Archivio della Categoria 'Associazione inquilini e proprietari'

Hanno la faccia come il c……non demordono

lunedì 23 febbraio 2015

Si continua a discutere in Campidoglio la famigerata delibera voluta dal Vice Sindaco Nieri, senza un minimo di responsabilità da parte della giunta e della maggioranza capitolina.

Non ci vogliono gli emendamenti per peggiorare o migliorare la delibera ,la delibera non va votata e il Comune di Roma deve mettere a canone di mercato tali alloggi e locali e chi non ci prezzo di mercato.

Se leggete la delibera che ho pubblicato, in quella delibera si riconosce la negligenza del comune nello gestire tale patrimonio, non c’è nessun articolo che vada a garantire il Comune, ma solo a garantire chi già abita in quegli immobili o chi li gestisce.

Il vice Sindaco potrà prendere in giro i NON addetti ai lavori, ma non certamente la sottoscritta.

La delibera tanto pubblicizzata all’ARENA di Giletti è semplicemente propedeutica alla delibera per vendere.

Faccio un appello a tutti i consiglieri affinché non votino tale scempio e che ripristinino immediatamente la legalità e la trasparenza.

Associazioni e Cooperative e sedi di partito è ora che paghino il dovuto basta con queste regalie pagate dai cittadini onesti che pagano le tasse.

Nieri se hai un briciolo di coscienza ritira questa vergognosa delibera, ho hai qualche interesse particolare????

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Mi auguro e spero che domani in campidoglio ci siano i cittadini onesti che pagano le tasse a protestare contro questo scempio.
Nieri se hai un minimo di coscienza ritira questa oscena delibera o hai particolari interessi????

Le BUGIE DEL VICE SINDACO all’ARENA di GILETTI

lunedì 23 febbraio 2015

Protocollo RC n. 10874/14
ESTRATTO DAL VERBALE DELLE DELIBERAZIONI DELLA
GIUNTA CAPITOLINA
(SEDUTA DELL’11 GIUGNO 2014)
L’anno duemilaquattordici, il giorno di mercoledì undici del mese di giugno, alle ore 14,15, nella Sala delle Bandiere, in Campidoglio, si è adunata la Giunta Capitolina di Roma, così composta:

1 MARINO IGNAZIO ROBERTO MARIA…. Sindaco 7
2 NIERI LUIGI Vice Sindaco 8
3 BARCA FLAVIA Assessore 9
4 CATTOI ALESSANDRA “ 10
5 CAUDO GIOVANNI “ 11
6 CUTINI RITA “ 12

