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CHI HA VOLUTO TALE CAUSA ? E MO CHI PAGA? L’ATER PRENDA ESEMPIO DA TALE SENTENZA!

Colpo alla delibera 140: “Il Comune non poteva guadagnare di più dagli affitti alle associazioni”

La Corte dei Conti smonta la tesi del danno erariale che era alla base della delibera 140. Assolti i dirigenti capitolini. Le realtà associative colpite dagli sgomberi attendono ora un segnale dal Campidoglio

11 aprile 2017

Assolti. I dirigenti di Roma Capitale che non avevano usato il pugno duro contro le realtà assegnatarie di spazi comunali possono tirare un sospiro di sollievo. Il pagamento d’un canone ridotto del 20% era corretto. Anche perchè, come riporta la sentenza, i beni comunali di cui molte associazioni romane beneficiavano erano, e sono ancora oggi, “destinati a usi di pubblica utilità sociali e culturali”. E questa particolare finalità, di fatto “non li rendeva utilizzabili e sfruttabili alla stregua di locali da affittare”.

Non c’è stato alcun danno erariale. In altre parole, il Comune non poteva ottenere di più di quanto l’ordinanza del Sindaco Rutelli disponesse: un affitto pari ridotto dell’80% rispetto al valore di mercato. Smontata la tesi della Procura regionale, si riapre la partita sui beni indisponibili di Roma Capitale. Perché a beneficiare della sentenza della Corte dei Conti, potrebbe essere la galassia delle realtà operanti in campo socio-culturale. Vale a dire quelle centinaia di associazioni che sono state colpite dalla delibera 140.

La sentenza arriva a pochi giorni dalla manifestazione annunciata da “Roma non si Vende”. Il 6 maggio infatti la rete di comitati ed associazioni, ha annunciato un grande corteo, ispirato da alcuni concetti chiave. Tra questi, anche la diversa “gestione del patrimonio pubblico”. Al riguardo, gli organizzatori hanno fatto notare come l’amministrazione finora “è stata incapace di produrre un’ inversione di tendenza”. Il cambio di passo era stato chiesto anche in occasione della manifestazione che le realtà colpite della delibera 140 avevano organizzato in Campidoglio. In quell’occasione Nunzio D’Erme, storico attivita della galassia dei centri sociali, aveva sottolineato le pesanti eredità lasciate dalla precedenti amministrazioni. Contemporaneamente aveva  però rimarcato che “doveva arrivare un segnale di speranza rispetto a quanto avvenuto prima”. Speranza disattesa da un M5s divenuto “prigionierio di un meccanismo e di una macchina burocratica amministrativa che se li sta divorando”.

IL RUOLO DI ROMA CAPITALE – Oggi a chiedere quest’inversione di tendenza sono le “importanti esperienze sociali e culturali della città che – ricorda la rete Roma non si Vende – sono state sfrattate o rischiano di esserlo, mentre va avanti la persecuzione economica per delle realtà che più che in debito risultano in forte credito nei confronti del Comune”. Come viene sottolineato nell’appello alla mobilitazione, questi spazi hanno portato avanti “un’azione meritevole non solo sul piano sociale ma anche della semplice cura e salvaguardia del patrimonio immobiliare abbandonato”. Il destino di tutte queste realtà potrebbe cambiare. Perché accada, il Campidoglio deve fare la propria parte, fermando la spirale degli sgomberi che stanno colpendo le realtà associative della Capitale. Occorre cioè che il Sindaco e la sua Giunta raccolgano un assist indirettamente offerto dalla sentenza della Corte dei Conti.

GLI IMMOBILI DELLE POSTE E DELLE FERROVIE NON DEBBONO PAGARE IL DIRITTO DI PRELAZIONE.

