AVVISO -Diritto di prelazione

Tutti coloro che sono interessati ad estinguere il diritto di prelazione possono far richiesta all’ATER in quanto nel BUR della regione lazio il n.48 supplemento ordinario n.167 del 27.12.2008 è stata pubblicata la finanziaria e all’art.67 comma B c’è quanto ci interessa.

471 Commenti a “AVVISO -Diritto di prelazione”

  1. roberto scrive:

    gradirei delucidazioni in merito al BUR della regione lazio il n.48 supplemento ordinario n.167 del 27.12.2008 poichè mio zio stà cercando di vendere un immobile di proprietà, ma appartenente all’ater la palazzina, e non sà come fare .posso sapere dove trovare il supplemento indicato sul suo blog

    Addante risponde

    Il BUR della regione lazio si trova sul sito della regione sulla finestra bollettino ufficiale leggi.
    la legge pubblicata sul BUR è la N^31 del 24 dicembre 2008 e esattamente l’art.67 comma b).

  2. fernando annessa scrive:

    Gent.ma sig.ra Addante dopo le ultime iniziative vessatorie da parte dell’ ATER, mi sembra capire che pagando il 10% del valore catastale possiamo estinguere il diritto di prelazione e possiamo vendere l’immobile, ovviamente dopo il periodo in cui non e’ cedibile imposto dall’atto di acquisto che e’ di 5 o 10 anni. In tal caso non siamo piu’ costretti ad accettare il prezzo di riacquisto da parte dell’Istituto e venderlo sul libero mercato. Cortesemente Le chiedo se il pagamento puo’ essere eseguito in qualsiasi momento, anche prima di un eventuale vendita oppure se sussiste una scadenza.Mi scusi se sono stato ripetitivo ed avete gia risposto sull’argomento, ma questa e’ la prima volta che mi collego in quanto non sapevo dell’esistenza di questo blog. Ringraziandola per quello che fa per noi proprietari, attendo una sua cortese risposta e le porgo cordiali saluti. Fernando Annessa

    Annamaria Addante risponde

    No non vi è nessuna scadenza, basta inviare una lettera all’Ater quando si vuole togliere per avere le coordinate bancarie e la cifra da versare.

  3. Prima disperato adesso FELICE scrive:

    Mi scusi visto l’interesse generale non e’ che si potrebbe avere un fac-simile (un template) della lettera da inviare all’ATER per togliere il diritto di prelazione e richiedere la cifra da versare?
    GRAZIE MILLE!!
    Cordiali saluti

    Annamaria Addante risponde

    Certo tutto si può avere, però la nostra associazione ha anche bisogno di iscritti per poter continuare la sua opare a difesa sia dei proprietari che degli assegnatari, perchè la sede e le bollette si pagano, la carta, il fax, il telefono, tutto ci costa.
    La cifra per l’iscrizione è modesta solo 16 euro all’anno.
    La nostra sede è in via Elisabetta Canori Mora 15/21 tel.0623239827

  4. Maltese scrive:

    errore battitura email

  5. Mauro TE' scrive:

    Gent.ma Sig.ra Addante,
    mio padre acquistò nel luglio 1992 (L. 513/77 e succ. mod. L. 457/78) in comunione legale dei beni un alloggio IACP – Roma (ora ATER). Alla scomparsa di mio padre (1998) e, di mia madre (2000), l’alloggio per le successioni è di mia proprietà insieme ad altri due fratelli. Abbiamo deciso di voler cancellare il diritto di Prelazione che grava sull’alloggio anche se al momento non è nostra intenzione venderlo. Ho telefonato al Call Center dell’ATER Roma chiedendo l’iter da fare per la “RICHIESTA DELL’ESTINZIONE DEL DIRITTO DI PRELAZIONE” in base a quanto riportato all’art. 1 – comma 25 – L. n° 560/93.
    Mi hanno risposto che potevamo fare richiesta soltanto nel caso di eventuale vendita dell’alloggio inviando apposita lettera A.R. all’ATER, che entro i 60 gg dal ricevimento della comunicazione poteva ESERCITARE il Diritto di Prelazione all’acquisto dell’alloggio suddetto.
    Chiedo, gentilmente se l’ATER Roma ha ragione o meno in quanto noi vogliamo ESTINGUERE il Diritto di Prelazione (previo pagamento all’Ente cedente un importo pari al 10% del valore calcolato sulla base degli estimi catastali – art.1 comma 25 L. 560/93) e NON chiedere all’ATER di ESERCITARE il Diritto di Prelazione (art. 28. L. 513/77) previsto nel caso di eventuale alienazione dell’alloggio, in quanto al momento non abbiamo intenzione di venderlo.
    La ringrazio in anticipo per la risposta.
    Cordiali saluti,
    Mauro

    Annamaria Addante risponde:

    Passati i 10 anni dall’acquisto il diritto di prelazione può essere estinto a prescindere se uno vuole o meno vendere l’alloggio.
    Addirittura vi sono alcuni pareri legali che sostengono che il diritto di prelazione può esere tolto in qualsiasi momento, anche se l’alloggio prima dei cinque anni in caso di morte del titolare o prima dei10 anni non può essere venduto.
    Mi sono fatta carico di telefonare al cal-center per chiarire il problema è credo che da oggi in poi le risposte saranno più precise.

  6. Anna Maria scrive:

    Gentile Signora Addante,
    avrei da proporle un quesito relativo al diritto di prelazione.

    Io ho acquistato dall’Aler (Istituto case popolari della Regione Lombardia)un appartamento all’asta 11 anni fa e la cessione dell’alloggio è avvenuto ai sensi della L. 560/93.
    Ora sono in procinto di vendere l’immobile, ed ho anche trovato l’acquirente e stabilito il prezzo;

    Io però, invece di estinguere il diritto di prelazione dietro il pagamento del 10% del valore catastale, vorrei esercitare il dirfitto di prelazione in favore dell’Aler. Volevo sapere se ciò è possibile e se mi può dare qualche consiglio in merito.

    Grazie in anticipo.

    Annamaria addante risponde

    Gli alloggi acquistati all’asta non credo che conservino i vincoli che hanno invece gli assegnatari che acquistano,comunque nell’atto dimacquisto se ci sono vincoli sono scritti, se non c’è scritto niente può venderlo liberamente senza pagare nessuna rendita.
    Ma comunque ritengo che se debba pagare il 10% della rendita le convenga pagarla e venderlo a libero mercato che farlo ricomprare dall’azienda,perchè l’azienda lo compra al prezzo che lo aveva venduto più l’aumento ISTAT.

    Parziale Anna

  7. Gustavo Tirone scrive:

    Gent. Annamaria Addante,
    Il sottoscritto con sei fratelli siamo eredi di un appartamento ex GESCAL, che mio padre prese nel 1969.
    Abbiamo un normale atto notorio dove assegna l’appartamento a nostro padre, con diritto di proprietà del terreno dal parte del comune di Roma.
    Avendo trovato un acquirente il notaio ci ha detto che dobbiamo inoltrare la richiesta di rinuncia del diritto di prelazione da parte dell’ATER di Roma.
    All’assegnazione dell’appartamento nostro padre ha versato un concruo anticipo e il resto a rate mensili debitamente versate fino all’estinzione del debito, ci rientriamo anche noi a tale richiesta? E il comune può rifiutarsi di rilasciare questo documento?
    Ringrazio per la Sua consulenza e porgo distinti saluti.
    Gustavo Tirone

    Annamaria addante risponde

    Si anche voi siete soggetti all’estinzione del diritto di prelazione,ma dovete anche risolvere con l’Ater la questione della proprietà del terreno, che l’ater avrebbe dovuto già definire con il comune.

  8. Sandonà Tiziano Maria scrive:

    Vorrei gentilmente sapere cosa succede quando, fatta richiesta all’Ater per l’estinzione del diritto di prelazione, l’Ater trascorsi oltre nove mesi dalla richiesta suddetta non risponde, e non manda neanche la comunicazione di quanto e come pagare per l’estinzione stessa.
    Non è che per caso, oltre al diritto di prelazione decade anche il diritto dell’Ater di incassare il 10% della R.C. dovuto per l’estinzione?
    Ringraziando, porgo distinti saluti.
    Tiziano Maria Sandonà

    Annamaria addante risponde

    Non decade nessun diritto,purtroppo l’ater è scordarella,considerato che lei ha fatto la domanda nove mesi fa, sicuramente è stata archiviata in quanto l’ater aveva fatto la delibera per riacquistare lei stessa gli immobili per venderli essa a prezzo di mercato in modo di fare cassa per pagare i suoi debiti.per fortuna abbiamo sventato questa truffa.Occorre solamente sollecitare la sua pratica.

  9. gianluca scrive:

    Gent.ssima dott.sa vorrei sapere se oltre al diritto di prelazione si poteva estinguere prima dei 10 anni il debito con l’iacp per eliminare il diritto di alienabilità dell’immobile e poterlo rivendere prima quindi della scandenza

    Annamaria addante risponde

    Purtroppo prima dei 10 anni non si può vendere l’alloggio,questa è una limitazione per evitare la speculazione,visto i prezzi modici dell’acquisto.

  10. Sorrentino Cecilia scrive:

    In seguito alla divisione di tutti i beni di famiglia, circa 10 anni fa, a me è toccato l’appartamento IACP, assegnato a mio padre nel lontano 1967, mentre gli altri fratelli hanno avuto altri beni di famiglia estranei alla IACP. Dovendo vendere tale appartamento, mi tocca pagare il 10%del valore catastale e, se la risposta è affermativa,mi tocca pagare da sola ? Faccio presente che all’atto della divisione non era previsto alcun balzello ed i notai non facevano difficoltà in merito, per cui i valori alle quote in sede di divisione sono stati calcolati in base ai valori di mercato senza tener conto di futuri ostacoli.

    Annamaria Addante risponde

    Deve verificare sull’atto notarile di acquisto della casa popoalre con quale legge è stata acquistata. Se è la legge 513/77 o la 42/91 deve pagare il 10% della rendita catastale moltiblicata per cento altrimenti no.
    Per quanto riguarda la divisone dei beni può chiedere al notaio la revisione includendo tale somma.

  11. luigi scrive:

    nel 2003 ho comprato la casa dell iacp di napoli con mia moglie poi ci siamo separati adesso lei non c’e’ piu’ e io vivo a milano per lavoro ,posso
    vendere l’appartamento anche se non sono passati i dieci anni
    grazie

    Annamaria Addante risponde

    Non posso darti una risposta precisa perchè non conosco la legislazione regionale della Campania, ma se il tuo alloggio l’hai acquistato con la legge 560/93, vista la gravità della situazione ritengo che tu possa venderla.

  12. Tiziana scrive:

    Mio marito e due fratelli hanno ereditato un appatamento acquistatoall’Ater dalla mamma nel marzo 2008. La mamma è deceduta a dicembre 2008. Possono vendere l’appartamento che era soggetto a vincolo di 10 anni? Se si cosa devono pagare? Grazie Tiziana

    Annamaria Addante risponde

    Per poter vendere l’appartamento dovete aspettare cinque anni, infatti la legge riduce il termine in caso di morte.
    Nel frattempo potete richiedere con calma l’estinzione del diritto di prelazione inviando la richiesta all’Ater e i relativi documenti.
    Per l’estinzione dovrete pagare il 10% della rendita catastale moltiplicata per 100 più il 20% iva.

  13. Andrea scrive:

    Mia suocera deve vendere un alloggio IACP riscattato nel 1965; è tenuta a pagare il diritto di prelazione allo IACP nonostante lo stesso sia stato previsto per la prima volta nel 1977?
    Grazie

    Cortesemente mi dovrebbe far sapere con quale legge o DPR è stato venduto l’alloggio, per verificare se era previsto il diritto di prelazione.
    Il riferimento lo trova sul rogito con cui ha stipulato l’atto di vendita.

  14. cesarini circe scrive:

    Gent.ma sig,ra Addante. Lei e’ stata sempre molto cortese con me rispondendo ai miei dubbi. Io potro’ vendere la mia casa a Settembre 2010, sa andro’ a vivere con mio figlio. dopo che e’ trascorso il periodo dei 5 anni ( periodo gia indicato sul rogito in quanto ho 89 anni). Non mi e’ chiara una cosa: posso richiedere l’estinzione del diritto di prelazione da adesso? oppure devo attendere la scadenza dei 5 anni? La ringrazio e la benedico per tutto quello che fa : specialmente per noi molto anziani. Circe Cesarini

    Annamaria Addante risponde

    Lei può anche chiederla ora,ma non si sa mai riuscissimo a far estinguere questa gabella da pagare, le consiglio di aspettare non si sa mai a pagare si fa sempre in tempo.

  15. cesarini circe scrive:

    La ringrazio per la cortesissima risposta anche a nome di mio figlio. Circe

  16. Demetrio scrive:

    Buongiorno, devo vendere il mio appartamento sito in prov di Salerno ed acquistato più di 10 anni fa ai sensi della legge 560/93. Non vorrei estinguere il diritto di prelazione a favore dell’IACP ma semplicemente dare in prelazione il bene all’IACP nella speranza che non eserciti tale diritto. E’ un’ipotesi percorribile? Il prezzo dell’eventuale acquisto da parte dell’IACP sarà quello indicato nella mia comunicazione all’IACP (prezzo della proposta di vendita concordato con il terzo promissario acquirente) o L’IACP ha comunque la possibilità di esercitare tale diritto al prezzo del mio acquisto rivalutato agli indici ISTAT?

    Grazie in anticipo

    Demetrio

    Annamaria Addante risponde

    La legge 560 prevede il diritto di prelazione, se lei vuole vendere il proprio alloggio a prezzo di mercato deve prima estinguere il diritto di prelazione,altrimenti lo IACP lo ricompra al prezzo che lei lo aveva acquistato più l’aumento ISTAT dal momento della vendita da parte dello IACP al momento dell’acquisto da parte dello IACP.
    Non credo che le convenga, verifichi la sua rendita catastale la moltiplichi per cento quello è quanto le costerà pagare il diritto di prelazione e forse dovrà aggiungere al quel prezzo l’iva al 20%.

  17. Palmerino scrive:

    Gentile Dottoressa io e mia moglie avremmo intenzione di acquistare una casa di propieta’ dell’ IACP. La vendita di tale immobile prevede la limitazione dei 10 anni ( per ora ne sono passati 5 ) e prevede il diritto di prelazione da parte dell’istituto…
    Quale soluzione potremmo trovare con il propietario dell’immobile per assicurarci la casa sin da ora??
    dopo aver letto vari post su questo sito e da ignorante in materia mi verrebbe di dire:
    1) estinguere il diritto di prelazione
    2) dopo aver estino tale diritto, stipulare un contratto preliminare in cui il venditore si impegna tra 5 anni a vendere l’appartamento.
    puo’ essere una soluzione? eventualmente ce ne sono altre??
    grazie tante Palmerino

    Annamaria Addante risponde

    Per fare ciò che lei chiede occore fare degli atti particolari, per garantirsi, se lei mi telefona le spiegherò tutto dettagliatamente il mio cell.3394581140

  18. elena scrive:

    Buongiorno, avrei bisogno di risolvere alcuni dubbi in merito alle differenze relative all’esercizio del diritto di prelazione nella legge 560 del 1993 e nella legge 513 del 1977.
    Il pagamento del 10% della rendita catastale per lo svincolo dal diritto di prelazione esiste soltanto per la legge 513 del 1977 o permane anche per la legge 560 del 1993? In base all’art 25 della legge 560 del 1993 sembra valere solo per le compravendite stipulate in base alla legge 513 del 1977, giusto?!
    Inoltre, quando bisogna inoltrare agli Iciap la comunicazione con l’intenzione di vendere l’immobile chiedendo così all’ente se intende esercitare il diritto di prelazione, quale prezzo bisogna indicare? Il prezzo cioè deve essere indicato da noi utenti ed è il prezzo di mercato? oppure il prezzo deve esserci comunicato dall’ente, ed è quello a cui l’ente può acquistare l’immobile qualora decida di esercitare il diritto di prelazione?
    Non so se sono riuscita ad essere chiara in queste domande. Premetto che vivo in Toscana, non so se questo può essere un dato in più per risolvere il problema.
    Grazie.elena

    Annamaria Addante risponde

    Si da una semplice lettura dell’articolo puo essere interpretata solo per la 513,ma poi ci sono stati diversi pareri in merito che affermano il contrario.

    Inoltre la regione lazio lo ha specificato bene nella sua finanziaria, non so le altre regioni cosa hanno fatto.

    Il diritto di prelazione funziona in questo modo:l’assegnatario che deve vendere invia allo IACP o come si chiama oggi l’ente una richiesta per l’estinzione del diritto di prelazione alla quale deve allegare copia del rogito,copia documento di riconoscimento,copia codice fiscale,eventuale successione in caso di morte del proprietario.

    L’ente le invierà una nota con il prezzo da pagare per avere l’estinzione del diritto di prelazione che sarebbe il 10% della rendita catastale moltiblicata per cento.

    Con quella dovrà versare la somma richiesta e le invieranno un’altra lettera che la libera del diritto di prelazione.

    Con la vecchia 513 l’ente poteva ricomprare l’alloggio allo stesso prezzo che lo aveva venduto aumentato dell’aumento ISTAT. Se ciò fosse stato messo in atto per il proprietario sarebbe stata una vera disgrazia, tutto sommato è meglio pagare il diritto di prelazione e poi venderlo a prezzo di mercato.

    Spero di essere stata chiara,comunque sono sempre a disposizione per qualsiasi chiarimento.

  19. elena scrive:

    Grazie per la celere risposta che mi ha dato! Mi è stata di grande aiuto.
    Vado subito a controllare la legge finanziaria della legge toscana cosa dice in merito.
    Riguardo al prezzo a cui l’ente può riacquistare l’alloggio, il prezzo è quello di mercato in qualunque caso?
    Il riacquisto dell’immobile al prezzo di mercato da parte dell’ente quindi vale sia per la legge 560 che per la legge 513?
    Leggendo la legge 513 mi ero dunque erroneamente convinta che il prezzo di riacquisto dell’immobile da parte dell’ente fosse quello a cui l’immobile era stato venduto aumentato dell’istat!!
    Quindi nel momento in cui un utente deve inoltrare la richiesta all’ente per sapere se questo intende esercitare il diritto di prelazione deve indicare il prezzo di mercato ? Le dico questo poichè nel mio comune nella comunicazione che il cittadino deve inviare all’ente deve indicare anche il prezzo di vendita.
    Grazie di nuovo e complimenti per questo forum,è utilissimo!!!!!
    Elena

    Annamaria Addante risponde

    Cara signora, lei sicuramente ha interpretato male ciò che ho scritto.
    L’ente se non concede il diritto di prelazione non compra il suo alloggio a prezzo di mercato, ma allo stesso prezzo che lei lo aveva pagato a loro con l’aggiunta dell’aumento ISTAT.
    Ora la normativa della sua regione non l’ho approfondita,ma dato che la legge 560 è una legge nazionale a quella si devono attenere tutti.
    Comunque lei deve verificare le leggi della sua regione che disciplinano l’ente in tema di vendita, per verificare se vi sono state modifiche in merito.

  20. Luigi Armando Gemmo scrive:

    Ho editatato in seguito al decesso di mia madre un immobile Ater ho anche estinto il diritto di prelazione e stavo per venderlo ma il notaio della controparte ha richiesto il nulla-osta dell’istituto per la rivendita prima dei cinque anni. Cosa posso fare per rispettare i tempi della compravendita?

    Annamaria Addante risponde
    prima dei cinque anni non può rivenderlo.In attesa può effettuare una vendita differita.

  21. Monica scrive:

    Buongiorno, volevo un’informazione ho acquistato un appartamento dell’ater come prima casa ed in regime di separazione dei beni e quindo sono io l’unica intestataria, la domanda è: può mio marito acquistare un altro immobile come prima casa senza creare alcun problema, ossia rischiamo di perdere qualche requisito essenziale che garantisce la validità dell’atto stipulato con l’ater o no?? grazie

    Annamaria Addante risponde

    Queste norme sono stabilite dal codice civile basta consultarlo.

  22. enrico scrive:

    ho acquistato la casa con iacp nel 1995 tnsieme a mia moglie .
    adesso mia moglie e morta posso venderla a mia figlia senza aspettare
    i 60 giorni per il consenso della prelazione?

    grazie

    Annamaria Addante risponde

    Lei non deve aspettare i 60 giorni deve solo fare domanda all’ater in via di valle aurelia286 h chiedendo di estinguere il diritto di prelazione allegando copia del rogito,successione, codice fiscale e documento.
    Aspettare la lettera dell’ater che gli comunica il prezzo da pagare per estinguere la prelazione che è il 10% della rendita catastale moltiplicata per cento più il 20% iva.

  23. Matteo scrive:

    Buongiorno, mia moglie ha ereditato un appartamento ex IACP (legge 77) insieme al fratello. Per una serie di motivi lei possiede i 5/6 e il fratello ne possiede 1/6.
    I dieci anni sono trascorsi e ora vorrebbe riacquistare dal fratello la quota residua.
    Il diritto di prelazione si applica anche in questo caso ? E’ possibile che l’ATER vada a riacquistarsi 1/6 dell’appartamento ?
    Per far estinguere il diritto, se necessario, devono fare domanda congiunta o è possibile farlo separatamente (quindi solo sulla quota in vendita) ?
    Grazie

    Secondo la normativa vigente è si,ma vorrei affrontare questo problema in particolare, mi dia qualche giorno di tempo perchè vorrei verificare alcune cose e poi le farò sapere con più precisione.

  24. floria scrive:

    gent. signora vorrei delle delucidazioni . sono assegnataria di una casa dell aterp nel comune di catanzaro, sarei interessata a comprare questo alloggio , ma non so che iter devo seguire, sono assegnataria dal 1991 , vorrei sapere le modalita´di pagamento e i miei diritti.grazie

    Annamaria Addante risponde
    Gentile signora,lei deve verificare se la l’aterp ha fatto dei piani di vendita per verificare quali sono gli alloggi da vendere e se il suo rientra nei piani, inoltre deve verificare se hanno applicato la legge 560/93 per la vendita degli alloggi costruiti a totale o parziale contributo dello Stato.
    Inoltre dovrebbe sapere con quale legge o DPR è stato costruito il suo immobile.Comunque tutte queste notizie potrebbe averle direttamente dall’ufficio vendite dell’aterp di Catanzaro.
    Le conviene informarsi ,perchè se tutte funzionano come l’ater di Roma se non si fa parte attiva sta fresca ad aspettare.
    Spero di esserle stata utile e mi faccia sapere.

  25. Deborah scrive:

    Gent.mi,
    vorrei se possibile avere una bozza di lettera per rinuncia al diritto di prelazione da parte dell’ater.

    Grazie

    Annamaria Addante risponde

    Non occorre una bozza basta inviare una lettera all’ATER di Roma chiedendo l’estinzione del diritto di prelazione relativo all’alloggio e allegare una copia del rogito,eventuale successione se vi è,copia del documento, codice fiscale e visura catastale aggiornata.

  26. maura scrive:

    Gent.le Sig.ra Annamaria, tra le varie risposte ai quesiti proposti ho visto che lei ha fatto riferimento ad una legge che stabilisce la diminuzione per gli eredi del termine (da 10 a 5 anni) per la vendita di un immobile acquistato dallo IACP da persona poi deceduta. Ho provato a trovarla ma non ci sono riuscita. grazie maura

    Annamaria Addante risponde

    Non l’ha trovata perchè la norma è nella finanziaria 2007

  27. Cesarini Circe scrive:

    Gent.ma sig.ra Addante. Sto per chiedere lo svincolo dal diritto di prelazione.
    Vorrei sapere una precisazione: una volta ottenuto lo svincolo, nel caso che non riesca a vendere l’appartamento in breve tempo e ,mio malgrado data la vegliarda eta’ di 90 anni, dovessi decedere lo svincolo e’ valido anche per mio figlio unico che ereditera’ l’appartamento? Non vorrei che trattandosi di altro nominativo dovesse ripagare. Mio figlio mi dice di non poreoccuparmi in quanto campero’ fino a 100 anni, bonta’ sua, ma non vorrei commettere passi falsi. La ringrazio come sempre e la saluto cordialmente

    Annamaria Addante risponde

    E io le auguro di vero cuore anche di più, ma comunque stia tranquillo il diritto di prelazione una volta estinto è estinto per sempre anche nei confronti degli eredi.

  28. Elena chiede un chiarimento scrive:

    Gent.ma sig.ra AnnaMaria.
    Vorrei sapere delle delucidazione: abito in una casa Ater da piu’ di 20 anni con regolare contratto di affitto, ho saputo che l’ appartamento rientra nelle vendite con il prossimo anno ed io sono intenzionata all’acquisto,dato che devo subire una operazione, con molti mesi di riabilitazione dato che vivo da sola mi devo spostare a casa di mio figlio che abita a Milano; per poterla acquistare subito cosa devo fare?
    La ringrazio anticipatamente Elena

    annamaria addante risponde

    gent.le sign.ra se mi fa sapere quale quartiere abita vedrò se è possibile anticipare la vendita, se vuole può anche chiamarmi sul cellulare.3394581140

  29. adriana chiede un chiarimento scrive:

    sono una donna di 65 anni prendo la pensione sociale e non ho una casa momentaneamente vivo con mio figlio , che purtroppo gli peso molto ….. Ho saputo che ci sono delle case popolari che non interessano a nessuno in zona Cesano ed Ardea e’ vero? e per poter usufruire di una di queste cosa devo fare sono disperata aiutami. Ciao e ringrazio della cortese attenzione

    Annamaria Addante risponde

    Le case popolari vengono assegnate in base alla graduatoria, spero che lei abbia fatto la domanda di assegnazione di un alloggio popolare.
    Per quanto riguarda le case da lei indicate dovrebbe informarsi presso l’Ater della Provincia di Roma che ha la sede a piazza dei navigatori per quanto riguarda le case di Ardea o addirittura presso il comune di Ardea.
    Per Cesano deve rivolgersi sempre all’Ater della Provincia di Roma e al comune di Roma presso gli uffici dell’eur.

  30. Elena chiede un chiarimento scrive:

    Grazie di avermi risposto, la zona e’: via Appia N uova 359 , sicuramente verro’ in ufficio . e’ cosi’ cortese di dirmi quando riaprite l’ufficio ? per prendere un appuntamento con Lei. Grazie e a presto

    Annamaria Addante risponde

    ti farò sapere con certezza se sono in vendita per la fine di agosto, perchè momentaneamente non ho con me le delibere dei piani di vendita

  31. Alessandra scrive:

    salve..i miei genitori hanno comprato un appartamento IACP a Napoli nel 2007. A causa di problemi all’edificio stanno per essere deliberati una serie di lavori di ristrutturazione dello stesso alquanto onerosi, pertanto la rata dei lavori sommata a quella del mutuo stipulato per l’acquisto della casa diventerà per loro piuttosto pesante per i prossimi 36 mesi. So che c’e’ una legge che impedisce la vendita delle case IACP prima dei 10 anni per evitare speculazioni, ma in una situazione di difficoltà comprovata non e’ possibile vendere prima del termine? Grazie.

    Annamaria Addante risponde
    La legge 560 prevede che per 10 anni non si può vendere l’alloggio, ma tale termine è stato portato a cinque anni per gravi motivi l’età,il decesso,l’età avanzata, la regione lazio applica questi criteri lei deve vedere se la regione campania si è adeguata, ma se non ricordo male il periodo da 10 a cinque anni è stato modificato anche in una finanziaria nazionale.

  32. Carmine scrive:

    Buongiorno. Ho bisogno di un’informazione. Nell’ottobre 2007 ho acquistato un appartamento ex IACP Il cui proprietario l’aveva riscattata regolarmente circa 20 anni fa. Ora mi chiedo: la persona che me l’ha venduto doveva pagare il diritto di prelazione?
    Ed io, ora che sono il nuovo proprietario, ho degli obblighi con l’IACP?
    Il notaio al momento dell’atto non mi ha segnalato nulla!!!!

    GRAZIE

    Annamaria addante risponde
    Se il vecchio proprietario non ha pagato nulla evidentemente la legge con cui ha comprato non era nè la 513/77 ne la legge 42/91.
    E comunque lei non deve nulla.

  33. Cesarini Circe scrive:

    Buongiorno Sig.ra Addante. Per cortesia puo’ dirmi a quanto ammonta la percentuale di IVA da aggiungere al valore catastale dell’immobile per togliere il diritto di prelazione? Ringraziandola sempre per le sue cortesissime risposte, le porgo cari saluti. Cesarini Circe

    Annamaria Addante risponde

    Come le ho già detto è il 20% sulla percentuale della rendita catastale da pagare.

  34. Cesarini Circe scrive:

    Buongiorno forse non ha ricevuto la mia precedente emal, ovvero quella spoedita per mio conto da mio figlio Fernando, ma gradirei sapere a quanto ammonta la percentuale di IVA da pagarel in caso di richiesta di esclusione del diritto di prelazione. Ho provato inutilmente a contattare il centralino dell’ ATER, ma non risponde nessuno. La ringrazio anticipatamente Circe Cesarini

    Annamaria Addante risponde

    l’iva è al 20%

  35. Alessandro Corbi scrive:

    Sono proprietario di un immobile Ater in Via Adalberto, sono in corso di acquisto entro il mese di settembre. Posso pagare il 10% della rendita catastale oltre IVA, aggiungendolo al prezzo di cessione dell’immobile per ottenere la rinuncia alla prelazione prima della stipula del rogito e quindi stipulare con già espressa la rinuncia da parte dell’Ater?
    Grazie
    alessandro Corbi

    Annamaria Addante risponde

    Secondo me si,ma quelli dell’ater sono ottusi per non dire altro,perchè la legge non specifica quando si deve pagare,ma dato che vi è il vincolo che per poter rivendere l’alloggio debbono trascorrere 10 anni ridotti a 5 in casi speciali, loro interpretano la legge in modo restrittivo e non concedono di pagarlo prima.
    Le do un consiglio acquisti l’alloggio senza pagare il diritto di prelazione,altrimenti se fa tale richiesta rischia che le bloccano la pratica (conoscendoli) e comunque a pagare si fa sempre in tempo, non sia mai detto che venga un politico illuminato ed elimina il diritto di prelazione, perchè pagarlo prima?

  36. serena scrive:

    vorrei sapere se si può vendere un alloggio acquistato nel 2007 di proprietà comunale, acquistato con la legge 560/93, adesso in quanto sull’atto di acquisto non vi è nessun riferimento alla legge e nessun vincolo scritto.

    grazie

    Serena

    Annamaria Addante risponde

    Cara Serena,
    se nel suo atto non vi è nè la prescrizione,nè il vincolo a non vendere prima dei 10 anni lei può fare ciò che vuole mostrando l’atto al notaio.
    Ma mi sembra strano che il comune di roma abbia derogato a quanto è scritto nella legge 560,comunque tutto può accadere,guardi attentamente tutti gli articoli del rogito e se non c’è nulla lei può vendere tranquillamente il suo alloggio.

  37. Marzia Perla scrive:

    Buon giorno ho appena conosciuto il sito e leggendo ho da farle delle domande. Mio padre ha cquistato un alloggio iacp nel dicembre 2007 sarà possibile venderlo pima dei dieci anni dall’acquisto?
    Inoltre deve pagare il diritto di prelazione prima di vendere o passati dieci anni non deve nulla?

    Annamaria Addante risponde
    Caro signore, se la sua abitazione risiede nel Lazio, suo padre può vendere prima dei 10 anni se ha superato i 65 anni,altrimenti deve verificare le leggi della regione dove si trova l’alloggio.Comunque il diritto di prelazione non centra niente con il limite dei 10 anni,quello si estingue solo pagandolo.

  38. ANGELA scrive:

    Buongiorno annamaria , volevo chiedere ,mia mamma e morta ed era proprietaria di un immobile del’aler siamo cinque fratelli , voremmo sapere se possiamo vendere prima dei 10 anni , pagando il diritto di prelazione ,i dieci anni scadono nel 2010 .Grazie per la sua gentilezza per fortuna esistono persone come lei buona giornata

    Annamaria Addante risponde

    Gent.le signora Se lei risiede nel lazio (non ho capito bene perchè ha scritto aler) la regione con la sua finanziaria del 2007 a ridotto a cinque anni il tempo previsto per la vendita in tre casi età superiore a 65 anni decesso del titolare dell’alloggio o invalidità superiore al 66%.
    Comunque in una finanziaria nazionale del 2000 o 2002 ora non ricordo bene l’anno è stato comunque ridotto a cinque anni, però sempre pagando il diritto di prelazione.
    perchè i vincoli sono due uno gli anni e l’altro il diritto di prelazione che si estingue con il pagamento del 10% della rendita catastale.
    spero di essere stata chiara cordiali saluti

  39. Caterina Bonariva scrive:

    Buon giorno, annamariia, mia madre e deceduta ed era propritaria di un immobile ex IACP, io vorrei acquisire la parte ereditata dai meii 2 fratelli. Ho già richiesto l’importo del diritto di prelazione che l’Istituto esercita sull’immobile. La mia domanda è: chi deve pagare tale diritto di prelazione e in che percentuale?
    grazie Caterina

    annamaria addante risponde

    Il diritto di prelazione lo deve pagare chi vende, dato che l’alloggio in parte è anche tuo loro dovrebbero pagare la loro quota parte relativa alla loro parte di proprietà.

  40. ANGELA scrive:

    Buongiorno annamaria sono angela , si mi scusi mi sono dimenticata di dirle che siamo residenti a milano e che qui noi abbiamo aler , ma spero che sia la stessa cosa e’ stata davvero chiara . grazie mille

    Annamaria addante risponde
    Penso di si anche perchè la legge 560 è nazionale ciao

  41. Gianfranco scrive:

    Salve in riferimento al seguento commento:

    “Ho editatato in seguito al decesso di mia madre un immobile Ater ho anche estinto il diritto di prelazione e stavo per venderlo ma il notaio della controparte ha richiesto il nulla-osta dell’istituto per la rivendita prima dei cinque anni. Cosa posso fare per rispettare i tempi della compravendita?

    Annamaria Addante risponde
    prima dei cinque anni non può rivenderlo.In attesa può effettuare una vendita differita.”

    Dato che io stesso mi trovo in questa situazione, ma dalla parte del compratore volevo chiederle in cosa consiste il contratta di vendita differita.
    Le volevo fare un’altra domanda: nel caso in cui la compravendita non vada in porto entro la data stabilita nel compromesso ed avendo versato una cospicua caparra cosa succede?

    Annamaria Addante risponde

    La vendita differita consiste in un atto da stipulare presso un’avvocato (se vuole notizie più particolari può chiamarci al telefono).
    Se la vendita non viene rispettata per responsabilità del venditore vi sono le penali o addirittura il recesso dalla vendita con la restituzione della caparra maggiorata.

  42. mario scrive:

    Salve

    Ho estinto nel 2007 il diritto di prelazione su una casa Ater di Roma acquistata nel 2005.

    Voglio vendere la casa nel 2010 avendo il requisito della vendita anticipata ai 5 anni.
    Posso vendere a prezzo di mercato? o c’è il rischio che l’Ater eserciti nuovamente il diritto di prelazione giacchè il prezzo supera il 300% di quello da me pagato? Ho visto una delibera Ater del 2008 la numero 36 che mi preoccupa.
    Grazie in anticipo per la cortese risposta.

    Annamaria Addante risponde

    Se lei ha già pagato il diritto di prelazione, questo mi sorprende perchè mi risulta che l’Ater di Roma non lo fa pagare prima della scademza dei 10 o 5 anni.
    Se lei invece lo ha già pagato(e cortesemente vorrei una conferma in tal senso) lei può vendere la casa tranquillamente a prezzo di mercato.
    La delibera da lei vista non esiste più, infatti a seguito della battaglia fatta dalla mia associazione è stata superata con la legge regionale, per cui quella delibera oltre che essere illeggittima, non ha più nessuna efficacia.
    Era stata una invezione ridicola per fare cassa da parte dell’Ater di Roma, che ricomprava le case vendute allo stesso prezzo per rivenderle a prezzo di mercato,ma i furbetti dell’Ater di Roma sono stati sconfitti dalla sottoscritta e da tutto il consiglio regionale.

  43. mario scrive:

    Grazie per la cortese risposta.
    Le confermo che ho istinto il diritto pagando il 10% moltiplicato 100 del valore catastale oltre l’IVA. Mi potrebbe dire qual è l’atto che ha annullato la delibera da me citata ( 36/2008 ) che risulta ancora pubblicata sul sito dell’ater?
    Grazie ancora e la saluto cordialmente

    Annamaria Addante risponde
    La legge finanziaria della regione lazio

  44. Wanda scrive:

    gentile signora
    Mia madre, ora deceduta era proprietaria il una casa al Villaggio Olimpico, ha lasciato me una erede, ma in base alla legge la legittina ai miei due nipoti, figli di mio fratello deceduto. Non sono ancora passati 10 anni e quindi c’è il diritto di prelazione:Io non vorrei venderla in quanto i miei nipoti mi cederebboro la loro quota: Chiedo se la loro quota è il valore catastale aggiornato dell’immobile o è il prezzo di mercato? La ringrazio anticipatamente della risposta

    Annamaria Addante risponde

    Credo di aver capito che sua madre le ha lasciato in eredità il 50% dell’appartamento e il restante 50% ai suoi figli cioè ai nipoti della titolare.
    Ora se lei vuole acquistare l’altro 50% dovete estingure il diritto di prelazione, che consiste nel fare richiesta all’Ater di Roma allegando la dovuta documentazione e dovrete pagare il 10% della rendita catastale moltiplicata per cento più il 20% d’IVA all’Ater di Roma che vi rilascerà la liberatoria. E dato che la proprietaria originale è deceduta voi non dovete aspettare i dieci anni,ma ne bastano cinque.

  45. Wanda scrive:

    La ringrazio della risposta ma la mia richiesta era anche un’altra. Se io acquisto l’altro 50% il prezzo dell’acquisto è quello reale pagato da mia madre e rivalutato o il prezzo di mercato? Pensi che la differenza è enorme. L’immobile è stato acquistato a circa 90.000,oo euro e adesso hannno chiesto 440.000, 00 euro come valutazione
    grazie mille

    Annamaria Addante risponde

    Cara signora se fosse lei a vendere invece di comprare quale prezzo chiederebbe? quello originario o quello di mercato?
    La sua domanda mi sembra ingenua e non credo che i suoi acquirenti-parenti comproprietari siano così ingenui.
    Anche perchè questo giochetto di ricomprarlo allo stesso prezzo rivalutato dall’aumento dell’Istat lo voleva fare l’Ater ed è stato sconfitto.

  46. Fabrizio scrive:

    Gentile Sig.ra Addante è la prima volta che Le scrivo e, pertanto, già mi scuso se le porrò un quesito al quale magari ha già dato risposta.
    Mi trovo nella seguente situazione: mio nonno è assegnatario di un alloggio popolare (ATERP) di Catanzaro che ha poi successivamente riscattato nel 2001 per il quale paga mensilnente un rata relativa ad un mutuo che scadrà nel Luglio 2011 termine entro il quale decadrà anche il vincolo decennale di inalienabilità.
    Considerato il suo grave stato di salute, peggiorato negli ultimi tre anni (ictus, intervento alla vena femorale totalmente ricostruita, ecc.) tenga conto che è invalido al 100%, esiste un modo per beneficiare di una deroga al vincolo di inalienabilità decennale sussitendo quetsi gravi motivi di salute??? L’idea sarebbe di vendere questo appartamento e trasferirlo nell’immobile immediatamento sotto il mio.

    Annamaria Addante risponde

    Non so se la sua regione ha modificato qualcosa perchè nel lazio i 10 anni sono stati ridotti a cinque quando uno ha più di 65 anni, o è
    invalido al 66%,o per decesso del titolare.

    Comunque in una finanziaria nazionale i 10 anni sono stati ridotti a cinque ora non mi ricordo se era quella del 2002 o 2003.

    Le conviene recarsi presso la sua aterp o presso la regione per verificare se hanno recepito tale norma.

    Se la sua regione o l’aterp non hanno recepito la norma, vi è anche un’altro modo che è quello della vendita differita,basta che lei si rechi da un notaio e un avvocato e le sapranno dire come fare.

  47. Fabrizio scrive:

    la ringrazio per la sua celere risposta e le porgo i miei complimenti per questo suo “spazio” utile per tutti coloro che nutrono dubbi e non sanno bene, a volte, come inizare a muoversi. Mi attivo subito sui fronti che mi ha indicato (Aterp, Regione e consulto presso un notaio).

    un caro saluto

    Annamaria Addante risponde

    In bocca al lupo, sarei curiosa di sapere se la regione e l’aterp si sono adeguati,grazie.

  48. raffaele scrive:

    Gent.ma sig.ra Addante i miei genitori sono deceduti lasciando un appartamento a roma acquistato dall’Ater; l’acquisto avvenne con mutuo decennale estinto a dicembre 1999. Siamo 5 figli eredi per successione e l’anno prossimo vorremmo vendere e siccome nell’atto l’alienazione era regolata dall’art.28 L.513/77 modificato dall’art.52 L.457/78, Le chiedo :
    a) il diritto di prelazione deve essere comunque estinto anche se trascorsi dieci anni dall’estinzione del mutuo ed eventualmente qual’è la sua durata;
    b) se uno degli eredi intende cedere la sua quota ad altro fratello/sorella deve comunque interessare l’Ater per l’estinzione del male/benedetto diritto. La ringrazio molto.

    Annamaria Addante risponde

    Il limite dei 10 anni è riferito alla vendita che non si può fare prima dei 10 anni ridotti a cinque in casi particolari esempio il vostro.

    Il diritto di prelazione va sempre estinto se uno vuole rivendere l’alloggio
    altrimenti no.

    Se uno degli eredi vuole cedere la sua parte all’altro e non hanno altre cose in erdità possono rinunciare all’eredità e non devono pagare nessun diritto di prelazione.

  49. vincenzo scrive:

    Gentilissima Dottoressa Le chiedo per favore di delucidarmi per i dubbi sotto descritti:
    nel 1999 abbiamo comprato l ‘alloggio, dove abitavamo da 18 anni, dall’Aler di Lodi con la legge 560/93, intestando tale alloggio a mia figlia.
    nel 2001 tutta la ns famiglia ha cambiato residenza,compresa mia figlia.
    ora Le chiedo :nel 2009 puo’ mia figlia vedere l’alloggio?(dopo aver chiesto lo svincolo della prelazione all’Aler)
    deve pagare qualche tassa al notaio?
    La ringrazio anticipatamente
    vincenzo

    Annamaria Addante risponde
    Certamente sono passati 10 anni,ma deve sempre chiedere la liberatoria pagando il 10%della rendita catastale moltiblicata per cento, per cui deve inoltrare richiesta aler.

  50. Bernardo scrive:

    Gentile Sig.ra Addante,
    intanto vorrei farle i miei più sentiti complimenti per la solerzia e la dedizione che mette in questa causa, ma leggendo il suo profilo nella prima pagina del blog mi sembra che sia una costante nella sua vita…
    Le scrivo in quanto io e la mia compagna stiamo vendendo un immobile ex-ater e contestualmente acquistandone un altro visto che la famiglia si è allargata e la zona dove abitiamo ora è lontana dal lavoro di entrambi e dalla scuola del nostro piccoletto.
    Purtroppo l’agente immobiliare che sta seguendo la nostra vendita, non ci ha avvisato tempestivamente della necessità di estinguere il diritto di prelazione, e quindi abbiamo inviato la famosa raccomandata allATER solo la settimana scorsa.
    Purtroppo per non trovarci in guai seri, dovremmo essere in grado di poter vendere casa non oltre la fine di novembre… secondo lei c’è qualche modo di poter sollecitare la nostra pratica, un indirizzo o una persona alla quale far riferimento?
    In fondo dovrebbero soltanto fare un conticino elementare e darci l’IBAN sul quale versare… o no?
    La ringrazio anticipatamente e le auguro buon lavoro.

    Annamaria Addante risponde

    Purtroppo non è così facile se vuole fare presto mi dovrebbe inviare la sua richiesta via fax o via e-mail così io possa sollecitarla, ma non credo che riusciremo a farla entro novembre,ma ci proverò.mi invii anche un suo recapito telefonico.

  51. stefano maria scrive:

    Gentile Signora Addante,
    sto per acquistare un immobile che l’attuale proprietario ha acquistato dall’INCIS nel 1966 con successivo atto di quietanza datato 1988 in corrispondenza del pagamento da parte del proprietario dell’ultima rata.

    Sia l’atto di compravendita che l’atto di quietanza non menzionano alcun rifediritto di prelazione, né tantomeno si menziona la legge 513 del 1977 che tale diritto ha introdotto. Gli unici riferimenti normativi citati relativamente alla cessione dell’immobile sono il DPR 17/1/1959 e la legge 231 del 27.4.1962.

    Premsso che mi viene negato (in quanto non proprietario) un incontro con i funzionari del competente Ufficio Cessione e Alienazione alloggi, secondo lei, l’ATER può oggi vantare un diritto di prelazione su tale immobile o posso procedere da subito con l’acquisto dell’immobile senza che l’attuale proprietario comunichi all’ATER alcunchè ?

    Grazie mille

    Annamaria Addante risponde

    Gli alloggi che hanno il diritto di prelazione sono unicamente quelli venduti con la legge 513 del 1977 ,la legge 42 del 1991 e la legge 560 del 1993 gli altri non hanno nessun vincolo di sorta e possono essere venduti.

  52. Bernardo scrive:

    Grazie, speriamo bene…
    Potrebbe cortesemente inviarmi, magari al mio indirizzo email che ho specificato nel modulo, il suo indirizzo di posta elettronica e il numero di fax al quale posso inviare il tutto?
    Proverò a digitalizzare i documenti e ad inviarglieli in allegato appena possibile, insieme al mio recapito telefonico.
    Buona giornata e grazie ancora.

    Bernardo.

    Annamaria Addante risponde

    il mio fax-telefono dell’associazione è 06-23239827 la mia e-mail è am.addante@tin.it

  53. stefano maria scrive:

    Signora Presidente,
    grazie mille per la risposta. Secondo lei esistono riferimenti normativi in grado di provarlo o anche solo sentenze della Cassazione che attestanoche gli alloggi venduti con leggi diverse dalla l. 513/1977 ,dalla l.42/1991 e dalla l.560/1993 non hanno nessun vincolo di prelazione e possono essere venduti ?

    Annamaria Addante risponde

    La prova che quanto le ho detto è vero sta nel suo rogito,se nel suo rogito non c’è scritto nulla che faccia riverimento alla 513 del 77 o alla 569 del 93 o alla legge regionale 42 del 91 lei è libero di fare ciò che vuole.

  54. raffaele scrive:

    Gent.ma Annamaria La ringrazio per la risposta alla mia del 9 c.m. ma Le sarei sempre grato se volesse chiarirmi perchè il diritto di prelazione va sempre pagato e quindi estinto, anche quando sono trascorsi i prescritti dieci anni che, come Lei ha giustamente precisato è cosa diversa. Allora Le chiedo in base a quale articolo di legge debba continuare a sussistere qualsiasi eventuale diritto dell’Ater atteso che la l. 513/77, che regola tutta la materia, non fa alcun riferimento a tale estinzione nè obbliga l’acquirente/proprietario ad alcunchè dopo i dieci anni? Non è forse decaduta qualsiasi pretesa o questa susstiste a vita? Per quanto a mia conoscenza alcuni diritti hanno dei tempi ben precisi per essere esercitati altrimenti si prescrivono o decadono. Dove sbaglio. Grazie

    Annamaria Addante risponde

    Il diritto di prelazione non si estingue nel tempo,ma addirittura si eredita.Gli alloggi in vendita delle case popolari hanno due obblighi:che per 10 anni non si possono vendere e che trascorso tale termine per vendere occorre eliminare il diritto di prelazione.
    I 10 anni sono l’impedimento a rivendere un immobile pagato a prezzo non di mercato,ma a prezzo sociale, che servono a impedire la speculazione.
    Il diritto di prelazione è una tassa che si paga in quanto si fa una speculazione in base al prezzo di acquisto.
    La 513 aveva il diritto di prelazione peggiore di questo odierno,che poi lo Iacp non l’abbia esercitato è un’altra cosa,ma addirittura con la 513 lo Iacp aveva 60 giorni di tempo in caso che l’assegnatario volesse vendere l’alloggio,per ricompralo allo stesso prezzo che lo aveva venduto aumentato solo dell’incremento ISTAT.

  55. leo scrive:

    Gent. Annamaria.
    in base a quanto letto nei precedenti post, le chiederei una conferma.
    Tutti gli alloggi ex IACP riscattati nel lontano 1983 con riferimento alla legge 8 agosto 1977 n. 513 ( valida in qualsiasi regione italiana), possono essere liberati dal vincolo di prelazione senza rischiare che l’IACP possa ricomprarli?
    Grazie.

    Annamaria Addante risponde

    Si lo ha stabilito la legge 560 del 1993.

  56. melania scrive:

    Gentilissima Dottossa… ho letto tutte le casistiche possibili ed immaginabili… e fermo restando che sono chiarissimi i due obblighi (10/5 anni e rinuncia al diritto di prelazione) io vorrei sapere che cosa devo fare visto che ho inviato per ben due volte all’ATER la richiesta di rinuncia al diritto di prelazione e trascorsi i termini di legge (indicati nello specifico in 60 giorni) l’ATER non mi ha mai risposto… quindi di giorni dalla mia richiesta ne sono passati oltre 180.
    Mi posso ritenere svincolata ed esercitare il diritto di silenzio assenzo…?
    In fondo è la legge che stabilisce che l’ater deve rispondere entro 60 gg.
    e se non lo fa…? … che succede?
    La ringrazio per la cortese attenzione….

    Annamaria Addnate risponde

    Non succede nulla perchè la legge 560/93 prevede l’estinzione attraverso il pagamento.

    Ho sollecitato la sua pratica,ma se lei mi manda una copia della richiesta mi sarà più facile, perchè difficilmente si mettono a cercare le cose. il mio fax 0623239827

  57. Pierluigi scrive:

    Buon giorno, avrei bisogno di un informazione:
    più di dieci anni fa ho acquistato un appartamento dall’ALER di Cremona, oggi lo voglio vendere e ho gia comunicato all’ente tramite raccomandata sia l’intenzione di vendere l’immobile sia il prezzo.
    Quanto tempo ha l’ALER per rispondermi? passato questo termine posso procedere alla vendita avendo già trovato un acquirente?sono obblogato a riscattare il diritto di prelazione anche dopo il termine?
    Ringrazio anticipatamente
    Pierluigi

    Annamaria Addante risponde

    Se l’alloggio lo ha comprato con la legge 513 del 1977 o la legge 560 del 1993 lei deve pagare il diritto di prelazione così come è sancito nella legge 560 del 1993.
    Se lei ha acquistato con altre leggi nazionale non deve pagare nessun diritto di prelazione.
    Se invece ha acquistato con legge della sua regione deve verificare se tale legge fa riferimento alle due leggi nazionali che le ho indicato.