Sono presenti Sono presenti il Vice Sindaco e gli Assessori Cattoi, Cutini, Leonori, Marino, Masini e Ozzimo.
Partecipa il sottoscritto Segretario Generale Dott. Liborio Iudicello. (O M I S S I S)
Deliberazione n. 165
Rinnovo dei contratti di locazione ad uso abitativo per gli immobili del patrimonio disponibile di Roma Capitale. Accordo integrativo territoriale ed aggiuntivo per l’applicazione dell’art. 2, comma 3, della legge n. 431/1998.
Premesso che Roma Capitale è proprietaria di circa 500 unità immobiliari ad uso abitativo che costituiscono il c.d. “Patrimonio Disponibile”;
Che le suddette unità sono state, pertanto, gestite mediante contratti di locazione di diritto privato, in applicazione della normativa vigente in materia ovvero, la legge n. 392/1978 c.d. legge sull’“equo canone” e la legge n. 359/1992 c.d. legge dei “patti in deroga” all’equo canone;
Che la principale innovazione introdotta in materia di locazioni dall’art. 11 della legge n. 359/1992 – costituita dalla possibilità di stipulare, alla scadenza del contratto, i c.d. “patti in deroga” all’equo canone con l’assistenza delle organizzazioni sindacali dei proprietari e dei conduttori – non ha, comunque, avuto concreta applicazione fino all’adozione della deliberazione del Consiglio Comunale n. 34 del 21 marzo 1996;
Che sebbene già con deliberazione commissariale n. 310 del 27 ottobre 1993 l’Amministrazione Comunale avesse manifestato la volontà di addivenire all’applicazione dei c.d. “patti in deroga” – definendone la modalità applicativa sulla base dei criteri di indirizzo contenuti nella Circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 4/ps./21898 del 27 novembre 1992, diretta agli Enti pubblici – di tale deliberazione e delle modifiche ad essa apportate con la successiva deliberazione del Commissario
Straordinario del Comune di Roma n. 104 del 25 maggio 1993 venne fatto un uso molto ridotto;
Che l’applicazione della deliberazione commissariale n. 310 del 27 ottobre 1993 venne, in effetti, limitata alla regolarizzazione delle “preassegnazioni” ovvero situazioni di consegna diretta dell’Amministrazione che avevano, quindi, ingenerato l’insorgere di una legittima aspettativa alla regolarizzazione del rapporto locativo;
Che il Comune di Roma ha, quindi, dato piena attuazione alla legge n. 359/1992 con la deliberazione del Consiglio Comunale n. 34 del 21 marzo 1996 che autorizzava il rinnovo dei contratti esistenti ai sensi della disciplina dei sui c.d. “patti in deroga”;
Che alla deliberazione del Consiglio Comunale n. 34 del 21 marzo 1996 era allegato
10 schema di contratto tipo – utilizzato dalle organizzazioni sindacali per tutto il territorio nazionale – che doveva, quindi, regolare i relativi rapporti di locazione. Tale contratto consentiva, da una parte, di avere parametri di riferimento uniformi ed omogenei su tutto
11 patrimonio abitativo disponibile del Comune di Roma e, dall’altra, di salvaguardare l’azione che, comunque, l’Amministrazione intendeva svolgere sul piano sociale in difesa delle categorie meno abbienti;
Che la duplice esigenza trovava, infatti, riscontro in quanto concordato tra il Comune di Roma e le organizzazioni sindacali delle categorie interessate e descritto nel protocollo d’intesa “Allegato A” alla deliberazione consiliare stessa con riferimento sia alla durata del contratto che alla determinazione del relativo canone di locazione; sotto entrambi i profili operava, quindi, una sorta di incrocio tra la tutela dei meno abbienti e la valutazione oggettiva dell’immobile locato;
Che ai fini della determinazione del canone di locazione la deliberazione n. 34/1996 prevedeva, pertanto, una sorta di compensazione tra i parametri oggettivi di valutazione dell’immobile – quali la classe censuaria dell’immobile la sua ubicazione, vetustà – ed il parametro soggettivo del reddito del nucleo familiare che utilizzava il bene determinando quindi un incremento contenuto del canone; – nella materia delle locazioni è poi intervenuta la legge n. 431 del 9 dicembre 1998 che ha abrogato le precedenti normative di settore, introducendo nuovi ed inderogabili criteri e, sostanzialmente due forme alternative di contratto;
Che la prima, c.d. forma “libera”, ex art. 2, comma 1, della legge n. 431/1998 viene affidata alla contrattazione tra inquilini e proprietari e prevede un canone di libero mercato ed una durata minima del contratto di quattro anni;
Che la seconda, c.d. “protetta”, individuata dall’art. 2, comma 3, della legge n. 431/1998, prevede, invece, la sottoscrizione di contratti-tipo con canone predeterminato e durata triennale secondo quanto previsto da appositi accordi definiti in sede locale tra le organizzazioni sindacali della proprietà edilizia e dei conduttori, maggiormente rappresentative a livello nazionale;
Che nelle more della conclusione degli accordi territoriali di categoria previsti dalla legge n. 431/1998 e della determinazione delle aree omogenee ai sensi dall’art. 1 del D.M. 5 marzo 1999, per rinnovare i contratti scaduti o disdettati l’Amministrazione ai fini di un aggiornamento dei canoni aveva ipotizzato con la proposta di deliberazione di Giunta Comunale prot. n. 25200 del 14 settembre 1999 di adottare la forma contrattuale c.d. “libera” definendo una canone con l’applicazione del costo base/mq. fissato nel D.M. 18 dicembre 1998, pari a Lire 1.450.000/mq. e dei criteri della deliberazione consiliare n. 34/1996;
Che la suindicata proposta non venne però adottata dagli organi deliberativi comunali e la legge n. 431/1998 non trovò, pertanto, applicazione anche in ragione del fatto che – sul presupposto che la vendita di una porzione di patrimonio disponibile del Comune di Roma, non strettamente correlato alle finalità pubbliche svolte dall’Ente, avrebbe consentito al comune stesso di individuare nuove fonti di finanziamento per lo sviluppo dei programmi d’investimento per le opere pubbliche quali quelle necessarie a soddisfare la domanda abitativa dei ceti sociali meno abbienti – con deliberazione consiliare n. 139/2001 venne avviata la dismissione del patrimonio disponibile del Comune di Roma;
Che agli inizi del 2004, in linea con i principi di valorizzazione del patrimonio, l’Amministrazione ha ripreso l’iter finalizzato al rinnovo dei contratti di locazione degli immobili del proprio patrimonio disponibile optando per la forma contrattuale c.d. “protetta”, basata, ai sensi dall’art. 2, comma 3, della legge n. 431/1998, su apposite intese da raggiungere con le rappresentanze sindacali degli inquilini,
Che dette intese sono sfociate nell’Accordo territoriale per il Comune di Roma sottoscritto con le suddette organizzazioni sindacali in data 4 febbraio 2004 al quale, ex art. 2 dell’Allegato B1 (Grande Proprietà), doveva seguire un ulteriore accordo, definito “accordo integrativo” ovvero “aggiuntivo”, necessario per la effettiva attuazione dell’art. 2, comma 3, della legge n. 431/1998;
Che considerato quanto sopra, anche alla luce dell’intesa già raggiunta dalla Regione Lazio con l’accordo integrativo territoriale ed aggiuntivo, sottoscritto in data 13 marzo 2007 per l’applicazione dall’art. 2, comma 3, della legge n. 431/1998 al proprio patrimonio abitativo disponibile, l’Amministrazione Capitolina ha avviato la concertazione con le organizzazioni Sindacali degli inquilini per l’individuazione dei criteri aggiuntivi e integrativi all’Accordo territoriale di Roma del 2004 conclusasi positivamente in data 20 marzo 2014;
Che l’ipotesi di concertazione dell’atto di indirizzo per gli immobili adibiti ad uso abitativo del patrimonio disponibile dell’Ente, sottoscritta tra l’Assessore al Patrimonio Capitolino e le organizzazioni sindacali degli inquilini, viene di seguito riportata:
– che in attuazione della legge n. 431/1998 art. 2 comma 3 e del Decreto Interministeriale del 30 dicembre 2002 è stato stipulato un Accordo Territoriale per il Comune di Roma in data 4 febbraio 2004;
– che tutti gli immobili del patrimonio disponibile di Roma Capitale aventi destinazione abitativa saranno posti in locazione ai sensi dall’art. 2, comma 3, della legge n. 431/1998;
– che il predetto Accordo Territoriale prevede che il canone di locazione sia determinato dalle parti all’interno di fasce di oscillazione di cui all’allegato D del predetto accordo;
– che all’interno delle suddette fasce di oscillazione, si ritiene di dover distinguere in base alla effettiva capacità reddituale del singolo nucleo familiare;
– che al fine di favorire l’ingresso del conduttore rispetto all’importo del nuovo canone così determinato, per le diverse fasce di canone si ritiene opportuno stabilire una graduazione dell’adeguamento che verrà ripartito in uno o più anni come di seguito stabilito;
– che il richiamato Accordo Territoriale sottoscritto in data 4 febbraio 2004 rimarrà invariato in tutte le parti non espressamente modificate o integrate dai seguenti articoli;
– che il presente accordo di concertazione avrà efficacia tra le parti alla data di approvazione del provvedimento della Giunta Capitolina che lo ratifica;
SI CONVIENE Art. 1
CANONI DI LOCAZIONE