RINGRAZIO IL CITTADINO CHE MI HA INVIATO TALE DOCUMENTAZIONE E CHE MI HA DATO RETTA, COSI’ FINALMENTE ORA ABBIAMO ANCHE LA RISPOSTA UFFICIALE DELLE POSTE ITALIANE COSI’ I NOTAI LA FINIRANNO DI RICHIEDRE IL PAGAMENTO DEL DIRITTO DI PRELAZIONI AI PROPRIETARI DELLE CASE DELLE POSTE E DELLE FERROVIE.

MI CHIEDO, MA PERCHE’ E’ COSI’ DIFFICILE APPLICARE CORRETTAMENTE LE LEGGI IN QUESTO BENEDETTO PAESE ITALIA?

PERCHE’ HANNO TUTTI PAURA E NON SI VOGLIONO PRENDERE NESSUNA  RESPONSABILITA?

EBBENE SI CREDO CHE SIA PROPRIO QUESTO IL MOTIVO, AL QUALE NE AGGIUNGO UN’ALTRO : NON GLI VA DI PERDERE TEMPO A DOCUMENTARSI E A STUDIARE E SCARICANO TUTTO SUL POVERO CITTADINO.

CHE PAESE ARRETRATO INCIVILE E DA BASSO MEDIO EVO SIAMO DIVENTATI!

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prt.p-inn.2017.0000605.u – uff inn 29/03/2017

Posteitaliane Risorse Umane, Relazioni Esterne e Servizi Immobiliare/Patrimonio Immobiliare Patrimonio Residenziale

Sig. Antonio *******

Viale ******************

scala * – interno *

00*** Roma

Raccomandata A.R.

Oggetto : Alienazione immobile ex Legge 24 dicembre 1993, n°560 – Diritto di prelazione all’acquisto In riscontro alla Sua richiesta del 23 febbraio 2017, si comunica quanto segue.

In primo luogo, non è intendimento della scrivente Società esercitare il diritto di prelazione all’acquisto di cui alla Legge 24 dicembre 1993, n°560, articolo unico – comma 20, relativo all’alloggio sito in Roma, Viale Caduti per la Resistenza 768, scala F – interno 8, già oggetto di compravendita in data 28 settembre 2007.

Ciò premesso, si rappresenta che in base alle previsioni di cui alla cennata Legge 560/93 la suindicata unità immobiliare, realizzata quale alloggio di servizio per i dipendenti della scrivente Società, non è soggetta ad alcun vincolo in favore di soggetti o enti difformi dalla stessa e che nessun onere è dovuto in relazione alla rinuncia al diritto di prelazione, tanto a Poste italiane S.p.A., quanto ad altri soggetti o enti.

Distinti saLuti.

RobertO sPAZIANI

Poste Italiane S.p.A. –

Sede Legale 00144 Roma, Viale Europa 190, Partita IVA 01114601006 Codice Fiscale 97103880585 Tel. +390659586506 – Fax +390658587770 – desanctisu@posteitaliane.it

BUONA PASQUA A TUTTI!

AUGURI DI UNA SERENA E FELICE PASQUA A TUTTI .

CERCHIAMO DI METTERE IN PRATICA CIO’ CHE CRISTO CI HA INSEGNATO:

TOLLERANZA, SOLIDARIETA’, RISPETTO E FRATELLANZA, MA SOPRATUTTO
PACE CHE QUESTO MONDO NE HA VERAMENTE BISOGNO.

SPERANDO CHE TALI SENTIMENTI COLPISCANO TUTTI, DIRIGENTI, FUNZIONARI, IMPIEGATI E SOPRATUTTO GOVERNANTI.

 

COMUNE DI ROMA SE CI SEI BATTI UN COLPO!!!

IL 26 APRILE UNA COPPIA SFORTUNATA SARA’ BUTTATA FUORI DALL’ALLOGGIO IN CUI VIVONO IN QUANTO NON SONO STATI IN GRADO DI PAGARE IL NUOVO CANONE CHE IL PROPRIETARIO DELL’ALLOGGIO LE AVEVA IMPOSTO NEL RINNOVARGLI IL CONTRATTO.

