Archivio della Categoria 'Associazione inquilini e proprietari'

Secondo me stiamo un pò esagerando

domenica 26 ottobre 2014

Fiano Romano
Madri con bambini in difficoltà
Nel mirino di Acea non sono finiti solamente i morosi che non hanno mai pagato
Roberta Cosodi ha due figli: “Nel mio palazzo su cinque famiglie due hanno subito il distacco. Cì sono cinque bambini senza più l’acqua corrente, lo avevo chiesto la voltura ma non mi è stata mai concessa, né mi hanno mai inviato bollette, lo non intendo mollare**

Distacchi idrici a raffica Famiglie senza più l’acqua;
Acea porta via i contatori dalle case

A marzo di quest’anno il messaggio era arrivato chiaro: con l’articolo del nuovo piano casa del 28 marzo, non sarebbero state più concesse le residenze in immobili occupati abusivamente e, per spingere fuori alle case gli inquilini, sarebbe arrivato il distacco delle utenze.

A Fiano Romano l’Acea con la quale il Comune ha
sempre ingaggiato duri bracci di ferro per garantire un regolare flusso idrico ai suoi cittadini – non sembrava aspettare
altro.

a società ha staccato i contatori dell’acqua non solo a famiglie morose ma anche occupanti di abitazioni di proprietà pubblica, i quali hanno chiesto negli anni una voltura e la regolarizzazione della propria posizione per iniziare a pagare il do¬vuto.

A Fiano Romano sarebbe¬ro almeno una trentina le famiglie rimaste completamente senz’acqua, che si ritrovano a lavarsi con le damigiane riempite alla fontanella e con le bacinelle d’acqua presa in giro per il Paese

Tra queste tante hanno uno o più bambini minorenni a carico. Articolo 5 del nuovo piano casa oppure no.vivere così è diventato insostenibile

l “Se pensano che ce ne an¬dremo si sbagliano di grosso Questa casa per noi significa molto, rappresenta una sta¬bilità che per anni non ab¬biamo avuto e non intendia¬mo andarcene via de anni che viviamo qui con tanto di residenza”- A parlare è Roberta Cogodi che insieme ai due figli di 18 c 11 anni vive in mobile comunale di via ribaldi. L’ha occupato anni fa, dopo che la casa è rimasta vuota per mesi con uno sfratto esecutivo stava in mezzo a una strada.
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Anna Maria Addante Credo che si stia esagerando un po’ troppo,capisco chi occupa adesso,ma chi è dentro da anni mi sembra veramente ingiusto.
Ma l’ATER DI RIETI CHE FA?
Di fronte a una madre con due figli che è seguita dai servizi sociali che si è trovata disperata in mezzo ad una strada con due figli e con una casa vuota, di fronte a questi drammi credo che occorrerebbe usare il buon senso del buon padre di famiglia e non andare con l’accetta.

Mi meraviglio di Fiano Romano che è un Paese storicamente di sinistra, non dovrebbe far trovare i cittadini in queste situazioni, una madre con quella storia avrebbero dovuto dare loro immediatamente una casa e non che la dovesse occupare.
Comunque quando ci sono i bambini l’acqua che è un bene primario non si può togliere anche perché loro hanno occupato prima dell’entrata in vigore della legge e la legge non mi sembra sia retroattiva.

all’Ater di Roma 2 pesi e 2 misure, specialmente in 4 Zona.

sabato 25 ottobre 2014

PRO MEMORIA PER A. ADDANTE
OGGETTO: Alloggio ATER – Via di Centocelle n. 15 scala 17 int.3
1. L’alloggio è stato riconsegnato all’ATER 4^ Zona il 28 febbraio 2014 che ha provveduto ad installare i dispositivi di allarme antieffrazione sia alle finestre che al portoncino d’ingresso QUINDI L’ALLOGGIO SI E’ RESO DISPONIBILE PER NUOVA ASSEGNAZIONE DAL 1 MARZO 2014.

2. Trascorsi 3 mesi, ai primi di giugno 2014, l’alloggio è stato occupato abusivamente da sconosciuti che hanno divelto le inferriate di una finestra, manomesso e sostituito la serratura d’ingresso, hanno divelto il contatore dell’utenza elettrica attaccandosi direttamente alla linea, con l’ausilio di un idraulico hanno tolto il contatore acqua delle parti comuni e se lo sono installato sulla tubazione dell’alloggio.

3. Tutto questo è stato denunciato immediatamente all’ATER, All’ENEL, ALL’ACEA e visto alcun
risultato in merito, successivamente il tutto è stato ribadito NUOVAMENTE con un esposto SCRITTO ALL’ATER.

4. Alla data odierna, a distanza di ben 8 mesi da quel febbraio 2014, gli occupanti sono ancora lì e cosa ancor più grave risulta che l’Ater gli ha mandato la bolletta del canone in qualità di “occupanti senza titolo”, hanno l’utenza elettrica, l’utenza idrica e gas.

E SE LA RIDONO IN BARBA ALLA FAMIGERATA LEGGE LUPI CHE DOVREBBE TUTELARE CERTI ABUSI.

