazioni di tali partite nei termini sottostanti:

scala 5 entro il 31 marzo
scala 4 entro il 15 aprile
scala 9 entro il 15 maggio
scala 14 entro il 10 giugno
scala 16 entro il 30 giugno
scala 19 entro il 15 luglio

Risultano invece e solamente pervenute

il 13 maggio risposta per la scala 5
il 12 agosto risposta per la scala 9
il 24 settembre la scala 4. Altro non risulta pervenuto e non puo’ essere certo colpa del Servizio Alienazioni se il sig Corso ha la sfortuna di abitare nella scala 16.
saluti.

Inviato: Martedì, 14 ottobre 2014 16:30:07
Oggetto: definizioni tecnico catastali complesso centocelle

Le vendite del Complesso Centocelle sono iniziate dal 2012 e subito sono emerse le difficoltà catastali, anche il servizio alienazioni ha scritto più volte per sollecitare l’ufficio Patrimonio che avrebbe dovuto immediatamente risolvere tutte le irregolarità catastali relative alla scala 16 di via di Centocelle 15, ma è possibile che a tutt’oggi non siano state ancora risolte talo problematiche?

E’ possibile che ogni volta che deve intervenire il Patrimonio è una tragedia?

I problemi vanno risolti, da che cosa dipende tale inefficienza?

E’ semplicemente VERGOGNOSO che il sig. CORSO Ruggero ad Aprile 2012 riceve la lettera di acquisto e a tutt’oggi ancora non riesce ad acquistare per irregolarità tecnico catastali.

Quali irregolarità sono? Visto che il Geometra interessato per presentare all’Ater il certificato di conformità catastale ha già fatto tutto e presentato sia all’Ater che al Catasto, quali sono queste difformità tecnice-catastali così insormontabili da non poter vendere?

Ci viene il dubbio che sia la solita farraginosità dovuta al dirigente poco pratico di urbanistica e catasto?

Inoltre ol dott.Mari sa bene che la legge consente di acquistare e entro 120 giorni dal rogito fare la regolarizzazione pena la non validità del rogito.
Caro Direttore e Caro Commissario vista la vostra PROFESSIONALITA’ vogliamo risolvere questo problema che sta diventando ridicolo?

Resto in attesa di una vostra urgente risposta in merito
Saluti
Addante Annamaria

EX INCIS: FALSITA’ DELLO IACP E PRECISAMENTE DELLA DOTT.SSA GRASSIA, GIi EX INCIS NON SONO MOROSI

mercoledì 15 ottobre 2014

ALLOGGI EX INCIS: CHIARIMENTO MOROSITÀ

Gli “alloggi ex INCIS” sono abitazioni costruite dall’INCIS (Istituto Nazionale Case Impiegati dello Stato), prevalentemente nella prima meta’ del 1900, alcune delle quali in quartieri di pregio e neppure strutturalmente “popolari”, in quanto non destinate a cittadini “non abbienti”, ma ai dipendenti pubblici.

Con una norma del 1972 (DPR 1036, artt. 13 e 14) questo patrimonio e’ stato trasferito nell’edilizia residenziale pubblica e dunque i relativi alloggi sono divenuti gli odierni alloggi sociali e i loro assegnatari beneficiari del relativo servizio pubblico (edilizia residenziale sociale). Per gli alloggi di competenza di IACP-ATER di Roma, fino a giugno 1998, i canoni di locazione (i soli canoni di locazione, non gli oneri accessori) venivano trattenuti sullo stipendio o la pensione (anche quella di reversibilita’) degli assegnatari dipendenti statali direttamente dalle Amministrazioni pubbliche loro datori di lavoro.