HANNO  FATTO DOMANDA DI CASA POPOLARE, MA NULLA E’ ACCADUTO E’ STATO CHIESTO AIUTO PIU’ VOLTE ALLE POLITICHE ABITATIVE, MA NESSUNA RISPOSTA  IN MERITO.

IL MUNICIPIO 6 SE NE E’ COMPLETAMENTE DISINTERESSATO, NE L’ASSESSORE AL SOCIALE DOTT.SSA FILIPPONI E NE L’ONG.NICASTRO ASSESSORE ALLE POLITICHE ABITATIVE HANNO FATTO NULLA AFFINCHE A QUESTA COPPIA IL 26 APRILE NON VADA A FINIRE IN MEZZO ALLA STRADA, ANCHE PERCHE’ E’ UNA COPPIA CHE HA GRAVISSIME DIFFICOLTA’, IL COMPAGNO HA SERI PROBLEMI DI SALUTE E NON PUO’ STARE CERTAMENTE IN MEZZO ALLA STRADA.

MENTRE IL GOVERNO SI DA DA FARE PER AIUTARE I PIU’ DEBOLI VORREI SAPERE IL COMUNE DI ROMA CHE COSA STA FACENDO PER TUTELARE QUESTE PERSONE E IN PARTICOLARE IL MUNICIPIO CHE MI SEMBRA COMPLETAMENTE ASSENTE.

Al Commissario straordinario dott.Giovanni Tamburino

Gentile Commissario,

per quale motivo gli uffici dell’Ater di Roma di viale di Valle Aurelia insistono a dire all’utente cose inesatte in merito al diritto di prelazione?

Gentile Commissario  lei sa bene  che tale diritto di prelazione sancito dalla legge 560/93 ed è un diritto PODESTATIVO, pertanto estinguibile in ogni momento, mentre per vendere l’alloggio occorre che passino 5 o 10 anni a seconda delle situazione.

Orbene i vostri uffici illegalmente affermano al cittadino che per estinguere il diritto di prelazione se non sono passati i 5 o 10 anni non si può estinguere.

Ho chiamato gli uffici e mi è stato detto che queste sono le direttive che hanno ricevuto.

Chi ha dato tali direttive e perché? Visto che con il dott.Mari tale diritto di prelazione si estingueva se uno lo chiedeva.

Inoltre trovo veramente assurda tale direttiva per un’azienda che sta rischiando il fallimento per mancati pagamenti, non incassare denaro fresco che viste le condizioni in cui navigate sono boccate di ossigeno è veramente folle.

Le chiedo cortesemente sig. Commissario di far dare le giuste direttive all’ufficio vendite e al cal center.

La ringrazio

Cordiali saluti

Annamaria Addante

 

QUANDO TI ASSEGNANO UNA CASA POPOLARE FINALMENTE LA GIOIA, MA POI SI TRASFORMA IN INCUBO

Non c’è nulla da fare se nasci sfigato non ti salva nessuno, tanto più se hai avuto la disgrazia di vivere 20 anni in un residence quando alla fine ti assegnano casa e tu pensi di avere svoltato, purtroppo non è cosi.

Perché la casa che ti hanno dato dopo 20 anni di attesa ha bisogno di manutenzioni,  che nessuno ti farà perché l’Ater non ha una lira  per cui ti attacchi o prendere o lasciare.

Questa è l’Ater di Roma che  non ha rispetto per i più deboli, ma per fortuna all’Ater di Roma ogni tanto si trova anche qualche angelo che responsabilmente messo a conoscenza della situazione si rende conto e si da fare per rimediare, ma ci riuscirà a farlo in tempi brevi?

Purtroppo l’ATER di Roma sta andando sempre peggio e credo mai come ora, le scelte che vengono fatte sono veramente preoccupanti e pericolose e la completa assenza della politica su un problema così serio come l’abitare è veramente sconfortante.