I Fascia: ai conduttori che dimostrino di aver un reddito secondo l’indicatore ISEE, del proprio nucleo familiare, non superiore a Euro 15.000,00, si applica l’importo minimo della fascia minima ridotto del 50% dell’Accordo Territoriale del 4 febbraio 2004 per Roma Capitale. Al fine di favorire l’ingresso del conduttore rispetto all’importo del nuovo canone così determinato, lo stesso aumento verrà ripartito in quattro anni con un aumento pari al 25% per ogni anno fino al raggiungimento del canone a regime (4° anno). Il contratto avrà la durata di anni quattro. Alla prima scadenza del contratto, ove le parti non concordino sul rinnovo del medesimo, il contratto sarà prorogato di diritto per due anni, fatta salva la facoltà di disdetta da parte di Roma Capitale nel caso in cui intenda adibire l’immobile agli usi o effettuare sullo stesso le opere di cui all’art. 3 comma 1 lett. b), c), d), e) f) ovvero vendere l’immobile; in tal caso al conduttore in regola con i pagamenti è riconosciuto il diritto di opzione. Alla scadenza del periodo di proroga biennale ciascuna delle parti ha il diritto di attivare la procedura per il rinnovo a nuove condizioni o per la rinuncia al rinnovo del contratto comunicando la propria intenzione con lett. racc. a/r da inviare all’altra parte almeno sei mesi prima della scadenza. In mancanza della comunicazione il contratto è rinnovato tacitamente alle medesime condizioni.
Alla scadenza naturale del contratto, l’interessato dovrà presentare la documentazione relativa alla capacità reddituale del nucleo familiare. L’Amministrazione Capitolina comunque potrà procedere d’ufficio all’acquisizione della medesima presso le Autorità competenti. In caso di mancata accettazione della proposta così formulata si procederà all’avvio delle procedure giudiziali per finita locazione.
II Fascia: ai conduttori che dimostrino di aver un reddito secondo l’indicatore ISEE, del proprio nucleo familiare, tra Euro 15.000,00 e Euro 25.000,00, si applica l’importo minimo della fascia minima ridotto del 20% dell’Accordo Territoriale del 4 febbraio 2004 per Roma Capitale. Al fine di favorire l’ingresso del conduttore rispetto all’importo del nuovo canone così determinato, lo stesso aumento verrà ripartito in quattro anni con un aumento pari al 25% per ogni anno fino al raggiungimento del canone a regime (4° anno).
II contratto avrà la durata di anni quattro. Alla prima scadenza del contratto, ove le parti non concordino sul rinnovo del medesimo, il contratto sarà prorogato di diritto per due anni, fatta salva la facoltà di disdetta da parte di Roma Capitale nel caso in cui intenda adibire l’immobile agli usi o effettuare sullo stesso le opere di cui all’art. 3 comma 1 lett. b), c), d), e) f) ovvero vendere l’immobile; in tal caso al conduttore in regola con i pagamenti è riconosciuto il diritto di opzione. Alla scadenza del periodo di proroga biennale ciascuna delle parti ha il diritto di attivare la procedura per il rinnovo a nuove condizioni o per la rinuncia al rinnovo del contratto comunicando la propria intenzione con lett. racc. a/r da inviare all’altra parte almeno sei mesi prima della scadenza. In mancanza della comunicazione il contratto è rinnovato tacitamente alle medesime condizioni.
Alla scadenza naturale del contratto, l’interessato dovrà presentare documentazione relativa alla capacità reddituale del nucleo familiare. L’Amministrazione Capitolina potrà comunque procedere d’ufficio all’acquisizione della medesima presso le Autorità competenti. In caso di mancata accettazione della proposta così formulata si procederà all’avvio delle procedure giudiziali per finita locazione.
III Fascia: ai conduttori che dimostrino di aver percepito un reddito annuo secondo l’indicatore ISEE del proprio nucleo familiare da Euro 25.000,00 a Euro 35.000,00 si applica l’importo minimo della fascia minima dell’Accordo Territoriale del 4 febbraio 2004 per Roma Capitale. Al fine di favorire l’ingresso del conduttore rispetto all’importo del nuovo canone così determinato, lo stesso aumento verrà ripartito in tre anni con un aumento pari al 33,33% per ogni anno fino al raggiungimento del canone a regime (3° anno). Il contratto avrà la durata di anni quattro. Alla prima scadenza del contratto, ove le parti non concordino sul rinnovo del medesimo, il contratto sarà prorogato di diritto per due anni, fatta salva la facoltà di disdetta da parte di Roma Capitale nel caso in cui intenda adibire l’immobile agli usi o effettuare sullo stesso le opere di cui all’art. 3 comma 1 lett. b), c), d), e) f) ovvero vendere l’immobile; in tal caso al conduttore in regola con i pagamenti è riconosciuto il diritto di opzione. Alla scadenza del periodo di proroga biennale ciascuna delle parti ha il diritto di attivare la procedura per il rinnovo a nuove condizioni o per la rinuncia al rinnovo del contratto comunicando la propria intenzione con lett. racc. a/r da inviare all’altra parte almeno sei mesi prima della scadenza. In mancanza della comunicazione il contratto è rinnovato tacitamente alle medesime condizioni.
Alla scadenza naturale del contratto l’interessato dovrà presentare la documentazione relativa alla capacità reddituale del nucleo familiare. L’Amministrazione Capitolina potrà comunque procedere d’ufficio all’acquisizione della medesima presso le Autorità competenti. In caso di mancata accettazione della proposta così formulata si procederà all’avvio delle procedure giudiziali per finita locazione.
IV Fascia: ai conduttori che dimostrino di aver percepito un reddito secondo l’indicatore ISEE del proprio nucleo familiare tra Euro 35.000,00 e 42.000,00 si applica l’importo minimo della fascia media dell’Accordo Territoriale di 4 febbraio 2004 per Roma Capitale. Al fine di favorire l’ingresso del conduttore rispetto all’importo del nuovo canone così determinato, lo stesso aumento verrà ripartito in due anni con un aumento pari al 50% per ogni anno fino al raggiungimento del canone a regime (2° anno). Il contratto avrà la durata di 4 anni. Alla prima scadenza del contratto, ove le parti non concordino sul rinnovo del medesimo, il contratto sarà prorogato di diritto per due anni, fatta salva la facoltà di disdetta da parte di Roma Capitale nel caso in cui intenda adibire l’immobile agli usi o effettuare sullo stesso le opere di cui all’art. 3 comma 1 lett. b), c), d), e) f) ovvero vendere l’immobile; in tal caso al conduttore in regola con i pagamenti è riconosciuto il diritto di opzione. Alla scadenza del periodo di proroga biennale ciascuna delle parti ha il diritto di attivare la procedura per il rinnovo a nuove condizioni o per la rinuncia al rinnovo del contratto comunicando la propria intenzione con lett. racc. a/r da inviare all’altra parte almeno sei mesi prima della scadenza. In mancanza della comunicazione il contratto è rinnovato tacitamente alle medesime condizioni.
Alla scadenza naturale del contratto l’interessato dovrà presentare la documentazione relativa alla capacità reddituale del nucleo familiare. L’Amministrazione Capitolina potrà comunque procedere d’ufficio all’acquisizione della medesima presso le Autorità competenti. In caso di mancata accettazione della proposta così formulata si procederà all’avvio delle procedure giudiziali per finita locazione.
V Fascia: ai conduttori che dimostrino di aver percepito un reddito secondo l’indicatore ISEE del proprio nucleo familiare tra 42.000,00 e Euro 55.000,00 si applica l’importo medio della fascia massima dell’Accordo Territoriale per Roma Capitale. L’aumento del canone avrà decorrenza immediata. Il contratto avrà la durata di 4 anni. Alla prima scadenza del contratto, ove le parti non concordino sul rinnovo del medesimo, il contratto sarà prorogato di diritto per due anni, fatta salva la facoltà di disdetta da parte di Roma Capitale nel caso in cui intenda adibire l’immobile agli usi o effettuare sullo stesso le opere di cui all’art. 3 comma 1 lett. b), c), d), e) f) ovvero vendere l’immobile; in tal caso al conduttore in regola con i pagamenti è riconosciuto il diritto di opzione. Alla scadenza del periodo di proroga biennale ciascuna delle parti ha il diritto di attivare la procedura per il rinnovo a nuove condizioni o per la rinuncia al rinnovo del contratto comunicando la propria intenzione con lett. racc. a/r da inviare all’altra parte almeno sei mesi prima della scadenza. In mancanza della comunicazione il contratto è rinnovato tacitamente alle medesime condizioni.
Alla scadenza naturale del contratto l’interessato dovrà presentare la documentazione relativa alla capacità reddituale del nucleo familiare. L’Amministrazione Capitolina potrà comunque procedere d’ufficio all’acquisizione della medesima presso le Autorità competenti. In caso di mancata accettazione cella proposta così formulata si procederà all’avvio delle procedure giudiziali per finita locazione.