Ma questo avveniva non per tutti gli assegnatari, solo per alcuni di loro. Gli altri pagavano tramite la bolletta, come tutti gli altri assegnatari. Le due categorie erano contrassegnate negli archivi, prima cartacei e poi informatici, da due diversi codici di riconoscimento. Per disfunzioni organizzative dell’epoca (dell’allora IACP e dei Ministeri), alcuni dei canoni trattenuti sullo stipendio degli assegnatari non sono stati riversati dalle Amministrazioni all’IACP, o – se riversati – non sono stati contabilizzati, risultandone debiti a carico degli assegnatari, come tali da verificare, ricostruire e contabilizzare.

La morosita’ da rivedere e’ dunque solo quella della categoria di utenti che pagavano con la trattenuta sullo stipendio, riguarda solo il periodo precedente al luglio 1998 e solo il canone di locazione (non gli oneri accessori, che venivano bollettati). Dal luglio 1998, la bollettazione e’ stata estesa a tutti gli assegnatari ex INCIS e qualche anno dopo i due codici di riconoscimento sono stati unificati. Nel 2011, in corrispondenza con il PIANO DI RECUPERO GENERALE DELLA MOROSITA’, il problema di queste morosità e’ stato affrontato, anche con contatti con le Amministrazioni interessate e – dopo un’accurata e approfondita ricerca di possibili soluzioni – si e’ giunti alla conclusione che non fosse possibile trattare massivamente le posizioni in questione, ne’ dunque cancellare la relativa morosita’ senza effettuare conteggi e accertamenti puntuali. Non e’ infatti risultato praticabile attivare con il Ministero del Tesoro e gli altri Ministeri interessati una procedura che consentisse all’Ufficio Morosita’ e agli altri Uffici amministrativi dell’Azienda di ottenere dai Ministeri stessi dichiarazioni attestanti la trattenuta sulle buste paga a titolo di canoni di locazione dei loro dipendenti o ex dipendenti assegnatari di nostri alloggi ex INCIS, in quanto gli stessi non avevano la possibilita’ di fornirli (il materiale era precedente a qualunque informatizzazione e in gran parte gia’ scartato). La contabilizzazione di questi casi dunque, che richiede fino a due giornate di lavoro di un operatore, può essere fatta (ed e’ stata fatta) solo con la collaborazione dei diretti interessati, che si presentano a seguito delle nostre lettere di sollecito o diffida, producendo le prove dei pagamenti. Ultimo chiarimento: la nota della Corte dei conti del 1995 che viene spesso citata come pretesa indicazione della Corte all’allora IACP a mandare in perdita queste somme perche’ “prescritte”, nulla dice in proposito e riguarda tutt’altro.

Leggetela.

Queste posizioni critiche sono ormai poche e la morosità non dovuta e’ solo parte di quella registrata, il resto gli utenti in questione devono effettivamente pagarla. Il modo migliore di risolvere questi casi e’ chiedere un appuntamento al nostro Ufficio Morosita’ e trattare direttamente con gli impiegati, che sono preparati e formati a farlo e che lavorano in una struttura organizzata per trattare anche casi complessi come questi. Le lettere di diffida rivolte a questi utenti sono l’adempimento di un obbligo per l’Azienda e devono essere considerate un invito a chiudere situazioni annose ed ereditate dall’Azienda attuale, senza inutili contrapposizioni e contrasti che prolungano i tempi e rendono piu’ laboriosa la soluzione. Collaboriamo a chiudere le criticita’ del passato. L’ATER non e’ nemica degli utenti perche’é e’ degli utenti.

NB: Pubblichiamo il chiarimento di cui sopra anche ai sensi delle disposizioni del PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE e del PIANO ANTICORRUZIONE dell’Azienda sulla tutela dell’immagine aziendale, in quanto circolano in rete informazioni deviate, incomplete e strumentali sulla questione della morosita’ degli inquilini di alloggi ex INCIS. Le informazioni corrette di cui sopra vengono regolarmente date a chi si rivolge ai nostri Uffici.
nota Corte conti 1995 (794 kB)

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NOTATE BENE QUANTO SCRITTO IN QUESTO ARTICOLO E’ FRUTTO DELLA FANTASIA ALTERATA DELLA DOTT.SSA GRASIA CHE STA ANCORA PERSEQUITANTO GLI EX INCIS E NON SI DA PACE CHE TALI DEBITI, SE FFOSSERO VERI SONO PRESCRITTI COME DICE LA STESSA CORTE DEI CONTI.