Questa signora dovrà ancora pazientare un po’ e aspettare che gli sistemino l’alloggio e poi finalmente ci potrà andare ad abitare.

IL PROVERBIO DICE CHI SBAGLIA PAGA .MA ALL’ATER DI ROMA NON ACCADE MAI,A PAGARE SONO SEMPRE GLI ASSEGNATARI

HO VOLUTO RIPORTARE LE DUE DETERMINE , AFFINCHE’ CHI ABBIA SUBITO TALE TORTO SAPPIA COME DIFENDERSI, IN QUANTO LA PRIMA DETERMINAZIONE DIRETTORIALE A FIRMA DELLA DOTT.SSA GRASSIA E’ UNO STRAFALCIONE GIURIDICO DETTATO SOLO DALLA VOLONTA DI TALE DIRIGENTE.

INFATTI LA SUCCESSIVA DETERMINA DIRETTORIALE ,GRAZIE AL COMMISSARIO TAMBURINO HA FATTO FINALMENTE CHIAREZZA E CORRETTA INTERPRETAZIONE SU TALE MATERIA DEL RIENTRO FIGLI.

INFATTI SOLO L’ATER DI ROMA  AVEVA CREATO TALE ABUSO INTERPRETATIVO, MENTRE TUTTE LE ALTRE ATER DEL LAZIO AVEVANO APPLICATO CORRETTAMENTE LA LEGGE.

PURTROPPO A CAUSA DI TALE DETERMINA SONO STATE CONSIDERATE OCCUPANTI ABUSIVI QUEI GENITORI CJìHE NON HANNO VOLUTO CACCIARE IL FIGLIO RIENTRATO CHE NON FACEVA PARTE DEL CONTRATTO ORIGINARIO, COME SONO STATI CONSIDERATI OCCUPANTI ABUSIVI GLI STESSI FIGLI AL MOMENTO DEL DECESSO DEI GENITORI.

PERCHE’ IN QUESTO PAESE NESSUNO PAGA MAI I SUOI ERRORI? MA E’ SEMPRE IL CITTADINO A SOCCOMBERE?

ORA AVETE LE ARMI IN MANO PER DIFENDERVI,  VI AGGIUNGO CHE TALE POSIZIONE VOLUTA DAL COMMISSARIO TAMBURINO E ACCETTATA DAL DIRETTORE E’ CONDIVISA PERFETTAMENTE DALLA REGIONE LAZIO.

fate attenzione le DD sono due la prima è del 2012 e la seconda del 2016 buona lettura

ampliamDD_124_27.06.2016 AMPLIAMENTO n,f

AMPLIAMENTO-rientro-subentroDD_124_27.06.2016 AMPLIAMENTO n,f

Lettera aperta al Sindaco di Roma

PUBBLICO VOLENTIERI QUESTA LETTERA ACCORATA DI PATRIZIA CHE ONDIVIDO PIENAMENTE

Pallidi raggi di un eclissi permanente

Lettera aperta al Sindaco di Roma

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Caro sindaco, cara Virginia, sei la seconda donna eletta nelle aree apicali della politica laziale. Prime di te la Polverini.

Come donna, dovrei essere felice che delle donne siano riuscite ad occupare gli scranni più alti della regione Lazio, anche se non ho contribuito ad eleggerti.

Invece no. Purtroppo.

Dopo la Polverini ed il suo mortificante governatorato (almeno per me), ho pensato che nessuna donna sarebbe stata altrettanto imbarazzante: invece no, devo ammettere che la stai battendo (sempre almeno per me).

Cerco di spiegarmi meglio.

Quando sei stata eletta, nessuno pretendeva dei miracoli, ma tutti i romani speravano che la città, seppur lentamente, sarebbe migliorata e che una donna giovane e piacente ci avrebbe ricominciato a far sorridere.