VI Fascia: ai conduttori che dimostrino di aver percepito un reddito secondo l’indicatore ISEE del proprio nucleo familiare superiore a Euro 55.000,00 si applica l’importo massimo della fascia massima dell’Accordo Territoriale per Roma Capitale. L’aumento del canone avrà decorrenza immediata. Il contratto avrà la durata di 4 anni. Alla prima scadenza del contratto, ove le parti non concordino sul rinnovo del medesimo, il contratto sarà prorogato di diritto per due anni, fatta salva la facoltà di disdetta da parte di Roma Capitale nel caso in cui intenda adibire l’immobile agli usi o effettuare sullo stesso le opere di cui all’art. 3 comma 1 lett. b), c), d), e) f) ovvero vendere l’immobile; in tal caso al conduttore in regola con i pagamenti è riconosciuto il diritto di opzione. Alla scadenza del periodo di proroga biennale ciascuna delle parti ha il diritto di attivare la procedura per il rinnovo a nuove condizioni o per la rinuncia al rinnovo del contratto comunicando la propria intenzione con lett. racc. a/r da inviare all’altra parte almeno sei mesi prima della scadenza. In mancanza della comunicazione il contratto è rinnovato tacitamente alle medesime condizioni.
Alla scadenza naturale del contratto l’interessato dovrà presentare la documentazione relativa alla capacità reddituale del nucleo familiare. L’Amministrazione Capitolina potrà comunque procedere d’ufficio all’acquisizione della medesima presso le Autorità competenti. In caso di mancata accettazione della proposta così formulata si procederà all’avvio delle procedure giudiziali per finita locazione.
Art. 2 POSSESSO
Ai conduttori e ai componenti del nucleo familiare che, indipendentemente dal reddito percepito, risulteranno proprietari e/o usufruttuari di alloggio adeguato alle esigenze del proprio nucleo familiare, nell’ambito del territorio di Roma Capitale, verranno applicati i canoni di cui alla sesta fascia, pertanto la carenza di tale condizione dovrà essere opportunamente documentata. Per alloggio adeguato alle esigenze del nucleo familiare s’intende quello determinato ai sensi dell’art. 12 del Regolamento della Regione Lazio n. 2 del 20 settembre 2000;
Art. 3
DILAZIONE DELLA MOROSITA’ PREGRESSA
Al fine di porre termine ai sospesi amministrativi, ai contenziosi legali e ridurre i costi inerenti le azioni legali intentati da Roma Capitale nei confronti dei conduttori morosi, nonché, di anticipare i tempi per la messa a reddito anche di questi immobili di proprietà capitolina le parti convengono sull’opportunità di proporre ai conduttori morosi le modalità di dilazione del debito stabilite dalla deliberazione della Giunta Capitolina n. 88/2010;
Art. 4
CONDIZIONI ESSENZIALI PER IL RINNOVO DEI CONTRATTI
– Roma Capitale invierà a tutti i conduttori degli immobili una lettera di proposta di rinnovo contrattuale con allegato il presente accordo, e l’indicazione del canone del singolo appartamento relativo alle diverse fasce di reddito;
– i conduttori, firmatari dei contratti di locazione o legittimi subentranti dovranno inviare entro 60 giorni l’accettazione della proposta con allegati la dichiarazione ISEE e una dichiarazione di impossidenza di appartamenti a Roma;
– il mancato invio della lettera di accettazione si intenderà rinuncia al rinnovo;
– i contratti di locazione dovranno essere sottoscritti entro 60 giorni dal ricevimento della lettera di accettazione;
– i rinnovi dei contratti di locazione già scaduti avranno decorrenza giuridica dal giorno della sottoscrizione e decorrenza economica dall’accettazione del rinnovo contrattuale;
– i conguagli relativi al periodo intercorrente tra la data di invio della lettera di risposta e la sottoscrizione del contratto non potranno comunque eccedere i sei mesi;
– i contratti non scaduti alla data di sottoscrizione del presente accordo verranno rinnovati alla prima scadenza, o con specifica richiesta del conduttore anticipatamente alla scadenza;
– tutti i contratti avranno durata di 4 anni rinnovabili, ex comma 5 art. 2 legge n. 431/1998, per due anni con espressa rinuncia del locatore alla disdetta ad eccezione dei motivi indicati all’art. 3 comma 1 lett. b), c), d), e) f);
– il contratto di locazione tipo verrà concordato tra le parti firmatarie del presente accordo e dovrà contenere il diritto del conduttore ad una dilazione ed alla modifica dei canoni in causa di perdita incolpevole del lavoro, o di difficoltà economiche specifiche, l’indicazione degli oneri accessori dovute dal conduttore e le cause di risoluzione del contratto per grave inadempimento;
Gli alloggi nella disponibilità di Roma Capitale destinati ad uso abitativo, saranno posti in locazione attraverso apposito bando pubblico sulla base di graduatorie che favoriscano la soluzione al disagio abitativo, il passaggio da casa a casa, la formazione di nuovi nuclei familiari ed il rilascio di alloggi ERP a nuclei familiari con reddito oltre il limite per la decadenza.
– L’accordo raggiunto nel garantire le finalità sociali dell’Ente a tutela delle necessità abitative dei ceti meno abbienti consente, comunque, di gestire con criteri di valorizzazione economica il patrimonio;
– considerato che la mancata applicazione della legge n. 431/1998 Roma Capitale non ha sino ad oggi permesso all’Amministrazione Capitolina di:
– stipulare i rinnovi contrattuali per i contratti scaduti che hanno, pertanto, mantenuto i vecchi corrispettivi, quantificati in base alla deliberazione consiliare n. 34/1996 (che richiama la legge n. 392/1978 su c.d. “equo canone”); (cfr. schema di controllo allegato);
– di determinare, per le nuove assegnazioni, i canoni di locazione e per le occupazioni senza titolo del patrimonio disponibile, le indennità di occupazione risarcitorie corrispettivi che, allo stesso modo, vengono tutti ancora oggi quantificati in base alla deliberazione consiliare n. 34/1996;
– di determinare i rinnovi contrattuali nei termini di cui alla decisione di Giunta Capitolina del 9 ottobre 2013 n. 59 che autorizzata l’alienazione – tramite procedura ad evidenza pubblica – del patrimonio immobiliare disponibile di Roma Capitale;
– che l’applicazione della normativa in parola avrebbe anche riflessi sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica in quanto consentirebbe di calcolare correttamente le indennità di occupazione ed il canone di locazione per coloro che superano per un biennio il limite di reddito annuo per la decadenza dall’assegnazione dell’alloggio ERP, che ad oggi vengono quantificati applicando la fascia più elevata dell’equo canone;
– che un maggiore introito economico derivante dall’applicazione della normativa di settore consentirà di manutenere adeguatamente il patrimonio immobiliare e di pianificare futuri investimenti per rispondere alle crescenti esigenze abitative; (cfr. prospetto allegato).
Atteso che in data 26 maggio 2014 il Direttore della Gestione Amministrativa del Dipartimento Patrimonio Sviluppo e Valorizzazione, ha espresso il parere che di seguito integralmente si riporta: “Ai sensi e per gli effetti dell’art. 49 del Decreto Legislativo n. 267 del 18 agosto 2000, si esprime parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica della proposta di deliberazione di cui l’oggetto.
Il Direttore F.to: C. Aceti”;
Atteso che in data 26 maggio 2014 il Direttore del Dipartimento Patrimonio Sviluppo e Valorizzazione, ha attestato ai sensi dell’art. 29 comma 1 lett. h) e i) del Regolamento degli Uffici e Servizi, come da dichiarazione in atti – la coerenza della proposta di deliberazione in oggetto con i documenti di programmazione dell’Amministrazione approvandola in ordine alle scelte di natura economico-finanziaria o di impatto sulla funzione dipartimentale che essa comporta.
Il Direttore F.to: M. Di Giovine;
Che in data 26 maggio 2014 il Dirigente della XXII U.O. della Ragioneria Generale ha espresso il parere che di seguito integralmente si riporta: “Ai sensi e per gli effetti dell’art. 49, comma 1 del D.Lgs n. 267 del 18 agosto 2000, si esprime parere favorevole in ordine alla regolarità contabile.
Il Dirigente F.to: S. Cervi”;
Considerato che sulla proposta in esame è stata svolta, da parte del Segretario – Direttore Generale, la funzione di assistenza giuridico-amministrativa, di cui all’art. 97, comma 2, del Testo Unico delle leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali, approvato con Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Tutto ciò premesso,
LA GIUNTA CAPITOLINA per i motivi esposti in narrativa delibera quanto segue:
di approvare l’accordo di concertazione sottoscritto con le parti sociali in data 20 marzo 2014 e di autorizzare la sottoscrizione dell’Accordo integrativo territoriale e aggiuntivo per la stipula e per il rinnovo dei contratti di locazione ad uso abitativo degli immobili di proprietà di Roma Capitale ai sensi dell’art. 2, comma 3, della legge n. 431/1998.
Le entrate derivanti dalla sottoscrizione dei contratti, stipulati in ottemperanza all’accordo integrativo saranno accertate con lista di carico alla risorsa 3.02.6000 FCA C.d.R 1DP.
L’imposta di registro derivante dalla sottoscrizione grava sulla struttura in uscita 1.07.02TA. C.d.R. 1DP.
L’On. PRESIDENTE pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di deliberazione che risulta approvato all’unanimità.
Infine la Giunta, in considerazione dell’urgenza di provvedere, dichiara, all’unanimità, immediatamente eseguibile la presente deliberazione a norma di legge.
(O M I S S I S)
IL PRESIDENTE L. Nieri
IL SEGRETARIO GENERALE L. Iudicello
IL VICE SEGRETARIO GENERALE L. Maggio
La deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal
al e non sono state prodotte opposizioni.
La presente deliberazione è stata adottata dalla Giunta Capitolina nella seduta dell’11 giugno 2014.
Dal Campidoglio, lì
p. IL SEGRETARIO GENERALE