  58. Renata scrive:

    Gentile signora Addante, ho ereditato insieme a mia sorella una casa acquistata nel 1994 legge 560 da iacp-Genova. L’ appartamento è abitato da mio nipote, chiedo a che titolo posso lasciarglielo (es.uso gratuito o affitto) e che vincoli ho con Iacp. devo comunque estinguere il diritto di prelazione?
    ringrazio anticipatamente

    Annamaria Addante risponde

    Se nella sua regione non vi sono normative diverse regionali, lei ereditando l’alloggio ne diviene proprietario.

    Per cui deve pagare il diritto do prelazione solo se lo deve vendere.
    In merito al nipote che ci abita questa è una vostra scelta se farglielo occupare a titolo grauito o pagando un affitto.

    Voi sapete le condizioni del nipote,ma se può permetterselo di pagare un affitto sarebbe giusto farglielo pagare.

    Comunque è sembre bene fare un atto anche se gli consentite di non pagare,vi conviene fare un comodato d’uso stabilendo gli anni.

    E’ sempre bene cautelarsi.

  59. claudio scrive:

    mio suocero stà vendendo una casa iacp riscattata nel 1983 deve pagare dritti di prelazione all’iacp

    Annamaria Addante risponde

    Se l’acquisto è stato fatto con la legge 513 del 1977 si,comunque all’interno del rogito di acquisto c’è scritto.

  60. claudio scrive:

    p.s. l’appartamento iacp sito in napoli a completamento della precedente domanda

    Annamaria Addante risponde

    La legge 513 del 1977 era una legge nazionale e all’epoca le regioni la dovevano recepire così com’era.

  61. DINO scrive:

    Salve Dott.ssa ADDANTE,
    le scrivo da San Giuseppe Vesuviano (NA)- Alloggio IACP Napoli.
    Volevo chiederle alcune cose in merito al diritto di prelazione, è precisamente:
    la legge 560/93 dice che il soggetto, per estinguere il diritto di prelazione deve versare il 10% della rendita catastale moltiplicato per 100, più iva al 20%.
    La Regione Campania con una sua legge, è precisamente la L.R. n° 1 del 30/01/2008 Inalienabilità degli alloggi di edilizia residenziale pubblica acquistati da assegnatari o loro aventi diritto, che all’art. n° 55 all’articolo 3 cita:

    Art. 3. Il diritto di prelazione dell’ente già proprietario si estingue se il proprietario dell’alloggio versa all’ente cedente un importo pari alla somma della quota del venti per cento del valore dell’alloggio
    calcolato, sulla base degli estimi catastali, ai sensi del comma 10, primo periodo, dell’articolo 1 della legge n.560/1993, e della quota variabile decrescente dal 15 per cento all’1 per cento sullo stesso valore, da individuare secondo l’anno di distanza rispetto alla scadenza del vincolo di cui al comma 1 del presente articolo.
    La domanda è questa: quale delle due prevale, la legge Regionale o la 560/93?
    Cordiali saluti.
    Dott. Dino Ambrosio

    Annamaria addante risponde

    Quando le leggi regionali erano sottosposte al vaglio del commissario di governo le cose andavano meglio.Oggi con l’autonomia regionale accade che ogni regione modifica le leggi nazionali come meglio crede.
    Questa norma fu messa per fare cassa,ma non mi sembra che le altre regioni abbiano legiferato in modo diverso.Ma la cosa che mi sorprende come mai gli ex proprietari non si sono opposti quando stavano approvando la legge? Purtroppo temo che valga la legge regionale, perchè con i nuovi compiti dati alle regioni vi è anche quello sulla casa.
    Comunque cercherò di approfondire il problema,ma temo che non vi siano molti spazi.

  62. DINO scrive:

    Mi scusi volevo dire art.55 comma 3 cita:
    OK!

  63. claudio scrive:

    egreg.dott.ssa Addante
    La ringrazio per la sua gentilazza di risposta ad una precedente domanda,mio suocero sta vendendo un appartamentp iacp sul rogito con data 30 giugno 1981, non vi è segnata nessuna legge sia 560/93 che 513/77 trovo solo legge n 231 del 27.04.1962 oppure qualcuna antecedente.Vorrei sapere se bisogna pagare il diritto di prelazione e se si in che misura.La ringrazio

    Annamaria Addante risponde

    No non dovete pagare nulla.

  64. maria cristina scrive:

    buonasera Anna Maria, una mia amica ha chiesto di essere inserita nel contratto di locaione dal 1998, data della morte del padre. insieme chiedeva la voltura del contratto di locazione in favore della madre.
    oggi, alla morte della madre, chiede la voltura del contratto di locazione per se.
    Nonostante le raccomandate inviate all’ater nessuna risposta è pervenuta.
    Il complesso di cui fa parte l’appartamento è in vendita e la mia amica vorrebbe acquistarlo, ma se nn ha la qualità di assegnataria come fa?
    puoi darmi un consiglio? grazie

    Annamaria Addante risponde

    Per darti un consiglio mi occorrono alcune informazioni più precise e ti consiglio di farmi telefonare dalla tua amica o venite presso l’associazione in via Elisabetta canori Mora 15/21 dal linedì al venerdi dalle 17 alle 19.il tel.0623239827-3394581140

  65. stefano scrive:

    Salve Dott.ssa ADDANTE,
    mio suocero ha acquistato un immobile sito in Roma in data 27/06/2005 da Poste Italiane e nell’atto è indicato che in base alla legge 24 dic 1993 n.560 non può vendere prima dei 10 anni.
    Premesso che ha oltre 65 anni e che vuole vendere per trasferirsi in altro comune di residenza (Pomezia) dove si trovano le figlie, le chiedo:
    ha possibilità di farlo passati i 5 anni?
    La legge regionale che riguarda gli Ater e che sarebbe favorevole ha effetto anche per Poste Italiane (alcuni mi dicono di no)?
    Nel caso deve pagare un diritto di prelazione a qualcuno (ad es. Ater anche se le Poste non ne fanno parte)?
    La ringrazio per la sua gentilezza nel voler incontrare e soddisfare le domande di tante persone che quasi mai trovano canali dove attingere a risposte certe.
    Grazie.

    Stefano

    Annamaria Addante risponde

    Vi è stata anche una legge finanziaria nazionale che ha accorciato i tempi per il divieto di vendere da 10 a 5anni, purtroppo non mi ricordo bene di che anno è,mi sembra 2002,ma se fate una ricerca su internet la trovate.

    Inoltre va verificata anche un’altra cosa, le Poste che vi hanno venduto l’alloggio era il ministero, che oggi non c’è più per cui occorre verificare cosa si sono portati dietro le poste di oggi e questo lo può verificare solo vedendo l’atto di trasformazione dello scioglimento del ministero e della costituzione della nuova struttura delle poste.
    Per quanto attiene il diritto di prelazione basta leggere attentamente l’atto notarile fatto al momento dell’acquisto.
    Per la vendita c’è anche il sistema della vendita differita.
    Per chiarezza lei con l’ater non centra nulla.

  66. gianna scrive:

    buonasera
    vorrei sapere se per un immobile delle Poste venduto all’inquilino ai sensi della legge 560 -93 è contemplato il diritto di prelazione da parte di poste se il proprietario vende-fatti salvi i tempi di inalienabilità-o se può farmi sapere a chi chiedere.grazie

    Annamaria Addante risponde

    Dovete leggere attentamente l’atto notarile che avete fatto al momento dell’acquisto,all’interno dell’atto c’è scritto se c’è il diritto di prelazione.

  67. garavini mauro scrive:

    egr. dott.ssa Addante
    per poter perfezionare la vendita di un app.to ex Ater acquisito per donazione modale, ho presentato da un mese regolare domanda per la rinuncia al diritto di prelazione da parte dell’ATER , mi sono recato personalmentepresso gli ufici ATER per avere notizie sui tempi.La risposta è stata allucinante, 60 gg almeno per indicare l’importo da versare più altri 60 almeno per inviare la comunicazione con la quale il notaio potrà rogitare, adducendo come giustificazione gravosi impegni di lavoro. Le chiedo se attraverso la vs. ass. è possibile accorciare tali tempi che giudico vergognosi e umilianti per un cittadino che paga regolarmente le tasse. Grazie

    Annamaria Addante risponde

    Se lei mi invia la domanda che ha fatto cercherò di farle accorciare i tempi assurdi che ci impiegano e per i quali sto facendo una battaglia per ridurli.

  68. Stefano scrive:

    Gentile Anna Maria,
    Sono sposato in regime di comunione dei beni, mia suocera viveva in un appartamento dell’Ater. E’ deceduta.
    Volevo sapere cosa devo fare per succedere, con mia moglie nel diritto ad abitare in questo appartamento che sta a Roma zona Torre Gaia?

    Annamaria Addante risponde

    Non può fare nulla perchè se sua suocera era in affitto e nessuno di voi aveva la residenza nell’alloggio voi non potete andare ad abitarci, in quanto sareste considerati occupanti abusivi e verreste multati e cacciati via. E la multa è enorme,per cui vi conviene se le cose stanno così di riconsegnare le chiavi all’ater,perchè se l’alloggio viene occupato ne siete responsabili

  69. DINO scrive:

    Egr. Dott.ssa ADDANTE,
    tra poco dovrei stipulare un atto di cessione d’immobile con IACP Napoli, volevo chiederle:
    Come funziona per le spese notarili etc.? Sono a carico dell’acquirente o si dividono in egual modo con il venditore?
    La ringrazio anticipatamente.

    Annamaria addante risponde

    Le spese notarili sono a carico dell’acquirente.

  70. mauro scrive:

    mio padre 11/10/2005 a riscattato un apartamento dall’amministarzione comunale di orbetello dove esistete il vincolo di 10 anni esendo deceduto a novembre nel 2007 con testamento al lasciato l’appartamento a me e mio fratello. vorrei sapere non essendo trascorsi i 10 anni se si puo vendere l’appartamento. si sta pagando il riscatto a rate pari al vicolo e se si puo estingure prima in caso di vendita. cosa devo fare.
    mauro

    Annamaria Addante risponde

    Se l’alloggio non è stato pagato non si può vendere. Se estinguete il mutuo e la vostra Regione non ha compreso in caso di morte la riduzione del vincolo dei 10 anni, non potete fare nulla.Perchè sia i vincoli che il diritto di prelazione si ereditano.

  71. Anna Battista scrive:

    salve, volevo avere un informazione.
    Io sto acquistando una casa(nello stesso palazzo di mia madre) facendo un mutuo cointestato con mia madre. mia madre è un assegnataria iacp del comune di Taranto. Volevo sapere se mia madre dovesse intestarsi insieme a me la casa, ci sarebbero problemi poi per quanto riguarda la sua? o meglio li potrebbero toglierli l’assegnazione di casa sua?
    La ringrazio anticipatamente

    Annamaria Addante risponde

    Si c’è questo rischio.

  72. Pierluigi scrive:

    Ho chiesto all’ ALER di Cremona di poter pagare il diritto di prelazione come previsto dalla legge 560/93.
    Sono passati ormai trenta giorni e non ho ancora avuto notizie e anche telefonicamente non riesco ad avere una risposta. Vorrei sapere se l’ALER può rifiutarsi di cedermi il diritto di prelazione.
    Grazie
    Pierluigi

    Annamaria Addante risponde

    Assolutamente NO. Purtroppo vedo che tutto il mondo è Paese,solleciti la risposta ai sensi della legge 241/90 /quella sulla trasparenza

  73. mauro scrive:

    grazie della risposta che mi ha dato, ma gli faccio presente che era stato gia pagato un 30% sul l’importo dell’immobile e il resto era stato messo in 10 anni come il vincolo della legge 560/93 ma vorrei sapere se intanto posso levare il diritto di prelazione all’amministrazione comunale anche se sono passati solo 5anni perche avrei gia il compratore che aspetterebbe la scadenza del 10 anno come mi devo comportare

    Annamaria Addante risponde

    Forse non mi sono spegata bene se lei non ha finito di pagare l’alloggio e non sono passati i 10 anni lei anche se riesce a toglier anticipatamente il diritto di prelazione non può vendere l’allogggio.
    Nessun notaio le farebbe l’atto.
    Se poi vuole fare la vendita differita la può fare lo stesso e non c’è bisogno che toglie il diritto di prelazione perchè comunque il rogito per farlo deve aspettare i 10 anni.

  74. Davide scrive:

    Gentile Dr.ssa Addante, vorrei chiederle il riferimento normativo o sentenza che impone il pagamento dell’iva al 20% sul valore determinato dalla L.560/93 , art.24 per l’estinzione del diritto di prelazione. Leggendone il testo non si evince nulla in proposito.
    Grazie

    Annamaria Addante risponde

    Il riferimento non me lo ricordo,ma io stesso ho fatto accertamenti presso il ministero delle finanze ed ho appurato che occorre pagare l’iva, può chiederlo al ministero delle finanze anche lei,c’è una circolare in merito che non riguarda solo questo vi sono una serie di riferimenti per cui si deve pagare l’iva.

  75. Fabrizio Fiore scrive:

    Cara Annamaria,
    l’importo del 10% più Iva come deve essere versato, può essere dilazionato. Per quanto riguarda la domanda posso già inviarla sapendo che il termine dei cinque anni scade il 2 febbraio 2010.
    Dal momento che invio la domanda devo attendere la risposta dell’Ater per perfezionare la vendita.
    Grazie.

    Annamaria Addante risponde

    Il pagamento del diritto di prelazione non può essere dilazionato,va pagato intero.
    la domanda la deve fare alla scadenza dei 10 anni o 5 se ha più di 65 anni….
    Quando lei riceve la lettera da parte dell’ater con la cifra da pagare e fa il versamento il notaio non dovrebbe fare più obiezioni.

  76. Luigi Pavone scrive:

    Gentilisima Annamaria,
    per mia madre, 94enne, ho richiesto, con racc. A.R. del 5/11 u.s., il recesso dal diritto di prelazione per l’appartamento di Via Sabotino 17.
    Non ho più notizie e tanto meno riesco a parlare con il Dott. Mari o chi per lui.
    Scivolo ogni volta nelle pastoie di un call center senza avere alcuna risposta.
    Purtroppo non ho altre strade che la Sua, abbiamo bisogno di ricevere i conteggi e le coordinate bancarie dell’ATER, tutte le nostre iniziative sono ferme e potrebbero decadere. UN GRANDE DANNO……
    Forse la cosa migliore è andare direttamente a Valle Aurelia?
    Per cortesia, mi risponda pure al mio indirizzo e-mail e se crede anche sul blog.

    Annamaria Addante risponde
    le do l’e-mail del Presidente dell’ater al quale lei può chiedere per quale motivo l’ater non risponde alle richieste.Presidenza@aterroma.it
    Comunque lei continui a sollecitare e se non ottiene risposta le consiglio anche di rivolgersi ai giornali perchè questi signori devono smetterla di fare il comodo loro non rispettando i cittadini e i loro diritti.Mi faccia sapere se ottiene qualche risposta altrimento dopo le feste ci organizzeremo per risolvere tali problemi insieme.

  77. loredana scrive:

    Gentile Dott.ssa Addante, vorrei porle una domanda in merito alla vendita di un appartamento ATER prima della scadenza dei dieci anni.
    E’ possibile farlo pagando una penale prevista dalla legge? Grazie.

    Annamaria Addante risponde

    E’ possibile venderlo prima dei 10 anni se il titolare del contratto ha più di 65 anni,o se ha una invalidità superiore al 66% o in caso di morienza il periodo è ridotto a cinque anni e si deve sempre pagare il 10% della rendita catastale moltiplicata per cento più il 20% iva.

  78. Giorgio scrive:

    Gentile Dr.ssa Addante,
    mi chiamo Giorgio e vorrei esporle la mia situazione. Sono entrato in possesso di 1/12 di una casa riscattata dall’IACP di Roma nel 1987 con legge 513/77. Io sono entrato in possesso della mia quota ereditaria tramite successione da mio nonno a mio padre e da mio padre a me.
    Vorrei liquidare tutti i miei parenti aventi quote (mia nonna 8/12 – sorella mio padre 1/12 – sorella mio padre 1/12 – fratello mio padre 1/12) in questo appartamento con una compravendita e vorrei sapere se sono comunque soggetto al diritto di prelazione nei confronti dell’Ente visto che sono comunque proprietario di una quota che sono erede diretto del vecchio proprietario.
    Grazie anticipatamente e buona giornata

    Annamaria Addante risponde

    Vorrei sapere se la successione è stata già accettata e definita,perchè se questo non è ancora accaduto vi è una possibilità altrimenti deve pagare il diritto di prelazione all’ater.

  79. Giorgio scrive:

    Si tutte e due le successioni sono state accettate e definite.

    Annamaria Addante risponde

    Peccato,purtroppo devi pagare il 10% della rendita catastale più il 20 iva,perchè se lo aveste fatto prima loro rinunciavano all’eredità e tu non pagavi niente.

  80. loredana scrive:

    Salve! Grazie per aver risposto alla mia domanda precedente, ma ora mi è sorto un terribile dubbio: se l’assegnataria di un alloggio in fase di compravendita è legalmente separta, l’ex coniuge può avanzare dei diritti sull’appartamento in questione non essendoci il divorzio? GRAZIE INFINITE PER LA DISPONIBILITA’.

    Annamaria Addante risponde

    Con la separazione legale avviene anche la separazione dei beni, per cui tutto ciò che lei compra è suo.
    Inoltre se lei abita nell’alloggio significa che il giudice lo ha assegnato a lei nella separazione per cui anche se l’assegnatario era suo marito l’alloggio lo compra lei e rimane completamente suo.
    Auguri e stia tranquilla.

  81. salvatore scrive:

    gentilissima signora , ho aquistato un immobile all’asta e il vecchi prorietario lo vorrebbe ricomprare, ma nessuno mi sa dire se devo e quanto e la tassa da pagare se vendo prima di 5 anni. sembra che non sia mai sucesso che qualcuno abbia venduto e nessuno mi sa rispondere . le sarei grato se potesse farlo lei .grazie.

    Annamaria Addante risponde

    Per essere più precisa mi occorrerebbero notizie più precise,ma cercherò di rispondergli.
    Lei ha comprato questo alloggio ad una libera asta,per cui lei dovrebbe verificare se quando ha comprato vi erano dei vincoli,ossia se nel momento della vendita era stato detto che non si poteva rivendere prima di x anni e se nel momento della rivendita doveva pagare una percentuale,se ciò non è stato detto e sopratutto scritto lei ha acquistato un alloggio e ne può fare ciò che vuole.
    Verifichi bene gli atti dell’asta e dell’acquisto.

  82. salvatore scrive:

    dimenticavo l’immobile e in un comune della sardegna in provincia di ss. grazie ancora

    Ok.

  83. fabiano scrive:

    Salve, le chiedo un’informazione molto importante. Da pochi giorni è venuta a mancare la nonna di mia moglie, unica assegnataria di un alloggio dell’ATER di ROMA. L’alloggio si trova in una palazzina con abitazione già vendute e, poche rimaste solo in attesa dell’incontro per la stipula, dopo varie peripezie amministrative, anche noi eravamo in attesa dell’invito a stipula. Oggi che l’unica assegnataria non è più in vita, l’Ater, ufficio alienazioni, telefonicamente mi dice che sia andrà avanti ugualmente con il primo erede avente diritto, in questo caso la madre di mia moglie. Io le volevo chiedere, ma effettivamente sarà così semplice oppure dovranno fare nuovi controlli per verificare dei requisiti? Se sì, quali sono questi requisiti? Perché la madre di mia moglie possiede già due case, ma sono piccoli alloggi appena fuori roma (in località di montagna sopra Tivoli), non vorrei che possa influire. Grazie mille per la sua disponibilità.

    Annamaria Addante risponde

    Si avete diritto in quanto la signora aveva risposto affermativamente alla vendita e inoltre stavate andando a stipula.
    Non essendoci nessuno ad abitare nell’alloggio l’eredità va secondo la legge,ma chi eredita deve avere i requisiti previsti dalla legge ossia non deve avere proprietà che superino i centomila euro di rendita catastale,la rendita si calcola moltiplicando per cento la rendita catastale.

  84. fabiano scrive:

    Grazie mille. spero che si risolva per il meglio.
    Ultima domanda, basta che non superi il valore catastale di centomila euro per casa oppure centomila per il totale del valore delle rendite catastali di ogni singola abitazioni?

    Annamaria Addante risponde

    No il valore complessivo delle proprietà.

  85. Maria Rosaria scrive:

    Gentma Dott.essa A. Addante
    da anni assisto gratuitamente una Sigra invalida al 100% ed ultraottantenne, unica assegnataria di un alloggio ATER (in vendita)di Roma, la stessa, ha fatto circa 10 anni addietro la domanda di acquisto..senza alcuna risposta, pare che la risposta della racc si sia smarrita (così afferma un amministrat ater), per cui ci hanno consigliato di rifarla imediatamente.
    Io l’aiuterei nell’acquisto (praticamente la finanzierei del tutto) per poi alla sua morte poterla “ereditare”, ma la sigra,senza figli, ha 3 nipoti (figli di una sorella) con cui non ha rapporti…come posso fare (atto notarile), per cautelarmi? Considerando le precarie condizioni di salute (difficile prevedere che viva 5 anni)e la condizione familiare?
    Complimenti per la rubrica, la competenza, chiarezza e la non usuale disponibilità.
    Maria Rosaria Grazie ancora

    Annamaria Addante risponde

    purtropo non può assegnare la casa a lei perchè non è parente convivente, però le può lasciare la casa inserendola nel testamento.Ma per sua maggiore cautela visto che è lei che la paga può fare degli atti attraverso l’avvocato e il notaio che la garantiscono ancora di più visto che è lei a pagare.Le consiglio di rivolgersi all’avv.to Stefano Galeani e al notaio Giovanni Ungari-Trasatti, anche perchè per acquistare dovete indicare il notaio.
    Vi conviene fare subito la richiesta di acquisto,mettendo nella lettera che tale richiesta era stata già fatta dieci anni fa.
    Per qualsiasi altra informazione può anche chiamarmi al cellulare o venire in associazione.

  86. Mauro scrive:

    Gentile Signora,

    Secondo Lei, tenuto conto che la 560/93 prevede il diritto di prelazione per gli “IACP e loro consorzi…” ecc. ecc. e che io ho acquistato dal Comune, a chi spetta il prefato diritto?

    All’Ente alienante o all’IACP?

    Annamaria Addante risponde

    Al titolare del diritto di proprietà al momento della vendita.

  87. marco scrive:

    Gentile Dott.ssa Addante;
    i miei genitori hanno acquistato una appartamento IACP a Settembre del 93.
    Dato che ora mio padre è deceduto volevo sapere se è possibile vendere l’appartamento o mia madre prima di vendere deve estinguere il diritto di prelazione.
    Dato che non abbiamo ancora fatto l’atto di successione per la parte spettante a me in eredità, c’è qualche accorgimento da poter prendere per evitare di pagare il diritto di prelazione ?

    Grazie
    Marco

    Annamaria Addante risponde

    Purtroppo no, non c’è nessun espediente se l’alloggio lo dovete vendere,perchè il diritto di prelazione si eredita.
    Dovete fare domanda all’ater allegando copia del rogito,codice fiscale documento di riconoscimento e successione.

  88. alessia scrive:

    Gentile signora Addante, il mio quesito è molto analogo ai precedenti:
    il diritto di prelazione (560/93) si estingue il 5 luglio 2010 però il mio acquirente ha bisogno della casa e può stipulare al massimo il 31 luglio 2010.
    Ho già mandato la lettera all’A.T.E.R. per richiedere il conteggio per l’estinzione. E’ possibile che mi mandino il conteggio prima della scadenza??? E una volta effettuato il pagamento, posso stipulare (ovviamente allo scadere dei 5 anni, e quindi non prima del 5 luglio 2010) senza che l’Ente mi abbia inviato la quietanza di estinzione del diritto di prelazione? Grazie infinite e scusi il disturbo ma la Legge è davvero poco chiara e l’Ente di questo se ne approfitta!
    Alessia D’Arcangelo

    Annamaria Addante risponde

    No purtroppo lei può stipulare solo dopo aver pagato il diritto di prelazione.
    Ma se lei ha fatto la domanda precisando che le occorre di estinguere tale diritto entro la data di scadenza dovrebbero fargliela,comunque dopo le elezioni regionali lei mi ricontatti e vedrò di aiutarla.

  89. Leonardo scrive:

    Chiarissima dr.ssa Addante le chiedo un suo autorevole parere in merito all’applicabilità del diritto di prelazione, indicato nel rogito, in caso di donazione del 50% a favore del mio coniuge (all’atto dell’acquisto eravamo in regime di comunione) di un’immobile acquistato ai sensi della L. nr.560/93 e LL.RR. (Regione Siciliana) nr.43/94 e nr.31/96.

    Annamaria Addante risponde

    La donazione è possibile perchè non prevede una speculazione.
    Pertanto il diritto di prelazione lo pagherà solo in caso di vendita.

  90. roberto scrive:

    gentilissima dr.ssa Addante le pongo il seguente quesito.la mia ragazza sta vendendo un appartamento.secondo quanto registrato sul preliminare di compravendita entro la fine del mese di gennaio avrebbe divuto fare l’atto di vendita,ma l’acquirente l’ha contattata dicendole che non riuscirà a rispettare tale scadenza.che diritti ha?come si deve comportare?
    roberto

    Annamaria Addante risponde

    Questo contratto preliminare di vendita è stato fatto davanti ad un notaio? se si il notaio deve inviatre l’acquirente a concludere se non lo fa lei lo può citare in giudizio per mancato impegno contrattuale.
    Questa è una cosa che lei deve valutare attentamente e si consigli anche con il notaio.

  91. Marco scrive:

    Gentilissima Dr.ssa Addante vorrei sapere se esiste un sistema per vendere una casa ATER acquistata a Roma in contanti a settembre 2008 in base alla legge 24.12.1993 n.560. Mia madre, la proprietaria, dovrà trasferirsi in un altra regione (Abruzzo) per gravi motivi sanitari (mia madre classe 1929) e li cercare di acquistare un piccolo alloggio.
    La casa a Roma rimarrebbe vuota.
    La ringrazio anticipatamente e le sarei grato se mi informasse al fine di iscriversi alla Sua associazione

    Annamaria Addante risponde
    La casa la potrà vendere dopo 5 anni dall’acquisto, pagando il diritto di prelazione all’ater,ma se ha urgenza può provare ad effettuare la vendita differita.
    Se mi viene a trovare in associazione le spiegherò come fare. L’associazione è in via Elisabetta Canori Mora 15/21 dal lunedì al venerd’ dalle 17.00 alle 19.00 tel.06-23239827.

  92. carmela scrive:

    Informo tutti i proprietari di alloggi IACP in Campania che la finanziaria 2010 della regione campania ha modificato l’art. 55 della l.01/08 aggiungendo un 5 comma dove si dice che le disposizioni del suddetto articolo si applicano a contratti di acquisto stipulati successivamente all’entrata in vigore della legge 01/08.
    Cari proprietari di alloggi IACP , ATER e quant’altro anche in campania abbiamo politici pronti ad ascoltare le nostre problematiche e le truffe si
    Grazie Consigliere Ragosta

    Annamaria Addante risponde

    La pregherei di essere più preciso nelle informazioni e citare il numero della finanziaria che ha apportato tali modifiche in modo da poter verificare quanto da lei dichiarato,altrimenti fa solo confusione,anche perchè non è ben chiaro quale sia il suo pensiero,la ringrazio se vorrà essere più esplicito.

  93. Nicola scrive:

    Gentile Dr.ssa Annamaria Addante sono della prov. di Caserta, scrivo per la prima volta e mi rivolgo a Lei in quanto nei post precedenti ho notato tutta la disponibiltà dimostrata nei confronti dei lettori e soprattutto grazie a questo blog sono venuto a conoscenza di cose che fin ad oggi per me erano estranee, quindi sicuro di ricevere dei chiarimenti scrivo quanto segue:
    Nel 1969 fù assegnata in locazione una ad un mio zio una casa iacp.
    Nel 1976 mio zio venne a mancare e lasciò quale erede avente diritto la moglie.
    Nel 2003 la suddetta casa è stata riscattata da mia zia (nata nel 1919) con legge 513/77 art. 288 – 5^comma.
    Nello stesso anno ho acquistato questa casa e siccome c’era il vincolo dei 10 anni abbiamo fatto una scrittura privata da un avvocato ed inoltre nel 2008 per essere più sicuro di questa proprietà mi sono rivolto ad un notaio ed abbiamo fatto una comunicazione di cessione fabbricato firmato e registrato al Comune.
    A questo punto volevo avere info in merito alla vendita anticipata a 5 anni per gli ultra 65enni e nel caso ciò sia possibile, cosa occorre pagare per intestarmi la casa ed inoltre una volta intestatami la casa quanto tempo deve trascorrere per venderla.
    Grazie per la cortese attenzione e mi complimento ancora per la disponibiltà

    Annamaria Addante risponde

    Lei deve accertarsi se la regione campania ha ridotto a 5 gli anni come ha fatto la regione lazio.
    Se ciò non è accaduto deve aspettare i 10 anni. Ora per sua tranquillità, ma si consulti con un notaio se si fa fare una procura irrevocabile a vendere forse può stare più tranquillo.La zia ha figli? Perchè se non ha figli o marito può fare anche testamento dove lascia questo alloggio a lei.

  94. carmela scrive:

    Gentile Dott.ssa le riporto di seguito le leggi della regione campania che riguardano l’inalienabilità degli alloggi pubblici con la speranza di portare un valido contributo a tutti i proprietari degli stessi. Cordiali saluti

    legge regionale n. 01 del 30.01.08 regione campania
    ARTICOLO 41
    Modifiche ed abrogazioni di norme
    omissis…………
    18. All’articolo 4, della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 24, dopo il
    comma 4 aggiungere il seguente:
    “5. I termini previsti per l’alienazione degli alloggi acquistati ai sensi del
    comma 20 dell’articolo unico della legge 24 dicembre 1993, n. 560 sono ridotti
    a cinque anni nei seguenti casi:
    a) trasferimento del nucleo familiare in comune diverso da quello
    dell’ubicazione dell’alloggio per cambio attività lavorativa o collocamento a
    riposo, a distanza non inferiore a 50 Km o comunque tale che sia ampiamente
    disagevole il rientro giornaliero nell’abitazione a causa di lavoro,
    difficoltà di collegamento con mezzi di trasporto pubblici;
    b) motivi di salute di un componente del nucleo familiare tali per cui
    l’alloggio debba ritenersi inidoneo alla patologia certificata dal medico;
    c) necessità di dare e avere assistenza sanitaria per aggravamento o
    sopravvenuti problemi di salute;
    d) inidoneità all’alloggio per aumento del nucleo familiare;
    e) separazione dei coniugi in seguito all’emissione da parte del
    tribunale della sentenza di separazione omologata;
    f) decesso di uno dei coniugi o acquisizione della proprietà in seguito
    all’atto di successione;
    g) difficoltà di far fronte agli impegni finanziari in conseguenza del
    reddito familiare o necessità di costose cure sanitarie non rimborsabili dal
    servizio sanitario nazionale;
    h) necessità di unificare il nucleo familiare in seguito all’avvenuto
    matrimonio”.
    omissis…
    ARTICOLO 55

    Inalienabilità degli alloggi di edilizia residenziale pubblica acquistati da
    assegnatari o loro aventi diritto
    1. Gli alloggi e le unità immobiliari di edilizia residenziale pubblica,
    acquistati dagli assegnatari o dai loro familiari conviventi, ai sensi della
    legge 24 dicembre 1993, n. 560, o di leggi precedenti regolanti il riscatto,
    non possono essere alienati, anche parzialmente, né può essere modificata la
    destinazione d’uso, né su di essi può essere costituito alcun diritto reale di
    godimento o di garanzia, per un periodo di dieci anni dalla data di
    registrazione del contratto di acquisto e comunque fino a quando non sia
    pagato interamente il prezzo. Tali vincoli operano anche in capo agli eredi.
    2. Decorso il termine indicato al comma 1, l’assegnatario, ovvero gli aventi
    causa, possono alienare l’alloggio. In tal caso, l’alienante è tenuto a darne
    comunicazione all’ente già proprietario, il quale può esercitare, entro
    novanta giorni dal ricevimento della comunicazione, il diritto di prelazione
    all’acquisto, per un prezzo pari a quello di cessione rivalutato nella misura
    del 3 per cento per ogni anno trascorso dalla stipula dell’atto di cessione,
    fino ad un massimo del 70 per cento.
    3. Il diritto di prelazione dell’ente già proprietario si estingue se il
    proprietario dell’alloggio versa all’ente cedente un importo pari alla somma
    della quota del venti per cento del valore dell’alloggio calcolato, sulla base
    degli estimi catastali, ai sensi del comma 10, primo periodo, dell’articolo 1
    della legge n.560/1993, e della quota variabile decrescente dal 15 per cento
    all’1 per cento sullo stesso valore, da individuare secondo l’anno di distanza
    rispetto alla scadenza del vincolo di cui al comma 1 del presente articolo.
    4. Il diritto di prelazione non opera se la cessione avviene fra eredi
    legittimi.
    5. Sono nulli gli atti ed i contratti aventi ad oggetto alienazioni di alloggi
    di edilizia residenziale pubblica da parte di assegnatari o aventi causa in
    violazione del presente articolo.

    legge regionale n. 9 del 01.08.08
    Articolo 1
    1. Il comma 5 dell’articolo 4 della legge regionale 12 dicembre 2003, n.24, è così modificato:
    a) dopo le parole “legge 24 dicembre 1993, n. 560” aggiungere le parole “e
    dell’articolo 28 della legge 8 agosto 1977, n.513”;
    b) dopo le parole “sono ridotti a cinque anni” inserire le parole, “anche per i contratti già posti in essere alla data di entrata in vigore della presente legge,”.

    Legge regionale n. 7 del 22.07.09 della regione campania
    Art. 1
    1. L’articolo 55 della L R. 30 gennaio 2008, n. 1 è così sostituito:
    “Art.55
    1. Gli alloggi e le unità immobiliari di edilizia residenziale pubblica, acquistati dagli assegnatari o dai loro familiari
    conviventi, ai sensi della legge 24 dicembre 1993, n. 560, e della legge 8 agosto 1977, n. 513, non possono essere
    alienati, anche parzialmente, né può essere modificata la destinazione d’uso, né su di essi può essere costituito
    alcun diritto reale di godimento, per un periodo di dieci anni dalla data di registrazione del contratto di acquisto e
    comunque fino a quando non sia pagato interamente il prezzo. È fatta salva la riduzione dei termini nei casi previsti
    dall’articolo 4, comma 5, della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 24, e successive modifiche.
    2. Decorso il termine indicato al comma 1, l’assegnatario, ovvero i suoi eredi o legatari, possono alienare
    l’alloggio. In tal caso, l’alienante è tenuto a darne comunicazione all’ente già proprietario, il quale può esercitare,
    entro novanta giorni dal ricevimento della comunicazione, il diritto di prelazione all’acquisto, per un prezzo pari a
    quello di cessione rivalutato nella misura del tre per cento per ogni anno trascorso dalla stipula dell’atto di
    cessione, fino ad un massimo del settanta per cento.
    3. Il diritto di prelazione dell’ente già proprietario si estingue se il proprietario dell’alloggio versa all’ente cedente
    un importo pari alla somma della quota del venti per cento del valore dell’alloggio calcolato, sulla base degli estimi
    catastali, ai sensi dell’articolo 1, comma 10, primo periodo, della legge n. 560/93 e della quota variabile
    decrescente dal quindici per cento all’uno per cento sullo stesso valore, da individuare secondo l’anno di distanza
    rispetto alla scadenza del vincolo di cui al comma 1 del presente articolo, per gli ulteriori quindici anni.
    4. Il diritto di prelazione non opera se la cessione avviene fra eredi legittimi.”

    legge regionale n. 2 del 21.01.2010 della regione campania:
    33. All’articolo 55 della legge regionale n. 1/2008, così come modificata dalla legge regionale 22
    luglio 2009,luglio 2009, n.7 (Modifica dell’articolo 55 della legge regionale 30 gennaio 2008, n.1, concernente
    la inalienabilità degli alloggi di edilizia residenziale pubblica acquistati da assegnatari o da loro
    aventi diritto), è aggiunto il seguente comma: “5. Le disposizioni del presente articolo si applicano
    agli atti e ai contratti di acquisto stipulati, tra gli assegnatari o dai loro familiari conviventi e gli
    IACP, successivamente alla data di entrata in vigore della legge regionale n.1/2008”.

    Annamaria Addante risponde

    La ringrazio per la sua cortesia, così possiamo dare un utile contributo a chi ci segue.

  95. vincenzo spicola scrive:

    Gentile Dr.ssa Addante, Buongiorno, devo vendere il mio appartamento sito in Lodi , acquistato nel 1999 ai sensi della legge 560/93.
    Mi sono recato presso gli uffici dell’Aler di lodi a chiedere informazioni inerente il diritto d prelazione.Mi è stato risposto,in via informale, che per l’estinzione del diritto di prelazione non si deve pagare nulla pero’ bisogna comunicare all’Aler, con lettera RR, l’intenzione di voler vendere l’alloggio e comunicare l’importo che si intende vendere, e dopo aver venduto l’alloggio, mandare una copia del rogito da dove si evinge che il prezzo della vendita è uguale al prezzo comunicato all’Aler precedentemente .
    Ora Le chiedo, cortesemente, è giusta questa opzione ,oppure nasconde qualche sorpesa ?
    Puo’ Lei darmi qualche consiglio se accetare questa soluzione oppure pagare il 10% ?
    La ringrazio anticipatamente per la sua cortesia.
    distinti saluti.

    Annamaria Addante risponde

    Caro signore, la risposta potrebbe anche essere giusta infatti la legge 560 indica che per la legge 513 e successive modificazione si applica quel pagamento per estinguere il diritto di prelazione, avendola lei comprata con la legge 560 se la sua regione non ha legiferato in merito ,la risposta potrebbe essere giusta.
    Dato che ogni regione fa come gli pare se non vi sono normative regionale potrebbe essere come le hanno detto.
    L’unica cosa che non comprendo è perchè deve dirgli il prezzo a cui la vende,questo non mi sembra chiaro,
    Si faccia dare comunque a quali riferimenti di legge si riferiscono.
    E le sarei grata se mi farà sapere.

  96. alfredo scrive:

    gent.annamaria addante stiamo vendendo un apartamento ex incis adesso iacp .lo iacp vuole il 10% piu iva dobiamo versare questa somma anche se sono passato 20 anni come dirito di prelazione grazie alfredo

    Annamaria Addante risponde

    Se il vostro alloggio è stato venduto con la legge 513 del 1977 o la legge regionale 42/91 o la legge 560/93 dovete pagare il diritto di prelazione altrimenti NO.

  97. paola scrive:

    Gentile Dott.ssa Addante,
    sto acquistando un immobile ex ATER sito a Roma in zona torre spaccata e tra pochi giorni ci sarà la stipula del compromesso.Abbiamo già verificato che l’immobile è soggetto all’estinzione del diritto di prelazione con pagamento e il venditore si impegnerà per iscritto a provvedere prima della stipula del rogito
    Ora però mi è sorto un grande dubbio riguardo i tempi: quanto tempo ci vuole (mediamente) per ottenere la risposta dall’ATER? E’ possibile che nonostante il pagamento l’ATER risponda negativamente?
    La banca a cui abbiamo richiesto il mutuo ci ha appena chiesto questo documento per proseguire nell’istruttoria e a questo punto temo che non basti la ricevuta del pagamento del proprietario… è possibile secondo lei accelerare i tempi in presenza di una compravendita in atto?
    La ringrazio della gentile risposta che eventualmente vorrà fornirmi
    Paola

    Annamaria Addante risponde

    Lei deve verificare oltre all’estinzione del diritto di prelazione quanti anni sono passati dall’acquisto.La richiesta il proprietario doveva averla già fatta perchè l’ater si prende oltre 90 giorni di tempo per rispiondergli e altrettanti per la liberatoria.
    Ma comunque con il versamento effettuato del pagamento del diritto di prelazione il notaio e la banca non dovrebbe fare storie.
    Di questi tempi è difficile che ci ascoltino perchè siamo in campagna elettorale.

  98. VALERIO scrive:

    g.le dott.ssa ADDANTE,
    nell’anno 1966 a mio nonno veniva assegnata un alloggio dall’ina casa a roma. nell’anno 1979 avendo ottemperato ai relativi obblighi veniva riscattata la proprieta’. ma essendo deceduto mio nonno nell’anno 1974 la
    successione veniva fatta a i 2 legittimi figli lasciando usofrutto la madre.
    adesso nell’anno 2010 non essendoci piu’ la madre i figli vorrebbero vendere l’appartamento. la cosa che le domando e’ se sono obbligati a pagare il diritto di prelazione del 10% + iva o sono esenti?

    Annamaria Addante risponde

    Non devono pagare nulla, il diritto di prelazione è previsto solo e unicamente per gli alloggi venduti con la legge 513/77 -42/91 -560/93.

  99. Antonio scrive:

    Gentile dott.ssa Addante,

    ho ereditato, assieme ad altri 5 fratelli, un appartamento di edilizia residenziale pubblica, riscattato (ai sensi della L. 513/1977) nel 1981 da i nostri genitori, entrambi deceduti.

    Ora vogliamo vendere tale appartamento, previa estinzione del diritto di prelazione ai sensi dell’art. 1,comma 25, L. 560/1993 (a norma del quale: “Il diritto di prelazione di cui al nono comma dell’art. 28 della legge 8 agosto 1977, n. 513, … si estingue qualora l’acquirente dell’alloggio ceduto in applicazione del medesimo articolo 28 versi all’ente cedente un importo pari al 10 per cento del valore calcolato sulla base degli estimi catastali”).

    A noi non è chiaro quale sia l’Amministrazione (se quella finanziaria o l’I.A.C.P) titolare del diritto di prelazione, alla quale, quindi, deve essere presentata la domanda di estinzione. Il dubbio deriva dal fatto che, nel contratto con cui i nostri genitori hanno acquistato l’appartamento: l’Amministrazione finanziaria (in persona dell’allora Direttore dell’Ufficio di Registro) risulta parte venditrice e, quindi, “ente cedente”; mentre, l’I.A.C.P. è indicato come “ente gestore”. Da informazioni raccolte altrove, sembrerebbe che la domanda di estinzione debba essere presentata all’I.A.C.P.; tuttavia, questo mal si concilia con la suddetta norma secondo la quale l’importo per l’estinzione deve essere versato all’ente cedente.

    Tanto premesso, Le sarei molto grato se volesse fornire una cortese sollecita risposta al quesito sopra rappresentato.

    Cordiali saluti.

    Annamaria Addante risponde

    Innanzitutto è importante sapere questi alloggi prima del 1977 da chi erano gestiti,perchè con la soppresione degli Enti casa è andato tutto allo Iacp,per poter essere più precisa dovrei vedere l’atto di acquisto.

  100. raffaele scrive:

    Gent.ma Sig.ra Addante sto espletando i pagamenti per la cancellazione del diritto di prelazione come comunicatomi dall’Ater. Ora quest’ultima mi chiede di indicare il nome del notaio che dovrà provvedere alla cancellazione dell’ipoteca. Le faccio presente che il mutuo fu estinto a dicembre 1999. Le chiedo: secondo la legge Bersani non è l’Ater che dovrebbe provvedere a tale formalità visto che i pagamenti venivano effettuati sul conto ex IACP e che il mutuo fu contratto con detto Istituto? E’ vero che nel contratto la cancellazione era a carico dell’acquirente ma alla luce della nuova normativa perchè serve il notaio?La comunicazione alla Conservatoria non compete all’Ater peraltro senza alcuna spesa a carico.E’ veramente una guerra infinita!!!!!!! La ringrazio cordialmente.

    Annamaria Addante risponde

    Purtroppo le debbo dare una brutta notizia, la legge Bersani è rivolta solo agli istituti bancari, Bersani si è dimenticato delle ater, mentre per la GERIT vi è una legge apposita, per le ater non c’è nulla per cui lei dovrà nominare un notaio per la cancellazione e provvedere lei.

  101. Pierluigi scrive:

    Gent.ma sig.ra Addante le scrivo perchè ho bisogno di un consiglio su come comportarmi.
    A novembre ho chiesto all’ALER di Cremona di riscattare il diritto di prelazione e a tutt’oggi non ho avuto risposta.
    Ho provato più volte a sollecitare una risposta anche, come da suo consiglio, facendo riferimento alla legge 241/90 sulla trasparenza senza però risolvere il problema.
    Ora cosa posso fare, come posso muovermi?
    Ho la necessità di risolvere la questione quanto prima.
    Grazie anticipatamente.

    Annamaria Addante risponde

    Lei deve recarsi presso l’ufficio a cui ha fatto la richiesta e chiedere di avere la risposta immediatamente onde evitare una denuncia ai carabinieri.
    Se non le danno soddisfazione lei va direttamente ad un comando di carabinieri mostrando la lettera con cui ha fatto la richiesta citando la legge 241/90 e vedrà che risolverà il problema.Mi tenga informata grazie.

  102. Antonio scrive:

    Gent.ma dott.ssa Addante,

    facendo seguto al mio precedente quesito del 16 febbario u.s., ore 16.54, e tenenco conto delle sue osservazioni, Le rappresento che l’alloggio è stato costruito a totale carico dello Stato (Ministero dei Lavori Pubblici) e, per quanto a mia conoscenza, è sempre stato gestito dallo IACP.
    Questo Le è sufficientte per rispondere al quesito da me formulato nella precedente occasione?
    Cordiali saluti.

    Annamaria Addante risponde

    L’unico modo per darvi una risposta certa dovete fornirmi l’esatta ubicazione di questo alloggio in modo che io possa fare una ricerca e dirvi come stanno le cose.
    Se volete potete anche scrivermi in privato alla mia e-mail am.addante@tin.it specificando la via il civico e il quartiere.

  103. tina scrive:

    gent.ma dott.sa Addante
    Gradiremmo sapere se il pagamento della tassa del 10% + 20% di iva all ALER di Milano per ottenere lo svincolo del diritto di prelazione, deve essere effettuato sotto forma di Bonifico
    Può confermarmii se può essere portato in detrazione Irpef nella prossima dichiarazione dei redditi? Le risulta anche che Milano in merito alla legge 560 diritto di prelazione abbia fatto ricorso contrastando tale norma? Grazie 1000 ///Tina///

    Annamaria Addante risponde

    Io mi occupo prevalentemente del Lazio,per avere notizie più precise dovreste sentire gli uffici di Milano,ma credo che non abbiano fatto nessun ricorso.
    Solo l’ater di Roma aveva tentato di riacquistare gli immobili.
    Per quanto riguarda le detrazioni dovete chiederlo ad un commercialista.

  104. anna scrive:

    io e mio marito abbiamo comprato la nostra prima casa con contributo regionale a fondo perso nel 2002 ( calabria ) da allora sono passati 8 anni e abbiamo estinto il mutuo acceso con la banca, due anni fa abbiamo fatto dei lavori in casa, la mia domanda e questa: in caso di vendita possiamo applicare un prezzo di mercato o c’è un tetto massimo per un ipotetica vendita, grazie.

    Annamaria Addante

    cara sig.ra detta così mi sembra un normale contributo,ma per essere sicura lei dovrebbe leggere nell’atto con il quale gli hanno concesso il contributo se vi è scritta qualche sanzione,se non trova nulla lei ne può fare ciò che vuole.

  105. Clara scrive:

    Gent.ma dott.ssa Addante,

    Siamo una coppia e vorremmo acquistare una casa sita in via Flacco a Roma che i venditori hanno acquistato dall’ente INPDAP a dicembre del 2005.
    Abbiamo gia’ fatto la proposta e avremmo dovuto fare il compromesso a meta’ Gennaio 2010 ma l’agenzia ci continua a dire che dobbiamo aspettare perche’ l’ente deve procurare dei documenti attestanti la rinuncia al diritto di prelazione da parte dei venditori e che a breve tali documenti dovrebbere arrivare.
    Leggendo le precedenti domande non sono riuscita a capire se oltre alla rinuncia del diritto di prelazione devono trascorrere 5 anni dall’acquisto, quindi l’immobile non puo’ essere venduto prima di Dicembre 2010.
    Inoltre l’agenzia ci ha rassicurato dicendo che l’immobile puo’ essere venduto prima dei 5 anni perche’ i proprietari hanno optato per una delle casistiche previste dalla legge : aumento del nucleo familiare di una unita’ o cambio di residenza oltre 50 kilometri dall’attuale ubicazione dell’appartamento in vendita.
    Nell’atto di compravendita c’e’ scritto che le parti dichiarano sotto la propria responsabilita’ di essere in possesso dei requisiti previsti dall’art. 3 .comma 6 del DL 25 settembre 2001 e che ai sensi del comma 14 dello stesso decreto e’ fatto loro divieto per 5 anni dalla data di stipulazione dell’atto di vendita di vendere le unita’ immobiliari oggetto della compravendita.
    Avendo esigenza di comprare un immobile al piu’ presto e volendo evitare di perdere tempo aspettando che l’immobile diventi vendibile la prego di darci un chiarimento in merito e la ringrazio anticipatamente.

    Grazie

    Cordiali Saluti
    Clara

    Annamaria Addante risponde

    Il decreto in questione parla di divieto di vendita prima dei 10 anni ad eccezzione dei casi previsti trasferimento e aumento del N.F. ma non indica se non sbaglio nessun termine preciso.
    Penso che l’agenzia ha tutto l’interesse di vendere questo alloggio per cui si sarà ben documentata, comunque il vostro rischio è unicamente semmai quello di perdere l’acquisto,ma in questo caso la vostra caparra dovrà essere restituita doppia.
    Ma non credo che ci siano questi rischi,purtroppo la burocrazia allunga i tempi,ma potete chiedere all’agenzia di sollecitare l’ente come facciamo noi con l’Ater.

  106. Clara scrive:

    La ringrazio per il prezioso suggerimento, abbiamo parlato con l’agenzia che ci ha confermato che e’ l’ente che sta allungando i tempi e che purtroppo dobbiamo aspettare. Nel caso tali documenti richiedessero tempi troppo lunghi e decidessimo di acquistare l’immobile con rogito a fine dicembre di quest’anno (scaduti i 5 anni) potremmo richiedere di acquistare l’immobile ad un prezzo piu’ basso?Ammesso che il venditore accetti di vendere ad un prezzo piu’ basso l’agenzia ci ha consigliato che potremmo far redigere dal notaio un compresso con promessa di vendita posticipata a fine anno ed acquisire il possesso dell’immobile anticipato (ad es. aprile) pagando una parte ad aprile ed il resto al rogito. Vorremmo sapere se questa soluzione comporta dei rischi o se a suo parere dovremmo invece rinunciare all’immobile.

    Grazie

    Annamaria Addante risponde

    Ma voi avete un notaio di fiducia?io posso consigliarvi il notaio Ungari Trasatti che è una persona molto competente e scrupolosa, che noi utilizziamo da 18 anni.
    Vi dico questo perchè in merito alla vostra proposta è il notaio che può consigliarvi cosa sia meglio.