INOLTRE TALE DIRIGENTE DALLA MEMORIA CORTA DIMENTICA CHE PROPRIO IN BASE A TALE LETTERA DELLA CORTE DEI CONTI LA DOTT.SSA INSENGA COMMISSARIO STRAORDINARIO DELL’EPOCA FECE LA FAMOSA LEGGE 36/96, LA QUALE LEGGE PERMISE ANCHE AGLI ALTRI ASSEGNATARI NON INCIS DI BENEFICIARNE VERAMENTE, SI VERAMENTE PERCHE’ GLI INCIS NON ERANO MOROSI, MENTRE GLI ALTRI LO ERANO.

LA FRASE RIPORTATA NELLA NOTA DELLA CORTE DEI CONTI CHE IO STESSA HO DATO ALLA DOTT.SSA GRASSIA NELLA SPERANZA CHE LA CAPISSE COME L’AVEVA CAPITA LA GRANDE DOTT.SSA INSENGA DICE TESTUALMENTE:

” Nella negatività andrà quantificato il presumibile danno erariale, fra le cui poste, ovviamente, andranno inseriti gli interessi passivi pagati agli Istituti di credito e che si sarebbero potuti evitare con una corretta gestione del patrimonio immobiliare nonché, i crediti nei confronti degli inquilini ormai prescritti.”

QUANTO DETTO DALLA CORTE DEI CONTI E’ CHIARISSIMO, SOLO LA DOTT.SSA GRASSIA NON LO VUOLE CAPIRE E COMPRENDERE, INOLTRE LA CORTE DEI CONTI CHE FU INTERPELLATA DALLA REGIONE E DALLO IACP, PERCHE’ LA DOTT.SSA INSENGA SI RESE CONTO DI COSA ERA VERAMENTE ACCADUTO NELLO IACP, MI RICORDO UNA FRASE CHE DISSE ALL’ON.LE COSENTINO ” SE VIENE LA POLIZIA METTE LE MANETTE ANCHE ALLE SCRIVANIE” NON PER NIENTE ERA STATO ARRESTATO IL PRESIDENTE E INQUISITO TUTTO IL CDA.

PER CUI QUESTA INUTILE LETTERA SCRITTA SUL SITO DELL’ATER PER CUI IL TEMPO PERSO PER SCRIVERLA AVREBBE POTUTO IMPIEGARLO MEGLIO, SE NE E’ CAPACE, MA TEMO DI NO.

MA SE LA DOTT.SSA INSISTE A PERSEQUITARE GLI EX INCIS CI VEDREMO COSTRETTI AD AGIRE PER VIE LEGALI.

AL DIRETTORE E AL COMMISSARIO CONSIGLIO DI VERIFICARE CON ATTENZIONE L’OPERATO DI CERTI DIRIGENTI.

E AGGIUNGO GLI EX INCIS NON SONO MOROSI E NON DEVONO NULLA NE ALLO IACP E NE ALL’ATER, SE LA DOTT.SSA GRASSIA NON E’ STATA CAPACE DI RISOLVERE TALE PROBLEMA SI FACCIA DA PARTE E CHIEDA CHE LO RISOLVI CHI E’ IN GRADO DI FARLO.

QUESTI PERSONAGGI A MOLTI ASSEGNATARI EX INCIS HANNO RUBATO DEI SOLDI FACENDOSI PAGARE QUELLO CHE AVEVANO GIA’ PAGATO E ANCHE CON GLI INTERESSI VEDI IL CASO BORRELLI, LA DOTYT.SSA GRASSIA MI DOVREBBE SPIEGARE, PERCHE’ GLI ASSEGNATARI EX INCIS CHE SI RIVOLGONO ALL’ASSOCIAZIONE POI NON PAGANO NULLA?