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Anna Maria Addante LEGGETE CON ATTENZIONE TALE DELIBERA E VI RENDERETE CONTO DELLE MENZOGNE DETTE DAL VICE SINDACO ALLA TRASMISSIONE L’ARENA DI GILETTI. A questi signori che stanno nelle case di proprietà del Comune e NON SONO CASE ERP gli vengono fatti contratti migliori di chi sta nella casa ERP e a questi signori non è mai stata data la casa con BANDO REGOLARE, ma molti palazzi sono stati occupati .Il VICE SINDACO che fa IL DURO CON LE CASE POPOLARI poi è MOLTO TENERO con gli alloggi di proprietà del Comune.

LUIGI NIERI IL TUO TEMPO E’ TERMINATO!!!!

domenica 22 febbraio 2015

Luigi Nieri ha tentato di raggirare i romani raccontando un sacco di fesserie all’ARENA di Giletti.

Nieri non ha affittato a nessuno? E te credo loro occupano.

NIERI ha fatto la delibera 431 che da Giugno dovevano pagare i nuovi canoni , siamo al 2015 ancora non li paga nessuno.

NIERI non sapeva nulla FALSO è stato assessore al comune di Roma con Veltroni.

Sulla Romeo ha detto un sacco di falsità perché per le concessioni ed il patrimonio disponibile i criteri per la fissazione dei canoni li dispone il patrimonio, ovvero quei dirigenti che lui ha messo al Patrimonio, che sono le sue Ancelle devote.

La delibera per vendere tali immobili è semplicemente vergognosa.

L’ASTA ma sapete come funziona un’asta pubblica? Informatevi e capirete.

NIERI TI DEVI DIMETTERE perché hai bloccato le vendite degli alloggi popolari, inoltre agli occupanti abusivi degli alloggi popolari fate pagare canoni stratosferici e in più la multa di 21mila euro e mentre gli altri che non occupano case popolari, ma il patrimonio disponibile, che i movimenti per la casa vicino a te fanno occupare non pagano nulla.

NIERI è ora che te ne vai a CASA!!!!

NON SI UMILIANO I POVERI CARA ATER!

sabato 21 febbraio 2015

Vorrei sapere se in un Paese civile quando si assegna una casa a una famiglia la si consegna sporca senza termosifoni, con i tubi che perdono acqua e con tutte le pareti da stuccare e rifare.

A Roma esattamente all’ATER di Roma questo accade e se l’assegnatario si lamenta perché non ha i soldi per poterla rimettere in sesto , lo trattano anche male, anzi si fanno proprio rodere e gli inviano lettere minacciose …se non ti va bene riconsegna l’alloggio.

Va detto che quando il Comune ti chiama per assegnarti un alloggio non è che te lo fa vedere ti propone 3 possibilità e tu devi sceglierne una senza sapere com’è e se rifiuti perdi la graduatoria e la casa non l’avrai più.

In un Paese civile questi si chiamano ricatti.

In un Paese civile l’alloggio si consegna funzionante e lo si fa vedere non ha scatola chiusa.

Questo metodo umiliante e spregevole una volta non esisteva è stato instaurato con la Presidenza Petrucci, perchè prima bene o male agli alloggi prima di consegnarli gli davano una ripulita.

Purtroppo la gestione Modigliani -Rosi non sta cambiando nulla nei confronti degli utenti, anzi sempre peggio, ma con la presa in giro.

Se Zingaretti si degnasse ogni tanto tra tutti i suoi impegni di gettare uno sguardo anche sulle Ater gliene saremmo molto grati e cogliamo l’occasione per ricordargli tutte le promesse fatte in campagna elettorale.

Comune di Roma affitti da 20 centesimi in centro e glieli vuole anche vendere

venerdì 20 febbraio 2015

Onorato denuncia: dal Comune di Roma affitti da 20 centesimi in centro

Il capogruppo della Lista Marchini in assemblea capitolina diffonde una prima lista di ristoranti, uffici e benzinai che pagano irrisorie cifre di affitto

La lista è lunga ma i primi nomi di strade associate a risibili canoni di affitto già fanno presagire polemiche. Dai primi dati diffusi da Alessandro Onorato, capogruppo della lista di Alfio Marchini, appare chiaro come Roma sia ancora piena di casi di abitazioni e uffici nelle quali gli inquilini pagano affitti ridicoli. Onorato snocciola una prima serie di casi, e come la goccia che scava la pietra, si prepara a contrastare la delibera per il patrimonio che il comune di Roma vuole approvare. Il “Comune generoso” non guarda al censo, al centro o alle periferie e in tanti casi chiede affitti “minuscoli” a ricchi e poveri: i casi più clamorosi sono il “Supermarket internazionale di prodotti africani” di via Giolitti (Stazione Termini) che paga ogni mese appena 0,22 euro di affitto. Ma anche il prestigioso “Ristorante con annesso centro equitazione” nel cuore della pineta di Castel Fusano in via del Circuito 68 che deve al Campidoglio una pigione di appena 4,63 euro/mese. Dal centralissimo ristorante di via Celsa 4, a due passi da piazza Venezia, dove si paga la notevole quota mensile di 653,71 euro si può andare al bar di via dei Campi Sportivi (Parioli) che paga “ben” 25,82 euro al mese. Ancora più fortunati i politici della “sede di partito” che in via delle Terme di Traiano, di fronte alla Domus Aurea, devono “racimolare” ogni mese quei 12,91 euro al mese per conservare il diritto a essere inquilini del Comune di Roma.