  107. vincenzo spicola scrive:

    buongiorno ,La ringrazio per la risposta che mi ha dato nella mia mail del 4.2.2010 con la quale Le chiedevo un parere inerente il diritto di prelazione legge 560/93.Ieri mi sono recato di nuovo negli uffici dell’Aler di Lodi per chiedere delucidazioni per la liberatoria di prelazione,mi è stato ancora risposto che L’aler di Lodi ha deliberato di non chiedere nessuna somma (10%valore catastale), ma vogliono solo una comuncazione ove risulti il prezzo che si vuole vendere, e se lAler decide di non esercitare il diritto di prelazione mi invia la liberatoria,con la clausola di inviare copia del rogito dopo aver venduto; dove risulti il prezzo da me comunicato precedentemente.Ieri ho depositato richiesta.Le faro’ sapere .grazie

    Annamaria Addante risponde

    Mi fa piacere che l’aler di Lodi non speculi, significa che hanno governato bene.
    E mi fa piacere apprendere che applicano correttamente il diritto di prelazione,ma purtroppo al nord forse sarà per il freddo ragionano meglio, e ritengo giusto che vogliono sapere il prezzo di vendita perchè se hanno disponibilità finanziare possono acquistarlo anche loro se quell’immobile ha un particolare interesse.
    Mi farà piacere sapere l’esito,la ringrazio

  108. claudio scrive:

    Signora annamaria,vorrei avere una informazione inerente all’estinzione del diritto di prelazione
    mi sono arrivati i conteggi per l’estinzione sopramenzionata,ho immediatamente pagato,spedito la quietanza di pagamento con raccomandata a/r.quali sono i tempi per ricevere la liberatoria o il nulla osta per poter rivendere l’appartamento.in caso di ritardo,come posso sollecitare il tutto? la ringrazio infinitamente per quello che fa per noi.

    Annamaria Addante risponde

    La liberatoria dovrebbe arrivargli presto, comunque la può sollecitare allo 06-68842563.Mi faccia sapere l’esito.

  109. claudio scrive:

    mi scusu se la disturbo,sono sempre claudio.vorrei sapere se la lberatoria per poter vendere l’appartamento dovesse ritardare ad arrivare,avendo gia pagato l’estinzione del diritto di prelazione,posso vendere lo stesso il mio appartamento. la ringrazio di nuovo sig.anna maria.

    Annamaria Addante risponde

    La liberatoria, in un paese normale, le dovrebbe arrivare rapidamente,comunque la può sollecitare a questo numero0668842563.
    Se il notaio accetta con il versamento e la lettera dove le indicavano quanto doveva versare potrebbe anche vendere,ma comunque lei solleciti e mi faccia sapere cosa le dicono.

  110. Raffaele scrive:

    Gentilissima signora Annamaria, ho un quesito che riguarda la legge 560/93. Mia suocera acquistò in regime di comunione legale dal comune di Baiano (AV) in Campania un appartamento di cui era affittuaria costruito dal comune stesso ai sensi della legge 560/93 in data 08/04/2005. In data 14/11/2008 è deceduto mio suocero ed in data 27/10/2009 è deceduto anche mia suocera. Abbiamo provveduto a presentare le denuncie d isuccessione ed ora i proprietati sono mia moglie ed i 2 fratelli per la quota di 1/3 ciascuno. La domanda è: mia moglie può acquistare le quote dei fratelli subito oppure di devono attendere i 5 anni dalla morte di mia suocera? o addirittura i 10 anni dalla stipula? e sempre dando comunicazione per il diritto di prelazione? consideri che nell’atto di compravendita, non so il motivo, c’è scritto la prelazione deve essere esercitata dallo I.A.C.P. di Avellino. La ringrazio anticipatamente.

    Annamaria Addante risponde

    Se la sua regione non ha introdotto modifiche con proprie leggi per la vendita con la 560, valgono le regole scritte dalla 560.

  111. Pierluigi scrive:

    Gent.ssima sig.ra Annamaria, grazie ai suoi consigli sono riuscito finalmente a risolvere il problema con lALER di Cremona.
    Mi sono recato agli uffici Aler e ho preteso una risposta “minacciando una denuncia (legge 241/90 sulla trasparenza) come da suo consiglio e, alle 11 di questa mattina ho definitivamente RISOLTO!!!!
    GRAZIE GRAZIE GRAZIE DI CUORE.

    Annamaria Addante risponde

    Ogni volta che un cittadino mi dice che grazie al mio aiuto è riuscito a risolvere un suo problema io sono FELICE.

  112. Nicola scrive:

    Gentilissima Dr.ssa Addante sono ritornato a chiedere info in quanto le sue risposte le ritengo molto utili e soprattutto perchè leggendo i ringraziamenti di vari lettori si deduce che lei è una persona umanamente speciale.
    Le scrissi già il 27 Gennaio ed in seguito alla sua risposta mi sono informato e con la L.R. n. 24 del 2003 art. 5, lett. C nel testo modificato dall’art. 41, comma 18, L.R. n.1 del 2008 posso ridure il termine dei 10 anni a 5 comprovando con certificazione medica che mia zia e’ invalida.
    per quanto ruguarda l’intestazione della casa, le premetto che mia zia ha due figli, e quindi niente testamento.
    La settimana scorsa mi sono recato all’I.A.C.P. e con la documentazione riguardante la rendita catastale e compilando un apposito modulo mi hanno conteggiato il diritto di prelazione in questo modo:
    rendita catastale 386,05
    il 20% + il 15% del 100% della rendita catastale = 13.511,75 + il 20%=16.214,10.
    A questo punto chiedo, una volta pagato questo diritto di prelazione quanto temo intercorre per intestarmi l’immobile ed inoltre che valore gli viene attribuito?
    Leggendo su internet ho fatto un pò confusione tra tassa Invim e plusvalenza.
    Faccio queste domande perchè di questo immobile devo pagare tutto io in quanto mia zia dal 2003 mi ha dato piena responsabilità.
    GRAZIE INFINITIVAMENTE DI TUTTO.
    Nicola

    Annamaria Addante risponde

    Se la sua rendita catastale aggiornata (ovvero quella è la rendita che lei ha preso oggi dal catasto) è di 386,05 lei deve pagare esattamente il 10% di 386,05 x100 e a questo aggiungere il 20% d’iva. Per cui non capisco i conti che lei mi ha illustrato,se può mi mandi via fax la lettera dell’Ater allo 0623239827.
    Il valore dell’immobile è quello che le darà il mercato e non altro.
    Una volta che lei ha pagato il diritto di prelazione lo può tranquillamente comprare e intestarselo.

  113. Francesco scrive:

    Il quesito è il seguente: Immobile venduto nel 2000 da ATER Siena in riferimento alla legge 560 del 1993. Gli eredi dell’acquirente richiedono come fare per vendere l’immobile, trascorsi 10 anni dall’acquisto.
    E’ sufficiente una comunicazione con raccomandata AR dove si indica di voler vendere l’immobile, anche senza comunicazione di prezzo?
    Può verificarsi che senza l’indicazione del prezzo di vendita l’Ater possa esercitare il diritto di prelazione al prezzo della precedente cessione + istat?
    Nel contratto di acquisto vengono richiamati gli artt.38 e 39 della 392 del 27/7/78.

    Per effettuare la libera vendita è necessario corrispondere qualche somma all’ATER oppure con la comunicazione di cui sopra non è necessario in quanto il diritto di prelazione non si estingue ma si richiede se esercitarlo o meno ?

    Annamaria Addante risponde

    Lei deve comunicare tramite ufficiale giudiziario all’Ater il prezzo a cui vuole vendere l’alloggio e l’Ater avrà 60 giorni di tempo per esercitare il suo diritto di prelazione, se non lo esercita lei può vendere a chiunque.
    Se poi lei lo dovesse vendere ad un prezzo inferiore dovrà sempre comunicarlo all’Ater,vedi art.38 e 39 della legge 392/78

  114. Roberto scrive:

    Salve e complimenti per il blog,
    vorrei sapere se e’ possibile estinguere il diritto di prelazione dell’ ATER prima dello scadere dei 5/10 anni che vincolano la vendita dell’immobile.

    In oltre se e’ possibile fare una donazione di una casa ex Ater con diritto di prelazione non estinto?

    Grazie

    Annamaria Addante risponde

    Il diritto di prelazione si può estinguere in qualsiasi momento. L’Ater di Roma se non lo fa estinguere commette un abuso.
    In merito al pagamento del diritto di prelazione lei deve vedere cosa c’è scritto nel suo rogito in merito al diritto di prelazione,perchè se vi è scritto a qualunque titolo lo deve pagare.

  115. fabiana scrive:

    Salve,volevo qualche informazione in merito al vincolo di alienabilita’. Siamo in trattativa per un’appartamento a napoli, acquistato 4 anni fa dalle poste. Sull’atto notarile e riportato proprio questo vincolo che cita che l’immobile non puo’ essere alienato per 10 anni.Volevo sapere,poiche la proprietaria per motivi di lavoro si e trasferita fuori napoli, e quindi nn puo’ sostenere una duplice spesa sia di quest’appartamento e sia del suo attuale,ci sono possibilita’ di rivendere l’immobile entro questi primi 5 anni chiedendo l’autorizzazione dell’ente pubblico?La ringrazio anticipatamente attendo una Sua risposta

    Annamaria Addante risponde

    Credo di si,basti rivolgersi all’ater e fare domanda,inoltre il diritto di prelazione si può pagare in qualsiasi momento

  116. Patrizio da Roma scrive:

    Gent.ma Sig.ra Addante,

    mi scuso per il precedente messaggio dove ho sbagliato a scrivere il Suo cognome.

    Sto mettendo in vendita un appartamento ex-ATER acquistato da mia Nonna nel 1999 e ceduto contestualmente in eredita’ a me mia sorella, ma abitato solo da me.
    L’atto di vendita ater/nonna riporta le leggi n.513/1977 e la n.560/93 e il diritto di prelazione di 60gg.
    Cosa devo comunicare o chiedere esattamente all’Ater?
    1- intenzione di vendita indicata all’intero della richiesta di estinzione del dir. di prelazione?
    2- devo comunicare il prezzo?
    3- quella che chiedo come estinzione del dir. di prel. e’ la famosa liberatoria? o va richiesta dopo aver pagato il 10%…?
    4- quando conviene espormi ad un compromesso preliminare con eventuale acquirente?
    5- la conproprieta’ con mia sorella richiede una delega da allegare o basta indicarla come conproprietaria?
    6- devo allegare anche una visura catastale aggiornata?
    5- posso sottoporre alla vs. attenzione la richiesta affinche’ sia elaborata correttamente?
    7- il valore di rendita catastale potrebbe essere cambiato rispetto a quello indicato nell’atto di compravendita del ‘99?
    8- basta una raccomandata a/r?
    La ringrazio per il suo interessamento e per qualunque altro suggerimento le venga in mente.

    Cordialmente

    Patrizio

    Annamaria Addante risponde

    Gli eredi,basta uno anche a nome degli altri fa la domanda all’Ufficio Alienazione alloggi Via di Valle aureli 286 H all’attenzione del dott.MARI e chiede l’astinzione del diritto di Prelazione ai sensi della legge 560/93 allegando copia del rogito,l’atto di successione,codice fiscale degli eredi,fotocopia documento,rendita catastale aggiornata(ad oggi).raccomandata A/R. e aspettare che le inviano la lettera con le coordinate per pagare il 10% della rendita catastale più il 20% iva.

  117. Simone scrive:

    Salve,
    vorrei avere informazioni per l’iscrizione all’associazione. Grazie

    Annamaria Addante risponde

    Basta venire in associazione in via Elisabetta Canori Mora 15/21

  118. marisa scrive:

    Gentile Signora Addante, sono proprietaria al 50% con mio fratello di un appartamento ereditato dai notri genitori. Ora, con mio fratello non trovo l’accordo per vendere l’appartamento stesso. Ho pensato di vendere la mia quota e probabilmente ho trovato l’acquirente. Quale e’ il tempo massimo di attesa per sapere se mio fratello e’ interessato all’acquisto della mia quota? La ringrazioo per la cortese attenzione e Le porgo cordiali saluti.
    Marisa

    Annamaria Addante risponde

    Invii a suo fratello una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno dove le comunica la sua volontà a vendere la sua quota parte e se entro 30 giorni non le risponde lei venda a chi vuole.

  119. Patrizio da Roma scrive:

    Grazie per la sua risposta gent.ma Sig. Addante,
    solo un dubbio ma se da una visura per soggetto a pagamento su internet di atti informatizzati risultasse la stessa rendita del 1999 c’e’ qualche errore o potrebbe essere rimasta uguale? Dove posso trovarla aggiornata con certezza?

    Grazie buona sera.

    Annamaria Addante risponde

    La visura tramite internet è valida e aggiornata.

  120. fabiana scrive:

    Salve, La ringrazio per la sua risposta. Volevo chiederle ancora qualche informazione se non La disturbo, sempre in merito al vincolo di alienabilita’.
    La proprietaria dell’immobile in questione dell’ente POSTE, circa una settimana fa gli ha inviato una raccomandata chiedendo di ridurre il vincolo di alienabilita’ a 5 anni, visto che loro si sono trasferiti fuori per motivi di lavoro. Ma proprio ieri è arrivata la risposta, negativa pultroppo! Volevo chiederle non c’e nessun altro modo per riuscire a chiedere questa riduzione, anche perche’ a parere della proprietaria, l’ente POSTE probabilmente non ha capito il motivo per il quale i proprietari voglione vendere il prima possibile questo appartamento. La ringrazio ancora infinitamente per Le Sue delucidazioni.

    Annamaria Addante risponde

    Se la sig.ra non ha specificato bene il trasferimento è chiaro che gli hanno detto di no.

  121. Danilo scrive:

    Gent.ma Dottoressa Addante,vorrei acquistare un appartamento ex iacp appena riscattato .Dal momento che tale appartamento non può essere venduto prima di dieci anni dal proprietario,vorrei sapere se la proposta che le espongo per l’acquisto può essere ritenuta un valido percorso.
    Dovrei stipulare in presenza di un notaio, con il venditore un compromesso in cui ,alla consegna delle chiavi,verserei il 40% del prezzo dell’immobile.Contestualmente apriremmo un contratto di affitto che preveda il pagamento rateizzato del saldo finale, per la durata dei dieci anni al termine dei quali si andrebbe al roggito.
    Sono molto combattuto perchè la casa rappresenta davvero una bella occasione ,ma volevo sapere se e quali rischi potrebbero esserci.
    La ringrazio anticipatamente per il tempo che ha voluto concedermi.
    La saluto cordialmente.

    Annamaria Addante risponde

    Quando si fanno queste cose per regola occorre essere assistiti da un avvocato civilista,perchè le problematiche vanno viste in tutte le sfaccettature.
    Per esempio questa persona è sposata? Ha figli? sono tutte cose da verificare che per stare tranquillo in una operazione come quella che lei mi ha illustrato devono essere verificate anche altre cose e chi meglio di un bravo avvocato civilista? Perchè detta così le potrei dire anche va bene,ma occorre approfondire.

  122. Domenico scrive:

    Gent.ma Dott.ssa Addante, mia suocera vorrebbe vendere l’appartamento di sua proprietà sito a Brescia ed acquistato, ai sensi della legge 560/1993, dall’ALER nel 1999.
    Nell’atto di compravendita stipulato fra mia suocera e l’ALER, all’art. 7, si dice espressamente ” qualora il proprietario intenda vendere l’alloggio deve darne comunicazione all’Azienda, che potrà esercitare il diritto di prelazione con le modalità ed i termini di cui all’art. 38 della legge 27.7.1978 n. 392″.
    L’articolo 38 di tale legge prevede espressamente che il diritto di prelazione previsto dallo stesso articolo non si applichi nelle ipotesi di trasferimento effettuato a favore del coniuge o dei parenti entro il secondo grado.
    Le chiedo pertanto se in questo caso mia suocera debba ugualmente pagare l’ALER per avere l’estinzione del diritto di prelazione o se, facendo riferimento all’articolo 38 della legge 392/1978 citato nell’atto di compravendita, l’ALER non possa vantare nei confronti di mia suocera alcun diritto di prelazione.
    Ringraziandola fin da ora per la cortesia e la disponibilità mostrata nei confronti di tutti coloro che le scrivono le porgo i più cordiali saluti

    Annamaria Addante risponde

    La suocera è affine di terzo grado, pertanto, non è parente e deve pagare l’estinzione.

  123. Nitti Francesco scrive:

    Gentilissima Sig.ra Addante la ringrazio per la sua cortese disponibilità, le ho già scritto circa la mia situazione che le riassumo essendo subentrato un problema con l’ufficio del patrimonio di Napoli.
    Dovrei acquistare un alloggio edificato con edilizioa popolare e riscattato nel 2000 da mio suicero che dovrebbe vendermelo. Il contratto di riscatto è stato stipulato tra il Comune ufficio patrimoniale e mio Suocero essendo passate la gestione di alcuni alloggi dal I.A.C.P. al patrimonio che a sua volta utilizza ROMEO per la gestione degli stessi.
    Per poter vendere mio suocere deve estinguere il diritto di prelazione ai sensi della legge 24 dicembre 1993, n. 560 e cioè pagando una una somma pari al 10% della rendita catastale moltiplicata per 100 più l’IVA. La regione campania modificò questo calcolo incrementandolo notevolmente con la Legge Regionale 30 gennaio 2008, n. 1 articolo 55 successivamente modificata con legge regionale 22 luglio 2009, n.7 e successivamente con la legge regionale 2 del 21 gennaio 2010, quest’ultima introduce un quinto comma all’articolo 55 che enuncia”5. Le disposizioni del presente articolo si applicano agli atti e ai contratti di acquisto stipulati, tra gli assegnatari o dai loro familiari conviventi e gli IACP, successivamente alla data di entrata in vigore della legge regionale n.1/2008”. Quindi alla luce di questa nuova legge il contratto di riscatto dell’immobile che vorrei aquistare dovrebbe essere sottoposto alla legge del 93 e contestualmente il calcolo dell’estinzione della prelazione è sempre riferito ad essa. Il comune di Napoli però sembra non conoscere o ignorare l’ultima modifica della legge regionale n.1/2008 e quindi nel mio caso vorrebbe applicarla cosi come pubblicata il 2008 senza tener conto delle modifiche.
    A questo punto mi sento disperato senza alcuna via di uscita. Cosa posso mai fare?
    Grazie

    Annamaria Addante risponde

    Lei si rechi all’ufficio con la legge in mano e la sottoponga al dirigente,se non ottiene nulla chiami i carabinieri o si faccia assistere da un avvocato.

  124. claudio scrive:

    in riferimento alla mia nota del 7 marzo 2010,volevo avveertirla che circa dopo 20 giorni aver pagato il diritto di prelazione,finalmente e’ arrivata la liberatoria per poter vendere il mio app.to.
    un grazie di cuore per i suoi consigli,e un grazie alla sig.clarizio dell’ufficio
    alienazioni per la sua gentilezza e disponibilita’.finalmente non avro’ piu’
    a che fare con certi burocrati dell.a.t.e.r.

    Annamaria Addante risponde

    Sono contenta che è riuscito a risolvere il problema e mi fa piacere sapere che la Clarizio è stata gentile e disponibile, non bisogna mai disperare.

  125. Mariateresa Guarino scrive:

    Gentilissima Sig.ra Addante,
    sto acquistando un immobile il cui atto di provenienza riporta la L. 513/77 (I.A.C.P. Napoli).
    Sono decorsi i regolari 10 anni per l’alienazione del bene.
    Tuttavia è sorta una diatriba riguardo il pagamento per l’estinzione del diritto di prelazione da parte dell’ente.
    Infatti, in base ad una nuova legge regionale (gennaio 2010), trasferitami dal Notaio, le cui disposizioni, però, non sono riuscita a trovare, sembrerebbe che il pagamento non sia più dovuto.
    Potrebbe, gentilmente, darmi delucidazioni e certezze in merito?
    La ringrazio e Le invio cordiali saluti
    Mariateresa

    Annamaria Addante risponde

    A prescindere dal fatto che non faccio l’indovina,ma credo che le abbiano detto una fesseria.
    Quella legge prevede un pagamento diverso, ma riguarda solamente gli alloggi che si venderanno dopo l’applicazione di quella legge.
    Lei deve pagare il diritto di prelazione con la vecchia tariffa il 10% della r.c. moltiplicato per cento.

  126. claudio scrive:

    dott.ssa addante,vorrei sapere il costo per un rogito notarile su una rendita catastale di 771,32.inoltre la parcella viene fatta in base alla rendita prima menzionata,o al costo del valore dell’immobile. Inoltre sono venuto a conoscenza di
    una legge di cui non ricordo gli estremi,che dice che la parcella dei notai deve essere calcolata in base al valore del costo dell’immobile,e non sui valori catastali.sa dirmi di quale legge si tratta e dove trovarla. e se gentilmente,puo delucidarmi in merito ai due quesiti posti all’inzio della mia nota.
    distinti saluti
    claudio

    Annamaria Addante risponde

    Ma non mi risulta ,so solo che ci sono delle tariffe stabilite dall’ordine dei notai, non credo che la legge Bersani abbia modificato.
    Comunque da quanto mi risulta ci sono notai onesti e notai paraventi perchè è accaduto che per l’acquisto di un alloggio uguale con due notai diversi la tariffa è stata molto diversa l’una dall’altra.
    Queste informazione le può dare l’ordine dei notai.

  127. ilaria scrive:

    gent.le dott.ssa addante, nel 1976 mia nonna ha stipulato un atto di cessione con l’ater prevedendo una rateizzazione ultimata nel 1996. In seguito al decesso di mia nonna, avvenuto nel 2005, mio padre ha ereditato l’immobile ed ora ha deciso di venderlo.
    Volevo sapere se su questo immobile gravi il diritto di prelazione in favore dell’ater.
    Sul contratto di cessione sono citati il DPR 17.1.1959 art.16 e la l.n.231/62 art.8 ed in nessuna delle due mi sembra che si parli di prelazione.
    La ringrazio.
    cordiali saluti
    ilaria

    Annamaria Addante risponde

    No lei non deve pagare nessun diritto di prelazione.

  128. ilaria scrive:

    Gent.le dott.ssa addante, mi scusi se mi permetto di disturbarLa nuovamente, ma per quale ragione mio padre non deve pagare alcuna prelazione?
    La ringrazio e mi scuso nuovamente per il disturbo.
    Cordiali saluti
    ilaria

    Annamaria Addante risponde

    Perchè la prelazione si paga solo per gli alloggi venduti con le seguenti leggi:513/77 legge reg.42/91 legge 560/93.

  129. loredana scrive:

    Salve!Ho già avuto preziosi consigli da lei, per questo ho deciso di porle un quesito importante. Mia suocera ha acquistato in data 28/04/10 l’appartamento A.T.E.R. di cui era assegnataria. Avendo superato i 65 anni ha l’obbligo di non venderla prima di 5 anni ( e non 10), ma qualcuno mi ha riferito che, non essendoci nello stabile l’ascensore e avendo mia suocera problemi vari nel fare le scale (abita al terzo piano), presentando domanda con allegato un cerificato medico che attesti quanto sopra riferito, l’A.T.E.R. potrebbe concedere la vendita anche immediata dell’alloggio. A lei risulta che questo sia possibile? La ringrazio anticipatamente per la sua cortese attenzione. Loredana.

    Annamaria Addante risponde

    Ho seri dubbi che l’Ater accetti,in quanto la legge prevede già la riduzione dei termini da 10 a 5 anni per invalidità.

  130. Vincenzo Pocchi scrive:

    Vorrei capire che senzo ha rispettare la legge per il diritto di prelazione e dopo aver fatto passare i famosi 60 giorni per il diritto di riscatto non ti rispondono e tu non puoi avere le coordinate bancarie per pagare.Ci dovrebbe essere un numero di c/c pubblico in cui automaticamente scaduti i termini che ha l’Ater tu possa pagare e liberare l’appartamento dal vincolo.

    Annamaria Addante risponde

    Non faccia confusione i 60 giorni si riferivano alla legge 513/77 e alla 42/91, che sono state modificate dalla legge 560/93 e nella legge 560 non si parla di giorni,ma di estinguere il diritto di prelazione pagando il 10% della rendita catastale.
    Lo schifo è che le amministrazioni pubbliche hanno baipassato la legge 241/90 sulla trasparenza facendosi regolamenti interni, ora bisognerebbe verificare,ma devo trovare un pò di tempo se l’Ater poteva farsi un regolamento fissando 120 giorni e non i 30 della legge 241/90.

  131. FABRIZIO scrive:

    Buongiorno dott.ssa Addante,avrei bisogno delle informazioni che solo lei può darmi.
    Ho una zia che vive a roma quartiere garbatella,sta esercitando il diritto di prelazione per l’acquisto dell’appartamento dove vive,voleva sapere se dato che ha 72 anni e il vincolo per la rivendita scende a 5 anni,può venderlo anche prima se cambia residenza se si di quanto deve essere lo spostamento in forma di kilometri?…un ultima domanda, dato che è anche invalida al 100 % e ha bisogno di assistenza tutto il giorno questa situazione può far decadere i vincoli per la rivendita? grazie dello spazio e della disponibilità tanti saluti da me e mia zia..fabrizio e amalia

    Annamaria Addante risponde

    No il vincolo rimane sempre a cinque anni per poter rivendere altrimenti sarebbero 10,ma il diritto di prelazione lo può estinguere quando vuole.

  132. marco scrive:

    Gent.dott.ssa addante

    vole esporle un quesito ancora non chiaro . ieri mi sono recato allo iacp di salerno per chiedere anto costava l estinzione del diritto di prelazione. premetto che ho acquistato un alloggio iacp nel 2000.il funzionario mi ah detto che devo pagare il 20% dell valore atastale piu’ un altro 15 % sempre del valore catastale. piu’ iva . ma leggo nel blog che dovrei pagare solo il 10 %+iva . mi puo spiegare meglio o lei si occupa solo del lazio ?

    Annamaria Addante risponde

    La Campania in una sua finanziaria ha modificato la legge 560/93,ma per gli alloggi che si acquistavano dopo l’entrata in vigore della finanziaria,
    Se lei cerca sul mio sito tyra le risposte troverà anche la legge e così saprà cosa deve pagare.
    A lume di naso mi sembra che lei debba pagare con la 560,ma i funzionari vedono solo le modifiche ultime senza leggerne il contenuto.

  133. maria scrive:

    Buonasera dott.ssa Addante, avrei bisogno di avere un chiarimento riguardo ai costi da pagare per l’estinzione del diritto di prelazione.
    mia suocera,scomparsa da pochi mesi era proprietaria, per averlo riscattato, di un appartamento ex iacp. i figli hanno presentato regolare denuncia di successione.
    volendo vendere le loro quote ad uno dei fratelli si sono recati, in tempi diversi 2 fratelli, negli uffici preposti per avere l’importo dovuto.
    la prima vola il conteggio è stato effettuato sulla rendita catastale dell’immobile, circa 500 euri.
    la seconda sul valore catastale dichiarato in successione.circa 70.000 euri.
    quale delle due è quella giusta??
    la ringrazio infinitamente per l’attenzione e spero possa aiutarmi a risolvere questo rebus.

    Annamaria Addante risponde

    la rendita catastale aggiornata moltiplicata per cento di cui si paga il 10% più iva 20%. Questo è il resto sono chiacchiere.

  134. fabiana scrive:

    Salve,dott.ssa.In riferimento alla mia richiesta del 31/3/10. Mi sono rivolta ad un avvocato civilista, il quale ha fatto richiesta all’ENTE POSTE di poter vendere l’immobile entro i primi 5 anni, indicando che i termini previsti per l’alienazione degli alloggi acquistati ai sensi del
    comma 20 dell’articolo unico della legge 24 dicembre 1993, n. 560 sono ridotti
    a cinque anni nei seguenti casi:
    a) trasferimento del nucleo familiare in comune diverso da quello
    dell’ubicazione dell’alloggio per cambio attività lavorativa o collocamento a
    riposo, a distanza non inferiore a 50 Km o comunque tale che sia ampiamente
    disagevole il rientro giornaliero nell’abitazione a causa di lavoro,
    difficoltà di collegamento con mezzi di trasporto pubblici. La richiesta e’ arrivata a destinazione il 28/4/10 e ad oggi non si sono ancora degnati di una risposta e al telefono non risponde nessuno.Volevo sapere in questo caso se ci sono dei tempi da rispettare e quindi continuare ad aspettare una loro eventuale risposta o se chiedere all’avvocato di agire diversamente anche perche’ gli attuali proprietari non possono piu’ sostenere le spese di questo immobile,e anche io comunque vorrei chiudere al piu’ presto questa storia. La ringrazio infinatemente per la SUA disponibilita’ e sopratutto pazienza.

    Annamaria Addante risponde

    Cara signora non capisco perchè si è rivolta all’avvocato,potevo scrivere anch’io e semmai dal nostro avvocato che conosce bene le questioni,Spero che il suo avvocato abbia chiesto una urgente risposta ai sensi della legge 241/90, altrimenti ….se non ha fatto la richiesta in questo modo dovrà attivarsi altrimenti la cosa andrà per le lunghe.
    Comunque aspetti che passino 30 giorni dopo di che agite.

  135. fabiana scrive:

    Salve,dott.ssa. In riferimento al 17/5/10.Mi perdoni ma non immaginavo che potesse aiutarmi anche in questo.Quindi Lei a questo punto mi consiglia di aspettare fino alla scadenza dei 30gg oppure se puo’ mi puo’ dare una mano a sollecitare ulteriormente L’ente POSTE? Io ho anche letto la raccomandata che l’avvocato ha inviato all’ente, ma non ha fatto richiesta con urgenza,ne tantomeno ha citato la legge 241/90. La prego se puo’ aiutarmi, le saro’ infinatemente grata.
    Cordiali saluti.

    Annamaria Addante risponde

    Se mi manda via fax la lettera che ha inviato l’avvocato alle poste vedrò cosa posso fare il fax dell’associazione è 06/23239827

  136. fabiana scrive:

    OK……grazie mille,entro oggi vi invio il fax.Dott.ssa mi scusi la domanda,qualora Lei avviasse questa ricerca,la Sua intermediazione comporta qualche costo??
    Cordiali saluti

    Annamaria Addante risponde
    Comporta il solo costa della tessera di iscrizione per un anno all’associazione di pochi euro.

  137. Donato scrive:

    Ho ricevuto in eredità un appartamento ex IACP e successivamente Comune di Napoli, riscattato da mio padre nel 1997. Nell’atto di cessione a riscatto vengono indicate come leggi regolanti la cessione testualmente: “Il Comune di Napoli………, vende ai sensi del D.P.R. 17.1.59 n. 2 e successive modifiche, nonché dell’art. 27 della L. 8.8.77 n. 513, l’immobile ecc..”. Indicando due leggi, la prima che non prevede il diritto di prelazione ed un articolo della seconda che invece lo prevede vorrei capire se per vendere tale immobile sono soggetto al pagamento del diritto di prelazione o no. Ringraziandola anticipatamente le invio cordiali saluti

    Annamaria Addante risponde

    Purtroppo la 513/77 prevede il pagamento del diritto di prelazione che lei dovrà pagare calcolando il 10% della rendita catastale moltiplicato per cento più iva 20%.Sta bene attento non deve pagare di più.

  138. Roberto scrive:

    Egr. dott.ssa Addante,
    mio padre, con rogito notarile datato 2 marzo 1995, ha comprato (riscattato) un appartamento dall’IACP (mia madre vivente a quella data, in regime di comunione dei beni con mio padre, deceduta il data 12/10/1999); su tale rogito, le leggi che compaiono e che regolamentano tale vendita-acquisto, sono le seguenti –> Legge 24/12/1993 n. 560 e Legge Regionale 3/11/1994 n. 43 (Regione Sicilia); adesso, essendo passati più dei 10 anni previsti affinchè si potesse vendere l’immobile, e dato che io e mia sorella (figli del defunto in data 27/05/2002) siamo venuti in possesso dell’immobile per legittima successione, nella porzione del 50% a testa, possiamo vendere a terzi, che non sia l’IACP, (previa comunicazione per diritto di prelazione sull’eventuale riacquisto da parte dell’istituto) senza pagare l’estinzione del diritto di prelazione? Oppure, in funzione delle leggi citate nell’atto di vendita, siamo obbligati a pagare all’IACP tale somma (10% della rendita catastale, moltiplicato per 100 + iva al 20%)?
    Grazie del tempo che vorrà dedicarmi nella formulazione della risposta al mio quesito.
    Cordiali saluti, Roberto Paladino.

    Annamaria Addante risponde

    Si se volete vendere l’elloggio dovete estinguere il diritto di prelazione pagando il 10% della rendita catastale.

  139. Roberto scrive:

    Egr. dott.ssa Addante,
    grazie per la risposta precisa e mirata; anche se è una domanda che può sembrare banale (e probabilmente lo è), vorrei sapere se esiste un modo per evitare il pagamento del diritto di prelazione, dato che, sinceramente, mi sembra più una sorta di “pizzo legalizzato” più che una cosa dovuta nei confronti dell’IACP.
    Ancora grazie per la risposta che vorrà darmi.

    Cordialmente, Roberto Paladino.

    Annamaria Addante risponde

    L’unico modo per evitare il diritto di prelaione è non rivendere l’alloggio.
    Si può sembrare un pizzo,ma è unicamente un deterrente insieme al vincolo dei 10 anni per evitare speculazioni, poichè gli alloggi vengono acquistati a un prezzo politico e poi vengono rivenduti a prezzo speculativo, a quel punto si paga un 10%.

  140. Duilio scrive:

    vorrei sapere per un valore dell’alloggio ater di €81500 quanto devo pagare all’ater per estinguere il diritto di prelazione

    Annamaria Addante risponde

    Deve pagare il 10% della rendita catastale (che la trova scritta nel rogito) moltiplicata per cento più il 20% iva.

  141. Stefano scrive:

    Gent.ma Sig.ra Addante, e’ la prima volta che leggo il suo sito, causa avere una necessita’ un po’ particolare, che di seguito le rappresento:-
    mio Padre nell’anno 1997, ha acquistato una casa dallo iacp;
    oggi neccessito di una liquidità, che non ho, per costruirmi la prima casa nel Lazio, regione dove lavoro;
    Lui, mi vorrebbe aiutare concedendomi la possibilita’ di ipotecare l’unica sua proprietà, la casa da Lui acquistata;
    Ora la domanda:-
    La puo’ ipotecare?
    Il valore dell’ipoteca va sul valora catastale perche’ ex iacp, oppure sul valore di mercato?
    La ringrazio anticipatamente, rimanendo in attesa di un suo cortese riscontro.
    Stefano

    Annamaria Addante risponde

    Suo padre le consiglio innanzitutto di togliere il diritto di prelazione sull’alloggio pagando il 10% della rendita catastale moltiplicata per cento più il 20% iva.
    E dopo questa operazione lui può anche venderla la casa.
    Per quanto riguarda l’ipoteca deve prima verificare se sull’alloggio non grava nessuna ipoteca da parte dell’ater ex iacp,se si e avendo pagato tutto deve far cancellare l’ipoteca e poi può mettere una nuova ipoteca calcolando il valore di mercato.
    Cordiali saluti e in bocca al lupo.

  142. Stefano scrive:

    Gent.ma Sig.ra Addante,
    Le ho scritto il giorno 07.06.10, purtroppo da quel giorno ho preso, come si dice in Toscana, tanti schiaffi per quanti passi ho fatto, meglio ironizzare in questi casi che abbattersi, non crede?
    La ringrazio per la prima risposta inviatami, della quale prendo atto e ne sto’ gia’ facendo tesoro, poiche’ sto attivando la procedura per quanto concerne il diritto di prelazione.
    Come le avevo citato, la casa da mio Padre e’ stata acquistata nell’anno 1997 dall’Istituto A.T.E.R. e non I.A.C.P.. Mi scuso.
    L’acquisto come risulta dal contratto e’ stato effettuato in applicazione della Legge 560/93.
    Sulla casa non grava alcun tipo di ipoteca.
    Richiedendo preventivi per l’ipoteca, e parlando con vari amici, ci hanno fatto notare che l’acquisto e’ stato fatto con la seguente dizione ” l’A.T.E.R. vende all’inquilino che accetta ed acquista in proprietà superficiaria la seguente porzione del fabbricato”.
    Di fatto il terreno su cui e’ stata costruita nell’anno 1974 ed assegnata nel 1977, risulta essere una concessione del Comune che ne mantiene la proprietà per 99 anni rinnovabili, cosa non scritta nel contratto.
    Pertanto, ci hanno riferito che il valore commerciale non e’ molto superiore al valore di acquisto, fatto salvo quanto indicato nella convenzione, che abbiamo richiesto al Comune.
    Quanto riferitoci risulta essere veritiero?
    Una volta superati i dieci anni con la Legge 560/93 dobbiamo pagare il diritto di prelazione? oppure abbiamo solo l’onere della richiesta?
    E’ vero che il vincolo del terreno su cui e’ stata costruita ci blocca la possibilita’ di venderla al libero mercato e pertanto una reale valutazione di mercato per l’ipoteca?
    Oggi le scriviamo entrambi, augurandoci di essere stati precisi nel formularle la richiesta, rimanendo in attesa di una sua cortese risposta chiarificatrice.
    A presto
    Stefano e Annibale

    Annamaria Addante risponde

    Credo che lei faccia un pò di confusione nel 1997 l’ATER non esisteva,ma vi era lo IACP.
    L’Ater è stato istituito con la legge 30 del 3 settembre 2002.
    Se nel contratto sono state omesse determinate cose la responsabilità oltre che dello IACP-ATER è anche del notaio che avrebbe dovuto verificare quanto mi dite,per cui potete rivolgervi al notaio e chiedere chiarimenti.
    Comunque anche se il terreno è del comune ,il comune ha approvato una delibera dove disciplina queste situazioni.
    Il prezzo di vendita è chiaro che se ha questo difetto è inferiore,ma non potrà mai essere quello che avete comprato voi.
    Oggi se il proprietario a più di 65 anni o ha una invalidità superiore al 66% o si deve trasferire per motivi di lavoro in altra città,può vendere dopo 5 anni anzichè 10.
    Pertanto,potete chiedere tranquillamente di pagare il diritto di prelazione.
    Spero di essere stata chiara

  143. Piero scrive:

    Gentile Dott.ssa,
    nell’associarmi a quanti hanno espresso i complimenti a Lei per il suo utile servizio voglio anch’io porle un quesito che mi riguarda. Sono in trattative per l’acquisto di un immobile costruito da una cooperativa dei dipendenti del Ministero del tesoro che hanno usufruito dei mutui agevolati in base alla benedetta legge 513/77, così come riportato nell’atto di acquisto dell’attuale proprietario. Questa situazione è emersa due giorni prima che mi accingessi a firmare il compromesso d’acquisto e solo allora il proprietario ha inviato la raccomandata all’Ater di Roma (4/6/2010). Vorrei sapere se l’ATER può esercitare il diritto di prelazione e secondo la sua esperienza in quanto tempo rilascerà la liberatoria . la ringrazio Piero

    Annamaria Addante risponde

    Chi gli sta vendendo l’alloggio ha voluto fare il dritto,intascare prima la caparra e avere la sicurezza di vendere e poi chiedere l’estinzione del diritto di prelazione che oggi si paga il 10% della rendita catastale moltiplicato per cento più il 20% iva.L’ater si prende 120 giorni e se il suo venditore avesse fatto subito la richiesta quando aveva deciso di vendere oggi lei non avrebbe questo problema,ma se lei subisce un ritardo per l’acquisto può fare pagare una penale al suo venditore.Anche perchè nel rogito con cui a suo tempo aveva acquistato l’immobile c’è scritto.

  144. Francesca scrive:

    Gent.Dott.ssa
    mia madre, deceduta nel 2007, aveva acquistato un appatrtamento ex INCIS, poi IACP nel 1989. Abbiamo trovato l’aquirente che ha già chiesto il mutuo, l’atto riporta i richiami all’art.28 513/77 e art.52 457/78. l’agenzia aveva detto che non c’erano diritti di prelazione, l’ATER mi aveva risposto che essendo l’atto prima del 1993, non avevamo vincoli. Ma il notaio chiede l’autorizzazione dell’ATER. In caso di ritardo nella vendita cosa succede?
    Grazie

    Annamaria Addante risponde

    Che il notaio ha ragione e mi meraviglio sia dell’agenzia,che basta leggere l’atto in quantoi vi è scritto e sopratutto dell’Ater se cortesement5e mi fa sapere con chi ha parlato , perchè gli unici che hanno il diritto di prelazione sono gli alloggi venduti con la legge 513/77, 42/91 regionale e 560/93.
    Per cui lei deve pagare il diritto di prelazione.

  145. Francesca risponde scrive:

    Gent Dott.
    non so con chi ho parlato al telefono, comunque ho provveduto a spedire una RR con tutta la documentazione, proverò anche a fare un fax per evidenziare l’urgenza della pratica, ma dovrò pagare anche il 10% ?
    Grazie

    Annamaria Addante risponde

    Si deve pagare il 10% più iva 20%

  146. titti scrive:

    gentilissima dottoressa addante,urge un aiuto!!!!! il 3 maggio ho pagato il diritto di prelazione.mi hanno conteggiato19550,00 che ho pagato,avendo una rendita catastale pari a 464,81.oggi mi e’ stato detto che probabilmente mi hanno sbagliato il conteggio.ora come devo comportarmi nei confronti dell’aicp e cosa devo fare per avere il rimborso,visto che propio agli aicp mi e’ stato fatto questo conteggio,la prego mi aiuti.l’immobile e’ a salerno,cosa posso fare?grazie anticipatamente

    Annamaria Addante risponde

    Ma lei prima di pagare non si è reso conto che gli avevano chiesto troppo ? Il diritto di prelazione è il 10% della rendita catastale moltiplicato per cento più il 20% iva.
    Scriva immediatamente chiedendo la restituzione dei soldi e se non gli rispondono si rivolga ad un avvocato,oppure vada di persona e sai arrabbi se non gle li restituiscono, facendo se è il caso anche una denuncia per truffa.

  147. monica scrive:

    salve desideravo sapere “come fa” il familiare convivente a subentrare all’assegnatario nel diritto d’acquisto dell’immobile, cioè può farlo anche per diritto proprio a sua insaputa? dal co. 6 art. 1 legge 560 del 93 pare quasi du si…grazie!

    Annamaria Addante risponde

    No deve essere indicato dall’assegnatario al momento che gli arriva la lettera di acquisto e a lui rimane il diritto di abitazione.

  148. pasquale scrive:

    sono alle prese con un dilemma, ovvero mia mamma nel

    2003 ha acquistato (ai sensi della legge 560/93)

    un’immobile di proprietà dell’agenzia del demanio di

    napoli, ora intende estinguere il diritto di

    prelazione con il pagamento di ciò che è dovuto, il

    dubbio stà nel fatto che:

    il demanio applicherà il 20% + 15% come indicato da:

    art.55 comma 3 della legge n.1 del 30.01.2008
    oppure il
    10% come indicato da: art. 1 comma 25 della legge

    560/93

    Nel ringraziarla anticipatamente per l’eventuale

    risposta che vorrà fornire, le anticipo che per

    poterla ringraziare anche in maniera concreta,

    posso, se vuole, pubblicare la sua risposta sul mio

    portale di annunci gratis ben noto sul web

    http://www.annuncisulweb.it con il link al suo sito web ed

    alle sue referenze.

    Annamaria addante risponde

    Se non ricordo male il diritto di prelazione aumentato si riferisce agli alloggi venduti dopo una certa data e non per tutti,leggete bene la legge.

  149. Michela scrive:

    salve, la mia nonna ha acquistato 4 anni fa una casa ATER
    dopo il suo decesso ho ereditato la casa e il mutuo.
    Mi devo trasferire per lavoro…e vorrei donarla ai miei genitori.
    Vorrei sapere se fosse possibile senza dover fare comunicazioni all’ater ecc.. O se c’è un’altro modo per potermi togliere di dosso questo peso perche non saprei come gestire la cosa..da lontano.
    grazie.

    Annmaria Addante risponde

    Penso di si,ma ti consiglio di consultarti con il notaio UNGARI-TRASATTI che si trova in viale Liegi 16 il telefono lo trovi sull’elenco telefonico, chiama a nome mio, perchè le donazioni hanno i pro e i contro e il notaio ti potrà consigliare per il meglio, quando telefoni fa presente che è un alloggio Ater.

  150. Giorgio scrive:

    P.ma Dott.
    mia mamma e’ in affitto a una casa A.T.E.R. (casa popolare)
    Mia madre si e’ messo a carico un nipote.
    In caso di decesso di mia madre la casa rimane a suo nipote?

    Annamaria Addante risponde

    No. con la legislazione attuale il nipote non ha diritto.Hanno diritto solo i figli se rientrano nell’alloggio prima che muore la madre.

  151. fabiana scrive:

    Salve,dottoressa.Volevo porle un’ultima domanda in merito all’alienazione dell’immobile prima dei 10 anni. Poiche l’ente poste non ha mai risposto alle nostre richieste di estinguere il diritto di prelazione, il notaio ha detto che nel frattempo possiamo anche prendere possesso dell’immobile, formulando un contratto di locazione e che alla scadenza dei primi 5 anni potremo fare anche l’atto.Il mio dubbio e’: il notaio puo’ stipulare l’atto anche senza avere la delibera da parte dell’ente poste? Le faccio questa domanda perche’ sono un po’ confusa in quanto non credo che questo procedimento sia fattibile. La ringrazio anticipatamente.

    Annamaria Addante risponde

    Scusate il ritardo,ma stavo in ferie e inoltre il mio compiuter ha qualche problema.
    Se nell’atto di acquisto c’è un chiaro riferimento di legge che dovete pagare il diritto di prelazione, se avete inviato alle poste la richiesta con raccomandata con ricevuta di ritorno e non vi hanno mai risposto,potete evocare il silenzio assenso previsto dalla legge 241/90, sempre che siano passati almeno 5 anni dall’acquisto.
    Altrimenti se ho ben capito il notaio vi sugerisce di darla in affitto fino alla scadenza dei 5 anni, se l’acquirente è d’accordo potrebbe essere anche questa una soluzione.

  152. fabiana scrive:

    Salve dottoressa. Allora le spiego subito, nell’atto non e riportato che si deve pagare il diritto di prelazione, ma e riportato solo che l’immobile non puo’ essere alienato prima dei 10 anni.Inoltre i primi 5 anni scadranno l’11 maggio 2011, quindi il notaio ci ha proposto di stipulare nel frattempo un contratto di locazione in quanto sono daccordo anche i proprietari. La cosa che mi chiedo e’ se e rischioso fare questo passo in quanto non sappiamo ancora se poi dopo i 5 anni le poste ci daranno la delibera per poterlo vendere, in questo caso come dovremmo comportarci? Grazie mille per le Sue risposte.

    Annamaria Addante risponde

    Se nell’atto non è menzionato nessun diritto di prelazione voi trascorso il termine potete vendere senza nessuna autorizzazione,ma ho qualche dubbio, mi sapete dire con che legge è stato acquistato questo alloggio? Se me lo fate sapere vi darò la certezza.

  153. Carola scrive:

    Buongiorno Dott.sa, vorrei sapere se esistono altre deroghe oltre quelle previste nella legge regionale 27/06 che consentano l’alienazione dell’ immobile acquistato dall’ater anche prima dei 5 anni; nello specifico si tratta della concomitanza delle lettere a)-familiare con 80% di invalidità e in cura chemioterapica- e cbis)- comma 8 art. 48 della su citata legge regionale anche se il trasferimento della sede lavorativa è avvenuto nell’ambito dello stesso Comune di Roma. Sarebbero di supporto eventuali sentenze già pronunciate? La ringrazio anticipatamente

    Annamaria Addante risponde

    Purtroppo prima dei cinque anni non si può vendere, gli anni si riducono da 10 a 5 per i motivi che anche lei ha elencato.
    Ma se lei conosce sentenze in questo senso la prego di farmele conoscere che così vi potrò aiutare.

  154. Daniela scrive:

    Gent.mo Presidente Dr.ssa Addante,
    mio suocero che è deceduto 4 anni fa era intestatario di un contratto di locazione di un immobile Iacp. Non ha mai richiesto il diritto di prelazione per acquistare l’immobile, nel quale ora, abita uno degli eredi.
    Possono oggi gli eredi (tre) avanzare il diritto di prelazione per l’acquisto?
    Quale documentazione è necessaria?
    La ringrazio moltissimo per la sua disponibilità.
    Un cordiale saluto.
    Daniela

    Annamaria addante risponde

    Credo che lei abbia fatto un pò di confusione,il diritto di prelazione lo esercita l’Ater nei confronti degli assegnatari che hanno già acquistato l’alloggio se lo vogliono rivendere e per ovviare a ciò pagano il diritto di prelazione.
    Ora nel suo caso se il titolare è deceduto gli eredi non hanno nessun diritto all’alloggio a me no che non favevano parte del nucleo famigliare riconosciuto dall’Ater.
    Se sono in regola devono richiedere la voltura del contratto e veirificare se l’alloggio sta nel piano di vendita.

  155. giacomo scrive:

    buonasera dott.ssa,

    Dopo una serie di problematiche l’iacp ha finalmente deciso di voler regolare il trasferimento di proprietà di un’immobile che era soggetto a trasferimento del diritto con il pagamento dell’ultima rata del prezzo.
    L’ultima rata è stata pagata da mio padre 10 anni fa. Nel frattempo però lui è deceduto, pertanto il trasferimento adesso verebbe effettuato in mio favore dopo infinite vicessitudine con l’ente
    Poichè vorrei vendere il bene, e non ho le agevolazioni prima casa, dovrò pagare plusvalenza (considerando che il prezzo di acquisto era irrisorio 40 anni fa la differenza di plusvalenza sarebbe rilevante) oppure trattandosi di eredità non devo effettuare nessun versamento di plusvalenza?

    La ringrazio per sua gentile risposta

    Annamaria Addante risponde
    Ma quale plusvalenza lei all’ater non deve nulla.Si faccia fare immediatamente il trasferimento di proprietà,verifichi che sia privo di ipoteche e poi lo venda come gli pare ,lei non deve pagare nessun diritto di prelazione
    Mi faccia sapere se ci sono novità

  156. giacomo scrive:

    La ringrazio per la risposta. La plusvalenza non dovrei versarla all’iacp, ma eventualmente al notaio nel momento che vendo a terzi l’immobile, essendo seconda casa. Quello che vorrei capire se l’immobile può essere considerato un bene ereditato, anche se poi alla conservatoria non è mai stato intestato a mio padre, in quanto l’immobile è tutt’ora intestato all’iacp e verrà trasferito direttamente a me.

    non so se mi sono spiegata bene.

    grazie

    Annamaria Addante risponde

    Si ti sei spiegato bene,il problema è se puoi dimostrare che è una eredità,ma temo sia difficile perchè di fatto l’alloggio è divenuto vostro solo quando avete finito di pagarlo.
    Se l’ater fosse disponibile a farvi una dichiarazione che è divenuto vostro a causa del decesso del titolare,l’accatastamento non è molto influente,comunque provateci.

  157. PIERO scrive:

    Gentilissima Dott.ssa, mia suocera ha riscattato con pagamento in contanti dall’iacp di catanio ad ottobre dello scorso anno l’appartamento (con la legge 560/93 eL.R.43/94)in cui vive.
    Adesso, essendo anziana(83) anni vorrebbe andare a vivere con la figlia.Può fare domanda all’iacp per vendere l’appartamento?
    se si per estingure il ditto di prelazione quanto dovrebbe pagare? o basta fare una raccomandata, essendoci già l’acqirente, e aspettare 60gg.
    La ringrazio

    Annamaria Addante risponde

    No purtroppo non lo può ancora vendere,ma lo può affittare.
    Il diritto di prelazione lo può pagare quando vuole,ma poi non vende se non trascorrono gli anni previsti dalla legge.