Il solito casino dell’Ater di Roma! L’ISEE NON VA FATTO

martedì 14 ottobre 2014

Il consiglio dei ministri ha approvato il 3 dicembre il nuovo ISEE, l’indicatore economico con il quale le famiglie si devono confrontare per accedere ai vantaggi offerti da servizi sociali, scuola e sanità.
Prima di tutto: alcune precisazioni
• L’ISEE può essere richiesto da tutti i cittadini che vogliano beneficiare di agevolazioni subordinate a tale dato (il meccanismo consiste nello stabilire un valore ISEE minimo, al di sotto del quale spettano determinati benefici, al di sopra del quale i benefici vengono meno). In pratica, passatemi il termine troppo esemplificativo: l’ISEE è un “numero” che determina la ricchezza di una famiglia, se tale numero è al di sotto del valore minimo, si può accedere a determinati benefici che dopo vedremo, se è al di spora della soglia minima, i benefici non spettano.
• Per richiedere il calcolo dell’Isee, è necessario presentare un modulo compilato, cioè la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), ad uno dei seguenti uffici competenti:
o i Centri di Assistenza Fiscale (Caf) dei sindacati, delle associazioni e dei Comuni;
o gli uffici degli Enti che erogano le varie prestazioni richieste;
o direttamente gli uffici dell’Inps della propria zona.

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QUESTO E’ L’ISEE ED E’ CHIARO LO SCOPO, CHE NULLA HA A CHE VEDERE CON IL CENSIMENTO ATER IN QUANTO CON IL CENSIMENTO SI DEVE VERIFICARE IL REDDITO DA CUD O DA 730/740 O EVENTUALI PROPRIETA’ IMMOBILIARI E BASTA!

INFATTI IL CENSIMENTO SERVE SOLO A VERIFICARE CHI ABITA STABILMENTE NELL’ALLOGGIO, SE NE ABBIA IL DIRITTO E SE SUPERA IL REDDITO PER IL CANONE CONCORDATO, O SE HA UNA PROPRIETA’ IMMOBILIARE CHE HA UNA RENDITA CATASTALE SUPERIORE AI CENOMILA EURO FUORI ROMA DECADE DALL’ALLOGGIO O SE TALE PROPRIETA’ E A ROMA ,MA SE E’ IDONEA AL SUO N.F. DECDE ANCHE DE LA RENDITA CATATALE E’ INFERIORE AI CENTOMILA EURO.

PER CUI L’ISEE NON DEVE ESSERE FATTO.

EVIDENTEMENTE QUALCHE DIRIGENTE DELL’ATER CHE INVECE DI APPLICARE LE LEGGI SE LE INVENTA, PERCHE’ HA LA MANIA DI PERSEQUITARE GLI ASSEGNATARI, HA CREATO TALE CONFUSIONE, INFATTI SOLO ALCUNI CAF LO RICHIEDONO,MENTRE ALTRI GIUSTAMENTE NO!

QUESTA IGNORANZA ARROGANTE STA CREANDO CITTADINI DI SERIE A E DI SERIE B, PERCHE’ COLORO CHE INCAPPANO NEL CAF DEGLI IGNORANTI DEVONO FARE L’ISEE MENTRE GLI ALTRI CAF NON VIENE FATTO L’ISEE, QUESTA E’ L’ITALIA GRAZIE ALL’ATER E AI SUOI DIRIGENTI , CHE DOVREBBERO ANDARE A STUDIARE.

IL SOLITO CASINO DELL’ATER DI ROMA, CHI LO HA FATTO? CHI LO HA IDEATO?

LA SOLITA DIRIGENTE? LA SOLITA ARROGANZA DI IGNORANTI?