CI SI CHIEDE:
- L’ATER COSA HA FATTO E/O COSA STA’ FACENDO?
- PERCHE’ LE SOPRACITATE UTENZE NON SONO STATE STACCATE?
- DA QUANTO CI RISULTA GLI OCCUPANTI,NON SONO UNA FAMIGLIA COSTITUITA SONO 2 PERSONE SENZA FIGLI

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Sinceramente non riesco a comprendere il metodo di lavoro della 4 zona.
Un’occupazione recente si lascia impunita, nonostante sia stata più volte denunciata, mentre un’occupazione che risale a 5 anni fa, che non è una vera occupazione in quanto è la compagna del titolare che è rimasta nell’alloggio, si perseguita, perchè un parente è andato a denunciare la sig.ra per rabbia che si è presa la casa e lei non ci ha potuto far entrare il figlio e la zona da immediatamente spazio a queste meschine denunce, attivando addirittura il sequestro giudiziario tramite il magistrato, mentre per l’altra occupazione, avvenuta pochi mesi fa in regime di legge LUPI, non fa nulla e stranamente l’alloggio è stato occupato dopo che la 4 zona ha fatto mettere la porta allarmata e non è il primo alloggio che viene occupato subito dopo aver messo la porta allarmata in 4 zona.
La mia non vuole essere una malignità, ma solo una constatazione dei fatti, che se mi permettete sono un tantino strani.

Le Regioni sono diventate dei mostri di spesa dissennata

sabato 25 ottobre 2014

Italia Oggi
SILVIO BOCCALATTE (ISTITUTO BRUNO LEONI)
Le Regioni sono diventate dei mostri di spesa dissennata
Pistelli a pag. 8
Boccalatte: erano nate con poche e circoscritte competenze. Strada facendo si sono gonfiate
Le regioni sono diventate mostri
Spendono e spandono perché sanno che lo Stato pagherà

DI GOFFREDO PISTELLI
Il grido di dolore delle Regioni s’è levato alto, appena dalle slide di Palazzo Chigi s’è capito che anche a loro sarebbe toccata una cospicua fetta di taglio.

Impossibile, hanno risposto «come un sol uomo» i governatori, se non tagliando i servizi essenziali, dal trasporto locale alla sanità.

La vicenda ha, se non altro, il merito di obbligare tutti a guardare i meccanismi con cui i goverrti regionali spendono i soldi di tutti.

Meccanismi che dall’istituzione, nel 1970, ha visto questi enti mutare sostanzialmente di ruolo.

Silvio Boccalatte, di Ghiavari (Ge), classe 1979, avvocato, è uno studioso del Istituto Bruno Leoni, vivace think tank liberale, e se ne occupa da alcuni anni.

Domanda.Boccalatte, le regioni sono centri di spesa enormi.

Risposta. Scontano un problema strutturale, di attuazione.

Nell’impalcatura originaria, dovevano invece essere istituzioni snellissime. Enti con potestà legislativa, punto.
In pratica dei parlamenti locali.

Anche se quando talune regioni intesero chiamare «parlamento» la propria assemblea legislativa regionale, la Consulta bocciò la cosa ricordando che il concetto di «Parlamento” deve riferirsi solo a quello nazionale.

D. Snelle alle origini, e invece?

R. E invece le cose cominciano a cambiare sin dal 1977, con i grandi decreti di delega che affidano alle regioni molte competenze amministrative.

D. Non ancora con là sanità?

R. No, verrà dopo, dal 1978 e poi, soprattutto, negli anni ‘90. No, si cominciò con molte funzioni relative al controllo del territorio, ripartite poi, o spesso rimpallate, fra comuni, province e regioni appunto.

D. Che cosa ha significato?

R. In pratica, non potendo conferire ulteriori competenze legislative rispetto a quelle, molto limitate, previste nell’originario testo dell’articolo 117 della Costituzione, perché ciò avrebbe comportato una modifica costituzionale, si pensò di delegare competenze amministrative e di controllo.

D. Stiamo parlando della tutela del paesaggio, dell’urbanistica, dei vari piani del territorio?

R. Sì, quelle materie sono un buon esempio. Controllo sovraordinato della pianificazione territoriale.

D. Non èra così che doveva essere.

R. Esatto. Le Regioni avrebbero dovuto fare solo leggi, lasciandone l’applicazione a Province e Comuni
.Agire diversamente ha significato una comprensibile moltiplicazione degli uffici.

D. Ma perché operare così, surrettiziamente diciamo?

R. Perché allora la Costituzione era più totem di oggi: intoccabile. E il bypass del conferimento di funzioni mediante decreto delegato rimediava, in qualche modo.

D. Poi, arrivano altri poteri.

R. Certo, ci sarà negli anni ‘90 il decentramento delle leggi Bassanini, la sanità che citavo prima e poi finalmente, nel 2001, la modifica dell’articolo 117. Con questa riforma molte altre materie, definite a competenza legislativa concorrente o residuale sono state attribuite alla competenza delle regioni.

Peraltro, teoricaménte, nelle materie a competenza legislativa residuale la potestà legislativa delle regioni dovrebbe considerarsi particolarmente ampia.

D. Ma quindi si è registrato un significativo aumento delle competenze non solo amministrative, ma anche legislative regionali, a partire dagli anni Settanta e ancor più negli ultimi quindici anni?

,R. Sì, certo, ànche se la Consulta, a Cui si sono spesso rivolte le Regioni sulla legislazione concorrente, soprattutto fra il 2003 e il 2006, ha spesso manifestato un orientamento tendenzialmente favorevole alla limitazione della loro potestà legislativa.
D. Insomma regioni affamate di competenze, sin dalla loro nascita effettiva e anche dopo.

• R. Sì, il nodo sta essenzialmente qui.

