Appello al candidato Presidente per la Regione Lazio

Queste 10 domande sono rivolte al candidato Presidente per la Regione Lazio, sono 10 domande che raccolgono tutto il malcontento e l’arbitrio subito dagli assegnatari nel corso di questi anni.

Chiediamo ai candidati Presidenti se hanno intenzione di:

1) – Attuare e accelerare i piani di vendita, senza le limitazioni inserite nella legge 27/06, ripristinare le vendite archiviate ove esistono condomini misti;

2) – Emanare precise direttive all’Ater per la vendita degli alloggi che devono applicare esclusivamente, i criteri previsti dalla legge che disciplina la vendita, e non i criteri previsti per avere in assegnazione un alloggio popolare;

3) – Modificare la legge di sanatoria ripristinando il reddito di decadenza così come era stata votata la legge 27/06 originariamente prima della modifica apportata, che sta mettendo per strada circa 4000 famiglie che per pochi centesimi non rientrano nella sanatoria;

4) – Sanare tutte le situazioni rimaste inevase presso gli uffici di zona che riguardano volture e ampliamenti dei N.F. che le leggi che erano in vigore prevedavano e che non sono state lavorate dai funzionari degli uffici e che oggi rischiano di essere cacciati dall’alloggio in base alla nuova normativa;

5) – Rivedere tutte le normative che regolamentano l’accesso e la permanenza all’interno di un alloggio di edilizia residenziale pubblica che sono in contrasto con i principi costituzionale e di tutela della famiglia;

6) – Approvare una legge sui canoni che tenga conto del reale reddito famigliare per porre fine a discriminazioni fiscale, con i dovuti controlli;

7) – Trasformare le attuali aziende in Agenzie e ridurne il numero con un amministratore unico delegato che deve rispondere all’assessore e al consiglio regionale;

8) – Riaprire gli Uffici di Zona che debbono essere il punto di riferimento degli assegnatari e devono avere completa autonomia e decisione nel rispetto delle direttive politiche della regione e dell’amministratore delegato con verifica annuale del lavoro svolto;

9) – Una radicale mobilità dei dirigenti e dei funzionari dell’Ater di Roma con altro personale degli Enti Locali, per rimuovere tutte quelle incrostazioni e mentalità che si sono create nel corso degli anni che hanno portato disparità di trattamento e reso l’Ater di Roma un luogo dove le leggi non si applicano,ma si interpretano secondo l’arazio del funzionario-dirigente del momento;

10) – Che il Presidente eletto e il consiglio regionale si impegnino immediatamente a porre in atto quanto richiesto per il ripristino della legalità e del diritto all’interno delle case popolari, affinché cessino le occupazioni abusive, siano ripristinati i controlli e si torni a fare una reale e sostanziale politica per la casa, in quanto l’ultimo piano di edilizia residenziale pubblica risale al tempo di Fanfani, dare il giusto riconoscimento alle associazioni che da anni lavorano continuativamente sul territorio e che cessi la vergognosa usanza che l’Ater trattenga sulla bolletta del canone la quota dell’iscrizione al sindacato che poi riversa allo stesso.

Chi sosterrà tale programma avrà i nostri consensi e la nostra stima.

Il Presidente dell’associazione
Annamaria Addante

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