LISTA ANCORA MOLTO LUNGA – La lista di Onorato continua e non risparmia altre location di tutto rispetto: ristorante in via Appia Antica 46 (258,23/mese); uno stabilimento balneare a Ostia, lungomare Amerigo Vespucci, 12 (euro 7,08/mese); un noto franchising internazionale (6 vetrine) in piazzale della Radio 1 (euro 543,14/mese); un vivaio in via di Decima 249 (Euro 22,59/mese); e per finire due benzinai in via di Vigna Murata 202 (euro 164,43/mese) e via Egidio Galbani 91 (58.03/mese).
I commenti di Onorato a questo punto parlano da soli: “Altro che trasparenza: lo scandalo ‘Affittopoli’ è sempre più vasto anche se provano a tenerlo nascosto. Ieri, dopo aver chiesto l’intervento dei Carabinieri, siamo riusciti a ottenere un nuovo elenco dei beni comunali in concessione e in locazione, da cui emerge chiaramente che sono centinaia i locali affittati a pochi euro” dice Onorato.

DOMANDE ANCORA SENZA RISPOSTA – Il giovane capolista della Lista Marchini non nasconde i molti dubbi sulla delibera preparata dal Comune di Roma e va all’attacco con una raffica di domande. “Perché – continua – nella delibera per l’alienazione non sono state inserite le decine e decine di immobili affittati a pochi spiccioli ad attività commerciali, a studi professionali, a enti privati e ad associazioni e fondazioni riconducibili a partiti o personaggi politici? Perché i canoni di locazione non sono stati adeguati ai valori di mercato? Perché non fanno sapere a tutti i consiglieri comunali e ai cittadini come questo patrimonio viene gestito e nascondono l’evidente danno erariale che ogni giorno viene commesso? In base a quali criteri sono stati selezionati gli immobili da alienare?

ALTRA TEGOLA SULLA AMMINISTRAZIONE – In base all’amicizia e alle frequentazioni? Queste sarebbero le scelte politiche?” “Ecco i primi casi – denuncia Onorato – ma ce ne sono centinaia. Andremo avanti finché questo scandalo non finirà e non si decideranno a sospendere questa sciagurata delibera. Non si può votare in assenza di un quadro di informazioni trasparente, preciso ed esaustivo. Come e su quali elementi di realtà i consiglieri dovrebbero decidere?”. E mentre si viene a sapere che i residence degli sfrattati potrebbero essere sgomberati proprio perché il Comune di Roma non può pagare gli affitti ai proprietari degli stabili (lasciando forse per strada circa 2000 persone), ecco scoppiare un’altra tegola sull’amministrazione capitolina.

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Anna Maria Addante Il VICE SINDACO NIERI deve solo vergorgnarsi di aver voluto con forza tale delibera e il Sindaco Marino dovrebbe vergognarsi di sostenere una simile delibera.Il nuovo assessore Cattoi come può avallare una truffa che si tenta di mascherare tra principi di edilizia residenziale pubblica e leggi che nulla hanno a che vedere con tale pastrocchio.

Il Comune di Roma non ha i soldi: via tutti dai residence degli sfrattati

giovedì 19 febbraio 2015

Il Comune di Roma non ha i soldi: via tutti dai residence degli sfrattati

Dopo le note difficoltà del Campidoglio a pagare gli affitti ai proprietari a rischiare di finire in mezzo alla strada sono circa 2000 persone

Dopo una serie di avvisi ai naviganti sulle difficoltà del Campidoglio a pagare i fitti degli immobili ai proprietari dei Centri di Accoglienza e Assistenza Abitativa ieri è scoppiata la bomba che rischia di mettere per strada almeno 2.000 persone attualmente ospitate nei residence degli sfrattati e senza casa. Storia vecchia se volete, almeno da quando il sindaco Ignazio Marino promise in campagna elettorale un contributo di 800 euro a quei residenti perché si trovassero un alloggio regolare con un risparmio per il Comune di almeno 20 milioni di euro.

PRONTE LE LETTERE PER 9 CENTRI – Il fatto è che l’amministrazione non è più in grado di pagare i fitti, più o meno esosi, che da anni corrisponde ai proprietari, peraltro in proroga per alcuni, e con contratti in scadenza nel 2016 per altri. Sia come sia, parte una lettera a tutti i CAAT che sarà affissa per la delizia dei residenti, con la quale la Direzione delle Politiche Abitative comunica che mancano i quattrini e quindi «non potrà essere più garantita la non interruzione dei servizi in argomento nei confronti dei nuclei famigliari ospiti delle strutture stesse (circa 700)». Due negazioni per una sola affermazione che suona un pò come “la danza è finita, tutti fuori”.

LASCIARE LE CASE SUBITO – La lettera, che riguarda 9 strutture, aggiunge che tutti i nuclei famigliari ospitati «con decorrenza immediata dovranno procedere a rilasciare gli alloggi nella piena disponibilità dei soggetti proprietari degli stessi.» Quindi sarà compito dei vigili notificare il presente avviso agli interessati che, come minimo non sgombereranno gli appartamenti, probabilmente occupandoli a questo punto illecitamente. Come se non bastassero le numerose occupazioni già presenti nella Capitale si aggiungerà un altro problema sociale e abitativo in una città che ha già un record di sfratti.

BOMBA AD OROLOGERIA – Di fronte a questa bomba ad orologeria non si sa ancora come reagirà la Prefettura, se non altro per motivi di ordine pubblico, nè come la turbolenta folla di bisognosi ed emarginati che abita quei residence possa reagire. Degli 800 euro manco a parlarne, tanto più che non ci sono nemmeno i soldi per pagare i fitti di quegli alloggi. Con tanti saluti alle politiche sociali di questa amministrazione ‘progressista’.

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LA FOLLIA DI MARINO E DELLA SUA GIUNTA!!!!