Perché per fare norme servono soldi e amministrazione dei soldi. -

D. Spieghiamolo bene….

R. Le Regioni hanno acquisito una capacità di spesa enorme, e non parlo solo di sanità, ci sono quelle che, utilizzando in modo molto estensivo l’articolo 117, sono attive nella protezione sociale e in mille altre attività, anche di promozione turistica ed economica. La loro possibilità di manipolare le entrate è, per contro, ridottissima.

L’Irap, per esempio, pur ripartendo il gettito fra Stato e Regioni, assegna a quest’ultime margini limitatissimi di manovra sulle aliquote e il divieto di operare sulle basi imponibili.

Idem per l’Irpef.

D. Paradossale.
R. Sì, se si considera che, da un lato, come nella sanità, la regione può spendere nella sostanziale certezza che lo Stato centrale interverrà a tap-pare i buchi, dall’altro è di fatto irresponsabile sul livello delle entrate.

Anzi c’è un incentivo alla spesa.

D. In che senso?

R. Nel senso che il politico regionale mette la faccia sulla spesa, nel mostrare che fa, che rende prestazioni, tanto il buco che farà sarà affare di chi viene dopo di lui e comunque di Roma.

D. Un sistema mostruoso…

R. Infatti, dobbiamo rivedere il sistema tributario, dando anche alle regioni una libertà più ampia di plasmare tributi pròpri, in modo che all’autonomia di spesa corrisponda un’autonomia gestione dell’entrata.

D. Non sarebbe peggio?

R. No, perché avremmo una classe politica che, sapendo che lo Stato non ripiana più, dovrà giustificare le sue scelte.
E dunque, caro governatore, vuoi aprire un aeroporto in più dove non serve?

Questa struttura, totalmente inutile, aprirà una voragine nei tuoi conti?

Follia pura, ma dovrai trovarti le risorse: Roma non provvede più.

D. Le Regioni ora che sono costrette a tagliare dal governo di Matteo Renzi opporranno questi argomenti: abbiamo le entrate bloccate.

R. Più o meno.

Diranno: mi tagliate un miliardo quando posso recuperare solo 700 milioni dalle manovre sulle addizionali, ergo darò 300 milioiii di servizi in meno. Ma sarà falso.

D. Perché l’autonomia di spesa ce l’hanno.

R. Esatto. E dovranno spiegare ai cittadini perché aumenteranno l’addizionale Irpef o l’aliquota base Irap, anziché chiudere questa o quella partecipata inutile; anziché sponsorizzare festival e feste ovunque.

Anche perché prima o poi in quelle regioni si voterà.

D. Le partecipate regionali sono un mondo a sé, quasi inesplorabile.

R. Non lo dica a me. Qualche hanno fa, ho provato a studiare quelle liguri, ho analizzato quattro casse di materiali e mi sono trovato davanti a un giungla vera e propria.

In genere, poi, si usano società di diritto privato ma a capitale pubblico, che quindi sottostanno a regole meno cogenti sulla spesa, ma operano sempre nell’interesse dell’unico azionista, che è politico.

D. Una voce importante della spesa regionale è quella sanitaria, su cui si minaccia di tagliare.

R. Una situazione esemplare.

D. In che senso?

R. Teoricamente le Asl dovrebbero redigere bilanci secondo i principi civilistici, cioè con stato patrimoniale e conto economico.

D. E invece?

R. Invece indicano, fra le poste di bilancio, voci che, per una qualsiasi società per azioni, sarebbero inconcepibili. Per esempio, quando si erogano prestazioni, si registrano comunque dei ricavi figurativi: in altri termini, anche se non entra in cassa niente l’Asl annota il valore della prestazione secondo il valore della tariffa «drg» (dia- gnostic related group), cioè del «valore» di quella prestazione secondo il tariffario.

D. E il bilancio è sempre in pareggio. ‘

R. Sì, ma c’è un buco che posso non vedere mai.

E non riesco a capire l’efficienza di un sistema.

D. Ci sarebbe un’alternativa?

R. Certo. Rimuovere l’anomalia e cioè che la Regione sia, al tempo stesso, il nostro assicuratore contro le malattie e anche il nostro prestatore di cure. Meglio un sistema in cui la Regione, assicuratore, paga e la Asl valuta – sotto un profilo meramente tecnico-scientifico – quali soggetti, pubblici e privati, abbiano i requisiti per offrire quei servizi. E noi, gli assicurati, sce¬gliere dove andare.

D. Cosa cambierebbe?

R. Scopriremmo ospedali pubblici in grande attivo ma altri da chiudere all’istante perché insostenibili.
Occorre rompere il conflitto di interessi fra controllato e controllore.

Ma il sistema è bacato a livello legislativo.

D. In che senso?

R. Nel senso che le Regioni possono decidere loro se l’offerta di prestazioni sanitarie, in un determinato territorio, sia congrua o meno rispetto alla domanda: se reputano che lo sia, non convenzionano più altre strutture sanitarie
private, in questo modo bloccando e impedendo la concorrenza.

Ma ne va anche del diritto alla salute.

D. Comprensibilmente… *

R. Perché decidere della congruità, significa anche valutare che magari le liste d’attesa di mesi, in fondo, sono accettabili.
E se uno, per ragioni di salute, non potesse aspettare: dovrà rivolgersi ad privato, a pagamento, pur contribuendo già, con le tasse, al servizio sanitario nazionale.

Le Asl dovrebbero redigere bilanci secondo i principi civilistici, cioè con stato patrimoniale e conto economico. invece indicano, fra le poste di bilancio delle voci che per qualsiasi società per azioni sarebbero inconcepibili.