  158. PIERO scrive:

    Gentilissina Dott.ssa,grazie innanzi tutto per la celere risposta,ma
    Da questo parere che ho trovato sembrerebbe che la procedura sia quella di comunucare tramite raccomandata la richiesta di prelazione con il prezzo di vendita (che sarebbe il prezzo che l’iacp dovrebbe pagare per alienare l’immobile) e aspettare 60gg trascorsi i quali l’immobile è libero.
    E’ correta la mia interpretazione?
    Grazie.

    Dipartimento regionale del personale, dei servizi generali, di quiescenza, previdenza ed assistenza del personale.
    1 – Con nota 27-12-2005, n. 141390 del Servizio demanio e patrimonio immobiliare, codesto Dipartimento premette di aver proceduto sin dal 1998 a cedere in favore degli assegnatari gli alloggi popolari acquistati ai sensi delle leggi regionali nn. 54/1985 e 8/1994.
    Come prescritto dal comma 20 dell’articolo unico della legge n. 560/1993 il contratto di cessione prevedeva il divieto di alienazione e di mutamento di destinazione d’uso di tali alloggi per un periodo di dieci anni dalla data di registrazione del contratto d’acquisto e, comunque, fino al pagamento dell’intero prezzo nonché il diritto di prelazione da parte degli IACP e loro consorzi, comunque denominati, in caso di vendita.
    Con l’articolo 19, comma 9, della legge regionale n. 4/2003 il predetto termine decennale è stato ridotto a cinque anni. Posto che numerosi proprietari di tali alloggi sono addivenuti nella determinazione di alienare a loro volta gli appartamenti gravati di diritto di prelazione e non avendo comunque codesta Amministrazione intenzione di rientrarne in possesso, viene richiesta allo Scrivente la corretta interpretazione da dare alla legge n. 560/1993 in ordine alla richiesta da parte dell’Amministrazione di un corrispettivo per la rinuncia alla prelazione.
    Alla richiesta di parere sono allegate due note dell’Agenzia del Demanio, (28-10-2005, n. 54293 e 13-12-2005, n. 61607) con le quali, aderendo alla circolare dell’Assessorato regionale dei ll.pp. 18-2-1994, n. 458, si dispone che la previsione del versamento di una somma ad estinzione del diritto di prelazione sia consentita dal comma 25 dell’art. unico della l. n. 560/993 soltanto nel caso di prelazione prevista dall’art. 28 della legge n. 513/1977 e non già negli altri casi cui fa riferimento il precedente comma 20.

    2- Anche quest’Ufficio aderisce all’interpretazione sopra prospettata.
    La legge n. 560/1993 nel prevedere, al comma 20, una prelazione dell’ente assegnatario nei confronti dei successivi acquirenti degli alloggi ceduti, non contempla alcuna possibilità per il venditore di eludere tale prelazione; al contrario, il successivo comma 25 consente di estinguerla versando un importo pari al 10% del valore dell’immobile calcolato sulla base degli estimi catastali ma esclusivamente per la cessione di immobili di cui alla legge 8 agosto 1977, n. 513.
    l’Amministrazione titolare del diritto di prelazione potrà determinarsi in ordine all’opportunità di esercitare o meno tale diritto in entrambe le ipotesi di cui ai comma 20 e 25 della l. n. 560/1993 ma soltanto nella seconda potrà condizionare la propria rinuncia al pagamento dell’importo previsto a titolo di riscatto.
    *****
    Il diverso trattamento previsto dal comma 25 per l’estinzione del diritto di prelazione “di cui al nono comma dell’articolo 28 della legge 8 agosto 1977, n. 513″ rispetto alla prelazione prevista dal precedente comma 20 non è, invero, del tutto chiara ma può collegarsi, probabilmente, al fatto che l’art. 28 della legge n. 513/1977, collegava il diritto di prelazione all’ipotesi di alienazione dell’alloggio il cui prezzo fosse determinato ai sensi del precedente quinto comma.
    In conclusione, nel caso di successiva vendita degli alloggi in questione,
    Ai sensi dell’art. 15, co. 2 del D.P.Reg. 16-6-1998, n. 12 lo scrivente acconsente sin d’ora all’accesso, presso codesto Assessorato, al presente parere da parte di eventuali soggetti richiedenti.

    Regione Siciliana – Ufficio legislativo e legale
    Ogni diritto riservato. Qualunque riproduzione, memorizzazione, archiviazione in sistemi di
    ricerca ,anche parziale, con qualunque mezzo, è vietata se non autorizzata.
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    Annamaria Addante risponde

    Nel suo atto notarile quale legge viene indicata per la vendita?
    Perchè tutto dipende dalla legge che ha disciplinato la vendita del suo alloggio,se me lo fa sapere poi potrò essere più precisa.
    La legge 560/93 ha cambiato la norma della legge 513/77 che consentiva di comunicare la volontà di vendere e se entro 80 giorni l’ente non manifestava la volontà di ricomprarlo allo stesso prezzo che lo aveva venduto maggiorato dall’aumento ISTAT il proprietario era libera dalla prelazione.Questo sistema viene però applicato anche agli alloggi in vendita con la 560/93,mentre tutte le altre leggi se non fanno riferimento nè alla 513/77 e nè alla 560/93 non si applica.

  159. PIERO scrive:

    con la legge 560/93 eL.R.43/94

    Annamaria Addante risponde

    La legge 560/93 art.25 disciplina con chiarezza il diritto di prelazione per gli alloggi venduti con la legge 513/77,perchè la 513 stabiliva con precisisione come si estingueva il diritto di prelazione. Mentre il diritto di prelazione sancito nell’art.20 fa riferimento solo agli alloggi venduti con la legge 560/93, senza disciplinare come si possa estinguere tale diritto e quindi in mancanza di tale disciplina vige quella prevista dalla normativa vigente ovvero l’assegnatario informa l’Ater che vuole vendere l’alloggio a euroXXXXXXX e se entro 60 giorni l’ater non esplicita il diritto di prelazione l’assegnatario può vendere a chiunque ,ma a quel prezzo che ha indicato, perchè se il prezzo dovesse essere inferiore dovrebbe rifare la proposta all’ater.
    Ora la regione Lazio per ovviare a ciò con propria legge ha deciso che anche per gli alloggi venduti con la 560 si applica il comma 25.
    Ma non tutte le regioni si comportano allo stesso modo.

  160. PIERO scrive:

    nell’atto notarile la legge indicata è la 560/93.grazie

    Annamaria Addante risponde

    La legge 560/93 prevede il diritto di prelazione pagando il 10% moltiplicato per cento della rendita catastale più il 20% iva.
    A meno che la regione sicilia non abbia legiferato diversamente in merito.
    Comunque c’è chi asserisce che il pagamento del diritto di prelazione sia dovuto solo agli alloggi venduti con la ex 513/77,ma questi sono pareri legali che non hanno ancora riscontrato sostanza giuridica.

  161. danilo scrive:

    gentile sig.ra Addante,mio padre nel 1976 le e’ stato assegnato un’alloggio i.a.c.p.nel 1999 muore mia madre,nel 2003 mio padre fa atto notarile tra i.a.c.p. e acquirente”mio padre”,mio padre oggi vuole vendere,spetta qualcosa a noi tre figli e parte di mamma deceduta?grazie

    Annamaria Addante risponde

    Così come me lo esponi il problema debbo dirti purtroppo che tuo padre essendo il leggittimo proprietario può fare ciò che vuole dell’alloggio a meno che in quell’alloggio non abbiate anche voi il diritto di abitazione,ma dovevate risiedere nell’alloggio al momento dell’acquisto.

  162. mimmo taranto scrive:

    Gent. Sig. ADDANTE ho vissuto con mia nonna per 36anni in un appartamento di proprieta’ dello IACP di Taranto,dopo la sua morte e’ stata fatta una voltura del contratto di affitto a nome della figlia(mia zia) che viveva con noi nello stesso appartamento. DA 2 anni, anche la mia povera zia che ho sempre rispettato come se fosse mia Madre,e’ deceduta il marito, a mia insaputa a cambiato nuovamente la voltura del contratto di affitto a suo nome, ha cambiato serrature di casa e mi ha persino tolto residenza.DOPO tanti anni di devozione a tutti mi sono ritrovato senza nulla! Ora mi chiedo se dopo la sua morte(dello zio) potrei chidere allo IACP il cambio di voltura a mio nome, poiche’ chiedendo mi e’ stato detto che , come da leggi in vigore,lo stesso puo’ essere effettuato,dopo i decesso. Il mio timore e che qualcuno ne approfitti e faccia carte false per avere quell’appartamento che per me racchiude tutta la mia vita. La ringrazio anticipatamente.MIMMO

    Annamaria Addante risponde

    Non capisco come abbia fatto suo zio a togliere la residenza se lei continua ad abitare nell’alloggio.
    Per togliere la residenza anagrafica occorrono due anni e i vigili devono venire a fare dei sopralluoghi 2 volte l’anno.
    Pertanto,se lei abita li la residenza non la possono togliere.
    Come hanno fatto a fare il contratto a sua zia se è rientrata solo due anni fa?E quando gli hanno fatto il contratto lei è stato inserito nel contratto?
    Credo che lei dovrebbe chiedere l’accesso agli atti per verificare cosa è successo realmente.

  163. Capriati Sarah scrive:

    Gent.ma Sig.ra Addante, buonasera,
    mia mamma è deceduta quest’anno e nel 1983 aveva acquistato dall’IACP di Cremona, ora ALER, un appartamento sul cui atto è scritto:
    “Decorso il termine di 10 anni dall’acquisto, qualora la parte acquirente intenda alienare l’alloggio dovrà darne comunicazione all’IACP di Cremona, il quale potrà esercitare entro 60 giorni il diritto di prelazione all’acquisto ai sensi e secondo le modalità previste dall’art.28 della legge 8.8.1977 n.513.
    Per poter vendere l’alloggio e togliere la prelazione liberamente devo pagare all’ALER il 10% moltiplicato per cento della rendita catastale + l’IVA al 20 ?
    La ringrazio per la risposta

    Annamaria Addante risponde

    Si perchè la legge 560/93 ha modificato la legge 513/77.

  164. Valentina scrive:

    Salve,
    gentilmente le vorrei porre un quesito, io e mio marito abbiamo dato un anticipo per un appartamento a Roma ma sia noi che i propriatari di casa non sapevamo dei lunghi tempi dell’ater per processare la pratica sul diritto di prelazione. Il problema infatti si e’ posto i primi di agosto quando hanno presentato la pratica e noi avevamo gia’ fatto il compromesso per la vendita della nostra vecchia casa da rogitare entro il 30 novembre. Il nostro notaio ovviamente ci ha detto che quantomeno per rogitare la nuova casa servirebbe copia del pagamento e della raccomandata fatta all’Ater……..la nostra paura che stiamo stretti con i tempi ed il timore e’ che questa pratica non venga esplicata entro novembre…e chissa’ quando…preoccupati di non poter sostenere un affitto fino a che tutto non si sistemi……avrebbe qualche suggerimento in merito? (Premetto che i proprietari della nostra futura casa consegneranno le chiavi solo ed esclusivamente a rogito avvenuto…..non sono daccordo di affittarcela in caso di tempi disattesi per il diritto di prelazione)
    Ringraziandola anticipatamente,
    buon lavoro
    Valentina e Luca

    Annamaria Addante risponde

    L’ater dopo 120 giorni è obbligato a definire la pratica,vi consiglio di telefonare per sollecitare allo 06/68842692

  165. Andrea scrive:

    Gent.ma Sig.ra Addante,
    vorrei chiederle una delucidazione.
    Stiamo acquistando un appartamento a Roma.
    Questo appartamento è stato acquistato dagli attuali proprietari dall’ATER a marzo 2006. Di conseguenza il nostro rogito verrà effettuato successivamente a marzo 2011 in quanto devono trascorrere 5 anni prima che gl attuali proprietari possano vendere.
    La richiesta da parte dei proprietari d pagamento dello svincolo dal diritto di prelazione deve essere fatta una volta trascorsi i 5 anni o potrebbero avanzarla già ora? Quali sono di norma in questi casi le tempistiche di risposta dell’ATER? Una volta effettuato lo svincolo, al momento della vendita, i proprietari dovranno comunque darne comunicazione all’ATER?
    La ringrazio anticipatamente. Cordialità, Andrea

    Annamaria Addante risponde

    Si la liberatoria si può chiedere prima, tanto prima dei cinque anni non può vendere,trascorsi i cinque anni vende e non c’è bisogno che comunichi nulla.

  166. Andrea scrive:

    Gent.ma Sig.ra Addante la ringrazio per la celere risposta.
    Vorrei chederle ancora una cosa. Per richiedere lo svincolo quali sono i passi da compiere? C’è un documento di richiesta specifico e dove è possibile recuperarlo?
    Grazie mille. Cordiali saluti, andrea

    Annamaria Addante risponde

    Basta fare la richiesta all’ufficio Alienazione immobili Ater di Roma via di valle aurelia 286 H, allegare copia del rogito rendita catastale aggiornata,eventuale succesione se c’è,fotocopia documento e codice fiscale.

  167. Marco scrive:

    Salve,
    stavo per acquistare una casa ex IACP dall’attuale proprietario, ma lo stesso, recandosi all’IACP (CASERTA) mi ha detto che per estinguere il diritto di prelazione deve versare all’IACP la somma di euro 13500.
    Io pensavo fosse di meno. E’ possibile? La rendita catastale dell’immobile è di euro 560.
    Inoltre, la mia domanda ulteriore è: l’estinzione del diritto di prelazione è necessaria anche se l’IACP non riacquisterebbe mai l’alloggio? Oppure, non volendo la stessa esercitare il diritto di prelazione è sufficiente comunicare di voler vendere l’immobile senza pagare nulla?
    Chiedo scusa per l’ignoranza, ma avevamo quasi concluso l’accordo e questa cifra ha fatto venire meno il tutto.
    Grazie per l’attenzione.

    Annamaria Addante risponde

    Dovete fare attenzione perchè ultimamente la campania ha cambiato la legge per cui chiede il 20% della rendita catastale,ma solo per le case vendute dopo la modifica della legge, per cui se loro l’hanno acquistata prima devono pagare solo il 10%

  168. ARMANDO scrive:

    Salve, mi trovo nelle stesse condizioni dell’utente Marco (23 ottobre 15:36) e mi interessa sapere se, una volta inviata la comunicazione all’IACP di voler vendere l’alloggio e l’IACP non risponde entro 90 gg., oppure dice espressamente di non voler esercitare il diritto di prelazione (quindi dichiara di non volerlo acquistare), è necessario pagare l’estinzione del diritto di prelazione, oppure è possibile vendere liberamente senza pagare nulla (in quanto sarebbe decaduto il loro diritto di prelazione)?
    Grazie!

    Annamaria Addante risponde

    No purtroppo si deve sempre pagare il diritto di prelazione per poter vendere.

  169. Patrizia scrive:

    Gent.ma Annamaria Addante spero possa essermi di aiuto.
    Sono interessata ad acquistare un immobile su cui insiste diritto di prelazione dell’ATER. Gli eredi (due fratelli e la mamma), ormai trascorsi i 5 anni (termine imposto) dall’atto di compravendita ed intenzionati a vendere l’immobile, hanno inviato raccomandata A.R. all’Ater nel giugno 2010, chiedendo l’estinzione del diritto di prelazione come previsto dal decreto più volte citato. Ad oggi, ovvero dopo più di 120 giorni dalla comunicazione, l’Ater non ha dato nessuna risposta. Come possiamo fare per sollecitare il nulla-osta da parte dell’Ater e chiudere definitivamente la pratica?
    Ringraziandola anticipatamente, Le faccio i complimenti per il forum e le invio cordiali saluti.

    Annamaria Addante risponde

    Se mi fate avere la copia della richiesta avanzata posso occuparmene personalmente

  170. Umberto scrive:

    Gent.ma Dott.ssa Addante, io e mia sorella abbiamo ereditato un appartamento che mia zia acquistò dallo IACP di Napoli nel 2001 in base alla legge 560 del 1993. Ora avremmo intenzione di venderlo; allo IACP di Napoli, dove c’è sempre un bel caos, mi hanno detto che alla scadenza dei 10 anni devo presentare una domanda per estinguere il diritto di prelazione versando il famoso 10% più iva della R.C.
    La mia prima domanda è: essendo l’appartamento ereditato e dato che sia io che mia sorella viviamo fuori regione è possibile che il termine possa essere di 5 invece che di 10 anni (anche se ormai manca poco ai 10 anni)?
    Seconda domanda: nel contratto notarile che fece mia zia la parte che riguarda il diritto di prelazione fa riferimento agli articoli 38 e 39 della legge 392 del 1978. Io sono andato a leggere quegli articoli ma non ci sono riferimenti a questo versamento del 10%.Mi può dare un suo parere al riguardo? E comunque, se devo versare questa quota, devo aspettare comunque lo scadere dei 10 (o 5) anni oppure posso farlo già da ora?
    La ringrazio anticipatamente per la risposta.
    Distinti saluti.
    Umberto

    Annamaria Addante risponde

    Ad una attenta lettura dell’art.25 della legge 560, il diritto di prelazione di cui parla l’articolo è quello riferito alla legge 513 del 1977 che viene convertito con questo articolo nel pagamento del 10% della rendita catastale.
    Se la Regione Campania non ha legiferato in tal senso applicando la legge 560 così come è scritta voi non dovreste pagare nessun diritto di prelazione, a meno che la regione campania non abbia con legge adeguato tale articolo anche agli alloggi venduti con la 560/93.
    Così pure per la riduzione da 10 a 5 anni dovete verificare se la regione campania ha legiferato in tal senso.

  171. Umberto scrive:

    La ringrazio molto per la risposta rapida e precisa. Presumo che se non dovessi pagare nulla me lo avrebbero detto (in teoria) quindi, visto anche che siamo entrati nell’ultimo dei fatidici 10 anni inizierò ad attivarmi per pagare il diritto di prelazione. Cmq cercherò anche nel BUR della regione se c’è qualche norma.
    Grazie

    Annamaria Addante risponde

    Basta che vai sul sito della regione e cerchi leggi alienazione alloggi, te lo avrei fatto anch’io,ma richiede un pò di tempo e in questi giorni sono proprio impicciata.

  172. ANDREA L. scrive:

    GENT.MA ANNAMARIA ADDANTE, SONO IN ATTESA DA ORMAI 4 MESI, IN QUANTO HO RISCHIESTO ALL’ATER L’ESTINZIONE DEL DIRITTO DI PRELAZIONE DI UN IMMOBILE EX IACP ACQUISTATO DA MIO NONNO NEL 1978 E FINITO DI PAGARE NEL MAGGIO 2001, IN QUANTO ABBIAMO INSTAURATO UN AVENDITA FRA COEREDI.
    IL DIRITTO DI PRELAZIONE QUANTO DURA? QUANTO TEMPO SONO OBBLIGATO AD ASPETTARE QUESTA COMUNICAZIONE? SI PUO’ FARE IL ROGITO?
    LA RINGRAZIO IN ANTICIPO.
    CORDIALMENTE LA SALUTO.

    Annamaria Addante risponde

    Ritengo che occorra una denuncia precisa le chiedo cortesemente di mettersi in contatto telefonico con me 3394581140

  173. Gabriele scrive:

    Gentile Signora Addante,
    nel 2007 ho acquistato un immobile ATER ai sensi della L.R. 42/91. Successivamente all’acquisto, oltre alla riconciliazione famigliare, sono divenuto nuovamente padre. L’abitazione in questione, essendo di 35 mq, non è più sufficiente al mio nucleo famigliare di 4 componenti, di cui uno disabile.
    Ho avuto modo di verificare che l’art. 28 della L.513/77 da la facoltà, previa autorizzazione, di locare l’alloggio qualora ricorrano tali situazioni. Proseguendo nella lettura di detto articolo leggo testualmente:
    “L’assegnatario può alienare l’alloggio qualora ricorrano, le condizioni di cui al precedente quinto comma. In tal caso deve darne comunicazione al competente istituto autonomo per le case popolari, il quale potrà esercitare, entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione, il diritto di prelazione all’acquisto per un prezzo pari a quello di cessione rivalutato sulla base della variazione accertata dall’ISTAT dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati”.
    Non riesco a comprendere se la mia personale condizione mi da diritto o meno a poter vendere l’alloggio.
    La ringrazio per l’attenzione, porgendole distinti saluti

    Annamaria Addante risponde

    Lei per poter vendere l’alloggio devono trascorrere 5 anni dall’acquisto e deve pagare il diritto di prelazione ovvero il 10% della rendita catastale moltiplicata per cento più il 20% IVA.
    Altrimenti se lei non paga il diritto di prelazione l’Ater la può riacquistare allo stesso prezzo che lei l’ha pagata più l’aumento ISTAT per ogni anno dall’acquisto fino al momento della vendita.
    Ma credo non le convenga è preferibile estinguere il diritto di prelazione e vendere a libero mercato.
    Nel frattempo intanto richieda l’estinzione del diritto di prelazione all’Ater così si trova avvantaggiato,anche perchè l’Ater ci impega molto tempo a rilascaire la liberatoria.

  174. Gabriele scrive:

    La ringrazio vivamente per il preziosissimo aiuto.
    Approfitto però per chiederle: all’atto della richiesta di estinzione, che formulerò all’azienda, è giusto quindi fare riferimento all’art. 28 (L.513/77) o ci sono modifiche e/o integrazioni legislative intervenute?
    Le sono molto grato.
    Saluti

    Annamaria Addante risponde
    deve citare la legge 560/93 e la legge regionale 27/06

  175. stella scrive:

    Gentile signora Addante,
    mio padre (unico proprietario e residente) l’anno scorso ha riscattato una casa dell’aterp di Catanzaro ma poiche non avevamo il denaro sufficiente si è accordato per un pagamento a rate di 15 anni. Purtroppo le sue condizioni di salute negli ultimi mesi stanno peggiorando sempre di più, ora ha un solo chiodo fisso che lo fa agitare piu del dovuto: se un giorno non ci sarà piu potremo noi figli continuare a riscattare la casa o la perderemo? Sto provando a contattare l’ufficio preposto ma per ora non mi hanno risposto.
    Grazie in anticipo per l’aiuto

    Annamaria Addante risponde

    Si perchè voi lo ereditate e dovrete continuare a pagare le rate.
    L’importante è pagare le rate di ammortamento, il pagamento rateale è come un mutuo l’importante è pagarlo,la proprietà è di tuo padre e va in eredità.

  176. Sarah scrive:

    Gentile signora Addante, buongiorno.
    L’Aler di Cremona mi ha detto che il diritto di prelazione è determinato rivalutanto del 5% la rendita catastale più il 10% della rendita catastale moltiplicata per cento più il 20% IVA.
    La rivalutazione della rendita è a discrezione della regione o del Comune in cui si trova l’alloggio?
    Inoltre le chiedo se i 60 gioni necessari affinchè l’Aler risponda alla mia richiesta di riscattare il diritto di prelazione siano lavorativi, ossia 3 mesi effettivi, o di calendario, ossia 60 giorni.
    Grazie della risposta, saluti.

    Annamaria Addante risponde

    La rivalutazione la devono aver prevista in qualche atto legislativo della regione,perchè la legge 560/93 parla solo del 10% della rendita catastale moltiplicata per cento e per modificarlo occorre una legge,l’IVA è imposta dal ministero delle finanze ed è il 20%

  177. Paolo scrive:

    Gentilissima signora Addante prima di spiegarle il mio problema vorrei ringraziarla per l’enorme aiuto che da a tutti noi su questo sito, veramente grazie di cuore.

    Mio padre qualche giorno fa ha firmato l’accettazione del prezzo della casa aterp di ct dove abita, in cui dichiara e firma che:
    - si impegna a pagare gli importi dovuti per un anticipo del 30% sul prezzo di vendita.
    -Le spese di istruttoria (200€), entro 15 giorni dalla data di approvazione della domanda di acquisto
    - Di stipulare l’atto nei successivi 15 giorni
    Dall’ufficio ATERP di Catanzaro mi hanno detto invece a voce che prima di provvedere alla stipula dell’atto è necessario che il loro collegio dei revisori approvi la domanda di cessione dell’immobile, e che i tempi medi necessari per questa operazione sono circa 45 giorni. A questo punto mi trovo con un documento ove mio padre dichiara che provvederà alla stipula entro 15 giorni, mentre l’ufficio probabilmente non sarà disponibile nei tempi indicati.
    Come faccio?
    L’unica cosa che mi viene in mente è mandare una Racc A/R all’ufficio scrivendo che sono invitati a stipulare l’atto nel periodo previsto nel documento di accettazione, e di attendere risposta scritta di una loro conferma o eventuale data a cui rimandano la stipula dell’atto.

    Nuovamente grazie.

    Annamaria Addante risponde

    Certo lei facendo riferimento alla telefonata deve inviare un raccomandata con ricevuta di ritorno chiedendo che il contratto venga stipulato entro 15 giorni come da loro richiesto nella lettera che suo padre ha sottoscritto.
    Anche perchè a voce a volte dicono un sacco di stupidagni

  178. fabiana scrive:

    Salve,dott.ssa. Le scrivo sempre in merito alla vendita di un immobile con vincolo di alienazione per 10anni.Pultroppo sono passati 3 mesi e l’ente poste non ha ancora risposto alla lettera inviata dalla proprietaria per poter vendere entro i primi 5 anni l’immobile.A questo punto,la proprietaria mi chiede se possiamo nel frattempo fare un contratto di locazione,dopodiche’ scaduti questi altri 5 anni procederemo poi alla vendita. Volevo chiederLe, se la proprietaria non puo’ vendere l’immobile almeno lo puo’ locare?Tra l’altro Lei e il suo nucleo familiare vivono fuori per motivi di lavoro,quindi l’immobile non le occorre. La ringrazio anticipatamente per la Sua risposta.

    Annamaria Addante risponde

    Si la signora può locxare l’alloggio,ma vi consiglio di riscrivere facendo riferimento alla legge 241/90 al silenzio assenso.

  179. fabiana scrive:

    Buongiorno,dott.ssa. La ringrazio per La Sua risposta.Inoltre Le volevo chiedere se a questo punto la procedura di locazione è rischiosa o meno.,perche in effetti mancherebbero altri 5 anni,dopodiche’ si potrebbe poi vendere. La ringrazio ancora.Le auguro una buona giornata.

    Annamaria Addante risponde

    La locazione non è rischiosa, può avere i rischiu che comporta una locazione ovvero far uscire l’affittuario,ma se in quiesto caso l’affittuario è il futuro compratore basta fare gli atti giusti che garantiscono le parti.
    Altrimenti la può affittare ammobiliata a studenti così non corre nessun rischio.

  180. francesco scrive:

    Egr. Dott.ssa.
    Dovendo vendere un alloggio acquistato nel 1998 con la legge 560/93, ho presentato all’ATC domanda di estinzione del diritto di prelazione in data 14.10.2010. La risposta, datata 13.12.2010, mi è pervenuta con raccomandata timbrata e consegnata il 15.10.2010. I tempi sono regolari? o trascorsi i 60 giorni il diritto di prelazione decade?

    Perchè si deve pagare l’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto!) del 20%?

    Qualcuno mi ha detto che lo stesso diritto di prelazione si estinguerebbe automaticamente, e senza il pagamento di alcunchè, se si invia una richiesta di acquisto all’ATC al prezzo concordato in un preliminare di vendita, e che successivamente l’ATC comunica che non intende acquistare l’alloggio per quella cifra. E’ vero?

    Rimanendo in attesa di cortese riscontro, porgo distinti saluti.

    Annamaria Addante risponde

    La legge 560/93 stabilisce le regole per le vendite,poi occorre verificare se la propria regione di appartenenza ha legiferato diversamente,per cui se mi fa sapere qual’è la sua regione le potrò rispondere più precisamente.

  181. FERDINANDO scrive:

    Gent.ssima Dott.ssa
    dovendo vendere un immobile IACP Le volevo porre un quesito:
    l’immobille oggetto di vendita è stato iniziato a pagare nell’anno 1968 ma definitivamente acquisito con atto nell’anno 1978; nell’atto mi sono costituito solo io come parte acquirente, nonostante ero sposato in regime di comunione dei beni, quindi mia moglie non compare nell’atto di compravendita. Necessitando adesso di vendere l’immobile, avendo 3 figli, la domanda che ho da porLe è la seguente: in virtù del fatto che nell’atto non compare mia moglie ed in virtù che ho adesso saputo che nell’anno 1975 entrò in vigore la legge sui coniugi in regime di comunione dei beni, ribadendo che mia moglie non compare nell’atto, devo provvedere a fare la successione?
    Rimanendo in attesa di un suo cordiale riscontro porgo distinti saluti.

    Annamaria Addante risponde

    Da quello che mi scrive devo desumere che sua moglie è morta,si deve fare la successione per la quota del 50% che spettava a sua moglie perchè eravate in comunione di beni e non era necessario che fosse scritto sull’atto.

  182. francesco scrive:

    Preg.ma Dott.ssa Addante, la Regione è il Piemonte.
    Grazie per la Sua gentile attenzione.
    Francesco.

    Annamaria Addante risponde

    Caro signore l’alloggio acquistato con la legge 560 del 1993 si deve pagare il diritto di prelazione se lei vuol vendere l’alloggio e la legge stabilisce che è il 10% della rendita catastale moltiplicato X cento più il 20% IVA. Basta leggere la legge è molto chiara.

  183. francesco scrive:

    Preg.ma Dott.ssa
    la ringrazio per la risposta.
    Mi permetta ancora di chiederle un suo cortese parere su:
    1) ho presentato all’ATC domanda di estinzione del diritto di prelazione in data 14.10.2010. La risposta, datata 13.12.2010, mi è pervenuta con raccomandata timbrata e consegnata il 15.12.2010. I tempi sono regolari? o trascorsi i 60 giorni il diritto di prelazione decade?

    2) qualcuno mi ha detto che lo stesso diritto di prelazione si estinguerebbe automaticamente, e senza il pagamento di alcunchè, se si invia una richiesta di acquisto all’ATC al prezzo concordato in un preliminare di vendita, e che successivamente l’ATC comunica che non intende acquistare l’alloggio per quella cifra. E’ vero?

    Rimanendo in attesa di cortese riscontro, porgo distinti saluti.

    Annamaria Addante risponde

    la legge che prevede i 60 giorni in cui l’ATC può ricomprare a prezzo di mercato l’allogggio è la legge regionale n.26 del 14/11/2001 e riguarda i profughi della cittadina di Tortona che risiedono con contratto di locazione in via matteotti 13.
    La legge regionale n.3 del 17/2/2010 prevede invece che lìATC può ricomprare l’alloggio allo stesso prezzo che lo ha comprato più il tasso legale del momento.
    Pertanto lei se ha comprato 10 anni fa credo che le devono applicare la legge 560/93 così com’è.
    Non dia retta a chiacchiere si documenti con la lettura delle leggi vigenti in materia della sua regione.

  184. paola scimia scrive:

    Preg.ma Dott.ssa Addante, sono proprietaria di un appartamento acquistato all’ater nel 2005 e pagato in contanti attraverso l’accensione di un mutuo abbastanza pesante per le circostanze attuali nella mia città dell’Aquila. Esso è reso inagibile per via del terremoto del 6 Aprile 200. Le chiedo cortesamente se è possibile che ci sia una legge che preveda di poter saltare il versamento per l’estinzione della prelazione dell’Ater per casi di emergenza come quello in cui ci troviamo noi dell’Aquila, o eventualmente cosa mi consiglia per poter fare per avere la possibiltà di venderlo senza dover per forza di cosa pagare delle penali all’ater.
    Rimanendo in attesa di un suo cordiale riscontro porgo distinti saluti.

    Annamaria Addante risponde

    Lei dovrebbe richiedere alla Regione Abbruzzo al suo Presidente che faccia una ordinanza o un articolo di legge che tolga il diritto di prelazione alle case ater dell’acquila, che mi sembra una cosa giusta.

  185. PAOLA POLIDORO scrive:

    Gent.ma Sig.ra Addante,
    vorrei chiederle un’informazione.
    Stiamo acquistando un appartamento a Roma.
    Questo appartamento è stato acquistato dagli attuali proprietari dall’ATER a marzo 2006. Di conseguenza il nostro rogito verrà effettuato successivamente a marzo 2011.
    Abbiamo saputo che i proprietari hanno effettuato la richiesta di svincolo a novembre 2010. Volevo sapere se era possibile verificare, se effettivamente è stata effettuata questa richiesta, e anche la tempistica che normalmente l’ATER si prende per rispondere.
    La ringrazio anticipatamente. Cordialità, Paola

    Annamaria Addante risponde

    L’Ater ci impiega normalmente 120 giorni,per verificare se è stata inviata la richiesta si faccia dare una copia della raccomandata che hanno inviato,la raccomandata doveva essere con allegati i documenti necessari per l’estinzione del diritto di prelazione ovvero:copia del rogito,codice fiscale,documento di riconoscimento,rendita catastale aggiornata e se il titolare fosse deceduto la successione.

  186. Gianfranco scrive:

    Gent.ma Sig.ra Addante,
    Vorrei gentilmente avere un suo parere, sulla vendito di un allaggio Ater.
    Ho ereditato da mia madre il diritto di acquistare l’alloggio da lei abitato, con regolare contratto. Ho fatto regolare rogito di acquisto con l’Ater nel febbraio 2006 ( su cui è annotato il limite per la vendita di 5 anni con la nota che l’Ater si riserva la prelazione).
    Tale immobile l’ho dato in uso gratuito alla famiglia di mia figlia, essendo piccolo per loro. Ho deciso di venderlo per dare loro la possibilità di acqiustarne uno più grande.
    Ho dato mandato ad una agenzia immobiliare alla vendita. La quale visto il rogito, anche con parere di un loro notaio, anno detto che, per la vendita non ci sono problemi, occorre fare una raccomandata all’Ater con l’importo con cui vendiamo immobile se risponde lo deve acquistare al prezzo di mercato, altrimenti in caso di silenzio dopo 60 giorni, si è autorizzati alla vendita.
    Io sono rimasto perplesso avendo letto tutto il Suo Blog.
    Le chiedo gentilmente il suo autorevole parere, eventualmente potrei venire alla sua associazione.
    Anticipatamente ringrazio, Saluti Gianfranco

    Annamaria Addante risponde

    Lei sta parlando di un alloggio a Roma acquistato dall’ater,mi faccia sapere chi è questo notaio,perchè temo che non sappia neanche leggere le leggi.
    Comunque lei deve chiedere l’estinzione del diritto di prelazione ,se vuole venire in associazione le do anche il modulo.

  187. Laura scrive:

    Mio suocero ha acquistato a Roma in contanti dall’ IACP con atto di compravendita il 19 giugno 1997 un alloggio. Il contratto prevede che qual’ora il proprietario intenda vendere l’alloggio deve darne comunicazione all’Istituto e al Comune, che potranno, entro 60 giorni esercitare il diritto di prelazione alle condizioni e nei modi previsti dalla legge 8 agosto 1977n. 513 e cioè senza dover versare all’Ente nessuna percentuale sul valore catastale dell’immobile.
    Essendo mio suocero deceduto nel 2010 mio marito intende vendere l’immobile in quanto siamo residenti a Viterbo.
    La legge 24 dicembre 1993 n. 560 prevede invece che il diritto di prelazione si estingue soltatanto qua’ora l’acquirente dell’alloggio ceduto versi all’Ente cedente un importo pari al 10% del valore calcolato in base agli estimi catastali.
    Il quesito è: essendo il contratto di compravendita datato 1997 e lo stesso non richiama la legge del 1993 bensì quella del 1977, a quale normativa dobbiamo fare riferimento per lo svincolo dal diritto di prelazione? Solo la semplice comunicazione oppure anche il pagamento del 10%?
    Ringrazio e saluto cordialmente Laura

    Annamaria Addante risponde

    Dovete attenervi alla legge 560/93 che ha modificato la 513 del 1977. Per cui dovete fare richiesta all’ater per estinguere il diritto di prelazione,altrimenti il notaio non vi fa l’atto.

  188. Alma scrive:

    Gent.ma Dott.sa Addante,
    sono in trattativa per l’acquisto di un appartamento ex ATER acquistato nell’85.
    Il contratto dell’85 contemplava il diritto di prelazione esercitabile dall’istituto “entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione di volontà di vendita…”.

    Nella comunicazione inviata all’ATER, i venditori hanno richiesto una convocazione per l’estinzione del diritto di prelazione con il pagamento dei relativi oneri.
    E’ sufficiente o occorre altro?

    Se sì, trascorsi i 60 giorni, posso procedere alla stipula del compromesso e del rogito senza preoccupazioni?

    Se no, esiste una “comunicazione tipo” da inviare per richiedere la “estinzione del diritto di prelazione”?

    Grazie in anticipo

    Annamaria Addante risponde

    Dovete inviare la richiesta all’ater per estinguere il diritto di prelazione e allegare la documentazione,copia rogito,documento,codice fiscale e rendita catastale aggiornata .

  189. Francesca scrive:

    Gent.ma Dott.ssa Addante,
    mia sorella è in trattative per l’acquisto di un appartamento sito in Reggio Calabria , l’appartamento in questione è stato acquistato dal proprietario dall’Aterp di RC nel mese di luglio 2002.
    Nel 2005 il proprietario è deceduto lasciando eredi la moglie i quattro figli, nell’anno 2010 è deceduta anche la moglie, adesso eredi sono i quattro figli, tre dei quali vivono in una provincia della Regione Calabria , il quarto vive fuori regione.
    Nell’atto di acquisto del 2002 insiste un diritto/vincolo di prelazione che andrà a scadere nel mese di luglio 2012 , al compimento dei dieci anni .
    La Regione Calabria con L.R. 40 /2008 all’art. 16 dispone che il vincolo di prelazione si riduce a cinque anni , nel caso di invalidità dell’acquirente o di un componente del nucleo familiare…. ,oppure se residente fuori regione per motivi di lavoro ….
    La mia domanda è questa: il diritto di prelazione a seguito della sopracitata legge può essere ridotto a 5 anni, dato che uno degli eredi risiede fuori Regione o dato che l’acquirente è deceduto, la morte supera l’invalidità. Grazie.
    Rimanendo in attesa di un suo cordiale riscontro porgo distinti saluti.

    Annamaria Addante risponde

    Penso che il decesso sia la causa più grave e mi meraviglio che la regione non l’abbia compresa,essendo morta anche la moglie credo che non dovrebbe avere problemi,almeno in un paese di diritto dovrebbe essere così,ma capisco che questo paese il diritto lo ha perso da tempo.
    Ma gli eredi vadano all’aterp e si facciano rispettare perchè la morte credo che superi ogni cosa.

  190. MARIA DI BARI scrive:

    Gentilissima sig.ra Addante… Vorrei gentilmente avere un suo parere..sono una donna separata con due figli, lovoro indeterminato,abito con i miei ,sto cercando casa da tanto tempo oltre che ho fatto tante domande,ma con nessun risultato quelli pivati quando sanno che ho due bambini non me l’affitano..vorrei dirle che una mia amica abita in un appartamento enasarco e ci sono appartamenti da tanto tempo sfitti,io non so a chi devo rivolgermi per un affitto visto che sono di un ente ?Ho ci sono altri enti a cui posso rivolgermi?aspetto gentilmente una sua risposta la ringrazio . PS:Per noi cittadini italiani non si trova mai niente ,per avere qualcosa devi essere extracomunitario e non ho niente in contrario con loro ma ci sono italiani che stanno con le pezze e nessuno ci fila ..scusi x lo sfogo …

    Annamaria Addante risponde

    capisco il suo sfogo,per le case dell’Enasarco occorre fare domanda all’ente,ma se non è raccomandata da qualcuno temo che sarà difficile.

  191. Giambattista scrive:

    Dott.ssa Addante,

    ho letto con attenzione tuttle sue risposte ai commenti al suo post sul tema molto acceso dell’estinzione diritto prelazione.
    Fermo restando il quantum da pagare la mia domanda verte sull’aliquota IVA da applicare. Risulta da una risoluzione della Commissione nazionale tributaria del 94, e chiedo conferma se ha finora approfondito la questione, che in caso l’immobile sia stato acquistato a suo tempo con aliquota agevolata 4 percento per prima casa, la stessa aliquota dovrà essere applicata in sede estinzione diritto prelazione.
    Distinti saluti,

    Annamaria Addante risponde

    mi ero informata a suo tempo presso il ministero delle finanze e mi hanno detto che vi era una circolare molto recente che prevedeva quello che l’ater applica.

  192. Andrea scrive:

    Gent.ma Sig.ra Addante,
    vorrei chiederle cortesemente un parere.
    Siamo in trattativa per l’acquisto di un appartamento che gli attuali proprietari hanno acquistato dall’ATER nel 2006. I 5 anni entro i quali non è possibile vendere l’appartamento scadono a fine marzo di quest’anno. Gli attuali proprietari hanno inoltrato la richiesta per l’estinzione del diritto di prelazione all’ATER ad inizio novembre ed hanno ricevuto risposta in questi giorni. Non abbiamo ancora avuto modo di visionare di persona il documento, ma da quanto ci è stato detto dai proprietari l’ATER ha risposto di inoltrare nuovamente la richiesta a fine marzo, indicando come data il giorno seguente al trascorrere dei 5 anni. E’ una cosa normale? Quali potrebbero essere le motivazioni? Secondo la sua esperienza, dobbiamo preoccuparci per l’esito della trattativa?
    La ringrazio anticipamente
    Cordiali Saluti
    Andrea

    Annamaria Addante risponde

    Assolutamente l’Ater non può rispondere in quel modo perchè il diritto di prelazione si può estinguere in qualsiasi momento,mi facci avere la lettera che hanno inviato a questi signori, perchè a marzo vi fanno aspettare altri 120 giorni se rimane ancora questo dirigente che si fa le norme come gli pare.

  193. francesca scrive:

    siamo quattro fratelli mio padre a una casa ater assegnata lui vuole lasciarmela a me puo fare un testamento da un notaio

    Annamaria Addante risponde

    No perchè i suoi fratelli potrebbero impugnarlo,a meno che a loro lascia alter cose di eguale valore.
    Altrimenti suo padre dovrebbe venderla a lei in vita.

  194. ANDREA scrive:

    Gent.ma Sig.ra Addante,
    la ringrazio molto per la sua risposta. Potrebbe gentilmente farmi avere i contatti dove poterle girare la documentazione.
    La ringrazio anticipatamente.
    Cordiali Saluti
    Andrea

    OK

  195. Andrea scrive:

    Gent.ma Sig. Addante,
    ho trovato i suoi contatti sul sito, non è quindi necessario che me li invia, grazie mille lo stesso.
    Le invierò la documentazione nei prossimi giorni.

    Un cordiale Saluto
    Andrea

    OK.

  196. Marco scrive:

    Gent.ma Sig.ra Addante, un’informazione: mio nonno ha comprato nel 2004 dall’ATER un appartamento a Roma. Mi conferma che non potrà venderlo prima del 2014 e che in ogni caso per poterlo fare dovrà anche estinguere il diritto di prelazione che l’ente ha per “riprendersi” la casa? Se la cosa fosse stata comprata per 150.000€, orientativamente a quanto ammonterebbe il costo del riscatto? La ringrazio per l’aiuto che vorrà darmi. Saluti
    Marco

    Annamaria Addante risponde

    Il diritto di prealzione si può estinguere in qualsiasi momento la vendita ha altri limiti 5 o 10 anni per il diritto di prelazione si paga il 10% della rendita catastale moltiplicata x cento più 20% Iva

  197. Nadia scrive:

    Salve ,
    vorrei chiederle un chiarimento riguardo ad un immobile che intendo acquistare a Roma, l’appartamento è stato acquistato dai proprietari dall’ATER e lil vincolo per la vendita decade alla scadenza dei 5 anni che cade esattamente il prox 30 marzo.
    Secondo lei posso aver problemi nel concludere l’ acquisto proposto entro il prox giugno 2010? Quali sono le cose a cui posso andare incontro se il nulla osta da parte dell’ATer non arrivasse in tempo? Posso impegnarmi in una proposta di acquisto ? La ringrazio anticipatamente della sua risposta. Saluti.

    Annamaria Addante risponde

    Chi vende deve avere la liberatoria da parte dell’Ater e per averla deve pagare il 10% della rendita catastale moltiplicato per cento più el 20% IVA. Devono fare la domada all’Ater e l’ater ci mette 120 giorni per inviare quanto devono pagare e una volta pagato gli arriva la liberatoria. Se non ottemperano a ciò l’atto di vendita è nullo

  198. Francesca scrive:

    Gent.ma Dr.ssa Addante, il mio caso è quello dell’acquisto imminente di un appartamento ex Ater riscattato dall’attuale proprietario, nel 2001, ai sensi della L.560 del ’93 (espressamente citata nel contratto di compravendita). Il notaio incaricato del rogito (i 10 anni stanno per scadere) sostiene che, una volta trascorso questo vincolo temporale, il diritto di prelazione dell’Ater decada automaticamente una volta decorsi inutilmente i 60 giorni a disposizione dell’Ater per eventualmente esercitarlo (senza quindi dover versare alcuna somma a titolo di estinzione). Questo perché, secondo il suo parere, il contratto di compravendita all’epoca fu stipulato ai sensi della L.560 e non della 513 del ’77. Ma non le sembra che la L.560 sia poco chiara quando, all’art. 20, recita che “Gli alloggi e le unità immobiliari acquistati ai sensi della presente legge non possono essere alienati, anche parzialmente, ne’ può essere modificata la destinazione d’uso, per un periodo di dieci anni dalla data di registrazione del contratto di acquisto e comunque fino a quando non sia pagato interamente il prezzo. In caso di vendita gli IACP e i loro consorzi, comunque denominati e disciplinati con legge regionale, hanno diritto di prelazione” e poi, al successivo art. 25 (o 26), recita che “Il diritto di prelazione di cui al nono comma dell’articolo 28 della legge 8 agosto 1977, n. 513 , e successive modificazioni, si estingue qualora l’acquirente dell’alloggio ceduto in applicazione del medesimo articolo 28 versi all’ente cedente un importo pari al 10 per cento del valore calcolato sulla base degli estimi catastali”?
    IN SOSTANZA LA MIA DOMANDA E’: un immobile venduto ai sensi della L.560 del ’93 può estinguere il diritto di prelazione dell’Ater con il versamento della somma o deve solo attendere che il diritto si eserciti entro i 60 gg. previsti? E qualora la somma venga comunque per sicurezza versata dall’attuale proprietario (e non fosse invece contemplato dalla legge il versamento), può accadere che il diritto di prelazione sussista sempre, e lo erediti il nuovo acquirente (io) pur essendosi l’Ater espressa in favore del versamento della somma? Mi pare una giurisprudenza un po’ controversa.
    Grazie per l’eventuale parere
    Cordiali saluti

    Annamaria Addante risponde

    Cambi notaio che non mi sembra molto illuminato.
    La legge 560 ha di fatto annullato la legge 513 il motivo per cui è indicata anche la 513 è solamente perchè il diritto di prelazione con la 513 si estingueva in altro modo ovvero entro 60 giorni se l’Azienda non rispondeva potevi vendere,ma se rispondeva l’alloggio lo comprava lei allo stesso prezzo che te lo aveva venduto più l’aumento istat dal momento dell’acquisto fino alla vendita.
    La norma la fece il governo Amato perchè fovevano fare cassa.
    Il Notaio dovrebbe documentarsi meglio,ma ti garantisco che fino ad oggi sono pochi i notai bravi e uno veramente bravo è UNGARI-TRASATTI

  199. francesca scrive:

    come devo fare perche papa paga ancora l’affitto la casa non e ancora riscattata cordiali saluti

    Annamaria Addante risponde

    Forse non si è spiegata bene,perchè se la casa non è riscattata è giusto che paga l’affito,se invece è stata riscattata non deve pagare l’affitto.

  200. manuel scrive:

    Gentilissima Drssa Addante, io ho acquistato un immobile ATER a Padova nel 2006.
    Ho effettuato subito una ristrutturazione che mi ha abbassato il valore catastale da 433 euro a 373 euro.
    Secondo il diritto di prelazione dovrei pagare il 10% degli estimi catastali su quale dei due valori catasali?(quello di acquisto o quello successivo alla ristrutturazione?
    Vorrei sapere anche se può essere motivo di vendita anticipata l’aumento delle persone che vivono nell’immobile.Mi spiego meglio :
    siamo io mia moglie e due bambini e viviamo in 55 mq e gli ambienti sono insufficienti ( camera matrimoniale, ripostiglio (adibito a cameretta) soggiorno/cucina.)
    Ovviamente quando ho comprato non avevo bambini.
    La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità.

    Annamaria Addante risponde

    Il diritto di prelazione si paga sull’ultima rendita catastale aggiornata.
    Non so se la sua regione ha legiferato in materia di riduzione degli anni dovrei vedere,ma comunque la può in attesa affittare oppure effettuare una vendita differita.

  201. Francesca scrive:

    Grazie mille per la risposta. In sostanza, da quanto ho capito, le legge 560 del ’93 offre due alternative agli assegnatari proprietari, che dopo 10 anni dal riscatto vogliano rivendere l’immobile: o pagare ed estinguere così il diritto di prelazione dell’Ater, oppure attendere i famosi 60 giorni in attesa che questo diritto di prelazione, qualora non espresso, decada automaticamente.
    La mia domanda era infatti se questa doppia scelta valga per TUTTI I CONTRATTI DI COMPRAVENDITA, sia quelli stipulati quando era in vigore la L. 513 del ’77 sia quelli più recenti stipulati ai sensi della L.560.
    E’ su quest’ultimo punto, infatti, che vedo scontrarsi interpretazioni discordanti, anche sui blog. Il problema credo consista nel fatto che la L.560 citi due volte il diritto di prelazione: la prima volta all’art. 20 (senza spiegare cosa sia né come si estingua) e poi all’art. 25, quando parla espressamente della possibilità di estinguerlo pagando quella certa somma. Ecco, se l’art. 25 avesse semplicemente recitato: “Il diritto di prelazione di cui al precedente comma 20, di cui anche al nono comma dell’art. 28 della L.513 del ’77 si estingue etc…etc….” credo che tanti fraintendimenti si sarebbero potuti evitare. Comunque grazie ancora per l’attenzione.

    Annamaria Addante risponde

    Mi scusi forse per la fretta non sono stata molto chiara, oggi il diritto di prelazione si estingue solo pagandolo. la norma dei 60 giorni non esiste più.
    Lei se vuole vendere il suo alloggio deve pagare il 10% della rendita catastale moltiplicato per cento più iva.Altrimenti nessun notaio le farà l’atto e se trova qualche imbecille che lo fa l’atto è nullo.

