LE LEGGI NON SI TOCCANO
martedì 23 ottobre 2007La legge 42 disciplina la vendita dei 10.600 alloggi AUTOFINANZIATI ed è bene che tutti sappiano che tali alloggi sono stati costruiti senza nessun contributo da parte dello Stato, ma con mutui contratti dagli Enti casa dell’epoca INCIS ecc. pagato dagli assegnatari attraverso il canone prelevato direttamente dalle buste paga dei vincitori del concorso a cui era stato attribuito l’alloggio, una quota del canone era finalizzata al pagamento del mutuo contratto con la banca, mutuo che era stato utilizzato per la costruzione degli immobili.
I mutui furono tutti pagati e gli alloggi automaticamente dovevano divenire di proprietà degli assegnatari, ma purtroppo in quegli anni qualcuno pensò bene di sciogliere gli Enti casa e nel 1976 furono sciolti senza aver definito le pendenze con gli assegnatari e tutti finirono nel calderone dello IACP.
Iniziarono le battaglie degli assegnatari che sfociarono nella L. 513/77 la legge che prevedeva anche la vendita degli alloggi costruiti a totale o parziale contributo dello Stato.
La legge all’art. 27 – 2 comma disponeva: ”le domande per le quali non sia stato stipulato il relativo contratto di cessione in proprietà, devono essere, a cura degli assegnatari, confermate entro sei mesi dalla data in entrata in vigore della presente legge. La mancata conferma fa decadere l’interessato da ogni diritto. alle domande confermate si applicano le norme stabilite dal successivo art. 28.”
Lo IACP non avvisò tutti gli interessati e così molti di essi che non ebbero modo di conoscere la legge approvata l’8 agosto del 1977 non potettero usufruire dei benefici della legge, non essendo stati messi in grado di presentare la domanda entro i termini stabiliti dalla stessa.
Nel 1989 l’allora presidente dello IACP MASSA chiese agli assegnatari che erano in attesa di acquistare definitivamente l’alloggio, un versamento di 200mila lire a conferma della volontà di acquisto, ma nonostante gli assegnatari versarono tale somma nulla accadde.
La lotta degli assegnatari per vedere riconosciuto un loro diritto continuò e infine la Regione Lazio avendo riconosciuto la mancanza da parte dello IACP della dovuta informazione, essendo la legge 513/77 stata approvata in agosto, mese in cui si va in ferie e si è molto distratti, e vista la conferma degli assegnatari a seguito del versamento come caparra delle 200.000 mila lire, richiesto dal Presidente Massa, approvò il 28 agosto del 1991 la legge 42, con la modifica che la valutazione dell’UTE non era più al 1977, ma al momento dell’entrata in vigore della legge regionale, tale scelta fu determinata dalla grave situazione economica in cui versava lo IACP a seguito dello sciagurato prestito di 250 milioni di lire in ECU fatto dallo IACP.
Gli assegnatari si dimostrarono responsabili, anche se tale condizione andava a penalizzare gli aventi diritto e accettarono tale condizione pur di chiudere ogni rapporto con lo IACP.
Purtroppo le cose non andarono lisce, perché lo IACP fece orecchie da mercante e il Presidente Massa ignorò le direttive della regione impartite con la legge 42/91 e il 28 ottobre del 1992 inviò una raccomandata a molti assegnatari chiedendo non il prezzo di acquisto previsto dalla legge, ma un prezzo che variava dai 200 ai 300 milioni per alloggio.
Gli assegnatari si sentirono presi in giro dalla regione e iniziarono a chiedere alla regione solo ed unicamente il rispetto della legge e la sua corretta applicazione, battaglia che costò sacrifici che sfociò in manifestazioni, cortei blocchi stradali, perché oltre ad aver accettato un prezzo maggiore di quello previsto dalla legge 513/77 sancito dalla legge 42/91, adesso si vedevano arrivare addirittura prezzi di mercato.
La Regione Lazio, grazie anche all’intelligenza politica di chi all’epoca stava all’opposizione e che andò a governare, riconobbe la ragione delle richieste degli assegnatari che volevano solo che i loro diritti acquisiti, riconosciuti anche dalla legge, venissero rispettati.
Purtroppo con la successiva giunta Badaloni le cose si arrestarono nuovamente perché il Presidente dello IACP Appetecchia che prese il posto del Commissario straordinario Insenga, per piaggeria nei confronti dell’assessore Bonadonna(politicamente contrario alla vendita)trovò mille pretesti per rallentare e rinviare le vendite.