Se le Regioni avessero autonomia impositiva esse dorrebbero giustificarsi nei confronti dell’elettorato per essere state costrette ad aumentare l’addizionale Irpef o l’aliquota Irap solo per fare festival,feste o convegni.

Le società partecipate dalle Regioni sono un vera e propria giungla che protegge dissipazioni di ogni genere e servono a trovare una. poltrona a politici giubilati e a trovare un posto senza concorso ai loro galoppini

Anna Maria Addante E’ UNA VITA CHE LO DICO E BASSANINI HA DATO IL COLPO FINALE,CON LA SCUSA I DIRIGENTI SI SONO FATTI FARE STIPENDI MEGAGALATTICI E NON DICO ALTRO PERCHE’ E’ STATO DETTO TUTTO CHIARAMENTE, POSSO SOLO AGGIUNGERE CHE LE ATER SONO IL RISULTATO DI TALE SCEMPIO.

LEGGE ANTICORRUZIONE!?!?!?

giovedì 23 ottobre 2014

L’ATER di Roma ha affidato l’incarico per gestire tale normativa a un dirigente il quale sta facendo addirittura dei corsi per i dipendenti dell’ATER, la cosa mi incuriosisce molto, in quanto tale dirigente sa bene come stanno le cose all’interno dell’ATER di Roma ed inoltre so che era un assiduo lettore del BLOG, ma so anche che è stato uno di quelli insieme ad altri (sempre quelli citati dai nostri articoli) che si andavano a lamentare dal direttore dei nostri articoli.

Purtroppo la trasparenza non è molta in questa azienda e sinceramente con l’avvento del nuovo Commissario e Direttore auspicavamo un miglioramento, ma abbiamo solo potuto constatare il divieto di accesso al nostro BLOG da parte dei lavoratori dell’ATER di Roma, iniziativa molto sciocca, in quanto dai telefonini si può accedere a internet e i lavoratori possono accedere lo steso.

Ma questo mette in risalto una mentalità che si può solo interpretare in un modo :”NON VOGLIO ROTTURE DI C….”e possiamo anche comprendere tale reazione, conoscendo certi personaggi dell’ATER.

Ma in merito all’anticorruzione il responsabile di tale fardello che fa? Chiude gli occhi sul passato? Inizia da oggi?
Se così fosse non mi sembra un buon inizio.

Anche perché non riusciamo a comprendere il perché l’azienda abbia mantenuto in posti chiave dipendenti che in un’altra azienda sarebbero stati licenziati in tronco.

Incredibile, ma vero

mercoledì 22 ottobre 2014

Volevo segnalarti che nel lotto in cui abito insieme alla mia famiglia sta succedendo qualcosa che francamente mi lascia perplessa. Come sai si sono rotti i finestroni delle scale e da febbraio ancora non li hanno riposizionati però…da qualche giorno fervono i lavori nel cortile non per risistemare ciò che va risistemato, non per impedire alle auto che non hanno diritto di sostare nel cortile, non per gli orti di gente che si è appropriata di parte del cortile, ma per ..asfaltare parte del cortile e posizionarci giochi per bambini. Hai capito benissimo. Stanno posizionando altalene, giochi e quant’altro in un lotto dove sono quasi tutti ormai anziani. Va bene che Nazim Hikmet diceva di piantare ulivi non perché li vedano i tuoi figli ma i figli dei tuoi figli, ma onestamente con i vetri rotti nelle scale, i cancelli fatiscenti, la guardiola del portiere fatiscente i cornicioni dei balconi da rivedere, l’illuminazione nell’ascensore ridotta(dove alla richiesta di perchè se la struttura è per quattro vi sono posizionate solo due lampadine mi sono sentita rispondere che fino a che c’è luce va bene cosi- perchè se no le rubano- intanto sono più di tre anni che cmq la manutenzione la paghiamo lo stesso e le lampadine non vengono aggiunte) mi sembra uno spreco spreco immenso e una grande presa in giro. Ieri hanno già posizionato le altalene e i cavalli con le molle…
A me tutto questo sembra assurdo e un grande spreco, visto il periodo in cui viviamo. Le persone più giovani che sono nate li ormai sono quasi nonni..
Tu che ne pensi? un caro saluto e un abbraccio. Grazie
CHE CERTE COSE ACCADONO SOLO IN ITALIA,OVVEO CI SI ENTUSIASMA SENZA RIFLETTERE E SENZA PONDERARE POVERA ITALIA E SOPRATUTTO POVERA ATER.
PURTROPPO PER FARE LE COSE COME SI DEVE OCCORRONO LE COSIDETTE PALLE, INVECE HO L’IMPRESSIONE CHE SI GIOCHI E NON CI SI RENDA CONTO DI QUELLO CHE VERAMENTE SERVE.

FATE MOLTA ATTENZIONE!!!!!!!

mercoledì 22 ottobre 2014

Qui SOTTO HO RIPORTATO IL DPR 445 DEL 2000 IN MERITO A DICHIARAZIONI MENDACI,DOVETE STARE ATTENTI Perché L’ATER DI ROMA A CHI FA DICHIARAZIONI MENDACI C’E’ IL RISCHIO CHE LO FANNO DECADERE DALL’ALLOGGIO, MA DEVONO PROVARE CHE SONO DICHIARAZIONI MENDACI, MENTRE LORO NON LO FANNO MA VERIFICANO SOLO CHE CI SONO STATE OMISSIONI E PER LORO SONO DICHIARAZIONI MENDACI.