  202. Mario scrive:

    Alla D.ssa Andante.
    Le chiedo scusa volevo una risposta su una situazione di riscatto del patrimonio edilizio.
    Mio padre a suo tempo aveva fatto richiesta di riscatto con la L.513/77 e successivamente aveva fatto la riconferma, nel 2000 viene a mancare e il patrimonio edilizio decide di mettere a riscatto gli alloggi nella quale siamo cresciuti.
    Ora nel 2005 ho chiesto il diritto di riscatto a nome mio, in quanto sono unico che risiede nell’alloggio con relativa voltura a nome mio.
    I miei fratelli non sono più residenti da tanti anni è vorrebbero riscattare anche loro insieme a me l’alloggio.
    Ora volevo chiederLe, ho letto varie sentenze di cassazione dove si ritiene che il diritto al riscatto in caso di “iure successionis” non è trasmissibile e che il diritto alla cessione dell’immobile solo a soggetto che ha i requisiti richiesti dalla legge tra cui appunto la residenza.
    Ora le volevo chiedere potrebbe darmi Lei la risposta a questo quesito.
    La ringrazio

    Annamaria Addante

    L’alloggio lo compra colui che ci risiede se è in regola,ovvero lei deve avere la voltura del contratto a suo nome ed essendo lei il locatario è lei che compra.

  203. rossella Saccomani scrive:

    gest.mi, vorrei avere una delucidazione a questo dilemma:mio zio ha stilato il patto di futura vendita a luglio del 2001.Essendo deceduto ad ottobre del 2001 sono subentrata io e mia sorella come legittimi eredi.
    Abbiamo stipulato il rogito in data 18.09.2003.Vorrei gentilmente sapere se avremmo potuto vendere l’appartamento dopo 5 anni a decorrere dal luglio 2001 .Grazie anticipatamente.
    Rossella Saccomani

    Annamaria Addante risponde

    Si perchè la validità del’acquisto per il conteggio degli anni decorre dal patto di futura vendita.
    Comunque potete chiedere tranquillamente l’estenzione del diritto di prelazione, perchè si può chiedere a prescindere dal vincolo della vendita, così alla scadenza dei cinque anni potete vendere.

  204. Mario scrive:

    Grazie Dott.ssa Addante per la risposta, Lei dice in regola cioè? mi potrebbe dire in che senso, stiamo parlando di riscatto o di vendita, io perchè il loro avvocato dice che anche i miei fratelli sono nelle condizioni di riscattare l’alloggio con me perchè rientrano in un discorso di eredità avendo al suo tempo mio padre fatta richiesta di riscatto, mentre il mio dice che solo io ho le condizioni essendo solo residente e con la voltura a nome mio.
    Quindi secondo la Sua competenza i miei fratelli possono rientrare in un discorso ereditario, come sostengono loro, oppure, come sostiene il mio avvocato secondo alcune sentenze di cassazione si ritiene che il diritto al riscatto non è trasmissibile in un contesto di “iure successionis” o ” iure ereditarius”, Lei può dirmi come stanno veramente le cose grazie e ancora grazie per la Sua risposta.

    Annamaria Addante risponde

    Se conoscessero bene la legislazione in merito agli alloggi Ater eviterebbero di dire fesserie.
    Sarò più precisa se suo padre ha fatto richiesta di acquisto, ma lo IACP o L’ATER non gli ha mai inviato la lettera con il prezzo i suoi fratelli non hanno nessun diritto.
    L’unico avente titolo in questo caso è colui che ha diritto alla voltura dell’alloggio in quanto facente parte dedel N.F ed essendo residente.
    Chi non è residente non ha nessun diritto.
    Diversamente se suo padre avesse ricevuto la lettera con il prezzo e avesse risposto inviando le 625 euro per l’apertura della pratica, in questo caso l’alloggio lo possono comprare gli eredi.
    Ma non mi sembra sia il suo caso.

  205. nonno mario scrive:

    Egr. Dott.ssa ADDANTE.in data 27/10/2005 io e mia moglie abbiamo cmprato casa dall i.a.c.p. napoli in unica soluzione. senza usufruire dello sgravio dei piggioni pagati negli anni precedenti ,sul roggito e citata la legge n.560 del 24/12/1993 inoltre sul roggito ce scritto con rinunzia all’ipotega.domanda posso vendere la casa.distinti saluti

    Annamaria Addante risponde

    Si pagando l’estinzione del diritto di prelazione

  206. nonno mario scrive:

    ottima inziativa chiare spiegazzioni complimenti grazie saluti da mario

    Grazie per i complimenti,fanno sempre piacere

  207. raffaelli ivano scrive:

    buongiorno dott.ssa Annamaria Addante,le scrivo per sottoporle un problema a me difficile comprensione e soluzione……sono un invalido civile grave al 100% con accompagno con gravi problemi di deambulazione,di anni 57…vorrei sottoporle il mio problema….vorrei vendere la casa comprata dall’ater prima dei 5 anni stabiliti dalla stessa,in quanto abitando al piano terzo senza ascensore sono costretto e rilegato in casa.faccio osservare che e stata fatta la domanda dell’ascenzore all’ater e non mi e stata mai data risposta e nemmeno montato l’ascenzore…faccio presente anche che sono tutelato dalla legge 104 degli invalidi civili gravi e vorrei andarmene vendendo questo appartamento a me non accessibile e trovarne un’altro al piano terra o con l’ascensore.La ringrazio anticipatatamente per la sua benevolenza e aspetto con ansia una sua risposta via email . cordiali saluti
    raffaelli ivano

    Annamaria Addante risponde

    Innanzitutto inizi a chiedere l’estinzione del diritto di prelazione che come minimo ci mettono 120 giorni prima di rispondergli.
    Poi potrebbe cercare di effettuare la vendita differenziata dovrebbe trovare un acquirente interessato al suo alloggio disposto a fare il rogito alla scadenza dei cinque anni, per il momento non ci sono altre soluzioni.

  208. Mario scrive:

    Grazie per la Sua Gentilezza saluti.

    Grazie saluti

  209. Mimmo scrive:

    Gentilissima Sig.ra Addante, mio nonno è assegnatario dal 1970 con la legge 30/12/1960 n. 16756 di un alloggio per lavoratori agricoli a riscatto. Siccome a oggi, pur avendo pagato tutte le rate previste dal contratto di assegnazione, ancora dopo tanti anni non gli è stata comunicato nè la cifra del riscatto nè una data per fare l’atto di vendita, cosa possiamo fare per sbloccare la situazione?
    L’ente di riferimanto è l’ATERP di Cosenza e/o l’erario.
    Grazie

    Mimmo

    Annamaria Addante risponde

    Dovete recarvi presso l’ufficio vendite dell’ATERP di cosenza e chiedere come stanno le cose. E’ sicuro che il numero della legge è quello?Mi sembra un numero troppo alto,mi facia sapere bene qual’è la legge .

  210. MONIA scrive:

    Salve Annamaria,
    ho una domanda da farle…A mia madre e’ arrivata la lettera per la vendita degli alloggi ater,cosi a mandato le 600,00 euro per l’acqiusto,ma a tutt’oggi non gli e’ arrivata ancora la lettera definitiva per l’acquisyo.Fino a pochi giorni fa’ ero convinta che risultasse solo lei sul contratto di casa,invece sono venuta a sapere che mio fratello separato da 4 anni e convivente con un’altra donna,si e’ rimesso sul contratto con mia madre.Noi siamo tre fratelli ma sul contratto ater c’e’ solo lui e mia madre,nel momento che le arrivera’la lettera definitiva per l’acquisto,verremmo sapere se mio fratello potra’ acquistare l’alloggio senza che noi sappiamo nulla.
    Spero che il mio discorso le sia stato chiaro
    Grazie

    Annamaria Addante risponde

    Se sta sul contratto e sua madre vuole può acquistare direttamente lui e a sua madre rimane il diritto di abitazione.
    Altrimenti sua la compra lei e un domani va in eredità a tutti i figli.

  211. Sara scrive:

    Gentile dott.ssa Addante,
    mio zio (ex- dipendente ministeriale) nel 1996 ha riscattato un alloggio a Roma, a lui assegnato da INA-CASA (poi IACP) nel 1966 con promessa di futura vendita. Per via ereditaria questo alloggio è da qualche anno passato a sua moglie. Nell’atto di compravendita del 1996 si fa riferimento alla legge 60 del 1963 e al DPR 11.10.60 n. 1471, ma non alla L 513/77. Desideravo quindi sapere se anche in questo caso occorre fare richiesta dell’estinzione del diritto di prelazione, nel caso mia zia voglia ora o in futuro alienare l’appartamento. Cordiali saluti. Sara

    Annamaria Addante risponde

    NO assolutamente NO

  212. Mimmo scrive:

    Mi scusi, ha ragione c’era un 5 di troppo, la legge è questa :Legge dello Stato 30/12/1960 n. 1676!
    Intanto ho chiamato all’aterp di cosenza e il responsabile mi ha riferito che hanno perso (non so se al catasto o loro) tutta la documentazione che riguarda i terreni su cui sono state costruite le case e di conseguenza per vendere le case o trovano questi doc oppure li devono rifare. Le vorrei chiedere se c’è una qualche legge che mette un limite max per chiedere il riscatto, sennò così se loro non si danno la mossa stiamo sempre in attesa e intanto sono passati 40 anni.Grazie e scusi lo sfogo
    Saluti Mimmo

    Annamaria Addante risponde
    Se suo padre ha avuto la casa in assegnazione con riscatto lei deve pretendere la definizione dell’atto di acquisto.
    Le consiglio di farsi sentire e semmai rivolgersi ad un legale.

  213. Sara scrive:

    Gentile dott.ssa Addante, la ringrazio della sua risposta in riferimento a quanto da me scritto in data 27 febbraio. Un’ulteriore informazione, è possibile avere una dichiarazione scritta da parte dell’Ater che attesti come in questo caso l’immobile non sia soggetto ad alcun diritto di prelazione e sia liberamente alienabile? Grazie ancora. Sara

    Annamaria Addante risponde

    Ma è possibile che dovete complicarvi la vita da soli? A che cosa serve la dichiarazione dell’Ater? Sono le leggi quelle che contano,stia tranquilla e non si preoccupi.

  214. Alessandro scrive:

    Gentile dott.ssa Addante,
    sto acquistando una casa in provincia di venezia.
    Gli attuali proprietari l’hanno acquistata dall’ater.
    Volevo capire se i proprietari attuali sono obbligati a pagare il 10%+iva del valore catastale, A me hanno parlato di una comunicazione della vendita all’ater e se accettano senza voler acquistare, la casa possono vendermela. Non o capito però se acquistando in questo modo la casa possono esercitare il diritto di prelazione nei miei confronti, non pagando loro l’estinzione del diritto di prelazione. Inoltre volevo capire se poi ho qualche tipo di vincolo nella rivendita della casa in futuro.
    Nel caso l’ater voglia acquistare invece la casa, i proprietari possono comunque svincolarsi pagando il 10%+iva del valore catastale?
    Un’altra cosa: manano ancora circa 4 mesi per arrivare ai 10 anni dall’acquisto della casa, devo aspettare comunque i 10 anni oppure si può acquistare prima dello scadere?
    Grazie. Alessandro

    Annamaria Addante risponde

    No devono essere trascorsi i 10 anni.
    Le consiglio di informarsi bene presso l’ufficio vendite dell’ater della Provincia.

  215. federica alessia carocci scrive:

    Buongiorno,
    ho inoltrato nei primi giorni di febbraio 2011 la richiesta all’ater di Roma per richiedere la cancellazione del diritto di prelazione su un immobile da me acquistato nel 1998; sto vendendo l’immobile ho gia fatto il preliminare di vendita con terzi e sono preoccupata perchè in questi giorni hanno bloccato le vendite e dunque volevo sapere se possono anche bloccare lo svincolo sul mio appartamento.
    Grazie infinite

    Annamaria Addante risponde

    Le vendite bloccate sono degli alloggi Ater il suo non centra nulla.
    Federica

  216. giovanna scrive:

    gent. sign. Addante, mia suocera, di 83 anni, sta vendendo il suo immobile sito in Roma per venire a vivere vicino a noi, dato che, alla sua età, non può più stare sola, e come da accordi deve rogitare entro il trenta di maggio. Ha chiesto all’ATER, con RR il conteggio per l’estinzione del dir. di prel. in data 29 gennaio sperando in tempi certi di 60 giorni per la risposta, ma oggi, abbiamo saputo che, a causa delle indagini sulle vendite degli immobili di cui stanno parlando tutti i TG, i tempi si allungheranno a 120 giorni. Ciò rischia di far saltare a mia suocera il rogito nei tempi stabiliti, con le conseguenze economiche del caso.
    Le chiedo: si può rogitare l’immobile prima di aver estinto il dir. di prel. in attesa del conteggio? Oppure, cosa si può fare per sollecitare la risposta dell’ATER?
    Le sarò grata se vorrà darmi una risposta perchè siamo proprio preoccupati.

    Annamaria Addante risponde

    Guardi che ora di tempo ne hanno visto che hanno bloccato tutte le vendite.
    Se lei viene martedì 15 in via della Pisana 1301 avrà modo di parlare con l’assessore e sottoporgli il problema perchè è vergognoso che fanno aspettare 120 giorni per un lavoro che occorrerà si o no 2 ore al massimo.

  217. Alessandro scrive:

    Buonasera, ho letto tutti le domande con le relative risposte che le hanno fatto fino ad oggi ma vorrei porle esplicitamente il mio caso sperando che cortesemente mi puo aiutare.
    Siamo una giovane coppia che nel luglio 2006 abbiamo acquistato tramite asta un appartamento a Viterbo da POSTE ITALIANE ma su questi appartamenti grava il vincolo di alienazione per 10 anni. Ora per noi sono trascorsi 5 anni dall’acquisto ma avendo avuto 4 bambini gli spazi non sono piu sufficenti per la convivenza e avremmo la necessità di vendere questo appartamento per acquistare una casa piu grande. Come possiamo fare per sciogliere questo vincolo ? A chi ci dobbiamo rivolgere per spiegare la nostra situazione? Spero di essermi spiegato e ringraziandola anticipatamente le porgo cordiali saluti. Buon lavoro.

    Annamaria Addante risponde

    Alle Poste ponendo il caso di sovraffollamento, oppure trovare chi è disponibile a fare una vendita differita.

  218. francesca scrive:

    buonasera, mi scusi vorrei sapere come devo fare per far e il cambio nominativo di una casa ater intestata a mio padre vivente vuole intestarmela a me devo ancora portare la residenza li la ringrazio anticipatamente cordiali saluti

    Annamaria Addante risponde

    E’ il caso che ne parliamo a voce onde evitare questioni con l’Ater ci sono i giorni dispari dalle 17.00 alle 19.00 chiamami per conferma 3394581140

  219. angelo pierre scrive:

    gent. sig. addante , sono inabile 100% abito da 40 anni al,allogio iacp con promessa di futura vendita ex legge 167/60 assegnata mio genitore defunto 13 anni fa. lanno scorso e arrivato aviso di stipula gli alti eredi vogliono madarmi via forze vogliono vederla, io mi sono rifiutato di firmare il trasferimeto notarile gli eredi vogliono farmi causa,o3 fgli minori a carico avuti in covvivenza, cosa mi puo succedere.ti ringazio per le sue preziose domande.

    Annamaria Addante risponde

    Se non ho capito male anche lei è erede, se lei si oppone alla vendita non possono venderla. Inoltre va chiarita bene questa cosa,perchè se l’alloggio è stato dato a suo padre e al suo nucleo famigliare,se i suoi fratelli non ci abitano più, mentre lei ci abita, la questione va chiarita meglio e per farla dovrei vedere la documentazione.

  220. nonno mario scrive:

    a cosa serve il diritto di prelazione, perche si deve pagare dopo 5o10 anni inquanto io la casa ( iacp napoli ) lo aquistata in contanti in unica soluzione.distinti saluti mario .

    Annamaria Addante risponde

    Perchè lei vendendola a prezzo di mercato fa una speculazione, avendola acquistata a prezzo sociale

  221. Gabriele scrive:

    @Alessandro
    Anche io ho sottoposto alle Poste il tuo stesso caso che è anche il mio, ora sono in attesa di risposte dall’uff. legale. Per caso tu hai avuto informazioni a riguardo, io ho avuto molte rassicurazioni sull’alienazione della casa ma di scritto ancora nulla.

    Complimenti alla sig. Addante per l’ottimo servizio svolto

    Annamaria Addante risponde

    dovete pretendere risposte scritte.

  222. Gabriele scrive:

    decreto legge 25 settembre 2001, n. 351

    14. Sono nulli gli atti di disposizione degli immobili acquistati per effetto dell’esercizio del diritto di opzione e del diritto di prelazione prima che siano trascorsi dieci anni dalla data dell’acquisto, salvo che si verifichino incrementi del nucleo familiare di almeno due unita’, ovvero si verifichi il trasferimento dell’acquirente in un comune distante di piu’ di 50 chilometri da quello di ubicazione dell’immobile.

    Sig. Addante, è questo il decreto al quale faceva riferimento per il sovraffollamento?

    Grazie

    Art. 11.
    Entrata in vigore
    1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
    pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
    sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.
    Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
    nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
    italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
    osservare.
    Dato a Roma, addi’ 25 settembre 2001
    CIAMPI
    Berlusconi, Presidente del Consiglio
    dei Ministri
    Tremonti, Ministro dell’economia e
    delle finanze
    Maroni, Ministro del lavoro e delle
    politiche sociali
    Visto, il Guardasigilli: Castelli

    Annamaria Addante risponde

    Quando mi riscrivete dovete ricordarmi la domanda,non posso ricordarmi tutto e andarle a cercare nel sito mi richiede troppo tempo.

  223. massimo scrive:

    gent. dott.ssa Addante le chiedo cortesemente delucidazioni in merito ad un alloggio iacp acquistato da mio padre circa due anni fà pagandolo per contanti, oggi mio padre è deceduto lasciando l’immobile in eredità a tre fratelli abbiamo contattato l’ater per dirgli come potevamo vendere l’immobile ad un solo fratello l’ater risponde che non è possibile prima di 10 anni e quindi deve rimanere di proprietà di tutti e tre mi sembra molto strano grazie anticipatamente per la risposta.

    Annamaria Addante risponde

    Innanzitutto gli anni sono 5 e non 10 in quanto suo padre è deceduto.
    Poi se voi volete venderlo a vostro fratello vi consiglio prima di fare la succesione di rinunciare all’eredità per cui l’alloggio va a vostro fratello,così non dovete pagare neanche il diritto di prelazione che è obbligatorio per vendere l’alloggio.E vostro fratello vi da i soldi che avete concordato,in questo modo l’ater non può fare nulla.

  224. Gabriele scrive:

    Gentilissima sig.a Addante
    facevo riferimento alla legge 560/93 e al divieto di alienazione, nel caso di nucleo familiare aumentato di almeno due unità o di cambio posto di lavoro oltre i 50km, cosa può richiedere l’ente o la società a fronte di una proposta di vendita tra privati?

    Grazie mille per il suo impegno.

    Annamaria Addante risponde

    Lei può benissimo estimguere il diritto di prelazione e poi può fare una vendita differita,se vuole il nostro avvocato le può spiegare come fare e che documentazione deve fare lo studio è in via XX settembre n.4 Avv.Galeani tel.06-4817341.

  225. Bruno Evangelisti scrive:

    Gent.ma sig.ra Addante,

    Sono un proprietario di un appartamento acquistato nel novembre 1996 dall’ATER in viale di torre maura (Roma) pagando una parte in contanti e delle rate mensili per 10 anni ( che pago regolarmente).

    Devo trasferirmi in altra provincia per motivi di lavoro ed ho saputo che per la normativa vigente questo è motivo sufficiente per poter vendere l’appartamento dopo 5 anni dall’ acquisto. Ho letto il suo bellissimo blog e volevo anche io porgli delle domande:
    1) Prima di poter chiedere la rinuncia del diritto di prelazione all’Ater devo estinguere i 5 anni di rate che mi rimangono da pagare, e se si, in quale modo ?
    2) 1) Visto che l’Ater ha 60 gg di tempo per poter rispondere alla mia richiesta di rinuncia al diritto di prelazione posso inviare la richiesta anche qualche mese prima dello scadere dei 5 anni dall’acquisto per accelerare i tempi ?
    3) la somma dovuta del 10% del valore catastale moltiplicato per 100 che devo pagare all’Ater per estinguere il diritto di prelazione in quale modo viene pagata ? e una somma a cui si aggiunge di solito anche il 20% di IVA ?
    4) Dopo quanto tempo aver pagato la quota per estinguere il diritto di prelazione l’Ater mi rilascia la certificazione da poter portare al notaio per la vendita dell’appartamento ?
    5) Se intanto porto la mia residenza e vado a vivere in altra provincia ma non riesco a vendere subito la casa rischio in caso di una occupazione forzata dell’appartamento da parte di malintenzionati di non poter far valere i miei diritti di proprietà essendo stata in passato una casa di proprietà dell’ ATER ?

    Ringraziandola Anticipatamente le porgo

    Cordiali saluti

    Evangelisti Bruno

    Annamaria Addante risponde

    Se lei sta pagando le rate all’ater per estinguere il diritto di prelazione deve finire di pagare l’alloggio,se ha fatto il mutuo non è necessario.
    Dalla richiesta passano circa 120 giorni,lei dovrà pagare il 10 x cento della rendita più 20%IVA.
    Se lei cambia residenza non le succede nulla,l’alloggio essendo di sua proprietà se lo dovessero occupare chiama la polizia e li sbattono fuori,anche perchè oltre che lei è proprietario ha anche le sue cose all’interno.

  226. Andrea scrive:

    Gent.ma Sig.ra Addante
    vorrei chiederle per cortesia quali sono i documenti da presentare all’ATER per estinguere il diritto di prelazione.
    Il blocco attualmente in essere per le vendite degli alloggi riguarda gli immobili di proprietà dell ATER e non centra nulla con l’estinzione del diritto di prelazione, corretto?

    La ringrazio anticipatamente
    Un cordiale saluto
    Andrea

    Annamaria Addante risponde

    Per il dirtitto di prelazione occorre fare la domanda e allegare copia del rogito,rendita catastale,documento e codice fiscale e successione se è deceduto il titolare.

  227. CARLO scrive:

    GENT.MA.SIG ADDANTE.SIAMO 8 EREDI SOLO IO ABBITO IN UNO ALLOGGIO IACP COSTRUITO AI SENZI DI LEGGE 1676/60 VIENE ASSEGNATO A RISCATTO CON PATTO DI FUTURA VENDITA DEI LAVORATORI AGRICOLI 40 ANNI FA,ADESSO E ARRIVATO IL MOMENTO DEL TRASFERIMENTO AGLI EREDI TUTTI ANNO LA CASA IO SONO STATO A CARICO DEI MIEI GENITORI PERCHE INABILE 100% I MIEI FRATELLI NON RINUCIANO ALLA PROPRIETA POSSO AVERE QUALCHE DIRITTO. LA RINGRAZIO

    Annamaria Addante risponde

    Se non sbaglio ci siamo incontrati,altrimenti mi telefoni al 3394581140

  228. Andrea scrive:

    Gent.Sig.ra Addante,
    Ho piu di un quisito da porle, vorrei approfittare della sua cortesia,per quello che mi capita, è il seguente:
    Sono residente dal 1978 in un appartamento, Popolare di proprietà del Comune, dal 2003.Con l’entrata in vigore della lr.33\87,regolarizai la mia posizione.Nel 1994 venni a conoscenza della legge,560\93,feci la relativa domanda.Nel 2003 ,il Comune inviò, una lettera,il quale ci notificò,se eravamo ancora intenzionati,ad acquistare la casa di residenza,il prezzo,ed i relativi modi di pagamento. Confermai, e scelsi il pagamento per contanti.Nel 2004,altra notifica, con aumento del prezzo,per lavori effettuati al tetto,nel 1996,per un importo di £29.500.00,ripartite una tantum,per ogni appartamento, l’immobile è costituito da 12 appartamenti.Marzo 2005,
    altra notifica,con aumento del prezzo, per manutenzione effettuata al tetto dello stabile,per un importo di € 7.300,00.Protestai,mi risposero che, con l’art.10bis della l. 560\93,potevano farlo.28\6\2005,in presenza del notaio,fù firmato un contratto preliminare di vendita,il quale era sottoposto a due clausole,primo,l’atto veniva sottoposto all’autorizazzione ad alienare,da parte del Ministero Dei Beni Culturali,secondo,il Ministero dei beni Culturali,doveva rinunciare al diritto di prelazione.Entro tre mesi dal nullaosta,si doveva effettuare il rogito finale.Lo stabile era definito come condizioni,di media entità.Il 5\7\2006,venne notificata un’ordinanza del Sindaco,il quale ci notificava l’urgenza di effettuare lavori al tetto, per un importo di € 333.400,00,per un tetto di 378mq.mi sembrava eccessivo dato che, è tutto in legno.Il 9\9\2008, il Ministero rispose che, l’immobile,non aveva requisiti di interessi Culturali.Il 12 \12\2008,sollecitai il Comune ad effettuare il rogito finale,dato che, i tempi previsti dal preliminare,erano terminati. La risposta fù, dovevo pagare prima, la differenza del prezzo,notificato con l’ordinanza.Cosultai, un legale che, ha provveduto ad effettuare la pratica in questione, mi disse che,avrebbe richiesto al Giudice di effettuare il decreto di assegnazione.
    Il primo marzo 2011,la sentenza: Si rigetta la richiesta,posso richiedere l’annullamento del preliminare,inquanto il preliminare firmato, non rispecchia, le condizioni attuali, le spese sono divise tra i contententi. La motivazione in una pagina e mezzo di protocollo.Chiesi al mio legale di preparare il ricorso in appello,mi a risposto di no,perche non ci sono i presupposti. mi sono arrabbiato,perchè non mi dava spiegazioni credibili,sono andato via,in modo pococivile.
    Cosa Le chiedo? è possibile che, non posso fare appello?La casa lo pagata per contanti,i lavori,sono da controllare, sia il valore,sia la necessità?
    Mi deve Scusare per qualche errore, forse lo fatta troppo lunga.
    GRAZIE MILLE,per la cortesia usatami.
    Distinti Saluti
    Andrea

    Annamaria Addante risponde

    Per poterle dare una giusta risposta in merito dovrei visionare le carte in suo possesso ,il ricorso,le sentenze e tutta la corrispondenza se vuole può venire presso l’associazione in via E.Canori Mora 15/21,ma prima mi contatti telefonicamente al 3394581140 e solo così potrò dirle cosa fare.

  229. Costa scrive:

    Spett.le Sig.ra Addante
    Vorrei sapere se il diritto di prelazione ATER su un immobile acquistato nel 2004 dai miei genitori (entrambi deceduti)i è valido anche nei confronti degli eredi, e nel caso di più eredi, può uno solo riscattare tale diritto ed eventualmente nei confronti dei coeredi che valenza avrebbe nel caso di disaccordo sulla successione.
    La ringrazio della sua disponibilità
    Distinti saluti

    Annamaria Addante risponde

    Il diritto di prelazione si eredita, si paga solo se volete vendere l’immobile.

  230. Emiliano scrive:

    Salve Sig.ra Addante
    La disturbo per avere una informazione, i miei genitori nel sett del 1980 hanno richiesto il trasferimento in proprietà dell’alloggio (Istituto autonomo x le case popolari)in base all’art. 29 della legge 14 feb. 1963 n 60.Volevo sapere se è necessario chiedere la liberatoria all ATER da parte di noi eredi per venderlo.
    La ringrazio per la sua disponibilita anticipatamente.
    Ditinti saluti.

    Annamaria Addantye risponde

    No la legge 60 non prevede nessun diritto di prelazione,la prelazione è prevista solo per la vendita degli alloggi con le leggi 513/77 – 42/91 – 560/93.

  231. Sebastiano scrive:

    Mia moglie ed io in separazione dei beni abbiamo comperato nel 2001 a Milano un appartamento ai sensi della legge 24/12/1993 n. 560.
    La parte acquirente era mia moglie che acquistava la nuda proprieta’ ed io che acquistavo il diritto di abitazione.
    Purtroppo dopo 5 anni abbiamo intrapreso la separazione legale giudiziale e presto ricorreremo al divorzio.
    Da 5 anni mi sono trasferito lontano da Milano ed acquisito residenza in un’altra regione.
    Mia moglie vorrebbe vendere a terzi (allo scadere dei 10 anni) l’appartamento e pagare il dovuto diritto di prelazione.
    Le mia domande sono le seguenti: 1- Essendo separato legalmente da mia moglie e resiedendo in una regione lontana dalla Lombardia il mio diritto di abitazione complica la vendita dell’immobile ? 2- La mia nuova residenza ha invalidato il mio diritto di abitazione ? 3- Per la stipula della vendita dell’immobile il mio consenso deve essere formalmente espresso ? 4 – Essendo in possesso del solo diritto di abitazione debbo partecipare alle spese per eliminare il diritto di prelazione?
    La ringrazio per la sua disponibilita anticipatamente.
    Ditinti saluti.

    Annamaria Addante risponde

    Lei deve rinunciare per iscritto al diritto di abitazione.
    No non deve concorrere a nessuna spesa.
    aver cambiato abitazione non le nega il diritto.

  232. paolo scrive:

    Salve Manuel (PADOVA), io ho lo stesso Suo problema se si è informato ed ha novità per la vendita prima dei dieci anni per incremento del nucleo familiare sarei molto lieto se mi informa. Leggendo un nota nel contratto ATER specifica che gli alloggi ceduti in seguito alla legge regionale 13/04/2001 n. 11 e che gli alloggi acquistati non possono essere venduti prima che siano trascorsi dieci anni dalla data dell’acquisto, salvo i casi di incremento del nucleo familiare di almeno due unità ovvero di trasferimento dell’acquirente in un Comune distante più di cinquanta chilometri da quello di ubicazione dell’immobile
    grazie in anticipo la mia mail è wac3_0@hotmail.com

    Annamaria Addante risponde

    Quello che dice la legge deve essere rispettato dall’ater a meno che la sua regione non ha legiferato in modo diverso.

  233. Francesco scrive:

    Salve vorrei porre un quesito.
    Mi sono sposato in separazione di beni a giugno del 2010 ed ho comprato un alloggio ater a luglio del 2010.
    Oggi sto facendo una separazione consensuale che prevede la cessione dell’alloggio acquistato a mia moglie a cui tra l’altro sarà affidato nostro figlio.
    Posso trasferire l’immobile con il provvedimento del giudice?
    O devo aspettare i cinque o i dieci anni?
    Grazie

    Annamaria Addante risponde

    Se il giudice assegna l’alloggio a sua moglie non c’è nessun problema,anche perchè non è una vendita.

  234. Giancarlo scrive:

    Gent.ma Signora Annamaria vorrei chiedere chiarimenti:
    Provinca di Teramo-Abruzzo-
    Mia nonna in data 30/12/1996 acquistava un’appartamento dell’ex IACP oggi ATER.Purtroppo nel gennaio 1997 (un mese dopo )mia nonna viene a mancare,facendo aprire una successione per i propri figli(3tre).Trovandosi con una casa da pagare, due di loro decidono di vendere a mia madre la propria parte, nel mese di aprile dello stesso anno stipulano presso un notaio un regolare atto di compravendita dei due terzi della prorietà.Oggi avendo saldato il residuo capitale del finanziamento,e rileggendo bene io documenti leggo:
    Articolo 6
    Per un periodo di 10 anni dalla data della stipula del presente contratto l’alloggio non potrà essere alienato a nessun titolo,nè su di esso potrà costituirsi alcun diritto reale di godimento……….(…articolo 28 della legge 8 agosto 1977 n.513)….Ogni pattuizione o stipula in violazione delle disposizioni di cui ai precedenti commi è nulla.
    1) Da quella che leggo l’atto stipulato da mia madre e fratelli è nullo!!!!
    2) Essendo fratelli e avendolo ricevuto per successione l’articolo che ho riportato sopra vale????ci possono essere delle scappatoie?????
    3) Per eccesso di zelo preciso che il notaio che ha fatto sia la successione che l’ultimo atto è morto!!!

    Mia madre oggi se vorrebbe vendere il proprio appartamento può venderlo??
    PURTROPPO con il tempo il rapporto tra germani si è deteriorato e da diverso tempo non si parlano…………..
    Signora Annamaria la mia situazione è complicata ma confido in lei..
    Grazie

    Annamaria Addante risponde

    La legge 513/77 art.28 prevedeva che il titolare dell’alloggio se voleva venderlo inviava una lettera all’ater e l’ater entro 60 giorni poteva decidere di ricomprarsi lui l’alloggio,ma se entro 60 giorni l’ater non rispondeva era libero di venderlo a libero mercato.
    A suo tempo avete inviato la lettera all’Ater? Se si e non vi ha risposto state a posto altrimenti oggi se sua madre vuole vendere deve togliere il diritto di prelazione previsto dalla legge 560/93, a meno che la regione dove è ubicato l’alloggio non abbia legiferato in maniera diversa.

  235. stefano scrive:

    perchè la rendita catastale va moltiblicata per cento e non per 115,50? (prima casa)

    Annamaria Addante risponde

    Perchè lo dice la legge e il regolamento regionale.

  236. andrea scrive:

    Gentilissima signora Addante, le pongo il seguente quesito.
    Ho fatto una proposta di acquisto per un appartamento ex IACP, che è stato riscattato in virtù della legge 513/77 oltre 10 anni fa dal suo attuale proprietario. La mia proposta è stata accettata, ma nel frattempo sono venuto a conoscenza di alcuni problemi al palazzo in cui è situato l’appartamento. Tali problemi non sono gravi al punto da permettermi di ritirare la proposta adducendo giusta causa, ma mi hanno fatto perdere interesse nell’effettuare l’acquisto.
    Nel rogito mediante il quale l’attuale proprietario ha acquistatao dall’IACP, era espressamente scritto quanto segue:
    “[...] la parte acquirente può alienare l’alloggio qualora ricorrano le condizioni indicate nello stesso art. 28, ma il tal caso dovrà darne comunicazione con apposita lettera raccomandata con avviso di ricevimento (A.R.) all’Istituto il quale potrà esercitare, entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione, il diritto di prelazione per l’acquisto dell’alloggio stesso ad un prezzo pari a quello di cessione, rivalutato sulla base della variazione accertata dall’ISTAT [...] Ogni pattuizione stipulata in violazione delle disposizioni di cui sopra è nulla e la nullità può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse ed è rilevabile d’ufficio dal Giudice [...]”

    Nell’ipotesi che l’attuale proprietario non abbia inviato la comunicazione all’Ente prima che io abbia presentato la mia proposta di acquisto, posso avvalermi della clausola sopra descritta e dichiarare la mia proposta nulla?

    Grazie anticipatamente!

    AnnaMaria Addante risponde

    Per vendere un alloggio Ater il proprietario oggi è obbligato a pagare il diritto di prelazione che consiste nel 10% della rendita catastale moltiplicato x cento più 20% IVA,se non è stata fatta tale richiesta il notaio non può farle l’atto e se la dovcesse fare ora l’Ater ci mette come minimo 90 o 120 giorni e allora lei può benissimo recedere.

  237. carmine scrive:

    occupo senza titolo da oltre 30 anni un’appartamento iacp, ho sempre pagato i bollettini trasmessi dall’istituto, vorrei sapere qualora l’ IACP comunica il bando di vendita per gli alloggi in questione, posso concorrere all’acquisto.

    Annamaria Addante risponde

    Da 30 anni occupa senza titolo? Ma perchè non ha mai fatto la sanatoria?
    Se lei è occupante senza titolo non può acquistare,ma sarebbe ipportuno che si spieghi meglio,ma a settembre.

  238. anita scrive:

    Il fratello di mia madre ha acquistato per metà la casa in cui viveva dell’ente.L’altra metà l’aveva pagata mia nonna che ora è morta e gli aveva lasciato usufrutto.Ora questo zio non avendo figli vuole fare testamento e lasciare le sue quote a me che sono la nipote.Deve prima pagare la prelazione all’ente per potermi fare testamento olografo?non vorrebbe cge i fratelli impugnassero?
    grazie mille anita d

    Annamaria Addantre risponde

    Tuo zio per quanto riguarda la sua quota può lasciare a te una parte perchè se ha sorelle spetta prima a loro, se la sorella è tua madre solo lei può rinunciare all’eredità e pertanto se non hai fratelli passa a te,altrimenti va divisa.
    L’eredità ha delle regole precise,ci sono gli eredi diretti e quelli indiretti,comunque solo una parte può essere lasciata a gradimento di chi fa il testamento,se ci sono eredi diretti.
    E comunque va sempre tutto scritto e firmato con data,ma se lo fate presso un notaio è meglio.

  239. carmen scrive:

    ho riscattato 2 anni fa un alloggio dell’aterp ,dopo 2 anni sono andato a vivere con i miei genitori posso affittare l’alloggio aterp o incorro in un illecito grazie carmen

    Annamaria Addante risponde

    mi deve dire se l’alloggio è dell’ater di roma se si lo può affittare tranquillamente.

  240. marina scrive:

    gentile sig.annamaria vorrei sapere se posso contattarla in privato per chiarimenti di un immobile della regione calabria….la ringrazio anticipatamente.

    Annamaria addante risponde

    la mia e-mail è am.addante@tin.it oppure al 3394581140

  241. paolo scrive:

    Gentile Annamaria
    un mio parente ha avuto problemi a causa di un fallimento con vari debiti , vorrei acquiatare la Sua casa comprata da Lui nel 2008 si puo fare con una vendita differita prima dei 10 anni ? se si ipoteche e diritti sull’immobile seguono l’acquirente?grazie

    Annamaria Addante risponde

    la vendita differita si può fare,ma deve vedere bene come stanno le cose e rivolgersi a chi ha esperienza in questo campo.Se vuole a settembre può rivolgersi al nostro avvocato.Anche perchè c’è anche il diritto di prelazione.

  242. misapo scrive:

    buongiorno,

    mio nonno nel lontano 1970 stipulò un contratto di cessione in proprietà di un alloggio popolare costruito con il contributo dello stato con pagamento rateale del prezzo. Per motivi di salute si trasferi in un’ altra città e affitto ad un terzo l’immobile. Nel 1979 mio nonno mori lasciando in sede testamentaria diverse proprietà ai figli e l’alloggio in questione fu lasciato a mio padre. L’inquilino non pago’ più l’affitto credendosi il nuovo assegnatario essendo venuto meno mio nonno. inizio un annosa causa che la Cassazione concluse dicendo che l’inquilino non aveva diritto e che l’immobile era di mio nonno.
    Le rate all’iacp nel frattempo sono state pagate per nome e conto dei figli di mio nonno. Essendo venuto a mancare mio padre sono subentrata io in questa situazione, presentando il testamento di mio nonno all’iacp la quale mi ha rilasciato la quietanza dell’avvenuto pagamento del prezzo dell’immobile alla luce che l’immobile da mio nonno era passato a mio padre e di conseguenza a me.
    I miei zii mi hanno citata in tribunale dicendo che l’immobile in realtà è da dividersi in parti uguali tra i figli di mio nonno, e non solo mio.
    io mi chiedo, che devo fare? il mio avvocato ritiene che sia mio, ma intanto io e l’iacp siamo stati citati in giudizio.
    Io non so che fare, non so se posso venderlo, affittarlo, ristrutturalo

    la prego vivamente di farmi capire la normativa in merito alla possibilità di fare testamento da parte di una persona che sottoscrive un contratto di cessione in proprietà di alloggio popolare, che non ha finito di pagare il prezzo durante la sua vita
    cordiali saluti
    Maria

    Annamaria Addante risponde

    Anche io ritengo che l’alloggio sia suo,perchè suo nonno ha diviso le varie proprietà tra i figli e questo alloggio lo ha lasciato a suo padre che mi sembra lo ha anche finito di pagare.

  243. maria scrive:

    gentile dott.ssa Annamaria,

    la ringrazio per la risposta, il problema è che le rate sono state pagate a nome e per conto di tutti i figli di mio nonno, e non solo da mio padre, io sono venuta a conoscenza di questa storia solo alla morte di mio padre nel fare la successione e prendendo in mano alcuni documenti è uscito fuori il testamento di mio nonno che lasciava la casa a mio padre.
    Ho inoltrato questo documento all’iacp che non aveva ancora emesso la dichiarazione di quiestanza, e l’iacp l’ha emessa a mio nome riconoscendo che il testamento di mio nonno fosse un titolo valido per determinare la titolarietà dell’immobile prima a mio padre e di conseguenza essendo morto a me.
    Il problema che i miei zii hanno citato me e l’aicp in causa e quindi io non so come gestire questa situazione, insomma non so se posso venderlo o meno e non so se debba accollarmi io le spese di manutenzione straordinaria che il condomio nel frattempo ha deliberato.
    Per lo più volevo capire se esistesse una normativa chiara in merito in quanto l’avvocato avversario si rifa alla legge del 1949 secondo cui in caso di morte dell’assegnatario l’immobile va diviso tra tutti i figli in parti uguali, e non so che ci sono poi state delle leggi che hanno in qualche modo cambiato questa normativa, rendendo la disciplina delle case popolari uguale agli altri immobili

    Annamaria Addante risponde

    l’ereditarietà è stabilita dalla legge il codice civile e se non sbaglio suo nonno nel testamento ha diviso questa eredità tra i suoi figli lasciando a ciascuno una cosa e a suo padre questo alloggio,per cui non credo che l’avvocato possa avere ragione.
    infatti lo iacp ha riconosciuto lei come erede testamentaria, ora i suoi parenti hanno impugnato il testamento se ho ben capito per cui se il suo avvocato le dice che lei ha ragione non credo che lo faccia tanto per fare causa,comunque lei può sentire anche un notaio in merito per sua tranquillità,ma mi raccomando uno bravo.

  244. carmen scrive:

    mi scusi l’alloggio è dell’aterp di crotone lo si puo ‘ fittare ?

    Annamaria Addante risponde

    le leggi nazionali non impediscono di affittare l’alloggio a meno che la vostra regione non abbia fatto una norma apposita,ma questo lo potete verificare, per me lo potete affittare tranquillamente.

  245. bruna scrive:

    Gentilissima dott.ssa Annamaria,
    Io e mio marito abbiamo deciso di fare la nosra proposta per un immobile ma mentre stavamo scrivendo la nostra proposta di acquisto con l’agenzia abbiamo scoperto che sullo stesso immobile (della metà degli anni sessanta) vige un diritto di prelazione del comune di Bergamo e dell’ALER.
    Quando gli attuali proprietari hanno acquistato l’immobile hanno mantenuto il diritto di prelazione e ora vorrebbero passarlo a noi, senza estinguere la prelazione. Da quello che ho capito leggendo il suo prezioso forum, questa pratica è possibile qualora siano trascorsi 10 anni (e qui ne sono trascorsi a sufficienza) e se il venditore comunica al prelazionario l’intenzione di vendere. Questi avrebbe poi 60 gg dal ricevimento della comunicazione il diritto di prelazione all’acquisto dell’alloggio suddetto.Se non rivendica il diritto in questo lasso di tempo, il propritario è sollevato da eventuali obblighi e può vendere al prezzo concordato.

    Vorrei capire come funzionano praticamente le cose…
    Se io procedessi con rogito senza aver atteso la notifica del prelazionario o senza che siano trascorsi i 60 giorni, il prelazionario potrebbe rivalrsi successivamente sia su chi a venduto, ma soprattutto su di me? Immagino di si, quindi è essenziale rogitare solamente dopo i 60 giorni.
    Se io procedessi con il preliminare di acquisto e quindi versassi una caparra confirmatoria senza aver atteso la notifica del prelazionario o senza che siano trascorsi i 60 giorni, potrebbe accadere che il prelazionario vorrebbe avvarlersi del proprio diritto e procedere all’acquisto. A questo proposito la mia domanda è…cosa accadrebbe a quel punto all’acconto che avrei versato? Cosa accadrebbe alle tasse che avrei versato per la registrazione del preliminare (168 € di imposta di registro + 3% dell’acconto)? Il rischio sarebbe quello di perderle? Essendo una clausola confirmatoria ed essendo un dovere della parte venditrice accertarsi che sull’immobile non gravino eventuali diritti al momento della vendita, non potrei forse rivalermi sulla parte venditrice chiedendo che mi vengano pagati i danni?
    Lo stesso discorso vale per tutte le spese nelle quali nel frattempo potrei incorrere, quali: spese notari per preparare la pratica, spese della banca per eventuali perizie.

    Alla luce di tutto questo mi sono fatto l’idea che la cosa migliore è di procedere con preliminare e quindi con tutto ciò che concerne banca, notaio e qundi rogito solo dopo che sono trascorsi 60 giorni della denunciatio da parte dell’attuale proprietario.
    A questo proposto mi viene un’ultima domanda, ma se il prelazionario non vuole avvalersi del suo diritto lo comunicherà entro i 60 giorni o vale la regola del tacito assenso (o meglio rifiuto in questo caso)? Me lo domando perché averi intenzione di chiedere che al preliminare di acquisto venga allegata copia della risposta di rifiuto del prelazionario.

    Spero di essere stato abbastanza chiaro e d non averla tediata con tute queste domande e paranoie.
    La ringrazio molto in anticipo per tutta l’attenzione che vorrà dedicarmi,
    Cordiali saluti
    Bruna

    Annamaria Addante risponde

    ATTENZIONE! il diritto di prelazione è stato modificato con la legge 560/93 per cui per estinguerlo occorre pagare il 10% della rendita catastale moltiplicata per cento più il 20% iva.

    Lei può anche dare l’acconto in attesa che il proprietario estingua tale diritto mettendo una clausa che se entro x giorni non viene rilasciata la liberatoria il venditore dovrà restituirgli la caparra con gli interessi.

    Il diritto di prelazione si estingue e non si può vendere senza estinguerlo altrimenti l’atto è nullo e inoltre i notai non gli farebbero mai l’atto.

    Spero di averle chiarito tutto.

  246. bruna scrive:

    La ringrazio per la pronta risposta, ma vorrei precisare che si tratta di una compravendita dopo che sono trascorsi i 10 anni da quella precedente per cui non dovrebbe essere obbligatorio estinguere il diritto di prelazione se l’attuale prorietario vuole vendere l’immobile. Da quello che ho capito la legge 560/93 non sostituisce, ma integra quella del 8 agosto 1977, n. 513 (in particolare l’articolo 28 della stessa). Per cui l’attuale proprietario, appunto perché sono trascorsi i 10 anni, può cedere a titolo oneroso l’immoble purché comunichi all’ente che ha il diritto di prelazione l’intenzione d alienare l’immobile, con relativi dettagli su potenziale acquirente, prezzo e condizoni di vendita. Se questi non comunica entro 60 giorni della ricezione della comunicazione la sua volontà di avvalersi del diritto d prelazione, l’attuale proprietario può vendere l’immobile. Ovviamente in questo caso il nuovo acquirente si accollerà un immoble su cui l’ente avrà ancora il diritto di prelazione per future compravendite.
    Questo è quanto ho capito leggendo le leggi e vari forum, e apprezzerei molto il suo parere.
    Comunque, se come dice lei l’attuale proprietario per poter vendere deve in accordo alla legge 560/93 estinuere il diritto di prelazione, a chi devono essere accollate le spese per questa procedura (10% x 1000 della rendita catastale + 20% IVA)…al ex proprietario o al potenziale nuovo acquirente?
    Grazie mille
    Bruna

    AnnaMaria Addante risponde

    Non so dove ha letto quello che dice,ma non corrisponde,perchè il diritto di prelazione non si estingue dopo i dieci o 5 anni,ma solo se viene pagato. il limite temporale significa che prima di quel tempo non si può estinguere.La 560 non integra la 513/77,ma la sostituisce in quanto la 513/77 è stata soppressa in molti suoi articoli.
    Il diritto di prelazione non si estingue neanche con il decesso del proprietario in quanto si eredita e si estingue solo con il suo pagamento.
    Questa norma immessa con la legge 560/93 per tutti quegli immobili venduti con la legge 513/77 – 42/91 leggge regione lazio e la 560/93 è stata inserita in quanto il proprietario dell’alloggio acquistato a un prezzo sociale, con la vendita ne fa una speculazione.
    Il diritto di prelazione lo deve pagare chi vende.

    PS
    Riporto anche un estratto dell’articolo 28 della legge 513 del 1977:

    <>

  247. bruna scrive:

    La ringrazio di nuovo per la cortese disponibilità.
    Quello che ho scritto riflette quanto riportato da altri blogger. Vedi questo link.
    Grazie di nuovo

    http://www.eglossa.it/wiki/diritto_di_prelazione_ex_art._28_della_legge_513_del_1977_(alloggi_di_edilizia_residenziale_pubblica).aspx

    Annamaria Addante risponde

    Il link dice esattamente quello che le ho detto.
    L’ater di Roma infatti voleva ricomprarsi gli alloggi allo stesso prezzo che li aveva venduti per poi rivenderli lei a prezzo di mercato:La nostra Associazione è intervenuta e lo abbiamo impedito,tant’è vero che la stessa regione lazio ha specificato bene tale norma anche nella finanziaria del 2006-

  248. Ivano scrive:

    Gent.ma Sig.ra Annamaria,innanzitutto buongiorno e complimenti per il forum.
    La mia domanda e’ questa. Nel 2005 ho acquistato casa dalle poste con la legge 560/93 a Roma. Consapevole del vincolo decennale per la vendita sono tranquillamente andato avanti negli anni.Ora purtroppo la situazione e’ cambiata in modo tragico per me.Sono sopravvenuti gravi problemi economici
    che non mi permettono di onorare gli impegni.Sono letteralmente aggredito da banche e finanziarie e mi si sono accumulati migliaia di euro da pagare che non so proprio dove prenderli,ho una misera pensione di invalidita’ e sono segnalato come cattivo pagatore,per cui,nemmeno un piccolo prestito mi e’ concesso.La mia invalidita’ dovrebbe essere dal 66% in su poiche’ sono infartuato e con causa di servizio riconosciuta in 5° cat. tab. A
    Gradirei per favore sapere se la regione Lazio in questo caso mi autorizza a vendere prima dei dieci anni,se l’autorizzazione la devo chiedere anche alle poste,e se le poste come l’ater hanno il diritto di prelazione.
    Ringrazio anticipatamente per il gentile riscontro che attendero’ con fiducia.
    Ivano.

    LE HO GIA’ RISPOSTO

  249. Ivano scrive:

    Gent.ma dott.ssa Addante,mi aiuta a risolvere questo quesito per favore?
    La mia casa non e’ ater ma ex poste,ho acquistato nel 2005,legge 560/93 che prevede ovviamente il vincolo di 10 anni per la vendita.
    La casa si trova in Roma,tutto bene in questi sei anni.Adesso pero’ sono sopravvenuti gravi problemi economici che non mi permettoo piu’ di onorare gli impegni.Ho una misera pensione di invalidita’ le banche e finanziarie mi torturano e sono stato anche segnalato come cattivo pagatore,per cui neanche un piccolo prestito mi e’ concesso.Ho 60 anni e’ sono invalidido di servizio con causa riconosciuta in 5°cat. tab A credo sia superiore al 66% di invalidita’. Cortesemente vorrei sapere se in questi casi la Regione Lazio mi rilascia l’autorizzazione a vendere dopo sei anni e se tale autorizzazione devo chiederla anche a poste e se come l’ater anche poste ha il diritto di prelazione.Per favore mi aiuti,sono disperato..
    Grazie per il cortese riscontro che attendero’ con fiducia.Buona giornata.Ivano

    Annamaria Addante risponde

    Credo che anche le poste dovrebbero attenersi alle leggi regionali,ma ho qualche dubbio perchè loro sono su scala nazionale,ma mi sembra che vi è stata una finanziaria nazionale che prevedeva la riduzione a 5 anni,purtroppo non mi ricordo l’anno dovrebbe essere dal 2000 in poi non oltre il 2006.
    Si il diritto di prelazione lo deve pagare sempre,ma se trova un acquirente disponibile potrebbe trovare un accordo.
    Ma perchè non prova a fare una vendita differenziata?Se mi viene a trovare o mi telefona le spiego.