Invece mi sono trovata di fronte una donna che a me pare scioccamente arrogante, (ti abbiamo scritto e non abbiamo mai ricevuto una risposta) non solo, mi permetto anche di notare che l’empatia non rientra tra le tue doti: però questo è un dato caratteriale del quale probabilmente non si può farti carico.

Tornando a noi in primo luogo mi hai ripetutamente delusa quando hai mancato ai tuoi doveri istituzionali offendendo senza motivo istituzioni o simboli della nostra storia: sei un sindaco e certi rituali sono un tuo preciso dovere per ricordare a noi tutti che la forma spesso è anche sostanza. Che senso ha offendere gli ebrei o i cattolici o far mancare una presenza istituzionale alle Fosse Ardeatine? Pensi che sia un buon esempio per i giovani della nostra città? Scusami, ma io non lo credo.  Infatti stai insegnando loro che il tuo ruolo non presuppone doveri (meglio lo sci che le fosse ardeatine), allora perché i nostri giovani dovrebbero considerare importante il proprio dovere? Molto meglio il piacere. Scusami, ma ritengo che tu abbia dato un pessimo esempio.

Per quanto riguarda la vita quotidiana di noi cittadini romani, il tuo mandato risale a circa trecento giorni fa: infatti sei stata eletta il 5 giugno 2016. In trecento giorni speravo in qualche risultato.

Eppure:

  • Roma è sempre più sporca e molti quartieri a causa della sporcizia, della mancanza di spazzamento, dei cumuli di rifiuti ammassati dovunque, (intorno ai cassonetti, lungo tutte le strade, all’interno di ogni spicchio di verde, sui marciapiedi dissestati) sono invivibili;
  • I bagni pubblici che mancano di manutenzione e sono inagibili per il degrado che rappresentano;
  • L’invasione di animali, topi, cinghiali, insetti di ogni tipo, piccioni in quantità industriale, gabbiani, tutte bestie che vivono della nostra immondizia, mettono quotidianamente a rischio la nostra salute;
  • I trasporti che fanno acqua da tutte le parti, ingressi delle metropolitane nauseanti per la sporcizia ed il degrado, autobus sfasciati, sporchi, in perenne ritardo, strapieni nelle ore di punta, modello carri merci, con periferie abbandonate a sé stesse, per non parlare dell’epidemia degli incendi e dei pezzi che gli autobus perdono lungo i loro percorsi;
  • L’edilizia residenziale pubblica abbandonata alla criminalità, organizzata o no, in cui chi avrebbe diritto da decenni ad una casa viene regolarmente bypassato da chi occupa, o paga per entrare o si appoggia a movimenti che hanno fatto della violenza e del ricatti la loro arma vincente;
  • La fisionomia della nostra città offesa da muri totalmente imbrattati da scritte, scarabocchi spesso osceni che deturpano anche le vestigia di Roma nella totale indifferenza della tua amministrazione e che rendono la nostra città ulteriormente degradata e invivibile;
  • Lo stato delle nostre strade aberrante, tutti gli annunci fatti da voi non trovano riscontro nella città:  i marciapiedi sono in gran parte  impraticabili; buche, voragini, dissesto diffuso del manto stradale,  lavori mal segnalati, segnaletica mancante, non più leggibile o cancellata da altre scritte, radici che alterano gravemente l’asfalto di marciapiedi e strade sono la quotidianità di noi romani.

In sintesi a trecento giorni circa dal tuo insediamento questa è la nostra città, questa è Roma che tra l’altro è la capitale d’Italia.

Perdonami, ma col cuore in mano mi chiedo e ti chiedo: sei forse preda di chi ti ha aiutato a diventare sindaco di Roma e devi adeguarti a un qualche disegno a te estraneo?

O sei veramente incapace di dare un forte segnale di capacità manageriale, da te dovuta ai romani?

Per ora sei sempre stata presa da lotte interne e dimissioni a catena, ma i romani non meritano questo.