Nel frattempo lo Stato con la legge 560/93 chiuse la legge 513/77 e dettò nuove norme per la vendita degli alloggi costruiti con il contributo dello Stato calcolando il prezzo non più in base alla valutazione dell’UTE,ma in base alla rendita catastale.
La Giunta Storace, addirittura annullò la legge 42/91 con una delibera, aumentando nuovamente i prezzi, ma per fortuna la poca conoscenza giuridica di chi governava evitò una tragedia in quanto una delibera non può modificare una legge.
Ed oggi la Giunta Marrazzo consente una campagna di stampa scandalistica in merito a tale vendita, senza approfondire e conoscere come stanno realmente le cose, per semplice paura, si accoda a quanto detto dai giornali, imbeccati sicuramente da qualcuno, senza pretendere che la verità venga fuori, denunciando la cattiva gestione dello IACP e oggi dell’ATER che sono responsabili di queste mancate vendite che servivano a ripianare i loro debiti, i 250 milioni di mutuo fatti dal Presidente Massa e mai pagati oggi sono diventati la metà del buco di bilancio dell’ATER.
Sarebbe opportuno che il Presidente e la giunta si informassero meglio sulle questioni prima di gridare allo scandalo, perché lo scandalo è risanare i buchi di bilancio sulle spalle dei cittadini indifesi.
Il Presidente dell’ATER ha un compito, quello di risanare l’Azienda, in questo modo non la risana, ma consentirà alla Banca che ha concesso il famoso mutuo in ecu di 250 milioni di lire all’allora Presidente Massa ipotecando 5000 dei 10.600 alloggi in vendita a 50milioni caduno oggi 25.000 euro, e i 5000 alloggi sono quelli che l’ATER indica come alloggi di pregio.
Orbene visto che questi alloggi sono nelle zone di pregio è preferibile che li acquistino gli aventi diritto che stanno aspettando di acquistarli da 30 anni avendoli già pagati e pagando ancora 50-70 – 80 mila euro o la banca a 25 mila euro?
Va comunque detto che questi alloggi cascano a pezzi che non hanno mai visto una manutenzione da parte dell’ente e che se reggono solo grazie ai sacrifici di chi li abita da decenni.
La finanziaria regionale legge 27/2006, ha già provocato un danno agli aventi diritto, diminuendo il numero degli alloggi in vendita previsti dai piani approvati all’epoca dalla regione lazio, per accontentare rifondazione e ha aumentato i prezzi applicando l’aumento ISTAT.
Oggi la giunta Marrazzo approva due delibere una per bloccare le vendite e solo grazie ad alcuni assessori è stato messo il termine di due mesi e un’altra dove chiede di vendere nelle zone cosiddette di pregio a prezzo di mercato a chi supera il reddito di decadenza che è di 25.200 euro fatti gli abbattimenti di legge e aumentando il prezzo anche a coloro che rientrano nel reddito.
Questa è una giunta di sinistra? Questa è una Giunta che non ha memoria storica , che in campagna elettorale ha detto a tutti gli assegnatari che avrebbero rispettato le leggi sulla vendita e oggi si rimangia tutto.
Noi chiediamo il rispetto dei cittadini che da anni aspettano un loro diritto che dal 1977 ad oggi tale diritto è stato utilizzato e strumentalizzato ad ogni campagna elettorale con promesse poi mantenute a metà o non mantenute affatto, che hanno visto ogni volta lievitare il prezzo di acquisto.
Perché non si è gridato allo scandalo quando acquistavano tali alloggi i funzionari dello IACP?
Perché ai funzionari dello IACP è stato venduto anche se avevano proprietà immobiliari e ai comuni assegnatari non si vende se hanno ereditato la casa paterna al proprio paese d’origine?
Forse il Presidente dell’Ater dovrebbe vedere queste cose e non inventarsi prezzi di mercato, finanza strutturata, abbiamo tutti visto Report.
E poi ciò che state facendo è incostituzionale perché ormai nelle zone di pregio è stato venduto il 60% delle alloggi in vendite con la 513/77 – il 60% degli alloggi in vendita con la 42/91 – il 60% degli alloggi in vendita con la legge 560/93, nello stesso palazzo sullo stesso pianerottolo per responsabilità che vanno unicamente allo IACP e all’ATER e alla Regione ci sono appartamenti venduti ai prezzi previsti dalle leggi vigenti e altri che verranno venduti a prezzi maggiorati o addirittura a prezzi di mercato.
Questo è ciò che vuole fare la Regione Lazio, la Regione di tutti, questo è solo un suicidio politico.
LE LEGGI NON SI TOCCANO
VOGLIAMO CHE I NOSTRI DIRITTI ACQUISITI VENGANO RISPETTATI