  250. ivano scrive:

    Chiedo scusa,avevo cancellato erroneamente

    Piò succedere

  251. ivano scrive:

    Scusi ma sparisce sempre la mia richiesta.

    Annamaria Addante risponde

    Io non cancello mai nulla

  252. Valter scrive:

    Gent.ma dott.ssa Addante, le pongo il seguente quesito. Mia madre ha acquistato nel 1998 un alloggio dalle Ferrovie dello Stato con la legge n. 560/93. Io e mio fratello, eredi, abbiamo cancellato l’ipoteca iscritta a garanzia del pagamento rateale. Ci siamo rivolti all’ATER di Frosinone (l’immobile è a Cassino – FR) per l’estinzione del diritto di prelazione, ma un funzionario ci ha risposto (non per iscritto) che non è di loro competenza e che non avrebbero dato alcuna risposta per iscritto. Ci siamo rivolti alle Ferrovie dello Stato ma anche loro,telefonicamente, ci hanno comunicato di non essere competenti.
    A chi devo inoltrare la richiesta di estinzione del diritto di prelazione? Le faccio sapere che siamo in trattativa per la vendita dell’immobile ma sono due mesi che non ne veniamo a capo.
    Cordiali saluti

    Annamaria Addante risponde

    Le case delle ferrovie non devono nessun diritto di prelazione,il diritto di prelazione si paga solo se ha acquistato con la 513/77 e non con la 560/93, come le ho già risposto in privato.

  253. patrizia scrive:

    Gentile dottoressa,
    sono in procinto di acquistare una casa ex Ater. I proprietari hanno fatto la domanda per il diritto di prelazione a Maggio, ma ancora non hanno ottenuto risposta. Cosa possiamo fare? Esiste un ufficio presso l’Ater/una persona dell’Ater a cui possiamo chiedere informazioni circa lo stato della pratica?Consideri che a Novembre ci scade la delibera del mutuo
    Grazie in anticipo per la cortese risposta

    Annamaria Addante risponde

    Seve sollecitare la sig.ra Clarizio allo 06 68842582 oppure allo 06 68842692 ricordando che la richiesta è stata fatta a maggio e sono passati i 120 giorni.

  254. Manuela scrive:

    Gentilissaima Dott. Addante,
    le scrivo per un chiarimeto riguardo una casa dell’ater acquistata da mia nonna circa 3 anni fa nel ccomune di castel gandolfo , purtroppo circa un mese fa’ è deceduta e quindi la casa è passata in successione ai figli in totale 3. Adesso mi chiedevo dobbiamo rimanere vincolati per venderla per altri 2 anni al raggiungimento dei 5 anni obblico dell’ater di roma per venderla o decadono alcuni vincoli?

    Annamaria Addante risponde

    Potete chiedere intanto di estinguere il diritto di prelazione e poi se trovate l’acquirente potete anche fare una vendita differita.
    Grazie per la sua cortesia
    Buona giornata

  255. Valter scrive:

    La ringrazio moltissimo per la risposta, ma Le chiedo ancora.
    Nelle risposte Lei cita l’art. 19 L.569/93, legge che non ho trovato e l’art. 24 L.560/93(costruzione di immobili per profughi?). Desidero chiarimenti. Inoltre nel rogito di acquisto è dichiarato espressamente il primo periodo dell’art. 20 L.560/93(inalienabilità per 10 anni) ma è anche scritto che” per quanto non previsto dal presente contratto le parti richiamano tutto quanto disposto dalla L.560/93 ove applicabile alle vendite effettuate dalle Ferrovie dello Stato”. I notai a cui ci siamo rivolti per la vendita, leggendo il secondo periodo dello stesso art. 20 L. 560/93 (in caso di vendita…) hanno interpretato che anche gli alloggi delle ferrovie dello Stato siano sogggetti al diritto di prelazione e ci hanno chiesto di rivolgersi sia alle Ferrovie che all’Ater di Frosinone.
    Le stesse Ferrovie (Ferservizi spa) che finalmente risponderanno per iscritto (non ancora pervenuta) di non essere competenti alla riscossione della tassa per la prescrizione del diritto di prelazione ci hanno detto di rivolgersi all’ATER che forse non risponderà mai.
    Le chiedo gentilmente di fornirmi elementi concreti, eventualmente da esibire, che eliminino qualsiasi dubbio su quanto invece da Lei risposto.
    Mi scuso per la lunghezza del quesito e la ringrazio anticipatamente.
    Cordiali saluti

    Annamaria Addante risponde

    No la legge è sempre la 560/93 e l’art.20 è chiarissimo parla solo per gli IACP e loro consorzi il pagamemnto del diritto di prelazione, in quanto era richiesto dall’art.28 legge 513/77 che è stato sostituito dall’art.20 della 560/93 dal governo Amato per fare cassa.
    I notai non devono interpretare,ma applicare le leggi.

  256. MANUELA scrive:

    Buonasera Dott.ssa,
    grazie per la sua risposta così immediata.
    Ma il mio ulteriore dubbio è come avviene una vendita differita? E cosa è una vendita differita?

    Grazie
    Cordiali Saluti

    Annamaria Addante risponde

    E’ un pò complesso spiegarlo mi venga a trovare.

  257. Manuela scrive:

    Gentilissima dott.ssa Addante,
    grazie per la sua risposta cosi’ chiara, ma non sono a conoscenza della vendita differita mi potrebbe spiegare in cosa consiste? Sà se il compratore puo’ eventualemente chiedere ugualmente il mutuo con una vendita differita?

    Grazie della sua cortesia.

    Annamaria Addante risponde

    Le dico subito che non può chiedere il mutuo.

  258. gennaro scrive:

    se ricevo lo sfratto perche ho superato il reddito….
    cosa posso fare

    Annamaria Addante risponde

    Per il superamento reddito devono applicare il canone concordato e il reddito deve essere superato per 2 anni consecutivi.

  259. Paolo Silva scrive:

    Gent.ma Dott.sa Addante,
    Ho acquistato nel giugno 2006 l’ appartamento dell’Ater dove vivo con il vincolo classico ed il diritto di prelazione a favore dell’Ente. Ho sentito di una legge regionale in deroga che permette di vendere prima della scadenza dei 10 anni, è vera la notizia? ed ancora sono costretto a versare la somma del 10% del reddito catastale x 100, in ogni caso?
    Grazie per una sua cortese e preziosa risposta.

    Annamaria Addante risponde

    La riduzione da 10 a 5 anni è per questi casi: decesso del titolare,età superiore ai 65 anni,invalidità superiore al 66% trasferimento per lavoro documentabile.Il diritto di prelazione si paga sempre

  260. Giuseppe scrive:

    Gentilissaima Dott. Addante,
    lunedì 12 settembre ho effettuato i versamenti relativi alla estinzione del diritto di prelazione presso la Banca del Credito Cooperativo di Roma e poi inviato tramite raccomandata la quietanza rilasciata dalla Banca così come richiestomi dall’Ater per ottenere la necessaria dichiarazione liberatoria. Ad oggi però non ho ricevuto nulla, ne tanto meno conosco i tempi di ricezione della liberatoria. Pertanto volevo sapere entro quanti giorni dalla ricezione dei versamenti l’Ater è tenuto ad inviare la liberatoria! Grazie.

    Annamaria Addante risponde

    Se avesse inviato via Fax avrebbe fatto prima, perchè prima che arriva la raccomandata e il dott.Mari la legga passerà un pò di tempo,ma lei può anche inoltrarla tramite fax,telefoni alla responsabile sig.Clarizio e si faccia dare il fax.Comunque con la lettera e la ricevuta del pagamento il notaio non dovrebbe fare storie.

  261. alfredo scrive:

    E’ possibile presentare la domanda di rinuncia alla prelazione di un aloggio acquistato ai sensi della 560/93 ad un ufficio IACP di una regione diversa di quella in cui si trova l’alloggio?

    Le spiego, l’alloggio si trova a Roma e volevo presentare la domanda di rinuncia alla prelazione all’ufficio IACP di Napoli in quanto per motivi di lavoro mi trovo stabilmente a Napoli.

    All’ ufficio IACP di Napoli mi hanno detto che probabilmente, essendo la legge 560/93 una legge nazionale potevano esprimersi anche loro.

    E’ vero?

    Grazie mille.

    Annamaria Addante risponde

    Mi spieghi meglio lei vuole rinunciare alla prelazione? Forse voleva dire ESTINGUERE la prelazione? Se è così la domanda la deve presentare allo IACP della città dove sta l’alloggio e non ad un’altro IACP.

  262. Gaetano scrive:

    Buonasera Dott.ssa,
    io mi trovo praticamente nella medesima condizione del sig. VALTER.

    Solo che l’appartamento è di POSTE ITALIANE.
    anche nel mio caso non viene fatto riferimento a nessuna prelazione nell’atto di vendita e viene completamente omessa la seconda parte del comma 20 (legge 560/93)

    allora penso… ok vediamo come estinguere questa prelazione…

    …nel comma 25 della 560/93 leggo:
    “il diritto di prelazione di cui al nono comma dell’art.28 della legge 513/1977 e successive modificazioni si estingue qualora l’acquirente dell’alloggio ceduto in applicazione del medesimo art.28, versi all’ente cedente un importo pari al 10% del valore calcolato sulla base degli estimi catastali”

    Questo mi fa capire che l’ente che gode del diritto di prelazione dovrebbe essere solo ed esclusivamente l’ente cedente (nel nostro caso Poste Italiane) e non IACP.

    Sta di fatto che Sia ATER che POSTE si dicono non competenti (a parole, nulla di scritto).

    Il notaio interpreta il comma 20 assegnando un diritto di prelazione a IACP e vuole un non meglio specificato nulla osta da parte di ATER che non è disposta a darmelo in quanto si dice non competente.

    Esiste qualcosa di scritto da portare al notaio per convincerlo della sua interpretazione errata???

    il rogito si avvicina
    e io sto impazzendo.

    Saluti
    Gaetano.

    AQnnamaria Addante risponde

    Giorni fa ho parlato con un notaio telefonicamente, mi ha fatto stare 20 minuti al telefono alla fine si è convinto.LE POSTE e LE FERROVIE non devono pagare nessun diritto di prelazione.Il diritto di prelazione lo pagano solo le ATER e i loro consorzo.
    La legge la leggano bene è chiarissima.

  263. emanuela scrive:

    gentile D.ssa Addante
    nel 2003 feci il rogito assieme a mia sorella per un alloggio ater, adesso alla morte della suddetta e’ subentrato il figlio al quale vorrei cedere il mio 50% inquanto devo trasferirmi all’estero ci sono possibilita’ anche se non sono trascorsi i 10 anni ??? premetto che il trasferimento e’ da considerarsi definitivo inquanto dovrei sposarmi….
    grazie anticipatamente per la risposta.
    emanuela

    Annamaria Addante risponde
    Le consiglio di rivolgersi a nome mio all’avv.to Galeani le do il telefono dello studio 064817341 e le dirà come fare per risolvere il problema telefoni il pomeriggio.

  264. emanuela scrive:

    sul rogito il riferimento era primo comma dell’ art.29 della legge 14/02/1963 n.60 e della legge 179 del 1992 probabilmente per ignoranza in materia ho trovato solo dei riferimenti alle case İ.N.A….

    Annamaria Addante risponde

    Se sul rogito sono quelli i riferimenti di legge per l’acquisto lei non deve pagare nessun diritto di prelazione.

  265. emanuela scrive:

    grazie mille le faro’ sapere come e’ andata :-)

    OK!

  266. Andrea scrive:

    Salve in caso di acquisto ai sensi L. 560/93 nel marzo 2006 e dopo aver pagato il diritto di prelazione così come quantificato dall’Ater di Roma devo aspettare i famosi 10 anni o ci sono delle deroghe che portano a 5 anni tale periodo? e a quali riferimenti normativi devo fare riferimento?
    Grazie per la disponibilità.

    Annamaria Addante risponde

    la riduzione a 5 anni è se muore il proprietario,o se ha più di 65 anni o se ha un’invalidita dal 66% in poi o se si deve trasferire per lavoro fuori roma.

  267. Pierluigi scrive:

    Salve, ho letto le tante lettere pubblicate in questo sito, ma non sono riuscito a trovare la soluzione al mio problema.
    Io ho acquistato casa nel 2005 da Poste con asta pubblica. Sul contratto si cita la legge 560/93 e il termine di 10 anni entro il quale si vieta la vendita. Dal 2005 ad oggi io mi sono sposato ed ho avuto un figlio, siccome l’appartamento è un monolocale, ho difficoltà ad abitarci in 3. Vorrei venderlo per acquistarne uno + grande.
    Mi chiedo come posso fare, devo trovare un notaio e chiedere a lui se è disposto a fare l’atto? devo scrivere a Poste e chiedere la riduzione a 5 anni per il sovvenuto aumento del nucleo familiare?
    Ma soprattutto mi chiedo se veramente la legge 560/93 sia applicabile a Poste visto che poste ora è un ente privato e anche la legge 25 settembre 2001, n. 351, che prevede la riduzione a 5 anni fa sempre riferimento a beni immobili di enti pubblici, quindi non Poste. Penso che questo discorso valga per Poste, per Ferrovie e altri enti divenuti privati.
    In sintesi Le chiedo e chiedo agli altri utenti che si sono trovati in questa situazione cosa posso fare.
    Grazie per la disponibilità.

    Annamaria Addante risponde

    Purtroppo debbono passare i 10 anni a meno che non avete più di 65 anni o un invalido al 65% la legge 560 si applica anche alle poste, ma nel frattempo piete affittarla.

  268. angelo scrive:

    siamo 4 fratelli eredi di una casa popolare se uno dei 4 aquista ,chi deve pagare il diritto di prelazione al comune?

    Annamaria Addante risponde

    il diritto di prelazione lo paga chi vende e si paga all’Ater di Roma se è previsto nel rogito.Comunque tutti gli alloggi acquistati con la legge 513/77 e 42/91 e 560/93 devono pagare il diritto di prelazione.

  269. gennaro scrive:

    Sono erede comproprietario con altri 5 fratelli di un appartamento ex IACP acquisito per successione legittima dopo la morte dei miei genitori rispettivamente nel 2001 e 2004.Alloggio che i miei genitori avevano riscattato nel 1985 e finito di pagare nel 1995.Il rogito notarile riporta la dicitura che ” ai sensi dell’art.28 V comma L. 8/8/77 n 513 , la parte acquirente non potrà alienare a nessun titolo l’alloggio acquistato prima che siano trascorsi 10 anni dalla data del contratto e prima che sia stato pagato l’intero importo”. La nota di trascrizione dell’atto notarile registrata alla Conservatoria dei registri immobiliari, richiama che il bene è stato acquisito ai sensi della su citata legge n 513,modificato dall’art. 52 della Lg 5/8/1977 n 457. Le chiedo :

    - Nel caso noi eredi volessimo alienare il bene per la vendita il diritto di prelazione che l’ente può esercitare è decaduto automaticamente essendo trascorsi oltre 10 anni (ormai ridotti a 5 , credo) dall’atto di acquisto, o dobbiamo chiederne estinzione mediante comunicazione scritta?
    - Siamo tenuti anche al pagamento del relativo diritto del 10% del valore catastale rivalutato più il 20% di iva, anche se la successione è stata ormai effettuata ed è operativa?
    - In caso affermativo il pagamento di questa tassa compete anche alla parte acquirente? e in che misura?

    Mi scusi se approfitto ancora ma vorrei prospettarle anche questa situazione; nel caso in cui io, erede comproprietario, volessi a mia volta rilevare le quote di comproprietà dai miei fratelli per acquisire il bene come proprietario unico, Le chiedo :

    - il diritto di prelazione nei confronti dell’ente va comunque pagato ?
    - va ripartito fra gli eredi o spetta soltanto a me?

    La ringrazio sentitamente per la Sua disponibilità
    Saluti gennaro

    Annamaria Addante risponde

    Il diritto di prelazione si estingue solo e unicamente pagandolo,per cui si eredita.
    Il diritto di prelazione lo paga chi vende e non chi acquista.
    Per estinguerlo dovete inviare la richiesta all’Ater allegando la documentazione .

  270. Pierluigi scrive:

    La ringrazio per la risposta, vorrei chiederle un ulteriore chiarimento.
    Ho trovato nella legge n. 351 del 25 settembre 2001 un riferimento alla possibilità di riduzione del vincolo di vendita degli immobili di enti pubblici da 10 a 5 anni, in caso di incremento del nucleo familiare di due unità o del trasferimento della residenza. Questa legge è applicabile anche agli immobili di Poste o Ferrovie e può modificare il vincolo della legge 560/93 ?

    Annamaria Addante risponde
    quella legge è riferita agli alloggi degli Enti previdenziali,ma penso che possa tentare di fare questa forzatura considerato che la regione lazio anche lo ha fatto con propria legge e inoltre è successiva alla 560/93, anche se il pagamento è stato diverso.

  271. Francesco scrive:

    Salve,
    mi chiamo Francesco e sono separato dal 2008 la casa dello IACP dove vivevo con i miei genitori, e poi passata a me alla loro morte, e divenuta casa coniugale con la mia ex moglie ed i miei due figli, in sede di separazione è stata assegnata alla mia ex con i due ragazzi allora minorenni ora maggiorenni, ora la casa è stata messa in vendita, nella consensuale avevamo stabilito che la casa sarebbe tornata a me quando i ragazzi avrebbero avuto una stabilità economica. Ora la mia ex con il suo avvocato hanno chiesto il cambio di tale articolo sulla consensuale e la vorrebbe acquistare lei. Se non firmo tale procedimento posso acquistarla io anche se lei ha chiesto la cancellazione della mia residenza?

    Annamaria Addante risponde

    E’ un problema,lei deve far valere l’accordo con il giudice e scrivere all’ater la sua posizione,c’è il rischio che non la compra nessuno.
    Il contratto a chi è intestato? Per caso sua moglie si è fatta fare la voltura? se si lei è fregato.

  272. Michele scrive:

    Gent.ma Signora,

    - in data … 2001 è stato sottoscritto il patto di futura vendita;

    - in data … 2007 è stato stipulato “l’atto di trasferimento conseguente a patto di futura vendita”, “ai sensi e per gli effetti della L. Reg. 42/91″.

    Domanda: il vincolo decennale di cui all’art. 9 della predetta legge sussiste, e se sì, decorre dal 2007 oppure dal 2001?

    Le sono davvero grato in anticipo della risposta che vorrà darmi.

    Cordiali saluti.

    Michele

    Annamaria Addante risponde

    dal patto di futura vendita

  273. saro scrive:

    Gentile Signora,
    Le scrivo poiché mi trovo nella condizione di dover vendere un alloggio acquistato in base alla 560 nel 2006.
    In base a quanto mi sembra di capire è non devo aspettare i 10 anni previsti purché paghi il 10% della rendita rivalutata per cento.
    E’ così ho c’è qualcosa che mi sfugge?
    Ringrazio anticipatamente per l’attenzione offertami e Le porgo i miei cordiali saluti,

    Saro

    Annamaria Addante risponde

    Se lei ha i requisiti previsti per la decurtazione da 10 a 5 anni lei onvii la richiesta di estinguere il diritto di prelazione allegando la documentazione necessaria.

  274. saro scrive:

    La ringrazio per la cortese risposta, ma il punto è esattamente questo: mia madre era affittuaria dello iacp, nel 2006 abbiamo riscattato l’immobile acquistandone io la proprietà e lei il diritto di abitazione attraverso la 560/93. Ora mia madre ha 80 anni e per necessità di prossimità con la mia abitazione ci troviamo costretti a vendere. Lei in effetti ha requisiti per la riduzione a 5 anni, ma io no. Dal momento però che è lei ha usufruire della casa in virtù del diritto di abitazione è possibile ottenere la riduzione da 10 anni a 5?

    La ringrazio ancora per la cortese attenzione e puntualità con la quale ci aiuta a muoverci in questo mondo complicato che è l’ater.

    Annamaria Addante risponde

    Dovete scrivere al dott.Mari via di valle aurelia 286 H Roma chiedendo di estinguere il diritto di prelazione, una volta estinto il diritto di prelazione vediamo di risolvere l’altro problema.

  275. federico scrive:

    salve.
    un quesito. sono in procinto di acquistare un appartamento dal venditore e questo appartamento fa parte dei fabbricati ater di roma. nel 1993 i propietari attuali hanno avuto a favore dall’ente la propieta dell’immobile e per 10 anni non l’hanno venduta come da legge..adesso vorrebbero venderla e purtorppo l’ente non risponde alla lettera per esercitare la prossibilita di vendere l’appartamento. sul rogito c’è scritto 60 gg ma all’ater gli hanno detto 120gg e io rischio di essere fuori con i giorni per chiudere tutto. il propietario attuale deve finire di pagare il mutuo dell’appartamento ed ha chiesto l’estinzione ma nessuna rispota.. come posso fare per capire bene se posso acquistare questo appartamento entro novembre? il notaio ha bisogno della lettera di approvazione dell’ente ma questo nn risponde. posso avvalermi del fatto che sul rogito c’è scritto 60gg e l’ente ne chiede 120? la lettera è stata spedita ad agosto. grazie mille gentilissima

    Annamaria Addante risponde

    L’ater impiega 120 giorni per inviare la lettera con scritto quanto devono pagare e non mi sembra che siano passati i 120 giorni.I 60 giorni del rogito non hanno valore se estingue il diritto altrimenti l’ater se lo ricompra lei al prezzo che lo aveva venduto più ISTA

  276. Bruno scrive:

    gentile sig.ra a.addante,le scrivo per cercare di capire come fare per trovare una soluzione al problema che vado ad esporle;
    ho 48 anni e da circa 6 anni vivo(regolarmente censito ed autorizzato) in un alloggio ater nel quartiere primavalle insieme a mia madre(residente da 40 anni) ed all’intestatario dell’alloggio senza che con esso entrambi abbiamo nessun tipo di parentela,purtroppo il giorno 05/07/2011 il titolare in questione e’ venuto a mancare ed io non so come muovermi per poter far fare il contratto a nome di mia madre o mio, le premetto che il reddito di mia mamma e di circa 7.500 euro annui di pensione mentre il sottoscritto e’ separato dal 2006 e disoccupato dall’ottobre 2010 attualmente ancora senza reddito,potrebbe consigliarmi gentilmente quale ufficio contattare ?ringraziandola anticipatamente le invio i miei saluti.Bruno

    Annamaria Addante risponde

    La situazione non è tranquilla se potete dimostrare che sua madre era la convivente di questo tizio a lei devono fare la voltura del contratto,ma lei purtroppo non ha nessun diritto.
    Altrimenti zitti e mosca e se esce una sanatoria fate subito la domanda.

  277. maria pia scrive:

    gentile sign ADDANTE avrei bisogno di alcune informazioni riguardante un appartamento aterp che possediamo in calabria.l’appartamento e’ in affitto ed e’ intestato a mia nonna che purtroppo e’ deceduta pochi giorni fa.lei aveva deciso di intestarlo a me che sono la nipote ed ho vissuto con lei per oltre venti anni,la sua morte pero’ e’ arrivata all’improvviso e non avevemo fatto ancora richiesta di possibile cambio di intestazione.e’ possibile fare questo passaggio anche senza di lei o senza un documento scritto ma con il consenso dei figli?la prego di farmi sapere al piu’ presto e se ci sono deteminati documenti da presentare di farmi sapere quali.grazie per la sua attenzione mary

    Annamaria Addante risponde

    Se lei sono 20 anni che viveva con sua nonna lei avrà la residenza in quell’alloggio da 20 anni e avrà fatto anche i censimenti e pertanto dtava nel nucleo famigliare di sua nonna e l’aterp lo sapeva?Se è si a tutte queste domande potrebbe tentare di chiedera la voltura a nome suo,altrimenti lei è un occupante abusiva.

  278. antonio vernamonte scrive:

    Gentile sig.ra Addante,
    Ho letto diverse delle sue risposte in merito al diritto di prelazione sugli allogi pubblici e se ho ben capito, riscattare tale diritto (in questo caso nei confronti dell’ATER) mi costa il 10% del valore catastale a cui si dovrà aggiungere un ulteriore 21% per l’IVA, Giusto? La mia domanda e’ la seguente: Mia madre, proprietaria di un alloggio ATER, nel 2001 acquistò l’appartamento e lo intestò direttamente ai miei due figli (50% ciascuno), oggi, uno dei due vuole acquistare la parte del fratello; sono tenuto al pagamento del 10% oppure, visto che si tratta di vendere solo la metà dell’alloggio, posso chiedere uno sconto? Grazie Antonio

    Annamaria Addante risponde

    Purtroppo deve pagare quel 10% più iva,ma le conviene levarselo di torno questo diritto di prelazione.Perchè con questi non si sa mai.

  279. massimo scrive:

    cercando di risolvere alcuni interrogativi relativi ad una casa ex ater ho trovato il vostro sito che mi ha molto soddisfatto. Vorrei diventare socio, ho cercato di contattarvi via telefono, senza esito, cosa devo fare.
    massimo castori

    Annamaria Addante risponde

    noi siamo aperti i giorni dispari dalle 17 alle 19 oppure ci puoi venire a trovare in via Elisabetta Canori Mora 21.
    A noi piace parlare con i nostri soci non ci piace fare le iscrizioni tramite c/c.

  280. valentina scrive:

    Gentile Signora Addante,
    innanzitutto grazie della sua professionalità e cordialità con la quale risponde puntuale a tutti.
    Mia sorella si trova in una casa dell’Ater da circa 30 anni con mia madre che attualmente ha comprato una casa al mare e ci ha messo la residenza come prima casa. Ora mia sorella rimanendo a casa da sola ha messo al corrente l’Ater che gli ha risposto che essendo venuta via la persona che era assegnataria lei non ha diritto a rimanere. Che cosa deve fare visto che si trova in condizioni economiche disagiate, quindi possiede i requisiti, e che da sempre ha abitato in quella casa?
    Grazie in anticipo. Saluti
    Valentina

    Annamaria Addante risponde

    le hanno detto una fesseria vemga in associazione che le spiego cosa fare.

  281. vale scrive:

    Gentile Sig.ra Addante,
    innanzitutto grazie per la sua professionalità e cortesia.
    Mia sorella da sempre ha abitato in una casa dell’ater con mia madre che attualmente ha comprato una casa fuori roma e ha messo lì la residenza.
    All’ater hanno detto a mia sorella che lei non ha più titolo ad abitarci perché l’intestataria era mia madre. Ora mia sorella è preoccupata perché lei avrebbe tutti i requisiti per rimanerci ma non è l’intestataria del contratto pur risiedendo lì da ormai 30 anni. Sa dirmi qualcosa in proposito?
    Grazie e saluti
    Vale

    Annamaria Addante risponde

    si,ma le suggerisco di venire in associazione per spiegarle meglio la questione.

  282. francesco scrive:

    buona sera dottoressa,sono della provincia di palermo,volevo chiedere un’informazione a riguardo un’immobile.una signora vorrebbe lasciare l’immobile(popolare) perchè si deve trasferire fuori la sicilia.potrei acquistare io il suo immobile?da premettere che essa abita in quest’immobile dagli anni 80′ e non lo ha ancora riscattato.distinti saluti

    Annamaria Addante risponde

    Non credo perchè le case popolari possono essere acquistate solo dai leggittimi assegnatari o loro conviventi.

  283. Ade scrive:

    Buongiorno Dott. volevo porle un quesito: mio cugino è l’assegnatario di un appartamento dell’ater che è stato messo in vendita(il suo papa è venuto a mancare a settembre di quest’anno ma lui ha la residenza li da molti anni). questo cugino non abita a Roma ma sarebbe interessato all’acquisto(ma non ha molti soldi) per poi magari rigirarlo a me, è possibile fare una specie di contratto tra me e lui dove lui acquista l’appartamento ma con l’obbligo di rivenderlo a me????so che la situazione è un pò complicata infatti volevo sapere anche se era possibile una consulenza
    Grazie

    Annamaria Addante risponde

    forse è meglio se viene in associazione perchè la domada è confusa e non chiara.

  284. Claudia scrive:

    Gentilissima dottoressa Addante,

    vorrei sapere se fosse possibile avere l’assegnazione di un’area condominiale (giardino) come pertinenza esclusiva di un immobile riscattato dall’Ater e l’eventuale quantificazione del costo da corrispondere all’Ater.

    Grazie,

    Annamaria Addante risponde

    Se avete il condominio dovrà chiedere anche al condominio e poi prendere un appuntamento con l’ufficio patrimonio dell’Ater.

    Claudia

  285. luca scrive:

    Gentile Dott.ssa complimenti per la sua professionalita diretta e cortese volta alla risoluzione di problemi che in alcune situazioni sono di notevole importanza. Non so come raggiungerla telefonicamente per sottoporle un quesito: ho fatto domanda di voltura di contratto all’IACP (provincia di Foggia) dopo la morte di mia nonna ad aprile 2011, con la quale vivevo a alla quale ho dato assistenza poichè disabile 100% (cieca) fin dal 2006, inserito nello stato di famiglia. La risposta dell’ente mi impone di lasciare immediatamente l’appartamento sostenendo che mia nonna non ha richiesto l’ampliamento del nucleo familiare e che l’appartamento in questione sarebbe troppo grande (61 metri) per me unico abitante.aggiungo che l’ente era a conoscenza che di fatto lo stato di famiglia di mia nonna comprendeva me poiche ciò veniva notificato ogni due anni per accertamenti fatti dallo stesso IACP in occasione della rideterminazione degli affitti puntualmente pagati. Possibile che io debba lasciare quella che considero la mia casa, dove sono cresciuto e che io venga sfrattato dall’oggi al domani nonostante che mia nonna ha abitato per oltre 40 anni. L’onestà non paga. la ringrazio se vorrà aiutarmi con qualche consiglio. mi scusi se ho occupato uno spazio non idoneo per comunicare con lei.

    Annamaria Addante risponde

    purtroppo l’assenza della politica in questi ultimi 20 anni ha fatto si che di case se ne sono costruite poche e allora hanno modificato le leggi per restringere il diritto alle persone.Comunque lei vada via solo con la forza pubblica. E se dovessero fare una sanatoria lei ha risolto.

  286. Giuseppe scrive:

    Gentilissima sig.ra Addante

    Le volevo chiedere se per poter richiedere una decurtazione da 10 a 5 anni è vero che tra i vincoli della rivendita dell’alloggio ater (età superiore ai 65 anni e pensione d’invalidità oltre il 66%) vi è anche quella del cambio di residenza oltre i 50 km dall’alloggio.
    Visto che mia madre,attuale assegnataria della casa è invalida all’80% abbiamo gia diritto a una decurtazione.Noi potremmo rivendere l’immobile prima ancora se dimostrassimo di andare a vivere oltre i 50 km da Roma???
    E se si ,visto che l’abbiamo pagata 40.000 euro è possibile rivenderla a 250.000??? mi sembra abbastanza speculatoria come cosa!
    Le chiedo questo perche il mio commercialista mi ha detto questo,ma ho dei dubbi
    Anticipatamente ringrazio

    Annamaria Addante risponde

    dato che sua madre ha una invalidità la potete vendere dopo 5 anni dall’acquisto,per acquisto si intende anche il patto di futura vendita se lo avete fatto prima del rogito.
    Si la potete vendere tranquillamente a libero mercato,ma dovete prima chiedere l’estinzione del diritto di prelazione pagando il 10 x cento della rendita catastale moltiplicata x cento più IVA.

  287. Ade scrive:

    Salve Dott.ssa, volevo sapere cortesemente:

    -ma il diritto di prelazione può essere estinto anche nel momento in cui l’assegnatario decide di comprare l’alloggio ATER che è in vendita( e cmq rivenderlo non prima dei 10 o 5 anni) o per pagarlo deve aspettare i tempi dei 10 o 5 anni??

    -e poi eventualmente un patto di futura vendita tra l’acquirente e l’assegnatario-compratore quando deve essere fatto per avere tutte le sicurezze che tutto vada a buon fine?

    Grazie infinite e complimenti

    Annamaria Addante risponde

    il diritto di prelazione si può estinguere in qualsiasi momento,perchè il divieto alla vendita è il tempo 10 o 5 anni a seconda delle situazioni.
    Per la seconda domada sig.ra sarebbe ipportuno che si rivolga ad uno studio legale o notarile competente in questioni ater.

  288. giovanna scrive:

    mia madre nel 2004 ha comprato una casa aler con scadenza 10 anni ora ho necessita di venderla troppi debiti e la casa dove vivo se le ritirata la banca ho due bimbi posso venderla prima dove vado se no sotto i ponti grazie di un suo chiarimento

    Annamaria Addante risponde
    se il vincolo è a 10 anni non la può vendere

  289. francesca scrive:

    Dunque nel 2003 mia madre ha acquistato un appartamento del comune di roma, nell’atto c’è scritto che non è possibile venderlo prima dei dieci anni, ma successivamente all’atto che ha stipulato mia madre ce ne sono stati altri con l’obbligo di non vendere prima dei 5 anni.
    mi è stato detto che il comune aveva in camera una nuova delibera che portava tutti gli immobili alla vendita dopo i 5 anni, le risulta notizia?
    vista la situazione economica, e lo stato dello stabile, non riusciamo più a sostenere le ingenti spese, c’è un modo per poterlo vendere?
    la ringrazio anticipatamente

    Annamaria Addante risponde

    L’unico modo per vendere è che sua madre abbia più di 65 anni,o che sia invalida al 66% lei o un componente il N.F. oppure che si deve trasferire per motivi di lavoto.

  290. Andrea73 scrive:

    Gent.ma Dottoressa Addante,
    Mia nonna acquistò dall’Inpdap nel 2008 l’abitazione ,che le era stata assegnata nel 1994, con mutuo concesso a me ,con agevolazioni acquisto prima casa, nonostante non abitassi con lei. Mia nonna è deceduta a dicembre del 2010 a 86 anni di età lasciandomi erede dell’abitazione. Ho provveduto a registrare la successione, posso rivendere l’abitazione anche se non sono passati 5 anni da”acquisto?
    La ringrazio per una gradita cortese risposta
    Andrea da Latina

    Annamaria Addante risponde
    Se l’alloggio lo ha acquistato ai sensi della legge 560/93 non può venderlo.

  291. Roberto scrive:

    Gent.ma Dottoressa Addante, come da lei suggerito a fine novembre, ho inviato la richiesta di cancellazione del diritto di prelazione all’ATER di roma pur non essendo passati i 5 anni dall’acquisto ( mio papa’ ha piu’ di 70 anni), mi hanno risposto che l’estinzione anticipata del diritto di prelazione non e’ accoglibile poiche’ non sono ancora trascorsi i tempi legislativi previsti.
    Premetto che la richiesta era solo per la concellazione del diritto di prelazione e non una comunicazione di voler alienare l’alloggio.
    Legalmente Il diritto di prelazione non si puo’ cancellare in qualsiasi momento?
    I 5/10 anni non sono vincolanti solo per la vendita?
    La ringrazio e le porgo i miei piu’ sinceri auguri di buon anno

    Annamaria Addante risponde

    Non c’è nessuna norma che impedisca il pagamento anticipato del diritto di prelazione. Le scriva rinnovando la richiesta e chiedendo esplicitamente di indicarle qual’è la norma che impedisce l’estinzione del diritto di prelazione prima dei 5 anni.
    E’ uno dei tanti abusi di potere che fa l’Ater di Roma.

  292. lucia scrive:

    gent.ma dottoressa ADDANTE. Io ho acquistato nell’anno 2003 una abitazione dellATER della Toscana ai sensi della Legge 560/1993. Non sono passati ancora 10 anni ma poichè per motivi di salute del figlio minore ci siamo trasferiti a circa 25 km sia con l’abitazione sia con il lavoro posso chiedere all’ater di anticipare di un anno la vendita dell’alloggio? Premetto che ci siamo dovuti trasferire per motivi di assistenza perche in questa località abbiamo dei parenti che ci possono aiutare con il bambino. Ho sentito anche che nella regione Lazio la clausola di non poter vendere è scesa da 10 a 5 anni forse anche in Toscana è così? Grazie della cortesia. Distinti saluti

    Annamaria Addante risponde

    Potete intanto chiedere l’estinzione del diritto di prelazione senza dire che volete vendere,una volta ottenuto potete anche effettuare una vendita differita.

  293. Fabrizio scrive:

    Buona sera dottoressa Addante.
    Mia mamma ha acquistato un alloggio ATC, di cui era assegnataria, nel giugno del 2009. Era vedova al momento dell’acquisto perchè mio papà è mancato nel 2005. Il 6 gennaio 2012 è mancata anche mia mamma. Con la successione io e i miei due fratelli erediteremo l’immobile. Vorrei sapere se è possibile chiedere all’ATC di ridurre il vincolo decennale da 10 a 5 anni. L’immobile è locato a Torino. Se potesse darmi anche un riferimento normativo mi farebbe una cortesia, così potrei sostenere le mie ragioni con ATC, che informalmente mi ha già risposto negativamente.

    Inoltre, a suo parere, è possibile che con la rivalutazione delle rendite catastali a seguito della manovra del governo Monti (si parla del 60%) cresca anche di conseguenza l’importo richiesto per estinguere il diritto di prelazione (che in questo modo crescerebbe del 60%)?

    Annamaria Addante risponde

    Purtroppo occorre aspettare i 10 anni è la legge a meno che la regione non ne faccia una migliore.
    Potrebbe esserci il rischio.

    Cordiali Saluti.

  294. Jacopo Giglio scrive:

    gent.ma dott.ssa Addante, abbiamo acquistato un immobile dall’Aler di Varese nel 2002. Tra pochi mesi saranno passati i famosi 10 anni. Nel caso decidessimo di NON pagare il 10% per estinguere il diritto di prelazione, come si procede poi? Io chiedo all’aler se sono interessati a comprare l’appartamento dato che vogliamo vendere… sen entro 60 giorni non fanno sapere nulla, vendo a chi mi pare. se invece voglio acquistare loro, chi decide il prezzo e in base a quale normativa? Grazie di cuore, spero possa esserci d’aiuto. In aler ci hanno risposti un po’ piccati dicendo che loro comunque non sono interessati al riacquisto ma che ho diamo il 10% o MAI saremo liberi di vendere in futuro…

    Annamaria Addante risponde

    La legge 560/93 è una legge nazionale e vale per tutto il territorio,per cui se volete vendere dovete pagare il 10%

  295. Max scrive:

    gent.ma dott.ssa Addante mia moglie ha acquistato casa nel gennaio 2005 da Poste con asta pubblica. Sull’atto notarile si cita la legge 560/93 e il termine di 10 anni entro il quale si vieta la vendita.
    Entrambi lavoriamo a 25/30 Km dall’abitazione in altro comune da quello di residenza e vorremmo trasferirci più vicini ai rispettivi luoghi di lavoro
    Non essendo passati ancora 10 anni questo non è fattibile ma…..
    Mia moglie (unica intestataria dell’alloggio) è sordomuta dalla nascita e percepisce una pensione di invalidità ,è possibile avere la riduzione a 5 anni ?
    Leggendo i vari post mi pare di avere capito che si può chiedere in qualsiasi momento l’estinzione del diritto di prelazione pagando il 10% della rendita catastale moltiplicata x 100 più IVA giusto?
    A chi devo fare domanda per il pagamento alle poste?
    Anticipatamente la ringrazio per le risposte

    Annamaria Addante risponde
    lei può benissimo chiedere l’estinzione del diritto di prelazione e se può dimostrare che il suo lavoro è in altro comune i 10 anni si riducono a 5 .
    I 10 anni si riducono a 5 nei seguenti casi;invalidità al 66%,
    trasferimento luogo di lavoro fuori comune,
    età superiore ai 65 anni,
    e decesso del titolare.

  296. max scrive:

    Ringraziandola per la risposta appena datami ,sempre a riguardo del diritto di prelazione in un post del suo blog del 2010 diceva:
    “Se nell’atto di acquisto c’è un chiaro riferimento di legge che dovete pagare il diritto di prelazione, se avete inviato alle poste la richiesta con raccomandata con ricevuta di ritorno e non vi hanno mai risposto,potete evocare il silenzio assenso previsto dalla legge 241/90, sempre che siano passati almeno 5 anni dall’acquisto”.
    In altri post + recenti ho letto che l’abrograzione diritto di prelazione debba essere sempre corrisposto e non ci sia + il silenzio assenzo
    Quali sono le regole?

    Inoltre saprebbe indicarmi a chi devo chiedere per l’estinzione della prelazione?POSTE IACP….
    grazie

    Annamaria Addante risponde

    Vi prego di non fare confusione e non mischiare le risposte.Torno a ripetere se sul vostro rogito c’è scritto che dovete pagare il diritto di prelazione,lo dovete pagare,se non c’è scritto non lo dovete pagare.
    Ogni caso è a se e riguarda lo IACP e loro consorzi,non credo che le poste rientri tra questi.

  297. Max scrive:

    Un ultima delucidazione.
    Sul rogito non è specificato il fatto di dovere pagare il diritto di recesso
    Al contrario è ben specificato il divieto di vendita prima dei 10 anni alll’art.10 L560/93
    é specificato che l’alloggio viene venduto in base alll’art.9 L560/93

    grazie

    Annamaria Addante risponde

    se sul rogito non c’è scritto non la deve pagare,ma guardi bene.

  298. Andy scrive:

    Gent.ma signora Annamaria ,
    vorrei delucidazioni riguardo un alloggio IACP da assegnare a riscatto. L’alloggio in questione è stato assegnato a riscatto a mio nonno nel 1979, il quale è deceduto nel 1995 e mia nonna è deceduta nel 2009. Attualmente l’appartamento è abitato dal figlio che risulta residente (quindi figlio convivente) dal 1991. La mia domanda quindi è questa: può il figlio convivente riscattare l’appartamento senza interpellare gli altri figli che nn sono mai stati residenti in quel ‘appartamento.
    Nel ringraziarla per la sua disponibilità le porgo cordiali saluti

    Annamaria Addante risponde

    Mi deve spiegare bene cosa intende per riscatto se vuole una risposta.

  299. Max scrive:

    ultimissima domanda :o ggi sono andato presso ATC di Torino per info e mi hanno detto che in Piemonte non sanno nulla a riguardo la riduzione da 10 a 5 anni
    Sa indicarmi la legge che cita cio’(sempre che ci sia per la mia regione)

    Grazie ancora

    Annamaria Addante

    Ogni regione ha la sua normativa quella della riduzione da 10 a 5 anni è della regione Lazio, per cui deve vedere le leggi della sua regione.

  300. massimo castori scrive:

    ci si può iscrivere on line all’associazione. qualora non sia possibile in quale altro modo?

    Annamaria Addante risponde

    L’iscrizione si fa solo venendo in associazione, perchè ci piace conoscere direttamente i nostri soci e si rinnova ogni anno sempre allo stesso modo,a noi non piacciono le iscrizioni come fanno gli altri sindacati e associazioni che fanno ritirare direttamente sulla bolletta dall’ater il costo mensile per l’iscrizione e una volta iscritti è automatico per sempre. Da noi se si è soddisfatti si rinnova altrimenti amici più di prima.

  301. Elisa scrive:

    Buonasera,
    Le espongo il mio problema. Sono in procinto di fare un’offerta di acquisto di un immobile caduto in successione per la morte (nel 2011) del proprietario che lo aveva a sua volta acquistato dall’Ater (nel 2004). Ovviamente la proposta sarebbe condizionata al rilascio della “liberatoria” per estinzione del diritto di prelazione. Verbalmente l’agente immobiliare mi assicura che la prima comunicazione da parte dell’Ater (quella dove è indicato l’importo da pagare) arriverà a brevissimo essendo già trascorsi i 120 giorni previsti. In realtà, a me hanno solo fatto vedere la richiesta fatta all’Ater spedita in data 21 settembre 2011, ma con raccomandata semplice per cui non ho alcuna dimostrazione che l’Ater l’abbia effettivamente ricevuta. Inoltre, ho provato varie volte a chiamare l’Ater ma il call center non è autorizzato a dare informazioni sullo stato della pratica, nè – dicono – l’ufficio alienazione alloggi risponde al telefono o riceve il pubblico. Ha idea di come io possa fare ad avere informazioni sullo stato della pratica (quanto meno avere certezza che la richiesta esiste ed è stata realmente ricevuta dall’Ater più di 120 giorni fa e che qualcuno ci sta effettivamente lavorando)?

    Inoltre, se la pratica fosse effettivamente al termine, che lei sappia è possibile pagare l’importo richiesto e contestualmente avere la definitiva liberatoria o secondo lei passano comunque dei giorni (o addirittura dei mesi)?

    Grazie mille fin d’ora per qualsiasi suggerimento mi possa dare.

    Cordiali saluti.

    Elisa

    Annamaria Addante risponde

    Le consiglio di telefonare a questo numero sig.ra Clarizio per sapere a che punto è la pratica 06-68842582 insista finchè non rispondono.
    Comunque quando ha già in mano la letera con la quale l’ater gli dice quanto devev versare per la liberatoria, già con quella e il versamento leii potrebbe già fare l’atto,ma comunque per la liberatoria definitiva passano pochi giorni.

  302. Elisa scrive:

    Grazie infinite.
    Elisa

    E di che, spero solo che gli risponda.

  303. Franco scrive:

    Gent.ma Sig.ra Addante, chiedo il suo aiuto x venire a capo di una questione:
    su tutti gli atti notori di compravendita degli immobili del ns condominio, è riportato che l’ater avrebbe specificato sul “redigendo” regolamento condominiale quali sono le parti da ritenersi comuni e condominiali e quali quelle di cui l’ater si riserva il possesso.
    Come potrà immaginare, sono trascorsi 30 anni ed il regolamento non è ancora stato redatto. Per sapere se la proprietà dei “sottotetto” fosse condominiale, dell’ater o del proprietario dell’immobile, abbiamo anche scritto all’ater in 3 diverse occasioni ma non abbiamo mai riceuto risposta.

    Può aiutarci con la sua esperienza e competenza a fare chiarezza? A chi possiamo rivolgere in particolare questo quesito?

    La ringrazio anticipatamente per la sua disponibiltà.
    Cordiali saluti

    Franco

    Annamaria Addante risponde

    Le consiglio di consultare un legale, se vuole può andare dall’Avv.to Galeani prendendo un appuntamento e se è il caso gli fa scrivere,le do il tel.06-4817341 telefonare di pomeriggio.

  304. Max scrive:

    Torno a ripetermi nella domanda;”posso estinguere il diritto prelazione in qualsiasi data ” ma non vogliamo vendere adesso
    Poichè ATC Torino mi ha detto che per estinguere il diritto di prelazione devono passare 10 anni
    Mi puo’ segnalare qualche normativa/sentenza a riguardo?

    Grazie

    Annamaria Addante risponde
    Noi ci siamo fatti fare un parere da un noto studio legale a Roma,ma lei deve chiedere all’ater quale è la norma che impedisce il pagamento del diritto di prelazione.
    Non esiste nessuna norma il diritto di prelazione si può estinguere anche al momento del rogito il divieto alla vendita non lo da il diritto di prelazione ma gli anni 10.
    Si faccia dire dall’ACT di Torino qual’è la norma e mi faccia sapere cosa dicono.

  305. Max scrive:

    Ho risentito ATC di Torino e mi dicono che per estinguere il diritto di prelazione devono passare 10 anni secondo quanto dice la LEGGE 24 DICEMBRE 1993, n. 560. Non hanno specificato l’articolo ma presumo sia il 20 poichè mi dicono che prima dei 10 anni ATC non ha diritto alla prelazione e quindi la somma eventualmente da me versata non saprebbero a che titolo acquisirla,comunque hanno chiesto un parere alla loro avvocatura e se ci sono novità mi faranno sapere AD OGGI LA RISPOSTA E’ NEGATIVA

    Allego art.20

    GLI ALLOGGI E LE UNITÀ IMMOBILIARI ACQUISTATI AI SENSI DELLA PRESENTE LEGGE NON POSSONO ESSERE ALIENATI, ANCHE PARZIALMENTE, NÉ PUÒ ESSERE MODIFICATA LA DESTINAZIONE D’USO, PER UN PERIODO DI DIECI ANNI DALLA DATA DI REGISTRAZIONE DEL CONTRATTO DI ACQUISTO E COMUNQUE FINO A QUANDO NON SIA PAGATO INTERAMENTE IL PREZZO. IN CASO DI VENDITA GLI IACP E I LORO CONSORZI, COMUNQUE DENOMINATI E DISCIPLINATI CON LEGGE REGIONALE, HANNO DIRITTO DI PRELAZIONE.

    Saluti

    Annamaria Addante risponde

    Aspettiamo il parere dell’avvocatura.
    Io torno a ripetere che il diritto di prelazione si può estinguere in qualsiasi momento essendo un titolo potestativo che ha l’assegnatario e che può estinguerlo in qualsiasi momento.
    Tale estinzione non significa che può vendere l’alloggio per venderlo deve aspettare il termine del vincolo temporale

  306. Daniela floris scrive:

    Buongiorno sto iniziando ora ad interessarmi ora del diritto di prelazione IACP in base alla legge 560/93, vorrei sapere in base a cosa lo iacp chiede l’iva al 21% quando da dallo studio 264 bis REGIME IVA DELLE SOMME DA PAGARE AGLI IACP PER L’ESTINZIONE DEL DIRITTO DI PRELAZIONE

    Approvato dalla Commissione Tributaria il 25 novembre 1994.
    Approvato dal Consiglio Nazionale il 17 dicembre 1994. della Commissione tributaria di non so dove risulta che in quanto spesa accessoria a quella di acquisto della prima casa l’iva dovrebbe essere quella agevolata al 4% e non quella ordinaria al 21. Cosa mi dice in merito?
    Grazie

    Annamaria Addante risponde

    Che lei non ha capito e confonde l’IVA per l’acquisto con l’IVA dovuta per il pagamento dell’estinzione del diritto di prelazione che è un’altra cosa.

  307. Lisa scrive:

    Buonasera, sono interessata all’acquisto di un appartametno sito a Roma Il proprietario lo ha acquistato da Poste Italiane, in base all’art.1 comma 20 legge 24 dicembre 1993 n 560, nel 2005 pertanto non potrebbe venderlo prima dei 10 anni. Il signore per motivi di salute deve trasferirsi a 40 km da Roma e al momento dell’accquisto aveva già superato i 65 anni. Mi sapreppe dire se anche per Poste Italiane sono motivi validi per poter vendre prima dei 10 anni previsti? e in caso il numero della legge a cui poter far riferimento Grazie mille

    Annamaria Addante risponde

    No non lo può vendere prima dei 10 anni,ma potrebbe fare la vendita differita.