L’ARROGANZA DELL’ATER DI ROMA NEI CONFRONTI DEI PIU’ DEBOLI

giovedì 19 febbraio 2015

Vorrei sapere se questo è il modo di consegnare l’alloggio, e se sia corretto che la sig.ra DELL’ATER DI ZONA risponda all’assegnataria “VISTO CHE L’APPARTAMENTO NON LE STA BENE ME LO RESTITUISCA, PERCHÉ’ IO NON SONO TECNOCASA”

Questi metodi venivano effettuati dall’Ater al tempo della Graziosi che per fortuna è stata cacciata via dall’Ater, ma temo che tali comportamenti siano rimasti in testa e me ne chiedo il perché a gran parte dei dipendenti ATER, pertanto prego il Commissario e il Direttore che vanno tra gli assegnatari a parlare di un nuovo metodo di rapporto se questo è il nuovo metodo di rapporto o se qualcosa gli è sfuggito.
Ritengo inoltre che il cittadino a qualsiasi estrazione sociale appartenga debba essere rispettato, semmai ancor più se viene da una situazione di disagio, ma purtroppo vedo ancora che l’Ater continua con i vecchi sistemi di dispregio nei confronti degli assegnatari.
Attendo una vostra cortese risposta in merito ai sensi della legge 241/90
Saluti
Annamaria Addante
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Salve sono la Sig. ……….. a cui avete consegnato l’appartamento in via …….il giorno 17 febbraio.
Questa mia è per chiedere la ristrutturazione dell’alloggio medesimo perchè dopo un’attento esame dell’appartamento alla presenza di un testimone, ho riscontrato danni strutturali che vado ad elencare:
locale cucina perdita del tubo discendente dell’acqua corrente che fuoriesce dal muro con conseguente perdita nel muro e struttura ed intonaco cadente che crea pericolo a persone e cose,
camere con buchi che vanno dall’interno verso l’esterno con tubi dell’impianto di condizionamento da togliere
finestre esterne che danno sul cortile con crepe e buchi, e dunque mancante di cemento sull’apice delle imposte e sulle cerniere
infine l’appartamento e sprovvisto di impianto di riscaldamento.
locale cantina: non si evince quale sia la cantina assegnatami in quanto i locali sono in totale stato di abbandono ed invasi da immondizia di ogni genere e con presenza di strutture in eternit.
A tal proposito aggiungo che l’appartamento in oggetto non è in condizioni di essere abitato ma può creare situazioni di pericolo per me e mia figlia nonché per i passanti,e dunque non potendoci abitare finchè non sarà messo in sicurezza e reso abitabile,declino ogni responsabilità nel caso di intrusione di terzi.

allego foto dell’appartamento e dei locali cantine

Questo è quanto mi ha riferito l’assegnataria che le ha detto la sig.ra DELL’ATER DI ZONA

Questa mattina alle h.09.30 mi ha telefonato la Sig. dell’Ater di zona, attaccandomi in merito alla email che gli ho inviato ieri in data 18.02.2015 in cui si chiede l’intervento di lavori strutturali in merito all’appartamento consegnatomi in data 17.02.2015 e dicendomi con tono di minaccia, cito testuali parole ” VISTO CHE L’APPARTAMENTO NON LE STA BENE ME LO RESTITUISCA, PERCHÉ’ IO NON SONO TECNOCASA”
come se l’alloggio fosse di sua proprietà e non dell’Ater e di Noi cittadini che abbiamo contribuito alla costruzione di detti alloggi pagando le TASSE nonché lo stipendio della signora impiegata Ater.

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ORA MI CHIEDO SE QUESTI METODI SONO CORRETTI, SE UN IMPIEGATO POSSA PERMETTERSI DI RISPONDERE IN QUESTO MODO A UN CITTADINO,VISTO CHE IL SUO COMPITO PRIMARIO E’ QUELLO DI DARE CASA AI CITTADINI.

QUESTI ATTEGGIAMENTI SONO VERAMENTE INQUALIFICABILI, PERCHE’ VORREI TANTO VEDERE LA SIg.ra impiegata Ater di zona NELLE STESSE CONDIZIONI DI QUESTA CITTADINA CHE COSA AVREBBE FATTO, SE AVESSE ACCETTATO SUBUNAMENTE UN ALLOGGIO COSI’ DEGRADATO E SENZA TERMOSIFONI.
E’ PROPRIO VERO IL PROVERBIO CHE “PANCIA PIENA NON PENSA A QUELLA VUOTA”
MI AUGURO CHE IL DIRETTORE E IL COMMISSARIO INTERVENGANO IMMEDIATAMENTE A RIPRISTINARE L’USO CIVILE DI TALE ALLOGGIO E LE SCUSE DA PARTE DELLA FUNZIONARIA NEI CONFRONTI DELLA SIGNORA.

LO SCANDALO DI MARINO E NIERI!!!!!

lunedì 16 febbraio 2015

Comune di Roma, Marchini all’attacco sul patrimonio: rischio svendita

Alfio Marchini denuncia la mancata trasparenza della operazione e prepara l’opposizione, in aula e non solo

Sarà una guerra all’ultimo sangue quella che Alfio Marchini ha preannunciato di persona al sindaco Ignazio Marino su quella che l’imprenditore definisce la ‘svendita’ del patrimonio immobiliare capitolino. All’ultimo sangue perché non si limiterà allo scontro in aula, come sta già avvenendo in queste ore, ma potrebbe arrivare sino ai ricorsi giudiziari. Intanto per una questione di trasparenza, perché la lista fornita dall’assessore Alessandra Cattoi sarebbe inaccettabile nei tempi, nella forme e nei contenuti.

LEGGI ANCHE: RISSA AL COMUNE DI ROMA, VOLANO SCHIAFFI IN CONSIGLIO

DIFFIDATA LA BAGLIO – Tant’è vero che si il gruppo di Marchini si è rivolto al Prefetto e ha diffidato la presidente del consiglio capitolino Valeria Baglio dal mettere in discussione la delibera di giunta. Infatti secondo l’imprenditore negli elenchi forniti non sono specificati gli immobili di pregio, la data di stipula e i contratti di locazione, nonché i titolari degli stessi e l’ammontare delle morosità. Poi per una questione di merito perché, come ha illustrato il consigliere della lista Marchini Alessandro Onorato, sul totale dei 751 immobili censiti 630 sarebbero occupati senza titolo o abusivamente, Altri 58 risulterebbero liberi e solo 63 regolari o regolarizzabili. Il che in termini economici significa che sul milione e 782mila euro che il Campidoglio attualmente percepisce, la media mensile degli affitti è di 214 euro mese, mentre il totale annuo ricavabile a prezzi di mercato sfiorerebbe i 27 milioni di euro.

I DOCUMENTI DI ONORATO – Onorato ha poi documentato alcuni esempi eclatanti di alloggi occupati senza titolo come il monolocale a Via del Colosseo affittato a meno di 14 euro mese, o quello di piazza Navona a 22, per arrivare ai 72 m2 di via di Porta Castello affittato a 160 euro mese o ancora i 122 m2 di via Labicana a174 euro per finire ai 70 m2 di via Dei Cappellari a 222 euro di affitto mensile. Una lista degli orrori per la quale Marchini e Onorato chiedono l’immediato adeguamento dei affitti ai prezzi di mercato prima ancora di procedere alla vendita. Rispetto alla delibera in discussione si chiede poi di escludere dallo sconto del 30% gli affittuari morosi. E’ pur vero che quel 30% di sconto è previsto dalla legge 410 ed esclude gli immobili di pregio, ma è una disposizione facilmente eludibile, se al comma 13 lo sconto viene mantenuto in caso di ristrutturazione o rifacimenti anche esterni all’immobile stesso. Comunque a monte della vendita, dovrebbe preventivamente esserci la valorizzazione di questi immobili effettuata da un’agenzia di valutazione accreditata.