Da donna, sommessamente mi chiedo se non sarebbe un grande atto di intelligenza fare un passo indietro: perché continuare a deluderci e danneggiare una città che non se lo merita?

Perché mi costringi a rimpiangere che sia stata eletta una donna come primo cittadino di Roma?

Puoi sempre tornare ad esercitare la professione di avvocato.

Con mota delusione

Patrizia Behmann
Presidente Uniat

ATER, IL PIANO PER NON FALLIRE?!?!? POVERI NOI E POVERI DIPENDENTI!

MA SI DOVEVA ARRIVARE A QUESTO PUNTO?

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messaggero ater addante

QUESTA SITUAZIONE DRAMMATICA DELL’ATER DI ROMA E’ STATA VOLUTA E’ INIZIATA CON IL FOLLE MUTUO FATTO DA MASSA DI 250MILIONI IN ECU MAI PAGATO E DIVENUTO ENORME PER LO SVILUPPO DRAMMATICO CHE EBBE L’ECU.

MA QUEL DEBITO GRAZIE AL DIRETTORE MALTESE FU PAGATO, RIMANEVA SOLO L’ICI E SI SAREBBE POTUTO EVITARE TALE DEBITO SE SIA ALL’ATER CHE SOPRATUTTO ALLA REGIONE AVESSERO RAGIONATO SU UNA GRAVITA’ DEL GENERE.

L’ATER DI ROMA PER I SUOI IMMOBILI DEVE PAGARE L’ICI-IMU PERCHE’ E’ UN’AZIENDA, LA REGIONE LAZIO E IL COMUNE PER I PROPRI IMMOBILI NON PAGANO NULLA.

LA REGIONE, SE CI FOSSERO STATI POLITICI PENSANTI AVREBBERO DOVUTO FARE UNA LEGGE E PASSARE LA PROPRIETA’ DI TALI IMMOBILI O ALLA REGIONE O AL COMUNE E LA COSIDETTA ATER DOVEVA ESSERE TRASFORMATA IN AGENZIA CHE GESTIVA TALE PATRIMONIO.

ORA SIAMO ARRIVATI AL LIMITE DEL BURRONE PERCHE SE EQUITALIA NON ACCETTA  E’ LA FINE.

MA LA COSA PIU’ DRAMMATICA E’ CHI DARA’ I SOLDI ALL’ATER PER PAGARE LA ROTTAMAZIONE DI TALE DEBITO?

L’ASTA CHE CI SARA’ A GIUGNO E’ UNA FOLLIA  CON QUEI PREZZI CHI E’ QUEL FOLLE CHE LI ACQUISTERA’?

NON HANNO NEANCHE AVUTO LA FURBIZIA DI RENDERLI APPETIBILI, INOLTRE SE NON SI CAMBIA IL SISTEMA L’IMU LO DOVRANNO CONTINUARE A PAGARE E IL DEBITO CI SARA’ SEMPRE.

ALTRO GRAVE PROBLEMA, SE NON RIUSCIRANNO A RIMEDIARE I SOLDI L’ATER SA BENE CHE LA ROTTAMAZIONE SALTA E ALLORA SARANNO DOLORI, PERCHE’ RIMARRA SOLO UNA COSA COME DICEVA PETRUCCI PORTARE I LIBRI IN TRIBUNALE E SARA’ LA FINE DELL’ATER, MA SARA’ ANCHE UNA TRAGEDIA NON SOLO PER GLI ASSEGNATARI,MA SOPRATUTTO PER I LAVORATORI DELL’ATER CHE SI RITROVERANNO IN MEZZO AD UNA STRADA.