  308. lucia scrive:

    gent.ma dr.ssa Addante
    Ho una casa dell’ater acquistata luglio 2003 (il prossimo anno scadono i dieci anni). per motivi familiari mi sono trasferita con la famiglia a 20 km e la casa l’ho ceduta in affitto nel 2008 con regolare contratto. Poichè l’inquilino dapprima mi disse che voleva lui acquistarla altermine dei dieci anni poi invece ha cambiato idea io gli ho inviato circa un anno fa la raccomandata con la disdetta del contratto (che era 4+4). Pertanto lui dovrebbe lasciare l’immobile nel mese di luglio prossimo. Bene ieri mi ha telefonato dicendomi che non può andare via perchè non ha trovato un altro alloggio. Io come devo comportarmi con lui? non volgio fare il cane ma ho anche paura di qualche tranello da parte sua. Graize per la cortesia Distinti saluti, Lucia Bani

    Annamaria Addante risponde
    Purtroppo questo ci sta provando a fare il furbo,il consiglio che le posso dare di mettere subito un avvocato per fargli gli atti altrimenti quello non esce più.

  309. sara scrive:

    gent.ma d.ssa Addante, le scrivo per chiedere a Voi un parere sulla seguente questione. Mia mamma è portatrice di retinite pigmentosa ed è non vedente. Ha acqistato una casa con le agevolazioni del comune (lg 24-12-1993 n 560). Non sono ancora trascorsi 10 anni (ne mancano 4) ma vorrebbe avvicinarsi a me così potrei aiutarla. io vivo a Monza. per farlo dovrebbe vendere la casa in cui abita (Milano) per acquistarne una nella mia città. Esiste una possibilità di deroga alla normativa vigente? La ringrazio sin d’ora per la sua cortese attenzione. I miei migliori saluti, Sara Recanatini

    Annamaria Addante risponde

    Intanto può chiedere l’estinzione del diritto di prelazione e non possono negarglieo e una volta pagato potrebbe tentare a fare una vendita differita.

  310. Max scrive:

    Ho risentito ATC di Torino e mi dicono che per estinguere il diritto di prelazione devono passare 10 anni secondo quanto dice la LEGGE 24 DICEMBRE 1993, n. 560. Non hanno specificato l’articolo ma presumo sia il 20 poichè mi dicono che prima dei 10 anni ATC non ha diritto alla prelazione e quindi la somma eventualmente da me versata non saprebbero a che titolo acquisirla,comunque hanno chiesto un parere alla loro avvocatura e se ci sono novità mi faranno sapere AD OGGI LA RISPOSTA E’ NEGATIVA
    ————————————————————————————
    Buongiorno dopo l’arrivo della lettera da ATC Torino che mi conferma l’impossibilità di estinguere anticipatamente il diritto di prelaz. citando proprio Art.20 L560 dic 1993 ,sono andato da un avvocato per avere un parere legale .
    Anche lui mi dice che non si puo’ estinguere il diritto di prelazione dato che l’art. 20 L560 dic 1993 parla chiaro .”NON POSSONO ESSERE ALIENATI PER UN PERIODO DI DIECI ANNI DALLA DATA DI REGISTRAZIONE DEL CONTRATTO DI ACQUISTO” e quindi non essendo passati ancora i 10 anni ATC non avrebbe nessun titolo di prelazione

    Saluti

    Annamaria Addante risponde

    Temo che i suoi avvocati hanno fatto una grande confusione,perchè le questioni sono due una è il divieto a vendere prima dei 10 anni e la seconda è il diritto di prelazione che si può estinguere in qualsiasi momento essendo un potere podestativo.
    Se lei chiede di estinguere il diritto di prelazione perchè vuole cvendere certamente gli dicono di no,lei deve chiedere l’estinzione del diritto di prelazione e basta.

  311. Max scrive:

    e così ho fatto ma purtroppo mi dicono che non si può
    Quindi attenderò altri 3 anni e poi si vedrà

    Grazie

    Annamaria Addante risponde

    Le stanno facendo un abuso in quanto il diritto di prelazione è un diritto podestativo che lei può chiedere in ogni momento, lei li può anche denunciare alla corte dei conti per mancato introido,vada a parlare con un avvocato o le faccia scrivere da un avvocato,noi abbiamo il parere che ci siamo fatti fare da uno studio di avvocati a Roma, ci è costato 250 euro,ma ne è valsa la pena.

  312. Castriconi Fortunato scrive:

    Mia moglie ha ereditato, a seguito di testamento, con le sue 3 sorelle (1/4 di quota di proprietà ciscuna) un immobile acquistato più di 10 anni fa. Adesso, in accordo con le altre sorelle, vuole acquistare le quote di 3/4 di proprietà delle sorelle stesse, ad una cifra decisamente inferiore al prezzo di mercato locale (Monte Argentario in prov. di Grosseto). Essendo l’acquirente parente entro il 2° grado dei venditori ed essendo anche comproprietaria, deve ugualmente sottostare al diritto di prelazione da parte dell’Amministrazione Comunale? Se si, l’Amministrazione su quali basi di calcolo dovrebbe calcolare la congruità del prezzo di vendita? Io ritengo sulla base del valore catastale ma c’è chi ritiene di calcolarlo sulla base del valore di mercato locale (dai 3200 ai 4000 euro al mq). Gradirei una sua opinione in merito. La ringrazio anticipatamente

    Annamaria Addante risponde

    Il diritto di prelazione va pagato in base alla legge ovvero alla rendita catastale moltiplicata per cento e di quest a siprende il 10% più iva al 21%

  313. Castriconi Fortunato scrive:

    Precisazione sul commento precedente. L’acquisto dell’alloggio dall’ATER è stato fatto in riferimento alla Legge 560 del 24/12/1993.

    Annamaria Addante risponde
    Ok.

  314. Castriconi Fortunato scrive:

    Altra piccola appendice ai 2 commenti precedenti. Mi scusi se pongo un ulteriore quesito ma leggendo i vari commenti mi è venuto un dubbio. L’estinzione dell’eventuale diritto di prelazione a chi lo devo richiedere e pagare? All’ex ATER o all’Amm.ne Comunale? Grazie di nuovo

    Annamaria Addante risponde
    A chi ha venduto l’alloggio

  315. Avv. Volpe scrive:

    Vorrei un suo parere su una questione che,credo, sia usuale e che – almeno nella provincia di Avellino – sembra sia divenuta un ennesimo “mal costume”.
    Una mia assistita comunica all’INPS la volontà di vendere un alloggio ereditato (per il quale sono già passati 10 anni dall’atto), ma l’ente risponde specificando le somme dovute per l’estinzione della prelazione. Ci prova più
    volte,senza esito. Si rivolge a me per un parere. Mi studio la legge regionale (Campania, 1/08) e le dico che l’ente può esercitare la prelazione, ma se non intende acquistare dovrà rispondere in tal senso e lei sarà libera di vendere, senza dover pagare alcuna estinzione. L’ente si ostina a chiedere il pagamento per l’estinzione, ritenendolo comunque dovuto. Ho,purtroppo, scoperto che alcuni notai non sono disposti a fare l’atto se l’ente pretende il pagamento.
    Che cosa ne pensa?
    Grazie

    Annamaria Addante risponde

    Deve vedere cosa hanno scritto nel rogito di acquisto e con quale legge ha acquistato.Se la legge prevede l’estinzione del dirito di prelazione lei dovrà pagare quanto richiesto.Dovete fare attenzione solo ad una cosa la regione campania ha modificato in seguito la legge aumentando il prezzo del diritto di prelazione,ma vale solo per coloro che hanno acquistato dopo la modifica.

  316. Giovanni scrive:

    Gent.ma d.ssa Addante, vorrei acquistare una casa popolare tale alloggio è stato condotto in locazione nel 1990 ed è stato acquistato ai sensi della legge 560/93 e legge regionale 43/94 nel 2005.
    Adesso dalla banca mi è stato richiesta la rinuncia al diritto di prelazione da parte dell’IACP.
    Ha questo punto chi deve richiedere tale documento? io acquirente o il venditore? E si deve pagare qualcosa? Se si, chi deve pagare?
    Riporto parte dell’atto:
    “Quanto oggetto del presente contratto non può essere alienato dall’acquirente, anche parzialmente, nè può essere modificata la destinazione d’uso, per un periodo di 5 anni dalla data di registrazione del presente atto.
    In caso di vendita, l’istituto ha il diritto di prelazione, da esercitarsi con le modalità di cui all’articolo 732 c.c.”
    Infine cosa devo fare??? Bisogna aspettare un determinato tempo o una volta avuta la rinuncia al diritto di prelazione da parte dell’IACP posso acquistare questo alloggio…
    Non vorrei avere problemi in futuro e soprattutto incappare in ulteriori spese impreviste…
    Grazie per una Sua riposta!!!

    Annamaria Addante risponde

    se lei non mi dice di quale IACP sta parlando non posso darle una giusta risposta.
    Comunque il diritto di prelazione se l’alloggio è stato acquistato con la legge 560/93 va estinto pagamdo il 10% della rendita catstatle moltiplicata per cento più iva e tale diritto lo deve estinguere il venditore prima di vendere altrimenti l’atto è nullo.

  317. Giovanni scrive:

    Si mi scusi l’appartamento che dovrei acquistare è un’appartamento di proprietà dello IACP (Istituto autonomo case popolari) di Catania.
    E’ stato condotto in locazione nel 1990 e riscattato nel 2005 dall’attuale proprietario che adesso lo vuole vendere a me….

    Annamaria Addante risponde

    l’attuale proprietario deve richiedere allo IACP l’estinzione del diritto di prelazione,una volta ottenuto lei può tranquillamente acquistare l’alloggio.

  318. Carmelo scrive:

    Gent.ma d.ssa Addante.

    Avrei bisogno di alcune informazioni riguardo alla vendita di un alloggio ex IACP di Torino,assegnato nel 1968 e riscattato nel 1981.
    Con regolare atto notorio,al quale sull’atto notarile viene riportata la legge del 4 Novembre 1963 numero 1460 e del D.P.R 23 Maggio 1964 numero 655.
    Chiedo se bisogna inoltrare richiesta di diritto di prelazione all’istituto e dover pagare il 10%,oppure siamo liberi di vendere,dato che non è notificato con legge 560/93 ?.
    (Premesso che l’allogio e di mia suocera, e dovrei acquistarlo)
    In attesa di una vostra cortese risposta le porgo cordiali saluti.

    Annamaria Addante risponde

    il diritto di prelazione esiste solo sulle leggi 513/77 e sulla legge 560/93 e sulla legge regionale del lazio 42/91.
    Se sul suo rogito non c’è scritto nulla lei non deve pagare nessun diritto di prelazione.Legga attentamente il rogito di acquisto.

  319. angelo scrive:

    Gentile signora Annamaria, mia madre a 84 anni e vuole riscattare la casa IACP di cui lei è assegnataria unica. Non ha il denaro ma vorremmo prestarglielo noi. E’ possibile pagare col mio nome tramite assegno?.
    Inoltre ci è stato riferito che non c’è diritto di prelazione. Vorremmo una conferma. Infine, sperando comunque che mamma viva per tanti anni, nel caso di morte prima dei 10 anni è possibile vendere la casa? ringraziandola anticipatamente per una sua cortese risposta, saluti Angelo

    Annamaria Addante risponde

    Caro signore io sono abituata a dare risposte serie e giuste .
    Quando le domande sono poste così genericamente non posso risponderle,perchè da dove chiamate? dal Lazio? dove si trova la casa da acistare,perchè dite che non c’è il diritto di prelazione’ Per avere una risposta seria occorrono anche gli elementi necessari per rispondere.

  320. ciro scrive:

    buongiorno sig.annamaria ma se passano i dieci anni la posso dare a mio nipote la casa?

    Annamaria Addante risponde

    la può dare solo attraverso una vendita,perchè se lei ha figli l’alloggio va in eredità un domani e non certo a suo nipote.

  321. rosanna proto scrive:

    buongiorno,
    visto che il governo ha richiesto la revisione delle rendite catastali, conviene estinguere adesso il diritto di prelazione Aler (Milano)?

    Annamaria Addante risponde
    Prima ve lo levate è meglio è.

  322. rosanna proto scrive:

    un’altra precisazione sul diritto prelazione :
    il diritto di prelazione si puo’ estinguere indipendentemente dalla volonta’ o meno di vendere l’appartamento?
    Esiste la lontana possibilita’ che tale “tangente” venga dichiarata incostituzionale?
    Conviene quindi estinguere al piu’ presto la prelazione visto gli imminenti aumenti degli estimi catastali e magari anche dell’iva?
    La ringrazio per l’attenzione

    Annamaria Addante risponde

    Che venga eleiminata non è l’aria.
    Che venga aumentata è possibile è meglio estinguerla subito.

  323. Virgilio Ferrero scrive:

    Gent.ma Dott.ssa Addante, vivo e risiedo in un alloggio Ater sito a Roma in Via Donna Olimpia, proprio in questi giorni ho ricevuto la lettera di vendita dell ‘immobile, la mia intenzione è quella di acquistarlo.
    Vorrei porLe una domanda, possedendo una casa nella regione Campania in comunione dei beni con mia moglie, potrei avere problemi di acquisto con l’Ater?
    La ringrazio anticipatamente e Le porgo cordiali saluti.

    Annamaria Addante risponde

    L’alloggio deve avere una rendita catastale che non superi i centomila euro
    Perchè altrimenti se la rendita catastale supera quella cifra non potete acquistare e perdete il diritto all’alloggio.

  324. rosanna proto scrive:

    buongiorno,

    E’ possibile detrarre dalla denuncia dei redditi la prelazione pagata all’Aler?

    grazie dell’attenzione

    Annamaria Addante risponde

    Non faccio il commercialista,lo chieda al momento della denuncia dei redditi al suo commercialista.

  325. gianna scrive:

    Salve sig.ra Addante,anche se ho letto e riletto due anni di domande e risposte sul suo blog non sono sicura di aver chiara la normativa che riguarda mia madre:appartamento comprato da POSTE ITALIANE in contanti nel 2007 dai miei genitori (assegnatario mio padre pensionato PT)ai sensi della legge 560 SENZA DIRITTO DI PRELAZIONE dell’ente dopo i dieci anni del vincolo-ho ricontrollato il rogito-,mia madre rimasta vedova(72 anni)vorrebbe vendere.Siamo a Roma ci dovrebbe essere una legge regionale ad hoc ma non ho capito se vale per Poste oppure si può usufruire del Decreto Legge 25sett2001 per vendere allo scadere del 5°anno spostando la residenza fuori città…Se riesco vengo di persona alla sede ma se potesse intanto accennarmi cosa ne pensa poichè la ‘vendita differita’ non si presta al nostro caso nè un contatto di affitto per arrivare al decimo anno e mia madre vuole andare altrove.Grazie

    Annamaria Addante risponde

    se mi dai il nunero del decreto legge, perchè non me lo ricordo, me lo riguardo,ma mi sembra di si.

  326. gianna scrive:

    Buonasera sono Gianna ieri avevo accennato a un Decreto Legge del 25 09 2001 il numero è 351 art.14 in effetti credo vada bene poichè la lettera di proposta di acquisto che le poste mandarono ai miei è del 2004 e poi loro hanno comprato nel 2007 ai sensi della 560 del 24-12 93 e da quello che capisco si puo’vendere prima del decimo anno se ci si trasferisce.Invece la legge regionale non riesco a individuarla e tra l’altro mi sembra che sia relativa al solo IACP e non per altri,so che li c’è una deroga all’inalienabilità per gli ultasessantacinquenni e per il coniuge superstite,magari valesse!Cosi eviteremmo il ‘trasferimento’ a 50 km e sarebbe tutto più semplice.Grazie e a presto (quando vengo di persona le porto il rogito)

    Annamaria Addante risponde

    La legge regionale è la 27/06 art.48 punto 10bis.
    Ci provi,in bocca al lupo

  327. Alessandra scrive:

    Buongiorno…i miei genitori hanno acquistato una casa popolare che prima apparteneva ai genitori di mia madre. La casa e’ stata riscattata dai miei dopo la morte dei genitori ed e’ intestata a mia madre. Allo scadere del termine fissato per legge, i miei genitori vorrebbero vendere l’immobile. I fratelli di mia madre potrebbero avere qualcosa a pretendere sulla vendita dello stesso e chiedere una parte del ricavato? Grazie

    Annamaria Addante risponde
    NO,la casa non è di proprietà dei fratelli per cui che centrano?

  328. Ermenegildo Acquaviva scrive:

    Buongiorno, sono proprietario unico di un appartamento ALER a Milano, aquistato cinque anni orsono con la legge 560/93 che prevede oltre che al diritto di prelazione il limite temporale per la vendita di 10 anni.

    Ho appreso da una lettera del CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO Studio n. 5690/C per la Cessione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, Criteri fissati dalla Regione Lazio Approvato dalla Commissione Studi Civilistici il 4 aprile 2005 che per specifici e coprovati motivi il periodo può dimezzarsi e cioè a 5 anni anzichè 10.
    Vorei sapere cortesemente:
    -se è valido anche per Milano;
    -se esiste la vostra associazione a Milano a cui potermi rivolgere,

    Lo scopo della mia richiesta è di dover necessariamente cedere a qualsiasi titolo la mia casa a mia moglie con la quale ho la separazione dei beni e sarei anche disposto a separarmi legalmente.
    In attesa di una risposta rigrazio anticipatamente.

    Annamaria Addante risponde

    Purtroppo no è valida solo per il Lazio.
    No la mia Associazione è solo a Roma.
    Lei può però fare una vendita differita della sua parte a sua moglie, rimandando il rogito alla scadenza dei 10 anni.

  329. Michele scrive:

    buonasera

    Buonasera anche a lei

  330. Loris scrive:

    buonasera ,vorrei aprofittare della sua professionalità per chiarirmi alcuni
    quesiti.
    1-Mia nonna abita in un appartamento degli iacp a Napoli,ha ricevuto una comunicazione dagli iacp ,iquali vogliono vendere la casa .
    Io e i miei fratelli purtroppo non abbbiamo più nostra madre ,figlia della suddetta nonna ,quindi dato che la nonna ha 85 anni siamo in balia dei due fratelli di mia madre che si stanno interessando della situazione
    Il problema è che fra noi e i fratelli di mia madre non ci sono ottimi rapporti
    Nel momento in cui i nostri zii hanno avuto la comunicazione della proposta di vendita subito ci hanno chiamato per chiedere la terza parte della cifra chiesta dagli iacp dicendo che nonna non ha soldi.
    Io da parte mia ho cercato di avere notizie ma capira dato i cattivi rapporti non è stato facile,ho telefonato agli iacp i quali mi anno detto che la casa rientra nella legge 560 e per rivenderla devono passare 10 anni.
    Ha questo punto le domande sono le seguenti:
    -dato che io e i miei fratelli non abbiamo i soldi chiesti dagli zii se loro la casa la fanno comprare lo stesso noi in qualita di eredi ,data l’età della nonna e il vincolo dei 10 anni,saremmo tagliati fuori.
    -che lei sappia ci sono sritture private che potrebbero fare per tagliarci fuori dal momento che nono possiamo collaborare mettendo la quota di nostra madre.
    -come ci possiamo tutelare da questi parenti serpenti?

    Annamaria Addante risponde
    i figli di sua nonna un domani sono gli eredi diretti, per cui se acquista sua nonna l’alloggio alla sua morte va diviso tra gli eredi leggittimi che sono il marito e i figli, per cui non si faccia fregare.
    Se le chiedono soldi lei deve pretendere un atto davanti a un avvocato che la tuteli dove sia scritto chiaramente che tutti concorrete all’acquisto e che un domani sarà diviso in parti in base a quanto uno a versato per il pagamento dell’alloggio.

  331. Antonellla scrive:

    Buongiorno,

    io vorrei affittare con canone concordatoun’appartamento a Pomezia di circa 40 mq con posto auto, completamente arredato, vorrei sapere a quanto ammonterebbe un’affitto e quali solo le agevolazioni per i Locatori?

    Annamaria Addante risponde

    Non siamo un’agenzia immobiliare ci occupiano solo di case popolari.

  332. vanessa scrive:

    Salve dott.sa Addante definisco il suo blog utilissimo infatti lo e’ stato anche per me.Le mie curiosita’erano 2.La prima era se potevo affittare l’immobile da me acquistato a Roma dall’ater quest’anno e ho capito che si puo’ fare.Il secondo quesito riguarda il fatto di sapere come funziona una vendita differita e se il diritto di prelaziome va estinto con l’ater prima della scadenza dei 10anni nel caso di una vendita di tal genere spiegando all’ente stesso la motivazione.La ringrazio sentitamente(invio di nuovo perche’ ho sbagliato il mio indirizzo mail )

    Annamaria Addante risponde

    Il diritto di prelazione si può estinguere in qualsiasi momento in quanto è un diritto podestativo e senza dover motivare nulla.
    Per la vendita differita le consiglio di rivolgersiad un legale perchè non può farla da solo.

  333. marilena scrive:

    Buongiorno Dr.ssa Addante e complimenti per il grande lavoro che Lei e i Suoi colleghi svolgete a nostro beneficio.
    non ho trovato risposta ad un mio dubbio:
    se tra la domanda di estinzione del diritto di prelazione e la risposta dell’Ater (di Roma) trascorrono in media 120gg, sa dirmi quanti ne passano in media tra l’avvenuto pagamento di quanto dovuto e la liberatoria definitiva da parte dell’Ater?
    grazie e buona giornata!

    Annamaria Addante risponde

    circa una settimana,ma quando lei ha già il bonifico e la lettera dell’ater che le dice quello che deve pagare il notaio potrebbe anche stipulare.

  334. Atose scrive:

    Buongiorno, sono proprietario di un’abitazione dell’Ater sita in Via San Lorenzo da Brindisi zona Garbatella ed avevo 2 quesiti. Noi abitiamo all’ultimo piano all’altezza di un grande terrazzo e volevo chiedere se c’era la possibilita’ di chiudere una piccola parte dello stesso di fianco a noi, circa 20mq abbastanza nascosti, visto che ci sono solo dei fili arrugginiti per stendere i panni che non usa piu’ nessuno da anni. Invece, sopra il nostro appartamento abbiamo la zona dismessa dei cassoni dell’acqua e volevo sapere sia nell’uno che nell’altro caso se c’era la possibilita’ di acquistare lo spazio e renderlo abitabile previa autorizzazione dell’Istituto. Il secondo quesito riguarda l’ascensore uno dei 131 impianti che avrebbero dovuto installare nel 2010 (come indicava un cartello posto dall’Ater all’entrata dell’edificio e conservato tutt’oggi) quale cavillo blocca la partenza dei lavori visto che in questi anni ci sono stati svariati sopralluoghi tutti con esito positivo? Grazie e buon Lavoro.

    Annamaria Addante risponde

    Per gli ascensori le posso solo dire che l’Ater non ha un euro e la demacogia non mi è mai piaciuta e all’Ater se ne è fatta tanta.
    Per quanto rigurada la questione da lei posta potrebbe richiedere all’ater l’acquisto dei vani cassoni e del pezzo di terrazzo,se l’Ater funzionasse a dovere non ci dovrebbero essere problemi, visto che qualche funzionario Ater sembrerebbe che lo ha fatto perchè dovrebbero dire di no a lei? Mi faccia sapere, le do il mio cell.3394581140 mi chiami..

  335. Atose scrive:

    “Attenzione, Attenzione oggi sono arrivate le tanto agognate lettere per la messa in vendita degli appartamenti in Via San Lorenzo da Brindisi, Lotto 39 Zona Garbatella…quale miracolo ha fatto sbloccare la situazione??? Post di sola informazione” Grazie e Buon Lavoro.

    Annamaria Addante risponde

    Il miracolo è che ha forza di battere cadono anche i muri più duri ,la novità è che c’è un nuovo direttore e il C.d.A a differenza del Presidente è per le vendite .

  336. Raffaele scrive:

    Gent.le dott.ssa Addante, mia nonna è morta ed ha lasciato il suo appartamento (ATER) a me grazie ad un testamento olografo.
    Mio padre e i suoi 3 fratelli hanno firmato, davanti al notaio, la pubblicazione del testamento ed un atto di acquiescenza. Per cui ora a tutti gli effetti io sono il proprietario di casa.
    La casa è stata venduta dall’ATER a mia nonna nell’anno 2011 e saldata in contanti.
    Come di evince dall’atto di vendita sull’appartamento c’è un ititto d prelazione dell’ATER per 10 anni (riducibili a 5 per vari cause).
    Ora la mia intenzione non è di vendere casa posso però comunque chiedere l’estinzione del diritto di prelazione? E poi il diritto di prelazione dopo i 10 anni si estingue automaticamente senza dover poi pagare nulla (10% della quota catastale)?
    Grazie Attendo una sua risposta.

    Annamaria Addante rsiponde

    Il diritto di prelazione si può estinguere in qualsiasi momento.
    E si estingue solo e unicamente pagandolo.

  337. Michele scrive:

    Gent.le dott.ssa Addante mio padre e’ morto ed ha lasciato a noi figli un appartamento iacp in Napoli riscattato nel 1998 ai sensi della legge 8.8.77n.513 con pagamento in unica soluzione del prezzo di cessione, la presente compravendita viene accetta. nell’atto viene specificato che l’alloggio potra’ essere alienato solo dopo dieci anni e dovra’ darne comunicazione al iacp di napoli il quale potra’ esercitare il diritto di prelazione ai sensi dell’art.28 della legge 8.8.77 n.513 e 560/93.Mi sono recato agli uffici i.a.c.p di napoli mi hanno detto di pagare il 10% sulla rendita piu’ l’iva e di recarmi al Demanio inoltrand prima la domanda di estinzione diritto di prelazione e poi aspettare la loro risposta e successivamente pagare l’importo dovuto. Mi sono recato al ufficio del Demanio hanno visionato l’atto di vendita e mi hanno detto che dovro’ pagare io e i mie fratelli un’altra somma a dir loro di circa 20.000 euro piu’ il 3 %di interessi legali per i 10 anni trascorsi che poi sono 14 non 10 perche’ la somma pagata da mio padre nel 98 non era quella dovuta , tutto questo verbalmente. poi mi hanno fatto inoltrare la richiesta di estinzione di diritto di prelazione ai sensi del art. 55.della l.r Campania n.1 del 30/01/2008 e mi hanno detto assolutamente di non pagare la somma dovuta per l’estinzione la quale non servirebbe a nulla non estinguerebbe la prelazione. Egregia dott.ssa possibile che chi ha stipulato l’atto( Funzionari dello Stato) nel 98 hanno accettato una somma per un altra vendendo l’appartamento a mio padre! Mi domando ma poi dopo 14 anni possono comportarsi cosi’ nei nostri confronti in 14 anni non hanno richiesto nulla ora c’e’ la vogliono far ripagare un’altra volta un comportamento del genere non e’ possibile e inaccettabile . Datemi un consiglio cosa devo fare.A chi devo rivolgermi? Nell’attesa di una vostra risposta invio i miei piu’ cordiali Saluti. Michele

    Annamaria Addante risponde

    lei avrà certamente in mano il rogito,lo legga attentamente e poi torni all’ufficio del demanio e si faccia mettere per iscritto quello che dovrebbe dare e di che cosa si tratta.Poi facciaa anche la richiesta per l’estinzione del diritto di prelazione.
    Può essere che se suo padre non ha pagato in contanti l’alloggio,ma lo ha pagato ratealmente potrebbero essere sfuggite alcune rate,Comunque sul rogito c’è il prezzo e come è stato pagato.

  338. Michele scrive:

    Grazie per la sua disponibilita’, non vorrei darle altro fastidio l’impiegato ha letto il rogito e si espresso cosiì’ suo padre ha pagato poco.ed io gli ho chiesto perche’ lui ha risposto che la casa nel 98 doveva essere acquistata non con la legge 513/77 ma con la legge attuale del 98 che e’ la 560/93 io purtroppo non sono della materia, sul rogito c’e’ scritto all’art. 3 che il rappresentante dell’amministrazione finanziare vende e trasferisce ai sensi e gli effetti della legge 8.8.77 e successive modificazione al sig…….. per se e i suoui eredi l’alloggio sito in ecc ecc…poi art 4 la presente compravendita viene effettuata sempre ai sensi dell’ art. 8.8.77 con un unica soluzione in contanti decurtando l’1,50% per anni di occupazione (30%) e poi ulterire decurtazione per pagamento effettuato in unica soluzione da mio padre!! la somma e’ stata versata alla iacp napoli! .la domanda di estinzione di prelazione l’ho fatta stesso in quel giorno come gia’ le ho scritto ai sensi della l.regionale campania art.55. ora sono in attesa della risposta e del conteggio dei soldi che loro vorrebbero es….senza alcun diritto parlano di oltre 20ml euro quindi dopo 14 anni la devo ricomprare con gli interessi legali quindi l’atto stipulato nel 98 le ripeto con rappresentanti dell’amministrazione finanziare e’ nullo? Ma questi sono dei pazzi ora sono in attesa della risposta del sia diritto di estinzione e il conteggio fatto da loro da salumiere . poi cosa faccio vado da un buon avvocato o direttamente in procura’ . La ringranzio infinitamente per la sua disponibilita’ mi scusi se sono stato troppo lungo. Michele

    Annamaria Addante risponde

    Da quello che lei mi dice c’è qualcosa che non va,perchè se ha acquistato con la legge 513/77 non centra nulla la 560 se non per il diritto di prelazione che lei dovrà pagare in questo modo il 10 x 100 della rendita catastale moltiplicato x 100 più iva al 21% questo e non altro. quando le daranno per iscritto me lo faccia leggere magari me lo invia via fax, mi telefoni al 3394581140

  339. Michele scrive:

    Michele da Napoli ringrazia la dott.ssa per la sua fattiva disponibilita’ ed invia i piu’ cordiali saluti.

    Annamaria Addante risponde

    Grazie e mi saluti Napoli che è sempre una bella città,come i napoletani che sono persone solari.

  340. Michele scrive:

    Gent.ma Dott.ssa mi scusi dimenticavo di dirle che il sig. impiegato del demanio mi riferiva che se io avessi gia’pagato la somma dovuta per l’estinzione di prelazione, qualsiasi atto fatto successivamente sarebbe stato nullo quindi ha detto fatto bene venire prima da noi, poi asseriva che c’e’ una sentenza all’avvocatura di Roma che ha annullato chi ha versato la somma per l’estinzione di prelazione prima di comunicarlo al demanio siamo noi l’ente a decidere il tutto! in poche parole comandiamo noi.Ma….E’ vero? Grazie infinite. saluti da Michele,

    Annamaria Addante risponde

    Mi dica qual’è l’ufficio e con chi ha parlato che gli voglio telefonare, perchè non mi sembra corretto quello che lei mi riporta.se vuole mi può telefonare al 3394581140

  341. Michele scrive:

    Prestazione richiesta

    Preventivo per recupero crediti (Richiesta CHIUSA)
    Descrizione

    Spett. Avvocato,
    Oggetto: richiesta di una consulenza ed eventuale assistenza per recuperare
    27392,88 € (secondo me) ingiustamente versate all’I.A.C.P di Napoli. come
    estinzione del diritto di prelazione
    Le sintetizzo la mia situazione indicandole date ed eventi:
    1. Il 30/01/61 viene assegnato l’appartamento IACP a mio padre, S. C.,
    previo pagamento di 120 rate ciascuna dell’importo di 19700 lire a partire dal
    01/01/62 fino al 01/12/81
    2. La commissione ricorsi degli alloggi a riscatto IACP stabilisce nel 07/09/61
    che l’appartamento in questione ha il valore di 4170000 lire.
    3. Il 31/12/63 muore mio padre, S. C., intestatario dell’appartamento,
    coniugato in separazione dei beni, e subentrano, come legittimi eredi i figli
    S. S. e S. L., in base alla legge n°231 del 27/04/1962.
    4. Il 17/10/80 viene dichiarata una sussistenza di credito da parte degli eredi
    di 2653134 lire
    5. Il 31/12/81 l’appartamento viene riscattato dagli eredi S. S. e
    S. L.
    6. Nel settembre del 2007 acquisto da mia sorella la sua quota divenendo unico
    proprietario
    7. Nel giugno del 2009, impossibilitato per motivi di salute a partecipare
    all’atto, vendo con procura l’appartamento pagando all’IACP 27392,88 € per il
    diritto di prelazione e 180 € per spese di istruttoria; nella causale della
    quietanza si fa riferimento alla Legge 560 del 1993 ed in particolare all’art.
    1 commi 25 e 14; mentre nella risposta della
    responsabile dell’Ufficio Alienazioni IACP, Dott.ssa L., si fa riferimento
    all’art. 55 della Legge Regione Campania n° 1 del 2008, la cui modifica, tra
    l’altro, è entrata in vigore il 04/08/2009, cioè un mese dopo la vendita.
    Faccio presente che l’appartamento in questione non è stato acquisito in base
    alla Legge n° 560 del 24/12/1993 né a leggi precedenti regolanti il riscatto,
    ma in base alla legge n° 231 del 27/04/1962 , che prevedeva il solo vincolo
    dell’inalienabilità dell’immobile per i dieci anni successivi dalla data del
    possesso; da ricerche fatte successivamente, a me risulta che il diritto di
    prelazione andava pagato solo per gli atti basati sulle leggi 513/77 – 42/91
    (regionale) – 560/93.
    Documenti allegati:
    a) Atto di cessione da I.A.C.P. ad eredi S..
    b) Preliminare di vendita da S. a I..
    c) Ricevuta pagamento spese d’istruttoria.
    d) Pagamento per estinzione del diritto di prelazione.
    e) Documento d’identità del sottoscritto e codice fiscale.
    f) Fax di richiesta chiarimenti alla Dott.ssa S. ed al Dott. M. (curatore
    della pratica).
    g) Raccomandata inviata al Dott. M. responsabile della pratica e p.c. alla
    responsabile Dott.ssa L..
    h) Risposta della responsabile dell’Ufficio Alienazioni Dott.ssa L..
    Nell’attesa di ricevere al più presto (temo che sopravvenga la prescrizione,
    essendo già trascorso un anno e mezzo) un Suo preventivo Le pongo le seguenti
    domande:
    1. Visto che il diritto di prelazione è stato estinto il 12/06/1999, corro il
    rischio che sopravvenga la prescrizione ?
    2. Quanto durerà il contenzioso ?
    3. Quanto riuscirò a recuperare?
    4. Sarò risarcito per eventuali danni: quanto versato all’IACP era destinato a
    mio figlio che ha dovuto acquistare la nuova casa con un mutuo più alto
    5. E’ possibile agire nei confronti del notaio Dente che mi ha costretto,
    indebitamente, ad estinguere il diritto di prelazione ?.
    6. Date le mie precarie condizioni di salute e i frequenti esami e ricoveri
    negli ospedali milanesi, visto anche che a Napoli non ho più alcun riferimento,
    è possibile che io gestisca i contatti da Milano ?.

    (residente a Cernusco sul naviglio – MI)
    Località/provincia
    Napoli – Napoli

    Annamaria Addante risponde

    le ho già risposto e lei può gestire il tutto anche da Milano direttamente,ma se trova un bravo avvocato a Napoli è meglio oggi con internet tutto si può fare.

  342. Michele un'altra vittima del sistema sbagliato bisogna denunciare scrive:

    Egregia D.ssa Secondo lei e’ giusto che queste persone vengono ingiustamente penalizzati da questi energumeni messi in questi posti.mi riferisco al sig. di Milano che ha preso questa fregatura se cosi vogliamo chiamarla ….. , stavo finendo male anche io se non avessi preso consiglio da un bravo notaio napoletano e corso al demanio annullando l’isatnza presentata con un articolo che non era assolutamento quello da applicare alla mia estinzione di prelazione sarei stato costretto a sborsare dei soldi ingiustamente bisogna assolutamente denunciare questo comportamento. Lei cosa ne pensa. Cordiali Saluti

    Annamaria Addante risponde

    Ne sono pienamente convinta, purtroppo 20 anni e più di mal governo ha prodotto tali risultati speriamo che le prossime elezioni gli italiani votino con la testa e non con la pancia.

  343. Michele scrive:

    Prestazione richiesta

    Preventivo per recupero crediti (Richiesta CHIUSA)
    Descrizione

    Spett. Avvocato,
    Oggetto: richiesta di una consulenza ed eventuale assistenza per recuperare
    27392,88 € (secondo me) ingiustamente versate all’I.A.C.P di Napoli. come
    estinzione del diritto di prelazione
    Le sintetizzo la mia situazione indicandole date ed eventi:
    1. Il 30/01/61 viene assegnato l’appartamento IACP a mio padre, S. C.,
    previo pagamento di 120 rate ciascuna dell’importo di 19700 lire a partire dal
    01/01/62 fino al 01/12/81
    2. La commissione ricorsi degli alloggi a riscatto IACP stabilisce nel 07/09/61
    che l’appartamento in questione ha il valore di 4170000 lire.
    3. Il 31/12/63 muore mio padre, S. C., intestatario dell’appartamento,
    coniugato in separazione dei beni, e subentrano, come legittimi eredi i figli
    S. S. e S. L., in base alla legge n°231 del 27/04/1962.
    4. Il 17/10/80 viene dichiarata una sussistenza di credito da parte degli eredi
    di 2653134 lire
    5. Il 31/12/81 l’appartamento viene riscattato dagli eredi S. S. e
    S. L.
    6. Nel settembre del 2007 acquisto da mia sorella la sua quota divenendo unico
    proprietario
    7. Nel giugno del 2009, impossibilitato per motivi di salute a partecipare
    all’atto, vendo con procura l’appartamento pagando all’IACP 27392,88 € per il
    diritto di prelazione e 180 € per spese di istruttoria; nella causale della
    quietanza si fa riferimento alla Legge 560 del 1993 ed in particolare all’art.
    1 commi 25 e 14; mentre nella risposta della
    responsabile dell’Ufficio Alienazioni IACP, Dott.ssa L., si fa riferimento
    all’art. 55 della Legge Regione Campania n° 1 del 2008, la cui modifica, tra
    l’altro, è entrata in vigore il 04/08/2009, cioè un mese dopo la vendita.
    Faccio presente che l’appartamento in questione non è stato acquisito in base
    alla Legge n° 560 del 24/12/1993 né a leggi precedenti regolanti il riscatto,
    ma in base alla legge n° 231 del 27/04/1962 , che prevedeva il solo vincolo
    dell’inalienabilità dell’immobile per i dieci anni successivi dalla data del
    possesso; da ricerche fatte successivamente, a me risulta che il diritto di
    prelazione andava pagato solo per gli atti basati sulle leggi 513/77 – 42/91
    (regionale) – 560/93.
    Documenti allegati:
    a) Atto di cessione da I.A.C.P. ad eredi S..
    b) Preliminare di vendita da S. a I..
    c) Ricevuta pagamento spese d’istruttoria.
    d) Pagamento per estinzione del diritto di prelazione.
    e) Documento d’identità del sottoscritto e codice fiscale.
    f) Fax di richiesta chiarimenti alla Dott.ssa S. ed al Dott. M. (curatore
    della pratica).
    g) Raccomandata inviata al Dott. M. responsabile della pratica e p.c. alla
    responsabile Dott.ssa L..
    h) Risposta della responsabile dell’Ufficio Alienazioni Dott.ssa L..
    Nell’attesa di ricevere al più presto (temo che sopravvenga la prescrizione,
    essendo già trascorso un anno e mezzo) un Suo preventivo Le pongo le seguenti
    domande:
    1. Visto che il diritto di prelazione è stato estinto il 12/06/1999, corro il
    rischio che sopravvenga la prescrizione ?
    2. Quanto durerà il contenzioso ?
    3. Quanto riuscirò a recuperare?
    4. Sarò risarcito per eventuali danni: quanto versato all’IACP era destinato a
    mio figlio che ha dovuto acquistare la nuova casa con un mutuo più alto
    5. E’ possibile agire nei confronti del notaio Dente che mi ha costretto,
    indebitamente, ad estinguere il diritto di prelazione ?.
    6. Date le mie precarie condizioni di salute e i frequenti esami e ricoveri
    negli ospedali milanesi, visto anche che a Napoli non ho più alcun riferimento,
    è possibile che io gestisca i contatti da Milano ?.

    Annamaria Addante risponde

    A mio avviso lei non lo doveva pagare,altrimenti sarebbe stato riportato nel rogito.
    Se il diritto di prelazione lo ha pagato a giugno 2009 ci sono ancora i termini.
    Per economia di spesa le consiglio di rivolgersi ad un legale di Napoli,inoltre le hanno fatto pagare più del previsto in quanto avendo lei acquistato l’alloggio prima dell’entrata in vigore della legge regionale l’eventuale diritto di prelazione doveva essere il 10 x cento della R.C moltiplicato per cento.

  344. salvatore scrive:

    Per togliere la gabella della prelazione, da chi deve partire l’iniziativa? Lei consiglia di aspettare non si sa mai, ma volevo ricordarle che la delega al governo di aumentare le rendite catastali, potrebbe portare ad una amara sorpresa!!!!!!

    Annamaria Addante risponde

    Io ho sempre detto di estinguerla,lo dovete richiedere voi inviando la lettera all’Ater,se cercate nel sito negli articoli ce la copia della domanda.

  345. FRANCO scrive:

    BUONASERA MI SCUSI L’ORA, LE CHIEDO CORTESEMENTE SE DEVO PAGARE QUESTO 10% PER CANCELLARE IL DIRITTO DI PRELAZIONE DEL MIO APPARTAMENTO DA VERSARE ALL’ATC di torino E’ STATO ACQUISTATO A NORMA DELLA SEGUENTE LEGGE CHE TRASCRIVO PARI COME E’ RIPORTATO SULL’ATTO NOTARILE DELLA COMPRA VENDITA effettuata in data : A NORMA DEL COMMA 20 – ART.1- DELLA LEGGE 24 DICEMBRE 1993 N.560, L’UNITA’ IMMOBILIARE IN OGGETTO NON POTRA’ ESSERE ALENIATA NEPPURE PARZIALMENTE DALLA PARTE ACQUIRENTE A NESSUN TITOLO, NE POTRA’ ESSERE MODIFICATA LA DESTINAZIONE D’USO PER UN PERIODO DI DIECI ANNI DALLA DATA DI REGISTRAZIONE DEL PRESENTE CONTRATTO D’ACQUISTO IN CASO DI VENDITA L’AGENZIA TERRITORIALE PER LA CASA DELLA PROVINCIA DI TORINO HA DIRITTO DI PRELAZIONE.
    A TALE RICHIESTA LE CHIEDO INOLTRE SE LEI CONFERMA CHE BISOGNA PAGARE TALE PRELAZIONE SOLO IN CASO DI ACQUISTO CON
    LA LEGGE 513/77 o la 42/91 deve pagare il 10% MA ALLORA LA RICHIESTA CHE FANNO NEL MIO ATTO NOTARILE PUO’ ESSERE IMPUGNATA DAVANTI AL GIUDICE DI PACE? OPPURE BASTA SEMPLICEMENTE CHE NELLA RICHIESTA PER AVERE LA LIBERATORIA DA PARTE DELL’ISTITUTO IN QUESTIONE FACCIO PRESENTE QUANTO LEI FA AFFERMATO, E’ ESATTA QUESTA PROCEDURA?
    ATTENDO GENTILMENTE UNA SUA RISPOSTA UN PO’ CELERE PERCHE’ SICCOME SCADE L’ANNO E QUINDI VORREI EVITARE UN AUMENTO DEGLI ESTIMI CATASTALI, FACENDO SEMPLICEMENTE LA RICHIESTA CON A.R. NELL’ANNO IN CORSO ONDE EVITARE DISPIACEVOLI SORPRESE !!!!!!!
    SE IN CASO VOLESSE VISIONARE LA COPIA DEL MIO ATTO NOTARILE SENZ’ALTRO SARA’ MIA PREMURA FORNIRLE PER UN VALUTAZIONE PIU’ ACCURATA LA COPIA DELL’ATTO NOTARILE PREDETTO.
    A PRESTO ALLORA HA DIMENTICAVO IL MIO CELLULARE E’ 3388133619 OPPURE SE NON VUOLE CHIAMARMI MI FACCIA UNO SQUILLO CHE LA RICHIAMO, OPPURE MI FACCIA SAPERE IL NUMERO DEL SUO UFFICIO n!!

    N.B.
    Ho inoltre trovato tra gli atti una LETTERA raccomandata proveniente dal’agenzia de demanio di torino indirizzata al mio notaio e al servizio tecnico sede, l’oggeto: porta il mio indirizzo di residenza e inoltre dice che questi alloggi sono stati realizzati ai sensi della legge 52/76 – alienazione.

    Inoltre riferisce che con determinazione n. xxx del 23.04.01 e’ stato approvato e reso esecutivo l’atto datato 01.02.01 con repertorio n.xxx
    con il quale l’immobile in oggetto venne alienato allo scrivente,il servizio tecnico di questo ufficio e’ incaricato della formale consegna dell’alloggio di cui trattasi.
    IL RESPONSABILE della filiale agenzia del demanio di torino, visto il contratto di cessione in proprieta’ a norma della legge 24.12.93 n.560 di alloggio realizato ai sensi della legge 06.03.1976 n.52, con firme autentiche del mio notaio, preso atto che la stipula del contratto e’ intervenuta in rappresentanza dell’agenzia territoriale per la casa, visto, visto, vista l’istanza di aquisto presentata in data 16.02.94,
    ritenuto che il prezzo di l.xxxxxxxx e’ stato determinato a norma della legge 560/93 art.1 comma 10, riduzione dell’1% per ogni anno di anzianita’ di costruzione del fabbricato, applicando un moltiplcatore 100 alla rendita catastale con ulteriore riduzione al 10% a norma del comma 12 , unto a, dell’art.1 dellacitata L.560/93, decreta e’ approvato e reso esecutivo il contratto descritto nelle premesse, con l’introito della somma di l. xxxxxx , ai sensi della legge 24.12.93, n.560
    art.1. comma 13, come sostituito dall’art.8 del D.L. 20.09.95 n.396, mediante vwersamento all’agenzia dell’agenzia territoriale per la casa della provincia di torino gestione speciale prevista dal D.P.R. 30.12.72 N.1036. ART.10 ;
    ATTENDO UNA SUA RISPOSTA IN MERITO A QUESTO CHE LE HO DESCRITTO LA RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE PER LA SUA RISPOSTA PROFESSIONALE, GRAZIE LA SALUTO
    SALUTI DA FRANCO

    Annamaria Addante risponde

    in base a quanto lei mi scrive, ritengo che non lo debba pagare,inoltre se nel suo rogito non vi è scritto che per espletare il diritto di prelazione deve pagarlo,non lo deve pagare.
    Sarebbe opportuno leggere tutto l’atto negli articoli riferiti alla normativa per l’acquisto.

  346. Michele scrive:

    Gent.le dott.ssa Addante, la nonna della mia fidanzata è morta ed ha lasciato il suo appartamento (ATER) a lei grazie ad un testamento olografo.
    Il padre e le sue zie (sorelle del padre) hanno firmato, davanti al notaio, la pubblicazione del testamento ed un atto di acquiescenza. Per cui ora a tutti gli effetti lei è proprietaria di casa.
    La casa è stata venduta dall’ATER a alla nonna nell’anno 2011 e saldata in contanti. (circa 30000 euro)
    Come si evince dall’atto di vendita sull’appartamento c’è un ititto d prelazione dell’ATER per 10 anni (già ridotto a 5 anni per la morte della nonna).
    Tramite una visura catastale sappiamo che l’intestataria della casa a tutti gli effetti è la mia fidanzata.
    Abbiamo già inoltrato all’ATER, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, circa un mese fa, l’istanza di cancellazione del diritto di prelazione, di cui a tutt’oggi ancora non abbiamo avuto risposta.
    La mia domanda ora è questa, l’appartamento di cui sopra, è intestato completamente alla mia fidanzata, io ho sostenuto tutte le spese di ristrutturazione, circa il doppio del prezzo di vendita dell’appartamento.
    La mia fidanzata vorrebbe, cosa strana in questo periodo, tutelarmi e intestare a me, tramite un atto di donazione, metà dell’appartamento.
    Nonostante la prelazione sia inserita per non creare speculazioni finanziarie e quindi riguardi la mera vendita dell’alloggio, si può donare la metà di un appartamento su cui grava un diritto di prelazione ATER?
    Secondo lei quale sarebbe la soluzione migliore a questo nostro problema?
    Apetto una sua risposta e la ringrazio per la diponibilità con cui offre a tutti questo servizio.

    Annamaria Addante risponde

    La cosa migliore è andare da un notaio e vi consiglio il Notaio Ungari alfine di predisposrre un atto che tuteli entrambi,perchè altrimenti anche per la donazione occorre estinguere il diritto di prelazione e se non la dovete vendere non c’è freta,anche se il diritto di prelazione si può estinguere in qulasiasi momento.
    Complimenti per la fidanzata,non se la faccia scappare.

  347. Michele scrive:

    Notaio Ungari Trasatti su Roma operano sia Giovanni che Camillo Quale dei due?

    Annamaria Addante risponde

    Giovanni Ungari Trasatti viale Liegi 16 tel 06-85301830

  348. FRANCESCO scrive:

    GENT.LE DOTT.SSA ADDANTE IN UN SUO PRECENDETE POST E PRECISAMENTE IL SEGUENTE:

    Leonardo scrive:
    18 gennaio 2010 alle 01:23
    Chiarissima dr.ssa Addante le chiedo un suo autorevole parere in merito all’applicabilità del diritto di prelazione, indicato nel rogito, in caso di donazione del 50% a favore del mio coniuge (all’atto dell’acquisto eravamo in regime di comunione) di un’immobile acquistato ai sensi della L. nr.560/93 e LL.RR. (Regione Siciliana) nr.43/94 e nr.31/96.

    Annamaria Addante risponde

    La donazione è possibile perchè non prevede una speculazione.
    Pertanto il diritto di prelazione lo pagherà solo in caso di vendita.

    SI EVINCE PERTANTO CHE LA DONAZIONE E’ POSSIBILE PERCHE’ NON PREVEDE SPECULAZIONE.
    nELLA PRECEDENTE DOMANDA DEL SIG. MICHELE LEI AFFERMA CHE ANCHE PER LA DONAZIONE OCCORRE ESTINGUERE IL DIRITTO DI PRELAZIONE.
    ESSENDO QUELLA DEL SIG. LEONARDO UNA RISPOSTA CHE DIEDE NEL 2010 FORSE SONO CAMBIATE QUALCHE DISPOSIZIONI?

    Annamaria Addante risponde

    Purtroppo si,quando c’è la crisi si inventano di tutto pur di fare cassa.Basta pensare che prima del 1993 tutti coloro che avevano acquistato un alloggio popolare scrivevano di volerlo vendere lo IACP non rispondeva e dopo 60 giorni il diritto di prelazione decadeva,dal 93, ma è stato applicato molto più tardi tocca pagarlo,come la donazione prima era esente ed ora è come la vendita,questa è l’Italia purtroppo.

  349. germana scrive:

    Cara dott.
    . Addante ho spedito tramite raccomandata i documenti per estinguere diritto prelazione il 18 ottobre, i tempi dell’ATER sono 120gg o possono essere anche di più, se sì a chi posso rivolgermi per un sollecito dopo la loro scadenza . Anche perchè il notaio senza qul documento non rogita grazie.