I NUMERI DI MARCHINI – Altrimenti, sempre secondo le rilevazioni della lista Marchini, può succedere che 110 m2 in via dei Coronari scontati del 30%, possano essere venduti a 672mila euro contro un valore di mercato di 896, oppure 118 m2 a Piazza della Consolazione a 685 mila contro 979mila. E così via sino ai 140m2 a p.zza Argentina svenduti per 795 mila contro il milione e 136mila del valore di mercato. Una certa opacità della “Cattoi list” era stata rilevata anche da alcune organizzazioni di comitati, ma l’aspetto politico di tutta la vicenda sta, secondo Marchini, nel valore comune di questi beni, patrimonio dei cittadini, che rischiano di venir liquidati per fare cassa rapidamente senza nemmeno percorrere la strada della regolarizzazione di fitti e con il rischio della speculazione.

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Anna Maria Addante MARCHINI HA PERFETTAMENTE RAGIONE E VISTO CHE DOMANI ALLE ORE 10.00 SI RIUNIRA’ LA COMMISSIONE PER DISCUTERE GLI EMENDAMENTI A TALE DELIBERA IN VIA LARGO LORIA INVITO TUTTI I CITTADINI AD ESSERE PRESENTI PER DIRE NO A QUESTO AFFARE .IL COMUNE BLOCCA LE VENDITE DELLE CASE POPOLARI E POI VUOLE VENDERE AGLI AMICI LE CASE DI LUSSO. MI RACCOMANDO DOBBIAMO ESSERE PRESENTI

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La storia della proposta di deliberazione n.88 del 2015,voluta fortemente dal Vice Sindaco Nieri

sabato 14 febbraio 2015

La storia della proposta di deliberazione n.88 del 2015, voluta fortemente dal Vice Sindaco Nieri

Il Vice Sindaco Nieri appena si insedia all’assessorato al Patrimonio fa subito quattro cose blocca le vendite degli alloggi popolari, cerca di mandare a casa la Romeo e fa la delibera per vendere gli alloggi NON ERP del Comune di ROMA e toglie la produttività agli impiegati.

Per fare ciò s’inventa un sacco di cose: blocca le vendite perché sostiene che chi supera il reddito per rimanere in una casa popolare non acquista (e qui dimostra tutta la sua malafede perchè la legge afferma l’esatto contrario, ma evidentemente le sue ancelle dirigenti dell’assessorato non lo hanno ben informato).

Inizia a sparlare della Romeo e la vorrebbe far fuori subito, per dare tutto a Risorse per Roma, ma non ci riesce e allora indice un bando Europeo, che non sono riuscita a trovare, ma chi lo ha visto mi ha detto con una battuta “ anche un amministratore di condominio può vincerlo”

Dovendo sbloccare le vendite perché i cittadini che superano il reddito hanno vinto la causa si fa fare un parere dall’avvocatura che poi applica in una sola parte.

Toglie la produttività con la scusa delle restrizioni economiche imposte dal Governo.

Ma tutto il suo tempo lo dedica in particolare alla delibera per vendere il patrimonio comunale non ERP, la famigerata proposta n.88 .

E qui mette in modo tutta la sua fantasia per dire , ma come sono bravo, ma come sono bravo questi mascalzoni hanno consentito che la gente che ci abita non pagasse, o chi pagava, pagava pochissimo, ma ora sono arrivato io e vendo tutto il Patrimonio.

Ma perché invece di vendere non li sfratta immediatamente e gli rifà semmai il contratto a libero mercato?

Perché non utilizza gli alloggi vuoti (58) per metterci chi sta in mezzo alla strada o nei residence?

Inoltre se è così convinto che è stata fatta una regalia per tutti questi anni perché non si sono mai aggiornati i canoni (sono ancora con l’equo canone) forse ha dimenticato che in Comune era già stato come assessore alle periferie prima di andare alla Regione.

Poteva benissimo lui inviare il tutto alla Corte dei Conti, invece non lo ha fatto.

Leggendo la delibera che è un obrobrio anche come è scritta, perché ha fatto un minestrone
Accorpando regole da alloggi ERP a regole privatistiche.

Infatti non si comprende il perchè se uno acquista un alloggio del genere a prezzo di mercato (perché così dovrebbe essere) poi non lo può vendere per 10 anni?

Perché non ha chiesto preventivamente il N.O. ai beni culturali e ambientali se si possono vendere, quello è un compito di legge e c’è il rischio anche che il ministero dica di no.

Perché non ha pubblicato i nomi dei residenti in tali alloggi e i relativi canoni e che titolarità hanno a stare nell’alloggio?

Perché non poteva certamente dire che gli alloggi in vendita circa 630 sono occupati 58 sono liberi e solo 63 sono in regola.

Ma Nieri, volesse agevolare quei 63? Sarebbe interessante vedere chi sono.

Inoltre perché far vendere all’asta la nuda proprietà facendogli uno sconto sul prezzo del 30%, ma qual è il prezzo di tali alloggi?

Questo è un altro mistero, magari poi li venderà al prezzo di rendita catastale moltiplicata per cento e l’affare è fatto!

Perché non dice a chi sono affittati i locali commerciali?

Perché non fa l’elenco con i rispettivi conduttori di tali locali?
Forse perché sono la gran maggioranza abusivi?
O perché sono affittati a personaggi da non disturbare come le sedi politiche o di associazioni o sedi cattoliche, ebraiche ecc. sempre affittati a due soldi.

Come la Cooperativa 29 giugno alla quale ha fatto un notevole sconto di affitto, diminuendo quello che gli aveva fatto Alemanno e invece di cacciarli vai ad Ottobre gli rinnovano il contratto con un affitto dimezzato.

Inoltre i legittimi assegnatari hanno anche uno sconto del 15% sul prezzo di acquisto….prezzo che è e rimane ancora oggi un mistero.

Inoltre va sottolineato questo silenzio assordante delle sigle sindacali della casa in particolare l’Unione Inquilini che risponde a Sel che è sempre pronta a strillare e a manifestare contro le vendite delle case popolari e guarda caso su questo bell’affare messo in piedi dal vice Sindaco SILENZIO assoluto, come silenzio da parte dei comitati per la casa.

Mi viene un sospetto….. fossero d’accordo?

E per chiudere i 630 abusivi che fine fanno? Li regolarizza con un nuovo contratto concordato con le OO.SS? Per cui non un canone di mercato?

Un piccolo suggerimento a Nieri, alla Cattoi e a Marino in tempo di crisi una famiglia si impegna i gioielli di famiglia non li vende.

E perché il Comune di Roma non libera tali immobili e ci mette gli uffici Comunali risparmiando un sacco di soldi di affitto che da ai privati?

ORA IL TUTTO è tornato in Commissione Consiliare, la quale dovrebbe accogliere e verificare i vari emendamenti presentati in aula (e questo metodo è anche un po’ strano) e rinviare la delibera in Consiglio.

A questo punto non ci rimane che piangere e pregare Iddio che ci aiuti.

ATTENZIONE !!!!!!!!

sabato 14 febbraio 2015

ATTENZIONE !!!!!!!!
DOMANI IN CONSIGLIO COMUNALE NON SI DISCUTE LA FAMIGERATA DELIBERA DELLA VENDITA DEGLI ALLOGGI DI PREGIO, PERCHE’ E’ STATA RINVIATA IN COMMISSIONE.
CERCHERò DI SAPERE QUANDO è STATA CONVOCATA LA COMMISSIONE E DOVE SI TERRA’

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