TUTTO CIò Perché QUA QUANDO ANDATE AI CAF VI FANNO FIRMARE PER CUI FATE ATTENZIONE, Perché NON TUTTI I CAF SANNO LAVORARE BENE E SE SBAGLIANO E VOI FIRMATE LA Responsabilità è VOSTRA.

LA COSA CHE MI INDIGNA MOLTO E’ IL COMPORTAMENTO DELL’ATER DI ROMA CHE CON I SUOI DIRIGENTI E FUNZIONARI CHE SI SONO APPROPRIATI ILLEGALMENTE DI ALLOGGI AUTOFINANZIATI O DI ALLOGGI DEL MINISTERO DEGLI ESTERI NON HANNO MAI FATTO NULLA, E OGGI QUESTI DIRIGENTI E FUNZIONARI O LORO PARENTI GODONO DI ALLOGGI DI PRESTIGIO NOTEVOLI, MENTRE AVREBBERO DOVUTO COME MINIMO LICENZIARLI E QUESTO SAREBBE AVVENUTO SE ERA UN’AZIENDA PRIVATA, MA ESSENDO UNA FINTA AZIENDA DOVE LA LEGALITA’ è DA RICERCARE CON IL LUMICINO, QUESTI MAGARI STESSI PERSONAGGI SI ACCANISCONO CON CATTIVERIA SUGLI ASSEGNATARI E LA COSA VERGOGNOSA E’ CHE INVECE DI APPLICARE CORRETTAMENTE IL D.P.R LORO COME AL SOLITO LO INTERPRETANO E INVECE DI APPLICARE L’ART.71 APPLICANO ILLEGGITTIMAMENTE L’ART.76 CONSIDERANDO IMMEDIATAMENTE LE OMISSIONI COME DICHIARAZIONI MENDACI, PUR SAPENDO BENE COME LAVORANO I CAF E IL GRADO DI ESPERIENZA E CULTURA DEGLI ASSEGNATARI CHE IL PIU’ DELLE VOLTE PERSONE,UMILI CON SCOLARIZZAZIONE BASSA E ANZIANI.

QUESTO E’ L’ATER DI ROMA, HA PERSO IL SUO ORINALE SCOPO E INDIRIZZO GRAZIE ALLA POLITICA NEFASTA FAATTA NEL CORSO DI QUESTI ANI IN PARTICOLARE MODO DALL’EX ASSESSORE BONADONNA CHE HA STRAVOLTO LA LEGGE 33/87 FACENDO LA LEGGE 12/99 IN PARTE ANCHE INCOSTITUZIONALE, INFATTI E’ STATA RITOCCATA PIU’ VOLTE E GRAZIE ANCHE AL GENIALE STORACE CHE PER ALLEGGERIRE I DEBITI DEL BILANCIO REGIONALE COSTITUI’ LE AZIENDE ATER FACENDONE SETTE (così aveva accontentato tutti)AZIENDE E PROVOCANDO I DANNI CHE SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI.
^*^*^*^*^§^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^
D.P.R 445/2000
Art. 71 (R)
Modalita’ dei controlli

1. Le amministrazioni procedenti sono tenute ad effettuare idonei
controlli, anche a campione, e in tutti i casi in cui sorgono fondati
dubbi, sulla veridicita’ delle dichiarazioni sostitutive di cui agli
articoli 46 e 47. (R)

2. I controlli riguardanti dichiarazioni sostitutive di
certificazione sono effettuati dall’amministrazione procedente con le
modalita’ di cui all’articolo 43 consultando direttamente gli archivi
dell’amministrazione certificante ovvero richiedendo alla medesima,
anche attraverso strumenti informatici o telematici, conferma scritta
della corrispondenza di quanto dichiarato con le risultanze dei
registri da questa custoditi. (R)

3. Qualora le dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47 presentino
delle irregolarita’ o delle omissioni rilevabili d’ufficio, non
costituenti falsita’, il funzionario competente a ricevere la
documentazione da’ notizia all’interessato di tale irregolarita’.
Questi e’ tenuto alla regolarizzazione o al completamento della
dichiarazione; in mancanza il procedimento non ha seguito. (R)

4. Qualora il controllo riguardi dichiarazioni sostitutive
presentate ai privati che vi consentono di cui all’articolo 2,
l’amministrazione competente per il rilascio della relativa
certificazione, previa definizione di appositi accordi, e’ tenuta a
fornire, su richiesta del soggetto privato corredata dal consenso del
dichiarante, conferma scritta, anche attraverso l’uso di strumenti
informatici o telematici, della corrispondenza di quanto dichiarato
con le risultanze dei dati da essa custoditi. (R)

Art. 76 (L)
Norme penali
1. Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne
fa uso nei casi previsti dal presente testo unico e’ punito ai sensi
del codice penale e delle leggi speciali in materia.

2. L’esibizione di un atto contenente dati non piu’ rispondenti a
verita’ equivale ad uso di atto falso.

3. Le dichiarazioni sostitutive rese ai sensi degli articoli 46 e
47 e le dichiarazioni rese per conto delle persone indicate
nell’articolo 4, comma 2, sono considerate come fatte a pubblico
ufficiale.

4. Se i reati indicati nei commi 1, 2 e 3 sono commessi per
ottenere la nomina ad un pubblico ufficio o l’autorizzazione
all’esercizio di una professione o arte, il giudice, nei casi piu’
gravi, puo’ applicare l’interdizione temporanea dai pubblici uffici o
dalla professione e arte.