L’UNICA SALVEZZA SCIOGLIERE LE ATER FARE UN’AGENZIA UNICA CON VARI DIPARTIMENTI E PASSARE LE PROPRIETA’ ALLA REGIONE O AL COMUNE FACENDO UN ACCORDO PER LA GESTIONE DIRETTAMENTE DELL’AGENZIA DI TUTTO IL PATRIMONIO ERP E COSI SI RISPARMIEREBBERO ANCHE UN SACCO DI SOLDI CHE SI DANNO ALLA PRELIOS.

MA PER FARE TUTTO CIO’ OCCORRONO POLITICI CAPACI COMPETENTI E CORAGGIOSI CHE HANNO VERAMENTE VOGLIA DI RISOLVERE I PROBLEMI DELLA CITTADINANZA.

Il Commissario risponde

Da: Commissario Straordinario [mailto:commissariostraordinario@aterroma.it] Inviato: martedì 28 marzo 2017 15:00 A: Annamaria Addante Oggetto: Re: Addante Priorità: Alta

In risposta alla Sua mail che si allega di seguito, si fa presente che il protocollo informatico esiste, ma accade di frequente che lo stesso venga trascritto a mano sulla nota di risposta; in merito al “canone in deroga”, detta espressione si è preferita all’espressione “canone concordato” poichè quest’ultima può indurre in errore, posto che di “canone concordato” le leggi parlano ad altro titolo.

Cordiali saluti

Il Commissario Straordinario

Giovanni Tamburino

Da: “Annamaria Addante” <am.addante@tin.it> A: commissariostraordinario@aterroma.it Inviato: Lunedì, 27 marzo 2017 11:00:49 Oggetto: Addante

Gentile Commissario

Le giro questa domanda che è arrivata sul mio blog che mi sembra pertinente, la giro a Lei perché redo sia l’unico che possa dare una risposta corretta in merito,la ringrazio

Distinti saluti

Annamaria Addante

 

Gentile Dott.ssa Anna Maria,

mi è arrivata da parte dell’ATER con raccomandata e ricevuta di ritorno la comunicazione della decadenza dell’utilizzo dell’alloggio in base al recente censimento 2016 per superamento del limite di reddito fissato dalla Regione Lazio per due anni consecutivi a meno che accetti il nuovo canone e paghi gli arretrati dovuti. Ora leggendo la sua comunicazione: ATTENZIONE AL MODULO!!!!, anche io avevo avuto dei dubbi. 1) La lettera è datata con un timbro autoinchiostrante e il numero del protocollo è scritto a mano. Ma tutte le Pubbliche Amministrazioni, quindi comuni territoriali, aziende territoriali etc. non hanno l’obbligo del protocollo informatico? Lo diceva il DPR del 20 ottobre 1998 N. 428 “Regolamento per la tenuta del protocollo amministrativo con procedura informatica”. Quest’ultimo è stato abrogato e sostituito con il DPR del 28/12/2000 n. 445. Naturalmente dal 2000 sono stati fatti degli aggiornamenti alla legge in merito. La normativa dice che tutta la documentazione sia cartacea, ossia inviata per corrispondenza e/o telematicamente: in entrata, uscita ed interna deve essere protocollata informaticamente altrimenti non ha nessun valore amministrativo, giuridico ed economico. 2) Nella comunicazione non viene mai citato: canone concordato, ma fa solo riferimento all’Art. 50, comma 3 etc. Le uniche espressioni sono: nuovo canone. Perchè se si aggiungeva concordato il computer andava in tilt? 3) Vai a leggere il modulo e trovi: accettazione canone in deroga. Ma la legge non fà riferimento a quello concordato? Forse l’ATER sta continuando ad usare dei moduli obsoleti! 4) Navigando sul portale dell’ATER non c’è nessuna specifica riguardante il canone in deroga, anche utilizzando lo stesso motore di ricerca, ma c’è quello concordato.

A questo punto il canone concordato che differenza ha rispetto al il canone in deroga? Io sapevo che la normativa riguardante canoni a patti in deroga è stato abrogato insieme all’equo-canone.

Le invio i miei più cordiali saluti. Con stima. Giulia