    Annamaria Addante risponde

    le ho già detto a chi sollecitare,ma è una vergogna che chiedono i 120 giorni è semplicemente un abuso di potere,spero solo che qulacuno lo denunci,perchè la carta dei servizi dell’Ater non parla di 120 giorni, se non sbaglio.

  350. germana P. scrive:

    Cara dott.
    . Addante ho spedito tramite raccomandata i documenti per estinguere diritto prelazione il 18 ottobre, i tempi dell’ATER sono 120gg o possono essere anche di più!, se sì a chi posso rivolgermi per un sollecito dopo la loro scadenza . Anche perchè il notaio senza qul documento non rogita grazie.

    Annamaria Addante risponde
    Alla sig.ra Clarizio 0668842582

  351. Mara scrive:

    Gentilissima Dott. Addante, volevo sapere se esistono particolari requisiti, metodi leciti e/o strategemmi legali o ancora qualche legge e/o sentenza particolare che mi offra la possibilità di rivendere prima di 5 anni un’alloggio Ater acquistato a Roma ai sensi della 560/93.
    Le chiedo questo perchè per motivi di salute di mio figlio disabile (anche io disabile) mi devo spostare in altro Comune permanentemente e volevo vendere l’immobile.
    Inoltre per poter estinguere la prelazione è possibile effettuare il versamento senza effettuare la richiesta di conteggio?

    Annamaria Addante risponde
    non ho capito bene a quali conteggi si riferisce,perchè non mi telefona così le rispondo meglio? al 3394581140

    Grazie per la Sua collaborazione, ma la situazione in cui mi trovo non mi offre altre possibilità e vorrei trovare un metodo per vendere l’immobile e poterne acquistare un’altro, cosa che mi è impossibile in altro modo (anche perchè su questo sto pagando mensilmente all’Ater una cifra di circa 500 Euro al mese per la rateizzazione del prezzo)

    grazie ancora

  352. vagnoli stefania scrive:

    Casa Ater alla garbatella.
    Mia mamma deceduta il 14/01/2012 aveva in corso pratica per acquisto casa Ater alla garbatella; dopo il decesso (agosto 2012) abbiamo acquistato casa io ed i miei fratelli (eredi). Io risiedo a Milano, mia sorella a Cerveteri, mio fratello risiede alla casa Ater della Garbatella acquistata. Per poter vendere detta casa (prima dei dieci anni) è sufficiente pagare il diritto di prelazione e spostare la residenza di mio fratello.

    Annamaria Addante risponde

    Innanzitutto chieda di estinguere il diritto di prelazione dopo di che alla scadenza dei 5 anni potete vendere l’alloggio,se mi chiama le spiegherò dettagliatamente come fare la domanda quali documenti allegare ecc.3394581140.

  353. Bruno scrive:

    Buonasera,
    ho ereditato da mia nonna un appartamento ater da lei comprato nel dicembre 2011.
    Ho letto che l’appartamento può essere rivenduto da me non fra 10 ma tra 5 anni.
    Ma questi 5 anni partono dal momento in cui io sono diventato proprietario o da quando mia nonna ha comprato?
    Quando ho acquistito l’appartamento ho fatto dubito la richiesta di estinzione del diritto di prelazione che gravava sull’appartamento, la domanda è stata inviata ormai da quasi un mese devo attendre 120 giorni per chiedere informazioni? E poi anche se estinguo la prelazione prima dei 5 anni la casa non può essere venduta?
    Grazie
    Bruno

    Annamaria Addante rispnde

    I 5 anni decorrono dall’acquisto.per il diritto di prelazione ci vogliono 120 giorni.
    In attesa di venderla la può affittare.

  354. antonio scrive:

    Gent. dott.ssa Addante, mio padre vedovo assegnatario di un appartamento ATER di Potenza, Basilicata è ormai deceduto nel ’76 e ha lasciato me e i miei 6 fratelli come eredi legittimi. Io ho continuato a vivere in questo alloggio pagando regolarmento il fitto con la mia famiglia anche perchè i miei fratelli, tutti sistemati non ne hanno piu voluto sapere nulla. Come ben puo immaginare mi sono sobbarcato spese enormi per ristrutturare senza che mi sia stato dato da loro un centesimo. Qualche giorno fa, 4 di loro mi fanno scrivere dall’avvocato che vogliono riscattare l’alloggio a norma della Legge 1676/60; gli altri 2 ed io, ci vogliamo opporre. Il loro avvocato insiste che possono procedere anche senza il consenso unanime. Cosa posso fare? Grazie per l’attenzione

  355. addante scrive:

    ocoorre leggere attentamente la legge che lei mi indica per verificare chi ha titolo all’acquisto.I suoi fratelli hanno ancora la residenza nell’alloggio dove abitate voi? Se non hanno più la residenza non credo che possno acquistare.

  356. antonio scrive:

    Gentile dott.ssa grazie per la rapidità della risposta…..in effetti la legge suddetta dice che ” In caso di morte del titolare di contratto di “riscatto” è previsto il subentro “nei diritti e obblighi dell’assegnatario” da parte dei familiari eredi “di qualsiasi grado”, purché conviventi. Ora, tutti i miei fratelli non sono mai stati residenti in quest’alloggio e sono tuttora residenti altrove. risultando residente solo io nell’alloggio in questione e Solo io ho sempre pagato il fitto e tutto quanto per ristrutturare. Sà, mi risulta gravoso rivolgermi ad un avvocato, cosa posso fare? scrivo una lettera nella quale faccio presente che non essendo “conviventi-residenti” non possono vantare alcun diritto? ancora infinite grazie

  357. addante scrive:

    Si ci provi scriva la lettera mettendo alla fine che aspetta una risposta ai sensi della legge 241/90 e mi faccia sapere.

  358. antonio scrive:

    Gent.ma dott.ssa in effetti, parlando con un responsabile dell’ATER di Potenza ho potuto constatare che essendo i miei fratelli al momento del decesso di nostro padre-assegnatario, residenti e dunque conviventi, spetterebbe anche a loro il diritto di riscattare. Però ora mi chiedo, ma se 3 di loro compreso me, non intendiamo procedere al riscatto, possono gli altri decidere autonomamente senza il nostro consenso? Tra l’altro senza il mio consenso che sono quello che ha continuato a viverci per piu di 30 anni accollandomi tutto quanto? Le chiedo scusa per tutto il disturbo, ma è una situazione che non mi fa dormire, ancora Grazie a presto.

  359. addante scrive:

    Temo di si,ma si informi meglio da un notaio.

  360. Dario scrive:

    Devo vendere un’immobile costruito con la legge 30 dicembre 1960 n. 1676, acquistato l’11/02/2002 e andato in successione nel 2012.
    Gli eredi possono venderlo liberamente o ci sono prelazioni a favore dell’Ater o Agenzia del Demanio?

    Grazie

  361. addante scrive:

    Potete vendere liberamente

  362. Dario scrive:

    Grazie e mi complimento per l’ottimo servizio che state dando.
    Cordialmente

  363. addante scrive:

    Gtazie!

  364. Giada scrive:

    Gent.ma dott.ssa,
    ho inviato all’ATER di Roma tutta la documentazione necessaria per estiguere il diritto di prelazione.
    La raccomandata, con tutti i documenti è stata inviata il 28/12/2012 a tutt’oggi non ho ricevuto risposta alcuna anche se, a mio avviso, i 120 giorni sono passati.
    Cosa posso fare? Un sollecito? E come? Aspetto un suo prezioso consiglio e la ringrazio fin d’ora.

    Giada.

  365. Michele scrive:

    Gentilissima dott.ssa Addante

    A fine dicembre ho inviato all’ater di Roma

    Ufficio Alienazioni Ater di Roma
    Viale di Valle Aurelia 286/h
    00165 – Roma

    l’stanza per richiedere l’estinzione del diritto di prelazione.
    Alla domanda erano allegati i seguenti documenti:

    1) copia rogito notarile di acquisto dell’alloggio
    2) visura catastale aggiornata
    3) fotocopia documento di riconoscimento
    4) fotocopia Codice Fiscale
    5) Atto di successione
    6) Pubblicazione di testamento olografo

    Le domando…forse manca qualcosa?
    Come mi devo muovere ora che sono passati 120 giorni?
    Grazie.

  366. addante scrive:

    invii una e-mail di protesta al direttore generale tramite fax 0668842235, dicendo che i 120 giorni sono abbondantemente passati.

  367. addante scrive:

    invii un fax di protesta al direttore generale dell’Ater avv.renato Panella 06 68842235

  368. Michele scrive:

    Ho inviato il fax al direttore generale dell’ater avv. renato panella.
    Ha un’idea dei tempi di risposta?
    Come procedo qualora tutto tacesse?
    Mamma mia la burocrazia… in Italia è proprio arrivata a livelli mostruosi…
    Grazie mille…

  369. addante scrive:

    a livelli mafiosi direi, comunque al massimo possiamo aspettare 30 giorni,se me lo invia anche a me cercherò di seguire la questione.

  370. Michele scrive:

    Se mi lascia la sua mail le invio tutta la documentazione.
    Grazie del suo interessamento.

  371. addante scrive:

    am.addante@tin.it e metti anche un tuo recapito telefonico

  372. paolo scrive:

    se una persona ha avuto una agevolazione finanziaria per cooperativa per realizzare un immobile poi ha seguito fallimento del marito il bene la casa è stata persa, successivamente sono andati in mezzo alla strada senza casa, poi hanno occupato una casa IACP tutto questo ben 40 anni fà. Nel frattempo la moglie del fallito è morta ed il marito ha presentato istanza per regolarizzare il rapporto con gli IACP, da premettere che vive con pensione sociale ,con la figlia sposata con due figli.Gli IACP gli ha fatto lo sgombro coatto perche non più diritto in quanto la moglie ha avuto già una agevolazione di una agevolazione comunale. Si può fare qualcosa ho si deve perdere tutto è andare in mezzo alla strada.

  373. paolo scrive:

    attendo risposta grazie

  374. addante scrive:

    ma lo sgombero è stato già effettuato? Se no va immediatamente impugnato se ci sono ancora i termini per farlo,mi faccia sapere

  375. addante scrive:

    se vuole mi può chiamare al 3394581140

  376. Germana scrive:

    Buongiorno dott sa Addante
    Leggendo questo blog forse lei mi potrà dare informazioni dettagliate e corrette ,che mi sono state omesse .
    Sto per acquistare una casa da un privato il quale ha acquistato l immobile appartenente all ater nel 29 marzo 1984 ,sotto la disciplina degli art 28 e 29 della legge 8 agosto 1977 n 513,modificati dall articolo52 della legge 5 agosto 1978 n 457 , in base a queste informazioni mi può dire se nel diritto di prelazione bisogna anche pagare il 10% del valore catastale x 100 e se il proprietario può venderlo senza aver estinto il diritto di prelazione?
    La ringrazio in anticipo per la sua solerte risposta perché oggi dovrei firmare proposta d acquisto !

  377. addante scrive:

    Per venderlo deve pagare il 10 x cento altrimenti non può vendere e deve fare la richiesta lui per l’estinzione del diritto di prelazione ai sensi della legge 560/93 e legge regionale n.27/06.

  378. addante scrive:

    Il diritto di prelazione il sig. lo deve pagare perché si estingue solo con il pagamento,deve inviare la richiesta all’Ater di estinzione del diritto di prelazione in base alla legge 560/93 e l.r.27/06, allegando copia rogito visura catastale aggiornata codice fiscale e documento di riconoscimento e l’Ater dopo 120 giorni invierà le coordinate per il pagamento.

  379. enrico scrive:

    Dott.ssa Addante buonasera le rivolgo una domanda. una persona che conosco vive in una casa ater con un figlio portatore di handicap, mi ha chiesto di fare il badante del figlio dal momento che lavoro solo la mattina, potrei seguirlo durante il resto della giornata e anche la notte Se io metto la residenza anagrafica in quella abitazione, cosa succede a me nel caso la famiglia decidesse di trasferirsi? le faccio questa domanda perché la mamma di questo ragazzo avrebbe desiderio di andare a vivere in campagna. Avrei dei diritti vero l’abitazione oppure sarei mandato via?

  380. addante scrive:

    diventeresti occupante abusivo se lui lascia l’alloggio

  381. enrico scrive:

    Grazie mille dott.ssa, quali rischi corro diventando occupante abusivo? Considerando anche il fatto che con me verrebbe a vivere mia figlia minorenne.
    Grazie mille
    Enrico

  382. addante scrive:

    gli stessi rischi dei 5378 occupanti,ma lei perché corre il rischio di diventare occupante abusivo? Mi chiami al 3394581140

  383. Liliana scrive:

    Gentilissima D.ssa Addante, le scrivo perché ho acquistato un alloggio dell’aler di Milano che ha inviato una lettera con i conteggi per l’eventuale estinzione del diritto di prelazione ai sensi dell’art. 1 comma 20 legge 560/93, pari al 10% degli estimi catastali + iva oppure dovrei sottoporre loro, in caso di vendita, una proposta o preliminare di un terzo soggetto per l’acquisto del mio immobile.
    Nel 2006 era stata recapitata un comunicato da parte della rappresentanza condominiale dove si precisava che “Qualora Aler volesse esercitare il proprio diritto di prelazione, pagherà la stessa cifra al quale era stato venduto l’immobile + adeguamenti istat.
    Questa dicitura però non è presente nella lettera ufficiale in mio possesso che, in aggiunta a quanto sopra indicato, mi fa pensare che l’aler abbia solo precedenza nel caso in cui la somma da me richiesta ad un terzo è reputata interessante altrimenti l’istituto potrà decidere di non esercitarlo lasciandomi libera di vendere al valore di mercato. è corretto?

    la ringrazio anticiapatamente
    grazie mille
    Liliana

  384. addante scrive:

    se lei ha acquistato con la legge 560/93 lei deve fare la proposta del prezzo a cui vuole vendere l’alloggio all’Aler ,la quale se gli interessa lo compra altrimenti no.Ma se lei lo dovesse vendere a un prezzo inferiore deve comunicarlo di nuovo.

  385. Carlo scrive:

    Salve , abbiamo ricevuto in successione un appartamento ATER (erp) acquistato nel 2007 da parte di mia nonna, alla sua morte nel 2009 sono entrati in successione i 4 figli .
    La domanda e’ questa ; 3 dei 4 fratelli non vogliono avere a che fare con questa casa , volevo sapere se e’ possibile passare tale abitazione ad un solo fratello mediante donazione o altro .

  386. addante scrive:

    potete fare quello che volete,ma se avete già fatto la successione dovete pagare comunque il diritto di prelazione,per non pagarlo gli altri eredi avrebbero dovuto rinunciare all’eredità.

  387. mario scrive:

    per estinguere il diritto di prelazione si deve pagare il 10% del valore catastale ma faccio presente che l’immobile quando fu riscattato nel 1982 aveva questi valori catastali : categoria A/4 classe 3 vani 5 rendita lire 760.
    oggi, a seguito di migliorie e ristrutturazioni, i valori catastali sono :
    categoria A/3 classe 4 vani 7,5 rendita euro 658,48 ed inoltre si è aggiunto un garage di categoria C/6 classe 2 mq 14 rendita euro 35,43

    Le chiedo quindi il 10% su quale valore viene applicato ?

  388. addante scrive:

    su quello aggiornato

  389. Carlo scrive:

    Scusi se insisto, la successione e’ gia’ stata fatta e tutti e 4 hanno accettato l’eredita’, per fare in modo che la casa risulti intestata ad uno solo dei fratelli cosa dobbiamo fare ? devono fare una donazione ? il diritto di prelazione a quanto ammonta ? perche’ all’ERP dicono che non possiamo fare niente fino al termine del vincolo dei 10 anni ….. Grazie

  390. addante scrive:

    ERP di dove ? Comunque potete fare un atto collaterale da un avvocato serio e da un notaio altrettanto serio
    in attesa dei 10 anni

  391. Carlo scrive:

    ERP di Carrara (ms), l’atto dal notaio lo abbiamo gia’ fatto nel quale si dichiara che e’ un fratello il proprietario dell’appartamento ecc… pero’ mi lascia dei dubbi in caso venga impugnato alla termine dei 10 anni…..la cosa che non capisco e’ perche’ tra i proprietari dell’alloggio non vi sia la possibilita’ di lasciare le quote ad un solo proprietario tra quelli gia’ presenti nel contratto. Non e’ una vendita a terzi ma un passaggio di quote tra i gia’ proprietari dell’alloggio .

    Cordiali Saluti

    Carlo

  392. addante scrive:

    perché è sempre un passaggio di proprietà,purtroppo il diritto di prelazione si eredita

  393. Gabriele scrive:

    Buongiorno Dott.ssa Addante
    Allora ho chiamato anche il call center dell’Ater e mi hanno dato appuntamento
    presso gli uffici di zona in Via Titano (zona montesacro) per l’11 novembre alle ore 11 ho anche il numero del Ticket. Sperando di mettere tutto a posto.
    Volevo solo chiedergli un parere, ma, la bolletta de mese di ottobre che mi e’
    arrivata con l’aumento ingiustificato la pago ugualmente oppure ritardo e aspetto che mi chiamano?
    Grazie
    Gabriele

  394. addante scrive:

    se puoi pagala e poi ti faranno il rimborso.Se vuoi ti accompagno.

  395. Gabriele scrive:

    Be’ la ringrazio per l’accompagnamento ma credo di risolvere da solo
    sembra cosi’ chiaro l’errore che hanno fatto.Magari la mattina dell’appuntamento la chiamo e la informo del risultato.
    Visto che sono andato in circoscrizione per la residenza e stato di famiglia
    e ogni certificato veniva € 16,00 faro’ l’autocertificazione.Ma anche perché
    tutta la documentazione del 2011 e’ il loro possesso, e con tutto cio’ sulla
    copia del censimento errato da parte dell’Inca CGIL c’e’ scritto che mio padre
    abita da un’altra parte.
    Grazie
    Molto gentile

  396. addante scrive:

    OK.

  397. Rosa scrive:

    Gent.ma Dott.ssa,
    mia mamma ha richiesto all’Agenzia del Demanio, ai sensi dell’art. 55 della legge Regione Campania n. 1/2008, di estinguere il diritto di prelazione.
    Dopo vari mesi, pur non ricevendo risposta e, quindi, non pagando alcunchè, ha venduto il bene a terzi, dichiarando, nel rogito, che qualunque somma richiesta da detta Agenzia sarebbe caduta a suo carico.
    L’atto notarile poteva effettivamente essere stipulato?
    Grazie per la risposta
    Rosa

  398. addante scrive:

    nell’atto di acquisto che avete fatto quando avete acquistato la casa c’è scritto cosa dovevate fare e in base a quello che c’è scritto il notaio sa se può stipulare o meno. Io dovrei leggere l’atto per potervi dire qualcosa

  399. alberto romano scrive:

    il comune di napoli assegna un locale all’ex partito popolare,io ero segretario pro tempore,il partito confluisce nella margherita,nel 2007 mi viene assegnato al presidente dell’associazione.la romeo gestione chiedeva al sottoscritto di pagare il debito pregresso,il7aprile2011la romeo gestionimette all’asta pubblica il locale che era in dismmissioni se lo aggiudica una persona,il 3aprile2013prima della scadenza dei24mesi il notaio fa l’atto solo una parte del locale,in quanto il locale e unico con vedrata n.469e con un solo servizio,l’entrata principale e al n.471io sono assegnatario con un decreto sindacale,la romeo poteva agire.io stò ancora nel locale.grazie xun suo giudizio.

  400. addante scrive:

    per darle una risposta corretta dovrei vedere le carte,ma credo che sia il solito casino all’italiana

  401. alberto romano scrive:

    se gli manda le carte potrebbe dare un giudizio.come trasmettele.

  402. alberto romano scrive:

    mi scusi.posso denunciare il comune di napoli,ho presentato richiesta accesso agli atti amministrativi il11/6/2013sono passati circa6mesi non o avuto risposta.mi può darmi un consiglio.grazie

  403. addante scrive:

    certo,ma perché non lo ha ancora fatto?

  404. addante scrive:

    se si spiega meglio forse capisco,anche perché rispondo a mote e-mail e non posso ricordarmi tutto

  405. Vilma Capriotti scrive:

    Gent.ma Dott.sa Addante, se posso vorrei sottoporle un quesito. Io e mia sorella abbiamo ereditato quest’anno da mio padre un appartamento che fu acquistato dall’Istituto Nazionale per le Case degli Impiegati dello Stato nel 1968 per un importo di £ 3.343.500. Sul Rogito leggo che la vendita fu effettuata ai sensi e per gli effetti e sotto la disciplina della Legge 21 Marzo 1958 N. 447 e del DPR 17/1/1959 N.2, modificato dalla Legge 27/4/1962 N.231. Ora la mia domanda è la seguente. Siamo tenute a pagare il diritto di prelazione all’ ATER e se sì, a quanto ammonta l’importo? La ringrazio anticipatamente per una sua eventuale delucidazione.

  406. addante scrive:

    no non dovete pagare nessun diritto di prelazione

  407. Vilma Capriotti scrive:

    La ringrazio infinitamente per il chiarimento.

  408. addante scrive:

    OK

  409. luciano de pascali scrive:

    buongiorno dr.ssa Addante, vorrei sottoporLe un quesito in merito ad un alloggio ex Ina Casa, assegnato con prenotazione di alloggio a riscatto, ai sensi della legge 43/49. Successivamente l’assegnatario ha sottoscritto contratto di promessa di futura vendita con la Gescal. L’assegnatario è deceduto e gli eredi sono tutti residenti in località diverse da quelle dove è ubicato detto alloggio. inoltre, l’alloggio in argomento risulta da tempo essere stato occupato abusivamente. Gli eredi dell’assegnatario, tramite un legale di fiducia, mi chiedono di definire con rogito il trasferimento in proprietà dell’unità immobiliare assegnata al defunto genitore. Da ricerche effettuate risulta che il diritto all’assegnazione non per sua natura trasmissibile jure successionis, inoltre ,la legge 60/63,prevede che l’alloggio sia occupato stabilmente e che, i soggetti residenti, non siano proprietari di altri immobili adeguati alle esigenze del nucleo familiare.
    iI attesa di un Suo cortese parere, Le invio i migliori saluti.

  410. addante scrive:

    Art. 17. DELLA LEGGE43 DEL 1949

    All’assegnatario non assicurato, che muoia durante il periodo di
    pagamento rateale dell’alloggio, succedono nei relativi diritti i
    suoi eredi. Essi sono obbligati solidalmente alla corresponsione
    delle rate residue fin quando, con atto di divisione, i diritti
    sull’alloggio non siano attribuiti ad uno solo degli eredi, che
    restera’ obbligato a detta corresponsione.
    All’assegnatario o ai suoi aventi causa, che si rendano morosi nel
    pagamento delle rate per tre mensilita’ consecutive, la Gestione
    I.N.A.-Casa intimera’ ordine di pagamento entro il termine di 30
    giorni, sotto pena di dichiarazione di decadenza. Questa, quando ne
    ricorrano gli estremi, sara’ pronunciata dalla Gestione I.N.A.-Casa e
    determinera’ la perdita del diritto all’alloggio.
    Resosi, in tal guisa, disponibile l’alloggio, la Gestione
    I.N.A.-Casa lo assegnera’ ad altro lavoratore, secondo le norme della
    presente legge. Il nuovo assegnatario sara’ tenuto a rimborsare
    quello dichiarato decaduto delle somme gia’ versate, dedotta una
    quota per l’uso dell’alloggio, da stabilirsi dalla Gestione
    I.N.A.-Casa. Il rimborso avverra’ a rate mensili, entro il periodo di
    tempo ancora occorrente per l’estinzione del debito.
    se l’alloggio è stato completamente pagato gli eredi ne hanno diritto,se siete a roma vi consiglio di rivolgervi all’avv.to GALEANI (06 4817341 tel.di pomeriggio x appuntamento) Sev è occupato abusivamente andrà liberato

    Art. 6. legge 60 del 63

    In conseguenza del trasferimento in proprieta’ degli alloggi
    indicati nel secondo comma dell’articolo 4, gli Istituti autonomi per
    le case popolari e gli altri Enti dovranno versare alla Gestione case
    per lavoratori, per ogni alloggio ottenuto e per il residuo periodo
    di 30 anni, a decorrere dalla data di prima assegnazione
    all’ammontare del canone di locazione al netto di ogni spesa’ per
    manutenzione o per altro titolo, che l’assegnatrio, e’ tenuto a
    corrispondere di forza del contratto stipulato con la Gestione I.N.A.
    - Casa.
    Analogamente devono essere alla Gestione case per lavoratori le
    quote di riscatto degli alloggi assegnati con patto di futura vendita
    e passati in proprieta’ degli Istituti autonomi per le case popolari
    e degli altri Enti di cui all’articolo 4, nella misura dovuta dagli
    assegnatari a norma del contratto stipulato con la Gestione I.N.A -
    Casa.
    In caso di morte dell’assegnatario prima, che trascorso il periodo
    indicato nel primo comma l’alloggio, su loro domanda, dovra’ essere
    assegnato agli eredi, limitatamente al coniuge superstite, ai
    discendenti fino al terzo grado e agli ascendenti, purche’ conviventi
    con l’assegnatario al momento della sua morte.
    Fino al quando gli Istituti autonomi per le case popolari non
    avranno completato il versamento di cui al primo comma, in
    riferimento a tutti gli alloggi, in essi compresi i complessi
    edilizi, o gli edifici singoli, nonche’ le sistemazioni urbanistiche,
    le volumetrie delle costituzioni e le relative caratteristiche
    architettoniche non potranno subire trasformazioni se non in seguito
    ad utorizzazione della Gestione case per lavoratori.
    L’ammontare delle quote di amministrazione e di manutenzione verra’
    fissato distintamente con decreto del Ministro per i lavori pubblici
    di concerto con il Ministro per il lavoro e la previdenza sociale.
    Per il periodo di cinque anni, dalla data del trasferimento degli
    alloggi in proprieta’ agli Istituti autonomi per le case popolari,
    gli assegnatari potranno avvalersi delle facolta’ concesse agli
    assegnatari in locazione.
    Trascorso tale termine, gli assegnatari decadranno dal beneficio
    del riconoscimento dei canoni pagati per la locazione come versati
    per il riscatto.

    MA DOVE LE HA LETTE QUELE COSE CHE MI SCRIVE? GLI EREDI SE L’ALLOGGIO è STATO PAGATO O LO POSSONO FINIRE DI PAGARE,MA NE HANNO COMUNQUE DIRITTO.
    L’ALLOGGIO IN QUESTIONE QUANDO è STATO OCCUPATO?

  411. giovanni scrive:

    gentilissima sig.ra Addante

    Vorrei cortesemente porre questi quesiti:
    Abito in una palazzina proprietà Ater dal 1961, fu costruita nel 1950.
    Quasi tutti i coinquilini hanno riscattato molti anni fa ai sensi della legge del
    27.94.1962 n. 231,quindi senza diritto di prelazione. Adesso che mi accingo a riscattare a mia volta mi hanno comunicato che ai sensi della legge 560/93 mi si dovrà applicare l’obbligo della prelazione da parte Ater ? trattandomi in maniera diversa dagli altri inquilini ai quali non è stata applicato il diritto alla prelazione da parte dell’Ater.
    Mi pare assurdo subire un trattamento diverso dagli altri inquilini dal momento che si tratta dello stesso palazzo.
    Inoltre hanno aggiunto al prezzo desunto una somma di euro 4000 per generici interventi manutenzione straordinaria.
    La ringrazio se vorrà gentilmente darmi un suo parere.
    Cortesi saluti

  412. addante scrive:

    Purtroppo caro sig.re lei non avendo acquistato all’epoca oggi può acquistare solo con la legge 560/93 e con le regole dettate da questa legge,perrchè la legge da lei citata non esiste più.

  413. giovanni scrive:

    Sig.ra Addante Ringrazio per la gentile risposta..se posso osare vorrei porre un quesito che mi era sfuggito nella prima lettera..e cioè se tocca all’inquilino produrre la sertificazione energetica e la certificazione di conformità necessaria per le compravendite, L’ater ha detto che questi oneri sono a mio carico…mi scuso per il disturbo,cmq sarei molto grato per un parere.
    Cortesi saluti

  414. addante scrive:

    si l’Ater si è scaricata ogni responsabilità e chi vuole acquistare si deve accollare anche quest’onere, che comunque glie lo avrebbero messo in conto se lo facevano, loro e i tempi sarebbero stati lunghissimi.
    In questo Paese o si fa la rivoluzione o tocca arrivare ai compromessi e x acquistare l’alloggio e tagliare tutti i ponti con l’Ater ne vale la pena.

  415. rossella scrive:

    gentile dott.ssa addante,
    mio marito ha acquistato dall’aterp di catanzaro, nel 2010, un alloggio di edilizia popolare. come previsto nel contratto non possiamo vendere prima dei dieci anni previsti, ma poichè ci troviamo in un periodo di difficoltà economiche, crede che con un preliminare di vendita con impegno a rogitare nel 2020, quindi tra sei anni, sia possibile per noi cedere da subito l’alloggio?
    la ringrazio infinitamente per l’attenzione e le porgo i migliori saluti,
    rossella

  416. addante scrive:

    Se trovate la persona interessata potete fare la vendita differita, rivolgetevi a un bravo avvocato e un bravo notaio.

  417. Maurizio scrive:

    L’assegnatario di un alloggio dell’ater lo riscatta, muore e lascia due eredi, uno dei due intende riscattare dalla sorella l’altra metà, chiedo cortesemente se è necessario estinguere il diritto di prelazione con il versamento del 10% del valore e se va versato per l’intero o per la metà considerato che chi acquista è già proprietaria della metà.
    La ringrazio anticipatamente e Le porgo Distinti Saluti, maurizio

  418. addante scrive:

    le risposte telegrafiche a volte le facciamo e a volte no dovete avere pazienza e non ingolfare il blog

  419. vincenzo scrive:

    buon giorno dott.ssa.grazie delle risposte esaudiente che i gg scorsi mi ha dato.
    vorrei cortesemente farle ancora una domanda. siccome che iacp ha sbagliato il calcolo facendomi pagare il triplo della cifra per togliere il vingolo. abitazione comprata nell’anno 1999. 20%+15%+20 iva pagati nel2008. mi mandarono una lettera dove vi erano tutti i calcoli fatti firmata e protocollata, io ingnorante in materia pagai. mentre la legge recitava che dovevo pagare solo il 10% più iva. non sono stato mai avvisato di questo loro errore. Sono ancora in tempo per chiedere il rimborso? come mi dovrei comportare? grazie.

  420. addante scrive:

    Purtroppo credo che le convenga rivolgersi ad un avvocato, comunque provi a inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno facendo presente che vi è stato un errore in quanto lei avendo acquistato la casa prima della modofica della legge doveva pagare solo il 10% e invita lo IACP a restituire quanto impropriamente richiesto e pagato onde evitare contenziosi giudiziari.In fondo alla lettera scriva :Attendo una vostra sollecita risposta ai sensi della legge 241/90 se dopo 30 giorni non gli rispondono con la copia della lettera vada da un avvocato affinché lo IACP risponda e gli ridia i soldi

  421. daniele scrive:

    Buonasera dott.ssa Addante,
    vorrei partecipare ad un’asta del tribunale per quanto riguarda un immobile acquistato dalla precedente proprietà mediante edilizia agevolata.
    La precedente proprietaria aveva un vincolo di prelazione.
    All’atto della cancellazione dei pignoramenti da parte del giudice, verrà a decadere anche il diritto di prelazione?

    Grazie in anticipo!

  422. addante scrive:

    penso di si altrimenti non la potrebbero vendere

  423. Francesco scrive:

    Sto per acquistare una casa popolare ad un buon prezzo in Ascoli da un proprietario che ha riscattato l’alloggio più di 10 anni fa, quindi attuale proprietario; l’agenzia immobiliare mi ha detto che prima devono cmq comunicare con IACP per il diritto di prelazione, la mia domanda è:
    - Se IACP non dovesse riacquistare e ci risponde per iscritto, io che divento proprietario posso in un futuro rivendere l’alloggio a prezzo di mercato oppure ho qualche vincolo? cioè dovrò rivendere l’appartamento ad un prezzo modico per la questione della “speculazione”?? nel caso potrei estinguere io dopo l’aquisto il diritto di prelazione o deve farlo cmq l’attuale proprietario?
    In attesa di un vostro riscontro porgo cordiali saluti

  424. addante scrive:

    lei una volta che ha acquistato poi può farne ciò che vuole non ha più nessun vincolo

  425. Giovanni scrive:

    Gent.ma dott.ssa Addante, siamo 8 famiglie che abbiamo ricevuto una comunicazione dall’ Ater la quale invitano il comune ad emettere ordinanza di sgombero. Precisano che dal prossimo mese cesserà la riscossione dei canoni ritenendo risolti i relativi contratti di locazione declinando qualsiasi responsabilità senza precisare noi dove andremo. Due di queste famiglie hanno fatto scrivere da un avvocato chiedendo chiarimenti in merito. La risposta che daranno sarà valevole per tutti e 8? E’ legale tutto questo? C’è un tempo limite per rispondere a tale comunicazione? Dopo 37 anni dove vanno a finire i nostri diritti di inquilini? La mia precedente richiesta forse non è andata a buon fine, in attesa di un vostro riscontro porgo cordiali saluti.

  426. addante scrive:

    detta così non capisco il motivo di ciò le do il mio cell.3394581140 mi telefono domanimattina.
    Comunque vale solo per chi ha fatto scrivere dall’avvocato qualsiasi decisione prendano

  427. Eleonora scrive:

    Gent.ssma AnnaMaria Addante,
    Io abito in un appartamento Ater vicino a Udine da 20 anni con mio Figlio, sono Divorziata,vorrei andare ad abitare con mio Compagno che vive in un altra Città e vorrei fare la Voltura del Appartamento al nome di mio Figlio, che ha attualmente 25 anni…come posso procedere e sono sicura che lui può continuare a vivere nel appartamento senza essere frattato?

  428. addante scrive:

    devi andare all’Ater e fare una lettera dove dichiari che lasci l’alloggio a tuo figlio e loro devono fargli la voltura del contratto,ma devi recarti presso i loro uffici

  429. Eleonora scrive:

    Gent.ssma AnnaMaria, ringrazio a sua risposta, si, questo lo sapevo già che devo fare domanda all’Ater, ma siccome io vorrei andare abitare in un altra Regione e vorrei lasciare dentro mio figlio nell’appartamento dove siamo adesso, loro ( Ater ) mi hanno risposto che potrebbe essere sfrattato , visto che lui lavora e questo non vorrei rischiare, per questo volevo ulteriore informazione che possa rimanere dentro nel appartamento visto che abitiamo la da 20 anni….
    Ce una legge che si può fare la voltura del contratto da Madre al figlio senza essere sfrattato???
    Vorrei andare via senza che lui rischia!
    La ringrazio anticipatamente….

  430. addante scrive:

    sig.ra mi può dire con chi ha parlato che gli hanno detto queste cose?
    Le do il mio cell 3394581140 così parliamo meglio

  431. Emanuele Cesaretti scrive:

    Gent.ssma Annamaria Addante,

    mia nonna intestataria di un immobile dell’ater di roma, è deceduta cinque anni fa.
    Mio padre e mio zio, sono subentrati nel contratto.
    Ora in famiglia si è presa la decisione di vendere l’immobile, ma dobbiamo procedere, scrivendo all’ater per riscattare il diritto di prelazione, corretto?
    se si, le chiedo sin d’ora di indicarmi le modalità per accedere allla vostra assistenza nella redazione del testo da inviare all’ater di roma.

    In attesa di un suo gradito riscontro,
    le porgo cordiali saluti.
    Emanuele Cesaretti

  432. addante scrive:

    puoi venire da me in associazione lunedi alle ore 16.00 e ti do anche il modulo

  433. Sandro scrive:

    Immobile acquistato da Poste Italiane,con legge 560/93, nel 2008 e con divieto di alienzazione entro i 10 anni.
    I proprietari (2 coniugi) sono morti, gli eredi possono vendere visto che sono passati i cinque anni? Lo chiedo perche sono interessato all’acquisto ed ho letto che il vincolo si riduce a 5 anni in caso di invalidità al 65%, o proprietari deceduti o con età maggiore a 66 anni.

  434. liviana piacentini scrive:

    Il mio ex marito ha comprato alloggio a.t.e.r.nel 2010 /31/3/compie 65anni il 22/6/2014 puo venderlo dopo 5 anni estinguendo il diritto di prelazione ? Faccio presente che ora vive a Marina di Cerbeteri per prororoblemi di asma bronchiale ed ha bisogno di aria di mare perche lo smog potrebbe peggiorare la situazione ! Ringraziandola cortesemente attendo una sua risposta

  435. addante scrive:

    Si lo può vendere

  436. addante scrive:

    per le case delle Poste rimane a 10 e non si paga il diritto di prelazione

  437. bruno scrive:

    Ho ricevuto dall ATER la lettera per esercitare l estinzione del diritto di prelazione ! Assolto tale obbligo quale altra autorifazione devo ottenere dall ENTE al compimento dei del diritto65 compleanno? Grazie!

  438. bruno scrive:

    Si!

  439. addante scrive:

    Nessuna perché pagando l’estinzione del diritto di prelazione le hanno iviato anche la liberatoria poi dovrà aspettare il compimento dei 65 anni

  440. bruno scrive:

    Ringrazio per la risposta!
    Sono confuso infatti contattando il notaio (xy) mi e stato risposto che la vendita del mio appartamento acquistato per contanti nel 2011 potrà avvenire solo dopo 5 anni dal compimento dei miei 65 anni (2016) quindi nel 2021 anche se pagati i diritti di prelazione! e questa la verità?
    Mi scuso e grazie di nuovo.

  441. addante scrive:

    Si il diritto di prelazione è una cosa il divieto di vendere è un’altra cosa

  442. bruno scrive:

    chiedo scusa ……… ma il termine dei dieci anni…. non poteva essere ridotto a 5 anni nei casi previsti art. 48 co. VIII della L.R. 27/06 cosi come modificata dalla L.R. n 11/07 che prevede la possibilità di vendita al compimento dei miei 65 anni?
    Scusi e grazie!!!

  443. michele scrive:

    Gent.ma Anna Maria Addante, mi scusi se la descrizione del commento è poco chiara, ma è la prima volta che mi accingo a chiedere chiarimenti per p.e. Dunque vorrei delucidazioni se è possibile a questo quesito. Un mio parente ora deceduto anni addietro fu assegnatario di un appartamento iacp dopo alcuni parecchi anni in base ad una legge che uscì fece la richiesta di riscatto, che gli fu concessa, dopo circa una decina d’anni gli arrivò una notifica dalla iacp che doveva restituire l’alloggio, in quanto fu accertato tramite una denuncia da ignoti che all’epoca del riscatto era proprietario di un immobile sito ad Asti per cui dopo varie cause con sentenza del tribunle ha dovuto cedere l’alloggio alla iacp, pagando anche i canoni de tutti gli anni trascorsi con tutte le relative sanzioni. Visto che erano passati dieci anni ormai doveva sussistere la prescrizione? Se la legge è uguale per tutti come mai qui dove mi trovo io a foggia la iacp ha alienato appartamenti ad ex fittuari che erano già proprietari di immobili anzi di più immobili? c’è per caso una escamotage da parte della iacp o dei favorire chi vogliono? Si può impugnare l’atto anche se sono passati 10 anni? La ringrazio per la risposta e mi scuso se sono stato poco chiaro.

  444. addante scrive:

    Cara sig.ra per pioterle rispondere dovrei leggere la sentenza e inoltre dopo 10 anni che vuole impugnare? In questo benedetto alloggio chi ci abita ora?
    Non si possono dare risposte su racconti poco dettagliati è inoltre necessario visionare le carte, dato che mi ritengo una persona seria io sono abituata a dare consigli no su chiacchiere,ma su documenti.

  445. addante scrive:

    chi gli ha detto il contrario?

  446. Sandra Baldoni scrive:

    Gent.ma Sig.ra Addante, le chiedo aiuto per cercare di risolvere un grave problema che riguarda un appartamento di proprietà di mia figlia.
    Cronistoria: l’appartamento in oggetto è stato ceduto in proprietà nel 1988 dall’ATER di Treviso all’inquilina che lo occupava. Nel 1998, per un debito contratto e non pagato, l’istituto di credito instaurava una procedura esecutiva e l’appartamento pignorato veniva messo all’asta. Nel 1999 l’appartamento veniva aggiudicato ad un artigiano edile che nel 2000 vendeva l’appartamento a mia figlia.
    Nel decreto di trasferimento del tribunale l’ATER non è mai menzionato e non c’è nessun riferimento a vincoli, conseguentemente nell’atto di compravendita di mia figlia il notaio ha scritto che l’appartamento era libero da vincoli si qualsiasi genere.
    L’appartamento, in pessime condizioni e non in regola non le norme vigenti è stato ristrutturato e adeguato alle normative.
    Mia figlia ha deciso di vendere l’appartamento e il notaio che deve stipulare l’atto è ostacolato dal funzionario dell’Ater sostenento il diritto di prelazione e la nullità degli atti fin qui stipulati.
    L’ATER ha ancora il diritto di prelazione? Gli atti sono veramente nulli?
    Quali sono le iniziative da assumere per risolvere il problema?
    In attesa di una sua risposta le invio i miei saluti e i miei più sentiti ringraziamenti

  447. addante scrive:

    Questo funzionario dell’Ater perché è entrato nel problema? Gli alloggi venduti all’Asta dal tribunale non hanno più i vincoli.Si rivolga ad un bravo Notaio e se serve anche ad un avvocato,ma continuo a non capire che cosa centra il funzionario e chi lo ha chiamato su questa faccenda

  448. Sandra Baldoni scrive:

    Il funzionario dell’Ater è stato contattato dallo stesso notaio che deve stipulare l’atto, dicendo che vuole essere sicuro che tutti i documenti siano a posto. Io ho già contattato un avvocato e ho appuntamento con il Notaio che ha curato il rogito per mia figlia. La ringrazio infinitamente e spero che tutto vada per il meglio.

  449. addante scrive:

    molto probabilmente questo notaio lavora x l’ater e le posso dire che sta facendo molta confusione sia lui che l’impiegato,mi faccia sapere

  450. concetta scrive:

    Gent.ma Sig.ra addante ho riscattato una casa dello iacp a nome die miei zii che sono i successori della casa ,con il patto che dopo aver fatto il tutto avrebbero fatto il passaggio ame .Se non rispettano gli accordi avro perso tutto

  451. anna annuzza scrive:

    gentile dottoressa, dovrei acquistare un alloggio I.A.C.P. MA SONO PROPRIETARIA IN QUOTA CON ALTRI QUATTRO MIEI FRATELLI DI TRE APPARTAMENTINI CHE HO EREDITATO DA MIA MAMMA DECEDUTA, HO SAPUTO CHE LA LEGGE 560/93 PERMETTE L’ACQUIATO IN QUESTE SITUAZIONI, MA NON CONOSCO IN QUALE MISURE, LE DISPIACEREBBE INDICARMI LA PERCENTUALE HO LA QUOTA MASSIMA DA RISPETTARE? LA RINGRAZIO

  452. addante scrive:

    Il totale delle proprietà non deve superare i 1000 euro di rendita catastale e inoltre le proprietà non devono essere a Roma

  453. addante scrive:

    Mi scusi,ma lei lo ha fatto solo sulla parola? Non si è premunita con atti legali?

  454. concetta scrive:

    ho poche carte scritte ma di piu sulla parola

  455. addante scrive:

    chiamami che ne parliamo

  456. concetta scrive:

    mi dia un numero dove posso contattarla

  457. addante scrive:

    3394581140

  458. Sandra Baldoni scrive:

    Gent.ma Signora Addante, le ho scritto in data 8 luglio per un presunto diritto di prelazione da parte dell’Ater di Treviso su un appartamento venduto all’asta dal Tribunale e che mia figlia aveva in seguito acquistato. Mi sono rivolta al nostro Notaio di fiducia e al nostro avvocato che, come Lei, hanno escluso la prelazione. Finalmente il notaio della parte acquirente si è convinto e ha stipulato il rogito. La ringrazio molto per il suo aiuto, senza i suoi consigli non avrei saputo come muovermi. Cordialmente Sandra Baldoni

  459. addante scrive:

    Ne sono felice.

  460. Paolo De Luca scrive:

    In caso di vendita di una quota da un coerede ad uno o più altri coeredi, L’IACP potrebbe far valere il diritto di prelazione anche se si tratta di una sola quota? Ne avrebbe interesse?
    La ringrazio e Le porgo cordiali saluti.
    Paolo De Luca

  461. addante scrive:

    Lei se non estingue il diritto di prelazione non può fare l’atto di passaggio di nessuna quota. E se non lo paga lo IACP può rifarsi.

  462. Paolo De Luca scrive:

    Gentile dottoressa, intanto grazie per la sollecita risposta. Approfitto ancora della sua gentilezza per chiederLe ma se la quota di un sesto dell’appartamento venisse offerta all’Istituto per rispettarne la sua prelazione e l’Istituto non esercitasse il proprio diritto di prelazione rispetto a tale quota, saremmo comunque tenuti a pagare per l’estinzione di tale diritto?
    Comunque le espongo il nostro caso concreto: mia moglie è intestataria di un contratto di affitto con l’iacp di un appartamentino in Napoli dove abitiamo con due figli.
    L’Istituto le ha offerto detto appartamento in vendita.
    Mia moglie, peraltro, è proprietaria insieme ad altri cinque fratelli di una quota pari ad un sesto di un appartamento nello stesso comune pervenuto per successione dai propri genitori deceduti, che a suo tempo l’avevano acquistato dall’Iacp ai sensi della legge n 560/93 e la cui rendita catastale è pari ad euro 1141,37. Quindi la propria quota di competenza, pari ad un sesto, sarebbe euro 109,23 circa.
    Detta circostanza è ostativa per poter acquistare dall’Iacp l’appartamento da noi ora condotto in fitto? Se si, potrei essere io coniuge convivente che non possesso altri immobili, a poter acquistare detto appartamento?
    Per completezza di informazioni Le preciso che mia moglie (casalinga) ed io versiamo in regime di comunione legale dei beni.
    La ringrazio sin da ora per la Sua cortesia e Le porgo i più cordiali saluti.

  463. addante scrive:

    No nessuno ostacolo un 6 della proprietà.
    No non potete offrire nulla il diritto di prelazione con la legge 560 del 93 si paga.
    Dovete leggere con attenzione il rogito di acquisto li ci deve essere scritto che prima di 10 anni non potevate vendere e che per vendere dovevate pagare il diritto di prelazione.Se nel rogito non c’è scritto non dovete nulla.

  464. Paolo De Luca scrive:

    Gentile dott.ssa, ancora grazie per l’ulteriore chiarimento fornito. Ho comunque seguito il suo consiglio ed ho letto con attenzione il rogito di acquisto, e mi vengono da fare alcune considerazioni, peraltro non condivise dall’IACP al quale le ho rappresentate. In particolare, l’intestazione dell’atto riporta “CONTRATTO DI CESSIONE IN PROPRIETA’ DI ALLOGGIO AI SENSI DELLA LEGGE 24 dicembre 1993 numero 560″
    All’art. 1, infatti, è stabilito che la vendita viene effettuata ai sensi e per gli effetti dell’art. 1 comma 6 della legge 560/93.
    In altre parti dell’atto, quando si è ritenuto applicabile la normativa di detta legge 560, la stessa è stata specificatamente richiamata.
    Ciò non si è verificato all’art. 6 del contratto, dove, senza alcun richiamo a tale legge, è stato stabilito semplicemente che:
    “per un periodo di tempo di dieci anni, dalla data di registrazione del presente atto e comunque sino a quando non sarà pagato l’intero prezzo, l’alloggio non potrà essere alienato neppure parzialmente dalla parte acquirente a nessun titolo, né potrà essere modificata la destinazione d’uso.
    Decorso il termine di cui al comma che precede, qualora il proprietario intenda vendere l’alloggio, deve darne comunicazione all’Istituto, che potrà esercitare il diritto di prelazione; a tal fine si applicano gli articoli 38 e 39 della legge 27/7/78 numero 392 …
    Nulla si dice in ordine ad un pagamento di estinzione del diritto di prelazione, che invece l’Istituto pretende.
    Non capisco, quindi perché l’Istituto pretenda comunque il pagamento per la sua estinzione, peraltro non previsto nell’atto, commisurandolo al 10% della rendita catastale oltre iva.
    Nella sicurezza che vorrò fornirmi il suo definitivo parere sull’argomento, La ringrazio comunque e Le porgo i più cordiali saluti.

  465. paola scrive:

    Gent.ma dott.ssa Addante,
    vivo in una palazzina di quattro ex alloggi ATER – Treviso, tutti riscattati, costituiti ciascuno da alloggio, giardino e da una proprietà comune indivisa costituita da un passaggio per le auto. Sono interessata ad acquistare dagli altri tre proprietari proprio l’ultimo tratto di questo passaggio che finisce come stradina chiusa di fronte al mio alloggio. Si tratta di circa 4-5 metri quadri di proprietà per ciascuno dei proprietari. Uno dei proprietari ha però riscattato l’appartamento da meno di 10 anni e quindi non può vendere la sua parte e pazienza. Per conto degli altri due proprietari, sono state presentate all’ater due perizie asseverate che dichiarano il valore degli alloggi alloggio e delle pertinenze perchè così l’ater ha istruito, telefonicamente, il notaio da me incaricato. Ora l’ater mi risponde che per uno degli alloggi non c’è il diritto di prelazione e questo è bene, mentre per l’altro, con la perizia che abbiamo presentato, può esercitare la prelazione sull’INTERO ALLOGGIO a meno che non si paghi per l’estinzione. Le chiedo: come può l’ater ‘minacciare’ di voler esercitare la prelazione, e quindi acquistare, un intero alloggio se il proprietario ha dichiarato nella lettera di trasmissione della perizia di voler vendere solo una piccola parte della proprietà comune indivisa di 4-5 mq? Perdoni la lunghezza e La ringrazio fin d’ora se vorrà aiutarmi a capire.

  466. addante scrive:

    anche se si vuole vendere una parte va comunque pagato il diritto di prelazione

  467. addante scrive:

    deve vedere che cosa dicono i due articoli di legge a cui fanno riferimento.
    Comunque la legge 560/93 non prevede il pagamento del diritto di prelazione e inoltre la legge che loro fanno riferimento è antecedente alla legge 560/93, c’è qualcosa di poco chiaro

  468. massimiliano scrive:

    salve volevo un delucidazione mio zio a acquistato una casa iacp nel 2007 dopo neanche un anno è deceduto e l’ho ereditata, siamo a dicembre 2014 volevo sapere se il suddetto immobile lo posso vendere? perchè mi è stato detto che per gli eredi il vincolo si abbassa da 10 a 5 anni ringrazio anticipatamente massimiliano

  469. addante scrive:

    si, ma devi pagare l’indennità di prelazione

  470. valeria scrive:

    Vorrei ristrutturare un immobile ater riscattato e quindi ora di mia proprietà a Roma. Per fare i lavori con una pratica regolarmente presentata al municipio di competenza, devo chiedere permesso all’ater anche se ora sono la piena proprietaria?

  471. addante scrive:

    NO solo al Municipio per le opportune autorizzazioni se deve modificare qualcosa

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