Stimolante serata poetica al Planet Onlus

Il 20 gennaio presentati gli Aperilibri Diramazioni Urbane e Vincenzo Scarpellino Antologia
Redazione - 22 gennaio 2017

Gli amanti della poesia hanno riempito la sala dell’Associazione Planet Onlus venerdì 20 gennaio 2017 alle ore 17 in via G. Arcangeli 21 a Centocelle Roma per la presentazione di due Aperilibro (Edizioni Cofine, 2016): Diramazioni Urbane a cura di Anna Maria Curci e Vincenzo Scarpellino Antologia a cura di Cosma Siani

Sono intervenuti: Luisella Di Curzio, Francesco Figliomeni, Anna Maria Curci, Vincenzo Luciani, Maurizio Rossi

I poeti Davide Cortese – Fernando Della Posta – Michele Ortore – Viviana Scarinci hanno riscosso un franco successo con le loro poesie, ascoltate con molta attenzione dagli appassionati della poesia che seguivano sui testi la declamazione delle poesie presenti negli Aperilibri.

Hanno anche letto loro poesie presenti sull’Agenda del Parco 2017 Maurizio Rossi, Anna Maria Curci e Francesco Di Giorgio.

A margine della serata ecco alcune interessanti riflessioni pubblicate on line dalla poetessa Viviana Scarinci:

DIRAMAZIONI LIMITROFE E RESISTENTI

È sorprendente il ripetersi di certe formule di impossibile trascrizione, come quasi sempre quelle che riguardano la poesia. Sorprendente anche se in determinate condizioni si ripetono immancabilmente. Quello che la poesia genera da un punto di vista periferico ossia che non parte dalla centralità di se stesso ma contatta l’espansione a perdita d’occhio di un tracciato molto più vasto del proprio, è un fatto effimero e necessario che si determina solo in certe condizioni. È una sorta di rito pagano collettivo che funziona solo se gli officianti vivono in se stessi l’esperienza poetica del proprio immancabile valore periferico rispetto agli altri, tutti gli altri. La città e ciò che progressivamente si distanzia dal centro, si separa o che nasce fuori, a ridosso, limitrofo e pur sempre contenuto ben oltre le mura, rispecchia questo movimento che esiste oltre la propria centralità, oltre il proprio ego, il proprio narcisismo.

Quando ciò accade come un fatto che sta insieme all’altro ma che avviene comunque attraverso un’inevitabile e effimera identità poetica individuale, non è mai un caso e appunto dipende da dove si fa e da chi c’è, da chi l’ha preparato e l’ha reso possibile attraverso la piena coscienza del proprio valore superfluo e (r)esistente. Io ieri ho sentito e pensato tutto ciò grazie all’operato di due poeti:  Anna Maria Curci e Vincenzo Luciani che hanno fatto della propria poesia uno snodo, una diramazione viva e fattiva appunto, capace di continuare oltre le poesie scelte per una piccola e preziosa antologia e le persone in ascolto in quel momento. Tutto ciò anche grazie alla sensibilità degli altri poeti coinvolti nell’antologia: Davide Cortese, Fernando Della Posta, Michele Ortore, Michela Zanarella tutti assolutamente assonanti in questo discorso.

Foto di Aldo Zaino


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