ALL’ATER DI ROMA ACCADE DI TUTTO!!!!!

martedì 21 ottobre 2014

Il Direttore Generale dell’Ater di Roma avendo scoperto, ovvero su suggerimento di alcuni dirigenti che si sono risentiti per ciò che scrivo e non potendomi denunciare perché scrivo VERITA’ hanno sobillato il direttore affermando che l’80% dei dipendeti dell’ATER di Roma la mattina passano il tempo a leggere il mio BLOG.

Se questa è la motivazione che invece di lavorare leggono il mio BLOG è giusta e sacrosanto l’oscuramento perché debbono lavorare, ma se la motivazione non è questa, la cosa è molto grave ed ha un brutto sentore di cose già vissute e per fortuna sconfitte che forse all’ATER di Roma qualcuno vuole far tornare.

Ma qualcuno invece sostiene che si era rotto le scatole a sentire le lamentele di coloro che si ritrovavano criticati sul mio BLOG e così per non avere più scocciature ha deciso di oscurare il BLOG all’interno dell’ATER.

Certo che questi dirigenti alla fine mi fanno quasi pena perché si sono risentiti in quanto si sentono messi alla berlina, poiché faccio scoprire le loro incapacità e la loro arroganza, ma invece mi dovrebbero ringraziare e dovrebbero correggere i loro errori, perché se poi i cittadini si dovessero svegliare all’improvviso e iniziassero veramente a farsi sentire, gli potrebbero anche chiedere i danni, loro ne approfittano perché hanno degli assegnatari che sono delle brave persone che amano il quieto vivere, ma prima o poi qualcuno si sveglierà e allora per loro ci sarà veramente da ridere.

Purtroppo ogni giorno debbo constatare cose veramente spiacevoli, se all’ATER di Roma si facessero le cose con molta più onestà intellettuale io potrei tranquillamente chiudere l’ASSOCIAZIONE, purtroppo all’ATER DI ROMA non succede e la politica è troppo impegnata con se stessa per occuparsi di queste misere cose.

Ma se i cittadini si svegliassero e fossero capaci di solidarizzare tra loro per difendere i propri interessi tutto ciò non potrebbe più accadere, popolo svegliati e difenditi.

RENDETEVI CONTO SOLO DI ALCUNE COSE:

IL DIRITTO DI PRELAZIONE STABILITO DALLA LEGGE 560/93 E’ UN DIRITO PODESTATIVO E COLUI CHE HA ACQUISTATO L’ALLOGGIO DALL’ATER LO PUO’ ESTINGUERE IN QUALSIASI MOMENTO.

ALL’ATER DOPO MOLTA FATICA SIAMO RIUSCITI A FARGLIELO CAPIRE, MA ORA IMPROVVISAMENTE CON L’OCCASIONE CHE IL DOTT.MARI ERA NADTO IN FERIE PER UN MESE,PERCHE’ QUALCUNO LO AVEVA MANDATO IN PENSIONE A SUA INSAPUTA,IL DIRITTO DI PRELAZIONE NON LO FANNO PIU’ ESTINGUERE SE NON SONO PASSATI GLI ANNI UTILI PER POTER VENDERE.

MA SONO PAZZI????????? O CI FANNO????????? TRA L’ALTRO ARRECANO ANCHE UN DANNO ECONOMICO ALL’ATER STESSO E POI SI INCAZZANO SE LI CRITICO?

IL LIMITE DELLA RENDITA CATASTALE MOLTIPLICATA PER CENTO DELLE PROPRIETA’PER NON DECADERE DALL’ASSEGNAZIONE DELL’ALLOGGIO NON DEVE SUPERARE I CENTOMILA EURO E SE L’ALLOGGIO E’ A ROMA NON DEVE ANCHE ESSERE IDONEO AL N.F.

CHE SE SONO INVENTATI I DIRIGENTI DELL’ATER DI ROMA?

COME FREGARE L’ASSEGNATARIO E BUTTARLO FUORI DI CASA SE PER DISGRAZIA NON HA DENUNCIATO LE PROPRIETA’ E LORO SE NE ACCORGONO LA RENDITA NON LA CALCOLANO PIU’ FINO AL MASSIMO DI CENTOMILA, MA DIVENTA IMPROVVISAMENTE DI CINQANTUNOMILA EURO, ALLA FACCIA DELLA LEGGE E DEL REGOLAMENTO REGIONALE.

ALTRA COSA RIGUARDA LA QUESTIONE DELLA MODIFICA DEL REDDITO AI FINI DEL CANONE, LA LEGGE E’ CHIARA QUALSIASI MODIFICA AVVIENE IMMEDIATAMENTE, APPENA L’INTERESSATO LA COMUNICA AGLI UFFICI E IMMEDIATAMENTE DEVE ESSERE CALCOLATO IL NUOVO CANONE, LO DICE LA LEGGE NON LO DICO IO E LO HA DETTO ANCHE LA REGIONE, MA LORO I SOLITI DIRIGENTI CHE FANNO?

SE NE FREGANO E A UN POVERO DISGRAZIATO CHE IL FIGLIO SE NE VA DAL 1 GENNAIO E NON ENTRA PIU’ QUEL REDDITO INVECE DI ADEGUARGLI IMMEDIATAMENTE IL CANONE LORO GLIE LO MODIFICANO CON IL PROSSIMO CENSIMENTO, NONOSTANTE CHE LA REGIONE GLI ABBIA SCRITTO CHE NON POSSONO FARLO E CHE LO DEVONO APPLICARE COSI’ COME DICE LA LEGGE, IN POCHE PAROLE QUESTA E’ UNA RAPINA.

MA UN SANO CONTROLLO DA PARTE DELLA REGIONE LAZIO SU QUESTE ATER QUANDO AVVERRA’?

MA COME LI SCELGONO I DIRIGENTI AL COMUNE DI ROMA?

lunedì 20 ottobre 2014

Siamo un Paese impossibile, soffocato da pregiudizi e da una burocrazia medioevale lenta e stupida.

I nostri politici fanno leggi per governare questo Paese e i burocrati che fanno? Con circolari assurde sconvolgono il significato della legge rendendo la vita impossibile ai cittadini e soprattutto ai lavoratori inermi che devono applicare le circolari demenziali.

Basta vedere la legge Lupi la n.80/2014 art.5 che impedisce le occupazioni abusive, la legge è chiara,ma i nostri burocrati l’hanno resa assurda in quanto il dott.Ottavianelli ha fatto una circolare senza documentarsi e senza ascoltare nessuno dove dice che per fare una residenza in una casa popolare bisogna avere l’autorizzazione dell’Ater o della Romeo e il contratto ed è FALSO se si leggesse attentamente la legge 12/99 art.12 eviterebbe di dire fesserie e inoltre avrebbe dovuto sapere che il contratto non ce l’ha quasi nessuno, le bollette arrivano ancora a nome del primo avo a cui fu assegnata la casa.

Ma dove vive questo dott.Ottavianelli?

Questa superficialità sta rendendo la vita insopportabile a tutti coloro che si vedono rifiutare un loro diritto.

Inoltre ho chiesto di avere copia della circolare del dott.Ottavianelli, ma sembra impossibile averla alla faccia della Trasparenza e della legge ANTICORRUZIONE.

LA BUROCRAZIA HA COLPITO ANCORA E QUESTI LI PAGHIAMO NOI BRAVI!!!!!!!!!

CARO RENZI GUARDATI DA COSTORO ALTRIMENTI IL TUO SFORZO SARA’ INUTILE.

MA E’ COSì DIFFICILE AFFERMARE IL DIRITTO ALL’ATER DI ROMA?

domenica 19 ottobre 2014

AZIENDA TERRITORIALE PER L’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA
DEL COMUNE DI ROMA

Oggetto: Loc. Laurentina Viale dell’Esercito … scala .. interno …

Acquirente …….. Estinzione diritto di Prelazione _Rif. nota 9.9.2014.
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Con riferimento alla nota indicata a margine e a quanto in essa contenuto, si rappresenta, preliminarmente, che la Legge 560/93, ai sensi della quale, l’alloggio in oggetto è stato alienato, richiama il divieto di alienazione dell’immobile, per un periodo temporale di anni dieci, già previsti dagli artt. 28 e 29 della Legge 513/77, ridotti a cinque dal disposto di cui all’art.48 comma 8 lettere a) b) e c) della Legge Regionale 27/06, con diritto di prelazione per il riacquisto, da parte dell’Ente venditore, all’originario prezzo di vendita rivalutato con l’applicazione degli indici di aggiornamento Istat.

Tuttavia, la stessa Legge 560/93 arti comma 25 prevede l’estinzione del citato diritto di prelazione, qualora l’acquirente versi all’Ente cedente un importo pari al 10% del valore calcolato sulla base degli estimi catastali, come, peraltro, ribadito dalle LL.RR. 27/06 e 31/08.

Tale circostanza si potrà verificare, producendone gii effetti di legge, solo alla prevista scadenza dei termini stabiliti dalle richiamate norme.

Pertanto, nel caso in essere, la S.V. non risulta avere i requisiti richiamati nelle citate normative e, pertanto, l’eventualità di una rivendita dell’alloggio potrà verificasi, anche in presenza di estinzione anticipata del diritto di prelazione, solo una volta decorsi i termini di legge su richiamati.

SERVIZIO AlIENAZIONE
Il Dirìgente Dott. Rodolfo MARI

Servizio Alienazione Patrimonio e Gestione N.R. – 00167 – ROMA tel.066S842613fax 063972465/, email g.tomassini@aterroma.it
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PERCHE’ INVIANO LETTERE COSI’ CONTORTE?

CHE SENSO HA NON DIRE CON PAROLE SEMPLICI COSA STABILISC LA LEGGE?

CHE SENSO HA QUESTO CONTORCIMENTO DI NORME PER IL DIRITTO DI PRELAZIONE?

E’ VERO I BUROCRATI HANNO SOFFOCATO QUESTO PAESE.

TORNO A DIRE E A RIPETERE CHE IL DIRITTO DI PRELAZIONE E’ UN DIRITTO PODESTATIVO PER CUI LO SI PUO’ CHIEDERE IN QUALSIASI MOMENTO,ANCHE AL MOMENTO DEL ROGITO.

CHE TALE DIRITTO NON HA NULLA A CHE VEDERE CON IL TERMINE FISSATO DALLA LEGGE PER POTER RIVENDERE L’ALLOGGIO.

SONO DUE COSE BEN DIVERSE DISTINTE TRA LORO, IL DIRITTO DI PRELAZIONE SI PUO’ ESTINGUERE IN QUALSIASI MOMENTO A PRESCINDERE DALLA VENDITA E DAL TERMINE DEI 5 O 10 ANNI.

PERCHE’ L’ATER E’ COSI’ SCIOCCA PER NON DIRE STUPIDA?

QUALE DIRIGENTE PERSEGUITA TALE LINEA DI CONDOTTA CHE TRA L’ALTRO FA PERDERE SOLDI ALL’ATER?

TALE LETTERA PERO’ NON E’ FIRMATA DA MARI, MA L’UFFICIO CHE LA PROPONE E’ DEL DOTT.MARI.

VI PREGHIAMO DI FARE PACE CON IL CERVELLO E CHE LASMETTIATE DI FARE GLI AGUZZINI DEI PROPRIETARI E ASSEHNATARI.
GRAZIE

La lunga storia per l’acquisto casa del Comune (Romeo)

domenica 19 ottobre 2014

Avventure e disavventure di una cittadina alla quale arrivò la: “Proposta irrevocabile di acquisto” nel suo pellegrinaggio sul Cammino di Santiago di Compostela (Rogito!)

Nell’estate del 2010 ho risposto come tanti alla lettera di informativa di Risorse per Roma, giunta corredata da una bella lettera a doppia firma (Sindaco Alemanno e Assessore al Patrimonio di allora) che ci proponeva “un’occasione veramente unica”! Risorse per Roma specificava i termini della vendita dei nostri appartamenti, inviava una piantina della quale dovevamo affermare la conformità all’appartamento. In allegato c’era anche il modulo della “Proposta irrevocabile di acquisto” che dovevamo riempire con i termini indicati da Risorse e che dovevamo NOI sottoscrivere allegando documenti e copia del bonifico di 2000 euro a titolo di acconto.

Per un po’ tutto è andato bene: sono venuti a visionare la conformità degli appartamenti alla pianta, ci hanno chiesto di mettere il numero dell’interno sulla porta della cantina di pertinenza, e sono iniziati i primi rogiti (4 per scala, per poter formare il condominio), poi, agli inizi 2012, quel fantasioso quanto infausto primo parere dell’avvocatura, che calpestava e stravolgeva le norme in vigore con pretesti del tutto privi di fondamento, ha bloccato tutto.
Da allora le “Proposte irrevocabili di acquisto” sono sembrate svanire in una sorta di “buco nero” che assorbe tutto, senza alcun tipo di riscontro.

Nel luglio scorso invece, grazie allo stillicidio e alle pressioni fatte dall’Associazione Inquilini, il nuovo parere dell’Avvocatura ,dove si rimangiavano tutto quello che avevano detto prima, – inviato tardivamente alla Romeo, dopo ben 4 mesi – sembra aver sbloccato la situazione e ricevo dalla Romeo Gestioni S.p.A. il nuovo prezzo dell’appartamento (Prima fase), incrementato dall’inserimento della cantina, che devo accettare: un primo segno cartaceo e concreto che la mia proposta …. esiste davvero e, finalmente, sono io ad accettare una proposta e non il contrario, come avvenuto inizialmente!!!

Mi precipito personalmente alla Romeo a consegnare l’accettazione e apprendo che il “fascicolo” dovrà essere inviato, nuovamente, al Dipartimento Patrimonio che dovrà verificare (Seconda fase) il mio patrimonio (ossia se possiedo o meno immobili e il loro eventuale valore catastale). Il primo giovedì di settembre mi reco dunque negli uffici del Patrimonio e una gentile signora mi conferma di aver “lavorato” il mio fascicolo il giorno precedente e che sarebbe stato restituito alla Romeo per ulteriori (?ma quante volte devono accertare la stessa cosa?) accertamenti il lunedì successivo.

Dopo una decina di giorni mi reco alla Romeo per verificare l’arrivo del fascicolo e mi comunicano di non aver ricevuto nulla, per cui il giovedì successivo torno al Patrimonio: mi confermano che il fascicolo è ancora lì, in quanto li inviano a gruppi e apprendo che sarà inviato a breve e che la procedura è la seguente: quando un congruo (?) gruppo di verifiche sono state effettuate, chiamano la Romeo che invia un proprio addetto a ritirare i dischi con i dati!!!! (Terza fase)

In effetti, dopo pochi giorni (evidentemente la Romeo non è poi così inefficiente come qualcuno afferma!) ricevo (Quarta fase) un bollettino a saldo di quanto dovuto al 31.12.2014.

Pago immediatamente e, poiché mi giungono notizie di rogiti effettuati con preavvisi di solo pochi giorni, ritenendo di dover rogitare entro il mese, mi reco nuovamente al Patrimonio dove scopro che il fascicolo con l’accertamento del saldo non è ancora arrivato e che, quando arriverà, vedrà inviato (Quinta fase) a……. Risorse per Roma, ma NON direttamente all’Ufficio Rogiti ( che sta al Piano superiore del Dip. Patrimonio), bensì alla Direzione Centrale per un ulteriore controllo (TAC, Risonanza Magnetica?), e poi, finalmente, all’Ufficio Rogiti (Sesta fase) dove – si spera – dovrebbero darmi la data per il rogito!!!

Ancora non so se e quando questo pellegrinaggio avrà termine comunque questo è quello che accade al Comune di Roma dopo quattro anni dal versamento dell’acconto, nel 2014, era di informatizzazione, banche dati, tempo reale, ecc. ecc.
A quanto ammonteranno i costi di tutti questi passaggi? Quante ulteriori perdite comporta per il Comune stesso (oltre che per la salute dei cittadini!) tutta questa farraginosa burocrazia?

E A QUESTO PUNTO AGGIUNGO ALLA PERFETTA CRONISTORIA DELLA CITTADINA, HA RAGIONE RENZI LA BUROCRAZIA HA AFFOSSATO QUESTO PAESE E AGGIUNGO INSIEME AI POLITICI DISONESTI